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Accordo 18 aprile 1966

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Accordo 18 aprile 1966
Accordo 18 aprile 1966
ACCORDO INTERCONFEDERALE 18 APRILE 1966
PER LA COSTITUZIONE ED IL FUNZIONAMENTO DELLE COMMISSIONI INTERNE
Addì 18 aprile 1966 in Roma,
tra
la Confederazione Generale dell’Industria Italiana, rappresentata dal Dott. Salvatore Borletti e
dall’Ing. Emilio Zacchi, Presidente del Comitato Permanente per i problemi sindacali, assistiti
dal Vice Segretario Generale Avv. Rosario Toscani, dal Dott. Filippo Bazzanti e con la
partecipazione di una delegazione industriale composta dai Sigg.ri: Dott. Serafino Agostini,
Dott. Aldo Baro, Dott. Aldo Bermone, Dott. Belmiro Boni, Avv. Mario Caristo, Dott. Vincenzo
Ciminelli, Gr. Uff. Umberto Craighero, Dott. Sandro Dall’Aglio, Avv. Alberto Federici, Dott.
Guglielmo Ferraris, Dott. Gabriele Ferrini, Avv. Alberto Francioli, Dott. Ettore Gagliardi, Avv.
Giorgio Garino, Avv. Carmelo Guccione, Dott. Mario Lupo, Avv. Giovanni Mascini, Dottor
Giorgio Marramao, Avv. Bruno Mazzarelli, Avv. Domenico Melocchi, Dott. Giorgio Miceli,
Dott. Rino Nosadini, Dott. Pio Orlando, Dott. Giuseppe Pedone, Rag. Sergio Reposi, Avv. Carlo
Rolla, Avv. Paolo Salmeri, Avv. Prof. Germano Secreti, Avv. Dino Solaini, Dott. Antonio
Sommariva, Dott. Dino Stefani, Dott. Ezio Vitale, Comm. Geom. Ottorino Zecchi;
l’Associazione Sindacale Intersind, rappresentata dal Presidente Dott. Giuseppe Glisenti,
assistito dal Direttore Generale Dott. Raimondo Bariletti, dal Vice Direttore Generale Dott. Piero
Mecucci, dal Dott. Giuseppe Capo e dal Prof. Giorgio Brnaca;
l’Associazione Sindacale per le aziende petrolchimiche e collegate a partecipazione statale
ASAP, rappresentata dal Presidente Prof. Giorgio Belladore-Pallieri, assistito dal Segretario
Generale Dott. Benedetto De Cesaris, dal Dott. Mario Valente e dal Dott. Guido Fantoni;
e
la Confederazione Generale Italiana del Lavoro rappresentata dagli On.li Luciano Lama, Vittorio
Foa e da Fernando Montagnani, Segretari Confederali, assistiti dal Dott. Eugenio Giambarba e
dall’Avv. Marco Vais;
la Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori, rappresentata dall’On.le Bruno Storti,
Segretario Generale, dal Sen. Dionigi Coppo, Segretario Generale Aggiunto, dall’Avv. Paolo
Cavezzali, Segretario Confederale, dal Dott. Giancarlo Baldini, Vice Segretario Confederale,
assistiti dal Dott. Domenico Valcavi e dal Dott. Aldo Romano della Confederazione e con la
presenza dell’On.le Bruno Fassina e del Sig. Vittorio Meraviglia della FEDERTESSILI, Dei
Sigg.ri: Luigi Macario e Giovambattista Cavazzuti della FIM e del Sig. Giuseppe Reggio della
FEDERCHIMICI e del Sig. Stelvio Ravizza della FILCA;
l’Unione Italiana del Lavoro, rappresentata dal Segretario Generale Sen. Italo Viglianesi, dal
Segretario Confederale Dottor Bruno Corti, dal Segretario Confederale Raffaele Vanni, dal
Segretario Confederale Ruggero Ravenna, dal Segretario Confederale Giuseppe Raffo, assistiti
dal Dott. Tullio Repetto, dal Dott. Giorgio Benvenuto e dal Dott. Giuseppe Buscemi.
*****
Addì 18 aprile 1966 in Roma,
tra
la Confederazione Generale dell’Industria Italiana, rappresentata dal Dott. Senatore Borletti e
dall’Ing. Emilio Zacchi, Presidente e Vice Presidente del Comitato Permanente per i problemi
sindacali, assistiti dal Vice Segretario Generale Avv. Rosario Toscani, dal Dott. Filippo Bazzanti
e con la partecipazione di una delegazione industriale composta dai Sigg.ri: Dott. Serafino
Agostini, Dott. Aldo Baro, Dott. Aldo Bermone, Dott. Belmiro Boni, Avv. Mario Caristo, Dott.
Vincenzo Ciminelli, Gr. Uff. Umberto Craighero, Dott. Sandro Dall’Aglio, Avv. Alberto
Federici, Dott. Guglielmo Ferraris, Dott. Gabriele Ferrini, Avv. Alberto Francioli, Dott. Ettor
Gagliardi, Avv. Giorgio Garino, Avv. Carmelo Guccione, Dott. Mario Lupo, Avv. Giovanni
Mascini, Dott. Giorgio Marramao, Avv. Bruno Mazzarelli, Avv. Domenico Melocchi, Dott.
Giorgio Miceli, Dott. Rino Nosadini, Dott. Pio Orlando, Dott. Giuseppe Pedone, Rag. Sergio
Reposi, Avv. Carlo Rolla, Avv. Paolo Salmeri, Avv. Prof. Germano Secreti, Avv. Dino Solaini,
Dott. Antonio Sommariva, Dott. Dino Stefani, Dott. Ezio Vitale, Comm. Geom. Ottorino Zecchi;
l’Associazione Sindacale Intersind, rappresentata dal Presidente Dott. Giuseppe Glisenti,
assistito dal Direttore Generale Dott. Raimondo Bariletti, dal Vice Direttore Generale Dott. Piero
Mecucci, dal Dott. Giuseppe Capo e dal Prof. Giorgio Branca;
l’Associazione Sindacale per le aziende petrolchimiche e collegate a partecipazione statale
ASAP, rappresentata dal Presidente Prof. Giorgio Balladore-Pallieri, assistito dal Segretario
Generale Dott. Benedetto De Cesaris, dal Dott. Mario Valente e dal Dott. Guido Fantoni;
e
la Confederazione Italiana Sindacali Nazionali Lavoratori CISNAL, rappresentata dall’On.le
Prof. Gianni Roberti, Segretario Generale, dal Comm. Francesco Bloise Segretario Generale
Aggiunto, da Verledo Guidi, Segretario Confederale Dirigente Servizio Sindacale e dal Dott.
Tommaso Sanesi, Segretario Confederale Dirigente il settore industria.
