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la sicurezza negli impianti sportivi

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la sicurezza negli impianti sportivi
LA SICUREZZA
NEGLI IMPIANTI SPORTIVI
Nozioni base
LA SICUREZZA
NEGLI IMPIANTI SPORTIVI
Nozioni base
3
A cura del Settore Agonistico
con la collaborazione della Commissione Impianti Sportivi
(ing. Giovanni Piccin, arch. Giuseppe De Martino, arch. Vincenzo Di Pasquale)
www.fip.it - [email protected]
Il saluto del Presidente
Prevenire informando
Un impianto sportivo non è solo un campo da
gioco. È un microcosmo di spazi dove coesistono
aree destinate all’attività agonistica insieme ad uffici, spogliatoi, parcheggi, tribune stampa, gradinate,
bagni, senza dimenticare impianti elettrici, idraulici
e di riscaldamento. Ambienti diversi con le proprie specificità e le proprie criticità, ma con una finalità comune che precede anche la stessa attività sportiva:
la sicurezza di chi li utilizza.
Frequentare gli impianti sportivi può essere pericoloso? Non allarmatevi, ma la
risposta potrebbe essere positiva. Un po’ come per i cosiddetti incidenti domestici: l’insidia si può nascondere dove meno ve l’aspettate. L’unica difesa, oltre
al buon senso che non deve mancare mai, è un’informazione adeguata legata
alla prevenzione.
Con queste finalità il Settore Agonistico e la Commissione Impianti Sportivi della
FIP hanno realizzato questo agile, ma documentato opuscolo. Un vademecum
che con efficace semplicità, partendo dalla normativa vigente, non solo indica
ed ammonisce sui possibili rischi ambientali, ma suggerisce come prevenirli
informando anche lo spettattore dell’evento sportivo oltre a tutti gli operatori
professionali che vi contribuiscono.
Giovanni Petrucci
5
6
Premessa
Indice
La tutela delle salute e della sicurezza, non solo nell’ambiente di lavoro, è parte integrante
della cultura della nostra società.
1. Definizione di impianto sportivo
8
L’ambiente abituale in cui si vive, si opera, si trascorre il tempo libero è ritenuto il più
sicuro perché è familiare, ci fornisce protezione, calore e si pensa, quindi, di conoscerlo profondamente. Non sempre è così: anche l’ambiente più familiare può nascondere
potenziali rischi. Da qui la necessità di conoscerli per essere in grado di cautelarsi adeguatamente.
2. Gestire la sicurezza di un impianto sportivo
9
La Federazione Italiana Pallacanestro pubblica in questo opuscolo le norme basilari di
sicurezza negli ambienti dove si pratica lo sport della pallacanestro. Lo scopo è di offrire maggiore chiarezza nella gestione quotidiana dei possibili rischi e di sensibilizzare i
gestori delle strutture sportive, nella maggior parte dei casi espressione di Associazioni
Sportive che con passione e capacità operano nel mondo del basket. La finalità è di informarli su alcune tipologie di rischio, indicando comportamenti idonei a fronteggiarli,
suggerendo procedure da adottare in particolari situazioni per la tutela della salute e della
sicurezza in luoghi che possono essere al contempo ambienti di lavoro e di vita collettiva.
Attraverso il Settore Agonistico e la Commissione Impianti Sportivi, la Federazione ha
voluto realizzare questo opuscolo in cui vengono raccolte le principali indicazioni per una
corretta gestione e utilizzazione delle strutture sportive.
Tali indicazioni, lungi dal voler essere una raccolta sistematica di norme sulla sicurezza
e l’esercizio degli impianti sportivi, mirano piuttosto a costituire una sorta di manuale
divulgativo, non estremamente tecnico, bensì di facile e immediata lettura che può aiutare il gestore degli impianti di base alla conoscenza delle norme basilari per una buona
fruizione degli spazi dedicati allo sport.
3. Le principali indicazioni per la prevenzione e la protezione
dai rischi più frequenti in un impianto sportivo
11
3.1 Rischi per la sicurezza dovuti a pericoli di incendio
11
3.2 Rischi per la sicurezza dovuti a impianti elettrici
19
3.3 Rischi dovuti a carenze di tipo ambientale
21
3.4 Emergenza sanitaria
25
ALLEGATO A
Legislazione in materia di sicurezza negli impianti sportivi
26
ALLEGATO B
Modalità di fruizione di un impianto
33
ALLEGATO C
Numeri utili
35
GLOSSARIO
36
7
1 - Definizione di impianto sportivo
2 - Gestire la sicurezza di un impianto sportivo
Impianto sportivo (art. 1, Decreto Ministeriale 18.03.1996)
Insieme di uno o più spazi di attività sportiva dello stesso tipo o di tipo diverso, che hanno
in comune i relativi spazi e servizi accessori, preposto allo svolgimento di manifestazioni
sportive.
