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Ma Orio non è soltanto villa Litta

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Ma Orio non è soltanto villa Litta
VI
GIOVEDÌ 29 MAGGIO 2014
GustaLO
il Cittadino
TERRITORIO
LA SCOPERTA DEL PAESE PASSA TRA AREE VERDI E TESTIMONIANZE STORICO
ARTISTICHE, MA È UN CENTRO IMPORTANTE ANCHE PER L’OSPITALITÀ AI PELLEGRINI
Ma Orio non è soltanto villa Litta
Oltre alla “piccola Versailles”, da vedere sono
la Grangia benedettina, l’argine del Po e il nuovo
sentiero naturalistico della Venere fino a Livraga
n La scoperta di Orio Litta passa
tra natura e testimonianze artistiche: Villa Litta e la Grangia benedettina, l’argine del Po e il nuovo
sentiero naturalistico della Venere
tra Livraga e Orio. Il cuore di Orio è
tra Villa Litta e l’Aione, la grande
piazza su cui si affaccia l’antica cascina oggi sede comunale. E se villa
Litta Carini, la “piccola Versailles”,
è già nota ai più per la sua maestosità (e per le molteplici iniziative che
vi si svolgono all’interno), vale la
pena per il visitatore anche di voltare le spalle alla splendida residenza voluta dal conte Antonio Cavazzi nella seconda metà del XVII
secolo. L’occhio si apre sulla sede
del municipio, l’antica cascina Filandone o Aione, una grande filanda al centro di un complesso agricolo, in piena attività a metà Ottocento. L’edificio, con lungimiranza
non banale, è stato completamente
recuperato dalla amministrazione
comunale e aperto nel 1985, e sulla
scalinata c’è una preziosa testimonianza fotografica dello stato di
conservazione dell’Aione prima
dell’intervento pubblico.
Dall’ingresso di Villa Litta si può
prendere la discesa e arrivare infine
alla piazzetta dove il comune ha
creato un bell’anfiteatro aperto: da
qui si può godere la vista imponente
del retro della Grangia Benedettina.
Risalendo la stradina fino all’imponente chiesa parrocchiale, si accede alla riqualificata Cascina San
Pietro un complesso oggi completamente recuperato e destinato a
residenziale di cui si può ammirare
l’impianto e l’architettura di massima. Sul lato d’ingresso, la bella
Grangia, risalente all’anno 1000,
utilizzata come deposito di grana-
glie dai monaci benedettini dell’abbazia di Lodi Vecchio, cui l’intera
San Pietro era stata donata nell’855
dall’imperatore Carlo il Grosso. La
Grangia è stata restaurata completamente di recente, e oggi ospita
l’ostello della via Francigena.
Orio Litta è infatti un centro importante per l’ospitalità dei pellegrini.
«Credo che per i lodigiani potrebbe
essere una bella occasione fare anche solo il tratto della via Francigena delle nostre terre: partire dal pavese, fermarsi all’ostello di Orio e
dormire nella Grangia, e poi riprendere verso Piacenza - dice PIerluigi
Cappelletti, sindaco di Orio e fondatore del Comitato Accoglienza
Pellegrini nel 1999 -. Orio Litta
somma bellezze monumentali a
molte attrazioni di carattere enogastronomico, e sicuramente ha un
ambiente attorno molto bello e facilmente fruibile».
Il tratto della via Francigena Oriese
corre anche lungo l’argine del Po,
bellissima passeggiata perché sopra
la quota campagna. Lungo la strada,
una testimonianza di importante
devozione popolare è l’oratorio
della Beata Vergine che risale alla
seconda metà dell’Ottocento. Altro
percorso ambientale assolutamente da provare è il nuovo collegamento tra Livraga e Orio Litta, lungo la Venere, che passa sotto la
strada provinciale 234 e la ferrovia,
e cambia lato del canale con un paio
di suggestivi ponticelli. Da ultimo,
una piccola perla per riscoprire un
fiume spesso bistrattato: da alcuni
mesi è stato infatti allestito un punto di sosta al ponte del Lambro, con
panche e tavoli, su un terrazzo naturale da cui si domina il fiume.
Andrea Bagatta
IL PAESE E IL SUO TERRITORIO Da sinistra la grangia
benedettina, il percorso ambientale sulla Venere,
il punto sosta presso il ponte del Lambro e un gruppo
di pellegrini sulla via Francigena nei pressi di Orio Litta
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