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I dieci punti dello sport

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I dieci punti dello sport
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I dieci punti dello sport
Proposte di programma del quinquennio
Ho presentato all’attenzione del Coni, degli enti di promozione sportiva, del Comitato paralimpico reggiano, che hanno costituito con me il tavolo che ha posto le premesse di questa iniziativa, un piano composto di 10 punti programmatici che oggi sottopongo alla vostra attenzione.
Non mi aspetto né un sì ne un no. E non voglio neppure che ognuno di voi si senta in dovere di
esprimersi in via definitiva sulle proposte che poi farò e che saranno occasione di un approfondimento specifico e di settore, per poi riportare il tutto a una riunione plenaria da promuovere
nei primi mesi del prossimo anno.
uno
Il verde, i parchi, le piste ciclabili, il museo della bicicletta
Lo sport delle persone, quelle associate e quelle che vogliono praticare sport senza essere associate, sono il nostro punto di riferimento. Lo sport come occasione per il benessere fisico e psichico
è quello che dobbiamo sviluppare. I parchi, le piste ciclabili come luoghi per fare pratica sportiva non agonistica: si propone lo sviluppo e il potenziamento della pista ciclabile sul Crostolo
fino al Po, il completamento del parco del Crostolo che dal ponte di San Pellegrino arriva fino
alle vasche di Corbelli (allargamento del percorso dalla parte opposta del Crostolo e congiungimento con un ponte in località Rivaltella), l'unificazione del parco di Marte con sottopasso della
ferrovia, la realizzazione del percorso del Rodano. Per esaltare la peculiarità reggiana nell’uso
della bicicletta si deve sistemare il nuovo museo della bicicletta col materiale della famiglia Cimurri e gestire, con la nuova sede della Cooperatori ciclisti, il circuito di Ospizio.
due
L’etica sportiva
Lo sport come momento di educazione, di socializzazione e anche di cura, rappresenta un obiettivo
fondamentale del nostro quinquennio amministrativo. Occorre stabilire un rapporto di collaborazione fattivo e costante tra Amministrazione comunale e Ausl da un lato e tra Amministrazione
comunale e Centri di prevenzione e recupero dall’altro. In particolare, attivando una cooperazione tra servizi educativi comunali e socio-sanitari con la Fondazione per lo sport, il Coni, gli Enti
di promozione sportiva e le società sportive, occorre vengano promosse e sostenute politiche di
sensibilizzazione, informazione e prevenzione all’uso delle droghe di vecchia e nuova generazione,
indirizzando a ciò risorse destinate allo sviluppo di progetti e favorendo la stipula di convenzioni
con i centri che si occupano della lotta al fenomeno della droga.
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tre
Sport e scuola
Lo sport come strumento per lo sviluppo completo e armonico della personalità dei giovani.
Obiettivo primario è quello di creare sinergie con Coni, Cip, Enti di promozione sportiva e Federazioni, anche attraverso un accordo di programma con la Fondazione per lo sport affinchè all’interno delle scuole si realizzino i seguenti obiettivi: avviare alla pratica sportiva nelle scuole primarie, così come già affrontato nel progetto Giocosport giunto alla tredicesima edizione, presentare
nelle scuole secondarie tutte le discipline sportive, favorire la conoscenza da parte degli studenti di
tutta l’impiantistica sportiva comunale, invitare gli studenti alle manifestazioni sportive più rilevanti, favorire l’integrazione attraverso lo sport tra studenti di diverse nazioni ed etnie, mappare le
palestre (comunali, provinciali, private) idonee alle attività fisiche di tutti gli studenti.
quattro
La Fondazione per lo sport. Non solo gestione
L’assessorato non ha apparato e finanziamenti. Deve assumere sempre più la funzione di ordinatore e di programmatore degli interventi, deve governare la realtà sportiva in accordo con il mondo
sportivo, ma non deve gestire. Questa funzione, assieme alle altre previste del suo statuto, viene
attribuita alla Fondazione per lo sport. L’assessorato leggero è assessorato forte. Il suo punto di
riferimento è la realtà pubblica e privata, quest’ultima essendo parte integrante e imprescindibile
della pianificazione sportiva.
cinque
Gli investimenti per l’impiantistica di base
Come quinto obiettivo di lavoro abbiamo proposto il tema della edificazione degli impianti per lo
sport di base e ho citato alcune opere già in cantiere, sulla base di un nuovo rapporto con le società
sportive. Operazione che – compatibilmente con nuove risorse reperite - potrà continuare anche
nei prossimi anni.