La gestione della sicurezza di un impianto sportivo è un processo di azioni e comportamenti rivolti a garantire la sicurezza durante lo svolgimento dell’attività sportiva sia nelle
fasi di allenamento sia in quelle di competizione e manifestazione sportiva.
L’impianto sportivo comprende:
a) lo spazio o gli spazi di attività sportiva;
b) la zona spettatori;
c) eventuali spazi e servizi accessori;
d) eventuali spazi e servizi di supporto.
Chi è il responsabile della gestione della sicurezza?
Titolare impianto (art. 19, Decreto Ministeriale 18.03.1996)
Il titolare dell’impianto o complesso sportivo, ovvero, la società utilizzatrice,
sono rispettivamente responsabili del mantenimento delle condizioni di sicurezza.
Impianto sportivo
8
Responsabile della Sicurezza (art. 19, Decreto Ministeriale, 18.03.1996)
Il titolare o il legale rappresentante possono avvalersi di una persona appositamente
incaricata, che deve essere presente durante l’esercizio dell’attività sportiva e nelle fasi
di afflusso e di deflusso degli spettatori.
Il Responsabile della Sicurezza (sia esso il titolare dell’impianto o la persona
da lui delegata) dovrà provvedere:
Spazio di attività sportiva
Zona spettatori
- ad osservare le prescrizioni delle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro
(D. Lgs. 81/2008) nel caso in cui avesse lavoratori dipendenti o assimilati;
- a munirsi della licenza di esercizio per il pubblico spettacolo se organizza
all’interno dello stesso eventi o manifestazioni agonistiche o di altro genere
Spazi e servizi accessori
Spazi di supporto
9
10
QUALE DOCUMENTAZIONE ACQUISIRE E CONSERVARE?
3 - Le principali indicazioni per la prevenzione
e la protezione dai rischi più frequenti in un
impianto sportivo
Il Titolare dell’impianto sportivo dovrà acquisire dal proprietario dell’impianto, che nella
maggior parte dei casi risulta essere il Comune o la Provincia di appartenenza, la seguente documentazione:
3.1 Come gestire i rischi per la sicurezza
w Piano di Emergenza/Evacuazione e relativa planimetria;
w Agibilità dell’impianto sportivo;
w Autorizzazione all’esercizio dell’attività ai fini antincendio
(S.C.I.A. ai sensi del D.P.R. 151/2011);
w Dichiarazioni di conformità degli impianti elettrico,
idrico- sanitario, idrico- antincendio, termico.
w Libretti di uso e manutenzione delle macchine e attrezzature utilizzate
per lo svolgimento dell’attività;
w Registro dei controlli periodici;
w Eventuali altri permessi in relazione ad altri tipi di attività svolti all’interno
della struttura sportiva quali bar, ristorazione, attività commerciali, ecc.
Il Titolare dell’impianto sportivo è inoltre obbligato, in veste di datore di lavoro ai
sensi e per gli effetti del D. Lgs. 81/2008 (Testo Unico per la Sicurezza sui luoghi di
Lavoro) ad elaborare il DVR (Documento di Valutazione dei Rischi) ai sensi di legge.
Infatti, la circolare del 31/01/2013 emanata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha fissato al 31 giugno 2013 la data ultima per l’autocertificazione della
valutazione dei rischi. Da questa data l’autocertificazione non è più valida e il datore
di lavoro deve predisporre il DVR mediante le procedure standardizzate
COSA FARE IN PRESENZA DI SOSTANZE INFIAMMABILI,
COMBUSTILI E/O ESPLODENTI
Non depositare materiale
infiammabile,
combustibile e/o
esplodente in locali non
catalogati come depositi
Combustibili e/o esplodenti
devono essere conservati in
contenitori di sicurezza
posizionati in locali dedicati,
con caratteristiche di resistenza
al fuoco, opportunamente
segnalati e interdetti all’accesso
di personale non autorizzato
11
MANUTENZIONE E USO DEI MEZZI DI
ESTINZIONE INCENDI: ESTINTORI
GESTIONE DEL SISTEMA DELLE VIE DI ESODO
E DELLE USCITE DI SICUREZZA ANTINCENDIO
Controllare prima di ogni evento
sportivo che le vie di esodo
siano sgombre e l’efficienza delle
porte e dei maniglioni antipanico
ESTINTORE A POLVERE
da utilizzare su materie solide,
liquidi infiammabili,
gas e vapori infiammabili
ESTINTORE A CO2
da utilizzare su liquidi infiammabili,
gas e vapori infiammabili, apparecchiature elettriche in tensione
12
13
Non bloccare in posizione
aperta le porte tagliafuoco
(con cunei o altri dispositivi)
MANUTENZIONE
Controllare periodicamente l’efficienza degli estintori e annotare i controlli
e le verifiche sul Registro dei controlli periodici
USO
Non chiudere le uscite
di sicurezza con lucchetti, sistemi
anti-intrusione o altri mezzi
di chiusura permanente
L’estintore deve essere utilizzato in direzione della base della fiamma
e agisce per soffocamento, diluizione o raffreddamento a seconda
della tipologia (a polvere o CO2)
UTILIZZO
- posizionarsi con il vento alle spalle e con previsione della via di fuga;
- posizionarsi a distanza adeguata e dirigere il getto alla base della fiamma
MANUTENZIONE E USO DEI MEZZI DI
ESTINZIONE INCENDI: IDRANTI E NASPI
IDRANTE
ANTINCENDIO
Utilizzato solo
dai VVF in caso
di intervento.
