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Sangue - IESO Academy

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Sangue - IESO Academy
IESO Academy
Anno Accademico 2009/2010
Corso quadriennale di formazione in
Naturopatia
Tesi di fine corso
IL SANGUE
nell’ottica della
MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
di
Angiolino Ferraro
Relatori: Antonella D’Alessio
Salvatore Visconti
angiolino ferraro
il sangue nell’ottica della Medicina Tradizionale Cinese
Cielo , Terra ed io viviamo insieme
e tutte le cose
con me formano un’unità inseparabile.
Chuang Tzu
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angiolino ferraro
il sangue nell’ottica della Medicina Tradizionale Cinese
INDICE
 Abstract
 Premessa
 Introduzione
 Punti di osservazione
 Il cartesianesimo e il modello occidentale
 Il modello taoista
 Salute e malattia attraverso gli elementi di studio della MTC
 I Tre Tesori e le Cinque Sostanze Vitali
 L’Essenza Pura Jing
 Il Soffio Qì
 La Scintilla Divina Shen
 Il Sangue Xue
 I Liquidi Organici Jin Ye
 La distillazione metabolica degli Zangfu
 Il Sangue nell’ottica della Medicina occidentale
 Generalità e Costituzione del Sangue
 Formazione del Sangue
 Emostasi
 Apparato Circolatorio
 Le patologie del Sangue
 Il Sangue come Sostanza Vitale
 Generalità
 Relazione Soffio/Sangue
 Formazione del Sangue
 Composizione
 Le funzioni del Sangue
 Mantenere in equilibrio lo yin e lo yang
 Nutrire, umidificare, riscaldare
 Far radicare lo Shen
 Preparare la riproduzione
 Generare il latte materno
 Ruolo degli Zang nella circolazione del Sangue
 Interrelazioni degli Zang con le funzioni del Sangue
 Gli squilibri Yin/Yang
 Gli squilibri di Vento e Calore
 Gli squilibri Soffio/Sangue
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angiolino ferraro
il sangue nell’ottica della Medicina Tradizionale Cinese
 Le turbe del Sangue
 Vuoto di Sangue
 Stasi di Sangue
 Calore nel Sangue
 Umidità-Calore nel Sangue
 Impurità del Sangue
 Le emorragie
 Patologie degli Zangfu e turbe del Sangue
 Sindromi del Cuore
 Sindromi del Pericardio
 Sindromi del Fegato
 Sindromi della Milza
 Sindromi dello Stomaco
 I Visceri Straordinari
 Il Cervello e le turbe del Sangue
 I Vasi e le turbe del Sangue
 L’Utero e le turbe del Sangue
 Il Sangue e i Meridiani
 Conclusioni
 Appendice
 Fonti
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angiolino ferraro
il sangue nell’ottica della Medicina Tradizionale Cinese
ABSTRACT
Il Sangue, come argomento, è assolutamente trasversale a tutto lo scibile medico ed investe
qualunque trattazione di fisiopatologia, di analisi eziopatogenetica, di diagnosi e cura.
Nel lavoro sono stati cercati spunti di riflessione sulle profonde differenze di impostazione
culturale e filosofica con la Medicina occidentale, che non investono solo l’aspetto medico,
ma ogni risvolto dell’Uomo e della Società. Sono state prese in esame le basi delle procedure
di indagine e cura della Medicina occidentale, i fondamenti del pensiero scientifico, il
cartesianesimo e la concezione meccanicistica dell’Uomo e della Natura. Parimenti, è stato
esplorato il pensiero che fonda il modello taoista, la percezione dell’Uomo come
Microcosmo dell’Universo e i fondamenti della fisiopatologia energetica, che insieme vanno
a costituire tre aspetti inscindibili della MTC, quello dialettico, quello energetico e quello
olistico.
Nella logica di questa lettura, si è prima cercato di dare una sintesi della costituzione,
formazione, funzioni e patologie del Sangue nell’ottica della Medicina occidentale, e,
successivamente, dopo un’attenta analisi delle Cinque Sostanze Fondamentali, delle
interrelazioni con gli Zangfu e del loro contributo al metabolismo energetico, si è proceduti
nello studio delle funzioni del Sangue, come Xue, e delle relazioni che esso stabilisce con le
altre Sostanze Fondamentali e con gli Zangfu.
Nella seconda parte del lavoro sono state studiate le turbe del Sangue nelle loro maggiori
espressioni di Carenza (vuoto), di Pieno (stasi), di Calore, Umidità-Calore ed Impurità,
nonché le manifestazioni cliniche che traggono origine dallo squilibrio Soffio/Sangue e dallo
squilibrio yin/yang nel Sangue con la liberazione di Vento e Calore.
La terza parte conclude il lavoro con un’analisi delle più importanti patologie degli Zangfu e
dei Visceri Straordinari, poste in relazione alle turbe del Sangue. Le emorragie e le relazioni
Sangue/Meridiani sono state trattate separatamente.
La lunga carrellata fatta sulle turbe del Sangue, che hanno investito molto anche le turbe del
Qì, ha consentito di inquadrare le condizioni e le cause, che hanno scatenato quella
situazione morbosa, ed i coinvolgimenti dei distretti interessati dallo squilibrio preso in
esame.
Attraverso l’uso di tabelle sinottiche sono stati esaminati i quadri clinici che le stesse turbe
causano, distretto per distretto, per poter dare, in una ottica di lettura incrociata, una
visione d’insieme dei coinvolgimenti fisiopatologici degli Zangfu, dei Visceri straordinari e dei
Meridiani, al fine di una più facile diagnosi differenziale e di un più facile orientamento
terapeutico.
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angiolino ferraro
il sangue nell’ottica della Medicina Tradizionale Cinese
PREMESSA
Nello studio della Medicina Tradizionale Cinese c’è un continuo riferimento ai nomi dei
grandi Maestri taoisti e ai testi classici che spesso portano i loro nomi, pilastri che
sopravvivono da millenni e a cui tutt’oggi ci si rivolge per la comprensione e la rilettura dei
pensieri. È stupefacente come in un mondo proiettato nel terzo millennio, una Medicina, che
ha attraversato la storia del lontano Oriente, ancora oggi trovi nelle tradizioni e nel pensiero
filosofico di questi Maestri, figure erranti tra leggenda e storia, e nei loro scritti criptici la
chiave di lettura della fisiologia e dell’anatomia energetica, della fisiopatologia degli organi e
degli umori, delle manifestazioni patologiche e di tutto il corpus medico diagnostico e
curativo; molto di più: la lettura dell’uomo nella salute e nella malattia del suo corpo, della
sua mente e della sua anima, fusi in un unicum inscindibile.
È altrettanto stupefacente per come, parimenti, degli ideogrammi abbiano potuto
attraversare il tempo nello scorrere dei millenni, mantenendo intatta nel sincretismo dei
loro tratti la sintesi di concetti, che rappresentano il faro illuminante, la guida, la stella polare
di quanti oggi con grande autorità e sapienza si propongono di portarci per mano
nell’apprendimento degli elementi culturali di base di una Medicina tanto vasta e tanto
affascinante quanto lontana e diversa da quella del nostro mondo.
E che dire del viaggio surreale nel mondo magico dei numeri e dei loro significati senza il
vincolo della razionalità scientifica, che con il loro simbolismo dipanano e delineano un
Ordine Universale delle Cose! Il simbolismo e la lettura energetica dei numeri concordano ed
esaltano quello che scrivono J. Chevalier e A. Gheerbrant nel loro Dizionario dei simboli,
Rizzoli Editore: “ …, essi celano forze sconosciute. Il numero è l’esca del mistero … è il
prodotto della parola e del segno, più essenziale e misterioso dei suoi componenti”.
Mi procura affascinazione, meraviglia e sgomento questo pensare, questo cavalcare i secoli e
la vita e i pensieri e le contemplazioni delle menti di persone forse mai esistite, la lettura di
testi che non hanno autore o testi (che hanno retto così tanto!) di Autori, che hanno rimesso
ad altre figure leggendarie la paternità delle loro osservazioni e dei loro insegnamenti per la
contingenza umana, che il lungo sguardo di Illuminati faceva loro vedere troppo modesta. È
come un viaggio surreale nella vita di uomini “osservanti della Via, che si regolavano sullo yin
yang e raggiungevano l’Armonia con le Pratiche e i Numeri “ (dal cap.1 del So Wen).
Con questa consapevolezza mi accingo ad affrontare l’argomento di questa tesi, che taglia
trasversalmente tutta la Medicina Tradizionale Cinese. È una impresa talmente ardua fare
questo percorso, che ho pensato subito di chiedere ai miei Relatori un lavoro molto più
ristretto e focalizzato, tutto sommato più semplice; ma ancora una volta rispunta la voglia di
assaporare attraverso un lavoro arduo una ulteriore possibilità di crescita e di arricchire il
mio personale cammino di comprensione.
Con i termini di Medicina occidentale e di Medicina orientale, oltre che voler intendere con
la prima la “nostra Medicina”, quella di origine ippocratica, quella che praticano i medici del
nostro Servizio Sanitario Nazionale, e con la seconda principalmente la Medicina Tradizionale
Cinese, intendo soprattutto la profonda diversità di due culture, di due filosofie che non
riguardano esclusivamente l’aspetto medico, ma che permeano l’intimo tessuto sociale di
due mondi, anche sostanzialmente profondamente diversi fra di loro.
La prima volta che ho sentito parlare di agopuntura risale intorno al lontano 1970 : si parlava
di alcune persone che infilzavano aghi sotto la pelle e che esercitavano pratiche strane e
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il sangue nell’ottica della Medicina Tradizionale Cinese
quasi occulte. Da studente di biologia, conscio delle verità dei miei libri, mi guardavo bene
anche dal semplice curiosare, anche se di curiosità ne avevo tanta; era come voler escludere
dalla mia realtà il misterioso e l’intangibile. Ho trascorso una intera vita lavorativa nel mondo
medico scientifico e soltanto quando nuovi eventi in età matura me ne hanno dato la
possibilità ho cominciato , prima timidamente e poi sempre più con entusiasmo, a togliermi
quelle curiosità che mi erano rimaste dentro. Ho dapprima fatto un lungo percorso nel
mondo dello shiatsu professionale e poi, completando un intero corso di naturopatia, ho
avuto l’opportunità di cominciare a studiare la Medicina Tradizionale Cinese, che da adesso
in poi citerò semplicemente come MTC.
La Medicina Cinese Classica si differenzia in parte dalla MTC, che è associata al particolare
processo di codificazione e standardizzazione della Medicina cinese compiutosi dopo la
rivoluzione del 1949 e fino a tutti gli anni Sessanta in Cina. Questo processo ha portato ad
una semplificazione, ma anche ad un impoverimento della vastità e complessità del pensiero
medico cinese di oltre due millenni, rapportandolo, inoltre, ai parametri della Medicina
occidentale moderna. Parlando di Medicina Cinese Classica si fa, quindi, riferimento ad un
insegnamento che analizza e studia la Medicina cinese nella sua complessità, vastità e, a
volte, anche nella sua contraddittorietà: un insegnamento che tende a proporre modalità e
strumenti attraverso i quali ognuno possa percorrere la propria Via, piuttosto che proporre
codificazioni standard per il lavoro terapeutico.
Questo porta anche ad approfondire lo studio di materie che trovano nessuno o minimo
spazio nella MTC, quali, ad esempio, lo studio delle varie Scuole di pensiero come la Scuola
della Terra, del Caldo e del Freddo, o a dare enfasi ad approcci trascurati nella pratica
contemporanea come il lavoro su di sé, quale parte integrante del lavoro terapeutico, gli
aspetti psichici e spirituali nel processo di guarigione e altro ancora.
Da quel 1970 milioni di persone, europei ed americani, ricevono agopuntura, tuina, moxa,
coppette e rimedi fitoterapici e in tanti, in tantissimi si sono operate le mie stesse
trasformazioni e molti tesori della Medicina orientale sono stati importati nel frattempo in
Occidente.
Mi sembra a volte di vivere quella strana sindrome dell’emigrante, che affacciandosi al
nuovo porta con sé le tradizioni del vecchio e che quando torna al vecchio capisce che
oramai non può fare a meno del nuovo. Così spesso mi trovo a riflettere sulle diverse letture
che danno delle cose le due filosofie. Anche con questo lavoro è stato un po’ così: una
lettura del Sangue e più largamente della Medicina nelle due ottiche, cercando spunti di
riflessione e di confronto. D’altronde, in qualche modo la Scuola di Naturopatia ed i suoi
Docenti hanno strutturato nella formazione questo criterio di lettura degli studi di MTC:
conoscere le basi di Medicina occidentale e imparare a leggere le basi di Medicina orientale,
conoscere lo spirito del biologico, che anima la dietetica salutistica e naturale moderna e
studiare le basi della dietetica cinese, imparare gli elementi di fisiologia umana e di anatomia
e di biologia e poi inquadrare l’anatomia e la fisiologia energetica, e così via.
Ho adottato in questo lavoro anche un differente uso di caratteri nell’indicare alcune
funzioni od organi o terminologie (esempio: fegato e Fegato) per dare risalto al differente
significato dei due termini nella lettura che ne danno le due diverse scuole mediche. Anche
per i termini cinesi ho usato lo stesso criterio.
Data la vastità ho dovuto necessariamente dare per scontate molte conoscenze di base dello
studio della MTC, limitandomi, di volta in volta, a dare solo alcuni accenni di tipo introduttivo
o di richiamo di concetti, che, altrimenti, richiederebbero ben più lunghi approfondimenti,
ma che esulerebbero dall’argomento in discussione. Per scelta, data la mia assoluta
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inesperienza nella lettura dei polsi ho tralasciato ogni indicazione in merito nei quadri
sinottici dei sintomi e dei segni. Lo stesso dicasi per le indicazioni terapeutiche con prodotti
fitoterapici. Ho fatto abbondante uso di quadri sinottici nel proporre i diversi quadri clinici
nelle sindromi prese in esame per dare soprattutto più immediatezza al quadro generale
d’insieme della patologia e per evidenziare delle differenze significative tra una situazione ed
un’altra. Le abbreviazioni usate per i punti sui meridiani e fuori meridiano sono quelle
classiche, che per comodità riporto in una tabella allegata in appendice.
La strada percorsa mi ha obbligato a soffermarmi un po’ di più negli approfondimenti di
alcuni concetti filosofici di base della cultura taoista, chiarire alcune differenze importanti di
impostazione delle due culture in questione anche nei concetti di salute e malattia per
rendere più agevole e comprensibile il percorso che ho scelto nella esposizione.
Questa trattazione compilativa, che ho potuto arricchire solo in minima parte con la mia
esperienza, che per molto poco c’è con lo shiatsu, voglio considerarla come un mio studio
personale di una tematica, quale appunto il Sangue, che attraversa tutta la MTC e, quindi,
tutto quello che ho studiato fino ad oggi.
Voglio concludere questa mia doverosa premessa con un pensiero di Einstein, in tema con
quanto scritto e che mi sento di condividere:
“Per me non c’è dubbio che il nostro pensiero proceda in
massima parte senza far uso di segni (parole), anzi, assai
spesso inconsapevolmente. Come può accadere, altrimenti, che
noi ci “meravigliamo” di certe esperienze in modo così
spontaneo? Questa “meraviglia” si manifesta quando
un’esperienza entra in conflitto con un mondo di concetti già
sufficientemente stabili in noi.”
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angiolino ferraro
il sangue nell’ottica della Medicina Tradizionale Cinese
INTRODUZIONE
Un medico occidentale davanti al letto del paziente vuole esplorare alterazioni organiche
della persona ed ordina indagini radiografiche, ecografiche, esami di laboratorio, prove
ergonometriche, ECG, accertamenti che diano dati certi, valori misurabili. Un medico cinese
pensa, invece, ad uno squilibrio energetico, alle alterazioni dell’armonia yin/yang, del Sangue
e del Qì, del Calore e dell’Umidità. Pensa alle alterazioni dei cicli delle Cinque Trasformazioni,
ai flussi energetici dei Meridiani, alle stagnazioni, punti in pieno o in vuoto; si sofferma sullo
stato di salute che deriva dalla specifica storia della persona, sugli aspetti emotivi, gli aspetti
sociali, l’alimentazione.
Nella Medicina occidentale le estremità fredde, il dolore lombare, la diminuzione di udito e
l’affaticamento non sono associati gli uni agli altri o ai Reni. I disturbi del sonno, l’eccitabilità
e la risata non sono associati al Cuore. I problemi mestruali non sono associati al Fegato. Ma
nella MTC un Rene debole può comportare non solo dolore lombare, ipoacusia e
affaticamento, ma anche apprensione, avarizia, introversione e apatia.
Gli Organi nella MTC non equivalgono agli organi anatomici della Medicina occidentale; essi
sono definiti non strutturalmente ma funzionalmente. Come tali, comprendono tanto
reazioni emotive e mentali quanto prestazioni fisiologiche. Inoltre, i problemi non sono
isolati dal contesto in cui si manifestano, perciò il sintomo viene messo in relazione a tutto
l’ambiente del corpo. La strategia terapeutica tende al riequilibrio dell’intero ambiente,
rivedendo in toto il processo nel quale si è formato il sintomo ed eliminando le cause che
hanno fatto prosperare il sintomo. La MTC non dà importanza alle funzioni degli Organi per
come le intendiamo noi occidentali; dà importanza e risalto invece alle funzioni a livello
energetico. Tanto è vero che, mentre noi conosciamo in fisiologia umana le funzioni di ogni
Organo (in quanto tale, anatomicamente), in MTC le funzioni, che si studiano a livello
energetico, prevedono molto spesso dei collegamenti e delle corrispondenze, che noi non
riusciamo neanche ad immaginare. Per esempio, per la MTC il discorso delle allergie è legato
al Fegato, mentre la Medicina occidentale non contempla proprio questa possibilità;
l’iperonirismo, gli aspetti di chiaroveggenza, ecc. sono legati al Fegato per i Cinesi, ma non
assolutamente per gli Occidentali, che sono più legati ai concetti di fisiologia organospecifici.
Il discorso con la ottica energetica diventa molto più ampio, ricco di collegamenti;
apparentemente non sono immediati questi collegamenti, però ci sono. Quindi, la visione si
amplia e diventa più a tutto tondo, olistica; il bagaglio di informazioni che la persona ci porta
non è limitato alle funzioni metaboliche, ma va oltre.
Il Taoismo rappresenta un pensiero filosofico apparentemente facile, fa uso di un linguaggio
comune, richiama concetti immediati, come quelli degli elementi della Natura per descrivere
l’ambiente che ci circonda nella sua totalità. La vera difficoltà per noi Occidentali, che ci
basiamo sul pensiero scientifico, è quella di accettare tale semplicità e di interiorizzarla. Per
noi è veramente difficile accettare che la base delle conoscenze non sia, quindi,
l’esperimento, un processo standard, ripetibile e uguale per tutti, bensì l’intuizione, un
momento personale, semplice, intimo che appartiene solo a noi stessi e quindi non
ripetibile.
Quelle del misticismo e del pensiero scientifico sono due strade decisamente opposte, ma
che, infine, entrambi portano alla descrizione del mondo che ci circonda. È quindi un altro
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modo di vedere le cose, un altro punto di vista che non esige il rifiuto o la negazione di tutti
gli altri metodi, anzi li completa.
Alcuni uomini di scienza moderni molto famosi hanno aperto delle autostrade alle
conoscenze e alla sapienza umane. Nella loro visione del mondo, hanno avuto l’intuito di un
Ordine scritto nell’Universo e nell’universo intimo di ogni Uomo, che sembra rispecchiare la
visione dell’Ordine della Vita, dell’Uomo e della Natura che avevano gli antichi filosofi cinesi.
Uno fra tutti Einstein, che con i suoi studi ed il suo intuito ha superato i limiti razionali della
Scienza. Già con la famosa formula della legge sulla relatività E = mc² supera
abbondantemente il materialismo, dicendoci che la materia è pura energia e ciascun corpo
contiene una fantastica riserva di forza, che equivale al prodotto della sua massa per il
quadrato della velocità della luce. Ma a mio parere è andato oltre. Rileggiamolo in alcune
sue cose scritte:
 “la conoscenza dell’infinitamente piccolo è assolutamente necessaria per la conoscenza
dell’infinitamente grande”;
 “l’animo umano è stato concepito in armonia con l’Universo e, quindi, capace di
comprenderlo”;
 “la realtà è la perfetta espressione di un Ordine Superiore di una grande bellezza”.
Alcuni tendono a respingere la MTC, perché non conforme al modello medico moderno,
mentre altri tendono a romanzarla e a mistificarla. Alcuni la sottovalutano perché non è
moderna, altri la riveriscono perché è antica. I primi la considerano una ciarlataneria, i
secondi una panacea. È un sistema in sé, che non ha niente a che vedere con mode
salutistiche o altre terapie considerate olistiche o alternative, anche se è una Medicina
assolutamente olistica. È durata secoli non solo perché le sue tecniche producono risultati
tangibili, ma perché esprime una filosofia coerente, che integra molti aspetti della vita
umana.
A conclusione di questa breve introduzione vorrei dire che oggi per molti medici occidentali
la MTC non è una scelta di campo, non sono molti gli integralisti, i talebani, che scegliendo
l’una rifiutano l’altra Medicina. Per i più la MTC non è un sostituto, ma un’altra finestra
attraverso la quale poter vedere, prendere atto della situazione contingente e globale del
malato e usare la sua ottica per provocare una rivoluzione nelle priorità, nelle strategie e
nelle scelte. Questo, a mio modesto parere, è un ottimo modo per un medico occidentale di
approcciarsi alla MTC; resta, purtroppo, la disgrazia, seppur piccola, di avere dei medici che
ne fanno un uso di tipo allopatico, improprio e lontano dallo spirito che la anima, così
proliferano corsi “ecm” di alcune decine di ore nelle ASL, validi solo a incassare punti di
credito formativo e a distruggere nelle mani di quei pochi (per fortuna) una profonda visione
dell’Uomo, che medici e filosofi nel corso di millenni con pochissimi mezzi a disposizione, ma
con tantissimo intuito, ascolto e osservazione hanno costruito.
La diffusione delle Medicine naturali, malgrado la fortissima resistenza di potenti lobby,
procede e si radica sempre più nel tessuto sociale e sempre più persone si rivolgono ad esse,
soprattutto dopo aver provato sulla propria pelle gli effetti secondari e collaterali della
chimica, grandemente utilizzata nella Medicina allopatica. Ma oggi, proprio dai promulgatori
di quella chimica arrivano segnali sempre più forti di riflessione sull’uso che finora se n’è
fatto e personaggi illustri, come il Prof. Umberto Veronesi, simbolo della Medicina allopatica
moderna, soltanto qualche mese fa in una intervista televisiva raccomandava ai suoi Colleghi
di curare il malato e non la malattia. Queste cose sono sempre le benvenute!
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PUNTI DI OSSERVAZIONE
Il cartesianesimo e il modello occidentale
Le basi delle procedure di indagine e cura, usate dalla Medicina occidentale, sono
rappresentate principalmente dalle conoscenze anatomo-patologiche dell’evento morboso e
dalla misurabilità dell’evento. Essa indaga sulle alterazioni organiche, sui reperti misurabili e
visibili, e ha sviluppato in questa epoca altamente tecnologica una grande efficienza nel
saper cogliere alterazioni organiche anche piccolissime e nascoste, grazie a metodi
microscopici, radiologici, ecografici, endoscopici, biochimici, microbiologici, di medicina
nucleare, di biologia molecolare e quanto da divenire. Essa dirige la sua osservazione nel
microscopico e penetra nei dettagli a spese dell’ampiezza del campo visivo.
La Medicina occidentale parte quasi sempre dal concetto che ci sia sempre un fattore
tangibile alla base di una malattia, come per esempio un microorganismo, un’alterazione
della composizione del sangue o un trauma; quindi, i presupposti degli accertamenti medici
sono dei parametri quasi sempre misurabili. Da quì, suppongo scaturisca l’enorme numero di
richieste di esami, che riempiono le cartelle cliniche.
Un presupposto importante nella Medicina occidentale, come scrive Chaoyang Fan, è
l’ipotesi della omogeneità del substrato, ossia il presupposto che le varie parti del corpo
siano uguali in tutti gli uomini, per cui la interpretazione dei parametri numerici diventa un
metro uguale per tutti. Così si prende, ad esempio, un valore di colesterolo a partire dal
quale sussiste nell’uomo, chiunque egli sia, il pericolo di arteriosclerosi, un certo numero di
germi a partire dal quale si può parlare di cistite o altro tipo di infezione, e così via. Su questa
supposizione si definiscono criteri diagnostici e terapeutici. Ma l’Uomo possiede, accanto a
parti di sé relativamente omogenee con altri uomini, anche aspetti molto individuali, accanto
a funzioni molto stabili altre molto volubili e facilmente influenzabili; penso, ad esempio, al
modo di dormire, alle differenti resistenze ai ceppi microbici, alle malattie allergiche e
croniche in continuo aumento, che sfuggono ad una standardizzazione e non permettono di
constatare alterazioni misurabili numericamente.
La premessa nel pensiero scientifico occidentale è la separazione. L’Uomo è separato dalla
Natura; il mondo, come una macchina, può essere suddiviso e ridotto nelle sue parti
costitutive. La realtà delle cose è prettamente materiale: si può misurare, quantificare e
analizzare. Gli eventi accadono secondo leggi precise ed immutabili.
I fondamenti di questo pensiero scientifico traggono origine nel materialismo empirico di
Aristotele: la realtà era intesa come ciò che è materiale, quindi fissa e immutabile, dunque
reale. Nel XVII secolo il matematico francese Descartes, padre del cartesianesimo, credeva
che potesse esserci una verità assoluta, certa, e scriveva: “Ogni scienza è conoscenza certa,
evidente”. Egli sentiva di aver compreso la conoscenza fondamentale dell’Universo; concepì
il mondo e ogni cosa al suo interno come una macchina, affermando: “Non conosco alcuna
differenza fra le macchine costruite dagli artigiani e i vari corpi che la Natura da sola
compone”. In questa ottica, le leggi meccaniche governavano universalmente tutti i
fenomeni. Le scienze esatte formulate per dominare e controllare la Natura erano applicate
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anche agli esseri umani. Descartes considerava il corpo umano una macchina, paragonando
un uomo sano ad un orologio ben fatto e stabilendo una netta divisione tra corpo e mente.
Questa visione meccanicistica della Natura portò alle leggi fisiche fisse ed assolute, concepite
dall’astronomo, fisico e matematico Isaac Newton, che delinearono il metodo causa-effetto,
come modo per spiegare l’Universo materiale. Questa logica formò la base del metodo
scientifico, che rimane anche oggi sostanzialmente immutato.
All’interno di questa visione del mondo, la Natura e gli Uomini sono macchine governate da
leggi meccaniche: sistemi che eseguono un lavoro, strumenti di produzione. La Medicina
occidentale, conseguentemente, è lo studio di come lavora la macchina umana. Quando le
persone sono viste come macchine, i medici diventano come meccanici. Il meccanico a volte
esegue la manutenzione di routine, ma principalmente interviene per eseguire riparazioni di
emergenza. Si immerge nelle parti che lavorano, rimpiazzando gli elementi mal funzionanti,
e rimette la macchina in grado di lavorare. Ne consegue che il medico, come un meccanico,
ripara la macchina-corpo guasta. In questa ottica il corpo è ridotto a parti strutturali,
procedendo dagli organi ai tessuti, dai tessuti alle cellule, dalle cellule alle molecole. Il
medico/meccanico separa l’intero nelle sue parti per discernere la natura, la proporzione e
la funzione di ogni parte costituente. La conseguenza di questo modello è che l’intero non
viene più percepito come entità significativa: la mente è separata dal corpo, la malattia dalla
persona, l’agente patogeno dal processo patologico, i sintomi dall’origine del disturbo, i
pazienti dalla loro responsabilità e dal potere su di sé.
Assumendo il criterio di separazione delle parti, i medici occidentali furono in grado di
concepire la componente colpevole e separarla dall’organismo nel suo insieme; quindi,
furono in grado di rimuoverla o curarla isolatamente dalle altre parti. Come risultato il corpo
e la mente umani vennero divisi e ridotti ad aree di ricerca sempre più distinte. I chimici
percepirono il corpo come uno stabilimento chimico e la pratica della cura farmacologica fu
la conseguenza delle scoperte fatte nella chimica. I fisici percepirono il corpo come una
struttura atomica e svilupparono la tecnologia delle radiazioni sia per la diagnosi che per la
cura. Gli ingegneri percepirono il corpo come struttura meccanica, composta da parti
distinte, e inventarono strumenti e metodi chirurgici per rimuovere e sostituire parti
difettose.
Si arrivò alla soluzione di problemi terapeutici e sanitari molto importanti - basti pensare alla
cardiochirurgia - e tali soluzioni costituiscono ancora oggi le meraviglie della Medicina
occidentale moderna. La professione medica si diversificò in campi altamente specializzati. Il
medico di base, che si occupava dell’intera persona, venne sostituito dal cardiologo, che si
occupava del cuore, dall’ortopedico, che seguiva le ossa, dal neurologo per i nervi,
dall’oncologo per il cancro, dallo psichiatra per la mente e così via. Questa Medicina, sorta
dalla filosofia meccanicistica, non era studiata per consigliare alla gente come stare bene,
non c’era nessun meccanismo in questo sistema per discernere e migliorare il bene, la
salute: i punti di forza della medicina erano la fonte delle sue debolezze.
Alcuni interventi diagnostici e terapeutici producono effetti disastrosi a lungo termine: dai
farmaci, dalla chirurgia, dalle radiazioni e dalla chemioterapia possono derivare malattie
iatrogene, ovvero malattie indotte dal medico. Renè Dubos, microbiologo e premio Nobel,
dice che “ogni medicina che viene approvata può, essa stessa, diventare causa di malattia”.
Medici e chirurghi possono sradicare un tumore, ma non hanno gli strumenti per migliorare
la salute del paziente. Si arriva insomma al paradosso di poter dire: “La cura ha avuto
successo, ma il paziente è morto”.
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Il modello taoista
Tao significa letteralmente la via, il sentiero, il metodo, il principio.
Nell’ideogramma, riportato qui a fianco, la parte a destra rappresenta la testa
scarmigliata dello sciamano, mentre la parte sinistra rappresenta in modo molto
simbolico delle impronte di passi, evocante un’andatura danzante, il “passo dello sciamano”,
la danza rituale, l’atto propiziatorio compiuto da un detentore di un potere efficace. Lo
sciamano è una figura simbolica, che ci sta ad indicare che il Taoismo a sua volta affonda le
proprie radici nello sciamanesimo, ma anche l’immagine di uno che ha la possibilità di porsi
tra l’Uomo e le Divinità, di colui che è capace di chiederne l’intervento, quindi diventa un
mezzo, un tramite, una via insostituibile. Il Tao (Dao nella traslitterazione pinyin) in senso
metafisico ha come funzione fondamentale quella di rappresentare l'Universo, che all'inizio
del tempo era in un stato chiamato Wu Qì , ossia assenza di differenziazioni, assenza di
polarità, indifferenziato da cui tutto si differenzia e prende forma, non creato che crea,
origine prima delle origini, fonte ultima di tutto; insomma, lettura della visione di Dio. Ma è
anche la via personale, la via spirituale di ognuno, è la via della nostra vita, quella via che
tracciamo ogni giorno con le nostre azioni e che alla fine ci riporta all’Origine, dove tutto ha
avuto inizio ed a cui tutto l’Universo tende.
Lao Tseu nel I cap. del Tao Te King scrive che “la Via che uno enuncia – non è già più la Via –
il nome che uno pronuncia – non è già più il nome”. “Che cosa è la Via?” si chiede padre
Larre, e scrive: “non è dato a nessuno di definirla, non è dato a nessuno di descriverla; ma la
si può intuire e si può grazie all’illuminazione esserne investiti. Quando la Via appare, non è
più la Via stessa; è la sua Virtù. La stessa cosa accade per Dio stesso che nessuno ha mai
visto, le cui opere però sono manifeste.” Cercare di definire il Tao è un esercizio inutile, un
tentativo di dare un nome a qualcosa che è al di là della nostra capacità di comprendere. Il
Tao è una meta irraggiungibile, un obiettivo a cui tendere, rappresenta il motore della nostra
voglia di conoscenza, che racchiude in sé, comunque, la coscienza di non arrivare mai alla
completa comprensione. Sappiamo che è lì, ma non possiamo arrivarci. Nel momento in cui
crediamo di essere arrivati, il Tao non è più lì.
Insiste fra i Taoisti la metafora del fiume che attraversa il mondo e che scorre per tornare
alle origini, fra le cui sponde navigare nel corso della vita per soddisfare al proprio mandato
sulla Terra. La Via, come Dio, non si può vedere, ma si possono percepire le sue opere e
quelle opere sono la sua Virtù. La Virtù è l’unità del tutto nel Tao, il che significa che il Tao è
attivo e presente in qualsiasi azione naturale, perché muove tutte le cose nella loro essenza
naturale, secondo il concetto taoista della non-azione, del wu-wei. Non mi voglio addentrare
più di tanto in questi discorsi puramente filosofici, correndo il rischio di perdermi, ma è
importante avere un’idea di come possa sorgere il concetto di Uno, di Unità da cui tutto trae
origine.
Nel Taoismo impera anche la metafora del saggio solitario, perché rappresenta il grado di
raggiungimento dell’illuminazione propria dei vecchi saggi. Oltre questa immagine c’è
l’aspetto filosofico e intellettuale con la ricerca dell’immortalità e della longevità, che non
sono solo un concetto spirituale, ma significano fare di tutto il corpo un veicolo eterno
dell’anima. Non c’è una visione trascendente dell’anima della persona, c’è una visione del
quì ed ora, per cui ho bisogno su questa Terra di vivere il più a lungo possibile per realizzare
il mio mandato personale, che mi è stato dato dallo shen celeste al momento del mio
concepimento.
Ho trovato un’analogia molto bella nella figura di una persona che cammina, portando sulle
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angiolino ferraro
il sangue nell’ottica della Medicina Tradizionale Cinese
spalle un fusto di bambù, alle cui estremità sono appesi due secchi, che
rappresentano lo yin e lo yang. Il bambù è l’entità che separa ed unisce , che
contiene e differenzia lo yin e lo yang (il taiji nella figura accanto) e la strada
che la persona percorre è il Tao. Il Tao rappresenta quindi la “Via del divenire
dello yin e dello yang”, cioè dell’armonico alternarsi degli opposti, reciprocamente mutevoli,
nella incessante ricerca della reciproca integrazione per ritornare all’Unità originale. Quindi,
è il divenire e l’origine di tutto.
Nel 2° capitolo del So Wen è scritto: “I saggi custodiscono gelosamente l’energia yang in
primavera e in estate, l’energia yin in autunno e in inverno … Conformarsi allo yang e allo yin è
la vita, violarli è la morte...Il cambiamento dello yin e dello yang attraverso le quattro stagioni
è la radice della vita, della crescita, della riproduzione, dell’invecchiamento e della
distruzione: rispettando questa legge naturale ci si libera dalle malattie.” Questa è la base
fondante della filosofia che supporta tutta l’impalcatura della MTC. Da essa scaturisce tutto.
Lao Tseu parla nel Tao Te King de “l’Uno che produce il Due (yin/yang), il Due che produce il
Tre (Qì), il Tre dà vita ai Diecimila Esseri (tutte le cose, che portano in sé l’impronta del Tao).
Quindi, quell’Uno si differenzia e nella visione della cosmologia taoista dà origine a Soffi
pesanti, che vanno a costituire la Terra, e a Soffi leggeri, che vanno a costituire il Cielo.
L’Uomo e tutte le Cose vanno ad occupare questo spazio mediano. Egli è strutturato dal Cielo
e dalla Terra: in lui le energie del Cielo (cosmiche, atmosferiche e solari) si coniugano alle
energie nutritive della Terra.
Gli antichi cinesi percepivano l’Uomo come un microcosmo dell’Universo che lo circondava,
soffuso delle stesse forze primordiali del macrocosmo. Si immaginavano come parte di un
insieme continuo, che aveva una piena armonia relazionale tra interno ed esterno. Questo
modo di pensare chiaramente è in netta antitesi al pensiero cartesiano dell’uomo/macchina,
alla dissezione della mente dal corpo e dell’Uomo dalla Natura, che la cultura occidentale ha
abbondantemente operato.
L’Uomo, quale entità unica e globale, vivente nell’ambiente che lo circonda - lo spazio
mediano, l’intervallo Cielo/Terra, a cui accennavo prima - e nell’Universo stesso che lo ospita,
è visto nel divenire e, quindi, in una trasformazione continua. Rappresenta la congiunzione
tra Cielo e Terra, il prodotto della loro unione, una fusione di forze cosmiche e terrestri.
L’ideogramma rèn, (rèn = uomo), come spesso accade, acquista più significati ed
interpretazioni. Ci mostra il profilo di un uomo in piedi che tende un braccio in
avanti; altre interpretazioni ravvedono un aratro come simbolo di forza (l’Uomo
è colui che usa la forza/aratro per coltivare un campo), ma anche una figura
radicata come un albero nella Terra, che riceve forza sia dal Cielo che dalla
Terra. Sostenuto dal potere della Terra e trasformato dal potere del Cielo,
l’Uomo non può essere separato dalla Natura: noi siamo Natura che si
manifesta come persone, siamo mossi dalle stesse forze in un processo
continuo, mutevole e fluente, siamo un ecosistema che vive in un ecosistema, un
microcosmo che vive in un macrocosmo. Il flusso, il susseguirsi logico degli eventi manifesti,
segue leggi ritmiche, cicli che si ripetono su piani diversi e tempi successivi, che spaziano e
toccano, regolandoli, l’infinitamente grande come l’infinitamente piccolo. Obbedendo a
queste leggi gli eventi macro e microcosmici, dunque, si susseguono in stretta connessione
fra di loro.
Un organismo non può essere considerato separato dall’ambiente a cui appartiene sia esso
fisico, geografico, psicologico. Il cartesianesimo ha strappato la connessione tra l’Uomo e
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angiolino ferraro
il sangue nell’ottica della Medicina Tradizionale Cinese
l’Universo, mentre il modello cinese l’ha mantenuta ben salda. Joseph Needham scrisse che
“ la visione meccanicistica del mondo semplicemente non si sviluppò nel pensiero cinese, e
tra i pensatori cinesi era universale la visione organicistica, nella quale ogni fenomeno era
collegato ad ogni altro … La cooperazione armoniosa di tutti gli esseri sorse non dagli ordini
di un’autorità superiore esterna ad essi, ma dal fatto che erano tutti parte di una gerarchia di
entità formanti una struttura cosmica e organica e quella a cui obbedivano era la legge
interna della loro stessa natura”. Il filosofo Alan Watts sintetizza così il paradigma taoista: “…
l’intero cosmo è implicito in ogni suo membro e si può considerare ogni punto come suo
centro …”.
In questo mio tentativo “da occidentale” di fare delle riflessioni sulle due diverse concezioni
del mondo e dell’Uomo in particolare, per poter inquadrare le due diverse ottiche di lettura
del Sangue e delle connessioni che lo riguardano, a proposito della inafferrabilità del Tao mi
piace riproporre un parallelismo, che alcuni Autori usano con la fisica moderna sul “principio
di indeterminazione” di Heisenberg. La luce è energia pura che si muove come un’onda; nella
sua struttura più intima è composta da fotoni, che sono unità minime di energia, ma anche
piccolissime particelle materiali, per cui possiamo dire che la luce ha la duplice natura di
energia e di massa. Quando, nell’infinitamente piccolo, cerchiamo di osservare una
particella, che sappiamo esattamente dove si trova, investendola con un fascio di luce ne
provochiamo lo spostamento. Da questo fatto deriva che la Natura sottoposta ai nostri mezzi
di indagine si modifica e un qualsiasi evento osservato e studiato muta e non è più quello
originario. Questi concetti li ritroviamo racchiusi anche nel concetto di Tao, come abbiamo
visto prima. L’indeterminatezza, la necessità di “non agire” (wu-wei), la possibilità di intuire
ma non di comprendere interamente, di avvicinarci, di tendere alla vera essenza delle cose, li
ritroviamo nel Taoismo esposti con termini semplici, immediati, che prendono spunto dalla
Natura stessa.
Dalle riflessioni sul principio di indeterminazione di Heisenberg scaturisce anche un’altra
riflessione. La nostra percezione del mondo influenza il modo in cui viviamo, la nostra
consapevolezza scolpisce la realtà. Viceversa, la nostra esperienza dà forma al nostro
pensiero, per cui la nostra realtà modella la coscienza. La nostra mente crea quello che è
reale, e le esperienze che viviamo generano i nostri pensieri. C’è una reciprocità tra
convinzioni ed osservazioni: quel che cerchiamo influenza quel che vediamo, per cui
descrivere le cose “semplicemente come stanno” dal punto di vista cinese e occidentale non
dà necessariamente lo stesso quadro. Ognuno dà un senso al corpo (in questo caso al
Sangue) secondo un diverso insieme di convinzioni.
Salute e malattia attraverso gli elementi di studio della MTC
Premesso che tutta la vita accade all’interno del cerchio della Natura, le cose all’interno di
essa sono collegate e reciprocamente dipendenti. Quando gli elementi della Natura sono in
equilibrio la vita è armoniosa e rigogliosa. Quando l’equilibrio dei poli opposti è turbato, si
prepara la malattia.
La salute si definisce, quindi, come il “modo di essere complessivamente dentro l’Ordine
Naturale delle Cose”: quello che è buono per la Natura lo è anche per l’Uomo, quel che è
buono per la mente lo è anche per il corpo. Quel che fa male al cuore fa male anche al corpo,
quel che danneggia una persona danneggia tutti. In questa visione di intimo collegamento
tra Macrocosmo e Microcosmo possiamo anche dire che “recuperare e conservare la salute
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angiolino ferraro
il sangue nell’ottica della Medicina Tradizionale Cinese
del corpo e della mente di una persona equivale a favorire il benessere di tutta la Terra e
della vita su di essa”.
I saggi descrivono lo stato di benessere e il modo di raggiungerlo, che consiste soprattutto
nel diventare più responsabili della propria vita. Una citazione classica del Nei Jing dice: “Il
principio supremo della saggezza è mantenere l’ordine, piuttosto che correggere il disordine.
Curare una malattia che già si manifesta organicamente è come scavare un pozzo quando
uno è già assetato, oppure fabbricare le armi dopo che la battaglia è già iniziata”. Per questo
si racconta che i medici non venivano pagati quando le persone si ammalavano. Il vero
medico insegna come vivere. I medici tradizionali cinesi sono preparati a coltivare il
benessere quanto a curare la cattiva salute. La loro strategia consiste nel metterci in grado di
affrontare la tempesta senza esserne invalidati e accumulare risorse quando c’è bel tempo,
pace e abbondanza; forniscono alla gente comune gli strumenti per acquisire il controllo
della propria vita. Medico e paziente si impegnano in uno sforzo comune per cogliere il
problema e compiere la guarigione. In questa ottica la salute diventa la capacità di un
organismo di rispondere appropriatamente a un’ampia varietà di attacchi, in modo che
assicuri il mantenimento di equilibrio e di integrità. La malattia rappresenta un fallimento
nell’adattarsi alla sfida e un disordine nell’equilibrio generale. La fonte della malattia è
qualunque attacco che il corpo non sia in grado di fronteggiare, sia che si tratti di una
sostanza nociva, sia che si tratti di qualcosa di meno palpabile, come ad esempio una brutta
sensazione. Quando le difese sono indebolite e le risorse sono esaurite una molteplicità di
fattori cospira a consentire la malattia; e, allora, vale l’adagio “l’uomo non è malato perché
ha una malattia, ma ha una malattia, perché è malato”.
In contrasto con questo modello, la Medicina occidentale detiene un ruolo attivo di potere,
mentre i pazienti sono rassegnati ad un ruolo passivo di impotenza. L’approccio della MTC si
differenzia in modo fondamentale da quello della Medicina occidentale, perché essa osserva
l’Uomo nella espressione delle sue funzioni, che contrariamente al substrato misurabile, non
possono essere registrate quantitativamente. Ne fa una valutazione dinamica e ne definisce
la direzione. La MTC permette una diagnosi precoce dei disturbi funzionali prima che si
producano alterazioni organiche e misurabili. Il suo proposito è proteggere la vita umana,
salvaguardando le condizioni in cui essa prospera.
Il Huang Di Nei Jing, che insieme all’I King e al Tao Te King rappresenta la stella polare di
ogni studioso di MTC, analizza tutti gli aspetti del pensiero medico-filosofico; in esso si
sottolinea il concetto olistico di unità tra l’Uomo e l’Ambiente circostante e di unità
all’interno del corpo stesso, dove alterazioni di un singolo organo provocano modificazioni
del comportamento di tutti gli altri, determinando sindromi cliniche, che coinvolgono tutto
l’organismo. Il pensiero taoista, che ci permette di descrivere la realtà che ci circonda, può
naturalmente essere applicato allo studio e alla comprensione dell’anatomia, fisiologia e
patologia del corpo umano, per effettuare una diagnosi e impostare una terapia nel
trattamento delle patologie umane.
Secondo la visione globale della MTC, l’Uomo, come intermediario tra le energie del Cielo e
della Terra posto a cavallo del Tempo e della Spazio, subisce le stesse leggi cosmiche
dell’Universo a cui appartiene e dal quale non può essere isolato. Allo stesso modo, come il
concetto di globalità si può applicare ai rapporti energetici dell’Uomo con l’Ambiente
esterno, così è anche per il suo interno: l’insieme complesso dei suoi Organi e Visceri, delle
sue funzioni e della intricata rete di Meridiani e Collaterali costituisce una struttura unica e
ogni singola manifestazione clinica deve essere interpretata alla luce di questa globalità, in
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angiolino ferraro
il sangue nell’ottica della Medicina Tradizionale Cinese
modo da arrivare ad una diagnosi che coinvolga tutto il corpo, tutti gli organi, tutte le
energie dell’Uomo.
La MTC è quindi dialettica, energetica ed olistica. Òlos in greco significa tutto, intero; ad esso
risale l’assunto che la MTC è una Medicina olistica, cioè una Medicina, secondo cui
l’organismo è “un tutto superiore alla semplice somma delle parti”, quindi l’Uomo non è la
semplice somma di un certo numero di organi o di apparati funzionali, ma qualcosa in più.
La metafora, affrontata prima nella dissertazione sul Tao, sulla separazione dei Soffi pesanti
dai Soffi leggeri e la formazione di uno spazio mediano, dove l’Uomo e le Virtù si realizzano,
è la stessa metafora che possiamo applicare all’Uomo, dal cui corpo fisico non possiamo
disgiungere il suo corpo spirituale e quello mentale. Quindi, si parla di un Corpo, di una
Psiche ed uno Spirito. Il Corpo con la sua struttura fisica, le sue funzioni metaboliche, il suo
visibile e tangibile si raffigura nei Soffi pesanti. Lo Spirito è il principio animatore, che porta in
sé lo scopo, la propria motivazione di vita, il mandato celeste. La Psiche è la manifestazione
della interazione tra Spirito e Corpo. Spirito, Psiche e Corpo rappresentano rispettivamente lo
Scopo, il Mezzo e l’Espressione della vita dell’Uomo, quindi una Unità Inscindibile con la
quale, tutta intera, si devono fare i conti. Più avanti proverò ad approfondire questo
concetto soffermandomi sulla descrizione dei Tre Tesori e delle Cinque Sostanze, di cui il
Sangue è parte fondamentale.
Con questa ampiezza di visione sull’Uomo possiamo allargare il concetto di Salute,
identificandola non solo con la sensazione di benessere che porta il corretto funzionamento
del Corpo, ma anche con lo stato di armonia della nostra Psiche e con la condizione di
serenità dello Spirito.
La MTC, in quanto espressione di un atteggiamento filosofico e culturale che mette il Qì ai
vertici del pensiero, è considerata una Medicina energetica, la Medicina dei Soffi. Dunque, la
MTC può essere considerata l’arte di ricostituire gli scambi tra i diversi Soffi e la loro
armonizzazione. Rettificare i Soffi animatori dell’Uomo in interdipendenza con i Soffi
animatori dell’Universo è il fine ultimo della MTC.
La MTC non prende in considerazione la malattia, ma la persona malata con un suo quadro
sintomatologico, dettato da una serie di disfunzioni, che acquisiscono valore solo quando
riusciamo a collegarle ad una causa. Tale causa non è da intendersi solo come causa
fisiologica, ma anche e soprattutto sede del conflitto di quella persona, che costringe il suo
corpo a funzionare male. La condizione di benessere di una persona è una condizione legata
all’equilibrio. Ognuno si attesta su un suo equilibrio personale, all’interno del quale la
persona sta bene. Quando ci si discosta di poco da questa condizione la persona è in grado di
portare tutto all’equilibrio, ma quando ci si discosta di molto, al punto da comparire una
patologia, il discorso cambia, per cui bisogna intervenire, affinché la persona ritorni al suo
equilibrio. E questo succede attraverso una scelta terapeutica che tenga conto di tutti gli
aspetti della persona, non solo quindi ad un livello funzionale, ma anche a livello psichico e a
livello della sua spiritualità.
Attraverso il sistema delle analogie e delle metafore avviene anche la classificazione dei vari
Organi e Visceri principali, dei tessuti, degli organi di senso e delle varie funzioni fisiologiche
e ministeriali che espletano. Sono indissociabili l’uno dall’altro: tramite la loro collaborazione
e influenza reciproca l’organismo umano funziona correttamente e la disfunzione di una
parte qualsiasi di queste componenti si ripercuoterà anche sulle funzioni delle altre.
Fra i più importanti elementi, su cui si fonda l’applicazione clinica della MTC, ci sono la
lettura ed osservazione delle caratteristiche yin/yang e il modello proposto dalla Teoria dei
Cinque Elementi (Wu Xing), o Movimenti Energetici, o Cinque Trasformazioni, che dir si voglia.
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il sangue nell’ottica della Medicina Tradizionale Cinese
Gli effetti della dinamicità, delle ciclicità e delle interrelazioni di questi Movimenti sugli
Organi principali, le funzioni fisiologiche e le patologie si manifestano esteriormente
attraverso il complesso sistema energetico dei Meridiani e dei Collaterali, che avvolge e
tiene insieme il corpo umano nella sua griglia energetica. Sempre attraverso questi canali
l’Uomo comunica con l’Ambiente e ne riceve le influenze, ad esempio stagionali e
climatiche. Noi siamo in grado di adattarci alle variazioni climatiche, che si verificano tutto
l’anno; ad esse reagiamo cambiando l’alimentazione, il modo di vestirci, le nostre abitudini
quotidiane. Se godiamo di un jing ereditario fiorente, se conduciamo una vita sana,
equilibrata ed armoniosa avremo che anche i nostri Soffi saranno forti: lo Zheng Qì sarà
vigoroso ed abbondante; il Wei Qì ci proteggerà bene dall’aggressione di agenti patogeni
esterni e più in generale da Soffi perversi (Xie Qì). Godremo, cioè, di una condizione di
benessere generale e saremo capaci di adattarci ai cambiamenti dei Soffi della Natura.
L’equilibrio di forze al nostro interno (yin-yang, Caldo-Freddo, Sangue-Qì) determina il nostro
clima interno, quindi il nostro stato di salute o malattia.
Ma potrebbe capitare che per motivi personali (eccessi psicofisici, stress, malattie croniche)
o esterni a noi (troppo freddo, troppo caldo, oppure caldo e freddo fuori stagione) le nostre
difese siano deboli, il Wei Qi non riesca a minimizzare gli effetti di una aggressione, che in
altri momenti sarebbe passata inosservata, e allora non saremmo in grado di reagire e
potremmo ammalarci. Così, i Soffi divengono perversi (Xie Qì), ossia patogeni, quando i
fattori climatici, intesi come manifestazioni del Qì, divengono prevaricanti.
Le cause di malattie le possiamo sinteticamente raggruppare in tre grandi classi:
 Ereditarie, dipendenti dalla costituzione innata, ossia dal jing ereditato dai nostri genitori.
La qualità e la quantità di questa Essenza congenita, ricevuta in eredità, dipendono dalla
qualità e quantità del jing congenito dei genitori, dalla loro costituzione innata, dalla loro
età, dal loro stato particolare al momento del concepimento. Su di esso non è possibile
intervenire per migliorarlo o reintegrarlo; è possibile, invece, ridurre gli effetti della sua
carenza o della sua scarsa qualità con la cura dello stile di vita, dell’alimentazione e la
pratica di esercizi di respirazione, di qi gong e di tai ji quan.
 Esogene, legate alla interazione e alle disarmonie che si creano tra l’Uomo e l’Ambiente.
C’è un distinguo tra le cause esterne, raffiguranti l’ambiente materiale, i fattori climatici, i
prodotti alimentari (aspetti sia qualitativi che quantitativi), ecc, e le cause esteriori,
individuando in esse il tessuto delle relazioni interpersonali, dei rapporti affettivi, culturali
e sociali della persona. Fra le cause esogene si possono annoverare sicuramente
l’alimentazione, la fatica, i traumi e le lesioni esterne, le epidemie ed i fattori climatici
(i sei eccessi), classificati come: freddo, calore, secchezza, umidità, vento e canicola.
Poiché il Qì è unico, non vi è differenza tra il Qì del Macrocosmo ed il Qì del Microcosmo
Uomo, per cui ogni manifestazione del Macrocosmo trova analogia nelle manifestazioni
del Microcosmo. Allora, quando si parla del Vento del Sangue si vogliono intendere quelle
manifestazioni caratteristiche del Vento, che vengono prodotte nel Sangue, come la
mobilizzazione; con Calore nel Sangue s’intende la sua capacità di nutrire, ecc. Inoltre, in
MTC si fa un netto distinguo tra i quadri sintomatologici causati dai Sei Eccessi (esterni), e
le manifestazioni patologiche dovute al malfunzionamento degli Zangfu (interni), che
presentano sintomatologie simili (sindromi).
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il sangue nell’ottica della Medicina Tradizionale Cinese
 Endogene, legate ai fattori emozionali e alle produzioni interne patogene (muchi, catarri e
accumuli di xue). Quando viene particolarmente stressata la nostra sfera emozionale,
entrano in gioco i Sette Sentimenti (Qì Qing), che colpiscono direttamente l’attività
funzionale degli Zang. Questi nella normale ed armoniosa attività funzionale sono soggetti
alle normali pulsioni emotive interne, date dalle Cinque Emozioni (Wu Zhi): la Collera
legata al Fegato nel Movimento Legno con il suo movimento di risalita dà vitalità al Soffio
e tiene alte le difese, la Gioia legata al Cuore nel Movimento Fuoco ammorbidisce, rilassa
e fa circolare liberamente Soffi e Sangue, la Riflessione legata alla Milza nel Movimento
Terra consente il rinnovamento delle emozioni e delle idee, la Tristezza legata al Polmone
nel Movimento Metallo mitiga la Gioia e si contrappone alla Collera, evitando pericolose
dispersioni del Soffio, e la Paura legata ai Reni nel Movimento Acqua fa discendere i Soffi
e rende cauti e attenti. Di per sé queste emozioni, come abbiamo visto, non sono
patogene, ma ci sospingono nel corso della vita. Mentre “le Cinque Emozioni si originano
e vibrano nell’interiore, i Sette Sentimenti sono la risonanza delle sollecitazioni esteriori
nell’interiore”. Al contrario dei Sei Eccessi, che dal Macrocosmo penetrano all’interno del
Microcosmo, si originano all’interno, quindi colpiscono gli Zang dall’interno:
o
o
o
o
o
o
o
La Collera ferisce il Fegato e fa salire il Qì;
La Gioia ferisce il Cuore e dissolve il Qì;
La Riflessione ferisce la Milza e annoda il Qì;
La Tristezza ferisce il Polmone e fa ristagnare il Qì;
Il Dolore consuma il Qì;
La Paura ferisce i Reni e fa discendere il Qì;
Il Terrore disorganizza il Qì.
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I TRE TESORI E LE CINQUE SOSTANZE VITALI
Nel capitolo precedente ho già toccato questo nocciolo centrale, su cui si costruisce
l’impalcatura portante del Taoismo e della MTC e da cui scaturisce la vita.
Nell’Unità del Cerchio del Tao si genera il Due. Nella Numerologia tradizionale e nella
metafora di Lao Tseu questo valore simbolico, come abbiamo visto, oltre alla sua valenza
intrinseca, può avere tante letture, può esprimere più modelli applicabili alle cose del
mondo. Due è il numero della divisione, che permette l’apparire della coppia; F. Bonanomi in
merito scrive che è “il battito che attesta la vitalità propria di Uno e rappresenta l’apertura
dell’Unità, permettendone la relazione grazie alla distinzione”. Non c’è quindi la ripartizione
dello yin dallo yang, ma l’insieme di due entità complementari e contrapposte, sempre
cariche di tensione, che le porta a cercare l’unione, compensando ed appianando le
disparità. La simbologia yin richiama la Terra, condensazione, stabilità, spazio; mentre, la
simbologia yang richiama Cielo, leggerezza, nuvole che passano e corrono, tempo. La Terra si
apre alla potenza fecondante del Cielo; mentre il Cielo si espande all’infinito, essa non si
chiude, ma condensa in sé la fertilità.
L’esistenza Cielo/Terra è complementarietà: la Terra non potrebbe essere Terra senza lo yin
dell’Acqua ed il Cielo non potrebbe essere Cielo senza lo yang del Fuoco. In questa metafora
del Due abbiamo letto nel Microcosmo Uomo il Soma e lo Spirito, ma leggiamo anche il jing e
lo shen, l’Essenza pura ereditaria che nelle molecole dei nostri geni porta le informazioni della
intera umanità, il diario dell’Uomo fin dall’inizio della vita, e l’Essenza pura celeste, la
spiritualità, il frammento divino che porta il mandato di Dio nell’unità delle genetiche
madre/padre.
Il Due senza il Tre non ha senso, la Terra ed il Cielo senza la vita non hanno motivo di
esistere. I jing fusi del padre e della madre sono solo mescolanze cromosomiche se lo shen
celeste non posa su di loro il suo mandato. Ed ecco il miracolo del Tre, l’origine dei Diecimila
Esseri, la vita che anima, che vivifica e muove le cose, il Qì. Lo spazio mediano si anima,
nasce la funzione, la Psiche o Mente si pone tra Soma e Spirito, il Qì tra jing e shen, l’Uomo tra
Cielo e Terra.
Quindi, quando parliamo dell’Uomo dobbiamo cercare di tradurre tutto e di pensare che
tutto quello che diciamo è filtrato da questa entità impalpabile e allo stesso tempo
costitutiva di influssi vitali, tradotta con il termine Qì. Il Qì è il concetto su cui si basa tutto lo
scibile culturale, sociale e filosofico cinese. Secondo alcuni studiosi sinologi il termine
“energia” frequentemente usato è fuorviante, perché non riesce a sintetizzare in sé una
intuizione così geniale. Ogni volta che affrontiamo un discorso legato al concetto di Qì,
dobbiamo pensare a qualcosa che “organizza”. Il concetto chiave, difficile da comprendere, è
che da una cosa indistinta, da un momento preciso si crea qualcosa e questo qualcosa è uno
qualunque di quei Diecimila Esseri.
Questa concezione, questa presa di forma, questo passaggio è la traduzione, il concetto
chiave di Qì. È la cosa che permette a ciò che si crea di avere una diversa densità percepibile.
È una cosa che non esiste e passa all’esistenza, visibile e, secondo i taoisti, assoggettabile agli
organi di senso. Esempio, il PC sul quale sto scrivendo è un tipo di Qì che si presenta con
questa forma; anche vedendo il mare increspato dal vento penso che il vento sia una
particolare forma di Qì, che si esprime attraverso una mobilità particolare, e penso che
