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Rabbì, quando sei venuto qua?

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Rabbì, quando sei venuto qua?
ADORAZIONE EUCARISTICA
Cammino di preghiera su Giovanni 6
a cura di p. Gino Dal Cero
Un Pane spezzato
per la vita del mondo
4. «Rabbì, quando sei venuto qua?»
1. RICONOSCERE LA NOSTRA FAME
Canto eucaristico
Orazione
O Dio, che hai posto nell’uomo i doni del pensare e del volere,
fa’ che il tuo Spirito ci guidi alla verità tutta intera,
perché possiamo dirci ed essere discepoli del tuo Figlio,
nel quale sono tutte le tue compiacenze.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.
Preghiera responsoriale (cf Isaia 55,1-11)
Il Signore sazia il corpo e l’anima dell’uomo
Rit. Donaci, o Signore, il cibo della vita!
O voi tutti assetati, venite all’acqua, voi che non avete denaro, venite, comprate e mangiate; venite, comprate, senza denaro, vino e latte. R.
Porgete l’orecchio e venite a me, ascoltate e vivrete. Cercate il Signore, mentre si fa trovare; invocatelo, mentre è vicino. R.
Infatti, la pioggia e la neve scendono dal cielo e non vi ritornano senza avere
irrigato la terra, senza averla fecondata e fatta germogliare, perché dia il
seme a chi semina e il pane a chi mangia. R.
Così sarà della mia parola uscita dalla mia bocca: non ritornerà a me senza
effetto, senza aver operato ciò che desidero e ciò per cui l’ho mandata. R.
Silenzio: «Di cosa ha bisogno la mia vita?»
2. LA PAROLA CHE ILLUMINA
Dal vangelo secondo Giovanni (6,22-27)
22
Il giorno dopo, la folla, rimasta dall’altra parte del mare, vide che c’era soltanto una barca e che Gesù non era salito con i suoi discepoli sulla barca, ma i suoi
discepoli erano partiti da soli. 23 Altre barche erano giunte da Tiberìade, vicino
al luogo dove avevano mangiato il pane, dopo che il Signore aveva reso grazie. 24
Quando dunque la folla vide che Gesù non era più là e nemmeno i suoi discepoli,
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ADORAZIONE EUCARISTICA
salì sulle barche e si diresse alla volta di Cafàrnao alla ricerca di Gesù. 25 Lo trovarono di là dal mare e gli dissero: «Rabbì, quando sei venuto qua?». 26 Gesù rispose
loro: «In verità, in verità io vi dico: voi mi cercate non perché avete visto dei segni,
ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. 27 Datevi da fare non per
il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio
dell’uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo».
Commento al brano:
(Ad ogni parte, può seguire un momento di silenzio chiuso da un ritornello cantato)
Alla ricerca di Gesù: «Quando sei venuto qua?» (vv. 22-25). La folla è rimasta sul luogo del pane, in attesa del seguito di ciò che aveva sperimentato. Si
accorge però che l’unica barca, sulla quale Gesù era venuto con i suoi discepoli,
non c’è più. Gesù, infatti, si è ritirato da solo sul monte per evitare strumentalizzazioni da parte della folla. Il testo sottolinea bene lo smarrimento della
folla, che non sa più dove trovare il Signore. Così, si realizza quello che diceva
il profeta Amos: «Ecco, verranno giorni – dice il Signore Dio – in cui manderò la
fame nel paese, non fame di pane, né sete di acqua, ma d’ascoltare la parola del Signore. Allora andranno errando da un mare all’altro e vagheranno da settentrione
a oriente, per cercare la parola del Signore, ma non la troveranno» (Am 8,11-12).