Può essere
a colonna come
nella foto
o di tipo incassato
IDRANTE A MURO
(con tubazione flessibile) da utilizzare su materie solide organiche e
mai in presenza di corrente elettrica
14
SEGNALETICA DI SICUREZZA
La segnaletica di sicurezza fornisce una indicazione
o una prescrizione sullla sicurezza o la salute sui luoghi di lavoro.
Per fare questo utilizza, a seconda del caso,
un cartello, un colore, un segnale luminoso o acustico.
Il decreto legislativo 81/08 (Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro)
contiene le norme sulla segnaletica agli artt. 161 e 162
15
NO !
NASPO
(con tubazione semirigida) da utilizzare su materie solide organiche e
mai in presenza di corrente elettrica
ESEMPIO DI NASPO
in cassetta esterna con assenza
di diversi componenti
MANUTENZIONE
Controllare periodicamente l’efficienza degli idranti e dei naspi ed annotare i controlli
e le verifiche sul Registro dei controlli periodici
Sorvegliare (norma UNI EN 671-3):
- stato apparente e presenza di eventuali anomalie;
- corretto posizionamento e presenza di tutti i componenti;
- che la rete idrica sia in pressione
Affinché la segnaletica sia efficace e dunque il messaggio dato sia rapido
e immediatamente interpretabile occorre seguire le seguenti indicazioni:
Evitare di disporre più cartelli in maniera ravvicinata,
in modo da rendere il messaggio individuabile e comprensibile;
Non utilizzare contemporaneamente segnali che possano generare
confusione tra di loro affinché il messaggio non sia contraddittorio;
Rendere la segnaletica visibile da tutte le posizioni che devono essere raggiunte.
Posizionare i cartelli sfruttando l’effetto del contrasto
cromatico tra il cartello e lo sfondo su cui è posto
SEGNALI DI DIVIETO
1 Divieto generico
2 Vietato fumare
3 Acqua non potabile
4 Vietato ai carrelli
di movimentazione
5 Vietato ai pedoni
6 Non toccare
7 Divieto di accesso alle
persone non autorizzate
8 Vietato usare fiamme libere
16
1
5
2
6
SEGNALI DI AVVERTIMENTO
3
7
4
8
1
5
2
6
3
7
4
8
1
2
3
4
5
6
7
8
SEGNALI DI SALVATAGGIO
1- 2- 3- 4 Percorso/ Uscita
di Emergenza
5- 6- 7- 8 Direzione da seguire
9 Doccia di sicurezza
10 Barella
11 Lavaggio degli occhi
12 Pronto soccorso
13 Telefono per salvataggio
e pronto soccorso
SEGNALI DI PRESCRIZIONE
1 Casco di protezione
obbligatorio
2 Protezione obbligatoria occhi
3 Protezione obbligatoria
vie respiratorie
4 Protezione individuale contro
le cadute obbligatorie
5 Guanti di protezione
obbligatori
6 Calzature di sicurezza
obbligatorie
7 Obbligo generico
8 Protezione obbligatoria
del corpo
1 Pericolo generico
2 Pericolo di inciampo
3 Caduta con dislivello
4 Tensione elettrica
5 Sostanze corrosive
6 Sostanze nocive o irritanti
7 Materiale infiammabile
8 Sostanze velenose
1
2
3
4
5
6
9
10
7
8
11
12
13
SEGNALI ANTINCENDIO
1 Estintore
2 Telefono richiesta soccorso
3 Scala
4 Lancia Antincendio
5- 6- 7 Direzione da seguire
1
2
3
5
6
7
4
17
SEGNALETICA DI SICUREZZA
3.2 - Rischi per la sicurezza dovuti
a impianti elettrici
UTILIZZO DI IMPIANTI E ATTREZZATURE ELETTRICHE
Controllare periodicamente
la presenza ed il corretto
posizionamento della segnaletica
di sicurezza
18
Verificare la rispondenza
tra la segnaletica installata
e le indicazioni del progetto
antincendio e del Piano
di Evacuazione
Posizionare avvisi al fine
di stimolare la giusta attenzione
alla segnaletica di sicurezza
Esporre le planimetrie
di evacuazione per capire
come comportarsi in caso
di pericolo grave ed immediato
Il Titolare dell’impianto deve
documentare sul Registro dei Controlli
Periodici tutti gli interventi effettuati
sugli impianti tecnologici
Prolunghe: se si deve utilizzare
una prolunga evitare di metterla in
una zona di passaggio e di coprirla
con tappeti o coperte e verificare che
non siano consumate e/o danneggiate.
