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Il congedo parentale può essere usufruito da entrambi i genitori

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Il congedo parentale può essere usufruito da entrambi i genitori
HEALTH MANAGEMENT – ISTITUTO DI MANAGEMENT SANITARIO – FIRENZE
www.health-management.it
1
OGGETTO
CONGEDO PARENTALE
QUESITO
(posto in data 18 luglio 2015)
Il congedo parentale può essere usufruito da entrambi i genitori
contemporaneamente?
Mia moglie ha fruito del congedo per maternità obbligatorio dal
03/02/2015 al 03/07/2015 ed ora sta usufruendo del congedo
parentale di 3 mesi. Io vorrei usufruire del congedo parentale dal
01/08/2015 al 31/10/2015. Vorrei sapere se questo è possibile.
RISPOSTA
(inviata in data 18 luglio 2015)
Il diritto all’astensione dal lavoro utilizzando l’istituto del congedo
parentale è un diritto che la legge attribuisce ad entrambi i genitori,
indipendentemente l’uno dall’altro, per cui esso è fruibile anche
contemporaneamente dai due genitori. Questo si evince dalla lettura
del comma 1 dell’articolo 32 del decreto legislativo 26 marzo 2001,
n. 151 che precisa Per ogni bambino, nei primi suoi dodici anni di vita,
ciascun genitore ha diritto di astenersi dal lavoro secondo le modalità
stabilite dal presente articolo.
Per superare ogni dubbio interpretativo nel sito istituzionale dell’INPS
nella sezione dedicata alle norme in materia di tutela della maternità
si legge Il congedo parentale compete, in costanza di rapporto di lavoro,
ai genitori naturali entro i primi 8 anni di vita del bambino per un
periodo complessivo tra i due non superiore a 10 mesi, aumentabili
a 11 qualora il padre lavoratore si astenga dal lavoro per un periodo
continuativo o frazionato non inferiore a 3 mesi. Detto periodo complessivo può essere fruito dai genitori anche contemporaneamente.
Il decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 80 ha portato agli articoli 32 e
successivi del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 che disciplinano il congedo parentale, alcune modifiche migliorative, tra le quali
l’estensione del beneficio ai primi 12 anni di vita del bambino.
CIMO – IL SINDACATO DEI MEDICI
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Occorre peraltro rilevare che lo stesso decreto legislativo 15 giugno
2015, n. 80, all’articolo 26 commi 2), 3) e 4) precisa:
2) le presenti modifiche si applicano in via sperimentale esclusivamente
per il solo anno 2015 e per le sole giornate di astensione riconosciute
nell'anno 2015 medesimo;
3) Il riconoscimento dei benefici per gli anni successivi al 2015 è
condizionato all’entrata in vigore dei decreti legislativi attuativi
dei criteri di delega di cui alla legge 10 dicembre 2014, n. 183, che
individuino adeguata copertura finanziaria";
4) Nel caso in cui non entrino in vigore i provvedimenti di cui al comma
3, a decorrere dal 1° gennaio 2016 e con riferimento alle giornate
di astensione riconosciute a decorrere dall'anno 2016, le disposizioni
modificate dagli articoli 2, 3, 5, 7, 8, 9, 10, 13, 14, 15 e 16 si
applicano nel testo vigente prima dell'entrata in vigore del presente
decreto.
Nella sezione riferimenti normativi si riporta l’articolo 32 del citato
decreto legislativo 151 nel testo vigente fino al 24 giugno 2015 e nel
testo vigente dal 25 giugno 2015, data di entrata in vigore del decreto
legislativo 80/2015. Nella stessa sezione sono riportate le modalità
applicative delle tutele previste per la maternità dal decreto legislativo
151 stabilite dal CCNL 10 febbraio 2004, norme di maggior favore
rispetto alla normativa nazionale. Particolare rilievo riveste il fatto che
il comma 2 dell’articolo 15 del citato CCNL 10 febbraio 2004 precisa
che i primi 30 giorni del periodo di congedo parentale concesso
ai sensi dell’articolo 32 comma 1 del decreto legislativo 151 computati
complessivamente per entrambi i genitori e fruibili anche in modo
frazionato, non riducono le ferie e sono valutati ai fini dell’anzianità
di servizio e che per tale assenza spetta l’intera retribuzione.
