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L`attimo fuggente

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L`attimo fuggente
TITOLO
REGIA
INTERPRETI
GENERE
DURATA
PRODUZIONE
L’attimo fuggente – Dead Poets Society
Peter Weir
Robin Williams – Robert Sean Leonard – Ethan Hawke –
Josh Charles
Drammatico
128 min. Colore
USA 1989 Oscar per la migliore sceneggiatura originale
(1989) David di Donatello 1990 per miglior film straniero
Nell'autunno 1959 all'Accademia Welton, una scuola elitaria e conformista ubicata sulle colline del
Vermont, i metodi assolutamente insoliti di un nuovo insegnante di materie umanistiche, John
Keating, sono considerati con timore e sgomento dal preside e dalle famiglie. Keating affascina la
sua classe non solo per intelligenza e simpatia, ma per novità pedagogiche: per lui la poesia, sopra
ogni altra cosa, è il fulcro per far nascere e sviluppare lo spirito creativo e per "liberare" nei
ragazzi non solo l'amore per Keats, Withman o Shakespeare (considerati in maniera meno arida e
puramente letteraria), ma tutte le premesse migliori per la più indovinata e fertile scelta di vita.
Nella classe di Keating, che matura le suggestioni culturali anche con iniziative divertenti e
stravaganti, sette allievi lo seguono con interesse particolare, capeggiati da Neil Perry, un
diciassettenne da sempre dominato da un padre autoritario, che scopre in se stesso la vocazione di
attore. I sette ragazzi hanno fondato la "Società dei Poeti Estinti" e di notte lasciano spesso e
volentieri l'Accademia per riunirsi in una grotta e per meglio comunicare tra loro e recitare versi,
propri ed altrui. I ragazzi vivono così una loro specialissima stagione, fervida di scoperte ed
entusiasmi. Ma i metodi del professor Keating e le azioni dei suoi allievi si scontrano con il
conformismo e la rigida severità che sempre hanno regnato a Welton. I comportamenti di questi
ragazzi hanno una tragica conseguenza nell'aspirante attore, che si toglie la vita nella casa
paterna, dopo lo schietto successo riportato in una recita scolastica, avendo appreso che i suoi lo
toglieranno dalla scuola per la sua insubordinazione. Severa inchiesta a cura del preside:
Cameron (uno dei ragazzi, che teme l'espulsione) denuncia la Società ed il gruppo dei giovani fan
dei Grandi Poeti. A malincuore e con le lacrime agli occhi, anche il timido Todd Anderson,
minacciato di espulsione, firma la denuncia. Keating, ritenuto il vero responsabile di questa morte,
deve lasciare l'insegnamento, e nella sua ex-classe tutto sta per tornare in ordine, sotto la
temporanea e monotona guida personale dello stesso preside. Keating, ritirando i suoi libri - quelli
dei Poeti che venera e che ha insegnato ad amare ai suoi alunni - vede il piccolo gruppo dei sette
fedelissimi (che hanno "dovuto" accusarlo) i quali, saliti in piedi sui banchi, recitano versi e lo
guardano intensamente, salutandolo per sempre
Siamo alle fine degli anni Cinquanta, nel complesso occupato dalla Welton Academy,
prestigioso collegio, immerso nella campagna e nella nebbia, nelle austere
costruzioni, che trasmettono gelo e distacco, dominano quattro colonne: disciplina,
tradizione, onore ed eccellenza.
La severità e il conformismo sono le regole principali del
collegio, in cui non sono ammessi il libero arbitrio, la fantasia,
l’immaginazione.
In questo ambiente così rigorosamente conservatore arriva il
professore John Keating, eccentrico, simpatico ed intelligente;
egli non è ben visto dal preside e dai colleghi: i suoi metodi, la
sua avversione verso chi ingloba l’insegnamento in schemi e
diagrammi ne fanno un “sorvegliato speciale”, ma anche un vero
e proprio idolo per i suoi giovani studenti.
- “O Capitano , mio Capitano!” Chi conosce questi versi? Non lo sapete? E’ una
poesia di Walt Whitman, che parla di Abramo Lincon. Ecco, in questa classe potete
chiamarmi professor Keating o se siete un po’ più audaci, “O Capitano , mio
Capitano!” - 1
Si vengono così a delineare le storie di un
gruppo di ragazzi durante un anno che cambierà
la loro vita.
Mr. Keating insegnerà a ciascuno cosa vuol dire
scrivere poesia, quella che fa tremare quando la
si legge, fa credere quando la si scrive, fa
sognare quando la si ascolta.
Noi leggiamo e scriviamo poesie perché è divertente: leggiamo e scriviamo poesie
perché apparteniamo alla razza umana; e la razza umana è piena di passione. La
medicina, il diritto, l’economia e l’ingegneria sono nobili occupazioni, necessarie
alla sopravvivenza; ma la poesia, la bellezza, il romanticismo, l’amore, queste sono
le cose per cui vale davvero la pena vivere. 2
Tra lezioni in cortile, calci ad un pallone recitando
versi di Whitman, Mr. Keating insegnerà cosa vuol
dire vivere al di fuori dei rigidi schemi di un grigio
edificio, cosa significa tentare, rischiare e crescere
credendo in se stessi.
Essi riporteranno in vita la “Società dei Poeti Estinti”,
emulando le gesta del loro professore, quando egli
stesso era un allievo di Welton, si riuniranno di notte in
una caverna per leggere poesie e – da un verso di
1
2
Vedi scheda allegata con il dialogo completo
Vedi scheda allegata con il dialogo completo
Thoreau – per “succhiare tutto il midollo della vita”, riascoltando, parola dopo parola
ogni battito della loro anima.
Tra amore e passione i ragazzi impareranno molto di più di una semplice pagina di un
libro.
Ma se ascoltate con attenzione, li sentirete sussurrare il loro monito. Avanti,
avvicinatevi. Ascoltate, lo sentite? – Carpe – lo sentite? – Carpe, carpe diem,
cogliete l’attimo ragazzi, rendete straordinaria la vostra vita. 3
Il “Carpe diem”, suggerito dal professore di fronte al problema
della caducità della vita, diventerà il loro motto; al grido di
“Carpe diem” risponderà Neil che, nella casa paterna, si toglie
la vita; ma, anche dopo il suicidio di Neil, quando il “sistema”
colpisce Keating e lo caccia, i ragazzi non abbandonano chi ha
mostrato loro la possibilità di essere veramente liberi.
Il climax “poetico” de L’Attimo fuggente è proprio il finale: i
“poeti estinti” ringraziano il loro Capitano per quella lezione
che non si impara sui banchi di scuola: la vita; quel “Capitano,
mio Capitano”, addio finale in piedi sui banchi, altro non è che
una vittoria morale sull’ipocrisia dell’ambiente, sull’assurdo oscurantismo dei valori
e della sensibilità.
Il regista Weir e lo sceneggiatore, con la magistrale
interpretazione di Robin Williams, hanno voluto raccontare
l’eccezionalità e l’unicità dell’individuo, la potenza
dell’espressione poetica e l’importanza di “rendere la propria
vita straordinaria”.
3
Vedi scheda allegata con il dialogo completo
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