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La lettera dei volontari Snc, un arrivederci

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La lettera dei volontari Snc, un arrivederci
«Ci siamo sentiti parte di questo organismo in costante fermento»
La missiva è stata recapitata al sindaco, Alessandro Cannatà
CITTANOVA - Di seguito la missiva inviata dai volontari del Servizio Civile Nazionale “La
Bussola” di Cittanova, a conclusione del progetto annuale che li ha visti protagonisti di un percorso
umano e formativo. La consistenza concettuale ed emotiva della lettera ci consiglia di diffondere il
più possibile il testo, come ricordo e come messaggio da partecipare.
Oggi, lunedì 2 settembre 2013, termina il progetto “La Bussola” del Servizio Civile Nazionale di
Cittanova.
Oggi cala il sipario su un’esperienza, umana prima che lavorativa, caratterizzata dalla
straordinaria coincidenza di amicizia, cooperazione e formazione: tutte insieme queste cose al
servizio della nostra comunità e della nostra formazione. In un unico percorso di rimandi e ricordi
che fendono e bruciano lo sguardo sul passato e proiettano la luce della speranza in avanti, verso
un futuro nuovo. Oggi si conclude un anno di lavoro e crescita che, gioco forza, rimarrà legato alle
nostre vite per sempre. Perché, è evidente, il Servizio Civile rappresenta molte cose, più di quello
che ci saremmo aspettati. Una sorpresa straordinaria che richiama emozioni e sensazioni, pratiche
e concetti di livello assoluto. Non un impegno, non una scuola, non un lavoro. Ma tutte queste cose
fuse in un corpo unico. Un corpo ma mai distinto dal resto eppure diverso, variegato eppure
omogeneo, come in un cammino che, giorno dopo giorno, si compie verso una nuova maturazione.
Non è poco.
Iniziammo questa esperienza il 3 settembre 2012. Quella era un’altra fase della vita di ognuno di
noi. Un'
altra storia, con altri racconti.
Otto ragazzi inseriti in un contesto nuovo. Eppure, per quanto difficile, il nostro primo approccio fu
appassionato, sapido, piacevole. Bagnato da una curiosità discreta, ma sincera fino al midollo. Per
qualcuno fu un rivedersi dopo l’esperienza del liceo, per altri una vera e propria scoperta. Uno
scambio alla pari tra culture della stessa terra. Punti di vista a confronto in un progetto
totalizzante.
Da lì in poi le nostre storie, i nostri desideri, le nostre ambizioni e le nostre capacità professionali
ed umane si sono intrecciate in un groviglio di sensazioni e nuovi percorsi che, oggi, ci consentono
di guardare indietro e riprendere, con limpidezza, tutti i pezzi del mosaico composto nella tavola
luminosa dell’impegno. Uno per uno, e disporli secondo le esigenze della nostra gioventù messa al
centro, condivisa ed esaltata dal gruppo che fortifica e smussa, leviga e impreziosisce.
Vogliamo partire da qui, dunque. Dalla consapevolezza cristallina del successo umano ottenuto sul
terreno dallo stare insieme. Uniti.
Ma c’è dell’altro. Abbiamo ricevuto molto in questi12 mesi, è vero. Ma abbiamo anche dato. Oltre
ogni nostra immaginazione iniziale, siamo stati travolti dalla voglia di essere parte integrante di
qualcosa. Di un progetto più grande. Di un cammino condiviso con una comunità. Gente a cui si
presta servizio, guidati dalle regole giuste del vivere civile, e sorretti dall’anima democratica della
nostra Costituzione. Il Servizio Civile ci ha mostrato il volto nuovo dell’attività lavorativa. Ci ha
mostrato un altro livello di percezione e di decodificazione di noi stessi. Ma ci ha illustrato anche,
con fulgida lungimiranza, la fortezza dello Stato. La bellezza dello sforzo per la propria identità.
Avremmo, forse, potuto fare di più. Di sicuro lo avremmo voluto. Ma un anno trascorre troppo
velocemente per poter concretizzare tutti i pensieri, le idee e i programmi portati come bagaglio da
otto ragazzi differenti, distanti in tante cose, ma tutti, nessuno escluso, uniti dagli stessi valori sani
e dalle stesse energie positive.
In questi mesi le attività svolte sono state numerose. Ed elencarle tutte, adesso, non avrebbe senso.
Ciò che ha senso ricordare, invece, è l’insegnamento che queste attività hanno garantito, per dodici
mesi. Oggi possiamo affermare di essere più grandi. Per qualcuno di noi la vita è cambiata. Per
altri sta per cambiare. Alla radice di questo mutamento in positivo c’è il Comune di Cittanova con i
suoi volti e le storie che li animano: e poi le regole, le prassi, il lavoro, lo scambio umano. L’Ente
pulsa, e noi ci siamo sentiti parte di questo organismo in costante fermento.
Ma questa parentesi oggi si chiude. Bella, intensa, ricca di cose che faticheremo a rimuovere dalla
nostra quotidianità.
Lei Sindaco, e tutti i suoi collaboratori e i dipendenti, tutti insieme, ci avete fatto sentire importanti.
Ognuno a suo modo. Nel rispetto e nella condivisione di un percorso.
Noi ce l’abbiamo messa tutta. Con i nostri limiti e con i nostri difetti.
Peccato debba finire. Ma le cose belle hanno una durata limitata, e il Servizio Civile è una cosa
bella. L’importante è che aprano ad altri percorsi e ad altre esperienze.
Con questa certezza lasciamo il Comune di Cittanova.
E in questa certezza è racchiuso il successo del nostro progetto.
Voglia condividere questa lettera con Lei, Sindaco Cannatà, e con i Suoi colleghi amministratori,
con i dipendenti del Comune di Cittanova, e con tutti coloro che, nel corso dei mesi, ci hanno
seguito con attenzione, professionalità e dedizione.
Un grazie sincero va a Lei, e a tutti loro.
Con stima,
Maria Rita Curinga
Vincenzo Tripodi
Chiara Albanese
Francesca De Matteis
Loredana Galluccio
Antonino Raso
Paola Raso
Letizia Deni
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