Anche altra gente ha saputo ciò che è capitato e accorre sul luogo del pane. Ci
si aspetta una ripetizione dell’evento. Ma il Signore non viene incontro alle loro
attese. La folla, venuta sul luogo, vede che non ci sono né Gesù né i suoi discepoli: non trova ciò che attende. Allora torna a Cafarnao, da dove era partita. Qui,
trovato Gesù, inizia con lui un dialogo. La gente pone una semplice domanda
di curiosità: «Rabbì, quando sei venuto qua?» (v. 25). Bastava che Gesù desse
la risposta che la gente si attendeva («Ieri sera... Questa mattina presto, ecc.»),
e tutto sarebbe finito lì. Invece Gesù, rispondendo, comincia a fare loro un discorso impegnativo: il discorso sul «pane di vita».
La gente cerca Gesù solo per i propri bisogni (v. 26). Gesù mette a nudo
l’ambiguità della ricerca della folla. Nei pani e nei pesci moltiplicati, la gente
ha visto solo un miracolo, non un «segno». Il miracolo ha risolto il problema di
un giorno, la fame del corpo; il segno, invece, invita ad andare oltre, vuole dire
alla gente che si deve ricercare un pane che sfama veramente ed eternamente.
La nostra ricerca, a volte, si accontenta di ciò che luccica; essa indugia e si
compiace nell’illusione, oppure finisce per ingannarsi e accogliere un cibo che
non solo non sfama, ma che può essere dannoso. Anche la stoltezza e la follia
imbandiscono la loro tavola.
Così dice il testo sapienziale di Proverbi a questo proposito: «Donna follia è
irrequieta, sciocca e ignorante. Sta seduta alla porta di casa, su un trono, in un
luogo alto della città, per invitare i passanti che vanno diritti per la loro strada:
“Chi è inesperto venga qui!”. E a chi è privo di senno ella dice: “Le acque furtive
sono dolci, il pane preso di nascosto è gustoso”. Egli non si accorge che là ci sono
le ombre, e i suoi invitati scendono nel profondo del regno dei morti» (Pr 9,13-18).
Per questo, occorre saper vigilare e andare nel profondo del cuore, per vedere
cosa veramente stiamo cercando. Tutto il vangelo di Giovanni è un cammino di
ricerca di Gesù. All’inizio, Gesù domanda: «Che cosa cercate?» (Gv 1,38) e, poi,
questa domanda percorre tutto il vangelo, fino al Getsemani: «Chi cercate?» (Gv
18,4.7) e alla risurrezione: «Donna, chi cerchi?» (Gv 20,15).
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Spesso, pensiamo di cercare delle cose, ma in realtà ne stiamo cercando
altre... Occorre discernere i nostri desideri, dare loro un nome prendendoli in
mano, senza lasciarci dominare da essi. In realtà, il desiderio profondo dell’uomo è il desiderio di Dio, del suo volto; occorre, quindi, una conoscenza del
proprio cuore e del desiderio che lo abita. Infatti, alla domanda: «Quando sei
venuto qua?», Gesù risponde mettendo a nudo il motivo che ha spinto la folla
alla ricerca: «Voi mi cercate… perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati» (v. 26). Siamo quindi educati da Gesù ad identificare il nostro vero desiderio,
scendendo al livello profondo della verità che ci abita.
Invito a cercare il vero cibo, che è Gesù (v. 27). La vera ricerca non si
ferma al sostentamento quotidiano, alla fame temporale. La vera ricerca è quel
darsi da fare «per il cibo che rimane per la vita eterna». Anche nel cap. 4 di
Giovanni (Gesù e la samaritana), troviamo lo stesso contrasto tra l’acqua che
poteva colmare la sete temporanea e l’acqua per la vita eterna che avrebbe tolto
la sete per sempre.
Non è una invenzione giovannea, ma sono simboli frequenti nella Bibbia.
Un esempio molto suggestivo lo troviamo in Isaia: «O voi tutti assetati, venite
all’acqua...» (cf Is 55,1ss). Questa bevanda, questo cibo che il Signore comincia
a prospettare non è qualcosa che si possa comperare, è frutto invece di una ricerca ed è soprattutto il frutto della consapevolezza che si tratta di un dono.