*****
Addì 18 aprile 1966 in Roma,
tra
la Confederazione Generale dell’Industria Italiana, rappresentata dal Dott. Senatore Borletti e
dall’Ing. Emilio Zacchi, Presidente e Vice Presidente del Comitato Permanente per i problemi
sindacali, assistiti dal Vice Segretario Generale Avv. Rosario Toscani, dal Dott. Filippo Bazzanti
e con la partecipazione di una delegazione industriale composta dai Sigg.ri: Dott. Serafino
Agostini, Dott. Aldo Baro, Dott. Aldo Bermone, Dott. Belmiro Boni, Avv. Mario Caristo, Dott.
Vincenzo Ciminelli, Gr. Uff. Umberto Craighero, Dott. Sandro Dall’Aglio, Avv. Alberto
Federici, Dott. Guglielmo Ferraris, Dott. Gabriele Ferrini, Avv. Alberto Francioli, Dott. Ettore
Gagliardi, Avv. Giorgio Garino, Avv. Carmelo Guccione, Dott. Mario Lupo, Avv. Giovanni
Mascini, Dottor Giorgio Marramao, Avv. Bruno Mazzarelli, Avv. Domenico Melocchi, Dott.
Giorgio Miceli, Dott. Rino Nosadini, Dott. Pio Orlando, Dott. Giuseppe Pedone, Rag. Sergio
Reposi, Avv. Carlo Rolla, Avv. Paolo Salmeri, Avv. Prof. Germano Secreti, Avv. Dino Solaini,
Dott. Antonio Sommariva, Dott. Dino Stefani, Dott. Ezio Vitale, Comm. Geom. Ottorino Zecchi;
l’Associazione Sindacale Intersind, rappresentata dal Presidente Dott. Giuseppe Glisenti,
assistito dal Direttore Generale Dott. Raimondo Bariletti, dal Vice Direttore Generale Dott. Piero
Mecucci, dal Dott. Giuseppe Capo e dal Prof. Giorgio Branca;
l’Associazione Sindacale per le aziende petrolchimiche e collegate a partecipazione statale
ASAP, rappresentata dal Presidente Prof. Giorgio Balladore-Pallieri, assistito dal Segretario
Generale Dott. Benedetto De Cesaris, dal Dott. Mario Valente e dal Dott. Guido Fantoni;
e
la Confederazione Italiana Sindacati Autonomi Lavoratori CISAL, rappresentata dal Segretario
Generale Dott. Ubaldo Salvati, dal Segretario Generale Aggiunto Sig. Oddino Banzi e dal Vice
Segretario Dott. Cesare Toscano, assistiti dal Sig. Sergio Penso.
*****
Addì 18 aprile 1966 in Roma,
tra
la Confederazione Generale dell’Industria Italiana rappresentata dal Dott. Senatore Borletti e
dall’Ing. Emilio Zacchi, Presidente e Vice Presidente del Comitato Permanente per i problemi
sindacali, assistiti dal Vice Segretario Generale Avv. Rosario Toscani, dal Dott. Filippo Bazzanti
e con la partecipazione di una delegazione industriale composta dai Sigg.ri: Dott. Serafino
Agostini, Dott. Aldo Baro, Dott. Aldo Bermone, Dott. Belmiro Boni, Avv. Mario Caristo, Dott.
Vincenzo Ciminelli, Gr. Uff. Umberto Craighero, Dott. Sandro Dall’Aglio, Avv. Alberto
Federici, Dott. Guglielmo Ferraris, Dott. Gabriele Ferrini, Avv. Alberto Francioli, Dott. Ettore
Gagliardi, Avv. Giorgio Garino, Avv. Carmelo Guccione, Dott. Mario Lupo, Avv. Giovanni
Mascini, Dottor Giorgio Marramao, Avv. Bruno Mazzarelli, Avv. Domenico Melocchi, Dott.
Giorgio Miceli, Dott. Rino Nosadini, Dott. Pio Orlando, Dott. Giuseppe Pedone, Rag. Sergio
Reposi, Avv. Carlo Rolla, Avv. Paolo Salmeri, Avv. Prof. Germano Secreti, Avv. Dino Solaini,
Dott. Antonio Sommariva, Dott. Dino Stefani, Dott. Ezio Vitale, Comm. Geom. Ottorino Zecchi;
l’Associazione Sindacale Intersind, rappresentata dal Presidente Dott. Giuseppe Glisenti,
assistito dal Direttore Generale Dott. Raimondo Bariletti, dal Vice Direttore Generale Dott. Piero
Mecucci, dal Dott. Giuseppe Capo e dal Prof. Giorgio Branca;
l’Associazione Sindacale per le aziende petrolchimiche e collegate a partecipazione statale
ASAP, rappresentata dal Presidente Prof. Giorgio Balladore-Pallieri, assistito dal Segretario
Generale Dott. Benedetto De Cesaris, dal Dott. Mario Valente e dal Dott. Guido Fantoni;
e
la Confederazione Autonoma Italiana del Lavoro CONFAIL, rappresentata dal Segretario
Generale Sig. Sante Luigi Zaccaria, dai Vice Segretari Sigg.ri: Amilcare Vaccani, Enzo Viviani,
Rag. Arturo Del Trecco, Angelo Riboldi, Cav. Emilio Filippi, Rag. Evangelista Zaccaria e Mario
Frasson.
*****
Addì 18 aprile 1966 in Roma,
tra
la Confederazione Generale dell’Industria Italiana, rappresentata dal Dott. Senatore Borletti e
dall’Ing. Emilio Zacchi, Presidente e Vice Presidente del Comitato Permanente per i problemi
sindacali, assistiti dal Vice Segretario Generale Avv. Rosario Toscani, dal Dott. Filippo Bazzanti
e con la partecipazione di una delegazione industriale composta dai Sigg.ri: Dott. Serafino
Agostini, Dott. Aldo Baro, Dott. Aldo Bermone, Dott. Belmiro Boni, Avv. Mario Caristo, Dott.
Vincenzo Ciminelli, Gr. Uff. Umberto Craighero, Dott. Sandro Dall’Aglio, Avv. Alberto
Federici, Dott. Guglielmo Ferraris, Dott. Gabriele Ferrini, Avv. Alberto Francioli, Dott. Ettore
Gagliardi, Avv. Giorgio Garino, Avv. Carmelo Guccione, Dott. Mario Lupo, Avv. Giovanni
Mascini, Dottor Giorgio Marramao, Avv. Bruno Mazzarelli, Avv. Domenico Melocchi, Dott.
Giorgio Miceli, Dott. Rino Nosadini, Dott. Pio Orlando, Dott. Giuseppe Pedone, Rag. Sergio
Reposi, Avv. Carlo Rolla, Avv. Paolo Salmeri, Avv. Prof. Germano Secreti, Avv. Dino Solaini,
Dott. Antonio Sommariva, Dott. Dino Stefani, Dott. Ezio Vitale, Comm. Geom. Ottorino Zecchi;
e
il Comitato Interfederale dei Sindacati Cristiani, rappresentato dai Sigg.ri: Clementi Luciano,
Giordana Mario, Pecoraro Salvatore, Valetto Giovanni e Vassallo Mario.