Evitare l’uso improprio delle prolunghe
Verificare sempre che
prese e prolunghe non
siano sovraccaricate
Evitare di lasciare
scatole di derivazione
aperte e/o fili scoperti
19
Evitare di proteggere
componenti di impianto
con mezzi di fortuna
Collegare più cavi ad un’unica presa mediante prese multiple può causare
sovrariscaldamenti e incendi. È necessario verificare periodicamente
il corretto utilizzo e il regolare funzionamento delle prese
Le apparecchiature elettriche
devono essere tenute lontano
da umidità e fonti di calore
Luci fioche o che sfarfallano, archi o
scintille, sfrigolii o ronzii dell’impianto elettrico, cattivi odori, mascherine
degli interruttori surriscaldati, prese
penzolanti o isolamento danneggiato
sono inequivocabili segni di rischio da
controllare ed eliminare
20
Ogni operazione di utilizzo degli
impianti elettrici deve essere
effettuata da personale
autorizzato. Gli istruttori non
devono delegare gli atleti
a compiere alcuna azione diversa
dalla pratica sportiva
E’ vietato utilizzare l’acqua
per lo spegnimento di incendi
quando le materie con cui verrebbe
a contatto possono reagire in modo
da aumentare notevolmente
la temperatura o sviluppare gas
infiammabili o nocivi
E’ necessario evitare qualsiasi utilizzo di acqua in prossimità
di conduttori, macchine ed apparecchi elettrici sotto tensione
3.3 - Rischi dovuti a carenze di tipo ambientale
PRESENZA DI DISLIVELLI, SPORGENZE,
ELEMENTI VETRATI E OSTACOLI VARI
Il Titolare dell’impianto deve
provvedere alla segnalazione
di gradini e/o dislivelli
Il Titolare dell’impianto
deve provvedere alla protezione
di spigoli e/o sporgenze
21
Il Titolare dell’impianto
dovrà provvedere alla protezione
di qualsiasi elemento sporgente
anche al di fuori della fascia
di rispetto per evitare
il verificarsi di incidenti
Prima di accingersi allo svolgimento
delle attività sportive, assicurarsi
che l’area di attività sia sgombra
da qualsiasi attrezzatura
che possa rappresentare un ostacolo,
per sé e per gli altri
Durante lo svolgimento dell’attività
sportiva la cesta dei palloni non deve
essere posizionata in prossimità
del campo di gioco
CARATTERISTICHE DI CHIUSURE, FINITURE
ED ELEMENTI STRUTTURALI
Assicurarsi che la pavimentazione
degli spogliatoi sia antiscivolo
o opportunamente trattata
con applicazione di strisce
di ardesia adesive
22
Verificare l’efficienza dei sistemi
di aperture e/o chiusure
dei serramenti
Assicurarsi circa la resistenza agli
urti e resistenza statica di elementi
di parapetto e corrimano
RISPONDENZA DELL’IMPIANTO ALLE NORME CONI
E AL REGOLAMENTO DELLA FIP
Assicurarsi che l’impianto
sportivo sia conforme
alle caratteristiche ambientali
sancite dalle norme CONI vigenti
Assicurarsi che l’impianto sportivo
sia conforme alle caratteristiche
ambientali sancite dal Regolamento
della Federazione Italiana Pallacanestro:
le indicazioni e prescrizioni da
adottare negli impianti sportivi,
infatti, variano con l’importanza
del campionato a cui si partecipa
É necessario che i vetri dei serramenti
posti al livello del campo devono
essere del tipo di sicurezza.