La vera ricerca deve giungere ad un incontro con il mistero di Gesù, con la
sua persona, vero modello per la nostra esistenza: Gesù è il vero cibo che non
perisce, che dura eternamente; Gesù è il figlio dell’uomo che viene da Dio Padre. Su di lui Dio ha posto il sigillo, la sua conferma, il segno del suo amore per
noi. Si tratta quindi di ricercare il cibo vero, quello che non perisce, quello che
lo stesso Gesù, figlio di Dio, darà con la sua parola e con la sua vita perché ogni
uomo possa trovare la vera salvezza.
Per la riflessione personale:
Come discernere la vera e la falsa fame in noi e attorno a noi? Che cosa ci impedisce di amare liberamente? Quali sono i nostri ostacoli? Forse anche noi,
spesso, siamo alla ricerca del cibo che perisce? Cos’è per noi la felicità, la gioia,
la sazietà?
(Ampio spazio di silenzio)
3. GesÙ pane di vita
Preghiera responsoriale (cf Giovanni 4,6-15)
Se tu conoscessi il dono di Dio!
Rit. Sei tu, Signore, la fonte della vita!
Gesù, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Era circa mezzogiorno. Giunge una donna samaritana ad attingere acqua. Le dice Gesù: «Dammi da bere». R.
Allora la donna samaritana gli dice: «Come mai tu, che sei giudeo, chiedi
da bere a me, che sono una donna samaritana?». I Giudei infatti non hanno
rapporti con i samaritani. R.
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ADORAZIONE EUCARISTICA
Gesù le risponde: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice:
“Dammi da bere!”, tu stessa avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua
viva». R.
Gli dice la donna: «Signore, non hai un secchio e il pozzo è profondo; da
dove prendi dunque quest’acqua viva? Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede il pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo
bestiame?». R.
Gesù le risponde: «Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; ma chi
berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che
io gli darò diventerà in lui una sorgente d’acqua per la vita eterna». R.
«Signore – gli dice la donna –, dammi quest’acqua, perché io non abbia più
sete e non continui a venire qui ad attingere acqua». R.
Rit. Sei tu, Signore, la fonte della vita!
(Spazio di silenzio)
Preghiera (cf Salmo 78,12-25)
Dio diede loro pane del cielo
Cose meravigliose aveva fatto Dio davanti ai loro padri.
Eppure, continuarono a peccare contro di lui,
a ribellarsi all’Altissimo in luoghi aridi.
Nel loro cuore tentarono Dio, chiedendo cibo per la loro gola.
Parlarono contro Dio, dicendo:
«Sarà capace Dio di preparare una tavola nel deserto?».
Certo! Egli percosse la rupe e ne scaturì acqua e strariparono torrenti.
«Saprà dare anche pane o procurare carne al suo popolo?».
Diede ordine alle nubi dall’alto e aprì le porte del cielo;
fece piovere su di loro la manna per cibo e diede loro pane del cielo:
l’uomo mangiò il pane dei forti; diede loro cibo in abbondanza.
4. DIVENIRE PANE SPEZZAtO
Silenzio: «Signore, cosa vuoi che io faccia per te e per i fratelli?»
Preghiere di intercessione o di lode, concluse dal «Padre nostro»
Orazione
O Dio, Padre onnipotente,
che in questo sacramento della nostra salvezza
ci comunichi la dolcezza del tuo amore,
ravviva in noi l’ardente desiderio
di partecipare al banchetto eterno del tuo regno.
Per Cristo nostro Signore. Amen.
Benedizione eucaristica e Canto finale
N.B. Le prime due tracce di adorazione su Gv 6 sono state pubblicate nell’ultimo numero del
2010. I nuovi abbonati e quanti fossero interessati ad averle, le possono scaricare in formato
pdf dal nostro sito (www.sacramentini.it), cliccando sulla pagina dedicata al Congresso.
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