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Il Maestro spirituale Autentico e il vero allievo

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Il Maestro spirituale Autentico e il vero allievo
Il Maestro spirituale Autentico e il vero allievo - articolo di Andrea Pangos
IL MAESTRO SPIRITUALE AUTENTICO
E IL VERO ALLIEVO
Articolo di Andrea Pangos
Copyright © 2008
Gli argomenti di questo articolo sono trattati
durante i corsi di Andrea Pangos
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Il Maestro spirituale Autentico e il vero allievo - articolo di Andrea Pangos
MAESTRI E ALLIEVI
Maestri e allievi
Il Maestro è Immanifesto e manifesto.
Dio, la Reale Identità è l’Immanifesto, il Maestro Reale.
Il Maestro manifesto esperienziale è l’Amore, l’esperienza primaria
e Naturale di ognuno.
L’individuo non Divenuto del tutto è l’allievo spirituale
primario (da ora in avanti semplicemente allievo), nel quale accadono
gli allievi secondari, vibrazioni che non vibrano d’Amore. Ci sono
miliardi di allievi (individui), ognuno dei quali vibra di numerosissimi
allievi secondari.
Il maestro spirituale è chi favorisce l’altrui integrazione
dell’esserci. Ognuno è maestro spirituale di coloro su cui influisce in modo
illuminante ed è allievo spirituale di chi lo aiuta a consapevolizzarsi.
La qualità del maestro spirituale è determinata dalla sua
capacità di stimolare la consapevolizzazione, di favorire la
trasformazione degli allievi in Maestri. Dipende primariamente dal suo
grado di maturità spirituale.
Ogni allievo è un’espressione del Maestro Reale (Reale Identità),
come individui si è allievi di Se Stessi Assoluto, come Assoluto si è
il Maestro Reale di tutti.
Il Maestro Autentico
Nel senso stretto del termine, il Maestro Autentico è l’individuo
Divenuto del tutto direttamente impegnato a favorire la maturazione
spirituale altrui, cioè a condividere un metodo consapevolizzante. Nel
senso ampio del termine, invece, i Maestri Autentici sono tutti i Divenuti
del tutto, anche quelli che non insegnano un metodo per la maturazione
spirituale, ma sono, per esempio: scienziati, letterati, artisti... Le
definizioni relative al Maestro Autentico date in questo testo, riguardano
in parte soltanto il primo caso.
Lo Stato (del) Maestro Autentico permette la costante Alternanza
tra la Consapevolezza integrale e l’Estinzione. Questa è la ragione
sostanziale per cui, secondo alcuni, il Maestro Autentico è Dio stesso:
in quanto Amore è Dio manifesto come Amore, mentre l’Estinzione fa
“emergere” il Maestro Reale.
Il Maestro Autentico è la dimostrazione dell’esistenza dell’Eterno,
la Massima espressione spaziotemporale del Senzatempo. È la Compiuta
Assoluto, Sé, Realtà.
Il Maestro spirituale Autentico e il vero allievo - articolo di Andrea Pangos
individualizzazione di Dio. Per rispondere alla domanda Com’è fatto Dio
(manifesto come Amore)? “basta” Vedere veramente il Maestro Autentico.
Il Maestro Autentico (da ora in avanti talvolta semplicemente:
Maestro) Discerne il Maestro Reale (Reale Identità) dal suo
esprimersi (manifestazione), consapevole si essere una Sua espressione,
attraverso la quale è maturata la certezza illuminata: In Realtà (quindi
come Assoluto, non come individuo) sono il Maestro Reale.
Il Maestro è in Empatia con l’umanità intera. Non è soltanto
consapevole dell’umanità in lui stesso. Essendo Compassione, rappresenta
l’umanità nella sua forma più pura.
Pienamente consapevole che qualsiasi cosa avviene, non
accade alla Reale Identità, ma soltanto al Suo irReale esprimersi,
il Maestro è affrancato dalle paure. Ha superato anche il coraggio,
che non ci può essere in assenza di paure.
I desideri del Maestro sono pienamente consapevolizzati
e non turbano il Vuoto mentale che si produce in Lui. Non c’è
attaccamento a essi, l’Appagamento del Maestro non diminuisce
se non si realizzano. La libertà dai desideri non significa loro
assenza, ma assenza di attaccamento. Il Maestro può avere, per
esempio, desiderio di un cibo specifico, di fare una passeggiata o una
nuotata, ma senza attaccamento.
Il Maestro è un continuo flusso di pura Conoscenza in essere,
è la Potenza che favorisce l’emergere della Pace in ognuno, la
“personificazione” dell’Intelligenza che permea l’universo.
Il Maestro è la Luce che illumina le tenebre, la Conoscenza che
dipana l’ignoranza, l’Amore che dissolve le emozioni negative, la Pace
che quieta i conflitti, la Compassione (della) Felicità.
Il Maestro è la mente pienamente trasformata, mente intesa come
totalità di vibrazioni dal concepimento alla morte, percepite anche come
energie e materia. La mente è il divenire individuale, l’individuo. Alcuni
affermano che il Maestro ha eliminato la mente, ma ciò è impossibile.
Finché c’è vita c’è mente, che è la vita stessa. Inoltre, anche quando con
il concetto di mente si intenda soltanto l’attività intellettiva, il concetto
che il Maestro ha eliminato la mente, significherebbe anche la sua
impossibilità a proferir alcun insegnamento verbale. Il trascendimento
della mente non consiste nella sua eliminazione, ma nella sua
trasformazione in strumento di Pace.
Nell’ambito spirituale è spesso utilizzata l’idea che la mente mente,
ma ciò può essere molto fuorviante. Dire che la mente mente, nel senso
che è sempre menzognera, significa mentire. Affermare che la mente
(soltanto) mente, è un po’ come dire che il sole fa (soltanto) male.
Il concetto la mente mente contiene la propria negazione: è la stessa
mente a esprimerlo ed esprimendolo nega la veridicità della “verità”
che pensa di esprimere con l’idea che la mente mente. Affermando che
la mente soltanto mente, la mente afferma di star mentendo, il che, in
questo caso, è comunque vero: l’affermazione che la mente soltanto
mente è una menzogna. La mente può essere più o meno veritiera,
menzognera.
La mente mente.
Chi lo afferma?
Io mente, chiaro: ogni parola è della mente.
Il concetto la mente mente è quindi una menzogna,
visto che è la mente a esprimerlo?
Eh già, la mente può essere più o meno veritiera.
Bene, questo è un concetto veritiero, della mente, chiaramente.
Pensare veramente che la mente (soltanto) mente, significa che non
si è compreso bene cos’è la mente e che ogni definizione è sua. La mente
che afferma che la mente (soltanto) mente, nega la propria capacità di
esprimere concetti veritieri, pur immaginando di esporre la “grande
verità” che la mente mente. Ad ogni modo, quasi paradossalmente,
riferendosi soltanto al concetto la mente mente, la mente esprimerebbe
la verità: indicando che affermare la mente mente significa mentire,
direbbe la verità. Il concetto che la mente mente, fa spesso parte del
pesante bagaglio spirituale di chi si occupa di spiritualità, senza però
veramente maturare spiritualmente: consapevolizzandosi, la mente
scopre se stessa come strumento sia di Felicità che di sofferenza, di verità
e di menzogna.Le grandi verità spirituali sono tutte della mente, senza la
quale non ci può essere concetto, né verità né menzogna.
Il Maestro è il puro principio di Creazione, Mantenimento e
Trasformazione delle vibrazioni, quindi anche di tutto ciò che è percepito
e definito come universo.
Rendendo possibile l’Estinzione, il Maestro rappresenta anche il
principio di Dissoluzione dello spaziotempo, verso cui inevitabilmente
tende l’universo in quanto proiezione umana.
Il Maestro non è un Maestro perché nelle presunte vite precedenti
ha raggiunto la maturità spirituale necessaria per reincarnarsi come
Maestro. L’individuo è una vita soltanto e non conosce continuità, la
Il Maestro spirituale Autentico e il vero allievo - articolo di Andrea Pangos
quale è dell’Infinito, che essendo senza tempo e spazio non conosce
differenziazione, quindi nemmeno processi individuali. Alcuni affermano
di aver conosciuto le incarnazioni precedenti del loro essere, legandole
a se stessi come individui, dimenticando però che l’Essere non è
individuale: ogni vita fa parte dell’Essere. Non si tratta del tuo essere, di
te individuo, ma di Te Essere di cui fa parte ogni individuo. Si possono
avere visioni veritiere riguardo all’evoluzione del Proprio Essere (di
Sé Essere) attraverso molteplici vite, che sono varie vite avvenute in Te
Essere, ma non di visioni di proprie vite precedenti individuali, come
individuo si è una volta soltanto, dal concepimento alla morte.
Il Maestro è il centro dell’universo, nel senso che la frequenza
vibrazionale del suo esserci è armonizzata con l’Attimo Presente,
nell’ambito del quale avviene incessantemente il Big Bang, come
principio di creazione, mantenimento e trasformazione delle dinamiche
spaziotemporali.
Il Maestro ha piena Conoscenza riguardo a Dio Immanifesto e
Manifesto, Lui Stesso è Conoscenza (di) Dio Manifesto, pura Conoscenza
in essere. L’attività del Maestro non è quindi un lavoro da individuo, è
l’Azione di Dio manifesto come pura Conoscenza in essere, un’esperienza
antichissima, che Lui è.
Parlando di “banalità”, il Maestro divulga maggior conoscenza
spirituale di un uomo spiritualmente colto, ma non Illuminato, che parla
(soltanto) di spiritualità. Essere Spiritualità, trascendimento di ogni
significato, è ben diverso dal mero esporre concetti spirituali.
La forma sostanziale del Maestro è il Vuoto mentale (Amore), forma
non oggettuale in cui compare anche la forma corpo fisco del Maestro.
Il Maestro non produce pensieri superflui ed emozioni diverse
dall’Amore.
Il Maestro non è un terapeuta analitico, ma è comunque un
terapeuta psichico, aiuta la guarigione dell’attività percettiva, emotiva
e intellettiva. Se si conviene che il vibrare diverso dall’Amore è insano,
perché l’Amore è l’esperienza Salutare (sana e che sana), il Maestro
Autentico è anche l’unico terapeuta Sano.
Il Maestro è il miglior insegnante di storia, insegna che il tempo non
ha passato, e il miglior veggente, dimostra che il tempo non ha futuro.