Assicurarsi circa la resistenza
agli urti e resistenza statica
di elementi di parapetto e corrimano:
è necessario che i vetri dei serramenti
posti al livello del campo siano
del tipo di sicurezza
Una volta che la FIP ha concesso
l’idoneità ad un impianto sportivo,
sarà cura del Titolare
provvedere al mantenimento
dei requisiti ed alla manutenzione
dello stato dei luoghi
23
RISPONDENZA DELL’IMPIANTO ALLE NORME CONI
E AL REGOLAMENTO DELLA FIP
24
LA GESTIONE DELL’EMERGENZA SANITARIA
Verificare periodicamente
gli ancoraggi
dei canestri a muro
Le prestazioni di primo soccorso
devono essere assicurate durante
tutto il periodo di funzionamento
dell’impianto. Il personale addetto
deve essere formato in ossequio
alle norme vigenti
Verificare periodicamente
le imbottiture di protezione
di canestri, spigoli, tavolo
degli ufficiali d campo
Occorre allertare il 118
immediatamente al verificarsi
dell’incidente ed attendere
Non manomettere
la zavorra dei canestri
In ogni impianto sportivo
deve essere presente
una cassetta del Pronto Soccorso
attrezzata per il primo intervento
25
ALLEGATO A
LEGISLAZIONE IN MATERIA DI SICUREZZA
NEGLI IMPIANTI SPORTIVI
La sicurezza negli impianti sportivi può essere considerata come composta da tre
aspetti distinti, ma strettamente correlati fra loro che hanno la finalità di garantire la sicurezza delle diverse tipologie di soggetti (addetti, pubblico e praticanti)
D. Lgs. 81/2008
e s.m.i *
LUOGO
DI LAVORO
26
LUOGO DI
PRATICA SPORTIVA
(SICUREZZA DEI
LAVORATORI)
(SICUREZZA
DEGLI SPORTIVI)
IMPIANTO SPORTIVO
Decreto Ministeriale
18.03.1996 e s.m.i.*
Testo coordinato norme
di sicurezza per la costruzione
e l’esercizio
degli impianti sportivi
LUOGO DI PUBBLICO
SPETTACOLO
(SICUREZZA DEGLI
SPETTATORI)
* successive modifiche ed integrazioni
Norme antincendio,
pubblica sicurezza, ecc
Norme CONI
Regolamento FIP
LA GESTIONE DELLA SICUREZZA
processo continuo di gestione
1
Ai sensi del D. Lgs. 81/2008
(testo Unico sulla Sicurezza TUSIC)
la gestione si compone di:
- Elaborazione Documento
di Valutazione dei Rischi (DVR)
- Elaborazione Documento
di Valutazione Rischi Interferenze (DUVRI)
- Designazione del Responsabile Servizio
Prevenzione e Protezione
e degli addetti al servizio (RSPP)
- Nomina Medico Competente
- Informazione e formazione specifica
in materia di sicurezza
- Piano di emergenza
- Nomina addetti primo soccorso
- Registro infortuni
- Registro controlli presidi sicurezza
27
LA MESSA A NORMA
dato oggettivo dell’ambiente
2
28
Ai sensi del Decreto Ministeriale 18.03.1996
modificato ed Integrato dal Decreto Ministeriale
06/06/2005 (costruzione impianti sportivi e pubblica sicurezza), delle norme CONI e delle norme
igienico sanitarie (caratteristiche ambientali e distribuzione spazi), della L. 13/89 e D.P.R. 503/1996 per
l’eliminazione delle Barriere
Architettoniche, la messa a norma deve contemplare
aspetti relativi a:
- Impianto elettrico
- Uscite e porte di emergenza
- Luci di emergenza
- Accessibilità e servizi igienici per diversamente abili
- Pavimentazioni
- Vetrature
- Protezione lampade sala di attività sportiva
- Impianti tecnologici
- Mezzi di spegnimento incendi
NORME DI GESTIONE DELLA SICUREZZA
Il concetto di sicurezza riguarda non solo gli addetti ai lavori, ma anche spettatori,
frequentatori, ospiti, visitatori, atleti, e così via ed è per questo che in generale le
NORME DI GESTIONE
dovranno riguardare una pluralità
di aspetti riconducibili a
NORME DI
COMPORTAMENTO
ISTRUTTORI
E ADDETTI
NORME
PER USO
DEGLI SPAZI
NORME DI
COMPORTAMENTO
SPETTATORI
NORME DI
COMPORTAMENTO
PRATICANTI
SPORTIVI
Tali norme di gestione saranno esplicitate nel Documento di Valutazione del Rischio
(DVR). La VALUTAZIONE DEI RISCHI e la conseguente adozione del Documento
di Valutazione dei Rischi (DVR) è in carico al Datore di lavoro e, come chiarito
nell’art. 2 comma 1 lett. b del D. Lgs. 81/2008, questa figura coincide col Gestore
dell’impianto. Egli ha inoltre l’obbligo di designare il Responsabile
del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) ed il Medico Competente.
