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Esiste veramente una differenza giuridica fra una

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Esiste veramente una differenza giuridica fra una
< Esiste veramente una differenza giuridica fra una posizione lavorativa inquadrata ,sin dall’origine, nella ctg. D3 ed una posizione lavorativa inquadrata sin dall’origine nella ctg. D1? di Giuseppe MUMOLO Sono sicuro che le mie convinzioni giuridiche sulla problematica di cui al titolo del presente lavoro solleveranno un vespaio di proteste. Proteste che ritengo fondate ma dovute non alla interpretazione personale della norma contrattuale bensì alla medesima norma contrattuale , C.C.N.L. del 31.3.1999, che ha abolito le qualifiche funzionali ( n. 4 utilizzabili dalla Polizia Municipale)per sostituirle con le categorie ( solo n.2 utilizzabili dalla Polizia Municipale). Il problema di cui in oggetto non è nuovo,ovviamente , e per la sua soluzione si è cimentata la dottrina,qualche TAR e, di recente, il Consiglio di Stato. Esporrò di seguito le argomentazioni che giustificano le mie conclusioni ma anche le argomentazioni della dottrina e della giurisprudenza che le sostengono e quelle che le contraddicono. In dottrina si sono cimentati per una soluzione alla problematica : Riccardo Nobile 1 , Segretario Generale e Direttore Generale del comune di Muggiò (MI) il quale ha evidenziato che: dal combinato disposto della dichiarazione congiunta n.11 annessa al C.C.N.L. del 5.10.2001 2 e dell’art. 12, comma 3, del C.C.N.L. del 31.3.1991,entrambe disposizioni di fonte pattizia, si ricava che il personale originariamente incardinato e strutturato nelle posizioni di ingresso delle categorie D e B ,fino al 31.12.2001 può progredire solo verso la posizione economica D3 ed ,esaurita la fase transitoria di cui all’art. 12,comma 3, predetto, a partire dal 1.1.2002 può condurre la propria progressione intracategoriale sino ai limiti previsti dal C.C.N.L. del 31.3.1999,ossia sino a maturare gli incrementi economici previsti per le posizioni rispettivamente D4 e D5 e B4,B5 e B6, fermo sempre,beninteso, il profilo 1
“Considerazioni sulla sopravvivenza delle posizioni iniziali D3 e B3 dopo il c.c.n.l. del 5.10.2001” di Riccardo Nobile, all’epoca Segretario Generale e Direttore Generale di Muggiò‐MI. 2
<Le parti si danno reciprocamente atto che, esaurita la fase transitoria di cui all’art.12,comma 3, del c.c.n.l. del 31..3.1999, dall’anno 2002 le progressione economica del personale inquadrato in profili con trattamento tabellare iniziale corrispondente alle posizioni economiche B1 e D1 delle relative categorie può svilupparsi anche all’acquisizione di incrementi retributivi superiori ai valori B4 e D3>. di provenienza. La progressione economica all’interno della categoria,pertanto, non può che avvenire in applicazione delle procedure di cui all’art. 5 del C.C.N.L. del 31.3.1999( “Progressione economica all’interno della categoria” ),ossia facendo riferimento alle voci di cui alle lett. a),b),c) e d) del suo comma 2 .> Conclude Riccardo Nobile che < le categorie professionali effettivamente previste dal C.C.N.L. del 31.3.1999 sono e sono sempre state quattro e non sei e che le posizioni giuridiche iniziali D3 e B3 non corrispondono affatto ad ulteriori due categorie, ma denotano e connotano semplicemente posizioni intracategoriali che si legittimano solo e soltanto in relazione alla differenza dei profili professionali di provenienza >. 