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Approvazione dei requisiti strutturali e gestionali

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Approvazione dei requisiti strutturali e gestionali
Progr.Num.
1302/2013
GIUNTA DELLA REGIONE EMILIA ROMAGNA
Questo giorno lunedì 16
dell' anno 2013
del mese di
settembre
si è riunita nella residenza di
via Aldo Moro, 52 BOLOGNA
la Giunta regionale con l'intervento dei Signori:
1) Errani Vasco
Presidente
2) Bianchi Patrizio
Assessore
3) Bortolazzi Donatella
Assessore
4) Gazzolo Paola
Assessore
5) Lusenti Carlo
Assessore
6) Marzocchi Teresa
Assessore
7) Mezzetti Massimo
Assessore
8) Muzzarelli Gian Carlo
Assessore
9) Peri Alfredo
Assessore
10) Rabboni Tiberio
Assessore
Funge da Segretario l'Assessore
Muzzarelli Gian Carlo
Oggetto: APPROVAZIONE DEI REQUISITI STRUTTURALI E GESTIONALI PER LE STRUTTURE DI RICOVERO E
CUSTODIA DI CANI E GATTI, OASI E COLONIE FELINE.
Cod.documento
GPG/2013/802
pagina 1 di 28
Testo dell'atto
Num. Reg. Proposta: GPG/2013/802
----------------------------------------------------LA GIUNTA DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA
Richiamate:
−
la L. n. 281/91 "Legge quadro in materia di animali
d’affezione e prevenzione del randagismo" che demanda alle
regioni di provvedere a determinare, con propria legge, i
criteri per il risanamento dei canili comunali e la
costruzione dei rifugi per i cani;
−
la L.R. n. 27/2000 "Nuove norme per la tutela ed il controllo
della popolazione canina e felina che:
-
all’art.5, comma 1, stabilisce che la Regione EmiliaRomagna definisca linee di indirizzo e coordinamento,
tra l’altro, per la definizione di programmi provinciali
destinati
alla
realizzazione
di
iniziative
di
risanamento, costruzione e gestione delle suddette
strutture di ricovero;
-
all’articolo 19 prevede che le strutture di ricovero e
custodia dei cani e gatti debbano comprendere specifici
reparti e rispondere a peculiari caratteristiche
per
garantire
le
condizioni
igienico
sanitarie
delle
strutture e la tutela del benessere degli animali ivi
ricoverati;
Visti:
− L’Art. 4 comma 2 bis della L.R. 5/2005 introdotto dalla L.R.
3/2013 il quale stabilisce che la Giunta, sentita la
commissione consiliare competente, emana apposite indicazioni
tecniche aventi per oggetto i requisiti delle strutture volte
al ricovero dei cani e dei gatti nonché di detenzione degli
animali da affezione, con disposizioni specifiche per la
detenzione dei cani da parte di privati;
− il D.P.R. n. 320 del 8/02/54 “Regolamento di Polizia
Veterinaria” e in particolare l’art. 24 che prevede riguardo
ai canili che siano sottoposti alla vigilanza veterinaria;
− la DGR 139/2011 “Definizione delle procedure di acquisto e
distribuzione
dei
microchip
di
identificazione
e
di
registrazione dei cani presenti sul territorio della Regione
Emilia-Romagna il quale prevede che nel caso di strutture di
ricovero per cani di cui all’art. 17 della L.R. 27/2000, la
registrazione all’anagrafe canina degli animali ospitati si
effettui al Comune sul cui territorio risiede la struttura
pagina 2 di 28
che ospita i cani e i costi dei microchip e relative spese di
identificazione rientrino nel costo di gestione della
struttura;
Ritenuto quindi necessario:
−
indicare
linee
di
indirizzo
per
la
costruzione,
ristrutturazione e la gestione delle strutture di ricovero
per cani e gatti, oasi feline e colonie feline per la tutela
del benessere degli animali ospitati;
− definire i requisiti minimi gestionali delle attività di
cattura/raccolta, custodia, mantenimento e affidamento, delle
strutture di ricovero per cani e gatti e oasi feline, sia
pubblici che privati e i requisiti per il censimento,
l’istituzione e la gestione delle colonie feline;
− fornire linee guida per la elaborazione dei regolamenti dei
canili e delle strutture di ricovero per gatti;
− definire
i
criteri
di
veterinaria, individuando i
degli animali catturati e
ricovero;
−
funzionamento
dell’assistenza
livelli minimi di assistenza
ospitati nelle strutture di
fornire elementi di riferimento per la stesura delle
convenzioni con Associazioni e/o Enti gestori incaricati
della gestione delle strutture di ricovero;
Considerato che sono stati informati gli Enti e le associazioni
interessate sulle istruzioni tecniche e sono state accolte, per
quanto possibile, le proposte formulate;
Acquisito il parere della Commissione Assembleare IV “Politiche
per la salute e politiche sociali” espresso nella seduta del………..
Richiamate le deliberazioni di Giunta n. 1057 del 24 luglio
2006, n. 1663 del 27 novembre 2006, n. 1377/2010 e n. 1222 del 4
agosto 2011 e n.725/12;
Dato atto del parere allegato;
Su proposta dell’Assessore alle Politiche per la Salute;
A voti unanimi e palesi
D e l i b e r a
di approvare, per le motivazioni espresse in premessa che qui
si intendono integralmente riportate, l’Allegato A “Criteri
strutturali e gestionali delle strutture di ricovero per cani
e gatti, oasi feline e colonie
feline” parte integrante e
sostanziale del presente atto;
2. di pubblicare il presente provvedimento ed il relativo
Allegato nel Bollettino Ufficiale.
1.
- - - - -
pagina 3 di 28
Allegato parte integrante - 1
Allegato A
INDICE
1. Definizioni
2. Requisiti strutturali e ambientali per le strutture di
ricovero e custodia per cani e gatti e oasi feline, sia
pubbliche
che
private,
di
nuova
costruzione
e
ristrutturazione/adeguamento delle strutture preesistenti
3. Requisiti strutturali e funzionali per le strutture di
ricovero e custodia per cani
4. Censimento e gestione delle colonie feline
5. Requisiti strutturali e funzionali per le strutture di
ricovero e custodia per gatti
6. Oasi feline
7. Requisiti gestionali
8. Gestione clinico-sanitaria nei canili e nelle strutture di
ricovero per gatti/oasi feline
9. Gestione del personale dipendente
10. Gestione dell’attività del volontariato
11. Gestione dell’utenza
12. Pulizia, disinfezioni e disinfestazioni
13. Tenuta dei registri –Documentazione
14. Smaltimento animali morti
15. Smaltimento rifiuti sanitari
16. Regolamento delle strutture di ricovero per cani e gatti
17. Gestione emergenze
18. Competenze dei Comuni
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1.