Tale documento dovrà prevedere specifiche norme di comportamento
(Gestione della Sicurezza) in funzione dei fattori di rischio
analizzati che principalmente riguardano:
29
NORME DI GESTIONE DELLA SICUREZZA
RISCHI FISICI
(RUMORE
E VIBRAZIONI)
RISCHI
CHIMICI
MOVIMENTAZIONE
MANUALE CARICHI
E POSTURE
INADEGUATE
SCIVOLAMENTI
E
CADUTE
30
ALLERGENI
RISCHI NEGLI
IMPIANTI
SPORTIVI
RISCHI LEGATI ALL’USO
DI MACCHINE,
APPARECCHIATURE ELETTRICHE,
ATTREZZATURE DI LAVORO
RISCHI
BIOLOGICI
STRESS DA LAVORO
CORRELATO
E RISCHI
ORGANIZZATIVI
RISCHI
AMBIENTALI
Rischi per la sicurezza dovuti a carenze strutturali
dell’ambiente di lavoro
- Altezza, superficie e volume ambiente
- Illuminazione normale e di emergenza
- Pavimentazioni lisce o sconnesse
- Pareti semplici o attrezzate (presenza di scaffalature)
- Scale
- Percorsi interni ed esterni
- Solai, soppalchi (stabilità, destinazione, praticabilità, tenuta, portata)
- Botole (visibilità e chiusure di sicurezza)
- Uscite di sicurezza
- Porte
- Locali sotterranei
Rischi per la sicurezza dovuti a carenze di sicurezza
di macchine ed attrezzature
- Protezione organi avviamento
- Protezione organi trasmissione
- Protezione organi di lavoro
- Protezione organi di comando
- Marcatura CE
- Protezione uso apparecchi di sollevamento
- Protezione uso ascensori e montacarichi
- Protezione uso apparecchi a pressione
- Protezione accesso a vasche, serbatoi, piscine e simili
Rischi per la sicurezza dovuti a sostanze pericolose
- Sostanze infiammabili
- Sostanze corrosive
- Sostanze comburenti
- Sostanze esplosive
Rischi per la sicurezza dovuti a impianti elettrici
- Progetto non idoneo
- Utilizzo non idoneo
Rischi per la sicurezza dovuti a pericolo di incendio/esplosione
- Presenza di materiali infiammabili
- Presenza di armadi di conservazione
- Presenza di depositi di materiali infiammabili
- Carenza di sistemi antincendio
- Carenza di segnaletica di sicurezza
31
ALLEGATO B
Rischi per la salute dovuti ad agenti fisici
- Rumore (apparecchiature rumorose)
- Vibrazioni (apparecchiature e strumenti vibanti)
- Radiazioni non ionizzanti (apparecchiature che impiegano radiofrequenze)
- Microclima (carenze nella climatizzazione dell’ambiente)
- Illuminazione (carenze livelli di illuminamento ambientale e dei posti di lavoro)
- Radiazioni ionizzanti.
Rischi per la salute dovuti ad agenti chimici derivanti
da Sostanze chimiche, tossiche o nocive
- Ingestione
- Contatto cutaneo
- Inalazione (dovuta a polveri, fumi, nebbie, gas, vapori)
32
Rischi per la sicurezza e la salute dovuti a organizzazione del lavoro
- Carenza di manutenzione degli impianti e delle attrezzature di sicurezza
- Procedure inadeguate per far fronte ad incidenti ed emergenze
- Movimentazione manuale dei carichi e posture incongrue
Rischi per la sicurezza e la salute dovuti a fattori psicologici
- Intensità, monotonia, solitudine, ripetitività del lavoro
- Carenze di contributo al processo decisionale e situazioni di conflittualità
- Complessità mansioni e carenza di controllo
- Reattività anomala a condizioni di emergenza
MODALITA’ DI FRUIZIONE DI UN IMPIANTO
Il fruitore dell’impianto sportivo, all’atto della stipula della convenzione con il proprietario dell’impianto (Comune, Provincia, privati), deve farsi illustrare le dotazioni attive
e passive di sicurezza di cui dispone l’impianto in quanto diventa titolare dell’attività
per il periodo in cui ne usufruisce.
Riassumendo genericamente queste dotazioni possono essere così individuate:
- piano di emergenza;
- capienza consentita;
- destinazione d’uso dei locali;
- illustrazione della cartellonistica di sicurezza presente in quanto ritenuta necessaria;
- illustrazione delle vie di esodo (individuazione della corretta dimensione netta
delle vie, delle porte e dei luoghi sicuri a cui conducono le vie di esodo);
- individuazione e funzionamento degli impianti tecnologici (illuminazione, illuminazione d’emergenza, punti prese, quadri elettrici, riscaldamento, aerazione naturale
o artificiale);
- individuazione e funzionamento dell’impianto di rilevazione e segnalazione incendi
(se esistente);
- individuazione e funzionamento dell’impianto di idranti e/o naspi (se esistenti);
- individuazione e funzionamento degli estintori (se esistenti).
Quindi il fruitore disponendo di queste indicazioni dovrà frequentemente controllare:
- che le vie di esodo siano sgombre e dotate di idonea cartellonistica;
- che l’illuminazione compresa quella di emergenza sia in efficienza e quindi funzioni;
- l’efficienza dei rivelatori di fumo se presenti;
- l’efficienza delle porte sulle vie di esodo e dei relativi maniglioni antipanico;
- la presenza degli estintori con la relativa cartellonistica se presenti ed il controllo del mantenimento in efficienza degli stessi
(controllo da effettuarsi almeno ogni sei mesi);
- l’integrità delle cassette degli idranti e della relativa cartellonistica se presenti;
- l’integrità delle superfici vetrate;
- l’integrità dei posti a sedere per pubblico, atleti e ufficiali di campo;
i controlli sono necessari affinchè l’impianto sportivo
possa essere fruito in sicurezza.