Più precisamente, in quanto Origine della manifestazione, l’Infinito (Dio Immanifesto,
Assoluto, Reale Identità) Precede la continuità.
L’Amore non è comunque un’emozione, ma la pura esperienza di esserci. Tranne quando si tratta di un terapeuta analitico Divenuto del tutto, come nel caso
di Carl Gustav Jung.
Il Maestro è il miglior professore di astronomia, educa a scoprire il
cosmo in se stessi e a scoprirCi sua Origine. L’universo si fonda sull’Amore
e soltanto chi Lo è integralmente, può veramente comprendere l’universo
nella sua essenza, come propria proiezione.
Il Maestro è il miglior docente di filosofia, è l’Amore (della)
Conoscenza, la Conoscenza (dell’) Amore.
Il Maestro è il miglior istruttore di lingue. Emana il linguaggio del
Silenzio, di cui ogni lingua è un segmento espressivo, un insieme di
interruzioni del Linguaggio (del) Silenzio.
Il Maestro è guarito definitivamente dall’identità immaginata, ha
trasformato ogni credenza di sé in conoscenza di sé e del Sé.
Il Maestro è il Luogo Sacro per eccellenza, la Meta di pellegrinaggio
(che dovrebbe essere) primaria.
Avendo trasceso l’attaccamento a se stesso e alla manifestazione in
generale, il Maestro è libero dal destino individuale e collettivo, nel
senso che le sue esperienze sono Amore (il cui destino è rimanere Se
Stesso), indipendentemente da ciò che accade.
Il Maestro è immensamente pragmatico, non v’è nulla di più concreto
dello stato Illuminato. Più il maestro è lontano dalla Realizzazione, più
è spiritualmente teorico, anche se insegna discipline spirituali molto
pratiche, per esempio lo hatha yoga. La prammatica dell’influsso
spirituale è determinata da quanto stimola la maturazione dell’esserci,
che implica la concreta integrazione dei processi di consapevolizzazione
nella pratica vita quotidiana.
Salvatori e Salvazione
Il Maestro non è venuto al mondo per rispondere alle esigenze
evolutive dell’umanità, Dio non manda il Maestro a salvare l’uomo, come
asseriscono alcuni. L’individuo maturato in Maestro, non c’era prima del
concepimento. La possibilità di scelta (più precisamente presunta tale) e
di pianificazione esige il pensiero, quindi il tempospazio, mentre Ciò che
precede l’individuo, in quanto sua Origine, è senza tempo spazio: Dio è
senza pensiero.
Nessuno è mandato al mondo, anche perché “in” Ciò che precede
il mondo, non c’è nessuno che possa inviare o essere inviato: l’Infinito
non conosce né Sé né sé. Così pure nessuno decide di venire al mondo,
ma semplicemente, come conseguenza di flussi globali, avviene un
concepimento con il quale inizia a esistere un nuovo (micro)cosmo
individuale, anzi, più precisamente macrocosmo individuale, poiché
Il Maestro spirituale Autentico e il vero allievo - articolo di Andrea Pangos
l’intero universo è una proiezione del principio uomo. Non esiste un
piano Divino o un piano superiore all’uomo, che è il principio massimo,
l’espressione primaria e più completa del principio di manifestazione,
nel quale appare anche l’universo. Semplicemente, i processi
onnicomprensivi scaturiscono in nuovi individui. Tra questi processi ci
sono comunque anche le intenzioni e preghiere di Salvazione da parte
degli uomini, le quali favoriscono processi positivi per il manifestarsi di
individui che diverranno Maestri.
L’idea che ci siano dei messaggeri Divini che hanno il compito di
salvare il mondo o alcuni uomini, deriva anche dalla convinzione che
ci sia un’idea alla base della creazione del mondo e un progetto di Dio
riguardo al mondo, ma ogni pensiero esige il tempospazio, mentre le
cause del mondo sono atemporali, aspaziali e quindi impensabili. Si
possono avere delle idee su queste cause, ma si tratta soltanto di concetti
riguardo a un ambito che non conosce misurazione, definizione.
Se Dio mandasse veramente qualcuno a migliorare il mondo,
significherebbe che è insoddisfatto del mondo, mentre Dio, inteso
sia come Assoluto sia come Amore, è immune da soddisfazione e
insoddisfazione. Inoltre, se fosse vero che Dio manda intenzionalmente
qualcuno a salvare il mondo, considerando il basso numero di Salvatori
(Divenuti del tutto) esistiti sinora, vorrebbe dire che Dio è molto avaro
nell’elargire il Bene.
L’idea di messaggero Divino può essere vista anche come risposta
al bisogno di spiegazioni sui perché della vita, sul suo fine, ma nella
sua sostanza la vita non ha alcuno scopo, che è sempre un concetto.
La vita esiste anche senza pensieri, che sono una sua espressione non
indispensabile affinché ci sia. Inoltre, siccome tutto è Dio inteso come
Totalità, tutto è Divino. Diversa è la qualità del Divino, determinata da
quanto la singola esperienza è prossima a vibrare d’Amore.
In sostanza, c’è un unico Salvatore, l’Amore in ognuno di noi, che
essendo senza pensiero non ha alcuno scopo, quindi nemmeno quello di
salvare qualcuno. La Salvezza è in noi, La Siamo noi stessi come Amore,
che Salva da ogni stato esperienziale diverso da Lui. La Salvazione è il
processo di integrazione dell’esserci, che comporta anche processi non
intellettivi, ma è inscindibile dal pensiero, senza l’intelletto non ci può
essere l’idea di Salvazione.
La Salvazione non va vista in senso morale religioso, nel senso che
si salverà chi avrà eseguito la cosiddetta volontà Divina, intesa come
insieme di precetti riguardanti il comportamento che, sopratutto in
ambito religioso, alcuni ritengono voluto da Dio. È comunque vero che
salva se stesso chi utilizza le indicazioni Divine, cioè la guida del Maestro,
che indicano la strada della Realizzazione spirituale, Salvazione.
La Grazia (del) Maestro
La Grazia del Maestro è la Grazia Divina. Il Maestro è il Divino,
inteso come Amore: Grazia Divina e Maestro Autentico sono sinonimi.
In quanto Salute, la Grazia è la Forza di guarigione psicofisica. In
quanto Spirito, è la Forza di guarigione spirituale che cura le vibrazioni
malate, per farle vibrare d’Amore, Salute. La Grazia è l’Azione che
elimina gli impedimenti per vibrare Spiritualmente.
La Grazia emerge con l’abbandonarsi a Dio, capacità che esige lo
sforzo qualitativo per far emergere lo stato di assenza di sforzo, che è
Grazia Divina.
Il rapporto tra Maestro e allievo può essere inteso anche come
rapporto tra emanazione di Grazia Divina, da parte del Maestro, e
“ricezione” di Grazia, da parte dell’allievo. La Grazia non passa comunque
dal Maestro all’allievo, ma, createsi le condizioni necessarie, emerge in
lui. Più l’allievo è aperto alla Grazia (del) Maestro, più la Grazia emerge
in lui. In questo contesto, il Maestro è un’indicazione che aiuta l’allievo
a scoprire la Grazia in se stesso. La Grazia (del) Maestro è la Stessa che
emerge nell’allievo. Il manifestarsi della Grazia Divina nell’allievo è
anche la consapevolizzazione dello stato Maestro da parte dell’allievo.
“Ricevere” la Grazia dal Maestro non è questione di meriti “ordinari”, ma
è comunque un merito maturare la capacità di permettere l’emergere
della Grazia.
La Grazia Divina è sempre attiva alla base della vita. Senza Grazia
non ci sarebbe vita, ma la produzione di emozioni e idee superflue,
impedisce la sua presenza integrale nell’esserci. Volgendosi verso
l’Origine, diminuisce la dipendenza dal mondo prodotto dall’attività
sensoriale, si riduce il numero di pensieri superflui/nocivi e aumenta la
qualità delle emozioni.Vibrando in modo sempre più armonico, l’esserci
produce uno stato sempre più qualitativo, sino a produrre in sé sempre
maggior Grazia Divina. Il manifestarsi della Grazia può essere inteso
come maggior produzione di vibrazioni spirituali in se stessi. Chi vuole
veramente aiutare gli altri, non soltanto immaginare di farlo, è bene che
tenga presente che la propria Grazia favorisce la Grazia in altri, mentre
la propria disgrazia favorisce le disgrazie altrui.
Il Maestro spirituale Autentico e il vero allievo - articolo di Andrea Pangos
I cosiddetti miracoli
Il Maestro non si attribuisce particolari meriti come individuo. Quando
afferma ho fatto, riferendosi a risultati non ottenibili dall’ordinaria
prospettiva individuale, si riferisce a Sé Amore. Non si tratta quindi
di superbia, delirio di onnipotenza o di affermazioni egoiche, ma di
spontanee constatazioni dell’accaduto. Il Maestro agisce come Dio Amore,
stato precedente l’ “ego” e la dualità superbia-modestia. Non si esibisce
comunque in miracoli, anche perché farlo potrebbe alimentare le altrui
proiezioni dannose, anche riguardo a Lui stesso come grande Salvatore.
Le affermazioni di chi racconta di compiere miracoli per dimostrare
l’esistenza di Dio, possono facilmente essere un modo per mascherare
l’esibizionismo spirituale, espressione di identità immaginata (“ego”)
spirituale. Il percorso spirituale non è un circo dove attrarre spettatori
con giochi di prestigio. L’allievo ha bisogno di liberarsi dagli abbagli, non
di nuove allucinazioni.
Per il Maestro non ci sono miracoli, che sono fenomeni definiti in
questo modo soltanto da chi non Sa. Per il Maestro, l’unico Miracolo vero
e proprio è la sensazione di esserci e il modo inspiegabile in cui è emersa
dall’Assoluto, Stato senza esperienza di esserci.
Non c’è qualcuno in particolare che faccia i cosiddetti miracoli, essi
avvengono come conseguenza di condizioni onnicomprensive, basate
sull’esprimersi dei processi della Coscienza Originale, che sono superiori
all’ordinaria logica spaziotemporale. Tale logica con i propri paradigmi
ostacola la piena espressione del manifestarsi delle immense possibilità
espressive della Coscienza Originale. Il singolo Maestro fa parte delle
condizioni spaziotemporali che rendono possibile il manifestarsi di
avvenimenti non comprensibili dalla logica comune, egli rende possibile la
riprogrammazione della Coscienza Originale e il suo manifestarsi in modo
trascendente le cosiddette leggi spaziotemporali, che non sono assolute, ma,
anche intese come concetto, definiscono le probabilità che qualcosa avvenga
proprio secondo queste leggi. Le probabilità aumentano con la forza dei
pensieri concernenti tali leggi, perché le concretizzano, le rendono più
regolari: è l’umanità a far girare il mondo, come propria proiezione.