Definizioni
Cane vagante: qualunque cane libero sul territorio.
Cane iscritto all’anagrafe: cane registrato all’anagrafe degli
animali d’affezione comunale/regionale o nazionale.
Cane identificato: cane identificato mediante codice identificativo
univoco, microchip o tatuaggio leggibile (art. 8 e 9, L.R. 27/2000,
DGR 139/2010).
Anagrafe regionale degli animali d’affezione: sistema informatizzato
di registrazione dei cani, gatti e furetti di cui alla DGR 139/2011.
Anagrafe nazionale degli animali d’affezione: sistema informatizzato
di raccolta dei microchip e dei dati segnaletici dei cani, gatti e
furetti gestito dal Ministero della Sanità.
Servizio di Controllo/Tutela della popolazione canina e felina:
organizzazione di personale, mezzi e strutture di cui i Comuni,
singoli o associati, devono risultare dotati per la corretta gestione
delle presenza canina e felina sul territorio.
Canile pubblico: tutte le strutture integrative dei servizi di
Controllo/Tutela della popolazione canina, necessarie per garantire
il ricovero provvisorio o permanente dei cani oggetto di intervento
pubblico.
Reparto/canile sanitario: (art. 19, L.R. 27) struttura sanitaria
pubblica finalizzata alla custodia temporanea a al controllo della
popolazione canina vagante.
Reparto/canile per il ricovero ordinario/permanente: (art. 19, L.R.
27) reparto nel quale sono custoditi cani che hanno superato
l’osservazione sanitaria e il controllo veterinario presso il
reparto/canile sanitario con la finalità prioritaria della adozione.
Canile/rifugio
privato:
struttura
privata
autorizzata,
autofinanziata, che deve comunque soddisfare i requisiti strutturali
e gestionali delle strutture pubbliche.
Struttura temporanea: struttura di prima accoglienza autorizzata in
cui vengono momentaneamente custoditi cani catturati sul territorio
regionale in attesa dell’inoltro al reparto sanitario delle strutture
di ricovero e custodia di riferimento o della riconsegna immediata al
proprietario.
Operatore: prestatore d’opera specifica nell’ambito di un rapporto di
un lavoro comunque regolato.
Volontario: colui che fornisce un impegno personale, spontaneo e
gratuito ai sensi dell’art. 2 della legge quadro sul volontariato n.
266/91, tramite l’organizzazione di cui il volontario fa parte.
Formazione: il datore di lavoro ha l’obbligo di informare e formare
adeguatamente i lavoratori, dipendenti e volontari, affinchè i rischi
per la sicurezza e la salute, e le specifiche competenze, così come
le misure di prevenzione e protezione adottate, siano riconosciute e
rispettate dagli operatori.
Adozione: assegnazione di animali oggetto di intervento pubblico a
soggetti privati che ne assumono la cura, dando garanzie di buon
trattamento.
pagina 5 di 28
Adottante: soggetto privato a cui viene trasferita la proprietà di un
cane proveniente da una struttura di ricovero autorizzata con
registrazione in anagrafe regionale degli animali d’affezione.
Affido: consegna temporanea ad un affidatario che ne diventa il
custode giudiziario. Al momento della consegna del cane, andrà
sottoscritto un formale atto nel quale i cittadini affidatari
dichiarano di essere consapevole che l’affidamento può avere
carattere di temporaneità, che è prestato a titolo gratuito e che è
vincolato all’esito delle indagini in corso, impegnandosi alla
eventuale immediata restituzione del cane in caso di richiesta da
parte dell’autorità giudiziaria.
Responsabile
dell’assistenza
sanitaria:
laureato
in
Medicina
Veterinaria iscritto all’Albo Professionale, che assicura le funzioni
di responsabile sanitario in tutte le attività riferibili alla salute
e al benessere degli animali custoditi.
Responsabile della gestione del canile/della struttura di ricovero
per gatti: coordina le attività della struttura di ricovero.
Regolamento del canile/della struttura di ricovero per gatti:
disciplina le modalità inerenti il funzionamento e la gestione della
struttura
deputata ad accogliere cani/gatti. Tale regolamento deve
essere approvato dal Comune sul cui territorio è situata la
struttura,
previo
parere
favorevole
del
Servizio
Veterinario
dell’AUSL competente per territorio.
Gatto
vagante
di
proprietà:
gatto
con
accesso
all’esterno
dell’abitazione di privati cittadini che ne dichiarano la proprietà
in caso di verifica.
Colonia felina: si definisce colonia felina un luogo dove gatti
liberi sono sotto tutela come previsto dalla L.R. 27/2000.
Referente di colonia felina: cittadino autorizzato e adeguatamente
formato anche non appartenente ad associazioni animaliste, che si
occupa dell’accudimento delle colonie feline.
Struttura di ricovero per gatti: struttura, sia pubblica che privata,
destinata al ricovero dei gatti gestita direttamente dai Comuni
singoli o associate o da associazioni non a fini di lucro o
Cooperative sociali o privati, con apposita convenzione.
Oasi
felina:
struttura
permanenti
di
ricovero
per
gatti
caratterizzata da recinzioni di delimitazione che non impediscono
l’allontanamento degli animali in modo autonomo.
2.
Requisiti strutturali e funzionali per le strutture di ricovero e
custodia per cani e gatti e oasi feline, sia pubbliche che private,
di nuova costruzione e ristrutturazione/adeguamento delle strutture
preesistenti
2.1 Autorizzazione
Le strutture di ricovero e custodia per cani, gatti e le oasi feline,
sia pubbliche che private, sono soggette ad autorizzazione rilasciata
dal Sindaco, previo parere favorevole dell’AUSL competente per
territorio come previsto dal D.P.R. 320/1954, art. 24.
Nell’autorizzazione delle strutture di ricovero per cani e gatti deve
essere indicato il numero massimo degli animali ospitabili.
pagina 6 di 28
2.2 Requisiti generali
I progetti di nuova costruzione/ ristrutturazione devono essere
corredati da una specifica valutazione di impatto ambientale.
Gli ambienti interni ed esterni devono essere progettati e costruiti
in modo da garantire la sicurezza degli animali ospitati, degli
operatori, dei volontari e dei visitatori in ottemperanza alla
normativa vigente in materia
Le strutture devono essere servite da strada/e di facile accesso,
devono essere allacciate alla rete elettrica e idrica, devono essere
dotate di un idoneo sistema di scarico degli effluenti e delle acque
di lavaggio.