33
ALLEGATO C
NUMERI UTILI
Qualora i controlli non dessero esito soddisfacente il fruitore dovrà immediatamente
informare il proprietario al fine di ripristinare le condizioni previste per la fruizione in
sicurezza nell’impianto.
Qualora il fruitore sia configurabile anche come il proprietario dell’impianto sportivo
valgono rafforzate le medesime considerazioni sopra espresse.
Considerando che l’impianto sportivo viene utilizzato anche quando si pratica attività
non agonistica, per esempio quando l’attività viene dedicata agli allenamenti, è consigliabile informare gli istruttori, ma anche il dirigente responsabile sulle principali
dotazioni di sicurezza di cui dispone l’impianto.
34
In luogo accessibile e presidiato devono essere esposti i principali
numeri telefonici utili all’emergenza.
Tra questi si possono elencare:
- Comando dei Vigili del Fuoco ......................................................
- Pronto Soccorso .............................................................................
- Stazione dei Carabinieri .................................................................
- Comando di Polizia .........................................................................
- Proprietario dell’impianto .............................................................
- Presidente della Società ................................................................
- ...........................................................................................................
- ...........................................................................................................
- ...........................................................................................................
- ...........................................................................................................
35
GLOSSARIO
(raccolta dei termini specialistici utilizzati nella pubblicazione)
- Piano di Emergenza (art. 19, comma 7 Decreto Ministeriale 18.03.1996). Piano
rappresentante lo strumento operativo mediante il quale vengono studiate e pianificate
le operazioni da compiere in caso di emergenza per raggiungere gli obiettivi primari di
sicurezza relativi alla salvaguardia delle persone ed alla tutela dei beni e delle strutture
oltre a consentire un esodo ordinato e sicuro a tutti gli occupanti di un edificio.
36
“Oltre alle misure specifiche finalizzate al mantenimento delle prescritte condizioni di
sicurezza, stabilite secondo i criteri innanzi indicati, deve essere predisposto e tenuto
aggiornato un piano di emergenza, che deve indicare, tra l’altro:
a) l’organigramma del servizio di sicurezza preposto alla gestione dell’emergenza,
con indica-zione dei nominativi e delle relative funzioni;
b) le modalità delle comunicazioni radio e/o telefoniche tra il personale addetto alla
gestione dell’emergenza, nonché quelle previste per il responsabile interno della
sicurezza ed i rappresentanti delle Forze dell’Ordine, dei vigili del fuoco e degli enti
di soccorso sanitario;
c) le azioni che il personale addetto deve mettere in atto in caso di emergenza;
d) le procedure per l’esodo del pubblico.
Il piano di emergenza deve essere aggiornato in occasione di ogni utilizzo dell’impianto
per manifestazioni temporanee ed occasionali diverse da quelle ordinariamente previste
al suo interno.”
- Agibilità dell’impianto sportivo. Certificazione dell’idoneità dell’impianto allo svolgimento dell’attività sportiva al suo interno. Tale documento è rilasciato a seguito dell’ottenimento di una serie di certificazioni in funzione delle caratteristiche e delle finalità per
cui l’impianto è stato realizzato. I documenti fondamentali per la dichiarazione di agibilità di un impianto sono: l’Autorizzazione all’esercizio dell’Attività ai fini antincendio e
la licenza di Agibilità per Pubblico Spettacolo e l’Omologazione sportiva della FIP.
Autorizzazione all’esercizio dell’attività ai fini antincendio
(Segnalazione Certificata Inizio Attività – S.C.I.A. ai sensi del D.P.R. 151/2011)
Per attività 65. Il DPR 151/2011, nella tabella delle attività soggette agli obblighi include,
al punto 65: Locali di spettacolo e di trattenimento in genere, impianti e centri sportivi,
palestre, sia a carattere pubblico che privato, con capienza superiore a 100 persone,
ovvero di superficie lorda in pianta al chiuso superiore a 200 mq . Sono escluse le manifestazioni temporanee, di qualsiasi genere, che si effettuano in locali o luoghi aperti al
pubblico.
In seguito all’entrata in vigore del DPR 151/2011si può affermare quindi che tutti gli impianti sportivi ove si pratica il gioco della pallacanestro sulla scorta dei parametri dimensionali minimi del campo di gioco richiesti dalla Federazione Italiana Pallacanestro, risultano assoggettati all’attività 65 di prevenzione incendi in quanto in ogni caso di superficie
maggiore di 200 mq (il solo campo di gioco con esclusione delle fasce di rispetto risulta
infatti di superficie maggiore di 200 mq secondo quanto stabilito dal Regolamento FIP).