Il Maestro non ritiene di avere alcun potere particolare. I
cosiddetti poteri spirituali o psichici sembrano poteri soltanto dalla
prospettiva dell’impotenza dell’individuo ordinario. Se proprio si vuole
parlare in termini di potere, allora il Potere (del) Maestro è l’Amore
(Potere=Amore=Maestro), che è il fenomeno più Naturale che ci sia,
essendo alla base della natura stessa.
Insegnamento (del) Maestro
L’insegnamento (del) Maestro ha due forme esperienziali e una non
esperienziale. La forma esperienziale oggettuale è il suo comportamento,
di cui fanno parte anche le sue parole, il metodo che propone. Il
Vuoto mentale (Amore) è la forma esperienziale non oggettuale, che
include anche quella oggettuale. La forma non esperienziale è invece
l’Estinzione, che è la forma massima di insegnamento, anche perché
oltre a permettere le trasformazioni spirituali più profonde, porta a
scoprire Dio Immanifesto come unica Realtà, Maestro Reale. Il Vuoto
mentale è l’insegnamento riguardo all’illusione Pura, l’Estinzione
riguardo alla Realtà.
Più che proporre un insegnamento, il Maestro è l’Insegnamento
stesso, Vuoto mentale come soglia dell’Estinzione. La forma
concettuale dell’insegnamento differisce da Maestro a Maestro, ma
l’Insegnamento sostanziale, il Vuoto mentale alternato all’Estinzione,
è uguale per tutti i Maestri, anche se unico perché caratterizzato dalla
specificità dell’individualizzazione del singolo Maestro. Anche per questo,
la Presenza di un Maestro stimola processi diversi da quella di un altro.
L’insegnamento verbale-comportamentale del Maestro non va
seguito ciecamente, cioè in modo non illuminante, ma utilizzato in modo
consapevolizzante. Seguire ciecamente significa essere seguaci, non
allievi, ricercatori.
L’Insegnamento Maestro, cioè l’Amore alternato all’Estinzione, va
invece seguito totalmente, nel senso di armonizzazione delle proprie
vibrazioni con la Vibrazione Amore e la “Vibrazione” Estinzione.
L’allievo
L’allievo è il cercatore di verità spirituali concettuali, della
Verità esperienziale (Amore) e della Realtà (Assoluto), Origine
della Verità e di ogni verità. Allievo è chi tende a divenire Naturalezza
dell’Amore per Scoprire la Reale Identità.
L’allievo è il processo di trasformazione della patologia mentale,
ordinariamente definita come salute mentale, in Salute mentale vera e
propria.
L’allievo è la ricerca spirituale, il percorso spirituale. Allievo
spirituale, ricerca spirituale, ricercatore/ricercatrice spirituale e
percorso spirituale, sono modi diversi di definire l’integrazione
dell’esserci, l’aumento della sua qualità vibrazionale.
Ogni allievo è anche allievo di sé, ha il proprio insegnamento da
Il Maestro spirituale Autentico e il vero allievo - articolo di Andrea Pangos
spiegare a se stesso, anche con l’aiuto del Maestro. Allievo qualitativo
è chi impara a diventare Maestro: la strada dell’allievo veritiero è
percorrersi come tragitto verso l’essere Maestro, questa è la via
maestra, la Retta via. Avere un’intenzione meno ampia e meno Naturale
di quella di Divenire del tutto (Illuminazione finale), significa subire un
limite per la consapevolizzazione. Più Naturale è la Meta, in questo caso
Divenire del tutto, più sono le forze che si attivano in funzione della sua
realizzazione. Il malato che si prefigge di guarire parzialmente, parte da
una prospettiva diversa e percorre una strada meno qualitativa di chi si
propone di guarire completamente. L’idea non mi Illuminerò mai, è
chiaramente un ostacolo per la Realizzazione. La misura in cui l’allievo
riesce al liberarsi da questo concetto limitante, è un indicatore della sua
capacità di migliorare la qualità della propria ricerca: l’allievo saggio
punta direttamente all’Illuminazione.
Cercare il Maestro
Cercare il Maestro significa tendere a essere Amore.
La ricerca del Maestro è la ricerca della completa espressione
dell’Amore, l’allievo cerca l’Amore pienamente manifestato in
forma di Maestro, come tappa per Scoprire il Reale. È una ricerca di
consapevolizzazione antica quanto l’umanità. Sospinta dall’Amore che
sta alla base del suo esserci, l’umanità stessa è un viaggio destinato a
raggiungere se stesso come Maestro Amore. La consapevolizzazione
dell’umanità è la ricerca dell’Umanità, il tendere dell’Amore a permeare
l’intero esserci di ognuno.
Intenzionalmente o inconsciamente gli allievi cercano, il Maestro
non cerca (allievi). Tutti, tranne gli altri Maestri, sono già per natura
suoi allievi. Lui ha Trovato e per questo è veramente cercato. Con
meditazioni specifiche può comunque facilitare il farsi trovare dagli
allievi e ottimizzare il proprio aiuto.
La ricerca del Maestro e la relazione Maestro-allievo, possono essere
osservate da due prospettive. La prima concerne la ricerca e maturazione
del Maestro interiore. La seconda è invece la ricerca del Maestro
esteriore e il rapporto con lui. Ambedue le ricerche sono chiaramente
positive, sinergiche.
Ostacoli per trovare il Maestro
Gli ostacoli sostanziali per trovare il Maestro Autentico sono le
La ricerca non deve quindi fermarsi all’Amore, ma deve puntare a scoprire la Sua
Origine, al Maestro Reale. Il Maestro manifesto è irReale.
idee e le emozioni superflue, che si materializzano come impedimenti
“esteriori”.
Ci possono essere ostacoli esteriori oggettivi (condizioni di vita,
impegni, impossibilità di viaggiare, mancanza di Maestri Autentici nelle
vicinanze geografiche…) che impediscono di incontrare fisicamente
il Maestro Autentico, ma gli impedimenti sostanziali sono interiori
(emozioni e pensieri limitanti), per almeno due motivi: concorrono
all’esistenza degli ostacoli esteriori e la disarmonia interiore impedisce
una comunicazione vibrazionale qualitativa con i Maestri, che non
necessità della Loro presenza fisica.
Nello specifico, alcuni degli ostacoli sono:
- non comprendere l’enorme importanza dell’aiuto del Maestro
Autentico.
- l’idea sbagliata di non aver bisogno del Maestro. L’assetato ha
sempre bisogno dell’acqua. L’allievo ha sete, il Maestro è l’Acqua.
Rarissimi si sono Realizzati senza l’assistenza di un Maestro Autentico in
forma fisica, ma non tanto perché non ne avessero bisogno, ma perché
le condizioni onnicomprensive non avevano reso possibile l’incontro
fisico con un Maestro. L’apporto di un Maestro è sempre benefico e
facilità la consapevolizzazione, in misura dell’evoluzione e capacità
dell’allievo. Ci si può Realizzare senza l’aiuto di un Maestro? significa Ci
si può Realizzare senza l’Amore? L’Amore come principio universale è
indispensabile, se si manifesta anche in forma di rapporto con il Maestro
Autentico in forma fisica, dovrebbe essere più che benvenuto.
- le aspettative su come, quando e dove avverrà l’incontro e le
paure sul non avverarsi dell’incontro. È di certo bene tendere a
un incontro fisico futuro con il Maestro, ma è ancora meglio tendere
a incontrarlo ora-qui, cioè nella Presenza integrale (che il Maestro
è), Essendola. Questo atteggiamento può aumentare le possibilità di
incontrare fisicamente il Maestro Autentico, ma, sopratutto, aiuta il
processo di consapevolizzazione, anche perché più si è vicini a essere
Presenza Integrale, maggiormente si è aperti all’influsso del Maestro
interiore, quindi anche dei Maestri Autentici in vita e no.
- le idee sul Maestro: come deve essere, parlare, comportarsi,
vestirsi… le cosiddette sembianze spirituali. Sino a che si proiettano
idee riguardo al Maestro Autentico non si potrà conoscerLo (cioè
conoscersi) integralmente. Il Maestro Ottimale non è il maestro
ideale. Il primo è Autentico, il secondo pensato: così come l’abito
L’Amore è comunque un principio superiore all’universalità, l’intero universo esiste
grazie all’Amore.
Il Maestro spirituale Autentico e il vero allievo - articolo di Andrea Pangos
non fa il monaco, il comportamento non sempre fa il Maestro. Ciò che
Lo rende Autentico è la Presenza integrale che Lui è.
- la paura di scoprire verità che minerebbero le proprie
convinzioni fuorvianti, a causa della quale, per proteggersi dal
pericolo di essere dissolta, l’identità immaginata può formarsi l’idea
che il Maestro non serve. Il Maestro Autentico è il riflesso massimo del
Maestro Reale, uno specchio propriamente nitido nel quale si riflettono
sia la vera natura (Amore) sia quella ombrosa di chi vi si specchia. La luce
del Maestro Autentico è illuminante e non abbagliante. I veri ricercatori
delle verità cercano la prima, gli altri prediligono la seconda, permette
di accecarsi bene con i propri abbagli e di continuare a fantasticare di
essere molto spirituali.
Rimuginare sugli impedimenti crea ulteriori pensieri superflui,
cioè altri ostacoli. Inoltre, l’intelletto mediamente consapevole,
abituato a confondere il futile e il nocivo con l’utile, può scambiare per
impedimento ciò che è un aiuto e viceversa, immaginare che sia un aiuto
ciò che, invece, è un ostacolo.
Incontrare il maestro
Durante la ricerca, nell’allievo si costituisce l’influsso di vari maestri,
anche in forma di incontri fisici.
L’incontro sostanziale con il maestro è un incontro interiore
dell’allievo, le percezioni allievo e maestro fanno parte della sua
esperienza di esserci, anche quando si tratta dell’incontro fisico
(“esteriore”) con un maestro. L’allievo non può quindi veramente
incontrare il maestro “esteriore”, nel senso che non può sperimentarlo.