I materiali di costruzione di box, gabbie, recinti e attrezzature con
i quali gli animali possono venire a contatto non devono essere
nocivi per gli animali stessi, privi di spigoli taglienti o sporgenze
e
tutte
le
superfici
devono
essere
facilmente
lavabili
e
disinfettabili.
I pavimenti devono essere costruiti e mantenuti in maniera tale da
non arrecare sofferenza o lesioni alle zampe degli animali; non
devono essere sdrucciolevoli e sono pertanto da evitare tutti i
materiali eccessivamente levigati.
La pavimentazione dei box e dei corridoi di passaggio deve garantire
adeguata capacità drenante delle acque di lavaggio in modo che non
permangano ristagni d’acqua.
Le strutture devono disporre di aree verdi, essere dotate di idonea
ombreggiatura garantita anche attraverso adeguata alberatura.
2.3 Arricchimenti ambientali
Nella gestione delle strutture di ricovero per cani e gatti devono
essere previsti arricchimenti ambientali utili a garantire il
benessere degli animali.
2.4 Indicazioni climatiche per i ricoveri di custodia
La circolazione dell’aria, la quantità di polvere, la temperatura,
l’umidità relativa dell’aria e le concentrazioni di gas devono essere
mantenute entro limiti non dannosi per gli animali.
I locali chiusi devono essere provvisti di finestre sufficienti per
l’illuminazione naturale e il ricambio d’aria.
2.5 Ispezioni
I ricoveri devono essere ispezionati almeno 1 volta al giorno dal
personale e per consentire il controllo degli animali in qualsiasi
momento deve essere disponibile un’illuminazione fissa o mobile.
Qualora si rilevino alterazioni dello stato sanitario o del
comportamento degli animali, dovrà essere data comunicazione al
medico veterinario responsabile sanitario.
Adeguamento delle strutture
Le strutture di ricovero per
adeguare i propri parametri
previsti da tale norma entro il
2.6
preesistenti
cani e gatti già costruite
strutturale e gestionale a
31/12/2020.
devono
quelli
pagina 7 di 28
Nelle strutture di ricovero per cani e gatti deve essere garantita la
completa separazione fisica da eventuali altre attività private
gestite nello stesso complesso.
3.Requisiti strutturali e funzionali per le strutture di ricovero e
custodia per cani
La capacità massima recettiva di una struttura di ricovero per cani
di nuova costruzione è individuata in 200 cani.
L’area del canile deve essere perimetralmente recintata ad una
altezza non inferiore ai 2 metri.
3.1 Strutture e reparti
I canili devono essere organizzati nei seguenti strutture e reparti:
− strutture di servizio;
− strutture sanitarie;
− reparti di ricovero ordinario (sanitario e permanente);
− reparto di isolamento;
− reparto cuccioli;
− Area di rieducazione per cani con aggressività non controllata
3.2 Strutture di servizio
Devono prevedere i seguenti reparti:
− spazio per le operazioni di pulizia, lavaggio e disinfezione dei
materiali e attrezzature;
− locale per il deposito dei materiali e delle attrezzature
puliti;
− locale o reparto per il deposito degli alimenti per animali;
− locale di cucina o comunque di preparazione dei cibi, facilmente
lavabile e disinfettabile (ove necessario);
− strutture o attrezzature idonee per il deposito e la successiva
destinazione degli animali morti;
− strutture o attrezzature idonee per il deposito e lo smaltimento
degli avanzi e dei rifiuti;
− spogliatoio e servizi igienici per gli addetti;
− locali ad uso del personale;
− area per l’attività di adozione (area destinata alla ricezione
dei visitatori ove svolgere le attività d’approccio con soggetti
da dare in adozione) ;
− locale di attesa per il pubblico
− locale amministrativo con accesso internet.
3.3 Strutture sanitarie
Devono prevedere i seguenti reparti:
− infermeria/ambulatorio veterinario con possibilità di degenza;
− locale o struttura per il deposito dei farmaci e degli strumenti
o
attrezzature
sanitarie
inaccessibili
al
personale
non
autorizzato.
3.4 Reparto/canile per il ricovero ordinario/permanente
pagina 8 di 28
La custodia in box o in recinti deve rispettare le dimensioni del
cane e le necessità di movimento nel rispetto generale dei bisogni
etologici dell’animale. Deve essere garantito, attraverso la presenza
di adeguati spazi, il quotidiano esercizio fisico del cane ed un
livello minimo di interazione con i conspecifici e socializzazione
uomo-animale.
Per soddisfare tali requisiti le dimensioni minime dei box non devono
essere inferiori a:
A) Con "area di sgambamento aggiuntiva"
Box individuali: 9 mq (30% chiusa o coperta);
BOX plurimi: 9 mq + 7 mq per ogni cane aggiunto;
Area di sgambamento: comune a più box (max 5) di almeno 150 mq;
B) Senza "area di sgambamento aggiuntiva"
Box individuali mq 20
Box plurimi: mq 20 + 10 per ogni cane aggiunto.
Devono poi essere previsti box singoli per soggetti sociopatici gravi
pari al 2% minimo del totale della potenzialità recettiva, provvisti
di sistemi di separazione dell’animale, azionabili dall’esterno, che
consentano le operazioni di pulizia, manutenzione, ecc. in condizioni
di sicurezza.
In funzione del peso corporeo e della taglia può essere possibile
derogare al numero di animale ospitati per box esclusivamente previa
approvazione documentabile del
Medico Veterinario responsabile
sanitario della struttura.
Per il ricovero ordinario (permanente o temporaneo) possono essere
previsti:
− Box singoli o box plurimi
− Box con "area di sgambamento" aggiuntiva o box di maggiori
dimensioni, in assenza di area di sgambamento comune aggiuntiva.
I box devono essere recintati con rete saldata di altezza non
inferiore a m 2, avente maglie preferibilmente di lato cm. 4x4, e una
parte di essi deve possedere una parte di recinzione aggiuntiva, di
almeno cm 30, inclinata verso l’interno di 45°, per impedire lo
scavalcamento.
Le recinzioni devono sovrastare un muretto di cemento o laterizi cui
vanno ancorate le reti; tale muretto deve essere adeguatamente
interrato per impedire che gli animali scavino gallerie. oppure rete
elettrosaldata posta in orizzontale e interrata su cui va ancorata la
recinzione
Le recinzioni inoltre devono avere caratteristiche di resistenza agli
agenti atmosferici, maglie di dimensioni tali da non arrecare danno
agli animali, agli addetti e ai visitatori, ed inoltre possono
opportunamente essere integrate da siepi e similari.