anche l’acqua sia una particolare espressione di Qì, che si manifesta con un’altra densità
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il sangue nell’ottica della Medicina Tradizionale Cinese
ancora. Quello che permette a ciò che osserviamo le sue particolari forme, che permette a
questa cosa che si organizzi, si chiama Qì. Se penso ad un corpo, al mio corpo, devo pensare
a forme di Qì diverse, che diversamente riescono ad organizzarlo. Vuole dire che per
formare il mio corpo ho bisogno sempre di una struttura, di una animazione e di una sorta di
capacità di elevazione spirituale, cioè quello che possiamo chiamare Corpo-Mente-Spirito,
jing-Qì-shen. Non esiste nulla, non esiste vita senza che ci sia la relazione di queste tre istanze,
di questi Tre Tesori. Questo avviene da un punto di vista pratico, ma anche dal punto di vista
della MTC. Se il jing è fiorente e il Qi vitale, lo shen è sereno e tranquillo. Se invece il jing è
debole e il Qi in deficit, lo shen ne soffre. Per questa ragione la lucentezza degli occhi mostra
sia lo stato del jing, sia quello dello shen.
Al concepimento lo shen orienta il Cammino (la Via) secondo il Mandato Celeste, si radica nel
Sangue, prende le Cinque Impronte degli Organi e si creano le sfere spirituali, quelle che da
alcuni Autori vengono chiamate anche Anime Vegetative. Il Corpo viene strutturato a partire
dal jing e si ha la sfera somatica con tutte le funzioni metaboliche. L’animazione, l’insieme di
tutte le pulsioni indotte dallo shen nel Corpo è la funzione, il Qì, che individua la sfera
psichica, a cui sono legate le funzioni ministeriali. Tutto questo è un qualcosa di molto
complesso e di molto ricco: siamo un corpo che contiene dentro di sé un programma, una
vocazione, un disegno, che ci accompagna per tutta la vita e ci fa nascere in una certa
maniera, con una certa costituzione, in risonanza con lo shen per svolgere nel migliore dei
modi il nostro mandato. Non cambia la costituzione durante la vita, ma le scelte della
persona durante il proprio cammino, che è assolutamente libero. La comprensione vera del
proprio mandato forse è solo dei Santi.
I Tre Tesori insieme al Sangue (xue) e ai Liquidi Organici (jin ye) costituiscono le Cinque
Sostanze Vitali. Anche qui la Numerologia ci viene in aiuto con lo spiegarci il significato del
Cinque con la frase chiave “organizzare per funzionare”. Così il nostro Microcosmo Uomo è
organizzato e può funzionare. Le Cinque Sostanze Vitali assicurano al nostro organismo il
nutrimento, il funzionamento e la sua difesa.
A differenza della Medicina occidentale, che è alla continua ricerca del meccanismo
patologico nascosto e della conoscenza sempre più approfondita della struttura, alla MTC
non interessa troppo la natura biochimica ed ultrastrutturale e questo vale anche per le
Cinque Sostanze Vitali, le quali sono studiate più per il compito che svolgono che nella loro
materialità.
La stato di benessere c’è quando sussiste uno stato di equilibrio armonico fra le Cinque
Sostanze Vitali. Quando subentra un’alterazione di questo equilibrio, c’è uno stato di
malessere, nascono delle disarmonie, che si manifesteranno poi con sintomi di varia natura.
Per una più corretta lettura in questa ottica, è opportuna qualche informazione in più sulle
Cinque Sostanze Vitali.
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L’Essenza pura jing
Abbiamo detto che jing è Essenza pura, è Quintessenza raffinata e sottile, è la Sostanza
stessa dell’Universo, che nasce dalla separazione dell’Uno nel Due. L’ideogramma è
composto dal carattere “ riso ” nella parte sinistra, mentre la parte destra ha il significato di
raffinato, chiaro, distillato, ma anche crescita, sviluppo, impulso, vitalità. Questa
idea di sostanza raffinata estratta a partire da sostanza grezza porta in sé anche il
concetto che jing sia qualcosa di prezioso, che deve essere conservato con cura e
difeso, qualcosa che contiene in sé il simbolo della essenzialità del riso e dell’impulso vitale.
Per capire questo tipo di Essenza può servire il paragone con le particelle subatomiche, che
sono uguali in tutti gli atomi, però a seconda di come si aggregano formano atomi diversi e
materia diversa. Il jing è questa componente infinitesimale, che ha in sé i cinque aspetti e le
dinamiche delle Cinque Trasformazioni. Quando da un punto di vista alchemico, sotto un
profilo puramente energetico, si riesce a portare la materia a quelle componenti
infinitesimali, si è riusciti anche a separare i cinque aspetti che la compongono, che, come i
colori fondamentali, si possono ricombinare per generare qualunque sfumatura. Queste
cinque sostanze, ridotte all’essenziale, vengono conservate nei cinque Zang, ognuno dei
quali poi ritrasforma, secondo l’occorrenza, queste essenze in energia, che agirà secondo la
dinamica del Legno, o secondo la dinamica della Terra, del Fuoco, del Metallo o dell’Acqua.
Circa la relazione forma fisica (xing) e Sangue va ricordato che (secondo Leung, 1993) il
Sangue regola l'aspetto morfologico a breve e medio termine, mentre il jing, l'Essenza, quello
a lungo termine.
Il jing presente nell’organismo, in sintesi, è rappresentato da:
 Un aspetto congenito, jing congenito o jing del Cielo Anteriore, trasmesso direttamente
dai genitori al momento del concepimento; è il solo jing presente nel bambino fin dalla
nascita. Esso determina le caratteristiche costituzionali della persona, la resistenza, la
vitalità e la sua unicità, quindi controlla la sessualità, le funzioni riproduttive, lo sviluppo
e la crescita; genera il midollo, le ossa e i denti. I processi di crescita, sviluppo e
riproduzione sono la manifestazione della potenza del jing, mentre l’invecchiamento è la
manifestazione del declino di questa potenza. È un aspetto yang e risiede nel Fuoco di
Mingmen, viene diffuso attraverso gli otto Meridiani straordinari. Da esso origina Yuan Qì,
che attiva come un catalizzatore tutte le trasformazioni e rappresenta la forza che
sospinge il mutamento. Poiché questo jing è legato al Cielo Anteriore ed al concepimento,
non è integrabile durante la vita (e questo accresce la sua preziosità), ma sicuramente
influenzabile nella sua qualità attraverso un giusto equilibrio nelle abitudini di vita, della
sessualità e delle abitudini alimentari. La possibilità di trasformazione degli alimenti per
estrarre il jing postnatale dipende dalla sua capacità di innescare le trasformazioni, che
saranno copiose se esso sarà di buona qualità. Nel momento in cui c’è carenza di jing
acquisito per qualunque motivo, quello innato non funge più solo come catalizzatore per
le trasformazioni, ma esso stesso può trasformarsi. Ogni irregolarità o eccesso può
comportare una sua irrecuperabile diminuzione. Non c’è patologia da eccesso di jing,
perché non c’è eccesso di jing. Se è poco ed è scadente di qualità durerà poco e non
riuscirà ad innescare correttamente tutti i processi metabolici e si avranno delle
sintomatologie di carenza di jing acquisito pur alimentandosi correttamente.
 Un aspetto acquisito, jing postnatale, Quintessenza degli alimenti o jing del Cielo
Posteriore, estratto dai cibi e dai liquidi dallo Stomaco e dalla Milza, che sono i principali
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angiolino ferraro
il sangue nell’ottica della Medicina Tradizionale Cinese
responsabili della digestione e della trasformazione delle essenze (sono chiamati per
questo la Radice del jing del Cielo Posteriore). Gli alimenti portano in sé le impronte
energetiche delle Cinque Trasformazioni, la digestione scinde l’Essenza acquisita dagli
alimenti nella natura del Legno, del Fuoco, della Terra, del Metallo e dell’Acqua e le
componenti così scisse vengono tesaurizzate, come abbiamo visto, nei rispettivi Zang,
che a loro volta le trasformano in Qì per sostenere le funzioni, di cui loro sono
responsabili. Tutti i semi sono un concentrato di jing e, quindi, anche l’ovulo e lo
spermatozoo, i semi dell’Uomo e della Donna. Il jing che sprigiona tutta la sua vitalità si
trova nei germogli, perché il germoglio è il seme che ha innescato il suo processo di
vitalità, quindi è il jing che si sta sviluppando in Qì in funzione e in struttura, cioè soffio e
forma. I processi di raccolta, conservazione e cottura dei cibi deteriorano molto il jing,
perché nell’alimento non si instaurano più quei meccanismi vitali, che ne rinnovano
costantemente la riserva. Per questo motivo nella tradizione cinese i cibi vengono poco
cotti o comunque vengono tenuti vivi gli animali fino al momento prima di essere
cucinati.
Il Soffio Qì
E’ la manifestazione su tutti i piani dell’essere. Questa funzione, su cui mi sono soffermato
sopra, si concretizza in varie forme (i Diecimila Esseri), oscillando tra forme estremamente
eteree e stato di materia, tra manifestazione funzionale e manifestazione sostanziale, ma
tutte manifestazioni del dinamismo e del movimento, insiti nel concetto che esprime. Si
parla frequentemente di Soffi per esprimere la grande varietà di funzioni, che da un punto di
vista fisiologico rappresentano la capacità di far funzionare bene il nostro organismo.
Quando questo non succede allora si parla di disarmonia dei Soffi.
Sinteticamente voglio elencare le varie forme di Qì, che ritroviamo nei processi
fisiopatologici del nostro organismo:
 Yuan Qì, di cui ho accennato, come funzione operativa nei processi di trasformazione
operati dal jing ereditario, è il catalizzatore, la scintilla che innesca;
 Zong Qì, Soffio ancestrale o Soffio del petto, luce degli antenati che arriva fino a noi, che
si produce nel torace grazie all’apporto dei Soffi ottenuti con la digestione e la
respirazione;
 Gu Qì, Soffio dei Cereali, ottenuto ad opera dello Stomaco e della Milza;
 Qing Qì/Tian Qì, Soffio puro, estratto dall’aria dai Polmoni con la respirazione;
 Ying Qì, o Rong Qì, Soffio che nutre e riscalda, rendendo possibile la crescita e lo sviluppo;
 Wei Qì,, Soffio difensivo, la linea di difesa contro gli attacchi dei patogeni esterni;
 Zhen Qì, Soffio autentico, che rappresenta la globalità del Soffio che circola e agisce
nell’organismo;
 Zheng Qì, Soffio corretto, della buona salute, della rettitudine e della normalità;
 Xie Qì, Soffio perverso, nocivo, prodotto da una cattiva alimentazione, da stili di vita
dissoluti, condizioni climatiche sfavorevoli, ambiente affettivo ostile, ecc.
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angiolino ferraro
il sangue nell’ottica della Medicina Tradizionale Cinese
Gli Aspetti del Qi
Tian Qi /Qing Qi
Soffio del Cielo
Ying Qi/Rong Qi
Soffio Nutritivo
Yuan Qi
Soffio Originario
Zong Qi
Soffio del Petto
Gu Qi
Soffio dei Cereali
Zheng Qi
Soffio Corretto
Yuan Qi
Soffio Originario
Xie Qi
/
Wei Qi
Soffio Difensivo
Soffio Perverso
La Scintilla Divina shen
È sicuramente la più sottile e immateriale delle Cinque Sostanze Vitali. Si dice che alberga nel
Cuore e si radica nel Sangue e, tramite questo, si diffonde in tutto il corpo: ciò dimostra la
sua stretta relazione con il Cuore e con il Sangue. È legato al Cielo ed al trascendente, che è
in noi, e determina la nostra origine spirituale. L’unione dell’ovulo e dello spermatozoo
compone l’aspetto materiale, esprime lo yin dei Reni, che diventa complementare all’aspetto
yang del Cielo, lo shen appunto, che s’incarna e rende possibile il concepimento. Se lo shen non
s’incarna non può esserci vita e, quindi, non c’è fecondità. Da quel momento in poi, grazie
alla presenza dello shen, la parte materiale può cominciare a dividersi, si formeranno prima
l’embrione e quindi il feto e nascerà la nuova persona. Lo shen, incarnandosi nel corpo,
rende possibile l’unione tra l’aspetto materiale immanente e l’aspetto spirituale
trascendente, che lo vivifica. Se non ci fosse lo shen non ci sarebbe il Qì e, quindi, nessuna
funzione.
Lo shen prende le caratteristiche della qualità energetica dello Zang che lo ospita:
 Shen, che alberga nel Cuore, legato alla qualità del Fuoco, scintilla divina che vivifica e
illumina, esprime la conoscenza trascendente ed il pensiero intuitivo;
 Hun, che alberga nel Fegato, legato alla qualità del Legno, esprime la creatività del Cielo,
l’intelligenza intuitiva, l’elasticità di pensiero; è l’andare e venire dello shen;
 Po, che alberga nel Polmone, legato alla qualità del Metallo, esprime la strutturazione, la
presa di forma, conferisce azione al jing;
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angiolino ferraro
il sangue nell’ottica della Medicina Tradizionale Cinese
 Yi, che alberga nella Milza, legato alla qualità della Terra, esprime la comprensione
razionale, l’idea, l’intelletto, la memoria visiva delle forme e del movimento;
 Zhi, che alberga nei Reni, legato alla qualità dell’Acqua, esprime il sostegno nello slancio
della vita, la volontà che sostiene un’idea e le consente di perdurare nel Cuore.
Il Sangue Xue
È l’armonico interagire delle Cinque Sostanze Vitali che assicura all’Uomo/Corpo-MenteSpirito il benessere fisico, psichico, emozionale e spirituale. Il Sangue svolge ruoli
estremamente importanti e, vedremo, si relaziona intimamente con le altre Sostanze
Fondamentali nello svolgere le sue funzioni. Di esso tratterò largamente nei prossimi
capitoli, ma proprio per significare queste sue strette relazioni teniamo presente che il
Soffio dà la vita al Sangue ed il Sangue è l’espressione materica del Qì. Le sue funzioni in seno
alla organizzazione della vita dell’Uomo sinteticamente sono rappresentate dalla sua
capacità di equilibrio nello sviluppo dei processi della vita, di portare nutrimento e calore
fino all’intimo di ogni cellula e di sovraintendere a tutti i processi legati alla riproduzione
della donna. Trasversalmente interessa tutti i processi metabolici e in ogni manifestazione
fisiologica e patologica trova coinvolgimento.
L’ideogramma di Xue (Sangue) descrive un vaso con un treppiedi che lo sorregge,
come un contenitore sacrificale. I fumi dei sacrifici diretti verso il Cielo (come
segno di rispetto per gli Antenati) erano considerati nell’antichità come dati dal
Sangue, che, quindi, aveva una valenza sacra.
I Liquidi Organici Jin Ye
Comprendono la totalità delle secrezioni interne ed esterne. La loro formazione è il risultato
della lunga serie di processi di purificazione delle Essenze, in cui vengono coinvolti tutti gli
Organi e Visceri. I liquidi Jin sono quelli che affiorano all’esterno, mentre i liquidi Ye sono
quelli che circolano all’interno. Le loro funzioni principali sono l’umidificazione ed il
nutrimento, però rispetto al Sangue, al quale si ascrivono anche queste funzioni, il loro
compito principale è quello di umidificare ed anche nutrire, mentre il compito principale del
Sangue è quello di nutrire e umidificare anche. Con il Sangue, inoltre, sono in stretta
relazione per la loro comune origine e per lo scambio, che ci può essere tra i due per
compensare le diverse esigenze che si possono presentare per le variazioni dell’uno o degli
altri.
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angiolino ferraro
il sangue nell’ottica della Medicina Tradizionale Cinese
 Liquidi Jin. Hanno la caratteristica di essere più raffinati, più leggeri, sono di natura yang e
circolano con il Wei Qì. La loro funzione è quella di umidificare e nutrire muscoli, pelle,
peli e orifizi. Sono in relazione con gli Zang, per cui avremo:
o Le lacrime prodotte dal Fegato;
o Il sudore prodotto dal Cuore;
o La saliva prodotta dalla Milza;
o Il muco prodotto dal Polmone;
o Il cerume prodotto dai Reni.
 Liquidi Ye. Sono meno raffinati, torbidi, viscosi, pesanti, densi, profondi, nascosti, di
natura yin. Essi lubrificano le articolazioni, nutrono Midollo osseo, Midollo spinale e
Cervello; quindi, possiamo ascrivere ai liquidi Ye il liquido cerebrospinale, il liquido
sinoviale, il gao prodotto dalla Milza, che lubrifica e nutre ossa e articolazioni e arricchisce
il grasso del corpo.
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angiolino ferraro
il sangue nell’ottica della Medicina Tradizionale Cinese
DISTILLAZIONE METABOLICA DEGLI ZANGFU
A conclusione di questa galoppata preliminare nel mondo dell’energetica voglio proporre un
quadro grafico sintetico di quello che mi piace chiamare
La distillazione metabolica energetica degli Zangfu.
Yuan qi
Sangue
C
Liquidi
Pelle
Qing qi
Ying qi
Qing qi
Zong qi
Jing Reni
Meridiani
Zhen qi
P
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
solidi
Gu qi
F
Solidi
S
VB
Liquidi
Yuan qi
yuan qi
Liquidi
M
Vapori
Liquidi
Yuan qi
-Yuan
- - - - - qi
- - - - - - - - - - - - - - - - - -- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
Liquidi
solidi
Yuan qi
IT
Yuan qi
GI
Yuan qi
VU
R
Yuan qi
Questo complesso quadro che si è andato costruendo, come un mosaico tessera dopo
tessera, durante lo studio del metabolismo energetico della MTC, ne rappresenta la
esemplificazione grafica non completa, ma sicuramente indicativa di quelle che sono le vie di
collegamento tra le varie tessere. In questa esemplificazione si è voluto principalmente
rappresentare le relazioni metaboliche delle varie forme di Qì con gli Zangfu, la competenza
dei Tre Focolari, dentro cui questi metabolismi si realizzano, e la straordinaria capacità della
Yuan Qì di farsi promotrice di tutte le trasformazioni. Essa indica anche come si arriva a
comporre il Sangue, che vedremo dettagliatamente più avanti. Alla circolazione poi di questa
energia elaborata provvederà il Sangue e l’intera rete dei Meridiani principali, dei Collaterali
e dei Meridiani straordinari.
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angiolino ferraro
il sangue nell’ottica della Medicina Tradizionale Cinese
IL SANGUE
NELL’OTTICA DELLA MEDICINA OCCIDENTALE
Questa finestra aperta sulla visione della Medicina occidentale in merito all’argomento
Sangue non ha pretesa di inquadrare in tale ottica un argomento così vasto, ma solo
individuare dei punti di riflessione sulle differenti visioni del Sangue tra un approccio e l’altro
ed, a cascata, le differenze che ne conseguono nella lettura dei processi fisiologici della sua
formazione, delle funzioni svolte in seno all’organismo, dei processi e delle strutture
anatomiche che supportano l’una e l’altra visione, delle manifestazioni e dei sintomi nei
processi morbosi, delle modalità di leggere ed interpretare certe manifestazioni, degli
approcci diagnostici e di cura.
Generalità e costituzione del Sangue
Nell’ottica della Medicina occidentale il Sangue è un costituente essenziale dell’organismo
umano, il quale circolando nel sistema vascolare permette i continui scambi delle diverse
sostanze nei vari tessuti.
Il Sangue è un tessuto connettivo fluido e circolante, in cui si distingue una componente
cellulare e una componente liquida, il plasma sanguigno, che lo rende fluido e circolante. La
componente cellulare è formata da cellule vere e proprie come i globuli bianchi di vario tipo
(linfociti, monociti, granulociti (differenziati quest’ultimi in neutrofili, basofili, eosinofili) e
macrofagi, cellule anucleate come i globuli rossi, che sono la stragrande maggioranza delle
cellule sanguigne, e parti di cellule come le piastrine, che sono frammenti di citoplasma di
megacariociti. Il plasma è una soluzione acquosa di proteine, sali inorganici e altre sostanze
in concentrazioni minori. L’acqua rappresenta il 92%, le proteine il 5,5-8%, i sali minerali lo
0,8%, i lipidi lo 0,6%, il glucosio lo 0,1%, i metaboliti cellulari meno dello 0,1% e gas e ormoni
meno ancora. Le proteine sono distinte secondo il loro p.m. ed altre caratteristiche chimicofisiche in albumine, globuline e fattori della coagulazione.
A loro volta le globuline si distinguono in quattro grandi
gruppi ( α₁, α₂, β e γ), che racchiudono in esse il
grandissimo panorama proteico, molto usato nella
diagnostica clinica moderna. Arricchiscono il plasma anche
tante altre sostanze, come l’urea, i composti azotati di
scarto del metabolismo cellulare, glucosio, amminoacidi,
lipidi, vitamine e ormoni.
Esiste un rapporto ben definito tra componente cellulare
e componente plasmatica; tale rapporto è indicato come
valore ematocrito e viene espresso come % della
componente cellulare presente nel Sangue intero. In condizioni fisiologiche esso è pari al 4052% nell’uomo adulto, al 37-48% nella donna adulta e al 49-54% nel neonato.
In condizioni fisiologiche la volemia, ossia il volume totale di Sangue circolante, viene
mantenuta costante nelle sue componenti cellulare e plasmatica da complessi meccanismi di
regolazione. La quantità totale di Sangue circolante dipende da peso corporeo, età e sesso
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angiolino ferraro
il sangue nell’ottica della Medicina Tradizionale Cinese
ed è circa il 7,7% del peso corporeo. Ne consegue che in una persona adulta il volume di
sangue varia tra 5 e 6 litri.
Secondo le sue caratteristiche di ossigenazione, il Sangue viene detto arterioso, ricco di
ossigeno e di colore rosso vivo, o venoso, povero di ossigeno e di colore rosso cupo.
Le varie componenti del Sangue svolgono molteplici funzioni, come il trasporto dell’O₂, la
difesa contro gli agenti infettivi, il controllo dell’emostasi. Le principali funzioni svolte dalle
diverse componenti plasmatiche, oltre a quella del controllo di un normale equilibrio
emostatico contro lo sviluppo di emorragie o di trombosi, sono: la regolazione del
metabolismo idrominerale, glucidico, lipidico, e protidico, il mantenimento della pressione
oncotica, la difesa contro le infezioni mediante l’intervento delle immunoglobuline e delle
proteine del Sistema del Complemento.
La patologia clinica, la biologia molecolare, la genetica, la diagnostica oncologica studiano
costantemente queste componenti, arrivando allo studio clinico di frazioni proteiche
plasmatiche, di gruppi prostetici, di apteni e di marcatori, che hanno acquistato negli ultimi
decenni importanza fondamentale nella clinica medica. Oggetto di altrettanto costante
studio sono le emazie (i globuli rossi) e i globuli bianchi, in quanto costellazione
numericamente gigantesca di siti molecolari, riconosciuti come marcatori, sia oncogeni
(marcatori tumorali), sia di tipizzazione (gruppi sanguigni, gruppi di istocompatibilità). L’uso
di tecniche diagnostiche avanzate con marcatori fluoresceinati, o radioisotopici,
immunochimici, cromogenici, enzimatici, virali e tante altre ancora in divenire permettono di
individuare e riconoscere siti, vettori, specificità sia nelle componenti corpuscolari che in
quelle plasmatiche, importantissimi per la diagnosi e la cura delle malattie genetiche,
tumorali e degenerative. Questo ci dà, sulla scorta di quanto ho cercato di evidenziare nelle
pagine precedenti, un’idea della profonda diversità di approccio di una Medicina tradizionale
come la MTC, rispetto alla Medicina occidentale moderna.
Formazione del Sangue
Le cellule ematiche vengono prodotte dal
midollo osseo e dagli organi emopoietici (dal
greco αιμα *aìma+= sangue e ποιησιs *poièsis]=
creare = produttori di Sangue) e concludono il
loro ciclo vitale negli organi emocateretici
(distruttori di Sangue), quali la milza. Nella
evoluzione delle specie il midollo osseo è stato
preceduto nelle sue funzioni emopoietiche , o
altrimenti dette ematopoietiche, da milza,
fegato, rene e intestino. Analogamente durante
l’ontogenesi, che ricalca in qualche modo anche
per la Medicina moderna la successione delle
tappe della filogenesi, il midollo subentra alle
altre sedi emopoietiche e le sostituisce durante il periodo fetale. Il riconoscimento di questa
funzione del midollo costituisce un’acquisizione relativamente recente, in quanto a lungo il
midollo è stato ritenuto sede di ben altre attività: fino al XVII secolo veniva considerato fonte
di vitalità, energia, calore - Shakespeare scriveva: “le tue ossa sono senza midollo, il tuo
sangue è freddo!”. La capacità proliferativa del midollo osseo è essenzialmente sostenuta
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angiolino ferraro
il sangue nell’ottica della Medicina Tradizionale Cinese
dalle cellule staminali, capaci di riprodursi indefinitamente e di orientarsi verso la
differenziazione in una delle serie cellulari midollari, dalle quali poi deriveranno le cellule
ematiche mature. Quindi, esiste una cellula staminale pluripotente (il poliblasto) e da essa
derivano sia la cellula staminale progenitrice orientata in senso linfoide, da cui originano le
cellule pre-β e le cellule pre-T, sia la cellula staminale progenitrice orientata in senso
mieloide, da cui, a loro volta, derivano le cellule staminali orientate in senso eritroide,
megacariocitico e granulocitomacrofagico; da queste ultime derivano, infine, sia le cellule
della serie granuloblastica che le cellule della serie monocitomacrofagica. Normalmente le
cellule immature restano localizzate nel midollo osseo e solo quando maturano sono liberate
nel flusso sanguigno: se un’analisi del sangue in circolo mostra la presenza di elementi
immaturi, significa che è in atto una grave malattia ematologica.
Emostasi
Una peculiare proprietà del sangue è quella di modificare spontaneamente il suo stato fisico,
per effetto di fattori tissutali o per contatto con superfici diverse dall’endotelio vasale,
passando dallo stato fluido ad uno stato semisolido. Ciò è possibile mediante la
combinazione di due processi: l’adesione e l’aggregazione di cellule ematiche e la
coagulazione plasmatica.
Quindi, il plasma, che è la componente liquida del sangue, in particolari condizioni, può
andare incontro al fenomeno della coagulazione, cioè alla trasformazione del fibrinogeno in
un reticolo di fibrina. Il fibrinogeno, normale costituente del plasma sanguigno, è una
glicoproteina sintetizzata dal fegato e dal reticolo endoteliale. In condizioni fisiologiche il
sangue non coagula nel sistema vascolare per intervento delle cellule endoteliali e di inibitori
del sistema emostatico.
Da un punto di vista fisiologico, la
coagulazione del sangue, altrimenti detta
emostasi, è da intendere come un processo
che l’organismo innesca a difesa della propria
integrità e blocca la perdita di sangue da un
vaso sanguigno. Una fuoriuscita di sangue
dovuta a sbalzi pressori, un trauma della
parete del vaso sanguigno o dei tessuti
circostanti, sono cause estrinseche, che
possono innescare il processo coagulativo; ma
ci sono anche cause intrinseche, quali un
danneggiamento dell’endotelio vasale, dovuto per esempio alla installazione di una placca
ateromasica (situazione drammatica quando i vasi interessati sono ad es. le coronarie), un
deficit ereditario di alcuni componenti plasmatici, ed altre ancora. In tal modo, viene
innescata una cascata di reazioni chimiche e cellulari, in cui ogni fattore sanguigno,
caratterizzato da una precisa attività enzimatica, attiva il fattore successivo con estrema
rapidità in cascata, cascata coagulativa. A seconda se trattasi di una attivazione per via
intrinseca o per via estrinseca, la cascata di attivazione coinvolge un gruppo di fattori ematici
o un altro, ma alla fine tali attivazioni portano ad una fase comune di trasformazione della
protrombina, - una γ₂-globulina sintetizzata dal fegato e normalmente presente nel plasma 30
angiolino ferraro
il sangue nell’ottica della Medicina Tradizionale Cinese
in trombina. La trombina, a sua volta, svolge la sua attività enzimatica trasformando il
fibrinogeno in monomeri di fibrina, che spontaneamente polimerizzano, trasformandosi in
fibrina e formando un coagulo stabile.
Tante proteine intervengono in questo processo, la cui dettagliata descrizione esula da
questo nostro contesto; fra queste svolgono un ruolo estremamente importante i fattori V,
VIII, IX, X, XIII nelle loro forme attivate. Per fortuna, la Natura provvede allo stabilirsi di
equilibri dinamici e spesso provvede anche ai guai che combina l’uomo, così esiste un
processo fibrinolitico, che in realtà non fa parte dell’emostasi, ma costituisce la serie di
eventi che ripristina le normali condizioni fisiologiche della zona lesa e il normale flusso
sanguigno. Una volta che la lesione è riparata, infatti, il coagulo va distrutto: ciò avviene con
la fibrinolisi, un processo regolato da meccanismi, che fanno sì che tutto si svolga
rapidamente e solo nella zona della lesione. La rimozione della fibrina è di importanza vitale
per mantenere integro il coagulo per il tempo strettamente necessario ad arrestare
l’emorragia, e, nello stesso tempo, ad impedire che a causa di un’attivazione spontanea della
coagulazione si formino trombi intravascolari in altre aree del corpo. Per questo la fibrinolisi
è sottoposta ad un complesso sistema di controllo.
In vitro, dopo la formazione del coagulo, la componente plasmatica che rimane liquida viene
definita siero.
Inoltre, per effetto della presenza di crioglobuline in alcuni individui, il plasma può gelificare
se esposto a temperature inferiori a quella corporea.
Apparato circolatorio
La funzione principe del sangue, come ho accennato, è quella di permettere il ricambio, che
deve avvenire anche abbastanza rapidamente per la sussistenza stessa della vita. Tale
funzione viene svolta nell’ambito di una struttura anatomica e funzionale, l’apparato
circolatorio, che permette al sangue, fluendo in esso, di porsi in contatto sia con le cavità, in
cui si operano gli scambi con il mezzo esterno, e sia con i tessuti, dove si operano gli scambi
internamente, quindi di renderlo circolante.
Il sangue è spinto dal ritmico pompaggio del cuore in un sistema di vasi impermeabili, le
arterie e le vene, che si ramificano abbondantemente, diventando permeabili e andando a
costituire una fitta rete, rete capillare, che è quella che permette il ricambio in tutte le
cellule dell’organismo. Alla realizzazione del ricambio contribuiscono fattivamente gli
apparati respiratorio, digerente ed escretore. Attraverso il primo l’aria arriva negli alveoli
polmonari e da qui l’ossigeno viene ceduto al sangue, che lo distribuisce a tutti i tessuti. In
questa funzione svolgono il ruolo più importante gli eritrociti, perché è proprio a questi che
spetta l’importante funzione di trasporto dell’ossigeno.
In tale attività è impegnata l’emoglobina, proteina costituita da una globulina e da un
pigmento contenente ferro: l’eme. Essa forma, con l’ossigeno, un composto molto labile,
l’ossiemoglobina (dove l’ossigeno si lega al ferro), capace di cedere ai tessuti l’ossigeno
liberato. Caratteristica dei globuli rossi è quella di sovrapporsi gli uni agli altri quando
diminuisce la velocità di circolazione. Questa disposizione è definita a pila di monete o anche
formazione a rouleaux. Gli eritrociti presentano, inoltre, notevoli capacità elastiche che
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angiolino ferraro
il sangue nell’ottica della Medicina Tradizionale Cinese
permettono loro di cambiare forma, il che favorisce il passaggio nei capillari aventi diametro
inferiore ai globuli stessi.
I materiali solidi e liquidi entrano attraverso l’apparato
digerente, e quì, dopo aver subito diverse trasformazioni,
vengono assorbiti a livello dei villi intestinali e trasportati dal
sangue sino alle cellule che devono utilizzarli. Il fegato,
frapposto in questo circuito, funziona da filtro, laboratorio e
riserva. I prodotti di rifiuto gassosi (CO2) sono eliminati dai
polmoni, le sostanze idrosolubili inutili dai reni, gli scarti del
processo digestivo dall’intestino con le feci. Funzione
fondamentale dell’apparato circolatorio è quindi quella di
portare a tutte le cellule dell’organismo le sostanze necessarie
alla nutrizione e di liberarle dai prodotti di rifiuto che si
vengono formando nel corso del metabolismo cellulare. Il
sangue, che è un tessuto fluido, è il veicolo più appropriato a
realizzare questa funzione di trasporto; i vasi sanguigni
costituiscono la rete di distribuzione, mentre il cuore fornisce
l’energia necessaria a far circolare il sangue in tutto il corpo. Il
sangue diventa anche mezzo di trasporto delle produzioni
ormonali interne e delle sostanze regolatrici effettrici ed inibitrici, che attraverso l’apparato
circolatorio arrivano alle cellule e intervengono nella regolazione della loro attività.
Grazie alla circolazione del sangue le condizioni fisiche e chimiche delle varie parti del corpo
tendono ad equilibrarsi. Così, ad esempio, la temperatura corporea è praticamente
omogenea, benché la produzione di calore non sia eguale in tutti i tessuti. La distribuzione
delle varie sostanze agli organi deve però adattarsi alle esigenze dello stato funzionale di
ciascun organo. Ciò è possibile perché il cuore è capace di modificare il suo ritmo di attività e
i vasi sanguigni indirizzano il flusso sanguigno soprattutto verso le parti dell’organismo che
compiono un lavoro maggiore, per esempio allo stomaco durante la digestione, ai muscoli
durante uno sforzo fisico, ecc.
L’organo propulsore del sistema circolatorio è il cuore, formato essenzialmente da un
tessuto contrattile di tipo speciale: il muscolo cardiaco o miocardio, la cui superficie esterna
è rivestita dal pericardio e quella interna dall’endocardio. Funziona come una pompa che
aspira e spinge; infatti, è un organo essenzialmente muscolare che presenta fasi di
contrazione, le sistoli, e fasi di rilassamento, le diastoli. L’impulso capace di dare origine alla
contrazione nasce da strutture particolari tipiche della muscolatura cardiaca (il nodo seno
atriale di Keith e Flack ed il nodo atrioventricolare di Aschoff-Tawara).
In virtù delle fasi di contrazione e di rilassamento, il sangue esce dal cuore a fasi alterne e a
elevata pressione; le arterie lo conducono sino ai tessuti più periferici. A mano a mano che
si allontanano dal cuore, le arterie danno origine a vasi di calibro sempre più piccolo, finché
non si esauriscono nei capillari arteriosi. Questi si continuano con altri capillari venosi, dai
quali si originano le venule e quindi le vene, che convoglieranno di nuovo al cuore il sangue
esaurito di O₂, ma ricco di CO₂. Con la piccola circolazione nei polmoni si avrà lo scambio
gassoso tra CO₂ e O₂ e il sangue ritornerà al cuore rigenerato nel suo carico di O₂ per
ricominciare un nuovo ciclo. La velocità del sangue è minima nei capillari: ciò è importante
dal punto di vista funzionale, giacché è a questo livello che avvengono gli scambi tra il
sangue e i tessuti.
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angiolino ferraro
il sangue nell’ottica della Medicina Tradizionale Cinese
La pressione del sangue nelle arterie di medio calibro (pressione arteriosa) varia tra i 120 ÷
130 mm Hg (pressione massima o sistolica) e i 70 ÷ 80 mm Hg (pressione minima o
diastolica); la differenza tra i due valori è detta pressione differenziale o del polso. Se le
arterie fossero rigide, la pressione sistolica salirebbe rapidamente ad un livello molto elevato
e la caduta di pressione durante la diastole sarebbe quasi istantanea. Così, con l’età e in
diversi processi patologici, ad es. nell’arteriosclerosi, al diminuire dell’elasticità delle arterie
aumenta progressivamente la pressione differenziale. Di regola, il valore della pressione
minima è in rapporto al valore della pressione massima (grosso modo la metà della massima
più 10 mm Hg). I valori indicati sono riferiti a individui adulti di sesso maschile: nelle donne si
hanno valori leggermente più bassi, e ancor più bassa è la pressione che si riscontra nei
bambini.
Molte malattie o stati morbosi hanno diretta influenza sulla pressione. Un suo aumento,
ipertensione, si ha per lesione dei vasi, come nell’arteriosclerosi, o per cause tossiche o
squilibri ormonali; una riduzione, ipotensione, può aversi in malattie acute o debilitanti,
nonché nei collassi cardiaci e nelle forme di sclerosi cardiaca.
Sulla scorta di questa ampia panoramica sulla fisiologia del sangue in chiave di Medicina
occidentale, voglio dare una rapida scorsa alle modalità che questa adopera per inquadrarne
le patologie.
L’inquadramento delle patologie del Sangue
Lo scopo dell’accenno a un argomento così vasto è solo quello di dare un’idea del tipo di
inquadramento che la Medicina occidentale fa delle malattie del sangue nell’ottica di un
raffronto di differenti modi di interpretare la Medicina tra occidente ed oriente.
La patologia medica inquadra le malattie del sangue come patologie delle sue componenti e
delle funzioni, per cui si parla di:
 Patologie dei globuli rossi;
 Patologie dei globuli bianchi;
 Patologie delle componenti plasmatiche;
 Patologie dell’emostasi e della coagulazione.
Patologie dei globuli rossi
Nelle patologie dei globuli rossi si possono distinguere in linea generale alterazioni
qualitative e alterazioni quantitative, sebbene nella grande maggioranza dei casi (anemie) le
alterazioni siano allo stesso tempo qualitative e quantitative.
Le alterazioni qualitative riguardano:
 la morfologia, così abbiamo le anisocitosi, che riguardano le modificazioni abnormi del
diametro dei globuli rossi, le microcitosi in cui il diametro è diminuito e le macrocitosi, in
cui il diametro è aumentato.
 La forma, le cui alterazioni prendono il nome di poichilocitosi.
 Le affinità tintoriali: ipocromia, ipercromia e discromia in rapporto a difetti della
maturazione cellulare.
Le alterazioni quantitative consistono in aumento (policitemia, eritrocitosi) o diminuzione
(oligocitemia, anemia) del numero dei globuli rossi per alterazioni del normale equilibrio tra
produzione e distruzione di globuli rossi, che dipende a sua volta dai processi di
moltiplicazione, dalla sintesi di emoglobina, dalla durata della vita e dalla distruzione.
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angiolino ferraro
il sangue nell’ottica della Medicina Tradizionale Cinese
L’anemia è il più comune e frequente processo morboso riguardante gli eritrociti, che può
presentarsi clinicamente come una sindrome nel corso di altre malattie (malattie infettive,
tumori) o come una malattia a sé (anemia perniciosa, talassemie, ecc.). Ha una eziologia
multipla ed è caratterizzata da alterazioni quantitative dei globuli rossi (oligocitemia) e della
emoglobina (oligocromemia). Uno degli aspetti più complicati delle anemie riguarda la
classificazione, perché ne sono adottate diverse, a seconda del riferimento, che può essere
eziologico o patogenetico.
Un sistema di classificazione distingue le anemie in:
 Primitive, malattie primitive del tessuto eritropoietico;
 Secondarie o sintomatiche, espressione, cioè, di stati morbosi di altri tessuti od organi.
Un’altra classificazione, clinico-terapeutica, su base morfologica, distingue le anemie in
normocitiche, microcitiche e macrocitiche. Un’altra classificazione ancora le distingue da un
punto di vista clinico in anemie emolitiche ed anemolitiche. È veramente un problema
orientarsi in questo turbinio di classificazioni!
Le emoglobinopatie sono le sindromi dovute sia ad anomalie qualitative delle catene
polipeptidiche, sia ad alterazioni quantitative per variazioni dell’entità della sintesi di una o
dell’altra catena emoglobinica. Fra queste ultime, le talassemie sono le forme più
interessanti da un punto di vista clinico. Il termine talassemia si applica ad una varietà di
condizioni morbose ereditarie, descritte per la prima volta in soggetti provenienti dalle coste
del mediterraneo (talassa: mare), determinate da un gene anomalo che, nella forma
omozigote, determina un’anemia emolitica severa e sempre letale (talassemia major o
morbo di Cooley), mentre nella condizione eterozigote (talassemia minor) determina
anomalie ematologiche senza rilevanti segni di malattia.
Le anemie emolitiche iso-immuni sono determinate dall’azione di iso-anticorpi naturali
(reazioni post-trasfusionali nell’ambito del Sistema AB0, nella malattia emolitica del neonato
MEN, ecc.) legate agli antigeni eritrocitari, cioè ai gruppi sanguigni, classificati nel sistema
AB0, sistema Rh, sistema MNS, sistema Kell, ecc.
Patologie dei globuli bianchi
Le alterazioni dei globuli bianchi possono essere:
 Quantitative, a loro volta suddivise:
o Leucopenie, nel senso della diminuzione;
o Leucocitosi, nel senso dell’aumento.
 Leucemie, alterazioni tumorali.
La leucocitosi neutrofila è la più frequente alterazione della serie bianca. Spesso è
caratterizzata da uno spostamento della formula nucleare con prevalenza delle forme più
giovani su quelle mature (si legge su vetrino al M.O. sullo striscio di sangue).
La leucemia è il tumore dei tessuti leucopoietici. Sebbene si manifesti in modo più
appariscente a livello del sangue, è dovuta ad una trasformazione tumorale irreversibile
delle cellule blastiche, precursori dei leucociti circolanti, che vanno incontro a proliferazione
progressiva, con accrescimento invasivo (infiltrativo) e metastatico, e a difetti della
differenziazione. Se ne possono distinguere tre tipi fondamentali:
1. Leucemia mieloide mieloblastica (acuta) o mielocitica (cronica);
2. Leucemia linfoide (linfatica), linfoblastica (acuta) o linfocitica (cronica);
3. Leucemia monocitica, monoblastica (acuta)
I linfomi sono formazioni neoplastiche che colpiscono il sistema linforeticolare, linfonodi,
milza, tonsille e tessuto linfatico-reticolare dei vari organi. Il processo neoplastico può essere
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angiolino ferraro
il sangue nell’ottica della Medicina Tradizionale Cinese
di origine linfatica o di origine istiocitaria. Il tumore di Burkitt è un linfoma linfocitario, che
colpisce esclusivamente i bambini negri con frequenza massima nelle aree tropicali. Il morbo
di Hodgkin, o linfogranuloma maligno, è una forma patologica che colpisce più
frequentemente i giovani. Altre alterazioni proliferative dei tessuti emopoietici sono
sarcomi, cloromi, mielomi.
Patologie del plasma e delle proteine plasmatiche
Le alterazioni delle proteine plasmatiche possono essere suddivise in quattro gruppi:
1. Ipoalbuminemie
2. Iperglobulinemie
3. Deficienze genetiche
4. Proteine abnormi
La diminuzione del livello di albumina (ipoproteinemia) è un fenomeno molto frequente
nelle malattie, soprattutto quando vi sono associate deficienze nutritive.
La iperglobulinemia è la risposta più frequente delle proteine plasmatiche al danno (infezioni
acute e croniche ed una grande varietà di condizioni morbose).
Le deficienze genetiche comprendono quelle alterazioni, che dipendono da un difetto di
formazione su base genetica.
Le proteine abnormi sono alterazioni delle proteine plasmatiche, acquisite ed anche su base
genetica, che portano alla presenza in circolo di proteine con modificazioni strutturali (le
proteine Bence Jones, la macroglobulinemia di Waldenstrom, le crioglobuline, ecc.).
Patologie dell’emostasi e della coagulazione
Le alterazioni riguardanti il processo dell’emostasi e della coagulazione possono essere
suddivisi in tre gruppi principali, a seconda che l’alterazione riguardi i vasi, le piastrine o i
fattori della coagulazione:
 Malattie da difetto vascolare o”porpore vascolari”;
 Malattie da difetto piastrinico;
 Malattie da difetto coagulativo.
La principale caratteristica di queste malattie è l’aumento della tendenza alle emorragie;
queste si possono manifestare spontaneamente o essere secondarie (a traumi per esempio)
con fenomeni emorragici più o meno lievi (petecchie, porpora generalizzata) o con gravi
emorragie.
Alcune malattie emorragiche rientrano nelle cosiddette “diatesi”, che per definizione,
rappresentano l’abnorme sensibilità e capacità da parte dell’organismo di essere
danneggiato da cause morbose, che sono prive di effetti su altri individui. Quindi, le diatesi
emorragiche sono caratterizzate da una tendenza abnorme ai fenomeni emorragici.
Le porpore vascolari sono manifestazioni emorragiche del tipo petecchie ed ecchimosi,
sanguinamenti a livello delle mucose: esistono forme acquisite, forme congenite e forme
ereditarie.
Le malattie da difetto piastrinico si dividono in trombocitopenie (numero di piastrine
estremamente basso), trombocipatie (porpore trombocitopatiche, in cui le piastrine sono
presenti in quantità normale, ma sono funzionalmente e qualitativamente abnormi per
alterazioni genetiche) e trombocitosi.
Le malattie da difetto coagulativo sono malattie dovute a deficit di fattori plasmatici
coagulativi. Possono essere acquisite o ereditarie. I deficit acquisiti sono dovuti in genere a
mancanza o diminuzione di più fattori. La DIC (coagulazione intravascolare disseminata) è
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angiolino ferraro
il sangue nell’ottica della Medicina Tradizionale Cinese
caratterizzata dalla presenza di microtrombi nei vasi di molti organi. Le malattie emorragiche
da deficit ereditari sono dovute in genere a difetti di fattori singoli (deficienza dei fattori V,
VII, VIII, IX, X, XI, XII). La deficienza di ciascuno di questi fattori determina manifestazioni
emorragiche più o meno gravi.
L’emofilia, malattia congenita, viene trasmessa con carattere recessivo legato al sesso. Si
conoscono due sindromi emofiliche, la A e la B, che non sono clinicamente distinguibili, ma
solo attraverso indagini di laboratorio, che stabiliscono quale fattore è deficitario.
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angiolino ferraro
il sangue nell’ottica della Medicina Tradizionale Cinese
IL SANGUE COME SOSTANZA VITALE
Generalià
Il funzionamento del microcosmo Uomo è considerato dalla MTC come il risultato delle
interazioni delle Cinque Sostanze Vitali, le quali si manifestano con vari gradi di materialità,
così che fra esse si passa da quelle relativamente più materiche (Jin Ye) a quelle
assolutamente eteriche (shen).
Il concetto di materia come yin e di attività come yang si applica perfettamente al Sangue:
come materiale biologico in se stesso è yin, ma la sua attività di circolazione è yang. Come
l’acqua il Sangue è umido, fluido, cedevole, che assume la forma del proprio contenitore. È il
mezzo attraverso cui l’Essenza nutritiva alimenta i tessuti e attraverso cui vengono
trasportate le informazioni. Il Sangue ha sì la natura yin, ma lo yin non coincide solo con il
Sangue, perché è un principio universale, un concetto, un aspetto di un processo dinamico,
mentre il Sangue è una delle Sostanze Vitali del nostro microcosmo Uomo.
Il termine Xue, tradotto con la parola Sangue, nell’ottica della MTC ha un significato diverso
dal sangue inteso dalla Medicina occidentale, rappresenta due cose ben diverse fra di loro,
che solo in pochi elementi trovano coincidenza. Le diversità sono nella formazione, nella
composizione e nelle funzioni.
Allegoricamente, il Sangue è messaggero, tinto di rosso, tra l’Imperatore e parti dell’Impero,
che passa per le vie più rapide che sono i Vasi e i Meridiani. Il suo ruolo è portare ovunque
nell’organismo, come per l’impero della Cina, gli ordini emanati dal Cuore, nutrimento e
informazioni difensive, quindi è deputato al trasporto delle informazioni, che regolano il
funzionamento del corpo. Per fare tutto questo si serve di alcuni meccanismi coadiuvanti,
che in termini occidentali possono assumere la forma di mediatori chimici, ormoni,
neurotrasmettitori, ecc.
Il Sangue è considerato la sostanza base dell’attività emotiva e nei Vuoti di Sangue si
avranno danni sia psichici che fisici. In MTC, ma anche in tutte le Medicine esoteriche antiche
si dice che “l’IO profondo è nel Sangue”.
Relazione Soffio/Sangue
Alcuni Autori dicono che Qì e Sangue sono la stessa cosa, della quale evidenziano solo aspetti
diversi. Il Sangue è in coppia inscindibile con il Qì, diventa esso stesso una forma di Qì, molto
densa e materiale, ma pur sempre Qì. Bottalo scrive: “Come l’acqua assume il nome di acqua
allo stato liquido e quello di ghiaccio allo stato solido, ma sempre di acqua si tratta, così il Qì
prende il nome di Xue quando ci si sofferma sul suo aspetto più materiale, solido, nutritivo”.
Vi è un aforisma, che dimostra la loro evidente relazione: “Il Qì è il comandante del Sangue e
il Sangue è la madre del Qì”. Il Qì trattiene il Sangue nei Vasi e, quindi, previene le emorragie,
ma esprime anche tutta la sua forza propulsiva sul Sangue, che a sua volta è madre del Qì,
perché lo nutre, gli dà vigore e gli dà radicamento, gli dà una base materiale e densa, il che
evita che, per galleggiamento del Qì, si possano causare sintomi di Calore da deficit (CaloreVuoto).
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angiolino ferraro
il sangue nell’ottica della Medicina Tradizionale Cinese
La vitalità e la forza del Qì fanno circolare il Sangue all’interno dei Vasi e questo circolare lo
porta a nutrire gli Zangfu, che sono alla base della produzione del Qì. Questa relazione tra Qì
e Sangue è espressa anche molto bene dall’aforisma “Quando il Qì si muove, il Sangue lo
segue”.
Il Qì infonde la vita al Sangue e senza Qì il Sangue sarebbe un fluido inerte. Questo conferma
la stretta relazione tra Qì e Sangue: la formazione e la circolazione del Sangue dipendono dal
Qì, e, viceversa, la formazione e la distribuzione del Qì sono in rapporto al Sangue.
Qì e Sangue devono essere perfettamente equilibrati fra di loro, perché un Qì troppo forte o
troppo debole rispetto al Sangue provoca degli squilibri e viceversa. Clinicamente, un deficit
di Qì spesso porta a un deficit di Sangue e un deficit di Sangue porta spesso a un deficit di Qì.
Un ristagno di Qì causa spesso ristagno di Sangue e, a sua volta, un ristagno di Sangue causa
spesso ristagno di Qì.
Relazione tra Qì e Sangue
Effetti del Qì sul Sangue
Effetti del Sangue sul Qì
(Il Qì è il Comandante del Sangue)
(Il Sangue è la Madre del Qì)
Produce il Qì
È la dimora del Qì
Produce il Sangue
Muove il Sangue
Trattiene il Sangue nei Vasi
Formazione del Sangue
Sangue
Yuan qi
Qing qi
C
Liquidi
P
Yuan qi
solidi
F
Yuan qi
Gu qi
solidi
Liquidi
Liquidi
M
S
Vapori
yuan qi
Liquidi
Yuan qi
Jing Reni
Yuan qi
R
Yuan qi
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angiolino ferraro
il sangue nell’ottica della Medicina Tradizionale Cinese
Attraverso la ingestione dei cibi, lo Stomaco riceve gli alimenti (liquidi e solidi) che
costituiscono i nostri pasti, mentre attraverso la respirazione il Polmone riceve nutrimento
con l’alimento aria. Lo Stomaco, nell’esprimere la sua funzione metabolica, separa il puro
dall’impuro e manda l’impuro verso l’Intestino Tenue. Il puro, inoltre, lo divide tra liquidi e
solidi. Il Sangue è visto anche come il frutto delle trasformazioni degli alimenti e del Qì, che
avvengono nel Riscaldatore medio e nel Riscaldatore superiore ad opera della Yuan Qì. Nel
capitolo 18 del Ling Shu si legge: “Ciò che dopo passaggio nel Riscaldatore medio (Stomaco e
Milza), è salito al Riscaldatore superiore (Polmone e Cuore), e lì riceve il Qì, elimina i rifiuti,
trasforma l’essenza degli alimenti, si concentra nel vaso del Polmone per la trasformazione in
Sangue”.
La Milza riceve i liquidi, li purifica ulteriormente, li distilla e li innalza verso il Polmone. Estrae
dagli alimenti il Gu Qì, che nel Riscaldatore superiore si mescola con il Qing Qì di provenienza
del Polmone e diventa Ying Qì, Soffio nutritivo , puro e limpido, che viene diffuso nel corpo
attraverso la rete dei Meridiani e attraverso il Sangue.
Il Fegato prende l’ Essenza dei solidi e la innalza direttamente al Cuore. Nota: questo viene
insegnato alla IESO Academy. Molti Autori non sottolineano questo aspetto della
partecipazione del Fegato alla formazione del Sangue, anzi, quando spiegano la formazione
del Sangue delegano al Fegato il compito del tenerlo in riserva e di gestire questa riserva. La
partecipazione del Fegato con l’innalzamento al Cuore dell’Essenza dei solidi, invece, è
evidenziata da De Berardinis, negli Appunti per il Corso Triennale di Agopuntura del Gruppo
SANLI , dove si afferma : “Il Fegato ministeriale ha anche delle funzioni metaboliche.
Interviene nel cammino dei solidi, che provengono dal TRI per trasportarli al Cuore”. Inoltre,
su Maciocia, I fondamenti della Medicina Cinese, viene riportata una frase di un medico della
dinastia Qing, Zhang Lu, nel suo libro “Zhang Shi Yi Tong” (Trasmissione del sapere medico
della famiglia Zhang, 1965), che dice: “Se il Qì non è esaurito, restituisce le Essenze ai Reni
perché le trasformi in jing; se il jing non è svuotato, restituisce il jing al Fegato perché lo
trasformi in Sangue”. Anche questo spiega in qualche modo la partecipazione del Fegato nel
convogliare le essenze yin al Cuore per la trasformazione in Sangue. Jean Marc Kespì, nel suo
studio sui punti comando delle funzioni ministeriali degli Zangfu, evidenzia come trattando il
21R, che lui individua come punto comando della funzione ministeriale del Fegato, si
possano alleviare e risolvere i problemi di Milza di origine epatica (“i solidi non possono
raggiungere la Milza e allora vanno al Fegato”) e i sintomi cardiaci di origine epatica (“il
Fegato non manda i solidi al Cuore”). F. Bottalo e R. Brotzu in “Fondamenti di Medicina
Tradizionale Cinese”, a proposito del TR nelle sue tre divisioni, presentano un sintetico
schema delle vie metaboliche nei Tre Focolari ed il coinvolgimento degli Zangfu nei tre livelli.
Ebbene, sono riportati chiaramente il cammino dei liquidi ed il cammino dei solidi e
rappresentano il Fegato come quello che riceve dal Riscaldatore inferiore il distillato dei
solidi dall’Intestino Tenue e dal Riscaldatore medio il distillato dei solidi dallo Stomaco,
convogliandoli al Cuore nel Riscaldatore superiore.
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angiolino ferraro
il sangue nell’ottica della Medicina Tradizionale Cinese
Il mantenimento della vita
(da Bottalo e Brotzu – Fondamenti di Medicina Tradizionale Cinese )
Riscaldatore superiore
Cuore
Polmone
Fegato
Milza
Riscaldatore medio
Riscaldatore inferiore
Stomaco
Intestino
Tenue
Intestino
Crasso
Rene
Vescica U.
Linea rossa intera: cammino dei solidi
Linea blu tratteggiata: cammino dei liquidi
Il Polmone estrae dall’aria il Qing Qì e lo diffonde al Cuore, insieme a una parte dei liquidi
distillati che raccoglie dalla Milza e dai Reni. La sua è un’azione di spinta, che è propria del
suo Qì.
Il Cuore sovraintende alla formazione del Sangue, raccoglie tutto, lo tinge di rosso e lo fa
circolare, quindi gli fornisce la forza propulsiva. Il fatto che le Essenze alimentari siano
trasformate in Sangue nel Cuore è un aspetto importante del principio che il Cuore governa il
Sangue (Maciocia).
Cosa tinge il Sangue di rosso? Qualcuno individua nel colore rosso del Sangue l’ossigeno,
come principio attivatore delle cellule, ma, nella griglia di lettura della MTC, è lo yang di
Fuoco di Cuore a svolgere questa funzione. Lo spiega il Trattato sulle Malattie del Sangue di
Tang Zong Hai, 1884: “Il Sangue e il Fuoco sono entrambi di colore rosso, il Fuoco risiede nel
Cuore dove si genera il Sangue, che umidifica tutto il corpo. Il Fuoco è yang e genera il Sangue
che è yin”. Il Fuoco di Cuore, dunque, produce il Sangue, il Sangue rinfresca il Fuoco di Cuore,
impedendogli di avvampare. Il Fuoco è quello da cui nasce lo Spirito, è l’elemento primario
della genesi degli Elementi. Si dice che la luminosità del Cuore si mostra nel viso, ma è la luce
dello shen che rende viva quella luminosità.
I Reni, attraverso la forza trasformatrice della Yuan Qì e la potenza e la vitalità del jing, danno
forza al Sangue. Essi, attraverso Jing Qì presiedono alle ossa e ai midolli, manifestazione del
jing dei Reni. Attraverso il Qì originale (la Yuan Qi) innescano la trasformazione di Ying Qì in
Sangue. Inoltre, la vaporizzazione del liquidi, che raccolgono e innalzano verso Polmone, fa si
che anche i Reni siano partecipi alla composizione della parte liquida del Sangue.
Come si vede, tutti gli Zang sono strettamente legati alla formazione del Sangue: la Milza con
le Essenze degli alimenti e i liquidi, il Polmone con l’Essenza ricavata dall’aria e con i liquidi
ulteriormente distillati della Milza e dei Reni, il Fegato con l’innalzamento delle Essenze
solide e la sua funzione di tesaurizzazione e di armonizzazione della distribuzione, il Cuore
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angiolino ferraro
il sangue nell’ottica della Medicina Tradizionale Cinese
che elabora il Sangue, con il colore dello yang di Fuoco, i Reni con la Yuan Qi, i liquidi ed il jing.
Ed inoltre, tutti gli Zang lavorano per tenerlo pulito, nutrito ed equilibrato.
Questo meccanismo testimonia che nella produzione del Sangue intervengono sia processi
legati alla nostra costituzione, legati al Cielo anteriore (con il jing dei Reni e la Yuan Qì), sia
processi legati al Cielo posteriore (con le nostre abitudini alimentari e il jing degli alimenti). In
conclusione, se si vuole agire sulla formazione del Sangue, si interviene soprattutto su Milza
e Reni; se si vuole agire sulla circolazione del Sangue, si interviene soprattutto su Cuore,
Fegato, Milza e Polmone, ovvero, secondo la teoria dei Tre Riscaldatori: il Riscaldatore
superiore fa circolare il Sangue, Il Riscaldatore medio lo produce e il Riscaldatore inferiore gli
dà forza, lo depura e lo mette in riserva (Kespì, 1982). Per quest’ultima funzione il Fegato
rientra in parte nel Riscaldatore inferiore.
Per completezza di questa sintetica panoramica sulla produzione del Sangue, bisogna dire
ancora che il Sangue mestruale, per la MTC è diverso dal Sangue delle altre parti del corpo:
esso è chiamato Tian Gui e deriva direttamente dal jing dei Reni, per cui per questo Sangue la
predominanza nella formazione spetta ai Reni e non alla Milza.
Composizione
Il Sangue per la MTC è composto da una parte energetica yang, il Qì, e da una parte materica
yin. Della parte yin si può anche fare una differenziazione, soprattutto speculativa di
schematizzazione, fra la componente solida e la componente liquida, sostenendo che la sua
componente solida ha una parte preponderante nella funzione di nutrimento, mentre la
componente liquida assicura di più la sua funzione umidificante.
Bisogna immaginare il Sangue composto dalla parte solida diluita nella parte liquida. La parte
liquida fa da veicolo alla parte solida, che rappresenta il nutrimento e trasporta il Qì (la Ying
Qì). A sua volta il Qì rappresenta lo yang, il Calore, la capacità di riscaldare il Sangue e il
nutrimento da un punto di vista energetico, mentre la parte yin è il nutrimento da un punto
di vista più materiale.
Nella seguente tabella vengono sintetizzate le caratteristiche costituenti:
Composizione del Sangue
 la parte liquida è composta dai liquidi prodotti nei processi metabolici, purificati e diffusi dal
Polmone e dai Reni;
 la parte solida è costituita dalle essenze innalzate al Cuore dal Fegato;
 la parte energetica è rappresentata da:
o Ying Qì (energia nutritiva), che gli proviene dalla Milza;
o jing dei Reni e la sua funzione Jing Qì, che gli danno l’impronta della forza e la base materiale
per la funzione che deve assolvere: circolare nei Vasi, nutrire e umidificare il corpo,
promuovere le attività funzionali dei vari distretti ed organi;
o Qing Qì, l’essenza dell’aria, il Soffio puro della respirazione, detto anche Soffio del Cielo o Tian
Qì.
 lo shen è radicato nel Sangue.
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angiolino ferraro
il sangue nell’ottica della Medicina Tradizionale Cinese
LE FUNZIONI DEL SANGUE
Sulla scorta di quanto abbiamo visto finora, voglio provare a delineare quelle che sono le
funzioni (per alcuni versi già accennate) del Sangue, sulle cui basi poi inquadrare lo scenario
delle possibili alterazioni e le relative turbe e sintomatologie, che i vari distretti corporei
possono manifestare.
Il Sangue svolge principalmente le importantissime funzioni elencate nella tabella seguente:







mantenere in equilibrio lo yin e lo yang
nutrire
umidificare
riscaldare
far radicare lo shen
preparare la riproduzione
generare il latte materno
Queste funzioni riguardano non solo gli Zangfu, ma anche tutti i tessuti organici. Il Sangue
raggiunge ogni distretto corporeo, compresi pelle, tessuto connettivo, muscoli, tendini,
Meridiani, Visceri straordinari e così via.
La relazione esistente fra il Sangue e le sue funzioni per la MTC va ben al di là di quella
attribuita dalla fisiologia occidentale. Questo è ben spiegato dalle associazioni con i sintomi,
che normalmente vengono fatte nei due contesti (Medicina occidentale e Medicina
orientale) ad esempio nel caso di Deficit di Sangue. Così, ad un Deficit di Sangue la Medicina
occidentale associa segni di carenza, come labbra e colorito pallido, pallore sotto le palpebre
oculari, mestruo scarso e pallido, ecc. La MTC questi stessi segni li lega molto alle funzioni
del Qì ed associa ad essi anche un aspetto nutritivo (esempio può essere una cattiva
assimilazione con magrezza eccessiva e tendenza a bruciare gli alimenti ingeriti per elevata
attività del Qì e poco Sangue). Inoltre, a livello psichico associa agitazione e insonnia, perché
viene a mancare l’aspetto di radicamento e solidità dato dallo shen: il movimento verso l’alto
dello yang non sarà bilanciato dal radicamento al terreno, come un aquilone, che non
trattenuto da un solido filo se ne vola via (Bottalo & Brotzu).
Mantenere in equilibrio lo yin e lo yang
Lo yin e lo yang sono le basi fondamentali dalle quali Qì e Sangue derivano la loro esistenza,
proprio come una madre che dà la vita al suo bambino, ma questo poi si stacca, si identifica
come qualcos’altro e cresce da solo.
Il Qì e il Sangue sono manifestazioni rispettivamente dello yang e dello yin. Come lo yin e lo
yang, nel nostro organismo essi sono inseparabili: se vengono separati il Sangue non si
muove più ed il Qì non ha alcuna base di supporto, perciò non c’è vita.
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angiolino ferraro
il sangue nell’ottica della Medicina Tradizionale Cinese
La funzione nutritiva del Sangue è complementare alla funzione nutritiva del Qì, proprio per
la intima relazione esistente tra di loro. Il Qì si può immaginare come un gas sciolto
nell’acqua: perché possa rimanere sciolto ci devono essere determinate condizioni, tra cui
una certa quantità di liquido che possa contenerlo disciolto. Se si riduce il volume di liquido,
il gas non riesce a rimanere in soluzione: significa che, se non c’è abbastanza Sangue, il Qì
non riesce ad essere trattenuto dentro il Sangue e si libera. Si crea uno squilibrio yin/yang: se
lo yin diminuisce non sarà sufficiente a mantenere tutto lo yang e, quindi, una parte di yang
verrà liberata. Liberandosi, questa manifesta le sue componenti fondamentali, cioè Vento e
Calore.
Il Vento è l’energia che per le sue caratteristiche è preposta a garantire la mobilizzazione
delle componenti liquida e solida; con la sua liberazione si possono avere: vertigini, lingua
tremolante, tremori (Parkinson), tic, picchi di ipertensione.
Il Calore del Sangue è legato alla Energia nutritiva ed è in grado di “nutrire” l’Uomo non solo
in chiave metabolica, ma anche in chiave psicologica, emotiva e spirituale (Di Stanislao).
Nutrire, umidificare, riscaldare
Il Sangue per la sua diffusione ubiquitaria nutre e umidifica tutto il corpo:
 nutre Cervello, occhi, capelli, peli, unghie, tessuti, distretti e strutture che per la loro
vitalità, lucentezza, forza e funzione dipendono dal nutrimento apportato dal Sangue.
 nutre, umidifica e riscalda l’Utero, sostenendo le mestruazioni e la funzione riproduttiva:
l’Utero viene rifornito di Sangue dal Fegato, che a sua volta regola anche l’apporto di
Sangue al Chong Mai e al Ren Mai, i due Meridiani straordinari meravigliosi, che sono
strettamente correlati ad esso. La stretta connessione fra le componenti Sangue, Chong
Mai, Ren Mai e Utero fa sì che il Sangue sia estremamente importante per una regolare e
normale funzione mestruale.
 Nutre il jing. Sangue e jing si influenzano reciprocamente e si possono trasformare l’uno
nell’altro; infatti, il jing interviene, come abbiamo visto nella formazione del Sangue e il
Sangue nutre e rifornisce continuamente il jing.
 Sangue e Liquidi Corporei (Jin Ye) si nutrono reciprocamente. Il Ling Shu sostiene: “Lo
Ying Qì secerne i Liquidi Corporei: essi entrano nei Vasi sanguigni e sono trasformati in
Sangue”. Infatti, la parte liquida del Sangue è sostenuta continuamente dai Liquidi
corporei, garantendone la fluidità ed evitando coaguli e ristagni, e il Sangue
costantemente nutre e integra i Liquidi corporei. La loro interscambiabilità è sostenuta
dal loro comune aspetto yin. Questo fa sì che nelle perdite di Sangue e nelle eliminazioni
profuse di Liquidi corporei l’uno svolge azione tampone sulla volemia dell’altro. Nei
Deficit di Sangue si può manifestare secchezza per Deficit di Liquidi e i Deficit di Liquidi,
come le grandi sudorazioni, possono comportare un Deficit di Sangue e le sintomatologie
ad esso connesse. Vista la grande relazione tra Sangue e Liquidi, tra Vuoto di Sangue e
Vuoto di Liquidi, entrambi producono secchezza e ripercussioni a livello midollare,
celebrale ed osseo.
 La componente liquida del Sangue assicura la sua funzione umidificante, che, come
abbiamo detto prima, è però prioritaria per i Jin Ye. Essa assicura che i tessuti non si
secchino; occhi e tendini vengono umidificati dal Sangue, che umidifica anche la pelle,
affinché non sia troppo secca, e i capelli, perché siano robusti e lucenti. Il Sangue del
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angiolino ferraro
il sangue nell’ottica della Medicina Tradizionale Cinese
Cuore umidifica la lingua. La funzione di umidificare gli occhi favorisce una buona vista,
rende gli occhi brillanti. I disturbi di questa funzione comportano secchezza, rossore e
bruciore degli occhi, calo ed offuscamento della vista.
 Il Sangue umidifica e nutre i tendini e i muscoli, controlla l’attività motoria e la capacità
di produrre movimenti fluidi ed armoniosi, promuovendo la flessibilità delle articolazioni.
L’alterazione di questa funzione comporterà crampi muscolari, spasmi, tic, rigidità e
difficoltà di movimento.
Dato che il Sangue è conservato soprattutto nel Fegato, è il Calore del Fuoco di Fegato a
rendere caldo il Sangue. La caratteristica del Calore è quella di riscaldare, per cui la sua
liberazione può comportare vampate di calore e rossore al viso. Nel caso contrario, quando
non c’è distribuzione omogenea del Sangue, o quando c’è Carenza di Sangue, si possono
avere distretti corporei più freddi (sono molto colpiti gli arti).
Far radicare lo shen
Il Sangue costituisce la base materiale per lo shen. Sappiamo che questa Luce Divina
raggiunge la cellula uovo fecondata, la illumina e la vivifica. Come accade nella scintillazione
della luce prismatica, lo shen si differenzia in tanti aspetti; si frammenta, cioè, negli aspetti
emozionali, mentali e spirituali degli Zang, andando a costituire, come è stato già detto, lo
hun (l’Anima eterea), lo shen (la Mente), lo yi (l’Intelletto), il pò (l’Anima corporea) e lo zhi (la
Volontà). Ma quando avviene tutto questo?
L’aforisma dice che lo “shen alberga nel Cuore e si radica nel Sangue”. Immaginiamo questo
shen, che alberga nel Cuore, che ha dentro di sé la totalità della Spiritualità; questo vuole dire
che l’Anima e lo Spirito s’incarnano nel Sangue. Dovunque va il Sangue, fino alla singola
cellula, lì arriva la nostra spiritualità.
Il Sangue, proveniente dalla circolazione polmonare, ricco e rinnovato di Qing Qì, entra nel
Cuore per poi diventare arterioso e raggiungere tutte le cellule del corpo. Nel suo fluire nel
Cuore s’impregna, acquista l’impronta spirituale dello shen, viene caricato di energie sottili,
viene caricato della Coscienza. Il Sangue del Cuore abbraccia lo shen e lo àncora, in modo che
sia tranquillo e sereno, offrendogli un rifugio in cui poter fiorire. Lo shen si radica, trova un
veicolo sicuro, affidabile, per portare gli ordini divini a tutto il corpo. Con esso arriva agli
Zang e quì avviene la scintillazione dei suoi aspetti, che poi saranno espressi dai relativi Zang
nella esplicazione delle loro funzioni. Molti problemi del Sangue il più delle volte si
manifestano con problemi collegati all’Anima e allo Spirito, quindi alla Coscienza e al
Sentimento. Lo shen, aspetto yang, affonda, dunque, le sue radici nel Sangue, aspetto yin. Lo
shen proprio per la sua natura yang è molto instabile, tende a scappare via. Tenerlo a bada è
un compito difficile, affidato al Sangue, che lo diffonde e gli permette di raggiungere gli Zang,
che a loro volta sono già custodi del jing del Cielo posteriore (yin). Così in ogni Zang si
realizzerà la funzione, l’espressione delle qualità specifiche di quello Zang, perché ancora
una volta lo yang sposa lo yin, ancora una volta dallo shen e dal jing si svilupperà la funzione.
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il sangue nell’ottica della Medicina Tradizionale Cinese
Preparare la riproduzione
Per la MTC il Fegato, insieme ai Reni, è uno degli Organi più importanti per la fisiologia della
donna in età fertile. Entrambi realizzano la fusione di jing, Qì e Sangue. I Reni accumulano il
jing, mentre il Fegato immagazzina il Sangue. Il luogo d’incontro e di riunione del jing, del
Soffio e del Sangue si situa nell’Utero (Bao Shi), detto Camera del Sangue, (nell’Uomo
corrisponde al Campo del Cinabro, Dan Tian). Secondo la Teoria delle Cinque Trasformazioni,
ricorda Maciocia, i Reni nel Ciclo Sheng sono la madre del Fegato, quindi jing e Sangue si
influenzano reciprocamente: il jing si può trasformare in Sangue e il Sangue nutrire e
rifornire il jing. Dato che il jing controlla la funzione riproduttiva, di conseguenza anche il
Sangue a sua volta influenza la funzione riproduttiva della donna. Il jing, comunque, influenza
la riproduzione sia femminile che maschile, ma quella femminile ha legami molto più stretti
con il Sangue che non quella maschile, basti pensare alle mestruazioni e al nutrimento
dell’Utero e del Feto, il quale è visto come un “ammasso di Sangue” in rapida crescita ed
espansione. Inoltre, questa stretta relazione tra jing e Sangue nella fisiologia della donna è
espressa anche dal Sangue mestruale, un fluido prezioso che deriva direttamente dal jing dei
Reni, che, come sappiamo, provvede alla crescita, riproduzione e sviluppo. Nel 1° capitolo
del So Wen il Sangue mestruale è detto Rugiada del Cielo, Tian Gui, ed è scritto: “… all’età
di 14 anni giunge la Rugiada del Cielo, il Ren Mai comincia a scorrere e il Chong Mai fiorisce, il
ciclo mestruale si regolarizza e la donna è in grado di concepire”. L’Utero, chiamato anche
Busta del Bambino o Palazzo del Bambino, è il più importante dei Sei Visceri Straordinari e,
come tale, presiede anatomicamente alle mestruazioni, al concepimento e alla gravidanza.
La sua condizione di Viscere straordinario (alle condizioni di Viscere si accompagnano
condizioni di Organo) gli consente di conservare il Sangue ed il Feto durante la gravidanza,
espellere il Sangue durante le mestruazioni ed espellere il Neonato al momento del parto.
La reciproca influenza di jing, Qì e Sangue nella riproduzione e nella fisiologia femminile è
ulteriormente evidenziata dallo stato dei due Meridiani straordinari più fortemente
coinvolti, il Ren Mai e il Chong Mai, strettamente legati e dipendenti dallo stato dei Reni.
Entrambi scorrono nell’Utero, fornendo rispettivamente Qì e jing il Ren Mai e Sangue il Chong
Mai.
Il Chong Mai è detto il Mare dei Meridiani ed anche il Mare del Sangue. Il So Wen al capitolo
60 lo definisce il “vaso crocevia (Chong), che alimenta i Cinque Organi e i Sei Visceri”. È
crocevia in quanto collega Mingmen, crogiolo di deposito del Soffio ancestrale, con lo
Yangming, che è all’origine del Soffio acquisito; rappresenta il passaggio attraverso cui si
superficializza il Qì dei Reni (infatti, sull’addome duplica il percorso del meridiano di Reni.
Nello sviluppo embrionale il Chong Mai è la prima struttura energetica a comparire e ad
organizzare l’embrione e quello che sarà il futuro essere. Insieme al Dai Mai è responsabile
della struttura del corpo, delle funzioni di entrata nella vita, degli Organi e dei Visceri e
dell’apparato della riproduzione (Kespì).
Se il jing dei Reni è forte ed abbondante, anche Ren Mai e Chong Mai saranno forti e l’Utero
sarà adeguatamente fornito di jing e Sangue e, così, mestruazioni e gravidanze saranno
normali. Un’alimentazione scorretta, una vita sregolata e densa di eccessi, in specie quelli
sessuali (o alto numero di aborti per le donne) sono fra le cause di un debole jing congenito.
Un jing congenito debole o scarso, a sua volta, è spesso causa della incapacità dell’uomo e
della donna di concepire, ed in particolare per la donna di sostenere la gravidanza. Il jing
debole non ce la fa a sostenere questa importante trasformazione, i due Meridiani
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il sangue nell’ottica della Medicina Tradizionale Cinese
straordinari saranno vuoti e l’Utero non sarà rifornito correttamente di jing e Sangue, quindi
si possono avere parti prematuri, o incapacità di concepire, alterazioni delle mestruazioni,
sterilità, ecc.
Il Fegato, Chong Mai e Ren Mai sono i responsabili della fisiologia delle mestruazioni, per la
quale il Sangue deve essere abbondante e fluire adeguatamente (per azione del Qì). Durante
i 28 giorni del ciclo mestruale, corrispondente al ciclo delle fasi lunari (in cinese il ciclo
mestruale si chiama ciclo della luna) il Chong Mai si riempie gradualmente di Sangue. Al 28°
giorno trabocca e c’è la mestruazione, se prima non c’è stato il concepimento. Se a metà
ciclo (al 14° giorno) avviene il concepimento, allora il Chong Mai non riesce più a riempirsi,
perché quel Sangue servirà, attraverso il cordone ombelicale, a nutrire il Feto. Viene così
fermato a livello dell’Utero, dove viene utilizzato per 10 mesi lunari di 28 giorni. Al decimo
ciclo, anziché esserci la mestruazione ci sarà il parto. Il parto è anche emissione di Sangue e
Liquido amniotico, con conseguente svuotamento di yin. Lo yang nascente mette in moto
l’eccesso di yin , l’energia fa circolare il Sangue e la porta dell’Utero si apre. Con i parti
prematuri potrebbe esserci o un eccesso di yang, che spinge fuori troppo presto o una
carenza di yin, che non riesce a sostenere, a contenere, per cui c’è un cedimento. Dopo il
parto il Chong Mai riprenderà a riempirsi.
Anche il Du Mai, come Mare dei Canali yang, partecipa con lo yang a questo processo
apportando Calore per l’ovulazione. Infatti, lo yang prima delle mestruazioni sale per
prepararsi a mobilizzare il Sangue. Inoltre, il Du Mai è legato al Cielo anteriore, è l’armatura
assiale che costituisce la regola del nascituro.
Una difficoltà funzionale durante la gravidanza fa pensare di più ad un problema sul Ren Mai,
perché il Ren Mai porta Qì e jing e sostiene tutte le funzioni, anche sotto il profilo endocrino
(aumento di progesterone, crescita placentare, ecc). Una carenza di Liquido amniotico o un
cattivo nutrimento del Feto deve far pensare più ad una carenza del Chong Mai, perché
questo porta Sangue e nutrimento all’Utero e al Feto e si occupa delle variazioni
morfologiche gravidiche uterine e generali. Se il Chong Mai materno è debole il corpo della
donna al termine della gravidanza non torna più come prima.
L’Utero è dotato di un suo canale specifico, il bao mai, ed un collaterale , il bao luo, che,
raccogliendo il Sangue del Chong Mai ed il Qì del Ren Mai e portandoli all’Utero, realizzano il
compito straordinario dell’Utero, che è quello di ricevere l’Essenza jing e di trasformarla in
gravidanza, attraverso la Yuan Qì, che innesca tutte le trasformazioni. Se questo non si
realizza a causa della mancata fecondazione, allora si attiva la funzione escretrice dell’Utero
con il Sangue mestruale. Tale funzione è realizzabile proprio per le strette relazioni
dell’Utero con Chong Mai e Ren Mai, che consentono che tutto ciò avvenga. Partendo dalla
zona dell’Utero, essi stringono stretti rapporti con gli altri organi e regolano quel delicato
meccanismo di oscillazione del Sangue e Qì, yin e yang, che consente e scandisce il ciclo
mestruale e la maternità.
La nascita del bambino è un passaggio dallo yin allo yang, dalla profondità alla superficie. La
componente energetica che viene ad essere interessata in questo suo affioramento in
superficie è il taiyang di Vescica. Durante la fuoriuscita, con il suo giusto posizionamento il
bambino effettua tutto il percorso del taiyang fino al 67BL (la cui stimolazione favorisce il
posizionamento per la fuoriuscita), allorché si ha l’espulsione.
Il Chong Mai è strettamente connesso anche allo Stomaco, perché emerge nel punto 30ST (Qi
Qhong), che è il punto superiore del Mare del Cibo. La relazione del Chong Mai sia con l’Utero
che con lo Stomaco spiega la nausea in gravidanza: questa è legata al Qi Ni del Chong Mai, che
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angiolino ferraro
il sangue nell’ottica della Medicina Tradizionale Cinese
deriva dai profondi cambiamenti in atto nell’Utero nei primi tre mesi di gravidanza. Nelle
donne che presentano sintomi molto gravi di nausea e vomito per più di tre mesi è presente
di solito una condizione preesistente di Qi NI del Chong Mai (Maciocia).
Alla menopausa il Sangue che si riversava nel Chong Mai non è più sufficiente, perché c’è un
calo nella sua produzione, non è più abbondante; anche Ren Mai sarà in vuoto di jing ed
anche la Ying Qi è carente. La causa di tutto questo è la riduzione della Yuan Qi, che dalla
nascita inizia a decrescere fino al punto in cui la donna non è più in grado di riprodursi.
Questo causa la riduzione delle funzioni dell’apparato genitale.
Le prime strutture che vanno in vuoto sono proprio i Meridiani straordinari, che sorreggono i
meccanismi deputati alla riproduzione. Il concetto è che se Sangue, jing e Qì sono scarsi,
l’organismo le risparmia dal meccanismo riproduttivo privilegiando la sopravvivenza.
Da questo breve escursus sulla importanza del Sangue nella riproduzione, si evince come
tutta la fisiologia femminile e la gravidanza siano fenomeni estremamente complessi ed
affascinanti, che la MTC ha molto studiato ed approfondito. Queste antiche conoscenze nelle
mani di persone esperte, coscienziose e competenti possono essere di notevole ausilio per il
trattamento della sfera femminile e della gravidanza ancora oggi nel terzo millennio.
Generare il latte materno
Alle funzioni del Sangue possiamo ascrivere la produzione del Latte materno, in quanto
questo deriva da una sua trasformazione. Infatti, durante il periodo dell’allattamento, il
Sangue, che dovrebbe affluire al Chong Mai e all’Utero per generare le mestruazioni e
garantire la funzione riproduttiva, viene trasformato in latte e per questo motivo sia le
mestruazioni che la funzione riproduttiva sono assenti durante l’allattamento.
Dopo il parto il Sangue, che è servito per tutto il periodo della gravidanza a nutrire il Feto,
abbiamo detto, riprende a ricaricare il Chong Mai. Al di là della visione più metafisica, c’è
l’aspetto dell’anatomia energetica del Chong mai, che spiega in qualche modo la
trasformazione del Sangue in Latte materno. Questo Meridiano straordinario nel suo
percorso sul tronco, dove si sovrappone al percorso dello Zu Shaoyin di Reni, arrivato al petto
si sfiocca in molti rami, che vanno a interessare tutta l’area e si crea una stretta connessione
con il Polmone e le mammelle. Qui il Sangue si arricchisce del Soffio del petto e il Polmone lo
tinge di bianco (colore del Metallo/stadio di Trasformazione dell’energia di Polmone) e lo
dirotta verso le mammelle, per nutrire il Neonato, per il quale fino al momento prima del
parto il Sangue rappresentava il suo nutrimento.
Inoltre, come ricorda Maciocia, il Chong Mai è il Mare dei dodici Meridiani principali e
interessa anche i canali luo e come Mare del Sangue interessa in particolare i canali luo del
Sangue. Le mammelle sono fittamente percorse dai luo e questo fa sì che il Sangue del Chong
Mai irrori abbondantemente le mammelle e sia quello più interessato nella sua
trasformazione in Latte materno.
Altre osservazioni consentono ulteriori approfondimenti sul tipo di Sangue che viene
trasformato in latte. L’Utero è il contenitore del Sangue mestruale e il Chong Mai, in virtù del
suo percorso, si permea in esso di questo Sangue. Per quanto è stato appena scritto sulle
caratteristiche del Chong Mai per essere il Mare del Sangue, di controllare i canali luo e di
essere responsabile della produzione del latte dopo il parto, possiamo considerare il Latte
materno come una trasformazione diretta del Sangue mestruale. Infatti, le mestruazioni
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il sangue nell’ottica della Medicina Tradizionale Cinese
sono assenti dopo il parto, il Sangue mestruale si trasforma in latte e fuoriesce dal capezzolo
con la suzione del neonato. L’intestino del bambino non è ancora pronto a digerire gli
alimenti, ha bisogno ancora di Sangue e lo riceve attraverso il Latte materno, che nella MTC
è, dunque, paragonabile al Sangue. Quando finisce l’allattamento il Chong Mai si riempie
normalmente e ricominciano i cicli mestruali. Dire che Chong Mai si riempie di Sangue è da
intendersi in chiave puramente energetica.
Se il Qi del Chong Mai ristagna dopo il parto, il latte potrebbe non fuoriuscire. Questa è una
condizione di agalattemia da eccesso; ovvero, il latte è presente , ma è difficile la secrezione,
perché non c’è la spinta del Qi. Se, all’opposto, c’è un Vuoto di Sangue, perché ad esempio il
Sangue del Chong Mai è in deficit, il latte potrebbe non essere prodotto, in quanto non c’è
abbastanza Sangue da essere trasformato: questa è una causa di agalattemia da deficit e va
trattata come una carenza di Sangue. Altri casi di agalattemia o ipogalattemia possono, ad
esempio, essere dovuti ad un parto, in cui ci sia stata una grossa perdita di Sangue, oppure
perché trattasi di una donna che già di per sé ha una carenza di Sangue (colorito pallido,
pochi peli, freddolosità, mestruazioni scarse o ritardate con Sangue pallido), o perché la
persona mangia poco e male. Questa persona durante la gravidanza non avrà abbastanza
Sangue per nutrire se stessa, trasformare l’Utero e tutto il sistema e nutrire anche il Feto e,
quindi, dopo il parto, avrà poco o niente latte.
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angiolino ferraro
il sangue nell’ottica della Medicina Tradizionale Cinese
RUOLO DEGLI ZANG
NELLLA CIRCOLAZIONE DEL SANGUE
Vento e Calore sono due energie, che dominano nel Sangue, il quale circola, perché c’è
l’effetto del Vento che lo spinge, ed il Calore che gli permette di nutrire e riscaldare. Il
Sangue circola in tutto il corpo, irrora, nutre ed umidifica.
La sua circolazione è strettamente legata a quella del Qi e questo frammischiare, questa
assoluta mescolanza, fa sì che il Sangue circoli anche all’interno dei Meridiani e il Qi
all’interno dei Vasi. Vi sono dei Meridiani che contengono più Sangue che Energia e altri con
più Energia (De Bernardinis). Questo permette la visione di un panorama di relazioni
funzionali, che il Sangue stabilisce, che sono in grado di fornire una totale integrazione delle
funzioni del corpo, delle emozioni, delle attività mentali, dei tessuti, degli organi di senso e
delle influenze dall’esterno.
La sua circolazione incessante nel corpo avviene grazie alle funzioni degli Zang, che, come
Organi Interni, hanno fra le loro principali funzioni il movimento delle Cinque Sostanze Vitali.
Il Polmone, Maestro del Soffio, raccoglie, purifica, diffonde e fa discendere.
Il Polmone (per la MTC non è un Organo doppio come i Reni) muove il Qì per tutto il corpo: si
dice che il Soffio avanzi di tre cun ad ogni inspirazione e di tre cun ad ogni espirazione. Esso
raccoglie tutta la evaporazione dei liquidi, che arriva dal metabolismo generale, ne estrae
nuova Essenza più pura, la raffredda e condensa come le nuvole condensano in cielo, e la
diffonde come la pioggia che ricade dal cielo. Dato che il Polmone è il Maestro del Soffio ed il
Soffio, che circola nei Vasi e nei Meridiani, è essenziale per aiutare il Cuore a far circolare il
Sangue, anche il Polmone contribuisce alla circolazione del Sangue. Ma non solo:
governando tutta la circolazione del Qi e viaggiando lo Ying Qi (Soffio nutritivo) a stretto
contatto con il Sangue all’interno dei Vasi, il Polmone acquista una doppia valenza nella
circolazione e nel controllo dei Vasi. Disturbi in questa sua funzione si possono ripercuotere
anche sulla termoregolazione con malattie febbrili e sul controllo dei Vasi sanguigni.
Bloccando questo flusso di Qì si impedisce la circolazione del Sangue, che esaurisce così il Qì.
Quando i muscoli non sono attivi e i Vasi non possono pulsare, il Sangue non circola. Questo
succede quando, per esempio, le persone, costrette a letto per un lungo periodo di tempo,
sviluppano ulcere da stasi o piaghe da decubito. La mancanza di attività conduce a ristagno
di Sangue e Umidità, che a sua volta provoca la degenerazione e morte dei tessuti.
Il Cuore governa il Sangue e i Vasi e alloggia lo shen.
Nella fisiologia occidentale il Cuore è la pompa che spinge il Sangue nei Vasi e la sua
struttura anatomica, nonché la sua fisiologia, spiegano ampiamente questa sua importante
funzione. In MTC presiede al governo della circolazione ematica: nel corso dei millenni,
infatti, il Cuore è stato sempre riconosciuto come “l’Imperatore” della circolazione.
Naturalmente ci sono altre sue funzioni importanti, quali la residenza dello shen, il controllo
della sudorazione, il controllo del colorito della carnagione ed altro, che in questo contesto
non prendiamo in esame.
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angiolino ferraro
il sangue nell’ottica della Medicina Tradizionale Cinese
La Milza trattiene il Sangue all'interno dei Vasi.
Alla funzione di trasporto di Milza è legato il trasporto del Sangue e dei Jin Ye. È vero che il
tessuto cardiovascolare è controllato dal Cuore, ma è pur vero che quello che circola dentro
è sotto il controllo della Milza. Siccome ciò che scorre nei Vasi deve essere ben mantenuto,
perché se i Vasi cedono il Sangue non scorre più, è la Milza che garantisce che i Vasi siano
ben tonici e senza cedimenti. Oltre che svolgere un ruolo estremamente importante nella
genesi del Sangue, la Milza svolge, quindi, un ruolo di mantenimento del Sangue nei Vasi. Il
Nan Jing (Classico delle difficoltà) nel capitolo 42, dice “La Milza è incaricata di tenere il
Sangue”, in particolare compete al Qì della Milza di svolgere questa funzione. Se il Qì della
Milza è copioso e di buona qualità, il Sangue circolerà normalmente e rimarrà nei Vasi. In un
disordine delle funzioni di Milza si può avere la mancata salita di Qì e l’incapacità di
controllare il Sangue e, quindi, possibilità di emorragie verso il basso con carattere di Vuoto
energetico, come sanguinamenti uterini, vescicali e intestinali.
Il Fegato accumula e rilascia il Sangue in base alle necessità.
È il grande magazzino “intelligente”, perché svolge un ruolo molto attivo nella
armonizzazione della circolazione del Sangue, sempre pronto ad accogliere il Sangue quando
non serve (riposo) e sempre pronto a rilasciarlo quando serve (attività). Poiché il Sangue non
è mai fermo, ma circola costantemente, e poiché il Qì lo segue inseparabilmente nella sua
corsa, il Fegato distribuisce equamente tutte le risorse, assicurando la continuità del flusso
armonioso.
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il sangue nell’ottica della Medicina Tradizionale Cinese
INTERRELAZIONI DEGLI ZANG
CON LE FUNZIONI DEL SANGUE
Poiché il corpo umano è considerato in MTC come una unità integrata è chiaro che vengono
a crearsi delle correlazioni tra gli Organi anche per quanto riguarda le funzioni del Sangue,
come in parte abbiamo visto sopra nello studio dei processi della sua formazione.
Cuore e Polmone
Il Cuore governa il Sangue e il Polmone governa il Qì, per cui la relazione che si stabilisce tra
Cuore e Polmone è la relazione che esiste tra Qì e Sangue, che dipendono mutualmente l’uno
dall’altro. Il Sangue necessita della forza del Qì per circolare, mentre il Qì necessita del
Sangue come veicolo liquido per circolare in tutto il corpo. Si può riscontrare anche con una
certa frequenza che il Qì di Polmone ed il Qì di Cuore siano carenti, essendo strettamente
correlati ed entrambi situati nel torace. Lo Zong Qì che si raccoglie nel torace influenza sia le
funzioni di Cuore che le funzioni di Polmone e la circolazione del Qì e del Sangue.
Cuore e Fegato
Le relazioni tra Cuore e Fegato dipendono dalla influenza che entrambi hanno sul Sangue: il
Cuore lo governa, mentre il Fegato lo conserva e ne regola il volume e la distribuzione.
Inoltre, tra Fegato e Cuore esiste un rapporto madre-figlio nelle Cinque Trasformazioni: un
deficit del Sangue di Fegato può causare un deficit del Sangue di Cuore, perché non viene
accumulato abbastanza Sangue dal Fegato per poter nutrire il Cuore.
Polmone e Fegato
Come la relazione tra Cuore e Polmone, anche la relazione tra Polmone e Fegato riflette la
relazione tra Qì e Sangue: Polmone governa il Qì e Fegato regola e accumula il Sangue. Esiste
anche una reciproca influenza tra il Qì di Polmone che discende ed il Qì di Fegato che sale.
Questo rapporto se corretto e fluido consente a sua volta lo svolgersi della corretta relazione
tra Qì di Polmone e Sangue.
Fegato e Milza
Anche quì ci sono stretti rapporti, perché come abbiamo visto entrambi contribuiscono alla
formazione del Sangue (Fegato con il portare i solidi al Cuore e Milza massicciamente con la
Gu Qì). Inoltre, il libero flusso e la direzionalità verso l’alto del Qì di Fegato aiuta la funzione
di trasformazione della Milza e di sostegno verso l’alto dei liquidi, utile nella funzione di
formazione del Sangue oltre che nel metabolismo generale dell’organismo.
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angiolino ferraro
il sangue nell’ottica della Medicina Tradizionale Cinese
Fegato e Reni
La relazione tra Fegato e Reni è basata sul reciproco scambio tra Sangue e jing: Il Sangue del
Fegato nutre e rifornisce il jing dei Reni, che a sua volta contribuisce alla produzione del
Sangue attraverso la yuan qi. Si dice che ”il Fegato e i Reni hanno un’origine comune e che il
jing e il Sangue hanno una sorgente comune”. Tra l’altro ci troviamo con due elementi
contigui in rapporto madre-figlio. Un deficit di jing può portare un deficit di Sangue e un
deficit del Sangue di Fegato può causare una debolezza del jing dei Reni, al quale verrebbe a
mancare il nutrimento del Sangue. Tra Fegato e Reni la relazione è di particolare importanza
in ginecologia: il Fegato rifornisce di Sangue l’Utero, mentre i Reni sono l’origine della Tian
Gui, che è la sostanza da cui deriva il Sangue mestruale. Inoltre, sono rispettivamente
collegati con il Chong Mai e con il Ren Mai. Quindi, la relazione tra Fegato e Reni è di estrema
importanza nella regolazione del Ciclo mestruale.
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angiolino ferraro
il sangue nell’ottica della Medicina Tradizionale Cinese
GLI SQUILIBRI YIN YANG
La disarmonia yin/yang può voler significare una condizione di eccesso di yang, ma anche una
condizione di carenza di yin; quindi, lo stesso sintomo può essere la conseguenza di due
cause diverse.
Nella tabella seguente sono riportate le diverse condizioni, che possono dare origine a
sindromi diverse. La sua sinteticità consente anche di inquadrare correttamente le turbe del
Sangue in generale e le loro relazioni in base al rapporto yin/yang.
Sindromi da squilibri yin/yang
livello
di
equilibrio
vuoto
di
vuoto
di
yin
yang
eccesso
di
yin
eccesso
di
yang
carenza
di
sangue
Il Fuoco interno è il risultato della disarmonia dello yin e dello yang degli Zangfu. L’eccesso di
yang genera eccesso di Fuoco e si manifesta attraverso i sintomi provocati dalle modificazioni
patologiche del Fuoco degli Zangfu, coinvolti in quello squilibrio. Come fattore patogeno lo
yang esprime fortemente la sua tendenza a salire, colpendo la pelle (ecchimosi, rossori, ecc.),
le parti superiori del corpo e la testa in particolare.
A seconda degli Organi e Visceri coinvolti nello squilibrio, i primi ad essere coinvolti nelle
manifestazioni patologiche sono gli orifizi, attraverso cui gli Organi interni si aprono
all’esterno. Così, possiamo avere che lo squilibrio di Fuoco di Fegato causa rossore e gonfiore
agli occhi, il Fuoco di Cuore ulcerazioni sulla lingua, il Fuoco di Stomaco e Milza ulcerazioni
della bocca, il Fuoco di Polmone bruciore alla gola e tosse con tracce di Sangue. Con la
liberazione del Calore, anche lo shen dà luogo a delle manifestazioni, in quanto viene
aggredito dal Calore sprigionato e causa insonnia, irrequietezza e agitazione in generale.
La carenza di liquidi si può riverberare sulla componente liquida del Sangue e causare
contemporaneamente sia la liberazione del Vento che del Calore. Inoltre, il Calore liberato
può seccare i liquidi e causare urine scarse e scure e feci secche.
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angiolino ferraro
il sangue nell’ottica della Medicina Tradizionale Cinese
Ma il Fuoco interno, come detto sopra, non è solo eccesso di yang, ma anche carenza di yin,
chiamato “Fuoco vuoto”. Apparentemente i sintomi da Fuoco vuoto possono trarre in
inganno, lo yang sembra in eccesso, ma non è vero. L’equilibrio turbato permette alla
componente yang di primeggiare nell’esplicazione delle sue funzioni e dare l’impressione con
quella sintomatologia di essere in eccesso, ma non è così. La sintomatologia comprende
febbricola serotina, sudorazione notturna, calore ai Cinque Centri, ecc.
Il comprendere le differenze sintomatologiche tra le due espressioni del Calore interno è
importante, soprattutto per la differenza di impostazione terapeutica. Così, nel Fuoco
interno si possono usare, ad esempio, le caratteristiche rassodanti, indurenti e tendenti
verso il basso e l’interno del sapore amaro per contrastare la mobilità , il dinamismo e la
tendenza ad ammorbidire del Fuoco; mentre, per il Fuoco vuoto si va a nutrire e a favorire lo
yin con cibi di sapore acido, che per la loro capacità di essere trattenenti, retraenti e
condensanti, trattengono i liquidi, riducono le secrezioni, nutrono e favoriscono lo yin.
Nella tabella seguente si propone un quadro riassuntivo delle sintomatologie del Calore,
raggruppate come Eccesso di yang e come Carenza di yin:
Squilibri
Organo
Cuore
Manifestazioni patologiche
(shen agitato)
→Insonnia, irrequietezza, irritabilità, agitazione,
→scatti d'ira
Fegato
→Occhi rossi, dolenti e gonfi; bocca amara;
→Lingua con bordi rossi
→Cefalea, irritabilità, propensione agli scatti d'ira
Stomaco
→Ulcere della bocca, sete, dolore epigastrico
→Gonfiori e dolori alle gengive
→Patina linguale (induito) spessa, secca e gialla scura
Polmone
→Gola secca e bruciante
→Tosse con tracce di Sangue, catarro giallo denso
Cuore
→Calore ai Cinque centri (palme delle mani, piante dei
Eccesso
→Ulcerazioni della bocca e della lingua
→Punta rossa della lingua
yang
Carenza
yin
piedi, torace)
Fegato
→Vampate di calore, febbricola serotina
→Sudorazione notturna, gola secca, occhi secchi
Reni
→Vertigini, acufeni
→Lingua rossa e senza patina
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angiolino ferraro
il sangue nell’ottica della Medicina Tradizionale Cinese
GLI SQUILIBRI DI VENTO E CALORE
Diamo un’occhiata più da vicino alle caratteristiche di queste due energie intrinseche al
Sangue, che come uno specchio riverberano le caratteristiche delle energie cosmiche Vento
e Calore.
I Soffi della Natura influiscono sempre la vita del Microcosmo Uomo, che è capace di
adattarsi ai loro cambiamenti, ma quando questi divengono patogeni, eccessivi
(Manifestazioni Perverse), si perde la predominanza del Soffio corretto, si perde l’equilibrio;
il Microcosmo viene aggredito e nell’Uomo si creano le malattie. Quando si verificano
squilibri interni del nostro organismo (soprattutto squilibri degli Zangfu, che stravolgono
l’equilibrio yin/yang), a testimonianza che il Soffio è unico, le manifestazioni rispecchieranno
le manifestazioni dei Sei Soffi e, quindi, si parlerà di Vento interno e di Calore interno.
Vediamo in sintesi le caratteristiche generali, che possono essere comuni sia alle
caratteristiche di Vento e Calore esterno, sia alle caratteristiche di Vento e Calore interno:
 Il Vento è una energia yang, che porta tutto verso l’alto e verso l’esterno, caratterizzato
dal movimento erratico, violento e discontinuo. Provoca sintomi con le stesse
caratteristiche, perché entra nella persona e imprime tutte le sue caratteristiche (dolori
vaganti, pruriti improvvisi); come arriva improvviso così improvvisa è la sua scomparsa.
 E’ anche capace di veicolare le altre energie, per cui si parla di Vento-Calore, VentoUmidità, Vento-Freddo, ecc. Il Vento, come fattore climatico esterno, apre e fa scorrere,
spazza via tutto, anche il Wei Qi, che a sua volta controlla l’apertura dei pori della pelle,
quindi controlla la sudorazione, la termoidratazione, ecc.
 Il Vento interno è associato alle disarmonie del Fegato, che a sua volta è responsabile del
movimento del Soffio e del Sangue. Ha origine, quindi, da cause molto diverse rispetto al
Vento esterno ed anche le manifestazioni sono diverse. Una delle situazioni che può
creare la liberazione del Vento del Sangue è la carenza di liquidi nell’organismo, che
comporta anche una carenza della parte liquida del Sangue, il quale, a sua volta, non
riesce a tenere radicato il Vento. Anche la Canicola e le forti febbri possono causare
Vento interno, o Vento del Fegato. Maciocia fa un bell’esempio con il vento causato
dall’incendio di una grande foresta.
Sintetizzo e metto a confronto le sintomatologie da Vento esterno e da Vento interno nella
seguente tabella:
Sintomatologie da Vento esterno
Sintomatologie da Vento interno





