Cercando in modo idoneo la Verità Amore e la Realtà, l’allievo
favorisce la formazione delle condizioni necessarie per incontrare
il Maestro:
- esteriormente, come incontro fisico con un Maestro
Autentico, e
- interiormente, facendo esperienza integrale dell’Amore, il che
rappresenta l’incontro sostanziale con il Maestro.
Incontrare compiutamente il Maestro significa eguagliare la
qualità del proprio esserci alla qualità del Suo. L’incontro vero e
proprio con il Maestro Autentico è quello completo con la Pace
in se stessi, anche perché più le esperienze sono vicine alla Pace, minore
Per rimuovere gli ostacoli, invece di preoccuparsene, si possono fare queste due preghiere: Chiedo alla Reale Identità di eliminarmi gli ostacoli per il Maestro ottimale, e
Chiedo alla Reale Identità il Maestro ottimale.
è la percezione di separazione e individualità.
L’Estinzione è, invece, l’ “incontro più vicino possibile” con il
Maestro Reale, senza che ci sia esperienza di ciò.
Tramite la Coscienza Originale, ognuno ha un costante rapporto
con il resto dell’umanità, che è un incessante convegno. Il meeting
spirituale con il Maestro Autentico c’è sempre. Ciò che cambia è la
qualità della comunicazione, che è sempre massima da parte del Maestro
e variabile da parte dell’allievo. Il concetto di andare incontro al Maestro,
va inteso come miglioramento del comunicare con Lui, aprendosi
maggiormente al presentarsi della Grazia Divina in se stessi. L’allievo è
sempre in (ri)unione con il Maestro, ma soltanto l’Alternanza tra il
Vuoto mentale e l’Estinzione fa Scoprire che è così e che in Realtà (come
Assoluto, non come individuo) si è il Maestro Reale, quindi che ogni
allievo è un aspetto dell’esprimersi di Se Stessi Maestro Reale.
Per l’allievo, l’importanza degli incontri fisici è sostanzialmente
proporzionale al suo identificarsi con il corpo e di conseguenza
dell’identificare il Maestro con il corpo. Maggiore è il suo
immedesimarsi con il corpo, più l’allievo immagina la separazione dal
Maestro e più ha bisogno della vicinanza fisica del Maestro per rendere
possibili i processi consapevolizzanti. Inversamente, più l’allievo è
consapevole che il corpo non è l’Identità Reale, ma una Sua espressione,
e che non esiste alcuna separazione, meno importanza hanno gli “incontri
fisici” con il Maestro. La sagoma Maestro che appare nell’allievo è
un’immagine Destante, perché stimola le vibrazioni dell’allievo a vibrare
come Amore.
L’incontro fisico con il Maestro è sempre seguente all’incontro
vibrazionale con Lui, gli eventi percepiti come materiali sono la
concretizzazione di determinati processi vibrazionali.
L’incontro vibrazionale con il Maestro può essere riconosciuto o
no. Di solito è riconosciuto maggiormente quando l’attività sensoriale è
silente, come sogno durante il sonno o come visione in meditazione. Le
immagini e le parole percepite in questi stati, sono comunque soltanto una
minima parte della comunicazione. Quando l’esperienza dell’incontro
vibrazionale è percepita e ricordata come profonda esperienza di Amore,
l’incontro è stato veramente qualitativo.
L’incontro vibrazionale parziale con il Maestro c’è comunque
sempre, l’Amore alla base dell’esserci è costante, in Fondo si è sempre
con Se Stessi Maestro Amore.
Non basta sapere che il Maestro non è (solo) il corpo, bisogna esserne consapevoli. Non
è questione di disporre di nozioni, ma di qualità dell’esserci.
Il Maestro spirituale Autentico e il vero allievo - articolo di Andrea Pangos
La visita al Maestro va intesa come pellegrinaggio spirituale massimo,
superiore a quello ai luoghi energetici, ma anche ai Luoghi di Potere.
Più l’allievo si identifica nel corpo, più percepirà il viaggio verso il
Maestro come avvicinarsi all’incontro fisico con Lui. Maggiore è la sua
immedesimazione consapevole con l’Infinito (Assoluto, Reale Identità)
e con l’Immenso (Amore), più vivrà il pellegrinaggio al Maestro come
viaggio interiore.
La vicinanza o distanza sostanziale tra l’allievo e il Maestro non
è quella fisica, ma quella della loro qualità vibrazionale. Chi vibra in
modo scadente, può essere a mezzo metro dal corpo del Maestro, ma
essere immensamente più lontano dal Maestro di chi si trova dall’altra
parte dell’Oceano, ma vibra spiritualmente. La vicinanza al Maestro
corrisponde alla capacità di essere Pace, la lontananza dipende da quanto
si è lontani dalla Pace.
L’aiuto (del) Maestro è potenzialmente fruibile ovunque e sempre,
indipendentemente dalla sua presenza fisica, anche perché dalla
prospettiva dell’allievo, ogni luogo e tempo da lui percepibili sono in
lui stesso. La “trasmissione”10 delle capacità e conoscenze del Maestro
avviene automaticamente a tutti gli allievi, ma cambia la misura e
la qualità di trasmissione, che dipendono dall’apertura dell’allievo
all’influsso benefico del Maestro, primariamente dalla sua capacità di
quietare l’attività emotiva e intellettiva.
La presenza diretta del singolo Maestro è soltanto in lui stesso, il suo
spaziotempo inizia e termina in lui. Il Maestro è però anche Onnipresente,
come Amore è presente in ogni allievo perlomeno alla base dell’esserci,
da dove si proietta anche come tempo spazio dell’allievo stesso.
L’Onnipresenza (del) Maestro può essere spiegata anche in questo
modo: vibrando di Unità, il Maestro non produce in sé (percezione di)
separazione e questo rende possibile il suo influsso Compassionevole in
ogni essere senziente.
L’allievo sente la Presenza del Maestro nella misura in cui produce in
sé esperienza di Unità. Più è lontano questo stato esperienziale, minore è
il Sentire il Maestro e maggiore è l’immaginarlo. Aumentando la propria
qualità vibrazionale l’allievo si avvicina a essere uno con il Maestro, a
essere l’Uno chiamato Amore. Dalla prospettiva dell’allievo, il Maestro è
in lui e lui è nel Maestro, nella misura in cui l’allievo vibra d’Amore. Per
Riguardo ai Luoghi di Potere vedi Il Conscio Maturo, Zoran Gruičić e Milica Gruičić,
Andrea Pangos Editore, 2003.
10 Più precisamente, non si tratta di trasmissione, ma di emersione di questi processi
nell’allievo, favorita dall’influsso del Maestro.
il Maestro, invece, l’allievo è in lui e lui è nell’allievo sempre totalmente,
l’Amore non conosce diversità da sé.
La cosiddetta scelta del Maestro non è una scelta. Sono le
predisposizioni dell’allievo, le caratteristiche specifiche del singolo
Maestro e del suo insegnamento e le circostanze onnicomprensive, a
determinare l’incontro dell’allievo con il Maestro. In sostanza, scelta
è un concetto che indica la constatazione di ciò che è già avvenuto.
Essenzialmente non c’è alcuna scelta, ogni avvenimento è il risultato di
innumerevoli influssi.
Trovato il Maestro Autentico, è bene essere aperti al suo influsso,
cercando di non produrre attaccamento a Lui. Creare attaccamento al
Maestro è paradossale, significa favorire attaccamento a Ciò che per sua
natura favorisce la liberazione da ogni attaccamento. L’attaccamento
dell’allievo al Maestro, è dell’allievo a se stesso, una dipendenza negativa
di sue parti che definisce come io ad altre sue parti definite Maestro. È
una specie di autoinnamoramento dell’allievo in se stesso. Tra l’altro,
ogni innamorarsi è un innamorarsi di sé, tutto ciò di cui si fa esperienza
fa parte del proprio campo esperienziale.
Il rapporto Maestro - allievo
Il rapporto Maestro - allievo inizia e termina con l’uomo in lui
stesso, processo primo e massimo dell’esprimersi vibrazionale di Dio
Immanifesto (Assoluto, Reale Identità).
Il rapporto Maestro - allievo ha (avuto) inizio dal Maestro, non
dall’allievo. L’esperienza prima è l’Amore (Maestro), mentre gli allievi
(secondari) sono esperienze non vibranti d’Amore, distorsioni del
Maestro.
Il rapporto qualitativo tra Maestro e allievo favorisce la
scomparsa del rapporto stesso, perché l’allievo diventa Maestro.
Dalla prospettiva dell’allievo, il rapporto con il Maestro Autentico è
sostanzialmente un viaggio verso l’Amore. Dalla prospettiva del Maestro
è, invece, il tendere dell’Amore a esprimersi integralmente nell’intero
campo esperienziale dell’allievo: l’Amore chiamato Maestro Autentico,
spinge l’Amore nell’allievo a esprimersi sempre maggiormente,
favorendo l’eliminazione degli ostacoli per la Conoscenza del Sé.
L’allievo dovrebbe intendere il Maestro non come personalità, ma
come Amore. Altrimenti rischia di cercare di emulare la “personalità”
del Maestro, invece di emulare l’Amore, diventandoLo. Il concetto di
dedizione al Maestro va inteso come consacrazione all’Amore e alle verità
Il Maestro spirituale Autentico e il vero allievo - articolo di Andrea Pangos
spirituali, non come devozione alla personalità, che sfocia facilmente in
culto della personalità, quando gli allievi sono, in effetti, dei seguaci.
Fenomeno Naturale, per mantenere la propria Naturalezza, la
relazione Maestro - allievo non deve essere imbrattata da idee di
particolarità.
Il Maestro Autentico è pienamente consapevole della propria
funzione di Maestro, perché stimola la consapevolizzazione altrui,
e che si tratta di una funzione naturale, ma non dà peso al fatto di
essere un Maestro e afferma raramente, se lo fa, di esserLo, anche per
non potenziare l’atteggiamento dualistico dell’allievo: Maestro - allievo.
È lo stato Naturale che Lui è a renderlo naturalmente Maestro.
Pienamente consapevole che, per ordine naturale, chi non è
Divenuto del tutto è allievo dei Maestri, il Maestro non reputa qualcosa
di particolare “avere” degli allievi e non ha l’idea di “averne” qualcuno di
particolare. L’idea di discepolo prediletto è una “proiezione” degli
allievi e credere di esserlo è un ostacolo maturativo, uno degli aspetti
più nocivi dell’identità immaginata spirituale.