I box devono essere suddivisi in una parte coperta e in una parte
scoperta.
A) PARTE COPERTA
La parte coperta può essere costituita o da un ambiente chiuso o da
un settore con tettoia e barriere laterali chiuse su tre lati sotto
la quale deve essere presente una cuccia per ogni animale presente.
Nel caso di ambiente chiuso:
pagina 9 di 28
−
il locale deve avere un estensione tale da garantire uno spazio
di mq 3/3,5 per ogni cane ospitato e comunque deve avere
dimensioni non inferiori al 30% della superficie totale del box;
− deve essere accessibile sia dal corridoio interno di servizio
che dalla parte scoperta, mediante porte o cancelli;
− devono essere previsti sistemi di chiusura e apertura dei box,
manovrabili dal corridoio o dall’esterno, per poter permettere
l’ingresso all’operatore in condizione di sicurezza
− devono essere previsti sistemi di chiusura e apertura del box,
manovrabili dal corridoio o dall’esterno, per poter permettere
l’ingresso dell’operatore in condizioni di sicurezza;
− devono essere previsti idonei sistemi di abbeverata e modalità
di alimentazione anche dal corridoio;
− devono avere illuminazione ed areazione adeguata.
− Devono essere provvisti di un giaciglio rialzato dal suolo di
almeno 10 cm
Nel caso di settore con tettoia:
− la tettoia deve essere posta ad una altezza di 2/2,5 metri
sovrastante un pavimento facilmente lavabile e disinfettabile,
rialzato di qualche cm. dal livello del terreno e con leggera
pendenza;
− la direzione delle tettoie deve tenere conto dei venti dominanti
e della direzione del sole;
− le barriere laterali possono essere fisse o mobili, ma tali da
costituire effettivo riparo per gli animali.
B) PARTE SCOPERTA
La parte scoperta dei box può essere costituita da una pavimentazione
in terreno battuto, in battuto di cemento poggiante su un vespaio, in
ghiaia oppure in terreno battuto o ghiaia con camminamento, in pietra
naturale o piastrellatura ruvida, posizionato, per una profondità di
1 metro, lungo la recinzione. Devono essere previsti un’idonea
alberatura o altri sistemi di ombreggiatura per impedire esposizioni
prolungate al sole.
3.5 Reparto/canile sanitario
Tale reparto deve assicurare:
1. l’isolamento
temporaneo per 10 giorni dei cani di nuova
introduzione, fatti salvi i casi di riconsegna al proprietario o
i casi previsti dal RPV. Tale periodo potrà variare in funzione
delle valutazioni del Responsabile sanitario della struttura.
2. l’isolamento
sanitario per malattie infettive e per la
profilassi antirabbica.
Il reparto deve essere strutturato e organizzato in modo da
assicurare l’isolamento dai reparti di ricovero ordinario, pareti e
pavimenti dei box facilmente lavabili, disinfettabili e sistemi
adeguati di isolamento fra box e di separazione tra box ed esterno.
Devono essere previsti box singoli in numero pari a 10% della
potenzialità recettiva.
Tutti i reflui del canile sanitario devono essere raccolti in un
pozzo Imhoff. Prima dello svuotamento i reflui devono essere trattati
per garantire l’inattivazione di eventuali patogeni eventualmente
presenti.
pagina 10 di 28
3.6 Reparto cuccioli
Al fine di evitare la diffusione di malattie infettive della specie,
il reparto cuccioli deve essere convenientemente isolato dal contesto
e, nella sua gestione, devono essere adottate idonee misure di
biosicurezza relativamente a personale, attrezzature e quant’altro
possa essere veicolo di malattia.
I cuccioli devono essere custoditi in box di adeguate dimensioni
proporzionate
all’età
e
alla
taglia,
facilmente
lavabili
e
disinfettabili con possibilità di riscaldamento.
Ai cuccioli deve essere consentita la naturale socializzazione e
favorita quella con l’uomo.
3.7 Gabbie di degenza
Le gabbie utilizzate per la degenza dei cani, da utilizzare solo per
motivi sanitari sotto la responsabilità del responsabile sanitario,
devono consentire agli animali di coricarsi, giacere in decubito,
alzarsi ed accudire a se stessi senza difficoltà.
4.
Censimento e gestione delle colonie feline
Una
colonia
felina
esiste
quando
è
istituita
dal
Comune,
indipendentemente dal numero di gatti che la compone, che vivono
stabilmente in un determinato territorio urbano e non, edificato e
non, sia esso pubblico o privato.
Qualora una associazione o un privato cittadino rilevi la presenza
di gatti liberi in una determinata area deve darne segnalazione al
Comune competente per territorio.
I Comuni d’intesa con le Aziende Unità sanitarie locali e con la
collaborazione delle associazioni di cui al comma 2 dell’art. 1 della
L.R. 27/2000, provvedono a censire le zone in cui si è rilevata la
presenza di gatti liberi ed avviare la procedura per l’istituzione
della colonia felina mediante sopralluogo di verifica e compilazione
di apposita scheda anche tramite i servizi per la protezione ed il
controllo della popolazione canina e felina. (Allegato 1).
Ogni colonia regolarmente istituita fa riferimento ad un indirizzo
topografico corrispondente al punto principale di offerta di cibo
definito come “punto di alimentazione autorizzato” a cui viene
assegnato un numero identificativo. Tale punto di alimentazione deve
essere posto in un luogo compatibile con la tutela degli animali
ospitati e la convivenza all’interno del contesto ambientale.
Per le colonie così istituite è individuato dal Comune un “referente
di colonia”.
Il referente della colonia assolve a una funzione fondamentale,
tenendo sotto controllo la salute e l’alimentazione dei gatti, nonché
lo stato igienico dell’area di somministrazione.
Il
comune
provvede
a
mappare
sul
territorio
i
“punti
di
alimentazione” e a comunicare semestralmente il censimento delle
colonie e la loro mappatura alle AUSL competenti per territorio.
Il Comune deve provvedere con apposito atto a regolamentare le
procedure per la gestione delle colonie feline sul territorio.
pagina 11 di 28
I gatti delle colonie feline devono essere identificati tramite
applicazione di microchip, al momento della sterilizzazione e
registrati all’anagrafe degli animali d’affezione a nome del Comune
competente per territorio.
4.1 Cattura
La cattura e l’eventuale trasferimento dei gatti che vivono in stato
di libertà è consentita e viene effettuata dai servizi per la
protezione e il controllo della popolazione canina e felina , solo
per la sterilizzazione, comprovati motivi sanitari e per potenziali
rischi per il loro benessere e la loro incolumità
5.