Va infine osservato che la concessione del congedo parentale non è
discrezionale ma obbligatoria per l’Azienda, nei confronti della quale
l’unico obbligo del dipendente è comunicare il periodo nel quale
intende fruire del beneficio cinque giorni prima della data di inizio
dello stesso. Resta comunque fermo l’obbligo di osservare i principi
generali di correttezza e buona fede sanciti dagli articoli 1175 e 1375
del codice civile, nel rispetto dei quali il dipendente deve, per quanto
possibile, contemperare le proprie esigenze familiari con le esigenze
organizzative del proprio datore di lavoro.
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RIFERIMENTI NORMATIVI
Decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151
Articolo 32
Congedo parentale
testo vigente fino al 24 giugno 2015
1. condizioni e limiti del congedo parentale
Per ogni bambino, nei primi suoi otto anni di vita, ciascun genitore
ha diritto di astenersi dal lavoro secondo le modalità stabilite dal
presente articolo. I relativi congedi parentali dei genitori non
possono complessivamente eccedere il limite di dieci mesi, fatto
salvo il disposto del comma 2 del presente articolo. Nell'ambito del
predetto limite, il diritto di astenersi dal lavoro compete:
a) alla madre lavoratrice, trascorso il periodo di congedo di maternità, per un periodo continuativo o frazionato non superiore
a sei mesi;
b) al padre lavoratore, dalla nascita del figlio, per un periodo continuativo o frazionato non superiore a sei mesi, elevabile a sette
nel caso di cui al comma 2;
c) qualora vi sia un solo genitore, per un periodo continuativo o
frazionato non superiore a dieci mesi.
1-bis. rinvio alla contrattazione collettiva
La contrattazione collettiva di settore stabilisce le modalità
di fruizione del congedo di cui al comma 1 su base oraria, nonché
i criteri di calcolo della base oraria e l'equiparazione di un determinato monte ore alla singola giornata lavorativa. Per il personale del
comparto sicurezza e difesa di quello dei vigili del fuoco e soccorso
pubblico, la disciplina collettiva prevede, altresì, al fine di tenere
conto delle peculiari esigenze di funzionalità connesse all'espletamento dei relativi servizi istituzionali, specifiche e diverse modalità
di fruizione e di differimento del congedo.
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RIFERIMENTI NORMATIVI
Decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151
Articolo 32
Congedo parentale
testo vigente fino al 24 giugno 2015
2. possibilità di elevare ad undici mesi la durata complessiva
Qualora il padre lavoratore eserciti il diritto di astenersi dal lavoro
per un periodo continuativo o frazionato non inferiore a tre mesi, il
limite complessivo dei congedi parentali dei genitori è elevato a
undici mesi.
3. termini di preavviso del datore di lavoro
Ai fini dell'esercizio del diritto di cui al comma 1, il genitore è
tenuto, salvo casi di oggettiva impossibilità, a preavvisare il datore
di lavoro secondo le modalità e i criteri definiti dai contratti
collettivi e, comunque, con un termine di preavviso non inferiore
a quindici giorni indicando l'inizio e la fine del periodo di congedo.
4. diritto disgiunto tra i due genitori alla fruizione del congedo
Il congedo parentale spetta al genitore richiedente anche qualora
l'altro genitore non ne abbia diritto.
4-bis. possibilità di concordare misure di ripresa dell’attività
Durante il periodo di congedo, il lavoratore e il datore di lavoro
concordano, ove necessario, adeguate misure di ripresa dell'attività
lavorativa, tenendo conto di quanto eventualmente previsto
dalla contrattazione collettiva.
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RIFERIMENTI NORMATIVI
Decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151
Articolo 32
Congedo parentale
testo vigente dal 25 giugno 2015
1. condizioni e limiti del congedo parentale
Per ogni bambino, nei primi suoi dodici anni di vita, ciascun
genitore ha diritto di astenersi dal lavoro secondo le modalità
stabilite dal presente articolo. I relativi congedi parentali dei
genitori non possono complessivamente eccedere il limite di dieci
mesi, fatto salvo il disposto del comma 2 del presente articolo.
