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«Il sostegno alle imprese deve continuare»

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«Il sostegno alle imprese deve continuare»
- sabato 16 gennaio 2016 -
SINDACATO
l'Adige -
Pagina: 6 -
«Incentivi però selettivi». Cgil, Cisl e Uil intervengono dopo il caso Marangoni
«Il sostegno alle imprese deve continuare»
TRENTO - «Gli investimenti
pubblici a sostegno delle
imprese devono puntare
all’innovazione e alla
rigenerazione del tessuto
produttivo locale per
rafforzare la competitività
delle imprese e qualificare
l’occupazione in Trentino,
indifferentemente che si parli
di industria, artigianato,
agricoltura o terziario». Lo
sostengono, con un
documento unitario, Cgil Cisl
Uil del Trentino per le quali
«le politiche industriali
debbono continuare ad
essere supportate da
adeguate risorse provinciali.
E comunque da soli i
contributi alle aziende non
bastano, servono prima di
tutto investimenti di
Pomini, Ianeselli e Alotti
contesto». «Dobbiamo
rendere il Trentino sempre
più attrattivo e per questa
ragione investire nella
formazione dei giovani e
nell’alternanza scuola/lavoro,
anche in ambito universitario,
e nell’apprendimento
permanente, è fondamentale»,
dicono i tre segretari Franco
Ianeselli (Cgil), Lorenzo Pomini
(Cisl) e Walter Alotti (Uil). Il
caso Marangoni ha riaperto il
dibattito sull’opportunità di
soldi pubblici a sostegno
delle aziende in crisi. Per i
sindacati esistono e vanno
attuati interventi non
meramente difensivi.
«L’obiettivo delle politiche
industriali pubbliche
declinate in tutte le forme»
sostengono «è quello della
qualificazione del nostro
sistema produttivo,
attraverso investimenti in
ricerca e sviluppo,
nell’innovazione
organizzativa e dei prodotti.
Per questo è inimmaginabile
un disimpegno della politica a
sostegno del tessuto
economico e serve una più
forte sinergia tra sistema
della ricerca pubblico e
tessuto economico locale». La
differenza sta semmai nella
scelta degli strumenti
finanziari più adeguati alle
singole situazioni e nel grado
di selettività del sostegno
pubblico, in particolare quelli
fiscali. «Negli ultimi anni,
anche per la crisi, gli impegni
della Provincia a sostegno
delle imprese si sono
intensificati e strumenti,
come i lease back e le
procedure negoziali, hanno
dimostrato la loro validità,
dando ossigeno a imprese in
affanno o sostenendo lo
sviluppo di aziende sane».
- sabato 16 gennaio 2016 -
T R E N T I N O - Pagina: 8 -
«Incentivi per investire sul capitale umano»
I segretari di Cgil, Cisl e Uil sollecitano l’ente pubblico ad adeguati strumenti di sviluppo economico
◗ TRENTO
L’ente pubblico deve puntare
sempre più sull’innovazione e
sulla rigenerazione del tessuto
produttivo locale per rafforzare
la competitività delle imprese e
qualificare l'occupazione in
Trentino,
indifferentemente
che si parli di industria, artigianato, agricoltura o terziario.
Lo sostengono Cgil Cisl Uil
del Trentino per le quali le politiche industriali debbono continuare ad essere supportate da
adeguate risorse provinciali. E
comunque da soli i contributi alle aziende non bastano. «La rigenerazione passa anche dalla
qualificazione del nostro capitale umano. Dobbiamo rendere il
Trentino sempre più attrattivo e
per questa ragione investire nella formazione dei giovani e nell'
alternanza scuola/lavoro, anche
in ambito universitario, e nell'
apprendimento permanente, è
fondamentale», dicono i tre segretari Franco Ianeselli, Lorenzo
Pomini e Walter Alotti.
Se il caso Marangoni, dunque, riapre il dibattito sull'opportunità che si investano soldi
pubblici a sostegno delle aziende in crisi, i sindacati ribadiscono che esistono e vanno attuati
interventi non meramente difensivi. «L'obiettivo delle politiche industriali pubbliche declinate in tutte le forme – sostengono – è quello della qualificazione del nostro sistema produtti-
vo, attraverso investimenti in ricerca e sviluppo, nell'innovazione organizzativa e dei prodotti.
Per questo è inimmaginabile un
disimpegno della politica a sostegno del tessuto economico e
serve una più forte sinergia tra
sistema della ricerca pubblico e
tessuto economico locale». La
differenza, per le tre confederazioni, sta semmai nella scelta degli strumenti finanziari più adeguati alle singole situazioni. Negli ultimi anni, anche a causa
della crisi, gli impegni della Provincia a sostegno delle imprese
si sono intensificati e strumenti,
come per esempio i lease back e
le procedure negoziali, hanno
dimostrato la loro validità, dando ossigeno a imprese in affan-
no o sostenendo lo sviluppo di
aziende sane. Nei casi in cui questo non è avvenuto, e ce ne sono
stati, Piazza Dante non ha comunque gettato al vento i propri
investimenti perché, oltre ad
aver tutelato il capitale umano,
ha potuto utilizzare gli immobili
industriali rimasti in possesso di
Trentino Sviluppo per attrarre
nuove attività produttive.
Il sostegno al tessuto economico si avvale anche della leva fiscale, grazie agli sgravi Irap e al
nuovo strumento del credito
d'imposta. Accanto alle politiche del lavoro, quelle industriali
pubbliche restano quindi centrali per consentire la rigenerazione del nostro tessuto produttivo.
L’ex Whirpool riconvertita
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