Si è stipulato il presente accordo:
Art. 1
Il presente accordo disciplina la costituzione ed il funzionamento della commissione interna, come
organo di rappresentanza dei lavoratori dell’azienda nei confronti della direzione, per i compiti che
le sono espressamente attribuiti dall’accordo medesimo, dandosi atto le organizzazioni firmatarie
che la disciplina collettiva dei rapporti di lavoro, nella fase di formazione, e le relative controversie,
sono riservate alla contrattazione collettiva rientrante nella competenza delle rispettive
organizzazioni sindacali.
Art. 2
Costituzione delle commissioni e nomina dei delegati di impresa, per ciascuna sede, stabilimento,
filiale ed ufficio autonomo di imprese industriali presso cui sia occupato normalmente un numero di
lavoratori superiore a 40 è eletta una commissione interna in rappresentanza dei lavoratori nei
confronti di ciascuna direzione.
Presso le predette unità aziendali che occupino un numero di lavoratori superiore a 5 ma non a 40 è
eletto un delegato d’impresa al quale sono attribuiti gli stessi compiti delle commissioni interne.
Ferme restando le normali competenze delle organizzazioni sindacali, le commissioni interne ed i
delegati d’impresa non possono trasferire o delegare in tutto o in parte, neppure transitoriamente, le
proprie funzioni di rappresentanza del personale nei confronti della direzione delle predette unità
aziendali.
Art. 3
(COMPITI DELLE COMMISSIONI INTERNE E DEI DELEGATI D’IMPRESA)
Compito fondamentale della commissione interna e del delegato d’impresa è quello di concorrere a
mantenere normali i rapporti tra i lavoratori e la direzione dell’azienda per il regolare svolgimento
della attività produttiva, in uno spirito di collaborazione e di reciproca comprensione.
Per l’esercizio delle sue funzioni di rappresentanza del personale spetta alla commissione interna:
1) Intervenire presso la direzione per l’esatta osservanza delle norme di legislazione sociale e di
igiene e sicurezza del lavoro.
2) Intervenire presso la direzione per l’esatta applicazione dei contratti di lavoro e degli accordi
sindacali, tentando in prima istanza la composizione delle controversie collettive ed individuali
relative.
Qualora la controversia non sia risolta sarà deferita alle competenti organizzazioni sindacali. Le
specifiche procedure previste dai contratti restano comunque valide.
3) Esaminare con la direzione, preventivamente alla loro attuazione, al fine di una auspicabile
soluzione di comune soddisfazione, gli schemi di regolamenti interni da questa predisposti, l’epoca
delle ferie, la determinazione dell’orario di inizio e di cessazione del lavoro nei vari giorni della
settimana, anche in caso di turni, sia che si tratti di variazioni di tale distribuzione restando
immutato l’orario di lavoro in atto, sia in relazione a modifiche di orario determinate dalla
direzione.
Dei casi previsti dal secondo comma dell’articolo 1 dell’accordo 5 maggio 1965 relativo ai
licenziamenti per riduzione di personale, la direzione darà comunicazione alla commissione interna,
precisandone i motivi, l’entità numerica e la durata presumibile.
Analoga comunicazione verrà fatta, dalle aziende tenute alla applicazione del comma precedente,
per le riduzioni di orario che ne portino la durata settimanale a 36 ore o al di sotto, sempre che
interessino più del 20 per cento della mano d’opera o comunque più di 500 unità e per una durata
superiore a 30 giorni;
4) Formulare proposte per il perfezionamento dei metodi di lavoro e per il miglior andamento dei
servizi igienico-sanitari, ecc., anche vagliando e trasmettendo alla direzione aziendale quelle
suggerite dai lavoratori al fine di conseguire un migliore funzionamento dei servizi medesimi;
5) Contribuire alla elaborazione degli statuti e dei regolamenti delle istituzioni interne di carattere
sociale (previdenziale, assistenziale, culturale, ricreativo, ecc.) e vigilare attraverso propri
componenti per il migliore funzionamento delle istituzioni stesse.
I delegati di impresa esplicano le stesse mansioni attribuite alle commissioni interne.
Nota a verbale
In relazione al disposto dell’articolo 3, punto terzo, comma primo, le parti concordano che, qualora
l’esame preventivo non porti alla auspicata soluzione di comune soddisfazione, resta salva la facoltà
della direzione della azienda di attuare i provvedimenti che essa ritiene opportuni così come resta
salva la facoltà dell’azione sindacale da parte dei lavoratori.
Art. 4
(NORME PARTICOLARI PER LE ATTIVITÀ STAGIONALI)
Nelle unità aziendali a carattere stagionale nella quale sia già costituita la commissione interna o
nominato il delegato d’impresa in relazione al personale in servizio non stagionale, la assunzione
dei lavoratori per esigenze stagionali non modifica la composizione della rappresentanza già
costituita, salvo quanto disposto dal comma successivo.
Il gruppo dei lavoratori stagionali ove raggiunga il numero di 50 e sia assunto per un periodo
superiore a 15 giorni, può procedere nel proprio seno alla elezione di membri aggiunti alla
commissione interna già costituita o al delegato d’impresa nel numero di due fino a 200 assunti e
oltre 4 oltre tale numero; tali membri parteciperanno all’attività della commissione interna con gli
stessi poteri degli altri componenti solo per la tutela degli interessi dei lavoratori stagionali.
Il mandato conferito ai membri aggiunti scade automaticamente alla fine del periodo stagionale e
per essi, alla scadenza di detto periodo o del contratto a termine, eventualmente più breve, non si
applicano le norme di cui all’articolo 14.
Art. 5
(COMPOSIZIONE DELLA COMMISSIONE)
La commissione interna è unica per tutto il personale di ciascuna sede, stabilimento, filiale od
ufficio autonomo e deve essere composta da impiegati e da operai eletti separatamente in
rappresentanza di ciascuna delle predette categorie in relazione alla entità numerica dei due gruppi.
Il rappresentante di un gruppo non può essere scelto tra gli appartenenti all’altro ed in ogni caso
almeno un posto deve essere riservato agli impiegati o agli altri operai sempre quando il numero
degli uni o degli altri nell’unità aziendale sia superiore alle tre unità.
Art. 6
(NUMERO DEI COMPONENTI)
La commissione interna sarà composta del seguente numero di membri a seconda del numero di
lavoratori occupati in ciascuna delle unità aziendali di cui all’articolo 2:
Da oltre 41 a 175 lav.
n. 3 membri
Da 176 a 500 lav.
Da 501 a 1.000 lav.
Da 1.001 a 2.500 lav.
Da 2.501 a 5.000 lav.
Da 5.001 a 7.500 lav.
Da 7.501 a 12.500 lav.
Da 12.501 a 25.000 lav.
Da 25.001 a 40.000 lav.
Da oltre 40.000 lav.
n. 5 membri
n. 7 membri
n. 9 membri
n. 11 membri
n. 13 membri
n. 15 membri
n. 17 membri
n. 19 membri
n. 21 membri
Art. 7
(ELEZIONI)
Per le elezioni delle commissioni interne o dei delegati d’impresa valgono le norme concordate nel
regolamento allegato.