Il Maestro Autentico aiuta l’allievo a dipendere sempre meno da
lui, facendogli scoprire il Maestro interiore (Amore). Lascia comunque
che l’allievo lo percepisca come Maestro, come punto di riferimento
transitorio, per condurlo alla Scoperta dell’unico “punto di riferimento”
Reale, il Maestro Reale (Assoluto, Reale Identità)11.
Dio non guida l’allievo attraverso il Maestro Autentico, che non è un
tramite, ma Dio manifesto come Amore.
L’Amore non conosce dualità, il Maestro Ama l’allievo come
se stesso e così lo stimola a tendere ad Amare se stesso, il prossimo e
Dio con tutto se stesso.
Il Maestro dà all’allievo tutto ciò che questi può ricevere.
Questo fa parte della sua natura, è un’espressione spontanea dello stato
Maestro. Non è il Maestro a decidere quanto darà all’allievo, ma è lo
stato (dell’) allievo a determinare quanto riceverà.
Il Maestro favorisce la trasformazione del vuoto esistenziale
dell’allievo in Vuoto mentale, Amare. Considerando l’Amare come
unica esperienza integrale, ogni stato esperienziale diverso è Vuoto
esistenziale.
Libero da ogni meta e missione, il Maestro non p(rop)one
all’allievo missioni da compiere. Ogni missione è un concetto e
l’Amore è libertà da ogni pensiero. Se, per esempio, propone all’allievo
11L’allievo può favorire questi processi con le affermazioni: Mi apro a consapevolizzare
il Maestro interiore, oppure Mi apro consapevolizzare il Maestro Reale.
di scrivere un libro o di sviluppare un proprio metodo di guarigione, non
presenta ciò come missione particolare, ma come processo attraverso il
quale lui può consapevolizzarsi ed esprimere le proprie capacità, come
modalità di utilizzo illuminante della mente, da parte della stessa mente.
Consapevole che dalla prospettiva della mente non Realizzata, Divenire
del tutto è una meta da raggiungere, il Maestro è anche consapevole che è
oltre ogni meta, perché è il compimento Naturale del singolo divenire.
Il Maestro aiuta a comprendere che Divenire del tutto
significa essere Divenuti Sani-Naturali. Disillude così l’allievo
dall’idea che maturando spiritualmente si diventa particolari, speciali.
La consapevolizzazione è anche dissoluzione di ogni idea di superiorità o
inferiorità, di essere particolari, speciali.
I maestri spirituali ordinari favoriscono prevalentemente una
delle tre cosiddette vie spirituali: della Conoscenza, dell’Amore e
dell’Azione. Il Maestro aiuta invece l’allievo a integrarle, il velivolo
trimotore ha prestazioni migliori rispetto a uno monomotore. Per di
più, l’integrazione delle tre vie porta alla moltiplicazione e non soltanto
alla somma dei loro potenziali, mentre immaginarle separate rende
fruibile soltanto parzialmente l’immenso potenziale della Via Integrale.
Apparentemente tre sono aspetti di una: l’azione sostanziale del
Sapere è aiutare il Cuore ad aprirsi compiutamente alla Pace, in
cui non c’è percezione di separazione tra agente e azione, che
allora è Globale perché l’Agente è l’Amore. Formalmente, il Maestro
può sollecitare maggiormente una delle tre vie, ma la Sua Integralità le
favorisce tutte e tre contemporaneamente. L’insegnamento (del) Maestro
è integrale, perché Lui stesso è eguaglianza tra Conoscenza, Amore e
Azione. L’intero esserci del Maestro vibra di Amore, pura Conoscenza
di esserci, in cui ogni azione è Pace.
Il Maestro non nutre aspettative riguardo al progresso spirituale degli
allievi, né ai benefici che potrebbe averne. Libero da aspettative, non
le stimola in altri. Il Maestro è il Beneficio Massimo che la vita può
avere da se stessa, Divenire del tutto. Essendo praticamente l’umanità
intera allieva di ogni Maestro Autentico, aspettandosi qualcosa dagli
allievi il Maestro sarebbe vincolato dalle aspettative riguardo al mondo
intero. Invece, è Libero dal mondo.
L’allievo è insegnamento Divino parzialmente espresso, il Maestro è
pieno insegnamento Divino.
L’allievo non deve diventare una (brutta) copia del Maestro, ma un
ottimo originale di se stesso. Il Maestro Autentico favorisce pienamente
Il Maestro spirituale Autentico e il vero allievo - articolo di Andrea Pangos
l’originalità dell’allievo, anche aiutandolo a comprendere che il divenire
veritiero consiste nell’individualizzazione, non nella massificazione.
Il Maestro non induce l’allievo a combattere contro il male, anche
perché questo fomenterebbe conflitti, ma lo sollecita a maturare
la capacità di effondere Pace, il che di per sé diminuisce il male
(ostacoli per la consapevolizzazione) e aumenta il bene (processi
consapevolizzanti).
Il Maestro non predica sofferenza, ma indica come giungere
a essere Felicità (Amore), chiarendo che si tratta dell’esperienza
Naturale. La sofferenza nuoce, salvo che non si tratti di sofferenza
derivante da consapevolizzazione. Chi predica che maturare
spiritualmente equivale a soffrire, non è un maestro spirituale,
ma un pericolo per la salute pubblica. Il “piacere” della sofferenza è
un grande pericolo, soprattutto quando il sadico assume sembianze da
“maestro spirituale” e attira allievi che cercano di diversificare il proprio
masochismo, imbrattandolo con le oscure tinte della falsa spiritualità
intrisa della sofferenza fine a se stessa.
Con il suo essere vita pienamente consapevole, il Maestro
stimola la vita allieva a viversi in modo consapevolizzante per
diventare puro divertimento Divino. L’approccio alla maturazione
spirituale non deve essere severo, ma serio (agire ponderato, sobrio e
responsabile per Divenire del tutto) e nel contempo gioioso (festa della
ricerca del Divino per essere Festa Divina). La severità verso se stessi e
gli altri, è un ostacolo per la consapevolizzazione.
Il rapporto tra allievo e Maestro, è uno specchiarsi del potenziale
umano parzialmente espresso (allievo) nello specchio del potenziale
umano Realizzato (Maestro). L’allievo scorge nel Maestro dove può
portarlo la ricerca spirituale di qualità, ma può veramente Vedere nella
misura in cui è libero da esperienze diverse dall’Amore.
Il rapporto Maestro-allievo non è un rapporto analista-analizzato,
l’analisi superflua è un grande ostacolo per la Spiritualità. In genere,
l’analisi porta soltanto al riconoscimento di un determinato contenuto e
a una sua trasformazione parziale, senza eliminare le cause del fenomeno
nocivo e senza trasformarlo in Amore. Per l’Amore, che è esente da
pensieri, ogni analisi è superflua, ma all’allievo, ignaro della capacità
Cognitiva (dell’) Amore, l’analizzare può sembrare indispensabile
e in effetti per lui lo è, poiché è succube del meccanismo del voler
(che significa dover) analizzare non può farne a meno. L’Amore non
pensa, semplicemente Trasmuta. Per la trasformazione spirituale,
l’analisi è positiva nella misura in cui rende possibile la disidentificazione
dall’individualità e l’immedesimazione consapevole con l’Infinito.
L’indagine sulla Reale Identità è quindi molto più efficace dell’analisi dei
vari segmenti dell’individuo. Le domande spirituali, per esempio: Cosa
ci fa il mondo in me?, Qual è la mia Origine come individuo?, Da dove
provengo come individuo?, Qual è la Reale Identità?, non devono favorire
l’analisi, ma la comparsa del Vuoto mentale, dal quale possono scaturire
profonde constatazioni affrancate da ogni forma di analisi. Questi quesiti
sono strumenti per bypassare il circolo vizioso dell’analisi.
Il Maestro stimola l’allievo a non cercare giustificazioni per
non consapevolizzarsi. Per Divenire del tutto bisogna fare tutto ciò
che è necessario, indipendentemente dalle condizioni e dagli ostacoli,
anche perché, di norma, gli ostacoli sostanziali non sono le circostanze
“esteriori”, ma le proprie idee ed emozioni superflue.
Il Maestro aiuta l’allievo ad aumentare la qualità delle “scelte” di vita
essenziali12, favorendo la sua liberazione dal superfluo, per far emergere
stati in funzione della consapevolizzazione, soprattutto l’Amore, in
quanto esperienza massima, e l’Estinzione in quanto stato in cui si è
dissolta ogni esperienza. Ogni altra esperienza e molto relativa rispetto
a questi due stati, tanta è la loro potenza di trasformare la visione della
vita, anche perché:
- l’Appagamento che deriva dall’Alternanza tra questi due stati,
fa comprendere l’irrisorietà della felicità che l’individuo mediamente
consapevole generalmente cerca e ottiene;
- l’Amore e l’Estinzione favoriscono la scomparsa degli attaccamenti.
L’Amore non conosce attaccamento, non esiste l’attaccamento
all’Amore, anche perché durante l’Amore non c’è la percezione di
separazione in soggetto e oggetto, c’è Uguaglianza. L’Estinzione oltre
a non conoscere attaccamento, a differenza dell’Amore, non conosce
nemmeno se stessa;
- l’Estinzione, in quanto assenza totale di esperienza, matura il
Discernimento dello Stato non esperienziale da quello esperienziale,
quindi anche il Discernimento del Reale dall’irReale.
Essendo pura Conoscenza in essere, per il Maestro è naturale
favorire la scomparsa dell’ignoranza riguardo alla Reale Identità, anche
facilitando la dissoluzione dell’identità immaginata dell’allievo.
Il Maestro dissolve gli ostacoli per il rapporto con l’allievo,
che sono comunque tutti prodotti dall’ allievo, il Maestro non crea
12 Favorisce cioè l’aumento delle qualità delle circostanze vitali, delle quali fanno
parte anche le cosiddette scelte di vita.