3 Emilio Dell’Aquila, nella sua qualità di segretario nazionale del Di.C.C.A.P., in una nota del 6.4.2004 dichiarava :<….la tabella C allegata al C.C.N.L. 31.3.1999, relativo alla revisione del sistema di classificazione del personale del comparto delle “ Regioni ‐ Autonomie Locali” espressamente prevede una stessa categoria (D) per le ex qualifiche 7^, 7^led e 8^, con trattamento differenziato di 1^ inquadramento>. <L’allegato A del contratto elenca le declaratorie delle singole categorie (A,B,C e D) con la enunciazione all’interno di ciascuna categoria dei profili professionali, di tal che è assolutamente ultroneo voler distinguere diverse posizioni giuridiche all’interno di una stessa categoria, in quanto coinciderebbero comunque con il medesimo profilo professionale, cosicchè posizioni giuridiche diverse si troverebbero a dover eseguire le stesse mansioni>. In giurisprudenza: Il TAR Puglia 4 ,con una sentenza motivata come poche, per pervenire alla decisione della controversia che era stata sottoposta al suo vaglio ricostruisce il nuovo istituto delle categorie come delineato dal C.C.N.L. stipulato il 31.3.1999. 3
Olivieri, “Il personale entra a regime‐dall’1 gennaio (2002)categorie ridotte da sei a quattro”,in Italia Oggi dell’11.1.2002,pag.20, il cui l’autore afferma < Le categorie dei dipendenti degli enti locali entrano a regime e, dunque, si compattano,passando dalle sei previste fino al 31.12.2001,alle quattro definitivamente disposte dalla contrattazione collettiva…..Sicchè, una volta che le categorie da sei passano a quattro, i nuovi assunti da inquadrare nelle categorie B e D possono accedere esclusivamente ai livelli stipendiali B1 e D1>. 4
TAR Puglia‐ sede di Bari‐ sent. n.2116 del 10 maggio 2004 emessa a seguito di ricorso di un dipendente inquadrato nella posizione iniziale D1 ,ed ,all’epoca del ricorso, nella posizione economica D3, non era stato ammesso a partecipare ad un concorso pubblico per Comandante – Dirigente , pur avendo il titolo di studio, a motivo di una clausola del bando che prevedeva la partecipazione dei dipendenti del comune che avessero compiuto almeno 5 anni di servizio svolti in posizione apicale ctg. D3 ( ex Capi Ripartizione). La ricostruzione che ne fa il TAR Puglia è la seguente: Ai sensi dell’art. 3 del C.C.N.L. succitato, Il sistema è articolato in quattro categorie denominate A,B,C e D ; ai fini dell’art. 56 del D.Lgs.n.29/1993, come modif. dal D.Lgs.n.80/1998, tutte le mansioni ascrivibili a ciascuna categoria sono esigibili; le categorie sono individuate mediante declaratoria riportate nell’allegato A che descrivono l’insieme dei requisiti professionali necessari per lo svolgimento delle mansioni pertinenti a ciascuna di esse ; i profili descrivono il contenuto delle attribuzioni proprie della categoria. Una deroga a tale sistema è prevista proprio per la categoria D ( oltre che B): il combinato disposto dell’art. 3, comma 7 (che rinvia all’allegato A per l’individuazione e collocazione, nelle posizioni economiche interne delle categ. B e D, del trattamento tabellare iniziale di particolari profili professionali ai fini di cui all’art. 13) e dell’art. 13 ,comma 1, (che rinvia alla tabella B per la individuazione del valore economico complessivo del trattamento tabellare iniziale delle posizioni B3 e D3) consente l’attribuzione ab initio al personale inquadrato nella categoria D del trattamento economico per la posizione D3 ove appartenente a detti profili. L’allegato A specifica che tali sono i profili già ascrivibili alla precedente VIII qualifica funzionale. La tabella C articola la corrispondenza tra le vecchie qualifiche e le posizioni economiche di categoria assimilando la posizione D1 alla 7^ e la D3 all’8^. Quindi, conclude il TAR, <… l’identificazione dei profili professionali che danno immediato accesso alla posizione D3 ( quelli, appunto,corrispondenti all’8^ qualifica funzionale), lungi dall’introdurre una discriminante di categoria ( come se la D3 fosse una sub categoria) è fatta al palese scopo di assicurare la continuità del trattamento economico in sede di reinquadramento. D’altronde in nessuna delle disposizioni e delle tabelle citate la posizione D3 riceve altro attributo che quello di “ economica”.