Art. 8
(DURATA DELLA COMMISSIONE)
La commissione interna resta in carica due anni e può essere revocata prima del termine per
deliberazione conforme di almeno il 51 per cento dei dipendenti della unità aziendale presso la
quale la commissione stessa è costituita, adottata con voto segreto e diretto.
I suoi membri sono rieleggibili.
La richiesta di indire le consultazioni di cui al comma precedente deve essere sottoscritta da almeno
il 25 per cento dei dipendenti delle unità aziendale, con un massimo di mille firmatari per le unità
aziendali con non più di diecimila dipendenti e di duemila firmatari per le unità aziendali con più di
diecimila dipendenti.
Art. 9
(SOSTITUZIONE DI MEMBRI DELLE COMMISSIONI INTERNE)
I membri decaduti per dimissioni dalla carica o dall’azienda per trasferimento, licenziamento
(fermo restando quanto previsto dall’articolo 14), morte, quando dette decadenze, nel periodo di
durata in carica della commissione, non superino, nel loro complesso, il numero rispettivamente
indicato nella seguente tabella saranno sostituiti con i nominativi, aventi i previsti requisiti per
l’eleggibilità, immediatamente seguenti in graduatoria nella lista cui appartenevano i membri
decaduti:
N. dei membri della
commissione
3
5
7
N. sostituzioni consentite
1
2
3
9
11
13
15
17
19
21
4
5
6
7
8
9
10
Le successive sostituzioni di un singolo membro della stessa lista originariamente eletto si
considerano, agli effetti del presente articolo, come una sola sostituzione.
Superando i limiti predetti dovrà procedersi alla totale rielezione della commissione interna.
Le norme di cui al presente articolo si estendono, in quanto applicabili, anche ai delegati d’impresa.
Art. 10
(ATTIVITÀ DELLE COMMISSIONI)
I membri delle commissioni interne e i delegati d’impresa sono soggetti alle comuni norme
contrattuali e quindi devono osservare l’orario di lavoro come tutti gli altri dipendenti.
I membri della commissione interna e i delegati d’impresa dovranno essere posti in condizione di
espletare il loro mandato senza peraltro creare intralci alla produzione e al normale andamento del
lavoro nell’impresa.
Quando, per l’espletamento dei compiti della commissione interna, sorga nei suoi componenti la
necessità di assentarsi dal posto di lavoro durante l’orario, anche per uscire dall’azienda, nonché
quella di recarsi in altri reparti, l’interessato richiederà la relativa autorizzazione.
Nota a verbale
Le parti non hanno inteso interferire nelle agevolazioni previste da regolamenti già in atto in talune
aziende. Nei casi in cui le agevolazioni aziendali abbiano il loro presupposto in particolari
situazioni preesistenti nella materia di cui al precedente articolo 2, primo comma, tali agevolazioni e
situazioni debbono considerarsi tra loro congiunte.
Art. 11
(LOCALI)
Le imprese che abbiano più di 200 dipendenti metteranno a disposizione delle commissioni interne
un locale idoneo nelle ore da convenirsi con la direzione, anche ai sensi di quanto previsto
dall’articolo precedente, perché le commissioni interne possano riunirsi per discutere i problemi
inerenti alla loro attività e perché i componenti delle stesse possano ricevere comunicazioni e
reclami da parte dei lavoratori.
Eguale concessione sarà fatta, in quanto possibile, dalle aziende che occupino da oltre 175 a 200
dipendenti.
Art. 12
(AFFISSIONI)
La direzione metterà presso tutti gli ingressi di normale accesso del personale, in modo ben visibile,
a disposizione della commissione interna o del delegato di impresa, un albo perché vi possano
essere affissi i comunicati inerenti ai loro compiti ed a quelli di carattere sindacale, dandone previa
comunicazione alla direzione medesima.
Art. 13
(RIUNIONI)
Per qualsiasi riunione di lavoratori da tenersi dalla commissione interna nell’ambito dello
stabilimento, collegata ai compiti delle commissioni interne o per discutere problemi sindacali, l’ora
ed il luogo saranno concordati con la direzione.
Salvo casi eccezionali dette riunioni debbono essere tenute fuori dell’orario del lavoro.
Art. 14
(TUTELA DEI COMPONENTI DELLE COMMISSIONI INTERNE E DEI DELEGATI DI
IMPRESA)
Nel concorde intento di prevenire i licenziamenti ed i trasferimenti ingiustificati dei membri delle
commissioni interne e dei delegati di impresa e possibilità di turbamenti in occasione dei
licenziamenti o dei trasferimenti stessi, si conviene quanto segue:
1) I membri di commissione interna ed i delegati di impresa in carica ed uscenti, fino ad un anno
dalla cessazione dalla carica, non possono essere licenziati o trasferiti senza il nulla osta delle
organizzazioni sindacali territoriali che rappresentano rispettivamente il lavoratore interessato e
l’azienda le quali si pronunceranno in merito, dopo un esame conciliativo fatto su richiesta
dell’organizzazione dei lavoratori, entro se giorni dalla notifica fatta dalla associazione dei datori di
lavoro a quella dei lavoratori; quest’ultima notifica segue la comunicazione fatta dall’azienda al
lavoratore interessato ed alla propria organizzazione. Il licenziamento o il trasferimento deve essere
comunicato con forma scritta al lavoratore, il quale ha diritto di chiederne la motivazione.
Dichiarazione a verbale sul punto 1
1) Si considera trasferimento ai sensi del precedente punto 1) anche quello de membri di
commissione interna e delegati di impresa in carica, da uno stabilimento ad altro stabilimento
ubicato nella medesima località, quando negli stessi siano costituite due diverse commissioni
interne.
Le organizzazioni industriali rivolgeranno invito alle aziende perché i passaggi da reparto a reparto
dei membri delle commissioni interne e dal delegato di impresa in carica, siano generalmente evitati
e non avvengano che per esigenze tecnico- produttive.
2) Se il nulla-osta viene concesso o comunque decorso il termine di cui al numero precedente senza
che sia stato richiesto l’esame conciliativo, il provvedimento aziendale diviene operante. Ove il
nulla-osta sia stato negato dall’organizzazione sindacale territoriale alla quale il lavoratore è iscritto
o ha conferito mandato, il lavoratore stesso, con atto da lui firmato, potrà ricorrere, – tramite la detta
organizzazione – entro il dodicesimo giorno dalla notifica di cui al numero precedente, a pena di
decadenza, avverso il provvedimento aziendale ad un collegio di conciliazione ed arbitrato
composto come previsto al seguente punto 3. Detto ricorso, sempre a pena di decadenza, dovrà
essere entro lo stesso termine notificato alla controparte. Nel caso in cui il collegio abbia carattere
non continuativo il termine per la presentazione del ricorso al collegio stesso da parte
dell’organizzazione interessata è di sei giorni, decorrente dalla data di costituzione del collegio
medesimo.