Il Maestro spirituale Autentico e il vero allievo - articolo di Andrea Pangos
impedimenti. L’apertura dell’allievo alle vibrazioni (del) Maestro è di
grande importanza per l’allievo e gli conviene, mentre né conviene né
non conviene al Maestro, perché non ha nulla da raggiungere, essendo
Naturalezza da sempre e per sempre esistente. Nel rapporto tra allievo e
Maestro, soltanto l’allievo ha da guadagnare. L’allievo qualitativo tende
a trascendere ogni chiusura verso il Maestro, anche affermando: Mi
abbandono al Maestro (che significa Mi abbandono a Me Amore),
Mi apro al Maestro (che significa Mi apro a Me Amore).
Il Maestro e l’allievo non si trovano nello stesso spazio-tempo,
ognuno produce in se stesso il proprio, i cui processi influiscono
sullo spazio-tempo altrui, attraverso la Coscienza Originale. La
cosiddetta risonanza tra individui non avviene direttamente sulla
relazione individuo-individuo, ma “indirettamente” tramite la
Coscienza, di cui ogni individuo è un’espressione.
La comunicazione tra Maestro e allievo è sempre vibrazionale,
e può assumere forma verbale (per esempio: domande e risposte) o fisica
(forma scritta dell’insegnamento, pacca sulle spalle, abbraccio…), che
sono comunque modi di elaborare le vibrazioni.
L’influsso sostanziale del Maestro avviene nell’ambito spirituale,
composto dalle vibrazioni d’Amore13, e consiste nell’azione dal
profondo dell’esserci che, trasformando gli schemi vibrazionali,
produce miglioramenti nella proiezione del mondo sensoriale, quindi
anche materiale. Il piano spirituale non è superiore all’uomo, ma è in
lui. Tutti i cosiddetti esseri spirituali, inclusi arcangeli e angeli sono
sue proiezioni, fanno parte dell’essere umano, senza il quale non ci
sarebbero. Nell’individuo mediamente consapevole, il piano spirituale
c’è soltanto alla base dell’esserci, mentre in chi è Divenuto del tutto
comprende l’intero esserci, perché è integralmente Amore. La
spiritualità può quindi essere intesa come processo di allargamento della
qualità spirituale all’intero esserci, cioè come processo di maturazione
del nucleo spirituale.
La comunicazione non verbale del Maestro è molto più
importante ed efficace di quella verbale. I concetti qualitativi
sono comunque ottimi sostegni per aumentare l’efficacia dei
processi non verbali, anche perché sono uno strumento per
eliminare le nozioni fuorvianti e sostituirle con termini funzionali
per la consapevolizzazione. La sofferenza si produce anche a causa
di ignoranza ordinaria, che va sostituita da conoscenza spirituale, per
13 Il modo in cui sono organizzate è diverso in ognuno, ma producono sempre la stessa
esperienza: Pace, Amore, pura Conoscenza in essere.
scoprirla ignoranza. La Conoscenza Originale precede non solo ogni
parola, ma anche ogni esperienza, inclusa quella primaria, l’Amore.
Trasformare spiritualmente il proprio mondo concettuale è di
grande importanza. Basti pensare che gran parte delle convinzioni
dell’individuo mediamente consapevole si basano sull’idea di essere in
realtà il corpo, perché questi è scambiato per il sé reale. Invece, il corpo
è un aspetto del manifestarsi del Sé Reale. Quanto può essere veritiera
la vita condizionata dal concetto falso io sono il corpo?!
Il Maestro Autentico favorisce la trasformazione benefica dei
pensieri dell’allievo, per esempio:
- da io sono il corpo a: il corpo è un’espressione di Me Assoluto,
- da cosa ci faccio al mondo? a: cosa ci fa il mondo in me?,
- da sono nato e morirò a: Sussisto non nato, ogni concepimento,
nascita e morte sono espressioni di Me Realtà,
- da sono nel tempo e nello spazio a: il tempo e lo spazio sono in
me, Originano da Me Senzatempo,
- da sono colui che vive a: come individuo sono la vita stessa e come
Dio Immanifesto sono l’Origine di ogni vita,
- da il mondo è reale a: il mondo è un’illusione, percepirlo come (se
fosse) reale è un abbaglio,
- da sono diviso dal mondo e dagli altri a: non esiste alcuna
separazione dal mondo che percepisco. Il conoscitore è inscindibile dal
conosciuto.
Scaturendo dalla pura Conoscenza in essere, che è la base di
ogni conoscenza spaziotemporale e senza la quale non ci può
essere alcun sapere, i concetti espressi dal Maestro stimolano la
trasformazione dell’intero spettro conoscitivo dell’allievo, anche
perché lo sollecitano a consapevolizzare la pura conoscenza di
esserci, che precede ogni idea, anche io sono. L’allievo riesce così a
realizzare molte verità che altrimenti non avrebbe constatato. Alcune di
queste le dimentica subito dopo averle appurato, anche perché spesso sono
emerse sulla soglia dell’Estinzione, la Quale è uno stato senza ricordo.
Seppure cadute in dimenticanza, esse continuano a offrire il loro apporto
consapevolizzante. Sono semi che alimentati con qualità cresceranno,
fino a che le verità diverranno costantemente fruibili dall’allievo, perché
oramai parte integrante del suo esprimersi. Espresso diversamente:
scaturendo dal Vuoto mentale, le parole del Maestro stimolano i
pensieri dell’allievo a armonizzarsi con la Pace da cui scaturisce
ogni pensiero, aiutandolo così a realizzare profonde verità.
Il Maestro spirituale Autentico e il vero allievo - articolo di Andrea Pangos
Il Maestro si esprime in modo comprensibile dall’allievo, ma anche
con espressioni momentaneamente difficili da capire, per stimolarlo
a riflettere in modo consapevole sino a comprenderne il significato
essenziale. Per quanto incomprensibili, i concetti espressi dal Maestro
sono un grande aiuto, anche perché i processi loro correlati agiscono in
profondità.
Ben consapevole che i concetti non sono l’essenza della maturazione
spirituale, il Maestro descrive comunque qualitativamente i
processi fondamentali del processo di consapevolizzazione, per
fornire una mappa sostanziale del percorso di maturazione. Così
l’allievo si concentra più facilmente sull’essenziale, rischiando meno di
perdere tempo con il futile e il nocivo.
Il Maestro chiarisce che l’essenza della ricerca spirituale
consiste nel progredire: (1) dall’immaginare la separazione tra
conoscitore14 e conosciuto, (2) allo sperimentare la loro unità, (3)
al maturare l’eguaglianza tra questi due, (4) all’Estinzione della
conoscenza di sé e quindi del conoscitore e del conosciuto. La
costante Alternanza tra il terzo e il quarto stato sono la meta
finale del percorso spirituale, questa è l’antichissima sostanza di
ogni insegnamento spirituale di qualità.
Espresso diversamente, il processo spiritualizzante passa
dall’esperienza separazione (tra conosciuto e conoscitore) alla percezione
unità (tra conosciuto e conoscitore), per giungere all’esperienza
uguaglianza (trasformazione del conoscitore e del conosciuto in pura
conoscenza in essere), fino alla scomparsa temporanea di ogni esperienza,
cioè fino all’Estinzione. La maturazione spirituale può quindi essere
definita come consapevolizzazione, da parte dell’allievo, dell’unità con il
Maestro, fino anche alla cessazione temporanea dell’esperienza Unità.
I concetti spirituali vanno utilizzati in modo spirituale,
consapevolizzante. Altrimenti sono spirituali soltanto formalmente,
non essenzialmente; lo Spirito è Essenza. Il Maestro trasforma le
interpretazioni sbagliate dei concetti, trasmutandole in significati in
funzione dell’Amore. In genere, non etichetta i concetti di bassa qualità
come sbagliati, ma li spiega in modo propositivo, dissolvendo così i dubbi
dell’allievo.
Il Maestro èVerità esperienziale (Amore), che può esprimere profonde
verità concettuali. Le Sue parole agiscono integralmente, portano
conoscenza verbale e soprattutto Amore, conoscenza non verbale, più
14 Nota: ciò che è percepito come conoscitore, non è il conoscitore effettivo, perché si
tratta di un aspetto della percezione, del conosciuto.
potente delle parole. Può sbagliare nell’esprimersi verbalmente, ma il
suo stato è infallibile: a parlare si può sbagliare, ma l’Amore è sempre
senza macchia. L’Amore è l’unica Verità incontestabile, precede ogni
contestazione, che implica il pensiero. “Per fortuna”, i concetti e gli
avvenimenti sono soltanto segmenti dell’esserci e l’esserci Integrale
del Maestro riesce a risolvere anche le imperfezioni verbali, i “danni” da
loro causate. Inoltre, anche se le indicazioni del Maestro fossero sempre
perfette, l’allievo dovrebbe sempre fare i conti con la l’imperfezione
della propria capacità conoscitiva, che distorce le Sue indicazioni.
Il Maestro stimola l’allievo a concettualizzare in modo
consapevolizzante. Lo incoraggia a interrogarsi in modo illuminante
sui perché sostanziali, per trascendere ogni bisogno di spiegazioni,
anche perché la Reale Identità, la Coscienza Originale e quindi le
cause sostanziali della Manifestazione sono inspiegabili.
Consapevole che la scoperta della Reale Identità porta le
trasformazioni spirituali più profonde, il Maestro aiuta l’allievo:
- a porsi in modo consono domande che volgono i suoi flussi verso
l’Origine (Reale Identità), per esempio: Qual è la mia Origine come
individuo?, Cosa sono Oltre l’individuo?, Chi sono in Realtà?, Qual
è la Reale Identità?;
- a esprimere affermazioni concernenti la Reale Identità: Sono
l’Origine dell’Amore, Sussisto Assoluto, Sono Dio…, che espresse in
modo illuminante inducono l’esserci a vibrare di queste verità;
Elucubrare significa impedirsi l’esperienza integrale della pura
Conoscenza di essere, in cui le verità sostanziali sono spontaneamente
constatabili. Il Maestro stimola perciò a ricercare le verità dell’Unità
e a non perdersi nei meandri delle “verità dualistiche”. L’Amore è la
massima forma di intelligenza spaziotemporale, l’attività intellettiva è
soltanto una Sua espressione, ma anche un suo segmento quando c’è
Amare. L’Amore è la massima forma di comprensione, la Comprensione
senza pensieri, dalla quale possono scaturire lucide constatazioni, chiari
pensieri. Soltanto le azioni, dunque anche i pensieri (che sono una forma
di azione), in funzione dell’Amore possono quindi essere considerate
veramente razionali o intelligenti, nel senso stretto del termine.