>. La categoria D3 è < priva di autonomia giuridica >. Di pregio è ,altresì, l’ultima considerazione del TAR che ,nel rigettare uno dei motivi di non ammissione al concorso del ricorrente , dichiara : < Né ,tantomeno, si Ed il ricorrente ,stando al responsabile del procedimento concorsuale, non poteva partecipare < non essendo consentito nel vigente sistema di progressione interna verticale il salto un un’unica soluzione dalla posizione di partenza della categoria inferiore[ D1] alla categoria successiva [D3]. Il ricorrente, insomma, aveva solo la posizione economica D3 ma non anche il relativo profilo professionale del D3. Il ricorrente, fra altri motivi di censura, faceva rilevare,perciò, la <inesistenza della categoria “ D3”. comprenderebbe la scissione ai fini concorsuali tra posizione economica D3 ( di cui il ricorrente è titolare a seguito di progressione orizzontale) e profilo professionale D3 ( in cui il ricorrente non versa). Tale separazione , che penalizza irragionevolmente il meccanismo di progressione orizzontale su quello selettivo all’interno della medesima categoria, è invero la controprova della fragilità dogmatica della scelta comunale, che pretende di identificare una categoria a sé nel profilo professionale, dissociandolo dalla posizione economica cui invece la sua rilevanza è preordinata.>. Anche il Consiglio di Stato 5 ,in un parere fornito al Ministero dell’economia e delle finanze, in ordine alla applicabilità della normativa in materia di assunzioni ai passaggi tra le aree di inquadramento del personale. Per dare una risposta a tale quesito, il C.d.S. fa una disamina anche della elaborazione giurisprudenziale della Corte Costituzionale , della Cassazione nonché dello stesso Consiglio di Stato che è intervenuta riguardo all’art. 63 , comma 4, del DLgs. n.165 del 2001 secondo cui le controversie in materia di procedura concorsuali per l’assunzione dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni sono devolute al giudice amministrativo. Nel risolvere le problematiche poste dal citato art. 63 la elaborazione giurisprudenziale predetta ha considerato anche la problematiche che ci riguarda. E così dopo aver citato interessanti sentenze della Corte Costituzionale e della Cassazione Civile, secondo le quali la necessità di ottemperare all’art. 97 Cost. e, quindi, la necessità di un concorso esterno vale solo nel caso del passaggio da una area ad un’altra e non si estende ai passaggi interni alla stessa area 6 , ricorda come la suddetta ricostruzione è stata ribadita ,di recente, in termini ancora più espliciti con una pronuncia specifica sulla fattispecie relativa ad un passaggio dalle categorie C1 e C2 alla categoria C3 dalla Cass., sezioni unite civili,sent. n.14259 del 7.7.2005. Le sezioni uniti civili hanno confermato la diversa natura delle procedure interne alla stessa area, sulle quali permane la competenza del giudice amministrativo . 5
Consiglio di Stato, Commissione speciale pubblico impiego, sez.III, parere 9 novembre 2005,n.3556. 6