Timore del Vento
Febbre con sudorazione
Variazioni improvvise e irregolari dei sintomi
Sintomi erranti
Vertigini
Spasmi muscolari, convulsioni
Anche rigidità o paralisi
Interessamento della testa (cefalee) e della
superficie del corpo (colpisce la pelle)
Causa pruriti
Colpisce il Polmone
55
Offuscamento
Intorpidimento
Vertigini
Tremori
Convulsioni
Spasmi agli arti
Tic e irritabilità
Colpo apoplettico (colpo di Vento)
Emiplegia
Occhi, bocca e lingua deviati
Colpisce il Fegato
angiolino ferraro
il sangue nell’ottica della Medicina Tradizionale Cinese
Anche per il Calore, si può parlare di Calore esterno e Calore interno, ma si parla anche di
Fuoco, termine che ricade nel senso generale di Calore. Del Fuoco, poi, si parla in termini di
Fuoco Giovane o Fuoco Minore, e Fuoco Patologico o Fuoco Esuberante. In questo lavoro
vengono adottati i termini in uso alla IESO Academy: si parla di Calore (Re) per indicare
l’eccesso climatico esterno, si parla di Canicola (Shu) per indicare il massimo grado di Calore
estivo, si parla di Fuoco Giovane (Shao Huo) per indicare il Calore metabolico fisiologico
dell’organismo, chiamato anche Fuoco ministeriale o Fuoco del Mingmen, e si parla di Calore
interno (Huo) o Fuoco interno per indicare il Fuoco eccessivo, che divampa, per la disarmonia
yin/yang degli Zangfu. Calore e Fuoco hanno ovviamente la stessa natura (calda) e
condividono caratteristiche simili. Tuttavia, esistono importanti differenze nelle loro
manifestazioni cliniche, nelle complicanze e nel trattamento. Un esempio semplice, ma
significativo, proposto da Maciocia, è dato dallo Stomaco, in cui la presenza di Calore può
causare sete, mentre il Fuoco provoca sanguinamento, poiché il Fuoco si sposta verso l’alto
più del Calore e agita il Sangue, provocando sanguinamenti.
Mi sembra interessante proporre anche uno specchietto di Maciocia, che mette a confronto
per alcune caratteristiche il Calore interno (eccesso di yang) e il Calore vuoto (carenza di yin).
Caratteristica
Fuoco interno (eccesso yang)
Fuoco vuoto (carenza yin)
Sensazione di calore
Costante
Di pomeriggio o alla sera
Sete
Intensa, costante
Alla sera e di notte
Bocca secca
Costante
Di notte
Bocca amara
Presente
Assente
Shen
Agitazione interna
Irrequietezza vaga e lieve di sera
Lingua
Rossa con patina gialla scura
Rossa senza patina
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angiolino ferraro
il sangue nell’ottica della Medicina Tradizionale Cinese
GLI SQUILIBRI SOFFIO/SANGUE
Nelle relazioni tra Soffio e Sangue abbiamo visto che queste due Sostanze Vitali sono
strettamente interdipendenti fra di loro. Se non sono in equilibrio, si dice che “possono
intercorrere le cento malattie”.
Possono concorrere allo instaurarsi dello squilibrio Soffio/Sangue cause di malattia esogene,
come i Sei Eccessi (fattori patogeni esterni, o fattori climatici), alimentazione, traumi,
epidemie, ecc., ma anche cause endogene, come i Sette Sentimenti e gli accumuli di Sangue.
Le cause di questi squilibri possono trovare il loro momento iniziale a volte nel Soffio e a
volte nel Sangue ed, inoltre, esiste sempre la relazione tra i due anche nel processo
patologico, che si instaura. Per dirla con un aforisma del medico cinese Shen Zhai Su : “I
disagi del Soffio danneggiano il Sangue, mentre i disagi del Sangue danneggiano il Soffio".
Abbiamo, quindi, da un lato il Soffio che interviene pesantemente con i suoi squilibri a
danneggiare lo stato del Sangue e, viceversa, dall’altro lato le sindromi del Sangue, che
influenzano fortemente lo stato del Soffio. Per poter fare una disamina sulle relazioni, che
stabiliscono poi i quadri morbosi di queste due Sostanze Vitali, è opportuno suddividere le
varie sindromi, che si vengono a stabilire, secondo il seguente prospetto, e vedere poi per
ognuna di esse la situazione sintomatologica che si presenta.
Inoltre, la messa a confronto delle varie sintomatologie, connesse ai quadri clinici, ci
consente di capire cosa (e come) succede nel meccanismo fisiologico per arrivare alle
manifestazioni dello squilibrio causato. Questo ci permetterà di ragionare anche sugli
approcci terapeutici, che poi ne devono conseguire.
QUADRI CLINICI
Deficit di Soffio e Sangue
Deficit del Soffio e stasi di Sangue
Stasi di Soffio e Sangue
Manifestazioni del QìNi di Soffio e Sangue
(l’andar controcorrente)
 Il Soffio non trattiene il Sangue
 Collasso del Soffio e del Sangue




