...

L`esame mirato fa bene ma non serve sparare nel mucchio

by user

on
Category: Documents
0

views

Report

Comments

Transcript

L`esame mirato fa bene ma non serve sparare nel mucchio
COME CURARE
Check-up e screening
L’esame mirato fa
bene ma non serve
sparare nel mucchio
La moda dei check-up, esami da fare
anche quando si sta bene, ha fatto molti
danni poiché rassicura le persone e le
distoglie dall’eseguire i pochi test
davvero utili e scientificamente efficaci
per una diagnosi tempestiva
a cura di
AGNESE CODIGNOLA
l noto autore del libro Il
malato immaginato – I rischi di una medicina
senza limiti (Einaudi,
2010), il cardiologo di
Cuneo Marco Bobbio – che
da anni, con i suoi studi,
cerca di combattere gli effetti
di una eccessiva medicalizzazione – esordiva dicendo
che se è vero, come è vero,
che quasi tutti andiamo dal
medico quando stiamo bene
e non solo quando siamo
malati, qualcosa si è inceppato nella scienza forse più
nobile, quella che dovrebbe
permettere a chi ne ha bisogno di curare una malattia.
Marco Bobbio, forte dei suoi
studi epidemiologici, mette
però in guardia dalle spinte
al consumo di test che trasforma condizioni normali
come l'invecchiamento in
malattie. Una provocazione,
forse, proposta però per
I
mettere a nudo una tendenza in atto in tutte le società
più avanzate: quella che
spinge a cercare di controllare ogni aspetto della vita,
senza distinguere tra prevenzione davvero efficace e
ricorso a esami che possono
persino risultare dannosi.
Dice infatti Bobbio: “Abbiamo capito e fatto nostro un
principio molto importante,
secondo il quale prevenire è
meglio, ma poi l'abbiamo assimilato a un’idea distorta di
salute, che attribuisce alla
medicina poteri che essa
non ha, e una sorta di infallibilità assai distante dalla
realtà”. Come si fa a distin-
guere tra una pratica buona,
che va nella direzione giusta, che aiuta a intervenire
quando c’è il tempo e il
modo per farlo (così importante quando
si tratta di un
tumore) e
una che invece porta solo
a un vicolo
cieco di approfondimenti e terapie
spesso inutili, talvolta dannose? La risposta non è semplice, perché in realtà esistono diverse situazioni che
possono essere prese in considerazione quando si fa questo tipo di ragionamento.
LA GRANDE MODA
DEL CHECK-UP
Consigliato da centri medici privati e talvolta pubblici, promosso dalle aziende
che si avvalgono di assicurazioni sanitarie private per i loro
dipendenti,
chiesto da
molti cittadini desiderosi di
fare una sorta di tagliando e
sentirsi così rassicurati, il
check-up è il grande protagonista della medicina moderna. Con molte possibili varianti, consiste in una batteria di esami del sangue, di ra-
Si cerca
di controllare
ogni aspetto
della vita
L’ARTICOLO IN BREVE...
l cancro si batte con la diagnosi precoce. Ma perché sia davvero efficace, è bene sottoporsi agli esami giusti e di provata utilità. Per questo i check-up, composti da lunghe
liste di test non personalizzati, sono un rischio, senza contare che è statisticamente
elevata la probabilità di incorrere in un errore diagnostico. Sono infatti pochi gli screening
scientificamente approvati, e sottoporvisi regolarmente è necessario, mentre non è utile
pensare di fare col proprio corpo quel che si fa con la macchina: il tagliando è infatti solo
falsamente rassicurante. La strategia migliore? Rivolgersi a un medico competente che,
sulla base delle caratteristiche individuali e familiari e delle abitudini di vita, consiglierà
gli esami da aggiungere eventualmente agli screening approvati per tutti.
I
COME CURARE
Check-up e screening
diografie, ecografie, prove
cardiologiche e molto altro,
tutti esami che dovrebbero
appunto servire a fare un quadro completo della situazione. Il suo problema principale è che non si tratta di esami
mirati, ma di batterie uguali
per tutti. Inoltre è statisticamente dimostrato
che più
test
si
fanno, più
è facile incappare in
qualche errore diagnostico.
Secondo molti esperti, il
check-up è quindi da sconsigliare. Il corpo non è una
macchina e praticamente
non è mai del tutto privo di
qualche piccolo malfunzionamento. Se si cerca con ostinazione, dunque, è assai probabile che si trovi qualcosa,
anche se lo stato di salute generale è buono. Ma avere un
referto positivo o dubbio
spinge quasi sempre a sotto-