3) Il collegio di cui sopra è composto da un rappresentante dell’organizzazione territoriale che
rappresenta il lavoratore, da un rappresentante dell’organizzazione territoriale che rappresenta
l’azienda e da un presidente da scegliersi di comune accordo dalla predette organizzazioni.
In mancanza di accordo il nominativo del presidente sarà sorteggiato tra quelli compresi in apposita
lista predisposta di comune accordo o, in mancanza di ciò, sarà designato, su richiesta di una o di
entrambe le organizzazioni predette, dal presidente del tribunale, preferibilmente tra magistrati
anche in quiescenza.
Il predetto collegio potrà avere incarico continuativo.
4) Il presidente, appena ricevuta la nomina, provvede a fissare, nel più breve termine possibile, la
data per la convocazione del collegio e delle parti al fine di esperire un tentativo di conciliazione.
Qualora il tentativo non riesca, si redige il verbale negativo e dalla firma di questo cominciano a
decorrere i dieci giorni entro i quali il collegio deve emettere la sua decisione. Quando debbano
essere assunti mezzi di prova il collegio, con il provvedimento con cui li dispone può prorogare per
una sola volta il termine per la decisione e per non più di 15 giorni.
Il collegio decide senza obbligo di formalità procedurali.
Grava sul datore di lavoro l’onere della prova dei fatti posti a base del motivo addotto a
giustificazione del licenziamento o del trasferimento.
Le organizzazioni stipulanti convengono nella necessità che la procedura dinanzi al collegio si
svolga con la maggiore celerità e si adopereranno perché essa si esaurisca entro trenta giorni.
5) Il collegio, indipendentemente dai motivi addotti da datore di lavoro, giudicherà se il
licenziamento o il trasferimento dipende dall’esercizio, da parte del lavoratore interessato, degli
specifici compiti spettanti alle commissioni interne o ai delegati d’impresa, nel qual caso il collegio
dichiarerà inoperante a tutti gli effetti il licenziamento o il trasferimento.
Il collegio, qualora ritenga che il licenziamento non dipenda dall’esercizio degli specifici compiti
spettanti al lavoratore in qualità di membro di commissione interna o di delegato di impresa,
prosegue l’esame del provvedimento di licenziamento del lavoratore secondo le procedure e le
norme dell’accordo interconfederale 29 aprile 1965 sui licenziamenti individuali.
6) In caso di licenziamento per motivi previsti dalla legge o dai contratti di lavoro senza
corresponsione di indennità di licenziamento e/o di preavviso la direzione aziendale potrà
sospendere con effetto immediato il rapporto di lavoro, ferma restando, anche in tali ipotesi, la
procedura di cui al presente articolo.
7) Per i membri ed i delegati di impresa scaduti, uscenti o dimissionari, la cui permanenza in carica
sia stata inferiore ai 12 mesi, si applicano le norme di cui al presente articolo limitatamente ad un
periodo pari a quello di permanenza in carica; tuttavia qualora la permanenza in carica sia stata
superiore ai 7 mesi consecutivi le norme di cui al presente articolo si applicano fino ad un anno
dalla cessazione della carica.
8) La procedura di cui al presente articolo si applica ai membri aggiunti della commissione interna
di cui all’articolo 4 comunque entro i limiti, ad ogni effetto, del loro particolare rapporto stagionale;
non si applica invece ai licenziamenti effettuati per scadenza dei rapporti regolati con contratto a
termine nonché a quelli per fine lavoro come nelle costruzioni edili, nelle industrie stagionali e nelle
industrie saltuarie.
Chiarimento a verbale sul punto 8) dello articolo 14
Si ritiene opportuno che il concetto di fine lavoro comprende anche i casi del graduale esaurirsi di
singole fasi di lavoro che comportano la utilizzazione successiva di lavoratori di differente
qualifica.
9) La tutela prevista nei punti precedenti per i membri della commissione interna e per i delegati di
impresa è estesa ai candidati per il periodo intercorrente tra l’affissione delle singole liste negli
appositi albi e la stesura del verbale di scrutinio.
Nota a verbale sull’articolo 14
Per la identificazione delle organizzazioni competenti a dare o ricevere le notifiche previste
dall’articolo 14 ed a disegnare i loro rappresentanti per la formazione del collegio di cui allo stesso
articolo, si chiarisce che si intendono le organizzazioni industriali interprovinciali o provinciali e le
organizzazioni provinciali dei lavoratori (Camere del Lavoro, Unioni, Camere Sindacali) salvo che
l’organizzazione industriale o quella dei lavoratori abbiano un ambito territoriale più ristretto, in
quanto manchi la organizzazione interprovinciale o provinciale.
Le stesse organizzazioni che secondo i predetti criteri hanno provveduto all’esame della questione
per la concessione del previsto nulla-osta sono competenti per la designazione di un loro
rappresentante per la formazione per la formazione del collegio di conciliazione ed arbitrato.
Norma transitoria per l’articolo 14
Nei casi di licenziamento o di trasferimento di componenti della commissione interna o del delegato
di impresa la cui notifica fatta dall’azienda al lavoratore interessato ed alla propria organizzazione
ai sensi del punto 1) del precedente articolo 14, sia di data anteriore a quella dell’entrata in vigore
del presente accordo e non sia stato ancora iniziato in sede di collegio l’esperimento del tentativo di
conciliazione, l’ulteriore svolgimento della procedura avverrà in base alle norme del presente
accordo.
Nei casi di licenziamento o di trasferimento previsti dal precedente comma per i quali al momento
dell’entrata in vigore del presente accordo sia già in corso dinanzi al collegio la procedura secondo
le norme dello accordo 8 maggio 1953, la stessa continua secondo le norme medesime, ma se il
collegio, confermando il licenziamento, decida di attribuire l’indennizzo speciale di cui al secondo
comma del punto quinto dell’articolo 14 del precitato precedente accordo, si applicano per detto
indennizzo gli importi previsti dall’ultimo comma dell’articolo 11, dagli articoli 12, 14 e dall’ultimo
comma dell’articolo 15 dello accordo interconfederale 29 aprile 1965 per i licenziamenti
individuali.
Art. 15
(CONTROVERSIE)
Le controversie relative all’applicazione del presente accordo saranno esaminate in prima istanza
dalle competenti organizzazioni territoriali dei datori di lavoro e dei lavoratori e in seconda istanza,
per le sole questioni interpretative, dalle organizzazioni stipulanti.
Art. 16
(DECORRENZA E DURATA)
Il presente accordo ed il regolamento allegato hanno decorrenza a partire dal 15 maggio 1966 ed
avranno la durata di tre anni, intendendosi rinnovati di anno in anno qualora non siano disdetti da
una delle parti stipulanti, con lettera raccomandata con A/R, almeno tre mesi prima della scadenza.
