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Una luce chiara entra dalle persiane mal chiuse, una brezza

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Una luce chiara entra dalle persiane mal chiuse, una brezza
Una luce chiara entra dalle persiane mal chiuse, una brezza leggera scosta la tenda ed entra dalla
finestra aperta.
Respiro quel profumo di nulla e di tutto, quell’aria pulita, quell’odore di terra umida, di erba fresca
che ti penetra nel profondo.
Il silenzio mi pervade, un silenzio fatto di cinguettii, di foglie che si muovono tra i rami.
Alcuni cavalli si chiamano l'un l'altro nei pascoli lontani.
Degli zoccoli si avvicinano, il sole non è ancora alto, ma qualcuno è già al lavoro, i cavalli devono
essere spostati.
I cani aspettano davanti alla porta, è ora di aprire la stanza del Gufo per farli uscire sul prato.
Non appena la porta si apre si fiondano a cercare odori sconosciuti, di animali selvatici e di persone
passate. I conigli fremono nelle loro gabbie per uscire anche loro alla scoperta del Cornacchino.
Tutta la famiglia è venuta in vacanza, siamo in 6 quest’anno: due bipedi e 4 quadrupedi.
Dopo la colazione li lasceremo gironzolare tra i cespugli di lavanda e tra i trifogli mentre prendiamo
il sole sulle sdraio e ci rilassiamo cullati dal vento. Sì, perché in questa perla tra le valli toscane
anche gli animali sono ben accetti.
Usciamo dalla camera diretti alla sala ristorante.
Le tazze per la colazione sono tutte allineate sui tavoli di legno, un gioco di forme e colori decora la
sala: le tovagliette di carta paglia, le marmellate fatte in casa, il miele, il burro, le fette di pane
appena tagliato, i vassoi con formaggi e prosciutto, la frutta appena colta dagli alberi, lo yogurt, i
cereali. Qualcuno è già seduto, l’abbiamo incontrato ieri sera a cena, ci salutiamo ancora un po'
assonnati.
Ci sediamo sulle panche di legno in silenzio, mentre i cucchiai tintinnano nelle tazze e voci, ancora
sommesse dal sonno appena andato, iniziano a scaldare l’aria.
Le cuoche lavorano per scaldare il latte, preparare il caffè e chiacchierano tra loro già
completamente prese dalla preparazione del pranzo.
Terminato il rituale della colazione ci sdraiamo sui lettini di fronte alla camera, il sole, ora tiepido,
presto si alzerà alto.
I cani gironzolano, giocano con i bambini conosciuti i giorni precedenti o si fanno coccolare da
qualche ospite.
Uno alla volta facciamo uscire anche i conigli, con il guinzaglio in modo che non scappino o si
perdano in qualche cespuglio.
Il gatto li osserva da lontano, ma anche noi li teniamo d’occhio mentre zompettano sulle zolle di
terra smosse dai maiali fuggiti da una casa poco più in alto la sera prima, proprio sotto l’albero di
mele, dove avranno sicuramente cercato di afferrare qualche frutto.
Il silenzio è sempre attorno a noi, non ci sono macchine che sfrecciano, clacson, il sottofondo
cittadino è lontano. Qui il silenzio è fatto di vento che muove le foglie tra i rami, di persone che
chiacchierano, di cavalli che passano per la passeggiata mattutina, di saluti, di risate.
Qualcuno sta lavorando nell’orto. Una cassetta di verdure appena colte è appoggiata davanti al
cancelletto d'entrata, a minuti verrà portata in cucina per essere trasformata in piatti gustosi che
sogneremo tutto il resto dell'anno.
Il relax si impadronisce di noi e ci risvegliamo da questo sogno ad occhi aperti per le voci che
aumentano piano piano.
Di fronte alla sala ristorante si sta raccogliendo un buon numero di persone, l'ora del pranzo deve
essere vicina.
Una cuoca spunta dalla tenda avvisandoci che il pranzo è pronto.
Entriamo nella sala sbirciando il menù sulla parete e già pregustando le meravigliose pietanze che
ci aspettano.
I nostri amici sono già al tavolo e ci fanno segno di sedere.