Requisiti strutturali e funzionali per le strutture di ricovero e
custodia per gatti
Nelle strutture di ricovero possono essere introdotti esclusivamente
gatti provenienti dalle seguenti origini:
− rinunce di proprietà di gatti con accertate abitudini domestiche
non inseribili in colonie feline;
− gatti liberi ritrovati in condizioni sanitarie problematiche;
una volta ristabiliti andranno rimessi sul territorio con parere
del Responsabile Sanitario della struttura di ricovero.
− gatti catturati per essere sottoposti a sterilizzazione per il
tempo indispensabile al pre e post intervento e successivamente
liberati nel luogo di cattura;
− cucciolate non desiderate in attesa dell’adozione.
5.1 Strutture e reparti
Le strutture di ricovero per gatti devono essere organizzate nei
seguenti strutture e reparti:
− strutture di ricovero di prima accoglienza;
− strutture di ricovero ordinario;
− reparto cuccioli
− reparto/area sanitaria dotato di strutture di isolamento per i
soggetti portatori di malattie infettive;
− strutture di servizio:
- spazio
per
le
operazioni
di
pulizia,
lavaggio
e
disinfezione dei materiali e attrezzature;
- locale per il deposito dei materiali e delle attrezzature
pulite;
- locale o reparto per il deposito degli alimenti per
animali, facilmente pulibili;
- locale di cucina o comunque di preparazione dei cibi,
facilmente lavabile e disinfettabile (ove necessario);
- strutture
o
attrezzature
idonee
per
il
deposito
e
successiva destinazione degli animali morti;
- strutture
o
attrezzature
idonee
per
il
deposito
e
smaltimento degli avanzi e dei rifiuti;
- spogliatoio e servizi igienici per gli addetti;
- locali ad uso del personale; (ove necessario);
- area per l’attività di adozione; (ove necessario);
- locale di attesa per il pubblico (ove necessario);
pagina 12 di 28
- locale amministrativo con accesso internet.
Tutte
le
strutture
di
ricovero
devono
essere
adeguatamente
illuminate, coibentate e con idonea aerazione.
Tutte le superfici delle aree in cui vengono posizionati gli animali
devono essere costruite con materiale facilmente lavabile e
disinfettabile, senza angoli o anfratti inaccessibili.
La possibilità di sfruttare la tridimensionalità con mensole,
scalette o gradoni permette di moltiplicare gli spazi.
La struttura di ricovero deve essere formata da una
parte chiusa,
dove i gatti possono trovare riparo e privacy, adeguatamente
attrezzata, e una parte scoperta, parzialmente pavimentata e
alberata. I luoghi di riparo devono essere in numero maggiore a
quello dei soggetti ospitati, mentre i siti di alimentazione,
abbeverata e le sabbiere devono essere posti sia internamente che
esternamente alle strutture chiuse.
5.2 Gabbie di degenza
Le gabbie utilizzate per la degenza dei gatti, da utilizzare solo per
motivi sanitari sotto la responsabilità del responsabile sanitario,
devono consentire agli animali di coricarsi, giacere in decubito,
alzarsi ed accudire a se stessi senza difficoltà.
6.
Oasi feline
Si definiscono oasi feline, sia pubbliche che private, le strutture
permanenti di ricovero per gatti caratterizzate esclusivamente da
recinzioni che non impediscono l’allontanamento degli animali in modo
autonomo.
In tali strutture deve essere previsto un ricovero per proteggere gli
animali dagli eventi atmosferici.
7.
Requisiti gestionali
La gestione sanitaria e amministrativa delle strutture di ricovero
per cani e gatti e oasi feline, pubbliche, è assicurata dai Comuni
singoli o associati o dalle Comunità Montane, mediante strutture
proprie e personale interno oppure dando, con formale convenzione, la
gestione ad associazioni zoofile e animaliste non aventi fini di
lucro come previste dalla L.R. 27/2000, a cooperative sociali o
privati.
7.1 Gestione amministrativa dei canili
I cani ammessi al ricovero nei canili pubblici o privati
convenzionati per funzioni pubbliche, appartengono alle seguenti
categorie:
a. catturati/raccolti
dal
personale
addetto
ai
Servizi
di
tutela/controllo in quanto vaganti
b. ritirati/accolti in quanto:
− sottoposti a sequestro dalle Autorità competenti;
− rinunciati.
7.1.1 Cattura
pagina 13 di 28
La cattura dei cani è attuata da personale adeguatamente formato
utilizzando strumenti e metodi che non procurino danni all’animale
e trasportati presso le strutture di ricovero con automezzi
appositamente attrezzati.
Per l’attività di cattura/recupero di cani di proprietà vaganti
sul territorio, i Comuni possono prevedere un contributo economico
a carico dei proprietari.
I
cani
catturati,
provenienti
dai
territori
dei
Comuni
convenzionati con la struttura, sono condotti in canile e ivi
ricoverati secondo le modalità previste dalla L.R. 27/2000.
Deve essere messo a disposizione un numero telefonico di
riferimento per attivare gli interventi.
7.1.2 Accettazione, verifica dell’identificativo e registrazione
i.
Il cane deve esser accompagnato da uno dei seguenti
documenti di ingresso:
ii.
modulo di cattura/raccolta;
iii.
documento di consegna/rinuncia;
iv.
verbale di sequestro /disposizioni di
sequestro/ricovero da parte delle Autorità competenti
b) deve essere effettuata la verifica dell’identificativo; nel caso
questo non sia presente l’animale dovrà essere identificato con
microchip del Comune in cui ha sede il canile;
c) deve essere effettuata la registrazione nel registro di caricoscarico vidimato dal Servizio Veterinario del’AUSL competente
per territorio o nel registro RER informatizzato;
d) deve essere effettuato un primo esame a vista dell’operatore
sullo stato generale e comportamentale dell’animale, con
annotazioni sull’apposito modulo di cattura/raccolta;
e) deve essere effettuata una visita clinica veterinaria in caso di
urgenza.
La verifica della presenza del microchip/tatuaggio negli animali
rinvenuti
vaganti
comporta
la
comunicazione
al
legittimo
proprietario del ritrovamento del cane al fine della riconsegna
nei tempi più brevi possibili.
La rinuncia di un cane di proprietà deve essere effettuata presso
gli
uffici
comunali
di
anagrafe
canina.
Il
comune
deve
predisporre idonea modulistica e prevedere le modalità per
l’accettazione di tali domande.
7.1.3 Ricovero nel canile/reparto sanitario
I cani catturati/raccolti devono essere immediatamente trasferiti
nel canile/reparto sanitario per l’osservazione sanitaria con un
tempo di permanenza di 10 giorni e sottoposti alla prima visita
veterinaria.