C.Costituz. n.1 del 4.1.1999; n.194 del 16.5.2002 ; n.n.218 del 23.5.2002 ;n.373 del 23.7.2002 ; n.274 del 24.7.2003. Cassaz., sezioni uniti civili, n.15403 del 15.10.2003 ; sezioni uniti civili , ord. n.18886 del 10.12.2003; sezioni unite civili, n.3948 del 26.2.2004; Cons. di Stato , sez.IV ,7.06.2005, n.2898 ; sez.IV 7.6.2005,n.2881; ed altre. La sentenza da ultima citata rileva in questa trattazione per il principio che ribadisce e cioè che la progressione nell’ambito di una stessa area non richiede il concorso pubblico,in quanto la progressione predetta è solo di tipo economico. Ma se ci fosse ancora dubbio sulla soluzione alla problematica di cui all’oggetto della presente trattazione, ricordiamo l’art. 12, comma 3, del C.C.N.L. del 31.3.1999 il quale, come già detto innanzi, dispone che : < Fino al 31.12.2001, la progressione economica di cui all’art. 5 del personale dei profili con trattamento tabellare iniziale corrispondente alle posizioni economiche B1 d D1 delle relative categorie può svilupparsi fino all’acquisizione degli incrementi retributivi corrispondenti, rispettivamente, ai valori B4 e D3 >. E ricordiamo pure che in un accordo sulla interpretazione autentica dell’art. 12, comma 3,del C.C.N.L. del 31.3.1999,a seguito di richiesta del Tribunale ordinario di Palermo‐ sez. Lavoro , in data 9.2.2005 l’ Aran e le organizzazioni sindacali , preliminarmente rilevando che: < nel c.c.n.l. del 31.3.1999 all’interno delle categorie B e D sono previste due diverse tipologie di profili professionali, contraddistinte dall’attribuzione di diversi trattamenti tabellari iniziali corrispondenti rispettivamente alle posizioni economiche , rispettivamente di B1 e B3 nonché di D1 e D3> ; < che , tale distinzione di tipologie di profili corrisponde alla comune valutazione delle parti negoziali di salvaguardare, comunque, pure all’interno del nuovo sistema di classificazione e fermo restando la unicità delle categorie B e D, la posizione professionale dei dipendenti che nel precedente ordinamento professionale erano inquadrati nelle ex V e VIII q.f.>; <che in tal modo, si voleva evitare che , nella fase di prima applicazione, il suddetto personale, corrispondente alle ex IV e VII q.f. scavalcasse , sia pure solo economicamente, l’altro personale delle categorie B e D, che, in virtù del nuovo sistema di classificazione, era stato inquadrato nelle posizioni con trattamento tabellare iniziale rispettivamente in B3 e D3, in quanto nel precedente ordinamento collocati nella ex V e VIII q.f.>; sono pervenuti alla seguente condivisa interpretazione: <Art.1 : Il riferimento ai “…..profili con trattamento tabellare iniziale corrispondente alle posizioni economiche B1 e D1 “, contenuto nell’art. 12, comma 3, del C.C.N.L. del 31.3.1999 del personale del Comparto delle Regioni e delle Autonomie Locali deve essere interpretato nel senso che la disciplina prevista in tale articolo trova applicazione nei confronti di tutto il personale inquadrato, in sede di prima applicazione del nuovo sistema di classificazione, in profili con trattamento tabellare iniziale corrispondente alle posizioni economiche B1 e D1 ed anche nei confronti di quello che , pur appartenendo ai suddetti profili, in quanto titolare di LED nel precedente ordinamento professionale,sempre in sede di prima applicazione del nuovo sistema di classificazione è stato inserito nelle categorie B e D, ma nelle posizioni economiche B2 e D2. >. Nella premessa della predetta interpretazione autentica, richiesta per dare giustificazione all’inquadramento iniziale, in sede di prima applicazione, nelle posizioni economiche B2 e D2 dei profili professionali che in precedenza godevano del LED, sta anche,implicitamentre, la interpretazione autentica dell’art. 3,comma 7, e dell’ultimo comma della declaratoria della categoria D nell’allegato A. A mio sommesso parere,pertanto, il problema di cui al titolo della presente trattazione può senz’altro dirsi risolto nel senso che non sussiste alcuna sostanziale differenziazione e nessuna autonomia giuridica fra le differenti posizioni economiche della stessa categoria “ D “ ( analogamente dicasi per la categoria “ B “). Superata la fase della prima applicazione