Dal momento che la produzione del Soffio è determinata prevalentemente da Polmone,
Milza e Reni, il suo deficit si riferirà principalmente a questi tre Organi. Il quadro dei Deficit
di Sangue si riferirà, invece, più direttamente agli Zangfu, che partecipano alla sua
formazione sia con l’apporto di liquidi e solidi sia con l’apporto di Soffio. Ci possiamo, quindi,
riferire più direttamente al Fegato, alla Milza, al Rene e al Polmone, che abbiamo visto
essere i principali produttori, i cui squilibri si possono riverberare con manifestazioni a livello
del Sangue.
Nelle tabelle seguenti ho elencato i quadri sintomatologici, in modo di poter fare un
confronto più diretto fra sindromi correlate del Soffio e del Sangue.
57
angiolino ferraro
il sangue nell’ottica della Medicina Tradizionale Cinese
Deficit di Soffio, deficit di Sangue e stasi di Sangue
Ho riunito in questa tabella due sindromi diverse:
 La sindrome da Deficit di Soffio e Sangue;
 La sindrome da Deficit di Soffio e Stasi di Sangue*.
Queste, avendo in comune la sintomatologia da Deficit di Soffio, insieme possono meglio
offrire un quadro delle correlazioni e delle differenze esistenti fra di loro.
Sintomi deficit del Soffio
Sintomi deficit di Sangue
Sintomi da stasi di Sangue

















Astenia
(sintomo caratteristico)
Carnagione giallastra
Respiro corto
Voce debole
Perdita dell’appetito
Distensione epigastrica e
addominale
Feci molli o perdita di
forza nell’evacuare
Lingua pallida, gonfia


Carnagione pallida
Labbra e unghie opache
Palpitazioni
Vertigini
Intorpidimento alle mani e
ai piedi
Mestruazioni
scarse,
posticipate o amenorrea
Lingua pallida
Dolore
Gonfiore
Labbra e unghie violacee
Lingua viola
*Il segno caratteristico di questa
sindrome è il peggioramento dei
segni da stasi dopo uno sforzo
fisico. Infatti, la fatica porta a
livello critico il Qì, che è già in
difetto, riducendo la sua forza
propulsiva e, quindi, peggiorando
la stasi.
Stasi di Soffio e Sangue:
La stasi di Soffio e Sangue è dovuta alla perdita
di equilibrio del Soffio negli Zangfu. Il
responsabile principale di questo squilibrio è il
blocco del Qì del Fegato dovuto a cause
emozionali. La stasi di Qì di Fegato, se perdura
nel tempo, conduce alla stasi di Sangue. Freddo
e Calore possono anch’essi condurre alla stasi: il
Freddo congelando Qì e Sangue, mentre il
Calore consumando il Sangue (R. Crepaldi).
Sintomi da stasi di Soffio e Sangue
 Distensione, dolore, oppressione a livello
toracico e addominale;
 Dolore episodico che peggiora con la
pressione;
 Ansia e depressione;
 Mestruazioni scarse e dolorose con coaguli
di Sangue;
 Lingua violacea.
Secondo alcuni Autori (Yuen, 2002) una delle cause dell’invecchiamento è legato all’intossicazione
che causa Stasi di Qì e Xue. Aforisma: “Se il Qì ristagna, il Sangue si congela”.
Soffio e Sangue controcorrente:
Sintomi che ascendono:
Sangue e Soffio in movimento
controcorrente sono il segno di
confusione
e
caos
nel
meccanismo di salita e discesa,
entrata e uscita del Soffio degli
Zangfu.
Il riflusso del Soffio e del Sangue
nel Polmone è dovuto ai Sei
Eccessi, nel Fegato ai Sette
Sentimenti e nella Milza a
disordini alimentari (R. Crepaldi).
↑
Sintomi che discendono:
↓
58





Epistassi (Fegato)
Ematemesi (Stomaco)
Emottisi (Polmone)
Sanguinamento (Reni)
Ictus (Vento)


Emafecia (Milza)
Sanguinamento uterino
(Milza)
angiolino ferraro
il sangue nell’ottica della Medicina Tradizionale Cinese
Soffio che non contiene il Sangue:




Il quadro sintomatologico è dominato da uno
squilibrio del Soffio della Milza, che non
trattiene il Sangue nei Vasi. Anche il Qì di
Polmone fornisce il Qì necessario ai Vasi
sanguigni.
Questa relazione tra Soffio e Sangue è espressa bene dall’aforisma: “Il Qì è il comandante del Sangue
e il Sangue è la madre del Qì”, che ho già citato. Si possono avere sviluppi patologici gravi se il
sanguinamento dura diversi anni: Deficit di Sangue, Deficit di Qì o di entrambi (Maciocia).
Emorragie
Sangue nelle feci
Ematuria
Stillicidio mestruale nella donna
Collasso di Qì e Sangue
Il quadro sintomatologico è dovuto in genere ad
una grave emorragia, che può presentarsi in un
quadro di Deficit cronico di Soffio, oppure può
comparire in forma improvvisa ed acuta, come
ad esempio nel trauma o a seguito di una
sudorazione prolungata e profusa.





59
Pallore
Freddo alle estremità
Sudorazione profusa
Vertigini, stordimento, palpitazioni
Sincope
angiolino ferraro
il sangue nell’ottica della Medicina Tradizionale Cinese
LE TURBE DEL SANGUE
Abbiamo visto, fra le funzioni del Sangue, che una sua importante caratteristica è quella di
mantenere l’equilibrio yin/yang; inoltre, come ho accennato, se questo equilibrio non è
mantenuto può scaturire tutta una serie di manifestazioni, che traggono origine dalla
liberazione delle sue energie costitutive, Vento e Calore. Si delinea così una lunga serie di
quadri nosografici o sindromi, che per comodità descrittive possono essere raggruppati in
cinque grandi gruppi:




Vuoto di Sangue
Stasi di Sangue
Calore nel Sangue
Umidità-Calore nel Sangue
 Impurità del Sangue
Vuoto di Sangue
Oltre a nutrire il corpo, il Sangue è considerato la sostanza base dell'attività emotiva, perché
lo shen è costantemente radicato in esso, e, pertanto, nei Vuoti di Sangue (ad esempio da
ipoalimentazione) si avranno spesso, insieme a danni fisici (cute secca, pallida, screpolata,
amenorrea con ipotrofia uterina, ecc.), anche patologie dei sentimenti, turbe emotive
persistenti e danni psichici (agitazioni, tachicardie, incubi, ecc.).
La Carenza di Sangue può dare l’aspetto del viso pallido, capelli avvizziti e opachi, la pelle
secca, la lingua rosa pallido, le unghie rigate (se si premono si può osservare la velocità di
riempimento di Sangue sotto l’unghia: se immediata va bene, se lenta o lentissima indica
una carenza.
Se è carente il Cielo posteriore, cioè la persona non mangia bene e respira poco e male, si
può avere anemia. In questo caso bisogna stimolare la Milza e lo Stomaco (Cielo posteriore),
in modo tale che aumenti la capacità di assimilare, aumenti l’appetito e si smaltisca
l’Umidità, causata da cibi raffinati e dolci. Anche se una persona mangia bene e riposa, ci
potrebbe essere una carenza di Xue, nel caso di infezioni parassitarie intestinali. Stimolando
la Milza e lo Stomaco si stimolano anche i liquidi, le cui variazioni sono relazionate alla
carenza di Sangue. Data questa stretta relazione, il Vuoto di Sangue, come è stato più volte
ribadito, produce inevitabilmente un Vuoto di Liquidi organici, con secchezza e ripercussioni
a livello midollare (anemie e pancitopenie), cerebrale (turbe ipotalamiche) ed osseo
(alisteresi). La Secchezza non è una energia che costituisce il Sangue, ma può danneggiarlo
gravemente indirettamente per una carenza di Liquidi organici, provocando una Secchezza
interna. A livello cutaneo avremo pelle molto secca e disidratata, orticaria da stress (denota
una fuga di Vento-Calore in alto ed in periferia), oliguria, feci secche, grande sete, ecc.
Il trattamento di base mira a produrre i Liquidi organici e tonificare il Sangue ( Di Stanislao
propone il trattamento dei punti 7LU, 12CV, 20-21BL; in caso di intensa secchezza i punti 7 e
14 SP).
Un altro sintomo specifico della Carenza di Sangue, è che quando la sera ci si mette a letto,
le persone si sentono fluttuare sopra il loro corpo prima di addormentarsi, oppure soffrono
60
angiolino ferraro
il sangue nell’ottica della Medicina Tradizionale Cinese
di sonnambulismo, perché lo Hun si stacca prima di quel che dovrebbe e per un certo
periodo di tempo né rientra e né si stacca del tutto.
Il Deficit di Sangue del Fegato può dare origine a Vento nella pelle e causare prurito: questo
è il caso, per esempio, del prurito nella donna in menopausa.
La carenza di ferro in parte è sovrapponibile al Vuoto di Sangue: il Vuoto di Sangue non è una
carenza di ferro, ma la carenza di ferro rientra nel Vuoto di Sangue. I sintomi da carenza di
ferro rientrano fra i sintomi che dà il Vuoto di Sangue. Non è sovrapposto ma rientra.
Il Vuoto di Sangue è spesso il risultato di altre relazioni funzionali squilibrate o anche, come
frequentemente avviene, essere causa di altri squilibri. Così, le Carenze di Sangue di Cuore
provocano problemi di Milza e sono una conseguenza delle Carenze di Sangue di Fegato,
essenzialmente perché:
 Il Fegato è la grande riserva di Sangue e quindi un sua carenza si riverbera su tutti gli altri
Organi;
 Nelle Cinque Trasformazioni il Fegato è la madre del Cuore e quindi il Cuore risente delle
patologie del Fegato;
 La Milza è figlia del Cuore e può essere colpita dalla Carenza di Sangue di Cuore,
presentando sintomi come pensosità e rimuginio.
Lo schema seguente illustra le correlazioni tra Fegato, Cuore e Milza nei Deficit di Sangue; in
particolare:
 Un Deficit di Sangue in primis si manifesta con un Deficit di Sangue di Fegato;
 Un Deficit di Sangue di Fegato facilita lo sviluppo di un Deficit di Sangue di Milza;
 Un Deficit di Sangue di Fegato è precursore del Deficit di Sangue di Cuore;
 Un Deficit di Sangue di Milza può causare un Deficit di Sangue di Cuore e un Deficit di
Sangue di Fegato.
Carenza di Sangue
Cuore
Carenza di Sangue
Fegato
Carenza di Sangue
Milza
Correlazioni nella carenza di Sangue
61
angiolino ferraro
il sangue nell’ottica della Medicina Tradizionale Cinese
Propongo una tabella riassuntiva delle caratteristiche generali di Vuoto di Sangue:
Colorito
Incarnato
Unghie
Labbra
Capelli
Lingua
Utero
Hun
Cause
Manifestazioni
cliniche
Situazione
emotiva
Sviluppi
patologici
Sintomi chiave
Trattamento
Pallido - giallastro
Pallido, avvizzito con pelle secca
Pallide, fragili, secche
Pallide
Secchi
Pallida, sottile e leggermente secca
Mestruazioni scarse o assenti per mancato rifornimento di Sangue
di Ren mai e Chong Mai
Non viene ancorato dal Fegato in deficit di Sangue e causa sonni
disturbati, insonnia, ansia, tendenza a fare troppi progetti, avere
troppi sogni, piani e obiettivi in maniera piuttosto disordinata
Dieta povera di cibi che aiutino la produzione di Sangue (carne e
cereali), stress emotivo (tristezza e afflissione), eccessivo esercizio
fisico, perdita di Sangue, deficit di Reni
Vertigini,
palpitazioni, mestruazioni scarse o amenorrea,
debolezza muscolare, crampi
Depressione, insonnia, palpitazioni, visione offuscata, disturbi
della memoria
Deficit di Sangue del Cuore, deficit dei Reni, stasi di Qì del Fegato,
salita dello Yang del Fegato
Visione offuscata, mestruazioni scarse, carnagione pallida, lingua
pallida
Tonificare il Fegato, nutrire il Sangue, disperdere il Vento
Consigli alimentari
Sono consigliati alimenti che tonifichino il Sangue, il Qì e lo yin.
Fra le carni sono specifiche quella di anatra, cervo, maiale, manzo, pecora , piccione e pollo;
sono suggeriti anche coniglio e oca.
Fra i prodotti di mare sono specifici anguille, cozze, ostriche, polpo e seppia; sono utili anche
acciughe, gamberetti, cefali, sogliole, triglie.
Come prodotti animali sono specifici uova e formaggi, ma è suggerito anche latte di pecora.
Fra i cereali sono utili avena, frumento, grano saraceno, mais, miglio e orzo.
Fra le proteine vegetali sono specifiche le lenticchie, soia gialla, sesamo, pinoli e fave, ma in
genere sono utili tutti i legumi, nocciole e arachidi.
Fra verdure e ortaggi sono specifici barbabietola rossa, cipolla, pomodoro, radicchio e
spinaci, ma sono consigliati anche funghi, cavolo, porro, rape e ravanelli.
Fra la frutta c’è un’ampia varietà di scelta, ma sono indicate come specifiche arancia,
castagna, ciliegia, pesca, uva e more di gelso.
L’olio di arachidi trova particolare indicazione nel Vuoto di Sangue, come anche malti, miele,
pappa reale, zucchero di canna e salsa di soia.
In base ai sapori sono consigliati:
62
angiolino ferraro
il sangue nell’ottica della Medicina Tradizionale Cinese
 i cibi di sapore acido-aspro, che condensanti e astringenti trattengono i liquidi e
favoriscono l’aumento dello yin del Sangue;
 i cibi di sapore dolce, che nutrono e tonificano la Milza, favorendo la produzione di Gu Qì
e la produzione di Liquidi necessari alla produzione del Sangue.
Sono sconsigliati:
 i cibi di sapore amaro, che per l’azione rassodante e indurente disseccano, prosciugano i
liquidi e favoriscono il Vuoto di Sangue;
 i cibi di sapore piccante, che per l’azione dinamizzante ed esteriorizzante
superficializzano i liquidi e li dissipano;
 i cibi di natura calda o tiepida, che apportano Calore e disseccano i Liquidi,
incrementando il Vuoto di Sangue;
 cibi diuretici, che eliminano liquidi, riducendo ancora di più il volume del Sangue.
Ristagno di Sangue
Una delle caratteristiche principali che abbiamo studiato del Sangue è la sua circolazione,
attraverso la quale riesce a svolgere un po’ tutte le sue funzioni. Se si ha un rallentamento
della circolazione, una diminuzione della sua fluidità, una stasi del suo movimento, si arriva
alla stagnazione e si possono innescare tutti quei processi, che abbiamo visto nella disamina
del Sangue secondo l’ottica della Medicina occidentale e che va sotto il nome di attivazione
della via intrinseca della coagulazione. Ma torniamo a vedere le cose nell’ottica della MTC.
La Stasi di Sangue è una condizione che deriva da altre condizioni patologiche e non ha una
precisa eziologia. Non è possibile dire, cioè, che derivi da una emozione o da un tipo di dieta,
piuttosto che da un’altra cosa. Farò seguire una elencazione di fattori eziologici, che possono
essere causa delle stagnazioni di Sangue, ma possiamo sicuramente dire che fra i fattori
patogeni di origine interna rientrano a pieno titolo gli accumuli di Sangue, che a loro volta
sono il prodotto di un rallentamento della circolazione o di emorragie interne nei distretti
del corpo, dove poi gli accumuli si verificano.
Ma il discorso si deve allargare un poco, perché la Stasi di Sangue comporta anche una Stasi
di Liquidi corporei ed uno squilibrio del loro metabolismo, che a sua volta causa la loro
trasformazione in Tan Yin. I Tan Yin, che per convenzione si possono raggruppare in mucosità
(solide/Tan) e catarri (fluidi/Yin), vanno ben oltre questi due termini, perché comprendono
anche forfora, secrezioni sebacee eccessive della cute, micosi cutanea, ipersecrezione
ceruminosa, leucorrea, ipercolesterolemia, ipertrigliceridemia, iperglicemia, ecc. La Stasi di
Sangue e tutte queste altre produzioni patogene si possono influenzare vicendevolmente ed
essere quasi sempre esiti di altre condizioni patologiche. Infatti, questo ricorre
frequentemente nei disagi geriatrici come le malattie cardiovascolari e polmonari,
l'aterosclerosi e l'ictus, le artropatie cervicali e lombari e il cancro. Tutte queste produzioni
patogene, compresi gli accumuli di Sangue da Stasi o da Stravasi, possono agire in modo
spesso silente e poco manifesto, costituendo la formazione di masse con la possibile
evoluzione in senso neoplastico, soprattutto quando è deficitaria l’azione difensiva del Wei
Qi (Di Stanislao).
Le cause delle Stagnazioni di Sangue possono essere:
 I traumi dalle origini più disparate, ma che comportano comunque stagnazioni ed
effusioni interne. Con i traumi c’è un contemporaneo fermarsi del Qì e del Sangue: il Qì
viene danneggiato ed il Sangue viene fermato meccanicamente dal trauma, per cui
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angiolino ferraro
il sangue nell’ottica della Medicina Tradizionale Cinese
comincia ad accumularsi e ristagnare. In MTC una emorragia è interpretata come un
Ristagno di Sangue, perché il Sangue non circola più ed esce dalla gestione globale del
corpo. Anche le emorragie interne e il cancro sono letti come un Ristagno di Qì e Sangue.
Per il trattamento di questo tipo di stagnazioni bisogna adottare tecniche che vanno a
promuovere la circolazione del Qì e del Sangue e l’attivazione dei Luo collaterali per
attivare il deflusso. Vanno bene:
o shiatsu sui pieni causati dal trauma e su tutta l’area, ritornando più volte e con molta
delicatezza e pazienza per il dolore che comporta la pressione sull’area;
o coppettazione sulle aree specifiche;
o trattamento di punti locali e generali per il movimento del Qì e del Sangue, es. 4LI,
2LV, 3LV;
o massaggio miorilassante utilizzando una sinergia di Oli Essenziali ad azione
antinfiammatoria).
 Il Freddo, il quale agisce sui Vasi, contraendoli e causando un rallentamento della
circolazione. Il Freddo è il fattore climatico che più fa ristagnare il Sangue. Si possono
avere anche dei tremori per reazione, perché il corpo stesso cerca di ridare energia e far
circolare il Sangue nei tessuti. Ma agisce fortemente anche il Freddo interno, legato alla
carenza di yang, che è calore ed attività. Il Freddo interno è legato, a sua volta, a squilibri
del funzionamento dei Reni, depositari del Fuoco di Mingmen e radice dello yin e dello
yang, quindi fonte di yang per tutto il corpo. In queste sindromi da Freddo per prima cosa
si deve dare calore al corpo e nutrire le fonti di Calore interno. Fra le tecniche più
indicate per il trattamento la moxa ha uno dei primi posti. La mia esperienza personale
mi fa propendere in questi casi per l’uso del cassetto, bruciando la lana moxa o pezzi di
sigaro nell’area colpita dalla stagnazione da Freddo.
 La Stasi e/o il Deficit del Soffio. La mobilità del Sangue è data dalla sua energia Vento ed
è presieduta dal Qì, per cui la principale causa della sua stagnazione è da imputare alla
carenza di questi due fattori, che rappresentano due facce della stessa medaglia. Il
ristagno del Qì normalmente precede la Stagnazione del Sangue. Una Carenza di Soffio
prolungata può essere causa di una Stasi di Sangue, perché il Qì diventa troppo debole e
non ce la fa a spingere il Sangue, così la circolazione rallenta, creando le premesse della
stagnazione. Nella tabella seguente, estratta da I Fondamenti della Medicina Cinese di
Maciocia sono confrontate le caratteristiche sintomatologiche delle stasi del Soffio e del
Sangue spesso con differenze molto sottili:
Dolore/Gonfiore
Localizzazione
Carattere
Masse
addominali
Pelle
Volto
Lingua
Stasi del Soffio
Stasi del Sangue
Dolore che si sposta
Dolore da distensione, senso di
pienezza
Che compaiono e che scompaiono
Fisse
Più sensazione di gonfiore che dolore
Non si manifesta sulla pelle
Può essere immodificato
Colore normale o leggermente
violacea
Più dolore che sensazione di
gonfiore
Dolore fisso
Dolore fastidioso e lancinante
Macchie o ecchimosi violacee
Colore scuro/bluastro
Violacea e con macchie viola
scure
Confronto fra la Stasi del Soffio e la Stasi di Sangue
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angiolino ferraro
il sangue nell’ottica della Medicina Tradizionale Cinese
 Il Calore, che penetra nel Sangue in quanto elemento yang attacca lo yin, quindi prosciuga
i Liquidi e causa ispessimenti, ristagni e accumuli. Inoltre, il Calore aggredisce lo shen
causando agitazione e insonnie e molti dei sintomi proposti nel quadro riassuntivo delle
sintomatologie del Calore.
 Anche l’accumulo patologico di Liquidi corporei, o Flegma che dir si voglia, comporta
Stasi di Sangue, perche la stasi ed il flegma si aggravano mutuamente.
La Stasi di Sangue è un aspetto molto importante della pratica clinica, perché può causare
malattie molto gravi come la cardiopatia ischemica, l’ictus e il cancro.
Per completezza, occorre ricordare alcune situazioni patologiche legate alla Stasi di Sangue:
 La sindrome di Lacombe, caratterizzata da un dolore lombare e pelvico cronico mal
definito, principalmente notturno e peggiorato dalla posizione supina;
 Le emorroidi, la cui patogenesi prevede un ammasso di Sangue, che per carenza di Qì
o per presenza di Umidità-Calore ristagna nei Luo Collaterali, producendo
congestione, tumefazione e dolore.
Nella tabella seguente sono riepilogate le caratteristiche sintomatologiche degli Organi
colpiti dalla Stasi di Sangue:
Organo colpito
Fegato
Sintomi e segni
Unghie viola, volto scuro, dolore addominale e tutti i sintomi dell’Utero
Cuore
Labbra viola, dolore lancinante e puntorio al torace, irrequietezza mentale
Polmone
Difficoltà di respirazione con oppressione toracica, espettorazione di
Sangue scuro
Stomaco
Dolore epigastrico, vomito di Sangue scuro, Sangue scuro nelle feci, lingua
violacea al centro
Intestini
Dolore addominale intenso, Sangue scuro nelle feci
Utero
Mestruazioni dolorose, dolore premestruale, Sangue mestruale scuro con
coaguli, amenorrea, masse addominali fisse
Pelle
Tumefazioni livide, fisse, dolore localizzato, lancinante, acuto e costante,
aggravato dalla pressione, che non migliora con il movimento
Sintomi generali
Colorito scuro, cefalea, insonnia, vertigini, spossatezza, palpitazioni,
parestesie, estremità fredde, dolore e gonfiori al corpo e agli arti, labbra
cianotiche e colore violaceo delle unghie, necrosi localizzate per ostruzione
dei Vasi, lingua viola con patina spessa
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angiolino ferraro
il sangue nell’ottica della Medicina Tradizionale Cinese
Calore nel Sangue
Questo è un altro importante capitolo delle patologie del Sangue, che assume grande
rilevanza per le conseguenze che produce.
Per inquadrare bene questa condizione bisogna fare un passo indietro nella storia della
Medicina cinese, in quanto fino agli ultimi periodi della dinastia Ming la identificazione delle
sindromi veniva fatta in base ai sei livelli energetici (i tre yang: taiyang del Piccolo Intestino e
di Vescica Urinaria, shaoyang del Triplice Riscaldatore e di Vescica Biliare , yangming del Grosso
Intestino e di Stomaco; i tre yin: taiyin di Milza e Polmone, shaoyin di Reni e Cuore e jueyin di
Fegato e Mastro del Cuore) e non era stata formulata una teoria comprensiva per le malattie
di Vento e Calore esterno. Con gli inizi della dinastia Qing (1644-1911) venne formulata una
teoria delle Malattie da Calore, che precedentemente erano spiegate come trasformazione
del Freddo patogeno. Per spiegare la eziopatogenesi di queste patologie, chiamate appunto
“malattie da Calore”, un medico cinese, Ye Tian Shi (1677-1746) ha formulato la
identificazione delle sindromi in base ai Quattro Strati e, successivamente, un altro medico
Wu Ju Tong (1758-1836) la identificazione delle sindromi l’ha fatta in base ai Tre Riscaldatori.
Entrambi queste teorie hanno sistematizzato quelle che ancora oggi vengono chiamate
“Malattie da Calore”, in cui si inserisce il Calore nel Sangue.
La caratteristica comune delle Malattie da Calore è che sono causate da Vento-Calore; ed
inoltre:
 Si manifestano con febbre, espressione dell’attacco di Calore.
 Il fattore patogeno penetra attraverso il naso e la bocca. Questa è stata una rivoluzione,
perché prima si riteneva che penetrassero attraverso la pelle. I batteri e i virus che sono
considerati cause delle malattie da Calore, come vie d’ingresso anche nella Medicina
occidentale hanno la bocca ed il naso.
 Un altro fattore è la contagiosità. Anche questa è stata una rivoluzione, perché prima si
riteneva che l’attacco dei fattori patogeni esterni dipendesse esclusivamente dallo
squilibrio tra il Soffio difensivo ed il Soffio perverso, ma in effetti si è visto che alcuni
agenti patogeni, particolarmente forti e virulenti, potevano penetrare nell’organismo,
malgrado il Soffio difensivo fosse relativamente copioso e forte.
 La evoluzione patologica è rapida.
 Il fattore patogeno delle malattie da Calore ha una forte tendenza a danneggiare e
consumare lo yin.
La teoria dei Quattro Strati interpreta le manifestazioni cliniche delle malattie da Calore e
fornisce gli strumenti adatti per diagnosticare e trattare questo tipo di malattie. Questi
Quattro strati si possono immaginare come quattro cerchi concentrici, che raffigurano la
profondità di quattro livelli diversi di difesa dell’organismo, rappresentati, dall’esterno verso
l’interno:
1. Lo strato esterno, lo strato del Wei Qi, è lo strato iniziale delle invasioni dei patogeni, in
cui appunto il Wei Qì sprigiona tutto il suo potere difensivo.
2. Lo strato del Qì, il primo fra gli strati interni, in cui il fattore patogeno è penetrato
all’interno e si è trasformato in Calore. Questo strato è caratterizzato da sintomi generali
come febbre, sete, sensazione di calore, irrequietezza mentale, ma anche sintomi
specifici degli Organi colpiti (Polmoni, Stomaco, Milza, Grosso e Piccolo Intestino).
3. Lo strato del Qì nutritivo (Ying Qi), che rappresenta un livello energetico più profondo. In
questo strato il Calore ostruisce lo shen, causando delirio ed anche coma. La febbre
notturna è il segno distintivo di questo strato.
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angiolino ferraro
il sangue nell’ottica della Medicina Tradizionale Cinese
4. Lo strato del Sangue, il livello energetico più profondo, nel quale il Calore danneggia il
Sangue, causando le seguenti sindromi:
a. Calore che muove il Sangue. Il Calore è entrato nello strato del Sangue, lo surriscalda,
facendolo fuoriuscire dai Vasi sanguigni e causando sanguinamenti ed emorragie
sottocutanee sotto forma di macule (chiazze sotto la pelle, che indicano sempre
Calore nello strato dello Ying Qi o del Sangue). Il Calore esaspera la tendenza del
Sangue ad uscire dai Vasi sanguigni, anche da quelli del Cuore e del Cervello,
causando emorragie locali, che nel caso di Cuore e Cervello possono essere alquanto
disastrose e devastanti. Lo shen continua ad essere disturbato anche dal Calore nel
Sangue e ne sono conseguenza l’irrequietezza mentale e il comportamento di tipo
maniacale.
Nel trattamento di questo tipo di sindrome può avere una forte azione la
stimolazione dei punti jing Pozzo, utili per rinfrescare il Calore, quindi per trattare le
situazioni acute febbrili, ipertensive e convulsive, tranquillizzare lo shen, ecc.
b. Calore che agita il Vento. Il Calore nello strato del Sangue va a colpire il Fegato,
provocando l’agitazione del Vento interno. Origina convulsioni, rigidità del collo,
febbre alta, tremori, perdita di coscienza, rotazione verso l’alto dei globi oculari, ecc.
Nel trattamento si può intervenire con lo shiatsu sull’addome e sul meridiano di
Fegato per sedare il Fegato e con la stimolazione in dispersione del 2LV che calma il
Vento di Fegato, ma anche 11LI che espelle il Vento e purifica il Calore.
c. Vento da deficit che si agita all’interno. Il Calore danneggia lo yin di Fegato e Reni e
causa agitazione del Vento interno. Le manifestazioni cliniche sono: febbre bassa,
tremori agli arti, perdita di peso, zigomi rossi, torpore. L’uso di alcool e di
superalcolici svolge una duplice funzione. L’alcool crea l’espulsione del Calore, fa
sudare, dilata i pori (mi ricorda le immagini dei film spaghetti-western dove si beveva
tequila nel deserto), però all’interno riscalda ancora di più, perché irrita il Fegato.
Per il trattamento valgono le stesse considerazioni del punto precedente, ma con
l’aggiunta di dover nutrire lo yin, per esempio con lo shiatsu sui meridiani yin e la
tonificazione con la moxa di 25ST, 36ST e 6SP.
d. Collasso di yin e/o collasso di yang. Queste due gravissime condizioni indicano un
deficit estremamente importante dell’uno o dell’altro con separazione completa tra
yin e yang. Il collasso di yin o di yang spesso precede la morte. La sintomatologia è
diversa nei due casi:
 Nel collasso di yin: traspirazione abbondante, pelle calda al contatto, bocca secca,
ritenzione di urina, stipsi; a volte ci sono febbri per carenza di yin, per cui bisogna
raffreddare e far bere acqua alla persona, perché nella persona prevale lo yang
(non mangiare cose piccanti, bere caffè, alcoolici, ecc.).
 Nel collasso di yang: freddolosità, arti freddi, respiro debole, sudorazione
abbondante, assenza di sete, urine abbondanti e frequenti, feci non formate. Quì,
al contrario, bisogna riscaldare, portare Calore, tonificare.
La identificazione delle sindromi in base ai Tre riscaldatori è organizzata in modo simile ai
Quattro Strati, solo che le sindromi sono viste dalla prospettiva dei Tre Riscaldatori. Le
sindromi del Riscaldatore superiore corrispondono agli strati del Wei Qì, per alcuni aspetti
allo strato del Qi (Calore del Polmone) e per altri allo strato dello Ying Qì (Calore nel
Pericardio). Le sindromi del Riscaldatore medio corrispondono allo strato del Qì, mentre
quelle del Riscaldatore inferiore corrispondono allo strato del Sangue.
67
angiolino ferraro
il sangue nell’ottica della Medicina Tradizionale Cinese
Umidità-Calore nel Sangue
Abbiamo finora ampiamente visto che Qì e Sangue sono rispettivamente manifestazioni
dello yang e dello yin ed esempio della relazione tra attività (yang) e sostanza (yin). Abbiamo
anche visto che il Calore è una energia intrinseca del Sangue e che la mancanza di attività
produce ristagno di Sangue. L’Umidità in queste interrelazioni tra Qì, Calore e Sangue si deve
intendere come uno stato intermedio di trasformazione del Sangue che genera il Qì e del Qì
che trasforma il Sangue. La mancanza di yang nel Sangue e la carenza di Qì provocano il
ristagno del Sangue e la formazione di Umidità, che a sua volta provoca la degenerazione e
morte dei tessuti. Qì, Umidità e Sangue possono essere collocati ognuno nel continuum
yin/yang come manifestazioni differenziate della forza vitale.
L’Umidità è presente, quindi, nel nostro corpo (Umidità interna) indipendentemente dal
fattore climatico esterno, che di per sé non è il meglio che uno si possa augurare, perché è
stata definita pesante, densa, torbida, viscosa, appiccicosa, stagnante, impura e
maleodorante.
Parlare di Umidità nel Sangue può sembrare un paradosso dal momento che il Sangue di per
sé è umido, ma è l’estrinsecazione della Umidità interna, legata alle particolari condizioni del
Sangue, che si vuole mettere in evidenza. Si vuole parlare cioè della condizione di UmiditàCalore.
L’Umidità-Calore è una condizione di ostruzione: ostruisce il Riscaldatore medio causando la
sensazione di oppressione toracica e senso di nausea, ostruisce i muscoli e causa sensazione
di pesantezza. Inoltre, presenta la bocca impastata senza desiderio di bere (proprio per la
ostruzione del Riscaldatore medio), linfonodi gonfi, feci non formate per l’alterazione della
funzione di trasformazione e trasporto della Milza. Questa condizione porta febbre continua,
che diminuisce con la sudorazione, ma poi torna a risalire, perché il sudore deriva dallo
spazio tra pelle e muscoli, mentre l’Umidità è localizzata all’interno.
Per il trattamento bisogna disperdere l’Umidità e la pienezza del Riscaldatore medio (shiatsu
e tecniche tuina sui meridiani yin della gamba), purificare il Calore e muovere il Soffio.
Vengono consigliate le stimolazioni di 4LI, 11LI, 6SP, 9SP, 36ST. Da un punto di vista
alimentare sono consigliati alimenti di natura neutra e rinfrescanti, che favoriscano la
funzione di Milza di metabolizzare l’Umidità. Sono consigliati anche alimenti di sapore
amaro, perché l’amaro:
 è disseccante e prosciuga i liquidi;
 ha tendenza ad andare verso il basso e l’interno, per cui ha una azione evacuante e
purifica tutti gli elementi tossici, particolarmente le tossine che si sviluppano in caso di
febbre.
Impurità del Sangue
Carlo Di Stanislao scrive, portando a riferimento molti Autori (tra cui Ming, Gori, Auteroche,
Kuptchuck, Gatto, Bottalo e Corradin) che uno problemi principali da risolvere fra i cultori
della MTC, riguarda la terminologia.
Mentre tutti concordano su ciò che si debba intendere con Vuoto (xu), Stasi (zhi) e Ristagno
(yu) di Sangue, molti dubbi nascono quando si parla di “Impurità del Sangue” (exue) . Kespì
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angiolino ferraro
il sangue nell’ottica della Medicina Tradizionale Cinese
definisce “impuro” il Sangue che non segue più le sue maree, che non si libera di “tossine”
chimiche (farmaci) o psichiche, ovvero “che s’imputridisce a causa di aborti ripetuti”. Molti
Autori concordano nel definire il Sangue “impuro”, quando ci si trova di fronte a Soffi
perversi tipo Freddo e più spesso Calore, sino a forme di “Calore Tossico” particolarmente
gravi. Altri allargano il discorso, riconducendo il concetto di Impurità ai concetti di Utero e
Riscaldatore inferiore. Secondo J. M. Kespì, allorquando l’Utero perde il suo ruolo di
purificare e vivificare il Sangue si possono creare condizioni d’Impurità che si palesano sulla
cute con eruzioni cutanee seborroiche o eczematose, molto pruriginose (in questi casi la
cute assume un carattere emuntorio) e nella donna con irregolarità mestruali, con
dismenorrea e grumi maleodoranti nel mestruo. Altri segni saranno: diarree con flusso
mestruale in atto, precedenti di aborti, raschiamenti, uso di estro-progestinici.
In un testo del XIX secolo, tradotto da Colin-Eyssalet-Giullaume, si parla di Sangue impuro e
lo si collega ad epistassi ed emorragie periodiche delle gengive (Di Stanislao). In questo
stesso testo si afferma che occorre drenare il Sangue attivando il Riscaldatore inferiore. Il
Riscaldatore Inferiore è deputato alla eliminazione dell’impuro proveniente
dall’alimentazione, ma anche alla depurazione delle turbe psichiche protratte individuali. Il
rancore deriva da una rabbia non digerita, non metabolizzata e che diviene rancorosità,
capace di produrre Calore Tossico soprattutto nel Grosso Intestino. L’accumulo di Calore
Tossico nei Visceri del Riscaldatore inferiore, Vescica e Grosso Intestino appunto, darà luogo
ad un risentimento globale sul Sangue con segni di Impurità.
Per il trattamento viene innanzitutto consigliato di eliminare le cause importanti, quali
l'alimentazione tossica, i farmaci, le turbe psichiche protratte. È consigliata una
alimentazione fresca e dolce (cereali, carni bianche) ed anche alimenti di sapore amaro,
perché l’amaro, come ho scritto sopra, purifica tutti gli elementi tossici, particolarmente le
tossine che si sviluppano in caso di febbre.
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angiolino ferraro
il sangue nell’ottica della Medicina Tradizionale Cinese
LE EMORRAGIE
Con tale termine si vogliono comprendere sia le manifestazioni emorragiche locali che quelle
generalizzate, sia con versamenti interni, sia con versamenti esterni. Esse includono
epistassi, ematemesi, emottisi, menorragia, metrorragia, ematuria, sangue nelle feci,
petecchie (sanguinamento sottocutaneo), gengive sanguinanti, ecc. Naturalmente, sono
escluse le emorragie consequenziali a traumi e lesioni. Se ne vuole fare una trattazione
separata dalle turbe del Sangue, perché in sostanza sono una conseguenza, a volte anche
drammatica di alcune di esse, nella cui trattazione ho fatto all’occorrenza riferimento. Le
patologie della sfera ginecologica verranno approfondite fra le patologie dei Visceri
straordinari.
Sindromi emorragiche
Carenza di Qì
Una delle funzioni del Qì è quella di governare il Sangue nei Vasi; una carenza del
Qì di Milza fa si che il Qì non sia in grado di trattenere il Sangue nei Vasi e questo
può essere causa di un sanguinamento da Vuoto. Non è detto che debba sempre
succedere, ma può ingenerarsi la condizione emorragica. Sappiamo che la
direzione del Qì di Milza è verso l’alto, ma in questo caso succede una inversione
della sua direzione e le emorragie avvengono più facilmente dagli orifizi inferiori,
come nel sangue nelle feci, nell’ematuria e l’eccessivo sanguinamento mestruale.
Eccesso di
Calore
L’eccesso di Calore agita il Sangue e lo spinge fuori dai Vasi, lo fa stravasare.
L’emorragia consequenziale può essere verso il basso, come nel caso precedente
di carenza di Qì, ma è il più delle volte rivolta verso l’alto e si ha ematemesi,
epistassi, emottisi.
Stasi di Sangue
Quando il Sangue ristagna, i xue luo si ostruiscono ed l’ulteriore Sangue fuoriesce
dai Vasi con sanguinamenti. Questo tipo di emorragie può interessare l’Utero, gli
Intestini, la Vescica.
Deficit di yin
(Calore-Vuoto)
Un sanguinamento prolungato, dovuto al Calore del Sangue, può provocare un
Vuoto dello yin, poiché il Sangue è yin. Anche il Vuoto di yin non riesce, come per
le carenze di Qì, a trattenere il Sangue: un Vuoto dello yin può provocare una
situazione di Calore-Vuoto, che agita anch’esso il Sangue, provocandone stravasi.
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angiolino ferraro
il sangue nell’ottica della Medicina Tradizionale Cinese
Fattori eziologici delle sindromi emorragiche
Fattori patogeni esterni


il Vento-Calore agirà a livello del Polmone (emottisi, perdite di
Sangue dal naso)
l’Umidità-Calore agirà a livello degli Intestini e della Vescica urinaria,
provocando sangue nelle feci ed ematuria
Dieta
Il consumo di cibi grassi e di natura calda, il consumo di alcoolici portano
ad un forte aumento del Calore interno, che invade il Sangue e provoca
sanguinamenti; anche il consumo eccessivo di latticini può condurre ad
emorragie, in quanto provoca il consumo di Qi di Milza, che così non
riesce a trattenere il Sangue nei Vasi
Tensioni emotive
Le tensioni emotive eccessive e prolungate determinano una
stagnazione del Qì, che può a sua volta provocare del Qì Ni di Stomaco
come vomito e tosse e con essi far uscire Sangue
Lavoro eccessivo,
malattie croniche e parti
L’indebolimento del Qì, che alla lunga può cronicizzare una sua carenza,
può avere anche altri fattori concomitanti, come il lavoro eccessivo, che
porta anche una diminuzione dello yin, le lunghe malattie croniche, i
parti, ecc.
Quadri clinici delle sindromi emorragiche
Carenza di Qì
emorragie dagli orifizi inferiori: mestruazioni eccessive, sangue nelle feci
e nelle urine,
sangue fresco e di colore rosso brillante
Eccesso di Calore
emorragie dagli orifizi inferiori e superiori: mestruazioni eccessive,
sangue nelle feci e nelle urine, epistassi, ematemesi ed emottisi
sangue rosso brillante o rosso scuro ed abbondante
Stasi di Sangue
sanguinamento di solito scarso con tosse, o dal naso, con petecchie
sottocutanee, nelle feci, nelle urine, dall’Utero
sangue rosso brillante o rosso scarlatto
Deficit di yin
sanguinamento nell’Utero, nel Grosso e Piccolo Intestino, nella Vescica e
sottocutaneo con petecchie
sangue rosso scuro con coaguli e dolore
Come si può evincere da quest’ultimo quadro sinottico le stesse manifestazioni patologiche
appartengono a sindromi diverse, il che significa che ognuna di loro, a sua volta, può
manifestare quadri clinici differenti a seconda della turba di Qì o di Sangue coinvolta. Si
prendono in esame ora alcune di esse, per ognuna delle quali si mettono a confronto i
relativi quadri clinici, utilizzando sempre dei quadri sinottici, che possono dare più
immediatezza al quadro d’insieme.
71
angiolino ferraro
il sangue nell’ottica della Medicina Tradizionale Cinese
Sangue nelle feci
Sindrome
Quadro clinico
Umidità–Calore negli
Intestini
sangue rosso vivo nelle feci, feci non formate ed evacuazioni frequenti
con muco, dolore all’addome
lingua rossa con induito viscoso e giallo, con punti rossi
Vuoto dello Stomaco e
della Milza
abbondante sangue rosso vivo nelle feci, leggero dolore all’addome,
viso pallido, spossatezza, depressione, evacuazioni frequenti, feci non
formate e spesso con muco
lingua pallida, gonfia ai lati
In MTC il colore del Sangue viene interpretato in riferimento alla sindrome di base (per es. la stasi
comporta sangue scuro), mentre in Medicina occidentale in base alla zona colpita: più alta è la zona
colpita più scuro è il sangue.
Ematuria
Sindrome
Quadro clinico
Calore della Vescica
(proviene dal Calore degli
Intestini e dal Fuoco di
Cuore)
urine scarse e scure con Sangue fresco, irrequietezza mentale, sete,
insonnia, viso rosso, ulcere linguali, bocca amara
lingua amara con la punta più rossa, induito giallo con macchie rosse
alla radice
Vuoto dello yin
(Calore Vuoto)
urine scarse e scure con Sangue, vertigini, acufeni, lombalgia,
spossatezza, sensazione di caldo nel pomeriggio, sudorazione notturna
lingua rossa senza induito
Vuoto della Milza che non
controlla il Sangue
ematuria cronica, astenia, viso pallido, mancanza di appetito,
depressione
lingua pallida
Instabilità del Qì di Reni
ematuria cronica caratterizzata da Sangue pallido, vertigini, acufeni,
spossatezza, depressione, lombalgia
lingua pallida e gonfia
Questa patologia è senza dolore alla minzione. Se invece c’è dolore e bruciore si parla di Sindrome
Urinaria dolorosa del Sangue.
72
angiolino ferraro
il sangue nell’ottica della Medicina Tradizionale Cinese
Gengive sanguinanti
Sindrome
Quadro clinico
Calore dello Stomaco
gengive sanguinanti, doloranti e gonfie, cefalea frontale, sete
lingua rossa con induito giallo e secco
Vuoto dello yin con CaloreVuoto
gengive leggermente sanguinanti, irrequietezza mentale, malattie
gengivali, perdita di denti
lingua rossa senza induito al centro
Vuoto dello Stomaco e
della Milza
sanguinamento leggero, ma cronico delle gengive, labbra e gengive
pallide, astenia, scarso appetito, feci non formate
lingua pallida
73
angiolino ferraro
il sangue nell’ottica della Medicina Tradizionale Cinese
PATOLOGIE DEGLI ZANGFU
E TURBE DEL SANGUE
La lunga carrellata fatta sulle turbe del Sangue, che hanno investito molto anche le turbe del
Qì, ha consentito di inquadrare le condizioni, le cause, che hanno scatenato quelle condizioni
morbose, ed i coinvolgimenti dei distretti interessati dallo squilibrio preso in esame.
Vorrei ora tentare di esaminare i quadri clinici che le stesse turbe causano, distretto per
distretto, per poter dare, in una ottica di lettura incrociata con la prima, una visione
d’insieme dei coinvolgimenti fisiopatologici degli Organi e dei Visceri. Parlo, cioè, dei
complessi sintomatologici che vanno a costituire le Sindromi d’Organo, per ognuna delle
quali si può individuare un certo quadro clinico. Dato che siamo nel contesto di una lettura
energetica dell’Organo tali insiemi sintomatologici sono alquanto complessi, a mio parere,
essendo proprio il concetto di Organo in MTC diverso dal concetto di organo in Medicina
occidentale, in quanto il primo implica corrispondenze, collegamenti e relazioni molto più
ampi del secondo, come le corrispondenze con i tessuti, con gli organi di senso, con le
aperture esterne, con gli annessi cutanei, con i Meridiani e le Logge energetiche, ecc. Resta
comunque una lettura parziale delle sindromi dello specifico Organo, in quanto il nostro
obiettivo è andare a comporre dei quadri clinici, che riconoscano come fonti eziologiche le
turbe del Sangue, anche se ben sappiamo che le intime connessioni tra Sangue e Qì non
permettono di disgiungere le cose nettamente, anzi si avrebbe una visione completamente
distorta e per nulla attinente alla realtà.
La utilità di questo lavoro la vedo nelle proposte, dove è possibile, di diagnosi differenziale
tra più quadri clinici e, da un punto di vista terapeutico, trovare indicazioni più concrete su
quale distretto energetico indirizzare il trattamento. Insomma, il mal di testa non
necessariamente deve derivare da una turbe dello yang del Fegato, o una tubulopatia renale
debba derivare da una sindrome dell’Organo Reni, dalla quale semmai può derivare una
ipoacusia o problemi di acufeni.
Inoltre:
 La condizione patologica normalmente viene a formarsi nel tempo, per cui non tutti i
sintomi e i segni si formano contemporaneamente e non tutti sono della stessa gravità
nello stesso momento.
 Come è stato sempre ribadito dagli Insegnanti, non si può definire una sindrome con un
solo segno, ma non sono nemmeno necessari tutti i segni per definire la sindrome.
 È importante capire, nella definizione di una sindrome, come sono interrelati i segni e i
sintomi e da dove traggono origine; cioè, non dobbiamo vedere una fotografia di un
instante, ma il film, la storia, la dinamica di quello che sta succedendo sotto i nostri occhi,
perché solo così riusciamo a individuare una strategia terapeutica con i mezzi di cui
disponiamo.
 La clinica può essere complicata dalla contemporanea manifestazione di più sindromi
dello stesso Organo e di Organi diversi.
 Un buona lettura della sindrome di un certo Organo è garantita e facilitata dalla buona
conoscenza della fisiologia energetica di quell’Organo, poiché le sindromi riflettono ciò
74
angiolino ferraro
il sangue nell’ottica della Medicina Tradizionale Cinese
che accade quando sono alterate le funzioni, ed il quadro clinico che si compone prende
forma dalle alterazioni delle funzioni dell’Organo.
Sindromi del Cuore
La MTC, oltre l’azione propulsiva della particolare qualità del Qi di Cuore, pone particolare
attenzione allo Zang Cuore; lo considera il più importante di tutti gli Organi interni. In
metafora con l’impero della Cina viene chiamato l’Imperatore. Il So Wen nel cap. 8 dice “il
Cuore è come il Monarca e governa lo shen” ed anche nel Ling Shu, nel cap. 71 si ribadisce la
stessa cosa. Ancora, il So Wen nel cap. 10 stabilisce: “il Sangue è di pertinenza del Cuore”. Gli
antichi medici cinesi consideravano che soltanto in presenza del battito cardiaco un uomo
era in vita e quindi possedeva un’attività vitale. Il Cuore rappresenta in sintesi il “complesso
dello Spirito Vitale”. Maciocia scrive che “la relazione tra Cuore e Sangue è importante anche
perché coadiuva nel determinare la forza costituzionale di un individuo, sebbene essa sia
legata al jing e ai Reni”.
Il Cuore governa il Sangue e i Vasi e alloggia lo shen
 Governo del Sangue. Questo avviene in due modi, nei quali, come abbiamo visto, il
Cuore è coadiuvato dagli altri Zang: la formazione e la circolazione del Sangue. Se il Cuore
è forte e in salute, il Sangue sarà abbondante e saranno assicurate le sue funzioni in ogni
distretto corporeo. Quando questa funzione del Cuore è compromessa la circolazione
rallenta e per sopperire si ha un aumento della frequenza cardiaca associata ad un
respiro corto. Non riuscendo a spingere bene, quindi ad avere una buona gittata, il Cuore
deve compensare accelerando la frequenza cardiaca. Cuore e Polmone sono due Organi
ritmici del Riscaldatore superiore e vanno in stretta simbiosi: quando c’è
un’accelerazione del ritmo cardiaco c’è anche un’accelerazione del ritmo respiratorio e
viceversa.
Anche le mestruazioni indirettamente sono influenzate dal Sangue del Cuore, sebbene in
questo contesto sia il Fegato ad avere maggiore importanza, perché controlla il
movimento verso il basso del Qì e del Sangue.
 Controllo dei Vasi sanguigni. Lo stato energetico del Cuore si riflette sullo stato dei Vasi
sanguigni; quindi, governa i Vasi, i quali dipendono dal Qì e dal Sangue del Cuore. Se il Qì
e il Sangue del Cuore sono forti, i Vasi saranno in buone condizioni e sarà scongiurato un
loro indurimento a causa di una Stasi di Sangue con conseguente perdita di elasticità e
fragilità capillare. Inoltre, i Vasi sanguigni rappresentano un livello energetico
individuato tra la superficie e la profondità, che è usato nella diagnosi dei polsi. Il
Ministro del Cuore, ambasciatore dell’Imperatore Cuore, diffonde gli ordini, stabilendo e
mantenendo le relazioni fra l’Imperatore ed il mondo esterno, fra il centro e la periferia,
fra l’interiore e l’esteriore. Ciò ha una forte relazione con la funzione diffusiva
dell’apparato circolatorio. Il Ministro del Cuore dirama gli ordini, mentre Polmone li deve
far eseguire, quindi “dagli Ordini scaturisce l’Ordine della giustizia e dei molteplici aspetti
della vita”.
75
angiolino ferraro
il sangue nell’ottica della Medicina Tradizionale Cinese
 Residenza dello shen. Lo shen del Cuore esprime le attività mentali, la coscienza, la
memoria e il pensiero, oltre alla funzione del sonno. Se abbiamo un Cuore forte ed un
Sangue abbondante avremo una normale attività mentale, una vita emozionale
equilibrata, una coscienza chiara, una buona memoria, un pensiero adeguato ed un buon
sonno. Se invece il Sangue del Cuore è in Vuoto avremo irrequietezza mentale,
depressione, ansia e insonnia. Esiste una relazione di mutua dipendenza tra la funzione
di governare il Sangue e quella di alloggiare lo shen: alloggiare lo shen dipende da un
adeguato nutrimento da parte del Sangue, come la possibilità del Cuore di governare il
Sangue dipende dallo shen. Se il Cuore è forte anche lo shen sarà forte e la persona serena.
Se il Cuore è debole lo shen mancherà di vitalità e la persona sarà triste, depressa o di
cattivo umore, si svilupperanno ansia, irritabilità e insoddisfazione. Anche le relazioni ed i
problemi relazionali sono sotto il controllo del rapporto Cuore/shen/Sangue.
Deficit di Qì del Cuore



Manifestazioni cliniche
Eziopatogenesi
Palpitazioni (di giorno), dispnea da sforzo,  Problemi emotivi, causati da tristezza
 Perdita di Sangue:
volto pallido, sudorazione spontanea
 Emorragia grave
Astenia, lieve depressione
 Emorragia cronica (es. menorragia)
Lingua pallida o di colore normale
 Deficit di Sangue di Cuore
Qualsiasi perdita di Sangue grave e prolungata causerà un Deficit di Sangue del Cuore, che, a sua
volta, determinerà un Deficit di Qì del Cuore.
Deficit di yang del Cuore
Manifestazioni cliniche
Eziopatogenesi
 Palpitazioni, dispnea da sforzo, viso
pallido, sudorazione spontanea
 Sensazione di freddo, mani fredde
 La stessa del Deficit del Qì di Cuore, ma
anche un Deficit di yang di Reni, da cui
deriva tutto lo yang
→
 Astenia, svogliatezza, oppressione
precordiale
 Dovute allo yang di Cuore che non
trasporta il Wei Qì alle estremità
 Lingua pallida, leggermente bagnata
 Il Deficit del Qì di Cuore può essere considerato parte del Deficit di yang di Cuore, in quanto non è
possibile che ci sia un Deficit di yang senza che sia presente un Deficit di Qì (Maciocia).
 Una conseguenza di questa sindrome è la Stasi di Sangue di Cuore (corrispondente alla
cardiopatia ischemica).
76
angiolino ferraro
il sangue nell’ottica della Medicina Tradizionale Cinese
Deficit di Sangue del Cuore
Manifestazioni cliniche
 Palpitazioni (di sera)
 Insonnia, sonno disturbato da sogni, ansia,
spavento
 Vertigini (per incapacità del Sangue di
nutrire il Cervello)
 Scarsa memoria, ansia, tendenza a
spaventarsi
 Carnagione e labbra pallide
 Lingua pallida, leggermente secca
Eziopatogenesi
 Il Deficit di Sangue di Fegato può essere
precursore
 Dieta povera di cibi che producono
Sangue
 Stress emotivo (ansia, tristezza,
preoccupazione) che disturba lo shen,
che deprime la funzione del Cuore
 Grave emorragia, che può comportare
un Deficit di Sangue di Cuore
 C’è una stretta connessione logica con il Deficit di Qì di Milza, perché la Milza con il Gu Qì
interviene pesantemente nella formazione del Sangue ed un Deficit di Qì di Milza può causare una
carenza di Sangue, che a sua volta indebolisce il Cuore, provocando una sintomatologia di
Carenza di Sangue di Cuore.
 Le depressioni post-partum possono essere interpretate come manifestazione di un deficit di
Sangue del Cuore, quando accade che durante il parto si abbiano gravi emorragie.
 Nel Deficit di Sangue lo shen perde la sua residenza (insonnia, sonno disturbato, ecc.) ed il Cuore
non riesce a controllare le facoltà mentali (scarsa memoria).
 Le palpitazioni, un altro sintomo frequente nelle carenze di Sangue del Cuore, sono dovute al Qì,
madre del Sangue: la carenza di Sangue provoca carenza di Qì, ma una carenza di Qì del Cuore
può anche non derivare dalla carenza di Sangue. Anche qui i Cultori fanno dei distinguo
importanti, in base alla loro esperienza, perché, dicono, le palpitazioni da deficit del Qì del Cuore
si manifestano più facilmente durante il giorno, quelle da deficit di Sangue più facilmente di sera.
 Il Deficit di Sangue del Cuore può portare ad un deficit di yin, perché il Sangue è parte dello yin.
 Nel progetto di trattamento delle carenze di Sangue del Cuore ci deve essere il nutrire il Sangue,
migliorando la qualità del Gu Qì, tonificare il Cuore e calmare lo shen.
Deficit di yin del Cuore
Manifestazioni cliniche
Palpitazioni
Irrequietezza mentale (xin fan), insonnia
Zigomi rossi, calore specialmente la sera,
Calore ai Cinque Centri
Scarsa memoria, ansia, tendenza a
spaventarsi
 Gola e bocca secche, sudorazione notturna
 Lingua rossa senza patina, punta rossa con
puntini
Eziopatogenesi
 Lo stress emotivo che perdura nel
tempo
 Il superlavoro e la vita frenetica causano
facilmente un deficit di yin
 Attacco di Calore esterno che consuma i
Jin Ye ed esaurisce lo yin
 Può essere causato da un deficit di yin
dei Reni, non più in grado di nutrire e
raffreddare il Cuore, così divampa verso
l’alto il Calore –Vuoto del Cuore
 La sindrome di Deficit di yin comprende anche la sindrome di Deficit di Sangue del Cuore.
 Il rossore agli zigomi, il Calore ai Cinque Centri sono sintomi di Calore-Vuoto, che deriva dal deficit
di yin.
 Sindrome più frequente nelle persone mature ed anziane.