In questo articolo:
qualità della vita
terapie oncologiche
cura personalizzata
porsi così ad altri esami e magari a intervenire, non di rado
facendo più danni che altro.
La seconda motivazione che
dovrebbe far propendere per
un “no, grazie” è per certi
aspetti opposta: ognuno di
noi può avere un certo rischio, per esempio perché
nella sua
famiglia
ricorre
una determinata
malattia o
perché ha
qualche abitudine, come il
fumo, che lo espone a un pericolo maggiore. Tuttavia, facendo esami generici, può
non cogliere tutte le opportunità che un esame mirato,
specifico per la sua situazione, potrebbe offrirgli. Alla
fine, quindi, si sente falsamente rassicurato. Meglio
dunque evitare i check-up generici e parlare con il medico
della propria situazione specifica, decidendo con lui se è
il caso di fare approfondimenti mirati.
Meglio
un test mirato
che cento esami
fatti a caso
LA PREVENZIONE
CHE SERVE
Negli ultimi anni si è affermata sempre di più l'idea –
supportata da robusti dati
scientifici come quelli ottenuti con lo studio EPIC – che
gran parte dei tumori dipenda
dallo stile di vita. Tra i principali colpevoli vi sono l'alimentazione, il consumo di
alcol, il fumo di tabacco, la
scarsa attività fisica e il sovrappeso. Prevenire molti tipi
di neoplasie (per esempio
quelli del cavo orale e dell'apparato digerente, quello del
polmone, quello della vescica
e altri) si può: evitando di
mangiare troppi grassi animali, di prendere peso, di eccedere con l'alcol e, soprattutto, di
fumare. La prevenzione attraverso lo stile di vita non è
però l'unica: lo stesso vale per
alcuni tumori veicolati da
un'infezione virale, che si possono prevenire tramite le vaccinazioni. È stato infatti dimostrato e recepito da numerose
linee guida, come quelle dell’American Cancer Society,
che la vaccinazione contro
l'epatite B protegge dal tumore del fegato, e che
quella contro il Papillomavirus
(HPV) pone al
riparo dal tumore della cervice uterina e da vari
tipi di tumori dei genitali
esterni, anche negli uomini.
Infine, le strade della prevenzione possono passare da
una terapia farmacologica
nelle persone più a rischio. In
questo caso si parla di chemioprevenzione, attuata tramite farmaci quali, per esempio, alcuni antinfiammatori
nelle persone appartenenti a
famiglie nelle quali ricorre un
tumore del colon.
LA DIAGNOSI TEMPESTIVA
La prevenzione è ben diversa dalla diagnosi precoce
(che sarebbe più corretto
chiamare tempestiva): se nel
primo caso si fa di tutto perché una malattia (per esempio il cancro) non compaia
proprio, la diagnosi precoce
cerca di individuarla prima
che abbia fatto troppi danni e
finché è curabile. È stata ed è
ogni giorno la vera arma vincente nella lotta ai tumori,
come conferma anche il recente Rapporto sullo stato di
salute degli italiani, presentato nel dicembre scorso, insieme ai nuovi farmaci. Perché
scoprire un cancro quando è
nelle sue fasi iniziali significa, quasi sempre, riuscire a
sconfiggerlo o quantomeno
a trasformarlo in una malattia cronica. Alla diagnosi
precoce si deve l'aumento di
sopravvivenza di pazienti
con tumore della mammella, della prostata, del polmone, del colon e con quasi
tutti gli altri tipi di neoplasia. Per questo motivo, soprattutto a partire da una
certa età, sono consigliati
controlli per diversi tipi di
tumore, alcuni sulla base di
caratteristiche generali
(sesso o età), altri solo in
caso di specifiche caratteristiche individuali (vedi più
avanti). Restano però molti
aspetti da chiarire: non sempre è facile capire quando
una neoplasia piccola, iniziale, magari di pochi millimetri, è destinata a diventare maligna. Ecco perché la
ricerca si concentra soprattutto su marcatori sempre
più specifici, sistemi di imaging sempre più raffinati e
su tutto quello che può aiutare a capire con che tipo di
cellule si ha a che fare.
S
ono le “star” della diagnosi precoce, studiate
da anni attraverso analisi epidemiologiche molto
vaste e con risultati talvolta
altalenanti: i test che illustriamo qui sotto sono quelli con
cui tutti noi dobbiamo avere a
che fare a partire da una certa
età. “Gli esami di screening,
cioè quelli a cui si sottopone
una persona apparentemente
sana per anticipare la diagnosi
e facilitare la guarigione, sono
utili solo quando di efficacia