Abbiamo creato un gruppo affiatato, veniamo un po' da tutta Italia e ci siamo incontrati in questa
valle della Toscana, come se ci fossimo conosciuti in un tempo lontano, come se ci fossimo
rincontrati dopo tanti anni. Abbiamo chiesto alle cuoche se potevamo aggiungere due posti al tavolo
per sedere e mangiare tutti assieme. Il pranzo e la cena sono adesso come un rito. Non c'è più la
fretta, il bisogno di correre, il mangiare veloce tutti presi dai nostri impegni di ogni giorno...siamo
seduti, tutti insieme, parlando di noi, dei paesi visitati, delle passeggiate a cavallo, come se ci
vedessimo ogni giorno, come se un legame speciale ci unisse. Gustiamo un piatto dopo l'altro:
lapanzanella, la zuppa al pomodoro, le tagliatelle al tonno e limone, ogni giorno piatti unici che
rendono la permanenza al Cornacchino...un sogno.
Il pranzo si conclude tra le chiacchierate, le risate e le meravigliose portate.
Ci sediamo sul prato di fronte al bar prendendo il caffè, rilassandoci e chiacchierando fino a quando
è ora di prepararsi per la passeggiata del pomeriggio.
Ci dirigiamo alle stalle, dove stanno già preparando i cavalli.
Ecco i nostri. Li facciamo abbeverare, saliamo in sella, aggiustiamo le staffe e siamo pronti.
Pronti per lasciarci portare da queste meravigliose creature, dondolando con loro, respirando con
loro, lasciando che la calma ci pervada.
Non esiste più niente, la città è ormai lontana.
Esistiamo solo noi e la natura che ci circonda.
Attraversiamo un bosco di faggi altissimi. Il rumore degli zoccoli è attutito dal terreno morbido.
La luce entra tenue dai rami, procediamo nella penombra di un paesaggio onirico.
Lentamente usciamo dal bosco, il sole alto ci scalda, i cavalli sudano, le criniere danzano.
Procediamo tra stretti passaggi costeggiati dai rovi, cerchiamo di afferrare qualche mora succosa dai
rami quando arriviamo sul punto più alto e davanti a noi chilometri e chilometri di colline, paesi
incastonati nel verde, in un panorma indescrivibile ancora fresco nella nostra mente.
In lontananza vediamo il lago e persino il mare.
Alle nostre spalle Castell'Azzara si staglia piccola tra le pennellate di verde.
Respiriamo la bellezza che ci circonda, i nostri occhi osservano senza sosta tutto intorno a noi.
La pausa è finita.
Procediamo in discesa tra ripidi percorsi di sassi ed arriviamo ad una piccola prateria.
L'erba dorata, bruciata dal sole è alta. Partiamo al galoppo, come in un film, uno dietro l'altro
muovendoci al suono degli zoccoli, danzando coi cavalli, avanti e indietro sempre più veloce.
Ci fermiamo a farli bere da una fontana lungo il percorso.
Stanchi, sudati e felici, con il cuore pieno di luoghi splendidi torniamo alla stalla.
E' ora di una doccia e della cena.
I nostri amici ci aspettano alla sala ristorante. Parliamo della giornata trascorsa, dei galoppi, dei
paesi visitati, dei boschi da sogno, dei porcini trovati lungo la strada.
Ci salutiamo, perchè oggi è l'ultimo giorno. Godiamo questi ultimi momenti. Quasi non sembra
vero che la vacanza sia finita, che le avventure passate con questi ragazzi rimarranno solo un
ricordo. Domani torneremo alle nostre vite con il Cornacchino nel cuore e con queste persone, che
si sembra di conoscere da una vita.
Terremo con noi il ricordo dei pranzi insieme, delle risate delle cuoche, delle gentilezze, degli
insegnamenti dei nostri maestri e dei nostri errori da principianti durante le cavalcate, delle
chiacchiere davanti al bar la sera, delle canzoni con la chitarra, del viaggio in 11 in Defender, delle
persone con cui abbiamo condiviso una settimana lunga una vita.
Un sogno.
Apro gli occhi, l'asfalto scorre sotto di noi, un auto suona per passare, i camion sfrecciano
sull'autostrada. Eccoci a casa. Le valigie sono ormai vuote. La finestra è spalancata. I cani sono
seduti sul terrazzo guardando nel vuoto, annusano l'aria. Mi siedo con loro. Una folata di vento mi
colpisce, l'odore della terra umida, dell'erba bagnata, un ricordo lontano.
No, era realtà, non è stato un sogno e noi un giorno...in quel sogno...torneremo.
Sonja Toni
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