Nell'ambito del predetto limite, il diritto di astenersi dal lavoro
compete:
a) alla madre lavoratrice, trascorso il periodo di congedo di maternità, per un periodo continuativo o frazionato non superiore
a sei mesi;
b) al padre lavoratore, dalla nascita del figlio, per un periodo continuativo o frazionato non superiore a sei mesi, elevabile a sette
nel caso di cui al comma 2;
c) qualora vi sia un solo genitore, per un periodo continuativo o
frazionato non superiore a dieci mesi.
1-bis. rinvio alla contrattazione collettiva
La contrattazione collettiva di settore stabilisce le modalità
di fruizione del congedo di cui al comma 1 su base oraria, nonché
i criteri di calcolo della base oraria e l'equiparazione di un determinato monte ore alla singola giornata lavorativa. Per il personale del
comparto sicurezza e difesa di quello dei vigili del fuoco e soccorso
pubblico, la disciplina collettiva prevede, altresì, al fine di tenere
conto delle peculiari esigenze di funzionalità connesse all'espletamento dei relativi servizi istituzionali, specifiche e diverse modalità
di fruizione e di differimento del congedo.
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RIFERIMENTI NORMATIVI
Decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151
Articolo 32
Congedo parentale
testo vigente dal 25 giugno 2015
1-ter. scelta tra fruizione giornaliera ed oraria del congedo
In caso di mancata regolamentazione, da parte della contrattazione
collettiva, anche di livello aziendale, delle modalità di fruizione del
congedo parentale su base oraria, ciascun genitore può scegliere
tra la fruizione giornaliera e quella oraria. La fruizione su base
oraria è consentita in misura pari alla metà dell'orario medio giornaliero del periodo di paga quadrisettimanale o mensile immediatamente precedente a quello nel corso del quale ha inizio il congedo
parentale. Nei casi di cui al presente comma è esclusa la cumulabilità della fruizione oraria del congedo parentale con permessi o
riposi di cui al presente decreto legislativo. Le disposizioni di cui al
presente comma non si applicano al personale del comparto
sicurezza e difesa e a quello dei vigili del fuoco e soccorso pubblico.
2. possibilità di elevare ad undici mesi la durata complessiva
Qualora il padre lavoratore eserciti il diritto di astenersi dal lavoro
per un periodo continuativo o frazionato non inferiore a tre mesi,
il limite complessivo dei congedi parentali dei genitori è elevato
a undici mesi.
3. termini di preavviso del datore di lavoro
Ai fini dell'esercizio del diritto di cui al comma 1, il genitore è
tenuto, salvo casi di oggettiva impossibilità, a preavvisare il datore
di lavoro secondo le modalità e i criteri definiti dai contratti
collettivi e, comunque, con un termine di preavviso non inferiore
a cinque giorni indicando l'inizio e la fine del periodo di congedo.
Il termine di preavviso è pari a 2 giorni nel caso di congedo
parentale su base oraria.
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RIFERIMENTI NORMATIVI
Decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151
Articolo 32
Congedo parentale
testo vigente dal 25 giugno 2015
4. diritto disgiunto tra i due genitori alla fruizione del congedo
Il congedo parentale spetta al genitore richiedente anche qualora
l'altro genitore non ne abbia diritto.
4-bis. possibilità di concordare misure di ripresa dell’attività
Durante il periodo di congedo, il lavoratore e il datore di lavoro
concordano, ove necessario, adeguate misure di ripresa dell'attività
lavorativa, tenendo conto di quanto eventualmente previsto dalla
contrattazione collettiva.
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RIFERIMENTI NORMATIVI
NORME SPECIFICHE RELATIVE ALLA DIRIGENZA MEDICA
CCNL 10 febbraio 2004
integrativo del CCNL 1998_2001
articolo 15
Congedi dei genitori
1. riferimento al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151
Al dirigente si applicano le vigenti disposizioni in materia di tutela
della maternità e della paternità contenute nel decreto legislativo
26 marzo 2001, n. 151.