Tempi diversi possono essere stabiliti di volta in volta dal
veterinario responsabile dell’assistenza.
Nel periodo di prima accoglienza nel canile/reparto sanitario
l’animale è sottoposto ai controlli come da protocollo sanitario.
7.1.4 Ricovero nel canile/reparto/rifugio ordinario
pagina 14 di 28
Al termine del periodo di osservazione sanitaria i cani sono
trasferiti nel canile/reparto ordinario ed adottabili.
Nell’introduzione di cani nei box multipli sono necessarie prove
di compatibilità effettuate da personale adeguatamente formato.
7.1.5 Tutela del benessere animale
Nell’arco della giornata deve essere garantito ad ogni cane la
possibilità
di
usufruire
di
sufficiente
movimento
e
socializzazione
con
procedura
stabilita
e
dettagliata
nel
regolamento di gestione della struttura.
7.1.6 Percorso di adozione per cani e gatti
Il primo requisito necessario per incentivare l’adozione è
l’organizzazione di tale attività con particolare riguardo a:
− pubblicizzazione
dei
recapiti
del
canile/struttura
di
ricovero per gatti e oasi felina;
− garantire
la massima disponibilità per l’accesso alla
struttura
− individuazione nominale e formale dei responsabili delle
adozioni e loro specifica formazione;
− assistenza ai cittadini interessati da parte di personale
adeguatamente formato;
− organizzazione
da parte delle autorità comunali e in
collaborazione con le AUSL e con le Associazioni zoofile
animaliste, di campagne per promuovere le adozioni in
conformità con quanto previsto all’art. 18 della L.R. 27/2000
Il responsabile della struttura o la persona incaricata trasmette
l’atto di adozione del cane/gatto al comune presso cui l’animale è
registrato; il comune poi provvede ad aggiornare la variazione
anagrafica nella ARAA. Nel caso in cui nella struttura sia
previsto
l’accesso
all’anagrafe
regionale
degli
animali
d’affezione tutte le procedure di registrazione e cambi di
proprietà del cane/gatto, all’interno della regione, vengono
espletate direttamente nella struttura stessa.
Al momento della cessione il gestore consegna copia della scheda
di adozione, copia della scheda sanitaria riportante anche
eventuali problemi comportamentali, nonché copia del consenso
informato per cani con problemi di leishmaniosi.
7.2 Gestione amministrativa delle strutture di ricovero per gatti e
oasi feline
Il gatto deve esser accompagnato da uno dei seguenti documenti di
ingresso:

modulo di cattura/raccolta;

documento di consegna/rinuncia;
Deve essere effettuata la registrazione nel registro di caricoscarico vidimato dal Servizio Veterinario del’AUSL competente per
territorio (allegato 2) o nel registro RER informatizzato.
Deve essere effettuato un primo esame a vista dell’operatore sullo
stato
generale,
con
annotazioni
sull’apposito
modulo
di
cattura/raccolta e in caso di urgenza deve essere effettuata una
visita veterinaria.
pagina 15 di 28
Prima di essere introdotti nei reparti di custodia, gli animali
devono essere sottoposti ad un idoneo periodo di isolamento sanitario
durante il quale sono identificati mediante microchip ed iscritti
all’ARAA.
8. Gestione clinica-sanitaria nei canili e nelle strutture di ricovero
per gatti
I Comuni, in applicazione all’art 20, comma 2, della L.R. 27/2000,
devono garantire un servizio di assistenza sanitaria nelle strutture
pubbliche di ricovero per cani e gatti e oasi feline.
Anche i canili/rifugi e le strutture di ricovero per gatti e oasi
feline, privati, devono avere un rapporto di collaborazione
formalizzato con uno o più medici veterinari per l’assistenza
ordinaria e urgente degli animali.
L’assistenza veterinaria deve essere garantita per un numero di ore
settimanali
sufficienti
ad
assicurare
l’effettuazione
degli
interventi terapeutici, chirurgici e profilattici.
Il Servizio Veterinario AUSL, oltre alle sterilizzazioni programmate
secondo quanto disposto dall’art.23 della L.R. 27/2000, garantisce,
nell’ambito dei propri compiti di vigilanza, il coordinamento e il
collegamento con il servizio di assistenza veterinaria così da
assicurare le finalità di tutela della salute pubblica e del
benessere animale.
Il protocollo sanitario deve essere concordato con il Servizio
Veterinario dell’AUSL competente per territorio e deve articolarsi
almeno sui seguenti capitoli:
1. visita sanitaria di ingresso:
Nel protocollo sanitario vengono definiti i tempi e le modalità con
cui viene effettuata la visita sanitaria in ingresso deve essere
compilata la scheda sanitaria (allegato 3)
2. attuazione di interventi profilattici per la lotta alle malattie
infettive ed infestive
I piani vaccinali devono rispondere espressamente alla situazione
epidemiologica emersa nel territorio e nella specifica struttura.
3. assistenza
veterinaria urgente e straordinaria agli animali
catturati e ricoverati
Nel protocollo sanitario devono essere definite le modalità di
chiamata e i tempi di risposta
4. assistenza veterinaria ordinaria degli animali ospiti
L’assistenza veterinaria ordinaria deve comprendere l’assistenza
sanitaria durante il ricovero, prevedendo nel dettaglio orari di
presenza, le prestazioni sanitarie previste all’interno della
struttura e presso strutture veterinarie esterne, le modalità di
composizione dei gruppi, nonché l’aggiornamento obbligatorio delle
schede cliniche degli animali ricoverati.
L’articolo 4 della Legge regionale 7 aprile 2000, n. 27, identifica
specifici compiti che i Servizi Veterinari delle Aziende Sanitarie
Locali devono svolgere ai fini della tutela e del controllo della
popolazione dei cani e dei gatti.
I Servizi Veterinari delle AUSL pianificano specifica attività di
vigilanza sulle strutture di ricovero per cani e gatti e oasi feline
pagina 16 di 28
L’attività di vigilanza deve prevedere un audit annuale nei canili.
8.1 Sterilizzazioni
Le AUSL devono obbligatoriamente prevedere nei propri piani di lavoro
programmi motivati di sterilizzazione dei cani dei canili, dei gatti
ospitati nelle strutture di ricovero/oasi feline e dei gatti delle
colonie feline.
Laddove
l’organizzazione
aziendale
consenta
di
disporre
di
sufficienti risorse umane e materiali, gli interventi sono svolti
direttamente dal personale interno dell’AUSL. In caso contrario
possono essere adottate soluzioni alternative, quali ad esempio
convenzioni con strutture convenzionate.