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angiolino ferraro
il sangue nell’ottica della Medicina Tradizionale Cinese
Stasi di Sangue del Cuore
Manifestazioni cliniche
 Palpitazioni
 Dolore (anginoso) lancinante o puntorio in
sede precordiale, che può irradiarsi alla
parte interna del braccio sinistro e alla
spalla
 Sensazione di soffocamento, oppressione o
costrizione al torace
 Mani fredde, cianosi delle labbra e delle
unghie
 Lingua violacea in toto o solo sui lati
Eziopatogenesi
 Problemi emozionali cronici come ansia,
preoccupazione, tristezza, dolorose
costrizioni psicologiche, che vanno a
stagnare nel petto e diventano blocco e
stagnazione del Qì e del Sangue,
imprigionando lo shen.
 Può derivare da Deficit di Qì, di Sangue
del Cuore e di yang (i segni variano a
seconda dell’origine).
 La Gioia, sentimento legato al Cuore, fa circolare fluidamente i Soffi ed il Sangue; se si affievolisce,
con la mancanza della gioia di vivere si ha tendenza a ristagni e accumuli di Qì e Sangue.
 Il dolore al torace è il sintomo chiave. Esso si manifesta in attacchi ripetuti e può essere causato
dall’attività fisica e dal freddo.
 Lo yang del Cuore è in deficit, non riesce a muovere il Sangue nel torace, perciò il Sangue ristagna
nella zona e causa dolore e sensazione di soffocamento. Il dolore anginoso irradiato al braccio è
dovuto principalmente alla stagnazione nel Meridiano di Mastro del Cuore, mentre la sensazione
di soffocamento è dovuta alla stagnazione di Sangue nel Meridiano di Polmone.
 Unghie e labbra cianotiche ed estremità fredde, perché il Sangue ristagnando non riesce a
raggiungere il viso e le estremità.
 Tutte le cause di Deficit di yang di Cuore sono anche cause di Deficit di Sangue di Cuore.
 Per il trattamento bisogna provvedere a muovere il Sangue, tonificare lo yang, calmare lo shen e
fare dei buoni trattamenti shiatsu dei Meridiani coinvolti.
Sindromi del Pericardio
Il Pericardio, altrimenti detta Busta del Cuore, è considerato una specificazione del Cuore, ha
cioè con esso una sostanziale identità: non è uno Zang a se stante, ma una parte del Cuore, la
più esterna. La sua fisiologia si esprime secondo tre direzioni principali:
1. Come protettore del Cuore contro l’invasione di Fattori Patogeni esterni Xie, affinché
questi fattori climatici non colpiscano direttamente il Cuore. La più importante sindrome
legata all’attacco di questa funzione è quella da Calore con importanti conseguenze.
2. Come dimora dello shen insieme al Cuore, per cui presenta quadri clinici in cui sono
importanti problematiche mentali ed emozionali, legate alle relazioni. Il Ministro del
Cuore diviene luogo di diffusione e conservazione dello shen. Il Fuoco Ministeriale del
Pericardio protegge il Fuoco Imperatore del Cuore ed è responsabile della capacità di
intraprendere relazioni interpersonali, sia sociali che nei rapporti familiari. In questo ha
molta importanza il movimento dello Hun dall’interno verso l’esterno (collegato al
legame Fegato/Pericardio citato prima).
3. Come centro del torace (il Ling Shu cita il centro del torace come il Palazzo del
Pericardio) influenza il Qì del petto, la Zong Qì, i Polmoni ed il Cuore. Le manifestazioni
cliniche riguardano i Meridiani di Polmone e Mastro del Cuore. Infatti, sono prevalenti
sintomi a livello toracico, come oppressione e dolore.
78
angiolino ferraro
il sangue nell’ottica della Medicina Tradizionale Cinese
E’ per fini intenditori, come si usa dire, distinguere le manifestazioni patologiche del Cuore
da quelle del Pericardio, perché Cuore e Pericardio sono strettamente legati. Nella sindrome
da Vuoto di Sangue del Cuore si potrebbero far rientrare anche quelle manifestazioni, che
per la loro locazione (nel petto) fanno più pensare ad un deficit specifico del Pericardio,
come sensazione di pienezza e fastidio al torace, sintomi classici di cardiopatie come dolore
sordo, dispnea, palpitazioni e tutte quelle manifestazioni di disagio dello shen di Cuore, come
agitazione, insonnia, spavento, sonno agitato, ecc. Nelle manifestazioni cliniche però, fa
notare Maciocia, c’è un distinguo fra i due, che consiste nel coinvolgimento del percorso dei
Meridiani di Mastro del Cuore, quello di Polmone e quello di Fegato. Il coinvolgimento del
Meridiano di Fegato si ricerca nella connessione Fegato/Pericardio dovuta all’asse
energetico jueyin.








Deficit di Sangue del Pericardio
Manifestazioni cliniche
Eziopatogenesi
Sensazione fastidiosa di pienezza e
 Stress emotivo (molte componenti
dolore sordo al torace
sentimentali, tristezza, afflizione)
Palpitazioni, ansia, insonnia, vertigini
 Deficit di Sangue del Cuore
Sonno disturbato da sogni, scarsa
 Deficit di Qì e di Sangue della Milza
memoria, propensione allo spavento
Carnagione pallida e opaca, labbra
pallide, mani fredde
Mestruazioni scarse, amenorrea
Lingua pallida, sottile, leggermente
secca
Nella sindrome da Vuoto di Sangue del Cuore possiamo benissimo far rientrare anche
quelle manifestazioni, che per la loro locazione (nel petto) fanno più pensare ad un deficit
specifico del Pericardio, come sensazione di pienezza e fastidio al torace, sintomi classici
di cardiopatie come dolore sordo, dispnea, palpitazioni e tutte quelle manifestazioni di
disagio dello shen di Cuore, come agitazione, insonnia, spavento, sonno agitato, ecc.
Come conseguenza di un Deficit di Sangue del Pericardio si può instaurare una Stasi di
Sangue nel torace.
Stasi di Sangue del Pericardio






Manifestazioni cliniche
Palpitazioni, dolore trafittivo e puntorio nel
torace con irradiazione sul lato interno del
braccio sinistro o alla spalla
Sensazione di oppressione e costrizione al
torace
Respiro corto
Cianosi alle labbra e alle unghie, mani
fredde
Mestruazioni dolorose con coaguli scuri
Lingua violacea
Eziopatogenesi
 Stress emotivo, che perdura nel tempo
 Stasi del Sangue nel Meridiano di
Mastro del Cuore (dolore) e in quello di
Polmone (dispnea)
 Stasi del Soffio nel Meridiano di Mastro
del Cuore
 Il dolore lancinante e le labbra viola sono sintomi chiave per questa sindrome.
 Anche in questo caso si evidenzia una stasi dei problemi emotivi nel petto, causando
un’alterazione di Qì, Sangue e shen.
79
angiolino ferraro
il sangue nell’ottica della Medicina Tradizionale Cinese
Sindromi del Fegato
Il Fegato svolge tante importanti funzioni in seno all’organismo ed ognuna di esse, quando
subentra uno squilibrio può comportare una sindrome con un quadro clinico specifico e
caratteristico.
Tali funzioni sono:
 Armonizzare la circolazione del Sangue e del Soffio, in modo da garantire la regolazione
delle attività funzionali . Il libero fluire del Qì influenza tutti gli Organi e molte differenti
parti del corpo:
 Aiuta la Milza a trasformare e trasportare le essenze degli alimenti, aiutando anche il
suo Qì a salire;
 Aiuta lo Stomaco a frammentare ed omogeneizzare il cibo, aiutando anche il suo Qì a
scendere;
 Aiuta Vescica Biliare a secernere la Bile;
 Garantisce il libero fluire nell’Utero, agendo sul Ciclo mestruale;
 Assicura un’armoniosa vita emozionale.
 Accumula il Sangue e ne regola il volume circolante secondo la necessità in modo da
portare il nutrimento in ogni distretto corporeo. Il capitolo 10 del So Wen dice: ”Quando
il Fegato ha abbastanza Sangue, i piedi possono camminare, le mani possono tenere e le
dita possono afferrare”. Durante l’attività fisica fa fluire il Sangue nei muscoli in
abbondanza per nutrirli e umidificarli adeguatamente. Se questa funzione non è assolta
correttamente la persona si stanca facilmente, pelle e muscoli non saranno nutriti e
irrorati bene e il corpo sarà più vulnerabile agli agenti patogeni esterni, le mestruazioni
saranno scarse.
 Il Sangue ritorna al Fegato durante il periodo di riposo: “quando una persona si sdraia, il
Sangue torna al Fegato” dice il So Wen nel capitolo 10. Esso ristora le energie, perché il
Fegato lo purifica e lo rinnova e, quindi, ridà al Sangue la freschezza ed una rinnovata
capacità di nutrire gli altri distretti corporei. Il fatto di sentirsi “ristorati” dopo un periodo
di riposo, è legato anche a questa capacità del Fegato. Quando non ci si sente riposati
potrebbe significare che il Fegato non ha assunto a questa funzione e, quindi, fa fatica a
rilasciarlo quando passiamo bruscamente dal riposo all’attività, manifestando crampi ai
muscoli, dolore, difficoltà alla estensione ed alla flessione, ecc.
 La funzione di accumulare e regolare il Sangue svolge, come abbiamo visto, un ruolo
estremamente importante nella fisiologia e nella patologia della donna, influenzando il
Ciclo mestruale. Inoltre, la fuoriuscita del Sangue mestruale è tamponata dal Fegato per
sopperire alle perdite, mettendo in circolo nuove riserve. Un disturbo di questa funzione
porta a irregolarità del Ciclo mestruale e della entità del flusso.
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angiolino ferraro
il sangue nell’ottica della Medicina Tradizionale Cinese
Data la grande importanza della relazione Fegato/Sangue nella Patologia clinica, mi sembra
interessante sintetizzare i vari complessi sintomatologici in relazione alle funzioni:
Funzione
Sindromi
Armonizza la circolazione
del Qì
Ristagno del Soffio: gonfiore e dolore sordo al petto, rimuginare fino
allo stato depressivo e voglia di piangere, turbe mestruali;
Stasi di Sangue: dolori di tipo puntorio al petto e ai fianchi, irregolarità
mestruali, sensazione di nodosità e masse addominali (accumuli di
Sangue);
Risalita del Soffio del Fegato: epistassi, viso rosso, occhi rossi, cefalea;
Aggressione dello Stomaco: nausea, rigurgiti, vomito, bruciore.
Immagazzina il Sangue
Vista sfuocata, calo della vista;
Contrazione involontaria dei muscoli, difficoltà alla estensione ed alla
flessione;
Parestesie, facilità a stancarsi e difficoltà di recupero con il sonno;
Indebolimento di unghie, capelli e peli;
Irregolarità del ciclo mestruale.
Produce la Bile
Carenza di bile: digestione lenta e difficile;
Eccesso di bile: bruciore di Stomaco alleviato dal mangiare, continuo
stimolo a mangiare, sapore amaro in bocca.
Comanda tendini e
muscoli
Tremori, tic, spasmi e crampi;
Rigidità muscolare e difficoltà di movimento.
Si apre nell’occhio
Rossore e bruciore oculare;
Calo della vista, disturbi visivi;
Occhi in continua agitazione, ammiccamento.
Produce le lacrime
Secchezza degli occhi;
Lacrimazione eccessiva;
Formazione di filamenti.
Governa la collera
Agitazione ed esplosione di collera ingiustificata;
Riflusso del Soffio e del Sangue in alto con cefalea, vertigini, occhi
arrossati, tosse, nausea, vomito, offuscamento della vista, perdita di
coscienza;
Difficoltà a far prevalere le proprie ragioni e a difendere i propri diritti,
tendenza a soccombere e a soffocare dentro di sé la collera,
depressione.
81
angiolino ferraro
il sangue nell’ottica della Medicina Tradizionale Cinese
Deficit di Sangue del Fegato
Manifestazioni cliniche








Eziopatogenesi
 Qualsiasi Deficit di Sangue si traduce in Deficit
di Sangue di Fegato;
 Lo stress emotivo, che porta inizialmente a
consumare eccessivamente il Qì;
 L’eccessivo esercizio fisico, che, oltre a
danneggiare i tendini, consuma lo yang di Reni
e Milza e, quindi, provoca una diminuzione
nella produzione di Sangue e nel tempo un
deficit di Sangue di Fegato;
 Gravi emorragie;
 Sesso: maggiore frequenza nelle donne che
negli uomini.
Visione offuscata, vertigini, tremori, insonnia;
Intorpidimento o parestesie degli arti;
Mestruazioni scarse, amenorrea;
Carnagione e labbra pallide;
Debolezza muscolare, spasmi, crampi;
Unghie fragili e secche, pelle e capelli secchi;
Depressione, senso di mancanza di scopi di vita;
Lingua pallida, sottile e leggermente secca.
 Il Deficit di Sangue del Fegato può portare allo sviluppo di Vento. È come se lo spazio lasciato vuoto dal
Sangue venisse riempito dal Vento interno, che sprigiona tutte le sue caratteristiche.
 Un Deficit di Sangue di Fegato può comportare un Deficit di Sangue di Cuore.
 Maciocia, mentre paragona il Vento generato dal Fuoco di Fegato al vento infocato della foresta che brucia,
paragona il Vento da Deficit di Sangue al vento che ti investe entrando nelle stazioni della metropolitana.
 Nella fisiologia della donna il Deficit di Sangue di Fegato è la causa frequente delle cefalee per la risalita dello
yang del Fegato.
 In un progetto di trattamento tonificare il Fegato e nutrire il Sangue. Di fronte a sintomatologie da Vento
disperdere anche il Vento attraverso il trattamento e la stimolazione dei punti di Vescicola Biliare sulla testa e
sul collo , come GB 17, 18, 19,20 e 21, e del Grosso Intestino, come 4LI.
Stasi di Sangue del Fegato
Manifestazioni cliniche
Eziopatogenesi
 Dolore lancinante agli ipocondri, dolore
addominale;
 Vomito di Sangue, epistassi;
 Mestruazioni irregolari e dolorose;
 Sangue mestruale scuro e con coaguli;
 Masse addominali;
 Unghie e labbra viola;
 Carnagione scura o violacea, pelle secca,
petecchie violacee;
 Lingua violacea.
 E’ una patologia che si sviluppa a partire da
altre condizioni patologiche, principalmente la
Stasi di Qì, Freddo o Calore;
 Può derivare anche da Deficit di Qì, Deficit di
Sangue e Flegma.(il deficit di Qì può causare
una Stasi di Sangue in quanto il Qì non riesce a
muovere il Sangue. Il Sangue in deficit causa
un Deficit di Qì. Così il cerchio si chiude.
 Quando il Sangue del Fegato ristagna, ristagna anche il Sangue nel Ren Mai e nel Chong Mai, compromettendo
la funzione mestruale.
 La Stasi di Sangue si può manifestare anche senza dolore, ma un dolore forte e lancinante, di tipo trafittivo,
indica sempre una Stasi di Sangue.
 Le forme di QìNi indicano una Stasi di Sangue nel Meridiano del Fegato.
 La Stasi di Sangue è una patologia molto importante nella pratica clinica in quanto può causare malattie
molto gravi (ictus, cardiopatia ischemica).
 Per il trattamento bisogna agire sul fronte del Fegato per muovere il Soffio ed il Sangue ed eliminare la stasi;
quindi:
 Fare shiatsu su addome per armonizzare le aree di riflesso;
 Smuovere le Stasi di Sangue con manovre di tuina sull’addome nel caso di masse doloranti e nelle
sindromi dolorose della donna;
 Stimolare i punti che vanno a regolarizzare Ren Mai e Chong Mai, la circolazione del Sangue e del Soffio,
come 3CV, 29ST, 10SP 2LV, 4LI.
82
angiolino ferraro
il sangue nell’ottica della Medicina Tradizionale Cinese
Sindromi della Milza
La Milza è un altro di quegli Organi, il cui armonioso equilibrio energetico è estremamente
importante per la formazione, la circolazione e le funzioni del Sangue. Oltre alla sua funzione
più importante, quale il trasporto e la trasformazione dei cibi e dei liquidi, la Milza controlla
il Sangue ed un Qì di Milza debole causa frequentemente sanguinamenti. Ma le sue funzioni
sono tantissime; in caso di squilibri si presentano dei quadri clinici specifici che possono
aiutare molto a individuare la specifica sindrome.
Funzione
Sindromi
Assicura la
trasformazione ed il
trasporto
 Gonfiore addominale, feci non formate, dimagrimento;
 Astenia, pallore, secchezza e cattivo nutrimento di pelle e annessi
cutanei;
 Dolenzia e indebolimento delle articolazioni, indebolimento delle
ossa.
Metabolizza i liquidi
 Feci non formate, diarrea;
 Edema nella parte bassa del tronco;
 Particolare sensibilità all’Umidità, sensazioni di pesantezza.
Innalza il puro
 Carenza di Xue e di Qì;
 Diarrea, edemi;
 Dilatazione addominale.
Contiene il Sangue nei  Epistassi, metrorragie;
Vasi
 Ematomi;
 Sangue nelle feci, nelle urine e nel vomito.
Governa i quattro arti
 Arti deboli, freddi e stanchi.
Regge la carne
 Atrofia muscolare;
 Dimagrimento o grassezza incontrollabili.
Le labbra sono il suo  Labbra secche, screpolate, pallide con pellicine facilmente staccabili;
ornamento
 Ci si bava durante il sonno.
La bocca è il suo orifizio
 Percezione anormale dei sapori, perdita di gusto;
 Sensazione di bocca unta o zuccherata.
Produce la saliva
Governa la Riflessione
 Eccesso o carenza di salivazione;
 Carenza della capacità di trasformare a livello della sfera emozionale.
83
angiolino ferraro
il sangue nell’ottica della Medicina Tradizionale Cinese
Incapacità della Milza di trattenere il Sangue all’interno dei Vasi
(può rientrare nei deficit di Qì della Milza)







Manifestazioni cliniche
Mancanza di appetito, astenia, apatia;
Gonfiore addominale dopo i pasti,
desiderio di sdraiarsi, tendenza all’obesità;
Carnagione pallida, arti deboli;
Porpora, macchie di Sangue sottocutanee;
Sangue nelle urine o nelle feci;
Sanguinamenti uterini;
Lingua pallida.
Eziopatogenesi
 Dieta;
 Stress emotivo (rimuginio e
preoccupazione);
 Clima;
 Le malattie croniche.
 La Milza ama i cibi caldi e secchi e non ama i cibi freddi e umidi.
 L’Umidità colpisce frequentemente la Milza, causandone un deficit di Qì.
 Il sanguinamento può essere dovuto alla incapacità della Milza di trattenere il Sangue nei Vasi,
ma anche a Calore nel Sangue.
 Se il sanguinamento dura diversi anni alla lunga si può instaurare un Deficit di Sangue, un Deficit
di Qì o entrambi.
 Per il trattamento: tonificare il Qì di Milza, arrestare l’emorragia.
Deficit di Sangue di Milza







Manifestazioni cliniche
Mancanza di appetito, astenia, apatia;
Gonfiore addominale dopo i pasti,
desiderio di sdraiarsi, tendenza all’obesità;
Carnagione pallida opaca, arti deboli;
Depressione, insonnia (il Deficit di Sangue
può interessare anche il Cuore);
Feci non formate, corpo magro;
Mestruazioni scarse o amenorrea;
Lingua pallida, sottile e leggermente secca.




Eziopatogenesi
Dieta (scarso consumo di cibi produttori
di Sangue);
Stress emotivo;
Clima;
Le malattie croniche.
 Deficit di Sangue della Milza vuole indicare un Deficit di Qì della Milza, che causa un Deficit di
Sangue.
 Il Deficit di Sangue della Milza può facilmente causare un Deficit di Sangue del Cuore e un Deficit
di Sangue del Fegato.
 Per il trattamento tonificare il Qì di Milza e nutrire il Sangue.
84
angiolino ferraro
il sangue nell’ottica della Medicina Tradizionale Cinese
Sindromi dello Stomaco
Le sindromi dello Stomaco sono caratterizzate soprattutto da sintomi di alterazione della
digestione, proprio perché la sua funzione principale è legata alla trasformazione e
digestione grossolana dei cibi, in modo che la Milza possa estrarne le Essenze distillate. Nello
schema della distillazione degli Zangfu ho già sottolineato la centralità di questi due Organi
nel metabolismo energetico. Con lo Stomaco e la Milza siamo nel Riscaldatore medio e nel
Cielo posteriore, quindi nel pieno delle trasformazioni metaboliche organiche e siamo di
fronte a Organi che tanta parte svolgono nel produrre l’Energia basilare per la formazione
del Sangue, la Gu Qì.
Anche per lo Stomaco sono numerose le sindromi che lo riguardano, che possiamo
schematizzare in:
 Sindromi da deficit:
 Deficit di Qì dello Stomaco;
 Stomaco freddo o in Deficit di yang;
 Deficit di yin dello Stomaco.
 Sindromi da eccesso:
 Stasi di Qì dello Stomaco;
 Fuoco dello Stomaco;
 Freddo che invade lo Stomaco;
 Qì Nì dello Stomaco verso l’alto;
 Ritenzione di cibo;
 Stasi di Sangue.
Esaminiamo dettagliatamente quest’ultima:
Stasi di Sangue dello Stomaco








Manifestazioni cliniche
Eziopatogenesi
Forte dolore all’epigastrio, che peggiora di
 Non ha una eziologia precisa;
notte;
 Stasi di Qì;
Fastidio alla pressione;
 Freddo o Calore allo Stomaco.
Nausea, vomito (a volte anche Sangue o
melena);
A volte Sangue nelle feci (correlazione con
Grosso Intestino);
Lingua violacea.
E’ una condizione il più delle volte cronica, che deriva da altre condizioni patologiche;
È una patologia molto importante perché può dare origine a cancro, cardiopatie e ictus;
Per il trattamento tonificare il Sangue, rimuovere la Stasi e favorire la discesa del Qì dello
Stomaco. All’uopo si può rendere utile stimolare il punto xi di Stomaco (34ST), che muove il Qì e il
Sangue, in accoppiata al punto jing distale di Stomaco 45ST, che in quanto punto “pozzo” ha una
energia a tendenza centrifuga, tende a far uscire, favorisce la circolazione del Qì i e la discesa
dell’energia che circola “controcorrente”. Un’altra accoppiata di punti indicati nella Stasi di
Sangue è 4LI e 11CV, che ristabiliscono la discesa del Qì dello Stomaco (quindi, indicati per
eruttazioni, nausea, gonfiori e dolori addominali) e regolano Soffio e Sangue. Un altro
suggerimento va per la stimolazione di 2LV, che sblocca tutte le stagnazioni in generale.
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I VISCERI STRAORDINARI
Il Sangue riveste grande importanza anche nella fisiologia di alcuni Visceri Straordinari e
nelle loro condizioni patologiche. I Visceri Straordinari sono in numero di sei: Cervello (Nau),
Midollo (Sui), Ossa (Gu), Vasi (Mai), Vescica Biliare (Dan), Utero (Nu Zi Bao). Sono definiti
con l’espressione Qì Heng Zhi Fu, indicante la loro straordinarietà, ma anche un concetto di
perennità. La straordinarietà è data dal fatto che hanno la forma di Visceri (sono cavi, sono
yang), ma non sono Organi di transito, accumulano Essenze raffinate yin, come Bile, Sangue,
Midollo, ma non le espellono. Inoltre, sono tutti correlati ai Reni e, quindi, al jing e alla Yuan
Qì: sono visceri ancestrali, che come i Meridiani straordinari assistono al passaggio dal Cielo
anteriore al Cielo posteriore, dal senza forma alla forma. A ciò si lega il concetto di perennità.
Al cap. 11 del So Wen, parlando dei Visceri Straordinari, il Cervello e il Midollo vengono
identificati col Cielo, così come i Vasi e le Ossa sono collegati alla Terra, l'Utero e la Vescica
biliare all'Acqua ed al Fuoco. Per la loro straordinarietà sono in stretta connessione con i
fenomeni ciclici dell'esistenza e con la perennità della vita. Sinteticamente, la coppia
Cervello/Midollo regge la vita in quanto meccanismo celeste che ordina ogni essere vivente:
il nostro ordine mentale, psichico, intellettuale e fisico.
I Meridiani straordinari fra i loro compiti hanno quello di integrare in un solo unicum i Sei
Visceri straordinari con gli Zangfu e con i Meridiani principali: i Reni rappresentano il mezzo
di collegamento. Le corrispondenze tra i Visceri straordinari ed i Canali straordinari sono:
Corrispondenze tra Visceri straordinari e Meridiani straordinari
Cervello Du Mai, Yin Qiao Mai, Yang Qiao Mai
Midollo Chong Mai, Du Mai
Ossa Chong Mai, Du Mai, Ren Mai
Vasi Chong Mai
Vescica Biliare Dai Mai
Utero Chong Mai, Ren Mai
I Visceri straordinari con i Meridiani straordinari partecipano all’evoluzione spirituale
dell’individuo, in una sorta di alchimia interna, che nel Taoismo è simbolicamente definita
come la trasformazione del jing, aspetto materiale, in Qì aspetto energetico, e poi in shen,
aspetto spirituale (Di Stanislao et al.). Tutto ciò è espresso nel corpo dai tre Dan Tien o
“Campi del Cinabro”, che sono collegati tra loro dalla colonna vertebrale (Ossa), dal Midollo
e dai Vasi. In ognuna delle aree del Dan Tien vi è un’attività privilegiata di uno dei Visceri
straordinari:
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 Il Dan Tien inferiore (zona periombellicale), dominato dall’attività dell’Utero e della
Vescica Biliare, che rappresenta la sopravvivenza e la fusione con se stessi, la
manifestazione materiale, il subconscio. L’energia attiva a questo livello è la Jing Qì;
 Il Dan Tien medio (zona del petto), dominato dall’attività di Ossa e Vasi, che rappresenta
lo scambio con gli altri, la “fusione con l’altro”e le manifestazioni psicoemotive. L’energia
attiva a questo livello è il Qì ( il jing è trasformato in Qì);
 Il Dan Tien superiore (zona della testa), dominato dal Cervello e Midollo, che rappresenta
la differenziazione, la trasformazione spirituale, la “fusione con lo spirito”, la
trasformazione del Qì in shen.
Funzioni dei Visceri Straordinari
Cervello
 Controlla la memoria, l’intelligenza, la concentrazione, la vista,
l’udito, il tatto e l’olfatto. In generale, il Cervello si riconduce al
Midollo.
 Riempito dal Midollo, nutrito dallo jing dei Reni e dal Sangue.
Midollo
 Riempie la spina dorsale ed il Cervello, è contenuto all’interno delle
ossa e ne assicura il nutrimento e l’umidificazione.
 Si produce dal jing dei Reni. Il midollo è l’Essenza purissima jing: “sono
i midolli a dare la forza alle ossa”.
Ossa
 Consentono la stazione eretta ed il movimento.
 Sono la residenza del Midollo e l’armatura interna del corpo.
Vasi
 Hanno il compito di nutrire tutto il corpo.
 Trasportano jing, shen, Sangue e Qì.
Vescica Biliare
 Non ha funzioni definite come Viscere Straordinario.
 Anche se è un fu ha le caratteristiche di uno Zang, che non comunica
con l’esterno e custodisce il liquido puro Bile.
Utero
 Governa le mestruazioni, il concepimento e la gravidanza.
 È definito Busta del Bambino, Palazzo del Bambino.
I problemi che sono legati ad un’alterazione dei Visceri straordinari si associano per alcuni
versi al declino della Yuan Qì durante il processo di invecchiamento:
Declino della Yuan Qì
Cervello
Midollo
Ossa
Vasi
Vescica Biliare
Utero
Demenza senile
Sistema immunitario
Osteoporosi
Arteriosclerosi
Digestione
Menopausa
Alcune sindromi specifiche dei Visceri straordinari si instaurano a causa delle turbe del
Sangue, creando delle vere patologie. Una parte importante di queste investe la sfera
femminile per le strette connessioni tra Utero e Sangue, ma anche i Vasi sono investiti nelle
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loro funzioni di nutrimento, veicolo, trasporto e circolazione, ed il Cervello in alcune
importanti patologie.
Il Cervello e le turbe del Sangue
Il Cervello è altrimenti detto Mare del Midollo. Ad esso vengono collegati il controllo della
intelligenza, della memoria, dell’attenzione e le funzioni della vista, dell’udito, dell’olfatto e
del gusto.
Il Cervello viene nutrito fondamentalmente dal jing dei Reni e dal Sangue; quest’ultimo deve
arrivare al Cervello e svolgere le sue funzioni di nutrire, scaldare e umidificare, come per tutti
gli altri distretti corporei. Al Cervello arrivano anche i Meridiani Distinti dopo aver
attraversato il Cuore. Questi per i loro collegamenti con i Meridiani principali e con gli
accoppiati yin o yang della stessa Loggia energetica, sono in collegamento con tutte le
funzioni fisiologiche, fisiche e spirituali dell’individuo. I Meridiani Distinti sono le vie afferenti
al Cervello, attraverso cui perviene l’informazione di tutto ciò che avviene nel corpo. Essi
passano attraverso il Cuore, dove risiede lo shen, prima di portare l’informazione al Cervello,
trascinando con sé l’impronta della individualità e delle caratteristiche dello shen di Cuore. Il
Cervello in sé lo possiamo considerare come una banca dati: riflette l’azione del pensiero
come la luna riflette la luce del sole. Il pensiero non è qualcosa di statico, genera movimento
e tutto ciò che il pensiero genera finisce per riflettersi a livello del Cervello, dove viene
conservata memoria del pensiero e del relativo accadimento. In questa visione della MTC il
Cervello è qualcosa di secondario, non è la sede principale del pensiero, ma riflette il
pensiero. È vero che il Cervello opera tutta una serie di controlli, ma l’origine di questi
controlli non è dentro il Cervello, è lo shen. In altri termini, è come se esistessero due forme
di intelligenza, chiamate Sole e Luna. La prima è collegata al Cuore, al Sole, ed è assimilabile
alla intelligenza calda, diretta, immediata, intuitiva, analogica (l’impronta dello shen); l’altra è
collegata al Cervello, alla Luna, è un’intelligenza fredda, riflessa, razionale, mediata. È
importante che queste due forme di intelligenza (l’eterno gioco yin/yang) cooperino per
permettere l’evoluzione e la differenziazione.
Il Cervello, inoltre, non e' solo controllato dai Meridiani Zu Tai Yang, Yin Qiao Mai e Yang Qiao
Mai, Du Mai, dai Meridiani Distinti e da Organi come Reni e Cuore, ma e' anche legato alla
Zong Qì, l’Energia dei ritmi e Soffio degli Antenati, che nasce nel petto e che non dipende
(unica e sola volta!) dalla Yuan Qì . Ogni individuo e' così specifico, singolo, distinto, ma anche
"memoria e conoscenza dell'intera sua genia".
In questo modo, il Cervello riceve e regola la perennità ciclica ed infinita della vita come
Organo deputato a svolgere un primario ruolo ordinatore.
Gli organi di senso sono collegati ognuno con lo Zang di pertinenza. Così, per esempio,
l’occhio e la vista sono manifestazioni delle funzioni del Fegato, ma il Cervello è collegato alla
vista sotto il profilo più meccanico. Il Fegato controlla gli occhi in quanto telecamere che
raccolgono le immagini, ma le immagini poi vanno a finire nella memoria e questa memoria
è il Cervello. Il Fegato controlla la capacità visiva dell’organo, alla quale è legata pure
l’interpretazione di ciò che vediamo; quindi, il Fegato è anche legato alla possibilità di avere
delle visioni, alla lungimiranza, al precedere, guardare oltre. Ma questa visione deve lasciare
una traccia, un ricordo ed ecco che entra il Cervello a registrare. Così succede per l’udito, per
il tatto e per l’olfatto. Questa visione è ben lontana da quella della Medicina occidentale!
Le funzioni del Cervello, nell’ottica dell’MTC, si possono così riassumere:
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 Funzione legata alla shen ( relazione fra Cuore e Cervello come conoscenza);
 Funzione di scambio fra Terra e Cielo, attraverso i Meridiani straordinari Yin Qiao Mai e
Yang Qiao Mai, che salgono dai piedi fino a 1BL e poi penetrano nel Cervello;
 Funzione di coordinazione collegata al Grosso Intestino;
 Funzione di messaggero. Il Cervello distribuisce tutte le informazioni al corpo e ciò
equivale al Vento del Cervello, in quanto per Vento si intende qualcosa che mobilizza,
rapido, brutale, ma in più è un messaggero. Va infatti in tutte le direzioni dello spazio. Si
dice che "riunisce tutte le energie del Sole per parlare agli otto Venti".
Il Cervello ha bisogno che sia fiorente il jing dei Reni, perché possa essere strutturato bene
nella formazione e perché possa essere costantemente rinnovato e nutrito. Allo stesso
tempo, è necessario che ci sia Sangue e che arrivi in alto, perché se abbiamo una Carenza di
yang potrebbe esserci un ridotto afflusso del Sangue in alto e potrebbe esserci una Carenza
di Sangue a livello del Cervello (vuoto di memoria, abbassamento della vista, abbassamento
dell’udito, ecc.), oppure una carenza effettiva di Sangue per indebolimento della Milza, con
tutte le conseguenze che questo comporta sul Cervello. Ci può essere, inoltre, un
indebolimento a livello del jing dei Reni che non nutre bene il Cervello con manifestazioni di
sindromi specifiche come Cervello pigro, memoria modesta, poca chiarezza mentale, ecc.).
Cervello e colonna sono strettamente connessi: la colonna (e quindi il Du Mai) collega il
Cinabro inferiore al superiore, realizzando la relazione Reni/Cervello, e grazie alla colonna (si
pensi alle radici nervose dei nervi periferici) gli arti si muovono sotto il controllo del Cervello.
Inoltre, il Cervello risente dei Liquidi profondi (Ye) e, quindi, delle secrezioni endocrine nella
loro totalità. Una cattiva alimentazione (poca Gu Qì e di scarsa qualità) determina
aggravamento del Vuoto di Liquidi Jin Ye; infatti, le persone anziane e diabetiche, che sono
spesso soggette a Vuoto di Jin Ye; non riescono a produrre di fatto una buona Gu Qì.
Fra le patologie del Cervello ve ne sono alcune che rivestono una particolare importanza per
gravità o per coinvolgimento sociale o per diffusione, fra cui ricordo l’Ictus, la paralisi
flaccida, l’ Alzheimer, la vertigine ed il Parkinson. Alcune, come la vertigine, trovano fra i
propri fattori eziopatogenetici il Vuoto di Sangue ed un quadro clinico sovrapponibile ad
altri, che abbiamo già incontrato nella descrizione di altri Vuoti di Sangue: viso pallido,
palpitazioni, offuscamento della vista e lipotimie, se si assume repentinamente la stazione
eretta, lingua pallida e sottile.
Di Stanislao indica fra i punti da trattare il 22VG in tonificazione come punto delle vertigini
da Vuoto di Sangue.
Fra le tante cause della demenza senile si può ascrivere anche l’insufficienza del Sangue di
Fegato (Leung Kwok-Po).
I Vasi e le turbe del Sangue
Con il termine “Vasi” non ci si riferisce soltanto ai vasi sanguigni, ma il concetto è allargato
anche ai vasi energetici, cioè ai Meridiani. Per questo fra le funzioni che vengono prese in
considerazione si parla anche di nutrimento, perché Vasi sanguigni e Meridiani assolvono
alla funzione nutritiva, portando nutrimento con il Sangue ed il Soffio in tutte le parti del
corpo. Inoltre, il nutrimento si deve allargare come concetto anche al nutrimento psichico e
spirituale, visto che i Vasi trasportano il Qì, che è la funzione, lo spazio mediano tra materia e
spirito, e con il Sangue anche lo shen.
I Vasi sono influenzati dai Reni, dal Cuore, dal Polmone e dalla Milza.
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I Vasi sono collegati ai Reni, perché la Yuan Qì che trova la sua fonte di origine nel jing dei
Reni, è il Soffio che innesca la trasformazione della Gu Qì e degli altri Soffi in Sangue (vedere
la formazione del Sangue). Fra le funzioni del Cuore c’è il controllo dei Vasi sanguigni e fra
quelle del Polmone la circolazione del Soffio. Come ho precedentemente ribadito, il Soffio,
che circola nei Vasi sanguigni e nei Meridiani, è essenziale per aiutare il Cuore a far circolare
il Sangue. Inoltre, il Polmone, governando anche la circolazione del Soffio nutritivo, acquista
una doppia valenza nella circolazione e nel controllo dei Vasi (cfr. Ruolo degli Zang nella
circolazione del Sangue, pag.49). La Milza, attraverso la forza del suo Qì, garantisce che i Vasi
siano ben tonici e senza cedimenti per un buon mantenimento del Sangue nei Vasi.
Alla luce di queste funzioni, il Ristagno di Qì o di Sangue (sindromi da eccesso), come anche
le Carenze di Qì e Sangue (sindromi da deficit), causano Ristagni nei Vasi con sintomatologie
e quadri clinici lievi, come gonfiore, senso di pesantezza, prurito, formicolii, ma anche molto
importanti e, a seconda del distretto impegnato, con manifestazioni cianotiche, varicoceli,
trombosi periferiche e coronariche, emorragie, ecc. La Stasi di Sangue di Cuore nei Vasi può
essa stessa causare dolore precordiale o sottosternale, transitorio nei casi più lievi e
persistente nei casi più gravi. Inoltre, sia il Deficit di Qì sia il Deficit di Sangue diminuiscono la
scorta di Sangue attraverso il corpo, la cui principale manifestazione clinica è il pallore,
compresa la carnagione e la lingua pallida.
I problemi circolatori, di qualunque tipo essi siano, sono fonte anche di altri problemi più o
meno gravi, come la ritenzione idrica e la cellulite, l'edema alle caviglie, i crampi notturni, le
emorroidi, la fragilità capillare a carico della retina negli occhi, che può dare disturbi alla
vista talvolta anche molto seri, fino ad arrivare a un deficit delle funzioni cognitive, come
difficoltà di concentrazione, mancanza di memoria e ronzii auricolari quando il distretto
interessato è il Cervello, oltre a disturbi man mano più gravi.
L’Utero e le turbe del Sangue
Per la grande importanza che riveste il Sangue per l’Utero in tutte le sue espressioni
fisiopatologiche, si può tranquillamente ritenere l’Utero come il Viscere straordinario più
importante. La MTC ha sempre attribuito maggiore rilevanza all’Utero piuttosto che alle
Ovaie, intendendo però con Utero tutto il sistema riproduttivo femminile, descritto come
una scodella chiusa a tre diramazioni conformi, una inferiore verso la vagina, detta Collo
dell’Utero, e due superiori, che si dirigono a destra e a sinistra, riferite alle Ovaie.
Nei testi antichi cinesi l’Utero ha assunto nomi diversi tutti molto significativi, come zigong
(Palazzo del Bambino), nuzibao (Busta del Bambino e della Donna), zizang (Organo del
Bambino), baogong (Palazzo dell’Involucro), baozang (Organo della Busta), baoshi (Camera della
Busta), xueshi (Camera del Sangue). Si tratta di un Organo cavo, che ha una caratteristica del
tutto originale rispetto agli altri Organi: durante il flusso mestruale e durante il parto ha una
funzione escretrice, come un Viscere fu, mentre nell’intervallo tra due mestruazioni e
durante la gravidanza ha funzione di conservazione, come uno Zang, Organo pieno. Nel So
Wen è chiamato “fu straordinario permanente”.
Ha le funzioni di regolare le mestruazioni e di contenere il Feto durante la gravidanza.
Queste sue funzioni, così importanti per il perpetuarsi della vita stessa, sono sostenute dalle
relazioni che stabilisce con i Meridiani straordinari Ren Mai, Chong Mai e Du Mai, e con
Organi come i Reni, Cuore, Fegato, Milza e Stomaco. La relazione con i Reni e con i Meridiani
straordinari è stabilita dal fatto che questi prendono origine dal tratto comune, che a sua
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volta nasce nel Mingmen, dove si custodisce l’Essenza pura della Vita, ed arriva al perineo. Ren
Mai e Chong Mai nel loro percorso attraversano l’Utero e sono intimamente connessi ad esso.
Le mestruazioni regolari ed il normale svolgersi della gravidanza dipendono dallo stato di
questi Meridiani, che a loro volta dipendono dalla qualità e quantità del jing dei Reni. Infatti,
se il jing è copioso e di buona qualità anche i Meridiani straordinari saranno funzionalmente
pieni e forti e l’Utero potrà essere abbondantemente rifornito di jing e Qì dal Ren Mai,
Sangue dal Chong Mai e Soffio yang dal Du Mai. Quest’ultimo è forse meno importante degli
altri due Meridiani straordinari per le funzioni dell’Utero, ma nel Ciclo mestruale è
importante proprio per l’afflusso di yang che porta. Il Ciclo mestruale in MTC è inteso come
l’andare ciclico di una marea con l’alternanza dell’onda dello yin e quella dello yang. Lo yin
cresce durante la fase follicolare , mentre diminuisce nella fase luteinica e, viceversa, l’onda
dello yang aumenta in fase luteinica e diminuisce in fase follicolare. Queste onde cicliche
sono un riverbero dell’attività dei Meridiani, che scorrono nell’Utero: il Ren Mai porta lo yin,
il Qì ed il jing, il Chong Mai porta il Sangue, che è anch’esso yin, ed il Du Mai, Mare dei
Meridiani yang, porta lo yang favorendo l’ovulazione.
Nel ciclo mestruale si possono distinguere quattro fasi:
1. Fase mestruale, durante la quale il Sangue fluisce all’esterno. In una mestruazione
regolare il Qì ed il Sangue del Fegato ed il Qì ed il Sangue di Cuore hanno un armonioso
fluire, che è assicurato dalla libera circolazione del Qì del Fegato.
2. Fase post-mestruale, inizio della fase follicolare, in cui siamo in una Carenza di Sangue e
di yin e dove comincia a scendere lo yang e risalire lo yin.
3. Fase inter-mestruale, in cui si raggiunge il picco di yin. Da adesso comincia a diminuire lo
yin ed aumentare lo yang per fornire il calore necessario all’ovulazione.
4. Fase pre-mestruale durante la quale continua l’apporto dello yang fino a raggiungere il
suo massimo.
Durante la gravidanza l’Utero è preposto, svolgendo funzioni di Zang, a contenere il Feto e
per questo Ren Mai e Chong Mai lo riforniscono continuamente di jing, Qì e Sangue; il Ren Mai
più sotto l’aspetto Jing e Soffio, mentre il Chong Mai più sotto l’aspetto Sangue.
Vorrei proporre, ora, un quadro sintetico di Maciocia sulle relazioni dell’Utero con i
Meridiani e con gli Organi per poterne dare una spiegazione più chiara.
Promuove la trasform. yin/yan
Cuore
Bao Mai
Milza
Fornisce yin
Produce Sangue
Tramite Chong
Utero
Stomaco
Muove Sangue
Fornisce yang
Fornisce Sangue
Fegato
Bao Luo
Reni
Ren Mai
Chong Mai
Du Mai
Fornisce Jing / origine tian gui)
Relazioni tra Utero, Meridiani straordinari e Organi interni
(da G. Maciocia – I fondamenti di Medicina Cinese)
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il sangue nell’ottica della Medicina Tradizionale Cinese
L’Utero ha le proprie connessioni con Reni e con Cuore attraverso due canali con
caratteristiche peculiari: con i Reni attraverso un Meridiano Luo, chiamato Bao Luo, o Canale
dell’Utero, mentre il suo collegamento con il Cuore è realizzato tramite il Bao Mai, detto
anche Vaso dell’Utero. Alcuni Autori pensano che il Bao Mai possa essere parte del Chong Mai.
I Reni intervengono in diversi modi nelle funzioni dell’Utero:
 Sono l’origine del Tian Gui (Sangue mestruale), che è citato dal So Wen nel 1° capitolo:
“all’età di 14 anni il Tian Gui arriva, il Ren Mai è aperto e il Chong Mai abbondante, il flusso
mestruale scende al tempo dovuto, per cui si può procreare …. all’età di 49 anni il Ren Mai
è debole, il Chong Mai impoverito, il Tian Gui declina, la via della Terra non è aperta, perciò
l’aspetto esteriore si deteriora e non si può più procreare”.
Il Tian Gui non è propriamente Sangue, come comunemente inteso, ma materia
fondamentale yin, qualcosa che deriva direttamente dal jing dei Reni, qualcosa di
prezioso come appunto il jing, l’Essenza congenita, che origina nel Cielo anteriore e che
dipende per il nutrimento dall’Essenza acquisita del Cielo posteriore. Infatti, tian = cielo
gui= acqua; quindi, Tian Gui è jing originario ed Acqua sostanziale che serve per crescere.
Esso è determinante nelle mestruazioni e nella riproduzione.
 Sono la Madre del Fegato, il quale fornisce Sangue all’Utero;
 Sono correlati al Ren Mai ed al Chong Mai e regolano il Qì ed il Sangue dell’Utero.
Il Sangue costituisce l’aspetto principale nella fisiologia della donna, ed è anche l’aspetto più
carente, in quanto ogni mese ne viene perduto parecchio attraverso il mestruo.
L’Utero è connesso al Cuore tramite il Bao Mai ed il Qi e il Sangue di Cuore scendono verso
l’Utero promuovendo la liberazione del Sangue mestruale, durante la mestruazione, e la
liberazione delle cellule uovo durante l’ovulazione, sotto il controllo del Chong mai. Quindi, il
Cuore tramite il Bao Mai interviene nella ciclica marea yin/yang delle mestruazioni: con il
Sangue nutre l’Utero e contribuisce con lo yang, incontrando il jing di Reni, a formare il Tian
Gui. L’influenza del Sangue di Cuore sull’Utero si vede anche nelle manifestazioni
patologiche; infatti:
 Il Deficit di Sangue di Cuore può causare amenorrea;
 Il Calore nel Sangue di Cuore può causare menorragia;
 La Stasi del Sangue di Cuore può causare mestruazioni dolorose.
La Milza, ancora una volta, è importante come Organo che, producendo il Soffio del Cielo
posteriore, ha il suo importante peso nella produzione del Sangue.
Il Fegato è la grande riserva di Sangue e l’Utero richiede sempre un abbondante apporto di
Sangue, per cui quando si creano delle situazioni di Carenza o di Stasi di Sangue si possono
avere, come abbiamo visto sopra per la Milza, numerose condizioni cliniche, come
mestruazioni scarse o amenorrea nel caso di Carenza, mestruazioni dolorose e/o irregolari in
caso di Stasi di Sangue, menorragia e/o metrorragia in caso di Calore.
Lo Stomaco è connesso all’Utero tramite il Chong Mai. Questa connessione si esprime spesso
sia durante le mestruazioni, che durante la gravidanza con delle manifestazioni di QìNi di
Stomaco, come nausea e vomito.
Concludiamo questo capitolo con un rapido escursus sulle più importanti patologie
dell’Utero, che riscontrano turbe del Sangue.
Tensione premestruale
E’ uno stato in cui si può trovare la donna, caratterizzato da sintomi emozionali e fisici, che si
manifestano nella fase premestruale. Le sindromi della tensione premestruale possono
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il sangue nell’ottica della Medicina Tradizionale Cinese
essere da Pieno (Stasi del Qì di Fegato, Flegma-Fuoco che divampa verso l’alto) e da Vuoto
(Vuoto del Sangue di Fegato, Vuoto dello yin del Fegato e dei Reni, Vuoto della Milza e dei
Reni).
I fattori eziologici sono riscontrabili nello stress emozionale, che col tempo può creare una
Stasi di Qì di Fegato, nella dieta ricca di latticini e grassi, che porta alla formazione di Flegma
che a sua volta può sfociare in un Flegma-Fuoco, lavoro eccessivo ed eccessiva attività
sessuale, che possono indebolire lo yin di Fegato e Reni.
Sindrome premestruale da Vuoto di Sangue