del C.C.N.L. del 31.3.1999 e garantita la continuità economica alle posizioni lavorative ex 7^,7^led ed 8^ q.f., la progressione economica nell’ambito della stessa categoria si è liberamente svolta con l’unica condizione della positiva valutazione secondo il sistema dell’art. 6 del citato C.C.N.L. Considerazioni conclusive: Le argomentazioni sopra esposte e le conclusioni che da esse se ne potrebbero trarre, secondo la mia personale visione, susciteranno certamente un vespaio di ulteriori problematiche. Nell’ambito del pubblico impiego ,infatti, la presunta autonomia giuridica fra le ctg. D1 e le ctg.D3 iniziali sarebbe la unica possibilità di distinguere diverse responsabilità ,a prescindere ed indipendentemente dalle posizioni economiche raggiunte dall’una figura lavorativa o dall’altra . Nell’area della vigilanza ,poi, dalle quattro qualifiche funzionali del precedente sistema di inquadramento , a cui corrispondevano diversi livelli di responsabilità individuabili all’esterno dai simbolici distintivi di grado, si è giunti alle sole due categorie ( C e D ) che non sono idonee e sufficienti a differenziare con diversificati trattamenti economici le diverse responsabilità. Con la interpretazione di cui sopra, questa “presunta” autonomia giuridica delle due categ. D1 e D3 verrebbe esclusa ed alcuna distinzione giuridica , ma solo economica, vi sarebbe fra le due categorie. Secondo un parere ARAN ( n.399‐3H1 in “ raccolta sistematica dei quesiti aggiornati al 2005” ) : < La unicità dei profili [ fra specialista di vigilanza assunto con selezione interna per progressione verticale e specialista di vigilanza rinveniente dalla riclassificazione ai sensi dell’art. 29 del CCNL del 14.9.2000) non significa appiattimento dei ruoli e delle competenze la cui diversificazione, anche in termini gerarchici, assume un particolare e inevitabile rilievo proprio per l’area di vigilanza. Ma in questo caso non è il profilo che differenzia i ruoli dei diversi soggetti, profilo che resta sempre lo stesso, ma gli incarichi di direzione, di coordinamento e di responsabilità che possono essere conferiti ai singoli in relazione al vigente regolamento degli uffici e servizi.>. Dimentica l’ARAN, a mio parere, che a diverse responsabilità conseguenti ad incarichi di direzione, di coordinamento e di responsabilità devono discendere diversi trattamenti economici e che i diversi trattamenti economici sono giustificati solo nei casi di cui all’art. 52 del DLgs. n.165/2001 e che nei casi predetti si è in presenza di situazioni contingenti e temporanee e che mai da un incarico di responsabilità temporaneo può discendere un passaggio automatico ad una categoria superiore. Mentre mi accingevo a chiudere la trattazione di cui innanzi, mi è capitato sott’occhi la notizia che la Cassazione , pronunciandosi per la prima volta sulla stessa problematica 7 , ha affermato che <sussiste ed è ancora attuale una diversificazione funzionale tra i soggetti inquadrati nelle categorie D1 e D3 giuridico a prescindere dalle eventuale collocazione economica>. Trattasi, secondo la citata Cassazione di posizioni con < differente contenuto professionale e tanto in ragione delle diverse professionalità di provenienza ( ex VII e VII q.f.)>. 7
