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famiglia Bazzoni - Osservatorio Astronomico di Trieste

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famiglia Bazzoni - Osservatorio Astronomico di Trieste
I Bazzoni
Racconto incom pleto della storia di famiglia, pieno in cambio di
notizie che non interessa no nessuno.
La famiglia era originaria di Lezzeno, sul Lago di Como, la
sede delle loro attività era Milano. Il più antico Bazzoni di cui io
abbia notizia è Domenico, notaio, sposato con Angelica Vertemati (
ciò che dico non è da prender e come oro colato, potrei sbagliare
generazione a volte ) e padre di Giovanni, a sua volta padre di
Attilio, di cui non ho notizie interess an ti, di Giunio Bazzoni,
avvocato e poeta carbona r o, e Gracco (nato 1798, morto 1871 ) che
si trasferì a Trieste sviluppa n d o la sua attività commerciale e
partecipa n d o molto attivame n t e alla vita della città. Si legge sulla
sua tomba che fu “ marito, padre, cittadino desideratissimo ”.
( Autore del monu m e n t o funebre fu un nipote di Gracco, lo scultore
Cesare Bazzoni). Diede inizio alla costru zione della villa nel 1837,
ma il mosaico che sta al centro dell’atrio al piano terra definisce il
1838 come data di nascita della casa di famiglia. Dalla moglie
Teresa Gattorno ebbe quattr o figli, Riccardo, Angelica, Emilia e
Virginia.
Riccardo (1827 - 1891), come testimo nia l’iscrizione sulla tomba di
famiglia al Cimitero S. Anna, “...il nome avito, caro alle lettere e alla
Patria, tenne con onore, e fu per quattr o elezioni Podestà di Trieste,
amatissim o.”
Di Angelica non ho molte notizie, perché un tempo si usava
ricordare gli uomini per quanto avevano fatto, le donne per l’uomo
che avevano sposato: sposò Vincenzo Pitteri, che fu Podestà dopo la
morte di Riccardo; ebbe un figlio, Riccardo Pitteri, poeta.
Ancora meno so di Emilia, sposata Prescher n, e di Virginia,
sposata Legat, morta giovane (di parto?) lasciando una bimba di
nome Virginia come la mam m a: della loro esisten z a sono venuta a
sapere solo da un docume n t o relativo al testa m e n t o di Gracco.
Tornan d o al Podestà Bazzoni, dalla moglie Clementina Sartori
ebbe tre figlie (avessero fatto un po’ prima la legge sulla
trasmis sione del cognome mater no, qualche Bazzoni ci sarebbe
ancora ...) : nel 1862 Aurelia , sposata con Edmondo Glanz m a n n e
trasferita in Slovenia, nel paesino di Trzic, dove il marito aveva
fondato un’indus tria tessile ( figlia di un fratello di Edmondo,
Giovanni, era Amalia Glanz ma n n, buona pittrice triestina ); nel
1865
Beatrice, detta Bice, che sposò Antonio de Volpi - che
condivideva con il suocero Riccardo l’avvocatura e l’amore per i
cavalli (allevava ottimi trottatori) - e rimase a vivere nella villa di
famiglia; nel 1881 Lida che col marito Franco Martignoni andò a
vivere vicino a Varese, senza peraltro perdere mai l’orgoglio della
propria triestinità: dopo 60 anni di lontanan z a ancora dichiarava
fieramen t e “io sono della città del vento”.
Intorno al 1913 la villa passò ad Aurelia (mia nonna) che la
ristru t t u r ò aggiungen d o l’ala che sale lungo la via Navali, e facendo
altre modifiche che non sono in grado di specificare. Nonna Aurelia
era donna da ricordare non solo in funzione del marito, ma
sopratt u t t o per quello che era: un vulcano. E la villa divenne un
cenacolo d’artisti, letterati e gente della più varia estrazione,
accom u n a t a dal fatto di possedere un’anima libera e intelligente.
Lei era la gioia di vivere e di dare gioia agli altri, il suo amore per la
bellez za arricchì la casa di tante cose incantate capaci di dare gioia
a due generazioni ancora.
Io non l’ho conosciuta, e tanto meno ho conosciuto chi era venuto
prima di lei. Ma fra i muri di questa casa viveva ancora tanto di lei e
dei suoi, che mi pare d’avere vissuta con loro tutta la parte di vita
che ho passato qui. È stata la casa della mia anima, densa m e n t e
amata, unica casa “mia”.
Ma torniam o doverosa m e n te ad Aurelia. Dopo avere perduto tre
bimbe in tenerissi ma età, seguì il suggerime n t o di qualcuno che
aveva fiducia in S.Anna. Ebbe quindi appun to Anna (nata nel 1895,
vissuta 92 anni), appassiona ta di fotografia e di alpinis m o, autrice
di alcune prime ascensioni con Emilio Comici; veniva in Europa
ogni estate dall’Egitto dove abitava col marito Waldo Escher, per
ritrovare amicizie e montagne, e girava con un Maggiolino
mostr uos a m e n t e stipato che faceva la dispera zione dei doganieri
(che finivano sempr e per farla passare senza controllare niente).
Negli ultimi anni raggiunse in Svizzera i tre figli Erica, Norbert e
Ciril Escher.
Nel 1909 nacque l’ultima figlia di Aurelia, Evelina (mia madre), a
cui passò infine la villa Bazzoni. Questa non poté essere, come già
non era stata per Aurelia, la residen z a fissa ed esclusiva, perché gli
impegni delle rispettive famiglie chiamavano anche altrove: ma
rimase sempr e il luogo a cui si appar te neva, la memoria in qualche
modo viva degli affetti e dei valori della famiglia. In una parola, era
la famiglia. Evelina, pur con un carattere molto più schivo e
riservato, condivise e continuò la generosità mater na, e in più
occasioni cercò di dare “una casa a chi non ha casa”, metten d o la
villa a disposizione di amici o semplici conoscenti in difficoltà. Fu
don na di vastissimi interessi - non c’era praticame n te argomen t o
che non la incuriosisse - e piena di talento in più campi: dipingeva,
suonava pianoforte e violino, scriveva musica e poesie, era
trad utt rice dall’inglese, parlava cinque lingue ma non le bastavano,
a 80 anni cominciò lo studio del russo e rimpianse sempr e di non
aver potuto imparare l’arabo. Ricordo che quando parlava con la
sorella Anna era difficile definire
che lingua stessero usando,
perché le parole uscivano in libertà come venivano alla mente, in
italiano tedesco francese o magari sloveno, con naturale z z a ed
allegria.
Fu generosa e forte, ricca di una spiritualità gioiosa e profonda
che la condus se a prodigarsi per il suo prossi m o in tanti modi, fino
all’ultimo giorno della sua vita, il 10 dicembre 1987.
Sposò Alfredo de Polzer, studioso di statistica economica e
sociologia, ed ebbe tre figli, Manfredi, Lida e Folco. Ma di noi non è
più il caso di parlare.
Ringrazio l’Osservatorio Astrono mico, che ha acquisito la Villa
Bazzoni renden d o n e possibile la conservazione, per avere condott o
tutti i lavori di ristrutt u r a zio ne con grande intelligenz a e capacità,
con una sensibilità ed un rispetto per la storia e la dignità della casa
che mi ha profon da m e n t e commos s a.
Grazie di cuore.
Lida de Polzer
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