REGOLAMENTO PER LE ELEZIONI
Art. 1
(MODALITÀ PER INDIRE LE ELEZIONI)
Per la elezione della C.I. o del delegato d’impresa la C.I. o il delegato, a partire dall’inizio del
ventiquattresimo mese di permanenza in carica, provvederà ad indire le elezioni; inoltre a partire
dalla seconda quindicina dello stesso mese la stessa iniziativa può essere assunta dalle
organizzazioni sindacali dei lavoratori stipulanti o da associazioni o gruppi di lavoratori, non iscritti
alle organizzazioni stesse, quando questi ultimi (associazioni e gruppi) abbiano avuto già membri
eletti nella C.I. uscente.
Qualora superato il ventiquattresimo non siano state indette le elezioni della C.I. o del delegato
d’impresa, l’iniziativa può essere assunta anche da associazioni o gruppi, sia pur non rappresentati
nella C.I. uscente, purché dichiarino preventivamente di presentare liste di candidati.
L’anzidetta iniziativa si concreta in una comunicazione dell’intendimento di procedere alle nuove
elezioni, comunicazione che deve essere in ogni caso affissa nell’albo, esistente presso l’azienda, di
cui all’articolo 12 dell’accordo.
Il termine per la presentazione delle liste è di 10 giorni dalla data di pubblicazione dell’annuncio di
cui sopra; l’ora di scadenza si intende fissata alla mezzanotte del decimo giorno.
Art. 2
(COMITATO ELETTORALE)
Il comitato elettorale viene inizialmente composto da non più di due rappresentanti per ciascuna
delle organizzazioni sindacali dei lavoratori, purché rispettivamente presentino proprie liste di
candidati, e si intenderà definitivamente costituito e funzionante, ai fini delle sue deliberazioni, non
appena trascorso il termine utile per la presentazione delle liste.
Esso si integrerà, all’atto della presentazione di proprie liste da parte di gruppi di lavoratori non
iscritti alle organizzazioni predette, con un rappresentante per ciascuna lista.
I componenti del comitato elettorale devono in ogni caso essere dipendenti dall’azienda e non
candidati.
Il comitato elettorale avrà cura di fissare, d’intesa con la direzione aziendale, ogni modalità
necessaria allo svolgimento delle elezioni, sovraintendendo alle operazioni relative.
Il comitato elettorale nella fase iniziale ha il compito di ricevere le liste rimettendo a
immediatamente dopo la sua completa integrazione ogni contestazione relativa alla rispondenza
delle liste stesse ai requisiti previsti dal presente regolamento.
Art. 3
(PRESENTAZIONE DELLE LISTE)
Le organizzazioni dei lavoratori firmatarie del presente accordo hanno diritto di presentare liste di
loro candidati. Tale diritto compete anche a gruppi di lavoratori, a condizione che, quando gli operai
e gli impiegati aventi diritto al voto siano, complessivamente, in numero superiore a 500, le liste
vengano presentate con la firma di un numero di elettori non inferiore al 3 per cento (arrotondato
all’unità superiore) del numero, rispettivamente, degli operai o degli impiegati aventi diritto al voto
con un massimo, in ogni caso, di 100 firme ed un minimo di 5.
I presentatori delle liste di cui al comma precedente non possono essere candidati né firmatari di più
liste.
Ogni candidato non può essere presentato in più di una lista.
Le liste che rispondono ai requisiti richiesti dal presente regolamento devono avere regolare corso
ed essere affisse ai sensi del comma terzo dell’articolo 9.
Art. 4
(REQUISITI PER L’ELEGGIBILITÀ)
Sono eleggibili i lavoratori di età superiore ai 18 anni, salvo deroga nei casi di notevole aliquota di
giovani inferiori ai 18 anni nell’azienda.
Per la eleggibilità è richiesto il requisito di almeno 6 mesi di anzianità presso l’azienda.
La disposizione di cui al comma precedente non si applica nelle aziende che abbiano iniziata la loro
attività da meno di 12 mesi, nonché nelle industrie nelle quali l’anzianità media del personale
normalmente addettovi sia inferiore a 6 mesi.
Nelle industrie stagionali, mentre per i lavoratori fissi si richiede la anzianità di 6 mesi, per gli altri
valgono le norme previste nell’articolo 4 dell’accordo.
Delle liste dei candidati impiegati non possono far parte candidati operai e viceversa.
Dichiarazione a verbale
Nel caso in cui sia stata avanzata richiesta per la procedura di cui all’accordo 5 maggio 1965 e la
richiesta stessa riguardi un numero relativamente apprezzabile di lavoratori, si riconosce la
opportunità, in linea di massima, di un rinvio delle elezioni dopo che la procedura sia stata esaurita.
Art. 5
(RIPARTIZIONE DEI SEGGI TRA OPERAI ED IMPIEGATI)
Gli elementi necessari per determinare il numero complessivo dei membri della C.I. risultante
dall’articolo 6 dell’accordo, nonché per la ripartizione dei posti rispettivamente spettanti agli operai
e agli impiegati, ai sensi dell’articolo 5 dell’accordo stesso, saranno forniti dalla direzione
aziendale.
La ripartizione dei posti tra gli operai e gli impiegati viene effettuata nel modo seguente:
1) si divide il numero complessivo dei lavoratori per il numero delle unità di cui dovrà essere
composta la commissione;
2) il numero degli operai e quello degli impiegati si dividono per il quoziente ottenuto ai sensi del
punto precedente; i risultanti quozienti interi indicheranno il numero dei seggi da riservarsi
rispettivamente agli operai e agli impiegati;
3) nel caso di esistenza di resti, il seggio residuo sarà assegnato alla categoria operaia o alla
categoria impiegatizia a seconda che l’una o l’altra abbia riportato il resto maggiore anche se non
sia stato raggiunto il quoziente di cui al punto uno;
4) nel caso di parità di resti, il seggio residuo sarà attribuito alla categoria che ha avuto assegnato il
minor numero di seggi. Qualora gli impiegati e gli operai abbiano avuto attribuito un egual numero
di seggi, il seggio residuo, nel caso di parità di resti, sarà assegnato mediante sorteggio.
Nella commissione interna sarà in ogni caso attribuito un posto agli impiegati o agli operai sempre
quando il numero degli uni o degli altri nell’unità aziendale sia superiore alle tre unità.
Art. 6
(NUMERO DEI CANDIDATI)
Il numero dei candidati per ciascuna lista di operai e di impiegati non può superare di due unità il
numero dei seggi in palio per ciascuna categoria.
Art. 7
(SCRUTATORI)
È in facoltà dei presentatori di ciascuna lista di designare uno scrutatore per ciascun seggio
elettorale, scelto fra i lavoratori elettori non candidati.
La designazione degli scrutatori deve essere effettuata non oltre le 24 ore che precedono l’inizio
delle votazioni.
Art. 8
(ELETTORI)
Sono elettori tutti i lavoratori non in prova – compresi gli apprendisti ed i sospesi – iscritti o meno
alle organizzazioni sindacali, che abbiano superato i 16 anni di età.
