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per non dimenticare, il carabiniere matteo palazzolo ucciso a burgio

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per non dimenticare, il carabiniere matteo palazzolo ucciso a burgio
PER NON DIMENTICARE, IL CARABINIERE MATTEO PALAZZOLO UCCISO A BURGIO NEL 1947
LA FIGLIA CON I FAMILIARI VISITA LA TOMBA AL CIMITERO DI CAMPOFELICE PER
RENDERE OMAGGIO ALLA MEMORIA DEL PADRE AMMAZZATO 66 ANNI FA DALLA BANDA
GIULIANO
Campofelice di Roccella, sono trascorsi 66 anni dalla strage di Burgio nell’agrigentino, un conflitto
a fuoco nelle campagne tra gli ulivi nelle quali venne ucciso il carabiniere Matteo Palazzolo di 36
anni, sposato con l’alcamese Maria Culmone. Dal matrimonio sono nati tre figli: Gaetano (67 anni),
e Luigi (53 anni) hanno intrapreso la stessa carriera del padre, sono stati promossi marescialli
dell’Arma. Purtroppo i 2 figli sono morti quando sono andati in pensione. La figlia Maria Pia (71
anni) è l’unica persona rimasta in vita, la quale, come di consueto, ogni anno da Palermo si reca a
Campofelice per visitare la tomba del padre, per non dimenticare il tredici febbraio 1947, giorno in
cui, in quell’alba invernale, venne assassinato il padre per mano mafiosa.
Matteo Palazzolo, nato a Campofelice, figlio di Gaetano e di Alfano Maria Giuseppa, entrambi
originari di Cinisi, trasferendosi a Campofelice dalla loro unione hanno avuto 8 figli, 4 maschi e 4
femmine, oggi tutti passati al di la del velo della materia.
Matteo sceglie la carriera nell’Arma che, specie in quella fase storica di grandi incertezze e
mobilità demografiche, costituisce un’ancora di riscatto sociale e familiare.
Un anno dopo la morte del carabiniere gli viene consegnata la medaglia al valore militare, con
“annesso soprassoldo di lire 750 mila”, è un fatto importante. Nel 1991, su proposta dei carabinieri
di Campofelice, l’associazione nazionale dell’Arma ha autorizzato l’intitolazione della Sezione
locale ai carabinieri in pensione a Matteo Palazzolo, la cui sede è in Piazza Garibaldi.
Adesso occorre che egli sia ufficialmente riconosciuto vittima della mafia e chiediamo
all’amministrazione di Campofelice di farsi promotore di un’istanza ufficiale; in tal senso la stessa
richiesta è rivolta anche ai carabinieri della locale Stazione. In questa occasione vogliamo
ricordare centoventi carabinieri uccisi dal 1943 al 1963 i quali sin’oggi attendono giustizia e di
essere riconosciuti vittime dell mafia. Questo fatto viene riportato in un libro “faccia a faccia con la
mafia” di Aristide Spanò, il quale sull’appendice riporta tutti i nomi dei carabinieri caduti mentre
svolgevano il loro compito. Il documento contempla un indubbio valore oggettivo.
Gaetano Messina
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