Manifestazioni cliniche
Eziopatogenesi
Depressione e tendenza al pianto prima
 Vuoto di Sangue di Fegato;
delle mestruazioni;
 Lavoro eccessivo con indebolimento
Leggero gonfiore addominale e al seno;
dello yin del Fegato e dei Reni →
Stanchezza, scarsa memoria;
Vuoto di yin e di Sangue del Fegato,
Sonno agitato, vertigini;
che può causare a sua volta Stasi
Carnagione pallida;
del Qi di Fegato.
Lingua pallida.
Se il Sangue e/o loyin di Fegato sono in Vuoto il Qì di Fegato è privato della sua radice e ristagna.
Principi di trattamento: nutrire il Sangue del Fegato, muovere il Qì del Fegato.
Dismenorrea
È una menorrea caratterizzata da dolore nell’addome inferiore e nella regione lombosacrale,
che si manifesta prima, durante e/o dopo le mestruazioni. Le sindromi, che presentano un
quadro clinico di dismenorrea, sono diverse e possono essere classificate come al solito in
sindromi da Pieno (Stasi del Qì e del Sangue, Stasi da Freddo, Umidità-Calore) e da Vuoto
(Vuoto del Qì e del Sangue, Vuoto dello yin dei Reni e del Fegato).
I fattori eziologici sono riscontrabili:
 nello stress emozionale, che può comportare una Stasi del Qì di Fegato e questo, a sua
volta, una Stasi di Sangue nell’Utero;
 nella esposizione eccessiva al Freddo e all’Umidità con l’invasione di questi fattori
patogeni nell’Utero, per cui si può sviluppare una Stasi di Sangue nell’Utero;
 nel lavoro eccessivo e nelle malattie croniche con consequenziale Vuoto di Qì e di Sangue,
che si riverbera negativamente sul contributo del Ren Mai e Chong Mai alla regolarità
fisiologica della mestruazione;
 nella eccessiva attività sessuale e nei parti numerosi e ravvicinati, da cui Fegato e Reni ne
escono indeboliti con conseguente Vuoto dei due Organi in termini di Qì e di Sangue con
le stesse conseguenze descritte al punto precedente per Ren Mai e Chong Mai.
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il sangue nell’ottica della Medicina Tradizionale Cinese
Dismenorrea da Stasi di Qì e del Sangue
Manifestazioni cliniche
 Dolore localizzato nella parte inferiore dell’addome, che si manifesta prima e durante le
mestruazioni;
 Sangue mestruale scuro con coaguli;
 Miglioramento del dolore dopo espulsione dei coaguli;
 Irritabilità, tensione premestruale;
 Lingua violacea.
Note
 C’è un distinguo nelle manifestazioni cliniche a seconda se trattasi di Stasi di Qì o Stasi di Sangue:
o nella Stasi di Qì è più marcato il senso di gonfiore al seno e all’addome;
o nella Stasi di Sangue è più marcato il dolore, il Sangue scuro con coaguli e la Lingua
decisamente violacea.
 Per il trattamento mobilizzare il Qì ed il Sangue, eliminare la stasi ed il dolore.
Dismenorrea da Vuoto di Qì e del Sangue
Manifestazioni cliniche
 Dolore sordo all’ipogastrio verso la fine o dopo le mestruazioni;
 Dolore che si attenua con la pressione ed il massaggio;
 Scarsa perdita di Sangue, carnagione pallida, astenia;
 Feci non formate.
Note
 Per il trattamento tonificare il Qì , rafforzare la Milza e nutrire il Sangue.
Menorragia e Metrorragia
La Menorragia è un flusso mestruale eccessivo, che supera cioè la perdita media di Sangue di
un flusso normale, che è mediamente pari a circa 80 ml.
La Metrorragia, invece, riguarda un sanguinamento uterino al di fuori del ciclo mestruale.
Essa può essere anche citata a volte come Inondazione, che indica un sanguinamento
profuso ed improvviso, che può accadere durante un normale flusso mestruale, oppure
prima, come una mestruazione anticipata.
Malgrado si possa ritenere che la Metrorragia sia una condizione patologica più severa,
ambedue le condizioni hanno una comune patogenesi:
 nello stress emozionale, che causa una Stasi del Soffio. La Stasi innesca tutta una serie di
meccanismi, che conducono al sanguinamento: la Stasi di Qì porta la Stasi di Sangue,
questa porta Calore, che a sua volta agita il Sangue, che tenderà a fuoriuscire.
 nel lavoro ed attività sessuale eccessivi, che indeboliscono lo yin di Fegato e Reni. Anche
qui si innescano meccanismi che causano la fuoriuscita di Sangue dall’Utero (il Vuoto di
yin causa Calore-Vuoto, che agita il Sangue).
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il sangue nell’ottica della Medicina Tradizionale Cinese
 nell’eccessivo lavoro fisico e nelle malattie croniche. La Milza si indebolisce e non riesce a
controllare il Sangue.
 nelle perdite di Sangue durante i parti, che indeboliscono i Reni ed il Fegato, i quali non
riescono a trattenere il Sangue.
La strategia terapeutica di queste due patologie ginecologiche si basano:
 sulla armonizzazione del Sangue: operare, cioè, per arrestare le perdite di Sangue,
calmare e nutrire il Sangue;
 trattare le cause del sanguinamento, come il Calore nel Sangue, la Stasi di Sangue, il
Vuoto di Qì e dello yang.
Sindromi
Manifestazioni cliniche
Calore del Sangue
Inizio improvviso e molto abbondante del flusso, spesso mestruazioni che anticipano,
piccole perdite che durano molto tempo dopo la fine del flusso, Sangue rosso brillante
o rosso scuro, sete, viso rosso, agitazione, sensazione di Calore, urine scure, stipsi.
Lingua rossa con induito giallo.
Calore-Vuoto del
Sangue
Flusso improvviso e molto abbondante al di fuori del periodo mestruale, stillicidio,
agitazione mentale, sensazione di calore alla sera, zigomi rossi, urine scarse e scure,
feci secche. Lingua rossa senza induito.
Stasi di Sangue
Flusso mestruale esitante nell’iniziare e nel fermarsi, sembra fermarsi e poi riparte
abbondante, stillicidio, dolore prima delle mestruazioni, sangue scuro con coaguli,
gonfiore addominale, carnagione scura. Lingua bluastra-violacea o rosso porpora.
Milza che non
trattiene il Sangue
Flusso mestruale molto abbondante all’inizio del ciclo, che si ferma e poi ricomincia
come stillicidio, Sangue pallido e molto fluido, viso pallido, stanchezza, vertigini
leggere, mancanza di appetito, feci non formate. Lingua pallida con impronta dei denti.
Vuoto dello yang dei
Reni
Sanguinamento prolungato con stillicidio dopo il ciclo, mestruazioni che ritardano,
Sangue pallido, sensazione di freddo, lombalgia, arti freddi, carnagione pallida,
ginocchia deboli, urine chiare. Lingua pallida e gonfia.
Vuoto dello yin dei
Reni
Stillicidio, mestruazioni che ritardano a venire, Sangue rosso vivo e fluido, acufeni,
vertigini, ginocchia deboli, sensazione di calore alla sera, sudorazione notturna,
vampate di calore, rossore agli zigomi, agitazione mentale. Lingua rossa senza induito.
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angiolino ferraro
il sangue nell’ottica della Medicina Tradizionale Cinese
Altre condizioni patologiche da Vuoto di Sangue
Depressione post-partum
È legata ad un grande Vuoto di Soffio e di Sangue e a una turba dei
Sette sentimenti.
Amenorrea persistente
(Sindrome di Chiari e Frommel)
Presenza di cicli anovulatori dopo due mesi dal termine
dell’allattamento, che riconosce come cause:
 Vuoto di Milza con senso di pesantezza generalizzato, feci
molle, scarso appetito, idee ossessive, nevrosi, lingua gonfia,
umida e pallida;
 Vuoto di Sangue: pallore, estrema agitazione, lingua pallida e
tremolante;
 Vuoto di jing : vertigini, astenia, decalcificazioni, perdita di
capelli, unghie fragili, lingua secca e con ragadi.
Depressione gravidica
Per varie cause è sempre possibile una riduzione del tono
dell’umore in gravidanza. Fra le cause principali c’è il Vuoto di
Sangue: gravida dolce e ansiosa, che lamenta insonnia,
emotività, palpitazioni, anoressia, pallore, astenia, lingua pallida e
tremolante con scarso induito.
Minaccia d’aborto
Questa condizione si deve ad un Vuoto di yang o di Soffio e Sangue,
ovvero ad un Deficit di jing di Reni. Anche una turba emotiva
protratta può esserne alla base, soprattutto per gli aborti in
persone giovani.
Cefalea gravidica
Alcune cefalee pulsanti di tipo emicranico da Vuoto di Sangue
peggiorano durante il periodo gravidico, perché il Sangue della
donna deve nutrire il Feto e questo fatto causa un aumento del
Vuoto con comparsa della sintomatologia dolorosa.
L’emicrania da Vuoto di Sangue può essere causata da:
- una mancata produzione;
- una mancata distribuzione;
- mancato arrivo del Sangue alla testa.
Oligomenorrea
Per oligomenorrea si intende la ricorrenza delle mestruazioni ad
intervalli di tempo superiori ai 35 giorni ma inferiori a 3 mesi.
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angiolino ferraro
il sangue nell’ottica della Medicina Tradizionale Cinese
IL SANGUE E I MERIDIANI
I Soffi del Cielo e della Terra attraversano il Microcosmo Uomo: i Soffi yang del Cielo negli
aspetti taiyang, shaoyang e yangming ed i Soffi yin della Terra negli aspetti taiyin, shaoyin e yueyin.
I Soffi yang , come sappiamo, circolano nelle zone yang del corpo (dorso e fasce esterne degli
arti) e i Soffi yin circolano nelle zone yin (la zona ventrale del corpo e le fasce interne degli
arti). I dodici Meridiani principali, costituiti da questi Sei Assi Energetici, sotto il profilo
funzionale sono in stretta relazione con le funzioni degli Zangfu : i Meridiani yin sono in
stretta relazione con gli Organi, mentre i Meridiani yang con i Visceri. Nella stessa Loggia
Energetica il Meridiano yin è in relazione biao-li con il Meridiano yang, come due aspetti
inseparabili della stessa cosa. Il Soffio circola nei Meridiani.
Come il Cuore pompa il Sangue nei Vasi, così il Polmone pompa il Qì nei Meridiani secondo
determinati cicli che iniziano e finiscono nel torace, perché è dal torace che si distribuisce il
Soffio, come è dal torace che si distribuisce il Sangue, così è nel torace che ritornano Soffio e
Sangue, secondo un concetto di “circolazione della vita”. Soffio e Sangue, sappiamo, sono in
strettissima relazione: il Sangue è esso stesso una forma di Qì, densa e materiale, e con il Qì
circola nei Meridiani, come il Qì circola nei Vasi con il Sangue.
Dai Meridiani principali si distaccano i Meridiani secondari (i Muscolari, i Distinti e i Luo) e lo
stato dei Meridiani principali influenza anche i Meridiani secondari. Fra i Meridiani secondari
i Luo costituiscono una rete diffusa, il cui compito è quello di nutrire e connettere tutte le
zone del corpo. Essi si distinguono in Luo trasversali, Luo longitudinali e Luo capillari.
I Luo capillari, distribuiti capillarmente e superficialmente tra i Meridiani principali e la pelle,
sono molto suscettibili alle Stasi di Qi e alle Stasi di Sangue. Fra i Luo capillari abbiamo i Xue
Luo, o canali Luo del Sangue. La maggior parte dei sintomi da Stasi, che si verificano in tutto
il corpo, sono nell’area dei canali Xue Luo (per esempio le macule di Sangue, le petecchie, i
fibromi uterini, ecc.).
I Xue Luo, controllati dal Chong mai, in quanto Mare del Sangue e Mare dei Dodici Canali, sono
coinvolti nelle emorragie da Stasi di Sangue, perché vengono proprio ostruiti dal Sangue
stagnante, e dai QiNi per eccesso di Calore nel Sangue e da Calore vuoto, il cui Fuoco
danneggia i Xue Luo. Questo provoca emorragie del tipo epistassi, ematemesi ed emottisi.
Dato che i Xue Luo sono coinvolti nelle Stasi di Sangue ed il Chong Mai li controlla,
quest’ultimo può essere utilizzato per trattare le Stasi di Sangue non solo nell’apparato
ginecologico, ma in qualsiasi parte del corpo.
I Meridiani muscolari hanno il compito di controllare il movimento e tutti gli aspetti motori e
si diramano dai Punti Jing distali, che per la loro dinamica energetica vengono coinvolti e
sollecitati anche in caso di Stasi di Sangue, oltre che di Soffio. Un utilizzo dei Jing distali con
stimolazione anche in sanguinamento può essere utile per trattare le sindromi gravi di
Calore e di yang.
I Meridiani Distinti, che si distaccano dai Meridiani principali, abbiamo visto che hanno la
caratteristica di portare il Soffio al Cervello, passando per il Cuore, sede dello shen, e, quindi,
di mettere in connessione la Mente con lo Spirito.
Qi Jing Ba Mai è la sintesi cinese, che sta ad indicare i Meridiani meravigliosi e la loro
straordinarietà. È la straordinarietà della vita, il mistero della sua origine e della sua
creazione, che definiscono la straordinarietà dei Meridiani meravigliosi. I Meridiani
meravigliosi, comunemente detti straordinari, partecipano ai meccanismi che permettono
alla vita di manifestarsi, ma svolgono anche una funzione regolatrice dell’onda energetica
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angiolino ferraro
il sangue nell’ottica della Medicina Tradizionale Cinese
nei Meridiani principali; infatti, vengono paragonati a laghi e mari, mentre i Meridiani
principali vengono paragonati a fiumi.
Abbiamo visto come le strettissime connessioni tra i percorsi di Chong Mai e Ren Mai con
l’Utero, la formazione del Feto, tutta la gravidanza ed il parto, nonché l’allattamento siano
un’opera meravigliosa di grande collaborazione fra strutture diverse per il raggiungimento
dello scopo primo ed ultimo della vita stessa: il suo perpetuarsi. Chong Mai, Ren Mai e Du Mai
si diramano da una origine comune, sono le prime strutture energetiche, che si sviluppano
nell’embrione e sono responsabili dell’embriogenesi, attuando il passaggio dal Cielo
anteriore al Cielo posteriore. Il Ren Mai fornisce il Qì e il jing all’Utero, mentre il Chong Mai
fornisce il Sangue. Le mestruazioni e la gravidanza dipendono dallo stato di Ren Mai e Chong
Mai, che a loro volta dipendono dallo stato dei Reni. Se il jing dei Reni è abbondante il Ren
Mai e il Chong Mai sono forti e l’Utero è adeguatamente rifornito di Sangue e jing, così
mestruazioni e gravidanza sono normali. Se il jing dei Reni è debole, il Ren Mai e Chong Mai
saranno vuoti, l’Utero non sarà rifornito di Sangue e jing in modo corretto, le mestruazioni
saranno irregolari, e si potranno manifestare amenorrea o infertilità.
Il Du Mai è detto anche “Mare dei Meridiani yang”, perché questi convergono tutti nel 14GV,
che si trova a livello della settima vertebra cervicale. Come abbiamo detto, influenza meno
l’Utero, ma è molto importante, in tutti gli aspetti dello yang.
Il Ren Mai è chiamato il “Mare dei Meridiani yin”, perché influenza tutti i canali yin del corpo.
Il Ren Mai ha importanza estrema per il sistema produttivo sia degli uomini che delle donne,
in particolare delle donne, perché regola l’Utero e il Sangue, quindi regola la pubertà, il ciclo
mestruale, la fertilità, il concepimento, la gravidanza, il parto e la menopausa. Come Mare
dello yin, nutre lo yin del corpo, in simmetria con il Du Mai che nutre lo yang. Il suo
trattamento trova tante altre indicazioni cliniche, soprattutto per il movimento che opera sul
Qì e sui liquidi.
Il Chong Mai è molto complesso, perché agisce in modi diversi a differenti livelli ed assume
tanti nomi proprio per questo. È chiamato Mare dei Cinque Organi e dei Sei Visceri perché
grazie alle sue connessioni con i Reni (ha origine in quella zona e distribuisce il jing dei Reni in
tutto il corpo) e con lo Stomaco (passa attraverso 30ST, che è definito Mare del Cibo) collega
il Qi del Cielo anteriore e il Qi del Cielo posteriore ed, inoltre, nella gamba scorre intimamente
ai Meridiani yin. Per quel che ci riguarda in questo lavoro, è chiamato Mare del Sangue, in
quanto è correlato al Sangue dell’Utero e controlla gli Xue Luo. Maciocia paragona i rapporti
del Chong Mai con gli altri Meridiani straordinari ai rapporti del capofamiglia con gli altri
membri di una famiglia. Il Chong Mai rappresenta il padre e, pertanto, il membro più
importante, il centro del nucleo familiare e il punto di origine della famiglia. C’è un passo del
Ling Shu (capitolo 33), che descrive questa sua funzione di Mare del Sangue: “Quando i mari
funzionano in maniera armoniosa si ha la vita; quando funzionano contro il normale flusso si
ha la patologia (…) quando il Mare del Sangue è in eccesso, la persona ha la sensazione che il
corpo diventi più grande e non è capace di localizzare il proprio problema; quando il Mare del
sangue è in deficit, la persona ha la sensazione che il proprio corpo diventi più piccolo e non è
capace di localizzare il problema”. Questo aspetto del Chong Mai, oltre alla profonda
influenza sul sistema ginecologico, è responsabile dei cicli di sette anni della donna e della
trasformazione del jing dei Reni in Sangue mestruale. Come Mare del Sangue, il Chong Mai
agisce anche su molte patologie del Sangue, frequenti nei problemi ginecologici, come le
Stasi di Sangue. Inoltre, è in relazione al Cuore, in quanto si disperde nel torace e il Cuore
governa il Sangue. Grazie a questo collegamento il trattamento del Chong Mai può essere
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angiolino ferraro
il sangue nell’ottica della Medicina Tradizionale Cinese
utilizzato per le palpitazioni e l’ansia durante la menopausa (diminuzione del Sangue nel
Chong Mai con liberazione di Qì).
Per il trattamento dei Meridiani in generale si rimanda alle tecniche di shiatsu e tuina, che
ampiamente descrivono come trattarli efficacemente. Qui si vuole solo ricordare:
 I Xue Luo si possono trattare attraverso la stimolazione dei punti luo presenti sui
Meridiani principali.
 I Meridiani muscolari si possono contattare attraverso la stimolazione dei Punti Jing
distali, che, ricordo, sono i punti più estremi sulle dita delle mani e dei piedi.
 Il Du Mai, attraverso i suoi punti di Vaso Governatore, si snoda lungo tutta la colonna;
punto chiave 3SI, punto di origine 1GV. Per tonificare lo yang dei Reni, ma anche lo yang in
generale, è utile la moxa su 4GV, il punto di Mingmen.
 Il Ren Mai con i suoi punti di Vaso Concezione si snoda su tutto l’asse mediano ventrale
del tronco, del collo e del mento fino al centro del solco mento-labiale; punto chiave
7LU, punto di origine 1CV.
 Il Chong Mai nelle sue definizioni porta vari nomi, che stanno a sintetizzare le sue
principali caratteristiche (Mare dei Jing e dei Luo, Crocevia, Mare dei Cinque Organi e dei
Sei Visceri, Mare del Sangue); non ha punti propri, ma quelli di Reni, sui quali si duplica
nel tratto ventrale. Punto chiave 4SP, punto di origine 30ST.
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angiolino ferraro
il sangue nell’ottica della Medicina Tradizionale Cinese
CONCLUSIONI
È stata una lunga, lunghissima cavalcata, che ha impegnato molto tempo e tanta ricerca
nelle righe del vasto materiale a disposizione ed in internet, ma soprattutto ha implicato la
necessità di una domanda: quale strada percorrere? La mia fortuna è stata che la domanda
me la sono posta subito ed è stato con questo interrogativo, che ho cominciato a leggere e
scrivere.
La risposta è venuta da sé, ma nasceva da tutti gli interrogativi che mi sono posto in questi
quattro anni di corso, io che provenivo da trent’anni di lavoro nell’altra metà del Cielo (per
dirla con Mao Tse Tung, ma lui si riferiva alle donne!).
Sapevo che un simile argomento non poteva essere trattato in poche pagine, se lo volevo
proporre con un spessore, assolutamente non esaustivo, ma almeno panoramico sulle
implicazioni e le relazioni che il Sangue assume nel Microcosmo Uomo.
Lo scopo non era porre due mondi confronto, ma cosa io potevo leggere, quali riflessioni un
simile studio mi portava a fare!
La mia è anche una posizione privilegiata, perché ho speso con grande entusiasmo la mia
vita lavorativa nei laboratori di analisi cliniche degli ospedali italiani a proporre metodi
analitici e protocolli di ricerca e di diagnosi clinica, lavorando fianco a fianco a quei medici
per i quali il paziente era solo un numero adeso ad una provetta. Con questa base di
partenza avevo davanti a me l’obiettivo di esplorare la visione del Sangue nell’ottica della
MTC ed evidenziare con spunti di riflessione quelle differenze, che la mia sensibilità, il mio
modo di leggere e di recepire le cose, il mio intuito e la mia intelligenza mi permettevano di
fare.
Oggi, dopo momenti di grande travaglio, posso dire che è stata una esperienza che mi ci
voleva, è stato un percorso che mi ha arricchito e che mi ha consentito non solo di rimettere
al vaglio ed alla rilettura l’intero percorso di studi di naturopatia , ma anche convinzioni e
certezze strutturate in tanti anni. D’altronde, con un argomento così trasversale il lavoro non
poteva essere semplice e tantomeno breve.
Il pericolo corso, data la trasversalità del Sangue sull’intero scibile medico, è stato quello di
trovarsi a scrivere un bignami della MTC, ma spero di averlo scongiurato. Infatti, uno degli
obiettivi, su cui mi sono focalizzato, è stato quello di evitare una sintesi delle conoscenze
acquisite nel corso degli studi, ma di rileggere quelle conoscenze da “occidentale che riflette
sul suo consolidato mentale e culturale”. Questo era il mio principale obiettivo, che spero di
non aver mancato.
Prima di concludere questa meravigliosa avventura, sento il bisogno di dire che da questo
lavoro ricavo un qualcosa, forse un insegnamento importante, che si può sintetizzare in una
frase forse letta, fra le tante cose lette, e rimasta impressa nella mente: “ quando ogni
persona conoscerà la realtà spirituale e la saggezza, che vi è dietro il Sangue, la nostra anima
sarà più tranquilla, perché tutto sarà più chiaro e semplice, come sarà chiaro e semplice il
comprendere lo scorrere della vita nel Sangue ”.
Caserta, 4 novembre 2010
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il sangue nell’ottica della Medicina Tradizionale Cinese
“Non ci deve essere divario tra la
Saggezza e la Medicina: la Medicina
dovrebbe possedere tutte le qualità che ne
facciano una forma di Saggezza.”
Ippocrate
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angiolino ferraro
il sangue nell’ottica della Medicina Tradizionale Cinese
APPENDICE
Sigle OMS degli agopunti
Sigla
LU
LI
ST
SP
HT
SI
BL
KI
PC
TB
GB
LV
FM
CV
GV
Meridiano
Polmone
Grosso Intestino
Stomaco
Milza
Cuore
Piccolo Intestino
Vescica Urinaria
Reni
Mastro del Cuore
Triplice Focolare
Vescica Biliare
Fegato
Fuori Meridiano
Vaso Concezione
Vaso Governatore
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FONTI
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Visconti S., D’Alessio A. – Medicina Tradizionale Cinese 4 – IESO Academy 2008
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http://homepage.mac.com/olicasarino/page15/page45/page48/page48.html
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