Nel caso in cui le sospensioni riguardino un numero relativamente apprezzabile di lavoratori, si
riconosce l’opportunità, in linea di massima, di un rinvio delle elezioni fino a che perduri tale
situazione.
Art. 9
(COMPITI DEL COMITATO ELETTORALE)
Il comitato elettorale entro i 5 giorni successivi alla scadenza del termine per la presentazione delle
liste prenderà contatti con la direzione aziendale ai fini degli articoli 2 e 15 del presente
regolamento.
Ove, nonostante il divieto di cui all’articolo 3 del presente regolamento, un candidato risulti
compreso in più di una lista, il comitato elettorale, dopo la scadenza del termine per la
presentazione delle liste e prima di procedere alla affissione delle liste stesse ai sensi del comma
successivo, inviterà il lavoratore interessato a optare per una delle liste.
Le liste dei candidati dovranno essere portate a conoscenza dei lavoratori, a cura del comitato
elettorale, mediante affissione negli albi esistenti presso le aziende, almeno 8 giorni prima della data
fissata per l’inizio delle elezioni.
Eventuali modifiche delle liste conseguenti ad opzioni di cui al secondo comma, nonché a
contestazioni o reclami definiti dal comitato elettorale, sono ammesse entro i primi tre giorni dalla
affissione senza che ciò dia luogo a proroghe nel periodo di affissione; delle rettifiche sarà data
notizia nell’albo e dei reclami sarà comunque fatta menzione nel verbale di cui al settimo comma
dell’articolo 21.
Art. 10
(ADEMPIMENTI DELLA DIREZIONE AZIENDALE)
La direzione aziendale metterà a disposizione del comitato elettorale e dei dipendenti un elenco
aggiornato degli elettori divisi per operai ed impiegati.
La spesa per il materiale necessario all’espletamento delle operazioni elettorali previste dal presente
regolamento è a carico della azienda.
Art. 11
(SISTEMA ELETTORALE)
Nelle elezioni delle commissioni interne si applica il sistema proporzionale previsto dalle norme di
cui all’articolo 21.
Le elezioni avvengono sulla base delle liste presentate a norma degli articoli precedenti.
La votazione degli operai avverrà sulla lista dei candidati operai; la votazione degli impiegati
avverrà sulla lista separata dei candidati impiegati.
Art. 12
(SEGRETEZZA DEL VOTO)
Nelle elezioni il voto è segreto e diretto e non può essere espresso per lettera né per interposta
persona.
Art. 13
(SCHEDE ELETTORALI)
La votazione ha luogo a mezzo di scheda unica, rispettivamente per impiegati ed operai,
comprendente tutte le liste disposte in ordine di presentazione e con la stessa evidenza.
In caso di contemporaneità della presentazione l’ordine di precedenza sarà estratto a sorte.
Le schede devono essere firmate da almeno due componenti del seggio; la loro preparazione e la
votazione devono avvenire in modo da garantire la segretezza e la regolarità del voto.
La scheda deve essere consegnata a ciascun elettore all’atto della votazione dal presidente del
seggio.
Il voto di lista sarà espresso mediante crocetta tracciata sulla intestazione della lista.
Il voto è nullo se la scheda non è quella predisposta o se presenta tracce di scrittura o analoghi segni
di individuazione.
Art. 14
(PREFERENZE)
L’elettore può manifestare la preferenza solo per i candidati della lista da lui votata.
Il voto preferenziale sarà espresso dall’elettore mediante una crocetta apposta a fianco del nome del
candidato preferito.
Le preferenze non possono superare i due terzi (con arrotondamento all’unità superiore) del numero
dei candidati della lista votata. Nel caso in cui le preferenze superino il limite sopra indicato, esse si
intendono annullate, rimanendo valido solo il voto di lista.
L’indicazione di una o più preferenze date alla stessa lista vale quale votazione della lista anche se
non sia stato espresso il voto di lista. Il voto apposto a più di una lista o l’indicazione di più
preferenze date a liste differenti rende nulla la scheda.
Nel caso di voto apposto ad una lista e di preferenze date a candidati di liste differenti, si considera
valido solamente il voto di lista e nulli i voti di preferenza.
Art. 15
(MODALITÀ DELLA VOTAZIONE)
Il luogo, il giorno e l’orario della votazione saranno stabiliti dal comitato elettorale, previo accordo
con la direzione aziendale, in modo tale da permettere a tutti gli aventi diritto l’esercizio del voto.
Qualora l’ubicazione degli impianti e il numero dei votanti lo dovessero richiedere, potranno essere
stabiliti più luoghi di votazione, evitando peraltro eccessivi frazionamenti anche per conservare,
sotto ogni aspetto, la segretezza del voto.
Luogo, giorno ed orario di votazione dovranno essere portati a conoscenza di tutti i lavoratori,
mediante comunicazione negli albi esistenti presso le aziende, almeno 8 giorni prima del giorno
fissato per le votazioni.
Art. 16
(COMPOSIZIONE DEL SEGGIO ELETTORALE)
Il seggio è composto dagli scrutatori di cui all’articolo 7 del presente regolamento e da un
presidente, nominato dal comitato elettorale, appartenente alla unità aziendale di cui all’articolo 2
dell’accordo per la quale si svolgono le elezioni.
Art. 17
(ATTREZZATURA DEL SEGGIO ELETTORALE)
A cura del comitato elettorale ogni seggio sarà munito di una cassetta, idonea ad una regolare
votazione, chiusa e sigillata sino alla apertura ufficiale della stessa per l’inizio dello scrutinio.
Il seggio deve inoltre poter disporre di un elenco completo degli elettori aventi diritto al voto presso
di esso.
Art. 18
(RICONOSCIMENTO DEGLI ELETTORI)
Gli elettori, per essere ammessi al voto, dovranno esibire al presidente del seggio un documento di
riconoscimento personale. In mancanza di documento personale essi dovranno essere riconosciuti
da almeno due degli scrutatori del seggio; di tale circostanza deve essere dato atto nel verbale
concernente le operazioni elettorali.
Art. 19
(COMPITI DEL PRESIDENTE)
Il presidente segnerà nell’elenco di cui all’articolo 17 a fianco del nome dell’elettore, l’indicazione
che lo stesso ha votato scrivendone il nominativo.
Art. 20
(OPERAZIONI DI SCRUTINIO)
Alle operazioni di scrutinio possono presenziare gli elettori.
Al termine dello scrutinio, a cura del presidente del seggio il verbale dello scrutinio, su cui dovrà
essere dato atto anche delle eventuali contestazioni verrà consegnato – unitamente al materiale delle
votazioni (schede, elenchi, ecc.) – al comitato elettorale che, in caso di più seggi, procederà alle
operazioni riepilogative di calcolo dandone atto nel proprio verbale.
Il comitato elettorale al termine delle operazioni di cui al comma precedente provvederà a sigillare
in un unico piego tutto il materiale (esclusi i verbali) trasmesso dai seggi; il piego sigillato, dopo la
definitiva convalida della commissione interna sarà conservato secondo accordi tra il comitato
elettorale e la direzione aziendale in modo da garantire l’integrità e ciò almeno per tre mesi.