Alla sterilizzazione possono accedere i cani ricoverati nei canili e
i gatti provenienti dalle strutture di ricovero, oasi feline
regolarmente identificati e dalle colonie feline
regolarmente
istituite.
Tutti gli interventi di sterilizzazione devono essere registrati in
ARAA
La sterilizzazione delle femmine dovrà essere effettuata il prima
possibile e di regola prima di essere date in adozione, ad eccezione
dei cuccioli.
Non costituisce priorità la sterilizzazione dei cani maschi, salvo
casi particolari di esigenze terapeutiche o gestionali del canili.
8.2 Valutazione della capacità di socializzazione per i cani ospitati
nei canili
Il gestore del canile deve valutare, con l’ausilio di personale
adeguatamente formato, il livello di socializzazione del cane e
riportare tale valutazione sulla scheda sanitaria, al fine di:
− fornire indicazioni circa la composizione dei gruppi nei box;
− fornire indicazione per un approccio in sicurezza degli
operatori del canile;
− dare indicazioni generali sull’adottabilità dell’animale.
9.
Gestione del personale dipendente
Gli animali devono essere accuditi da un numero sufficiente di
addetti
aventi
adeguate
capacità,
conoscenze
e
competenze
professionali.
Ogni canile e struttura di ricovero per gatti deve disporre
dell’elenco degli operatori, delle loro qualifiche e il relativo
mansionario. Tra le mansioni deve essere identificato anche il
responsabile della struttura.
La formazione del personale, a carico del datore di lavoro, attuata
tramite istruzioni interne, corsi di formazione, percorsi di
affiancamento deve essere documentabile e finalizzata all’incarico
Devono essere previsti periodici incontri di formazione specifici per
il personale incentrati in particolare sul benessere degli animali,
la loro gestione comportamentale e sanitaria.
10. Gestione
dell’attività del volontariato
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L’attività di volontariato è altamente meritoria e consente alle
persone di mettere a disposizione di chi gestisce la struttura
risorse importanti per il funzionamento della struttura di ricovero.
L’attività dei volontari va organizzata affinchè l’apporto dei
singoli volontari possa essere di valido aiuto, in particolare in
quella relativa al benessere e recupero degli animali ricoverati
(attività di socializzazione dei cani, ecc).
11.
Gestione dell’utenza
In ogni canile/struttura di ricovero per gatti deve essere assicurato
un orario di apertura al pubblico; tale orario deve essere visibile e
consultabile almeno all’ingresso della struttura. Gli orari di
apertura al pubblico devono essere di almeno 4 ore giornaliere, con
possibilità di un giorno di chiusura. Deve essere garantita la
disponibilità per appuntamento.
In ogni canile deve essere garantita la sicurezza ai visitatori.
Devono essere disponibili inoltre e qualora richieste dall’utenza le
informazioni relative ai singoli animali.
12.
Pulizia, disinfezioni e disinfestazioni
Le pulizie, le disinfezioni e le disinfestazioni di una struttura
devono riguardare tutti gli spazi e le attrezzature nel loro insieme.
L’attività
di
pulizia
dei
box
viene
svolta
quotidianamente
utilizzando attrezzature idonee ad asportare lo sporco seguita
dall’utilizzo di prodotti chimici non tossici e da strumenti per
ridurre il più possibile il ristagno d’acqua.
Nelle aree verdi deve essere assicurato il taglio dell’erba nel
periodo estivo per la lotta agli infestanti.
Nelle
aree
di
sgambamento devono
essere asportate
le feci
giornalmente.
Gli operatori devono indossare idonei DPI durante le attività nelle
strutture.
13.
Tenuta dei registri – Documentazione
Nelle strutture di ricovero per cani e gatti è obbligatoria la tenuta
della
documentazione,
mantenuta
costantemente
aggiornata,
dell’attività svolta.
La documentazione, disponibile ed esibita, almeno in copia, ad ogni
richiesta degli organi preposti per l’effettuazione di controlli ed
ispezioni, deve essere costituita da:
- autorizzazione sanitaria all’apertura di attività di ricovero
cani e gatti e oasi feline
- autorizzazione ministeriale ad ospitare cani a seguito di
sequestro per maltrattamento ai sensi del DM 2/11/2006 (se
prevista);
- certificazione impianti;
- il regolamento della struttura con annessi protocolli:
a. sanitario;
b. mansionario;
pagina 18 di 28
c. gestionale;
- convenzione di gestione;
- convenzione/contratto con veterinario/direttore sanitario;
- funzionigramma(con
identificazione
degli
operatori
e
dei
volontari)
- registro di carico e scarico anche informatizzato secondo il
modello regionale;
- schede sanitarie cartacee o informatizzate;
- adeguata
documentazione
per
le
procedure
di
ingresso,
restituzione e adozione;
- copia documentazione rifiuti speciali e relativa convenzione di
gestione;
- autorizzazione per la detenzione di scorte di medicinali;
- registro/registrazione delle scorte di medicinali veterinari;
- copia del documento smaltimento animali morti;
- procedure per gli interventi disinfestanti e disinfettanti
- piano alimentare
- piani per la formazione
14.
Smaltimento animali morti
La struttura deve essere dotata di un apparecchio congelatore per lo
stoccaggio temporaneo di animali morti in attesa di smaltimento che
dovrà avvenire nel rispetto delle modalità previste dal Reg.
1069/2009. In caso contrario ogni animale dovrà essere smaltito di
volta in volta e nel tempo più breve possibile.
15.
Smaltimento rifiuti sanitari
I rifiuti sanitari prodotti all’interno della struttura devono essere
smaltiti in base a quanto stabilito dalla normativa in materia
ambientale.
16.
Regolamento delle strutture di ricovero per cani e gatti
Il Regolamento disciplina le modalità inerenti il funzionamento della
struttura deputata ad accogliere cani e gatti,e in particolare.
a) le modalità di cattura dei cani e di soccorso dei cani e gatti
di cui non è individuata la proprietà al momento della richiesta
di intervento;
b) le procedure di adozione di cani e gatti e relativi programmi
promozionali;
c) le attività svolte all’interno della struttura.
Il regolamento deve prevedere:
− obblighi e doveri del gestore;
− procedure operative per la gestione del servizio cattura cani;
− procedure operative per la gestione dei cani e dei gatti
ospitati;
− orario di apertura al pubblico e le modalità di visita;
− organigramma e funzionigramma;
− obblighi e doveri del personale della struttura;
− gestione del volontariato;
pagina 19 di 28
−
−
17.
procedure di manutenzione;
procedure di pulizie.