Cass. civ., sez. lavoro, sent. n. 6295 del 15.02.2011. A questo punto mi interessano poco le argomentazioni che hanno condotto la Corte alla predetta conclusione: è una interpretazione del giudice di legittimità e come tale deve essere applicata a casi uguali. Però, sommessamente, ritengo che mi sia almeno consentito di evidenziare la perplessità che mi permane : ‐ Nell’allegato “ A “ al C.C.N.L. del 31.3.1999‐ Declaratorie – ctg. D : leggo che tutti i profili ,esemplificativamente elencati, svolgono una delle attività, pure ivi elencate, le quali fra di loro non hanno alcun carattere distintivo o graduazione o diversificazione funzionale. Fra le figure professionali che <fanno parte di questa categoria > si trova, fra le altre, anche la figura di <specialista di vigilanza >, figura professionale unica per tutte le posizioni lavorative classificabili nella ctg. D. ‐ Nella Tabella “ C “ dello stesso C.C.N.L., dal titolo “ Corrispondenza per il primo inserimento nella nuova classificazione” leggo: Precedente qualifica Trattamento tabellare e LED ed eventuale indennità Trattamento economico primo inquadram. 7^ 18.071.000 18.071.000 D.1 D 7^ LED 19.971.000 19.971.000 D.2 D 8^ 23.267.000 23.267.000 D.3 D e livello differenz. Posizione NUOVA di economica di CATEGORIA primo inquadr. Come può agevolmente rilevarsi,nel prospetto precedente ,a diverse precedenti qualifiche e livelli funzionali ( 7^,7^LED e 8^)corrispondono differenti trattamenti economici e diverse posizioni economiche di primo inquadramento, ma tutti rientranti nella stessa categoria di inquadramento (D). Se ritorno con la mente all’art. 3,comma2, del C.C.N.L. del 31.3.1999, dovrei concludere che tutte le posizioni lavorative classificabili nella posizione economica di primo inquadramento D1,D2,D3, nonché quelle figure che subentrano nella ctg. D a seguito di selezione pubblica, svolgono identiche mansioni. E’ questo il significato dell’art. 3, comma 2, quando dice che <tutte le mansioni ascrivibili a ciascuna categoria, in quanto professionalmente equivalenti, sono esigibili >. Sulla equivalenza delle mansioni fra i lavoratori classificati di ctg. D non ci sono dubbi tenuto presente la unicità delle declaratorie di cui all’allegato A del C.C.N.L. del 31.3.1999, come detto innanzi. Allora mi sorge e persiste spontanea questa perplessità : dopo che il personale già in servizio sotto il regime delle qualifiche funzionali sia stato riclassificato e ricollocato nella posizione economica che assicura loro la continuità con la precedente q.f., dove si rinvengono, nel C.C.N.L. , le declaratorie delle presunte <posizioni con un differente contenuto professionale e tanto in ragione delle diverse professionalità di provenienza (ex VII e VIII qualifica funzionale)> rispetto a quelle del personale che subentra nella categoria D , per mezzo di selezione pubblica o di progressione verticale interna ? 8
Infatti, a leggere le declaratorie della ctg. D di cui all’allegato “ A “ al CCNL del 31.3.1999 , si ricava , nella esemplificazione dei profili, solo una declaratoria molto generale riferibile alle diverse aree di appartenenza più che a responsabilità diversificate, e nella esemplificazione delle figure professionali, per quanto riguarda l’area della vigilanza, solo la indicazione di una unica figura: <specialista dell’area di vigilanza >. Ancora, se le figure professionali predette non trovano nel C.C.N.L. una differenziazione di mansioni come si giustifica una diversa retribuzione? Ammesso quanto affermato dalla Cassazione ,sezione lavoro, se il lavoratore inquadrato in fase di prima applicazione del C.C.N.L. in D3 iniziale, per qualsiasi motivo cessa il suo rapporto di lavoro con l’ente, quale altro motivo giuridico giustificherebbe la permanenza, nella dotazione organica di quell’ente, di un posto vacante classificato D3 giuridico ? San Giovanni Rotondo, 30.05.2011 Giuseppe Mumolo 8
Si ricordi che l’art. 28 del CCNL del 31.3.1999 ha disapplicato : 1‐ Allegato “ A “ – qualifiche funzionali‐ del DPR. N.347/83 ; 2‐ Tabelle 1,2,e,3 ( “ Aree, profili particolari e area informatica”( del DPR.n.333/90; 3‐ art. 33 , “ Ordinamento professionale “ – del DPR. n.333/90 
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