Successivamente sarà distrutto alla presenza di un delegato del comitato elettorale e di un delegato
della direzione.
Art. 21
(RIPARTIZIONE DEI SEGGI, VERBALI E RECLAMI AL COMITATO ELETTORALE)
Ciascuna lista ha diritto a tanti posti quante volte il quoziente elettorale risulta contenuto nel
numero dei voti validi da essa riportati. Per quoziente elettorale si intende il rapporto tra i voti validi
ed il numero dei posti riservati agli operai o agli impiegati ai sensi dell’articolo 5. I posti rimasti
vacanti per insufficienza del quoziente elettorale saranno attribuiti alle liste – anche se non abbiano
raggiunto il quoziente – che avranno riportato maggiori resti.
A parità di resti tra liste diverse, il posto va attribuito alla lista che non ha conseguito alcun posto.
Ove, sempre a parità di resti, tutte le liste abbiano conseguito almeno un posto, si ricorrerà al
sorteggio.
A parità di preferenze fra due o più candidati della medesima lista, il posto va attribuito secondo la
successione dei nominativi nelle liste.
Nelle commissioni interne di 3 membri dei quali uno sia riservato agli impiegati e gli altri siano
risultati attribuiti ad operai appartenenti a liste diverse, al rappresentante della lista operaia che
abbia conseguita la maggioranza verrà attribuita un voto doppio sempre che concorrano le seguenti
circostanze:
1) il rappresentante degli impiegati appartenga ad organizzazione o gruppo diverso da quello
operaio di maggioranza;
2) il totale dei voti ottenuto dall’organizzazione o gruppo che ha conseguito la maggioranza nella
votazione per i membri operai, sommato con quello dei voti conseguiti dalla stessa organizzazione o
gruppo nella votazione per il membro della categoria degli impiegati, rappresenti almeno il 50 per
cento più uno del numero di tutti i dipendenti dell’azienda.
Le norme di cui sopra valgono anche nel caso che sia una lista di impiegati a raggiungere la
maggioranza assoluta.
Esaurite le preferenze, verranno considerati eletti i candidati secondo la successione dei nominativi
nelle liste.
Il comitato, sulla base dei risultati di scrutinio, procede alla assegnazione dei posti e alla redazione
del verbale sulle operazioni elettorali, che deve essere sottoscritto da tutti i componenti.
Il comitato elettorale darà immediata notizia delle sue conclusioni mediante affissione.
Trascorsi i 5 giorni dalla affissione dei risultati degli scrutini senza che siano stati presentati reclami
da parte dei dipendenti, si intende confermata l’assegnazione dei posti di cui al settimo comma ed il
comitato ne dà atto nel verbale di cui sopra.
Ove invece siano stati presentati reclami nei termini suddetti il comitato deve provvedere al loro
esame entro 24 ore inserendo nel verbale suddetto le conclusioni alle quali è pervenuto.
Copia di tale verbale e dei verbali di seggio dovrà essere notificata a ciascun rappresentante delle
organizzazioni e gruppi di cui all’articolo 2 del presente regolamento, entro 24 ore dal compimento
delle operazioni di cui al comma precedente e notificata, altresì, a mezzo raccomandata con ricevuta
nel termine stesso, sempre a cura del comitato elettorale, alla organizzazione territoriale dei datori
di lavoro che a sua volta ne darà pronta comunicazione alla azienda.
Art. 22
(CONTESTAZIONI SULLE ELEZIONI)
Le eventuali contestazioni dei destinatari delle notifiche di cui all’ultimo comma dell’articolo
precedente devono essere avanzate da parte degli stessi, a pena di decadenza, entro il termine di 15
giorni dalla data della chiusura del verbale conclusivo del comitato elettorale. Per la organizzazione
dei datori di lavoro il termine predetto decorrerà dalla data della notifica ricevuta.
Le contestazioni di cui sopra dovranno essere trasmesse a mezzo di raccomandata con ricevuta di
ritorno a tutte le organizzazioni e ai rappresentanti dei gruppi di lavoratori nonché alla
organizzazione territoriale dei datori di lavoro, la quale provvederà ad effettuare le relative
comunicazioni all’azienda.
Parimenti, per le contestazioni dell’azienda; l’organizzazione territoriale dei datori di lavoro
provvederà a fare le comunicazioni di cui al comma precedente alle organizzazioni e ai
rappresentanti dei gruppi di lavoratori. I risultati delle elezioni si intenderanno definitivi trascorsi i
termini di cui al primo comma senza che siano state avanzate contestazioni.
In caso di contestazioni, le organizzazioni predette e i rappresentanti dei gruppi ad esse interessati si
incontreranno per l’esame delle contestazioni stesse entro 20 giorni dalla data di chiusura del
verbale conclusivo del comitato elettorale.
Art. 23
(ELEZIONE DEL DELEGATO D’IMPRESA)
Per la elezione del delegato d’impresa le norme del presente regolamento, per quanto attiene
all’intero svolgimento delle elezioni, non trovano applicazione salvo, in ogni caso, quanto disposto
al primo e al secondo comma dell’articolo 1; apposite intese saranno stabilite di volta in volta, tra
l’azienda e i lavoratori dipendenti, in modo che siano comunque osservati i concetti informatori del
presente regolamento relativi alla libertà elettorale ed alla segretezza del voto.
Art. 24
(DISPOSIZIONI PER LE PICCOLE AZIENDE)
Per l’elezione della commissione interna presso le minori aziende, opportune intese possono
intervenire ai fini di consentire il maggiore possibile snellimento delle operazioni relative,
naturalmente senza pregiudizio delle garanzie perseguite dal presente regolamento per la regolarità
delle operazioni stesse e per la segretezza del voto.
Art. 25
(DEFINIZIONE DI “AZIENDA”)
Nel presente regolamento il termine “azienda” si intende riferito anche alle unità aziendali di cui
all’articolo 2 dello accordo.
APPENDICE
Addì 18 aprile 1966, in Roma, contestualmente alla firma dell’accordo è stato sottoscritto il
seguente protocollo.
Le organizzazioni sottoscritte concordemente riaffermano la piena validità del principio –
riconosciuto dalla costituzione e confermato dalla esperienza maturatasi fino ad oggi – in forza del
quale la contrattazione collettiva costituisce il normale e naturale strumento per la regolamentazione
dei rapporti di lavoro nei loro vari e molteplici aspetti.
Le organizzazioni sottoscritte si impegnano, pertanto, ad esplicare ogni azione perché la loro attività
negoziale – riconosciuta dalla costituzione – sia valido strumento di regolamento di tutti gli aspetti
concernenti la disciplina dei rapporti di lavoro e perché, in caso di eventuali iniziative di carattere
legislativo, si pervenga da parte del governo ad una consultazione preventiva delle organizzazioni
sindacali delle due parti.
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