2. disciplina degli istituti oggetto del decreto legislativo 151/2001
Oltre a quanto previsto dal decreto legislativo 26 marzo 2001, 151,
le parti concordano quanto segue:
a) congedo obbligatorio per maternità
nel periodo di astensione obbligatoria per maternità al dirigente
spettano l’intera retribuzione fissa mensile, ivi compresa la retribuzione individuale di anzianità, ove in godimento;
b) parto prematuro
in caso di parto prematuro, alle lavoratrici spettano comunque
i mesi di astensione obbligatoria non goduti prima della
data presunta del parto. Qualora il figlio nato prematuro abbia
necessità di un periodo di degenza presso una struttura
ospedaliera pubblica o privata, la madre ha facoltà di rientrare
in servizio richiedendo, previa presentazione di un certificato
medico attestante la sua idoneità al servizio, la fruizione del
restante periodo di congedo obbligatorio post-parto ed il periodo
ante-parto, qualora non fruito, a decorrere dalla data di effettivo
rientro a casa del bambino;
c) congedo parentale
nell’ambito del periodo di astensione facoltativa dal lavoro per
un periodo complessivo di sei mesi entro gli otto anni di vita
del bambino, fruibile anche frazionatamente, i primi 30 giorni
di assenza, computati complessivamente per entrambi i genitori
e fruibili anche in modo frazionato, non riducono le ferie e sono
valutati ai fini dell’anzianità di servizio. Per tale assenza spetta
l’intera retribuzione.
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RIFERIMENTI NORMATIVI
NORME SPECIFICHE RELATIVE ALLA DIRIGENZA MEDICA
CCNL 10 febbraio 2004
integrativo del CCNL 1998_2001
articolo 15
Congedi dei genitori
2. disciplina degli istituti oggetto del decreto legislativo 151/2001
d) astensione dal lavoro per malattia del figlio
successivamente al periodo di astensione obbligatoria per
maternità e sino al compimento del terzo anno di vita del
bambino, nei casi di astensione dal lavoro per malattia del figlio
previsti dall’articolo 47, comma 4 del decreto legislativo 26
marzo 2001, n. 165, alle lavoratrici madri ed ai lavoratori padri
sono riconosciuti 30 giorni di assenza retribuita per ciascun
anno di età del bambino computati complessivamente per
entrambi i genitori;
e) computo dei giorni di assenza
i periodi di assenza per congedo parentale malattia del figlio nel
caso di fruizione continuativa comprendono anche gli eventuali
giorni festivi che ricadano all’interno degli stessi. Tale modalità
di computo trova applicazione anche nel caso di fruizione
frazionata, ove i diversi periodi di assenza non siano intervallati
dal ritorno al lavoro del lavoratore o della lavoratrice;
f) termini per la presentazione della domanda di congedo parentale
ai fini della fruizione, anche frazionata, del congedo parentale,
la lavoratrice madre o il lavoratore padre presentano la relativa
domanda, con l’indicazione della durata, all’ufficio di appartenenza di norma 15 giorni prima della data di decorrenza
del periodo di astensione. La domanda può essere inviata anche
a mezzo di raccomandata con avviso di ricevimento purché sia
assicurato comunque il rispetto del termine minimo di 15 giorni.
Tale disciplina trova applicazione anche nel caso di proroga
dell’originario periodo di astensione;
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RIFERIMENTI NORMATIVI
NORME SPECIFICHE RELATIVE ALLA DIRIGENZA MEDICA
CCNL 10 febbraio 2004
integrativo del CCNL 1998_2001
articolo 15
Congedi dei genitori
2. disciplina degli istituti oggetto del decreto legislativo 151/2001
g) possibilità di richiedere il congedo parentale 48 ore prima
in presenza di particolari e comprovate situazioni personali che
rendano impossibile il rispetto dei termini di 15 giorni previsti
alla lettera f) la domanda può essere presentata entro le 48 ore
precedenti l’inizio del periodo di astensione dal lavoro ;
h) parto plurimo
in caso di parto plurimo, i periodi di riposo giornaliero sono
raddoppiati e le ore aggiuntive rispetto a quelle previste possono
essere utilizzate anche dal padre.
3. obbligo di adibire la lavoratrice madre ad attività compatibili
Ferma restando l’astensione obbligatoria dal lavoro per maternità,
qualora durante il periodo della gravidanza e per l’intera durata del
periodo di allattamento si accerti che l’espletamento dell’attività
lavorativa comporta una situazione di danno o di pericolo per
la gestazione o la salute della lavoratrice madre, l’azienda provvede
al temporaneo impiego della medesima e con il suo consenso
in altre attività, nell’ambito di quelle disponibili, che comportino
minor aggravio psicofisico.
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