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Mandorlinfiore C`era una moglie e un marito, e stava per

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Mandorlinfiore C`era una moglie e un marito, e stava per
Mandorlinfiore
C’era una moglie e un marito, e stava per nascergli un bambino. Il padre andò alla
porta, a vedere chi passava per via, perché il primo che sarebbe passato, così sarebbe
diventato il figlio. (1)
Passarono delle donne cattive, e il padre gridò alla moglie: - Non farlo nascere ora,
non farlo nascere ora!
Passarono dei ladri e il padre ancora gridò: - Non farlo nascere ora! Non farlo nascere
ora!
Poi passò il Re e in quel momento nacque il bambino; ed era un maschio. Allora padre,
madre, nonna e zie si misero a gridare: - È nato il Re, è nato il Re!
Il Re udì e volle entrare in casa. Domandò, e gli spiegarono ogni cosa. Allora il Re
disse che il bambino voleva prenderselo con sé e allevarlo lui. (2) Il padre e la madre lo
benedissero e glielo diedero.
Per strada il Re ci ripensò. – Perché devo allevare uno che non s’augurerà altro che la
mia morte? (3) – Trasse un coltello, lo piantò in gola al bambino e lo lasciò in mezzo a un
campo di mandorli in fiore.
Il giorno dopo, passarono di là due mercanti. Trovarono il bambino ancora vivo, gli
fasciarono la ferita e un d’essi lo portò a casa a sua moglie. Erano marito e moglie ricchi e
senza figli e presero a volergli molto bene. Lo chiamarono Mandorlinfiore.
Mandorlinfiore crebbe bello e svelto. Quando, inaspettatamente, al mercante nacque
un figlio suo. Un giorno, questo figlio era già un ragazzetto, giocando con Mandorlinfiore
prese a litigare e gli diede del bastardo. (4) Mandorlinfiore andò a lagnarsene con la madre, e
così apprese la verità sul suo ritrovamento. Allora volle andarsene da casa e inutili furono le
insistenze del mercante e della moglie. Cammina cammina, arrivò alla città del Re che l’aveva
ferito e abbandonato. Il Re, senza riconoscerlo, vedendo un giovane così istruito, lo pigliò per
segretario.
Il Re aveva una figlia bella come il sole, chiamata Belfiore, e il giovane se ne
innamorò. Quando il padre s’accorse che la figlia faceva all’amore con il segretario, siccome
gli seccava di restar senza segretario, preferì mandare la figlia ospite da un altro Re suo
fratello. (5) Mandorlinfiore per il dispiacere s’ammalò, e il Re andando a visitarlo a letto, vide
la cicatrice che egli aveva al collo. Si ricordò del bambino che egli aveva accoltellato, e
domandò al segretario dove fosse nato. – Sono stato trovato in un campo di mandorli in fiore,
- disse il giovane.
Allora il Re pensò di farlo morire. Gli disse che doveva portare una lettera a quell’altro
Re suo fratello, e Mandorlinfiore partì. La lettera diceva che il giovane doveva essere subito
impiccato. Ma Belfiore, avvertita dell’arrivo dell’innamorato, lo aspettava, e lo fece entrare di
nascosto (6) da una porticina segreta. Quando furono soli, Belfiore voleva leggere la lettera
che il padre mandava allo zio, ma Mandorlinfiore non volle perché aveva promesso di darla in
mano al destinatario. Ma quando il giovane s’addormentò, Belfiore gli prese la lettera e la
lesse. Così scoperse l’agguato teso dal padre, e insieme cercarono il modo di farsene beffa. (7)
Sostituirono la lettera con un’altra in cui si diceva che il giovane doveva essere sposato
immediatamente a Belfiore, e Mandorlinfiore tornò fuori per la porticina segreta, andò a
comprarsi abiti principeschi e una carrozza dorata e così ritornò a portare la lettera. Lo zio
chiamò la nipote, e le disse che per ordine di suo padre doveva darle marito; e Belfiore fece
finta di cascare dalle nuvole. (8) Si fecero le nozze; e quando il Re lo seppe, gli prese tanta
rabbia che morì.
(I. Calvino, Fiabe Italiane II)
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