Gestione emergenze
Deve essere previsto ed esplicitato un piano di gestione delle
emergenze ipotizzabili in riferimento alle caratteristiche della
struttura e del territorio circostante, anche in ipotesi di
evacuazione forzata dei cani della struttura.
Deve essere previsto e segnalato, anche con cartellonistica
specifica, l’esodo e l’evacuazione della struttura di persone ed
animali
18.
Competenza dei comuni
Oltre alle competenze previste dalla L.R. 27/2000 i Comuni devono:
− approvare i regolamenti delle strutture di ricovero per cani e
gatti, sentito il parere dell’AUSL;
− predisporre
un regolamento che disciplina le attività di
volontariato;
− aggiornare l’anagrafe degli animali d’affezione con i dati
forniti dalla struttura o informatizzare la struttura; i Sindaci
sono responsabili dell’identificazione e della registrazione dei
cani
ospitati
nelle
strutture
di
ricovero
pubbliche
o
convenzionate e dei gatti delle colonie feline sottoposte a
sterilizzazione.
− stabilire una programmazione periodica per campagne di adozione;
− fornire un servizio di consulenza e di supporto informativo
sulle tematiche relative al rapporto uomo/animale e promuovere
iniziative atte a migliorare questo rapporto (uffici diritti
animali);
− definire l’ammontare de contributi a carico dei proprietari dei
cani per i servizi resi dalla struttura (rinuncia di proprietà,
catture, ecc.) e i criteri di esenzione a favore di persone in
particolari condizioni economiche e sociali;
− formalizzare le procedure di verifica delle adozioni, anche a
campione e in tutti i casi in cui sorgano fondati dubbi sul
benessere degli animali adottati;
− dotare la Polizia locale di almeno un dispositivo di lettura
microchip ISO compatibile, al fine dell’effettuazione dei
controlli di prevenzione del randagismo.
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Allegato 1
CONTROLLO POPOLAZIONE FELINA URBANA
INFORMAZIONI SULLA COLONIA FELINA
DENOMINAZIONE COLONIA
SEDE DELLA COLONIA (COMUNE E
INDIRIZZO)
“punto di alimentazione
autorizzato”
COORDINATE GEOGRAFICHE
N. IDENTIFICATIVO DELLA COLONIA
COMPONENTI DELLA COLONIA FELINA
NUMERO TOTALE GATTI PRESENTI
NELLA COLONIA
n. femmine
n. maschi
SI
NO
DI CUI STERLIZZATI
PRESENZA CUCCIOLATA
NOME
RAZZA
SESSO ETA’ MANTELLO
VISTO
Il punto di alimentazione è situato su area pubblica □
NOTE
privata □
Se su area privata, è a uso esclusivo del proprietario □
(es. condominio) □
uso comune
Dispone di strutture di rifugio (cantina, garage, tettoie, cucce,
ecc.)? si □ no □
Orari di distribuzione del cibo
_____________________________________________________________________
pagina 21 di 28
Ci sono altre persone che offrono cibo
_____________________________________________________________________
Sono facilmente catturabili (almeno le femmine)
_____________________________________________________________________
Ci sono discussioni con il vicinato?
_____________________________________________________________________
_____________________________________________________________________
_____________________________________________________________________
_____________________________________________________________________
DATI REFERENTE DELLA COLONIA FELINA
NOME
_____________________
COGNOME
NATO A
______________________ ______________________
PROV.
IL
CODICE FISCALE
______________________ ______________________ _______________________
TEL.
CELL.
E-MAIL
______________________ ______________________ _______________________
Eventuali osservazioni
_____________________________________________________________________
_____________________________________________________________________
_____________________________________________________________________
Data _______________________
consegnato da (firma)__________________________________________
ritirato da (firma) ___________________________________________
pagina 22 di 28
Allegato 2
Registro carico e scarico del canile
pagina 23 di 28
Allegato 3
SCHEDA SANITARIA
Box n.
N. registro:
Data di ingresso al canile:
Data prima
Stato
generale
prima
visita
Note:
visita:
□ Normale
□ Scadente
□ Terminale
tatuaggio/
microchip
Data inserimento microchip:
Razza:
Sesso: □ M □ F
Nato il:
Colore mantello:
Valutazione della socializzazione
Sospetto diagnostico/diagnosi:
Note terapeutiche:
Interventi particolari:
Accertamenti diagnostici:
data
ricerca
esito
Trattamenti endo-ectoparassiti:
Data
prevista/
effettuata
…………/ …………
…………/ …………
…………/ …………
…………/ …………
…………/ …………
farmaco utilizzato
pagina 24 di 28
Vaccinazioni
Data
prevista/
effettuata
…………/ …………
…………/ …………
…………/ …………
…………/ …………
…………/ …………
vaccino utilizzato
(nome e fabbricante)
Lotto
Firma
Sterilizzazione …………………………… Castrazione …………………………
Note …………………………………………………………………………………
Prelievo Leishmania……………………esito
Prelievo Leishmania……………………esito
Prelievo Leishmania……………………esito
Stato generale visita del …………
□ Negativo
□ Dubbio
□ Positivo
titolo………….
titolo…………..
□ Negativo
□ Dubbio
□ Positivo
titolo………….
titolo…………..
□ Negativo
□ Dubbio
□ Positivo
titolo………….
titolo…………..
□
□
□
Normale
Scadente
Terminale
Note:
Diagnosi:
Note terapeutiche:
Interventi particolari:
Stato generale visita del ………… ..
□
Normale
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□
□
Scadente
Terminale
Note:
Diagnosi:
Note terapeutiche:
Interventi particolari:
pagina 26 di 28
Allegato parere di regolarità amministrativa
REGIONE EMILIA-ROMAGNA
Atti amministrativi
GIUNTA REGIONALE
Tiziano Carradori, Direttore generale della DIREZIONE GENERALE SANITA' E POLITICHE
SOCIALI esprime, ai sensi dell'art. 37, quarto comma, della L.R. n. 43/2001 e della
deliberazione della Giunta Regionale n. 2416/2008, parere di regolarità amministrativa in
merito all'atto con numero di proposta GPG/2013/802
data 04/06/2013
IN FEDE
Tiziano Carradori
pagina 27 di 28
Progr.Num.
1302/2013
N.Ordine 28
omissis
--------------------------------------------------------------------------------------------------L'assessore Segretario: Muzzarelli Gian Carlo
---------------------------------------------------------------------------------------------------
Il Responsabile del Servizio
Segreteria e AA.GG. della Giunta
Affari Generali della Presidenza
Pari Opportunita'
pagina 28 di 28
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