L’attività 65 viene suddivisa in relazione al rischio connesso all’attività in due categorie:
attività 65 categoria B nel caso in cui ci sia una presenza di persone fino a 200 e categoria
C nel caso in cui ci sia presenza di persone maggiore di 200. Si specifica che l’attività 65
non prevede la categoria A.
I titolari dell’attività devono acquisire il parere favorevole sul progetto antincendio e
presentare la S.C.I.A. entro il 07.10.2014. A seguito della presentazione della S.C.I.A.,
per gli impianti sportivi di categoria B (fino a 200 persone) la norma prevede la possibilità
che venga effettuato dai Vigili del Fuoco un sopralluogo con il metodo a campione; per gli
impianti sportivi di categoria C (oltre 200 persone) la norma prevede l’obbligatorietà del
sopralluogo da parte dei Vigili del Fuoco.
Per attività 74. Il DPR 151/2011, nella tabella delle attività soggette agli obblighi include,
al punto 74: Impianti per la produzione di calore alimentati a combustibile solido, liquido
o gassoso con potenzialità superiore a 116 kW. Quando la struttura è dotata di caldaia
con potenzialità superiore a 116 kw occorre l’autorizzazione all’esercizio dell’attività ai fini
antincendio.
- Addetti alle emergenze ed antincendio. Lavoratori incaricati, ai sensi dell’art. 18 e 43
del D. Lgs. 81/08, dell’attuazione delle misure di prevenzione incendi e lotta antincendio,
di evacuazione dei luoghi di lavoro in caso di pericolo grave e immediato, di salvataggio, di
primo soccorso e, comunque, di gestione dell’emergenza, mediante nomina da parte del
datore di lavoro.
Gli addetti alla gestione dell’emergenza ed antincendio, designati ai sensi dell’art. 18 del
D. Lgs. 81/08, sono formati con istruzione teorica e pratica sui rischi di incendio secondo
i criteri di cui all’allegato VII del Decreto Ministeriale 10.03.1998.
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I corsi previsti dal Decreto Ministeriale 10.03.1998 sono così suddivisi:
- 16 ore per attività classificate di rischio “Alto”
- 8 ore per attività classificate di rischio “Medio”
- 4 ore per attività classificate di rischio “Basso”
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Agibilità per Pubblico Spettacolo. Viene rilasciata da soggetti diversi a seconda della capienza dell’impianto sportivo, cioè del numero complessivo di soggetti presenti all’interno
della struttura (atleti, spettatori, giudici di gara, accompagnatori, ecc.)
Se la capienza è minore o uguale a 200 persone il rilascio dell’agibilità per il pubblico
spettacolo è sostituita dalla relazione tecnica di un professionista iscritto all’albo (ingegnere, architetto, geometra, perito industriale) che attesti la rispondenza dell’impianto alle
disposizioni di cui al Decreto Ministeriale 18.03.1996; se la capienza è superiore a 200
e minore delle 5000 unità il rilascio dell’agibilità è di competenza della Commissione
Comunale di Vigilanza; se la capienza è superiore alle 5000 unità il rilascio dell’agibilità è
di competenza della Commissione Provinciale di Vigilanza.
Dichiarazioni di conformità degli impianti elettrico, idrico-sanitario, idrico-antincendio,
termico. La dichiarazione di conformità di un impianto è il documento, rilasciato dal tecnico
installatore dello stesso, con il quale si attesta la sua conformità alle norme vigenti e alle
specifiche tecniche richieste ai sensi del Decreto Ministeriale n. 37 del 22 gennaio 2008.
Lo scopo è quello di garantire la sicurezza e l’incolumità pubblica, scongiurando soprattutto
gli incidenti dovuti al cattivo funzionamento degli impianti.
Libretti di uso e manutenzione delle macchine e attrezzature utilizzate per lo svolgimento dell’attività. Documentazione tecnica a corredo di macchine e attrezzature utilizzate
da conservare unitamente alle dichiarazioni di conformità e ai marchi CE. Tale documentazione deve accompagnare qualsiasi nuova macchina all’atto dell’acquisto come disposto dal
D. Lgs. 27/01/2010, n. 17 (Direttiva Macchine).
Registro dei controlli periodici (art. 19, Decreto Ministeriale 18.03.1996). è uno strumento
fondamentale per la gestione della sicurezza “…ove annotare gli interventi di manutenzione
ed i controlli relativi all’efficienza degli impianti elettrici, dell’illuminazione di sicurezza, dei
presidi antincendio, dei dispositivi di sicurezza e di controllo, delle aree a rischio specifico e
dell’osservanza della limitazione dei carichi di incendio nei vari ambienti dell’attività ove tale
limitazione è imposta. In tale registro devono essere annotati anche i dati relativi alla formazione del personale addetto alla struttura. Il registro deve essere mantenuto costantemente
aggiornato ed esibito ad ogni richiesta degli organi di vigilanza.”
Settore Agonistico
Via Vitorchiano, 113 - 00189 Roma
www.fip.it - [email protected]
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