Pensare molto, anche in modo generalmente considerato logico e
intelligente, impedisce di pensare veramente, perché si viene pensati,
nel senso che incapaci di permanere liberi dai pensieri, si subisce il loro
condizionamento segmentante, che impedisce la Comprensione Amore.
I risultati negativi della cosiddetta logica, anche dell’uomo molto colto,
Il Maestro spirituale Autentico e il vero allievo - articolo di Andrea Pangos
ma non sufficientemente consapevole, sono visibili a molti, ma soltanto
chi Ama, può veramente comprendere la lontananza dell’umanità dallo
stato Naturale e dal suo potenziale espressivo e comprensivo. In questo
senso, il concetto di peccato, inteso come stato di separazione da Dio,
che a molti può sembrare irrazionale, è una verità molto profonda, una
constatazione molto razionale che indica la lontananza dall’Amore, cioè
l’incapacità di essere Intelligenti.
Essere un “pappagallo spirituale”, ripetente i concetti senza averli
compresi, è un grande ostacolo per la Spiritualità. Il Maestro favorisce
perciò la guarigione dell’allievo dalla pigrizia intellettuale, dal
pensiero meccanico acquisito ed espresso senza la comprensione
necessaria. Gli insegna a “pensare con la propria testa”, a non seguire
ciecamente i concetti altrui, a crearsi proprie interpretazioni. Le parole
del Maestro vanno ascoltate a cuore pienamente aperto, in modo
dinamico, per far agire i processi illuminanti, ma non vanno accettate
passivamente. L’allievo qualitativo lascia agire le parole del Maestro
e poi riflette in modo consapevolizzante, per far emergere le verità dal
profondo di se stesso. È aperto alla Grazia Divina, ma è Vigile anche
intellettualmente, per discernere con qualità, il che è un aspetto della
Grazia Divina.
Lo scetticismo verso le parole del Maestro è un grande ostacolo
per la Comprensione. L’allievo saggio è aperto alla conoscenza verbale
espressa dal Maestro, in modo da trasmutare la fede nelle sue parole
in conoscenza propria. Il ricercatore di verità è critico in senso
positivo e lascia lavorare i processi avviati dalle altrui parole
illuminanti, per far emergere le proprie verità.
Le parole del Maestro vanno interpretate dalla prospettiva corretta,
altrimenti possono essere facilmente fraintese. Per esempio, il Maestro
può utilizzare il termine tu riferendosi alla Reale Identità, mentre di
solito l’allievo lo percepisce come pronome personale relativo a lui
individuo, o peggio ancora a “lui” identità immaginata. Questo può
causare profonde incomprensioni, come quando nel Bhagavad Gita
Krishna parla della reincarnazione dalla “prospettiva” della Reale
Identità (Assoluto), di cui ogni incarnazione è un’espressione, mentre
Arjuna pensa che si riferisca alle sue incarnazioni precedenti come
individuo (che non ci sono: come individuo si è una vita soltanto). Va
quindi tenuto ben presente che il Maestro si esprime dalla prospettiva
della Consapevolezza integrale.
Indipendenza dal Maestro
Il Maestro è Indipendenza, di conseguenza favorisce l’indipendenza
dell’allievo, che aumenta di pari grado alla sua maturità spirituale, cioè
alla capacità di produrre Amore come unica esperienza. L’indipendenza
dalla medicina dipende da quanto si è guariti. In quanto Salute, il Maestro
è la migliore Medicina per l’allievo, affinché diventi Medicina lui stesso.
Chi “cerca” dipendenza, più precisamente la subisce, non è un
allievo, ma un seguace e finché segue altri, non potrà mai arrivare
a essere autenticamente se stesso. L’Amore è Libertà, chi non La
favorisce gioca in favore della dipendenza. Meno un maestro stimola
l’indipendenza, più è settario. Seguire un Maestro significa seguitare a
tendere ad Amare, per Scoprire la Reale Identità, non stare dietro a una
personalità.
Trarre spunto da un Maestro vuole dire imparare ad Amare,
non cercare di copiare il Maestro. Farsi guidare dal Maestro
non vuole dire farsi manipolare, ma lasciarsi andare all’Amore.
Essere aperti all’influsso di un Maestro significa aumentare la qualità dei
condizionamenti cui si sottostà. Aiutare il Maestro, servirLo, significa
esistere in funzione dell’Amore. Volgere l’attenzione verso il Maestro
Reale significa volgersi verso l’Origine.
Indipendenza totale dal Maestro significa anche essere totalmente
dipendenti da se stessi, perché si produce unicamente Amore, che
dipende sempre soltanto da se stesso, come unico condizionamento
di sé. L’Amore è il condizionamento di base, Sano e libero da ogni
attaccamento, anche a Sé. Più le esperienze sono lontane dall’Amare, più
sono caratterizzate dall’attaccamento. Maggiore è la distanza dall’Amore,
maggiore è la mancanza, quindi la dipendenza. L’Amore è l’esperienza
integrale, l’unica in cui non c’è mancanza.
I limiti del maestro e dell’allievo
La Spontaneità (del) Maestro Autentico aiuta l’allievo a riconoscere
i propri meccanismi limitanti e a liberarsi dalla meccanicità. Il Maestro
facilita la scomparsa dei limiti dell’allievo, primo dei quali la convinzione
che l’individualità, peggio ancora il corpo, sia il sé reale.
I limiti del maestro spirituale ordinario sono limitazioni per gli
allievi. Fin quando quelle del maestro sono minori di quelle dell’allievo,
possono anche aiutarlo a superare i propri limiti, ma quando la limitatezza
dell’allievo si eguaglia a quella del maestro, questi diventa un ostacolo
per lui.
Il Maestro spirituale Autentico e il vero allievo - articolo di Andrea Pangos
Percepire il maestro come più maturo di lui quando non lo è, è
chiaramente un ostacolo per l’allievo, soprattutto quando non riesce a
distaccarsi dal maestro, il che gli impedisce anche di trovarne uno più
congruo alle sue esigenze. L’allievo non dovrebbe provare sensi di colpa
nel cercarsi un maestro più qualitativo, si tratta di un’esigenza naturale,
di una ricerca saggia.
Talvolta i maestri sono molto bravi sul piano concettuale oppure
hanno grandi capacità energetiche o alcuni cosiddetti poteri psichici,
senza però essere spiritualmente evoluti. Può così succedere che
qualcuno spiritualmente più maturo, ma con meno conoscenze o capacità
specifiche di tale (presunto) maestro, lo scambi per propria guida
spirituale. In questi casi l’allievo dovrebbe rendersi conto dell’ostacolo e
produrre l’intenzione di trovare il Maestro autentico. Per non intralciare
l’ascesa sulla scala della consapevolizzazione è saggio tendere sempre
la mano all’Amore, come massimo Maestro esperienziale e alla Reale
Identità in quanto Maestro Reale: è fondamentale focalizzarsi sulla
ricerca dell’Amore e del Reale.
Il Maestro non crea conflitti
Alcuni maestri dicono di creare intenzionalmente situazioni
conflittuali per far maturare l’allievo, ma ciò può essere una giustificazione
del maestro ordinario per i propri conflitti proiettati su altri. Essendo
Pace, il Maestro favorisce la trasformazione dei conflitti in Lui stesso
(Pace); trasformazione che può avere una fase conflittuale accentuata,
soprattutto quando i conflitti repressi emergono per quietarsi. In
queste occasioni è fondamentale focalizzarsi sulla Pace, non analizzare i
conflitti. L’analisi produce pensieri che vanno ad alimentare il conflitto.
Il solo pensiero può essere considerato un conflitto di per sé, impedisce
il Vuoto mentale, la Pace.
Tra i modi per focalizzarsi sulla Pace ci sono: l’osservazione dei
conflitti, “senza” identificazione, sino al loro quietarsi; e le affermazioni
con la parola Pace, per esempio Abbandono i conflitti alla Pace
oppure Sono Pace; le preghiere di armonizzazione: Chiedo alla Pace
di attivarsi nei conflitti, oppure, Chiedo la trasformazione dei
conflitti in Pace.
Il Maestro non è dogmatico
Il Maestro non impone dogmatiche regole comportamentali,
ma favorisce condotte consapevolizzanti, anche perché sa che più
sono ferree le regole, più difficilmente saranno rispettate e maggiore
sarà il senso di colpa degli allievi per non averle rispettate. Chi Ama
favorisce automaticamente il trascendimento dei sensi di colpa, che sono
un “ottimo” strumento manipolante.
Ognuno ha una natura specifica e dovrebbe tendere a esprimerla
autenticamente. Uniformare i comportamenti castra l’autenticità
cui tende il divenire vero. Il maestro limitato cerca di limitare e
controllare gli allievi, perché proietta i suoi limiti e il suo controllarsi
e deve sostituire la mancanza di autorevolezza con l’avere autorità.
Il Maestro Autentico irradia di Autenticità l’umanità intera,
aiutandola a liberarsi dai meccanismi comportamentali limitanti.
Favorisce l’eliminazione degli ostacoli per l’Amore, non basandosi sulla
forma delle azioni, ma sulla qualità dell’esserci in cui esse avvengono e da
quanto, di conseguenza, favoriscono/ostacolano la consapevolizzazione.
Più si è vicini ad Amare, che non va confuso con il mero voler
bene, più si fa del bene a se stessi e al prossimo. Comportarsi in
un modo che qualcuno definisce spirituale, ma che non lo è perché non
stimola l’integrazione dell’esserci, può significare fare e farsi del male.
Aiuto specifico
Compiutamente consapevole che la Reale Identità è una, ma
che ogni individuo è specifico, il Maestro offre a ognuno strumenti
consapevolizzanti conformi alle sue esigenze di maturazione ed
espressione. L’elemento più consapevolizzante, lo Stato Maestro,
è comunque sempre eguale per tutti, fruito però da ciascuno in
misura diversa.