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sei
Il piano piscine e il piano palestre
L’assessorato deve predisporre gli interventi, soprattutto alla luce della grave situazione della finanza locale, tentando di ottimizzare la spesa, e se è possibile di contenerla, e nel contempo di
corrispondere ai bisogni del mondo sportivo. Questo può avvenire superando arcaiche, dannose
e assurde contrapposizioni che pure hanno animato anche a Reggio il confronto su questi temi:
la contrapposizione tra sport popolare e sport spettacolo, quella tra grandi impianti e impianti di
base, quella tra pubblico e privato. Nel primo caso è oggi evidente la necessità di una stretta collaborazione e anche per certi aspetti di una netta intersezione (squadre di bambini e di adolescenti
sono anche all’interno di società professionistiche o semi professionistiche, anche se tale categoria
è stata solo formalmente eliminata). Nel secondo l’intreccio sarà sempre più evidente, poichè i
grandi impianti conterranno anche i piccoli impianti in un gioco di matrioske che appartiene al
migliore presente e al futuro dell’impiantistica sportiva. Nel terzo caso, sia a livello di costruzione
che di gestione, è sempre più inevitabile la coesistenza per soddisfare i bisogni del mondo sportivo.
Restano però tre scelte fondamentali: quella di privilegiare la pratica sportiva, quella di favorire
l’edificazione o la ristrutturazione dei grandi impianti (stadio e palasport) senza oneri per il comune, anzi approfittando di quegli spazi per risolvere anche problemi di impiantistica per altri sport,
quella di programmare gli impianti privati in armonia col territorio e non lasciando spazi ad interventi confusi e disarticolati. Nel piano piscine una funzione importante assume il rapporto tra
pubblico e privato. Esistono a Reggio già alcune piscine private: Eden, Onde chiare e in un rapporto tra pubblico e privato anche Aquatico. L’edificazione da anni prevista della piscina coperta
di Aquatico è una nuova occasione per corrispondere ai bisogni del mondo sportivo e dei cittadini
e potrà avere delle ricadute anche sul complesso natatorio di via Melato.
sette
Le piscine di via Melato alla Fondazione
Le due piscine sono state gestite direttamente dal Comune, contrariamente a tutte le analoghe
realtà della provincia di Reggio e delle province a noi vicine. La peculiarità reggiana ha portato a
un disavanzo così consistente da gravare sugli altri capitoli di spesa. Per questo, come è avvenuto
(con ottimi risultati sul piano del contenimento dei costi di gestione) per tutti gli altri impianti
sportivi reggiani, si deve assegnare la piscina alla Fondazione, perché la gestisca da subito attraverso le società sportive. Con le sole evidenti, ovvie clausole, delle tariffe che vengono decise dalla
Fondazione di concerto col Comune, degli spazi per il pubblico che vanno non solo garantiti, ma
possibilmente anche allargati, del mantenimento delle condizioni di accessibilità agevolata a favore dei diversamente abili. Le piscine rappresentano oggi, nell’attuale drammatica situazione della
finanza locale, l’unica possibile cassa dello sport comunale. Risparmiare per investire, questo lo
slogan che lanciamo.
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otto
Il parco dello sport tra Mirabello e via Terrachini
Il passaggio delle piscine di via Melato alla Fondazione è la prima di tre fasi successive. La seconda è l’affidamento in gestione delle strutture, la terza è l’unificazione dell’area delle piscine,
del tennis e dell’atletica leggera. Si comporrà così un unico parco dello sport a poche centinaia
di metri dal centro storico e unita all’area della Polveriera e del Mirabello in unico progetto già
approvato dalla Giunta. nove
Il nuovo impianto di atletica leggera e dell’indoor
L’attuale campo di atletica Virgilio Camparada risale a quasi cinquant’anni fa. E’ vetusto e arrugginito, merita una parziale manutenzione, così come l’indoor non può vedere risolta definitivamente
la sua problematica all’interno dei magazzini di via Mazzacurati. Il progetto di unificazione delle
attività di via Melato impone oltretutto il trasferimento del campo di atletica altrove. Per questo
si propone come priorità il nuovo campo di atletica leggera, da sistemare o nell’ambito della città
dello sport o all’interno del campus del San Lazzaro o in altra area attrezzata.
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La città dello sport
Va esaltata questa area collocata nel cuore della zona a nord della città. Si tratta di una zona in cui
trovano posto attualmente alcune strutture sportive (stadio, piscine di Aquatico, campo e sede della Galileo). Va sistemata e messa a regime con un progetto unificante, finora mancante. Il nuovo
palasport rappresenta un impegno programmatico della maggioranza e della Giunta. Si tratta di
un obiettivo che la città di Reggio si è data dal 1985, ma mai realizzato prevalentemente per ragioni economiche. L’attuale palasport è vecchio (inaugurato nel 1967), collocato nel pieno centro
storico della città, con una capienza limitata (3.200 posti a sedere), insufficiente per lo sviluppo
della pallacanestro nella massima serie.
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