Il Maestro favorisce l’emersione delle qualità in funzione della
maturazione spirituale dell’allievo. I talenti non vanno tanto ricercati
attraverso l’analisi, ma fatti emergere eliminando gli ostacoli che
impediscono il loro manifestarsi. L’individuazione sostanziale delle
capacità consiste nell’aumentare la capacità di Amare ed esprimere
l’Amore in modo sempre più originale. L’individuazione delle capacità va
quindi vista come individualizzazione sempre più qualitativa dell’Amore
tramite ambiti specifici: arte, ricerca scientifica, insegnamento,
guarigione, musica… Il talento primario è l’Amore, ogni esperienza
e quindi ogni altro talento (che è sempre un’esperienza) esiste grazie
all’Amore in quanto percezione primaria. Il modo sostanziale di agire
sui talenti in generale, è consapevolizzarsi affinché le capacità specifiche
possano esprimersi nell’ambito ottimale, l’Amore. Aumentando la
Il Maestro spirituale Autentico e il vero allievo - articolo di Andrea Pangos
qualità vibrazionale dell’esserci, i talenti emergono con sempre maggior
qualità e la capacità di insegnare è sempre più caratterizzata dalla pura
Conoscenza in essere, il più talentuoso e poliedrico tra gli insegnanti. Le
capacità espresse dalla Consapevolezza integrale sono puramente Divine,
Amore che si esprime attraverso la musica, la pittura, la ricerca…
Sforzo dell’allievo e assenza di sforzo del Maestro
Il Maestro favorisce la spiritualizzazione dell’allievo, ma non può,
consapevolizzarsi al posto suo. L’allievo non può realizzarsi grazie agli
sforzi del Maestro, che, tra l’altro, permane assenza di sforzo, ma il Suo
aiuto è fondamentale, facilita gli sforzi dell’allievo per giungere alla
Naturalezza dell’assenza di sforzo. Il viaggio verso il Maestro è lo
sforzo atto a trascendersi, l’incontro vero e proprio con il Maestro è la
cessazione di ogni sforzo. L’allievo saggio produce sforzo qualitativo,
non quantitativo, per diventare assenza di sforzo.
Il Maestro soffia sulle vele dell’allievo, il quale deve curarle e
spiegarle. Più sono qualitativi gli sforzi dell’allievo, maggiore sarà l’aiuto
che riceverà dal Maestro. Meglio l’allievo dispone le vele, maggiore sarà
l’aiuto che riceverà dal Vento.
Il Maestro illumina la strada, l’allievo deve camminare, ancora meglio
se riesce a farsi trasportare dall’Onda dell’Amore, abbandonandosi
alla Reale Identità. Una delle differenze tra la via della conoscenza
e la via della devozione, è che la via della conoscenza è un po’ come
camminare sul percorso spirituale, scoprendolo passo dopo passo,
mentre la via della devozione è un lasciarsi trasportare dall’Amore. Più
l’allievo è maturo, più il suo camminare diventa farsi trasportare e il
farsi trasportare camminare, i passi del camminatore diventano sempre
più ampi. Diventati immensi, la via della Conoscenza e dell’Amore
diventano una sola, perché la Conoscenza è Amore. L’ultimo passo
racchiude l’Immensità, è l’Illuminazione definitiva.
Idealizzazione del Maestro
Idealizzare il Maestro e immaginarlo perfetto, è un ostacolo per
la trasformazione dell’allievo in Maestro. Più l’allievo immagina la
perfezione del Maestro, più lo idealizza, diventando così sempre più
schiavo delle proprie proiezioni relative al Maestro. Schiavo nel senso
che lo turbano, impedendogli di essere Amore. La Perfezione non è
questione di immaginazione, ma di Amore, che è libero da ogni fantasia.
Per questo, è importante che l’allievo capisca che il Maestro non è
costante perfezione e che può sbagliare. La perfezione oggettuale e
comportamentale non esiste. L’Amore è l’esperienza perfetta, in questo
senso il Maestro è perfetto nella misura in cui vibra d’Amore. La qualità
vibrazionale del Maestro ha comunque oscillazioni, seppur minime.
La necessità dell’allievo di percepire il Maestro come perfetto, può
essere una via di fuga dal proprio percepirsi come imperfetto. Accettarsi
per quello che si è, né giusti né sbagliati, è un modo per diminuire le
proprie proiezioni perfezione e imperfezione. Di solito si tratta inizialmente
di un’accettazione sostanzialmente concettuale, che può diventare piena
accettazione esperienziale, quando subentra la chiara constatazione,
illuminata dall’Amore, che in ogni momento non si poteva/può essere
diversi da ciò che si era/è in quel dato momento. Quando c’è Amare
anche l’accettazione stessa viene trascesa. L’accettazione è un passaggio
verso l’Amare, che è immune dalla dualità accettazione-rifiuto.
Vedere positivamente il rapporto Maestro - allievo
Alcuni non vedono positivamente il rapporto maestro spiritualeallievo spirituale, a causa dei rischi di dipendenza, di manipolazione e di
settarismo. D’altra parte, certuni tra questi critici vedono favorevolmente
il cristianesimo, la cui forza come movimento deriva in buona parte dal
fatto che, da Maestro, Gesù ha favorito la Realizzazione di una decina di
suoi allievi, chiamati apostoli.
Chi ritiene che il rapporto tra allievo e Maestro abbia insito il
pericolo del settarismo, farebbe bene a considerare che il mondo è
strapieno di sette, ogni ambito che non favorisce il “libero” pensiero, cioè
la libertà dal pensiero, è in sostanza una setta. Molti immaginano di avere
libertà di pensiero, ignorando però che non può esserci senza la capacità
di non pensare, cioè di produrre volontariamente Vuoto mentale, per
permanere esenti da pensieri.
È certamente rischioso affidarsi a falsi maestri15, ma è uno spreco
non affidarsi ai Maestri Autentici. Il Maestro è l’unico individuo Sobrio
cui potersi affidare. Se ci si affida a chi è ebbro di emozioni negative e
pensieri superflui, cioè a chi non è sufficientemente consapevole, tanto
più bisognerebbe affidarsi a un Maestro.
Più un maestro vibra costantemente come Amore, più è vicino a essere
Autentico. Viceversa, meno vibra d’Amore, più è falso, il suo vibrare è
falsato, distorto. L’Amore è il massimo insegnamento spaziotemporale,
soltanto chi Lo è può insegnarLo. Più sono falsi, più i falsi maestri sono
15 Per evitare l’influsso negativo di falsi maestri, si può fare questa preghiera: Chiedo
alla Reale Identità di proteggermi dai falsi maestri.
Il Maestro spirituale Autentico e il vero allievo - articolo di Andrea Pangos
maestri di sofferenza. Il Maestro è invece l’Indicazione luminosa verso
la Felicità. Il Maestro, libero dalla sofferenza, con il solo proprio esistere
favorisce automaticamente la liberazione altrui dalla sofferenza.
L’Amore può essere definito come Libertà esperienziale, ma non
esiste la libertà da tutto. L’idea che l’Assoluto sia libero da tutto,
è soltanto un concetto che, come ogni pensiero, scaturisce dallo
spaziotempo, mentre l’Assoluto lo precede, perché sua Origine. Finché
c’è vita c’è sempre condizionamento e con la morte scompare ogni
condizionamento, ma anche chi ne era soggetto. Ciò che è diverso è
la qualità dei condizionamenti cui si sottosta. Il condizionamento può
anche essere positivo, anche il Maestro è condizionato dal proprio essere
Amore. Il Maestro è un condizionamento veramente positivo per se
stesso, che aumenta la qualità vibrazionale di chi sottostà al suo influsso.
Il grado di libertà, ma anche di cosiddetto libero arbitrio, andrebbe
definito, non in senso “assoluto”, ma di libertà da pensieri (superflui)
ed emozioni diverse dall’Amore. Ogni Maestro Autentico condiziona
positivamente ogni essere umano e, quasi paradossalmente, più l’allievo
è in grado di ricevere aiuto, meno ne ha bisogno, perché è in grado di
produrre Amare.
Influsso del maestro autentico dopo la sua morte
Divenendo del tutto, l’individuo non diventa eterno, ma matura la
piena consapevolezza riguardo all’Esistenza Reale (Reale Identità), che,
come già scritto, non conosce individualità.
L’esistenza del Maestro Autentico termina quindi con la sua morte
fisica. Dopo la morte, i processi da lui avviati mentre era vita, continuano
comunque a influire positivamente sull’umanità, primariamente
manifestandosi nella mente (dei vivi, chiaramente: i morti non hanno
mente) come vibrazioni-energie consapevolizzanti.
Alcuni definiscono questi processi con il concetto di Maestro Asceso,
che è comunque un termine più confacente al Maestro Autentico quando
era vita, perché:
- dopo la morte non c’è più l’individuo e quindi non ci può
essere nemmeno il Maestro Autentico, che è inscindibile dalla vita. Il
cosiddetto Maestro Asceso esiste soltanto dalla prospettiva dei vivi.
Sono loro a percepire l’influsso relativo a Lui, in loro stessi, come parte
dell’esperienza di se stessi (ogni percezione è una percezione di aspetti
di sé).
- il concetto di ascensione, va inteso nel senso che il Maestro
Autentico è asceso quando era vita, perché ha scoperto il tempo e lo
spazio in se stesso, come propria proiezione.
Rivolgersi ai processi avviati dal fu Maestro Autentico è comunque
utile, anche se ha cessato la propria esistenza. Lo si può fare, per esempio
con:
a) richieste
• Chiedo a Buddha di iniziarmi all’essenza del suo insegnamento.
Chiedo a Yogananda di iniziarmi allo Kriya yoga.
• Chiedo a Madre Teresa di Calcutta di maturarmi la capacità di
abbandonarmi a Dio.
• Chiedo a Gesù di iniziarmi al suo insegnamento.
• Chiedo a Tesla di consapevolizzarmi il suo sapere.
• Chiedo a Michelangelo di maturare l’artista divino in me.
• Chiedo a Leonardo di farmi scoprire i suoi segreti.
• Chiedo a Rumi di maturare il poeta divino in me.
• Chiedo a Santa Caterina da Siena di maturarmi la conoscenza
necessaria.
• Chiedo a Lao Tzu di iniziarmi al Taoismo Supremo.
• Questa mente chiede di consapevolizzare le capacità di
guarigione di Padre Pio.
• Questa mente chiede di consapevolizzare la conoscenza di
Shankara.
b) Affermazioni/intenzioni:
•
•
•
•
Mi abbandono totalmente ad Anandamayi ma.
Mi apro completamente all’influsso di Milarepa.
Questa mente si abbandona completamente a Lev Tolstoj.
Questa mente si apre totalmente all’aiuto di Archimede.
Queste richieste e affermazioni non sono rivolte all’ “esterno”,
bensì stimolano a volgersi verso l’Origine, favorendo così l’emersione
della Grazia Divina.
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