dimostrata” spiega Marco Rosselli Del Turco, epidemiologo
fiorentino.
QUESTIONE DI SCREENING
Se la diagnosi precoce ha
ottenuto risultati così positivi, il merito è in gran parte
degli screening, cioè delle
grandi campagne che coinvolgono intere fasce di popolazione (i fumatori, le donne
dopo i 50 anni e così via) assicurando loro controlli regolari in maniera gratuita e continuativa. Il punto di forza di
queste iniziative – i grandi numeri – è però anche il loro tallone d'Achille, poiché analizzare migliaia di persone comporta uno sforzo organizzativo ed economico enorme. Se
non ci sono dubbi sugli esami
mammografici e per il colon,
più discussi sono gli screening per il cancro della prostata e del polmone, in realtà
promossi da singole istituzioni e non dai servizi sanitari
pubblici proprio a causa del
permanere dei dubbi. Va sempre ricordato che si tratta di
una questione di sanità pubblica: mettere in dubbio il
fatto che un sistema sanitario
debba pagare perché un certo
esame venga proposto a tutta
la popolazione non implica
che lo stesso esame non sia
valido quando è effettuato in
situazioni che lo giustificano
sulla base del livello di rischio
di ciascun individuo.
La mammografia
Oltrepassati i 50 anni, tutte
le donne dovrebbero sottoporsi a una mammografia annuale. Come sottolinea Livia Giordano, presidente del GISMA,
il Gruppo italiano per lo screening mammografico, “nel nostro Paese c’è un generale accordo tanto sull'utilità dell’esame quanto sul fatto di iniziare a 50 anni. Inoltre oggi i
programmi di screening
mammografico sono controllati capillarmente e gestiti da
persone esperte, e ciò permette alle donne di prendere le
decisioni più razionali insieme ai propri medici. Per questo i vantaggi superano senz’altro gli aspetti meno positivi, come quello delle diagnosi
errate, peraltro molto basse
(attorno al 3-4 per cento)”.
Il PSA
Il consiglio dato dalla US
Preventive Services Task Force
di non sottoporsi al test dell'antigene prostatico specifico
(PSA) a meno che non vi siano
sintomi o cause specifiche ha
suscitato una polemica così
accesa da conquistarsi la
prima pagina del New York
Times e di molti altri media.
L’esame è stato infatti accusato di essere troppo poco specifico, perché non distingue tra
tumori e altro, e perché,
GLI ESAMI DISPONIBILI
anche quando serve a identificare un tumore, non permette
di capire se lo stesso è a crescita lenta o rapida. Poiché però
l'asportazione della prostata
comporta spesso incontinenza, impotenza e necessità di
terapie pesanti, l’orientamento attuale è di non consigliarlo in assenza di motivi specifici. A tutto ciò rispondono
però molte associazioni di pazienti ricordando che il PSA
ha salvato moltissime vite. La
scelta deve dunque essere personale e fatta discutendo con
il medico di ogni possibile rischio e dei benefici che è lecito attendersi.
parato genitale femminile,
alla ricerca di eventuali infezioni che possono anche portare a infiammazioni croniche e talvolta a infertilità. Va
ripetuto ogni tre anni a meno
che il medico non decida diversamente. Due anni fa l’American Cancer Society ha
suggerito di interromperlo a
partire dai 70 anni, ma non
tutti sono d’accordo.
La TC spirale e il microRNA
Fino a pochi anni fa non
c’era modo di diagnosticare
precocemente un tumore polmonare. Poi ci si è accorti che
la TC spirale poteva efficacemente individuare lesioni
La colonscopia
anche molto piccole e
Sempre a partire dai
si è iniziato a verifi50 anni è meglio concarne l'attendibilità
trollare anche il colon.
su persone a rischio
Il test più semplice ed
come fumatori o ex
economico è la ricerca
fumatori. Gli studi
di sangue occulto nelle
non hanno ancora
feci, che tuttavia può
portato a un responso
esservi presente per
univoco,
perché
molte cause che nulla
anche questo esame
hanno a che vedere
individua talvolta lecon il cancro, compre- OPO I
sioni che potrebbero
se le banali emorroidi. È OBBLIGA
non diventare pericoPer questo si consiglia TORIA LA
lose, e perché gli effetuna colonscopia ogni MAMMOGRA ti si possono vedere
cinque anni, o una co- FIA CON
solo dopo molti anni,
lonscopia ogni dieci, a CADENZA
confrontando chi vi si
seconda del proprio risottopone con chi
ANNUALE
schio individuale. Le
non lo fa. In ogni
persone che appartengono a caso, soprattutto se si è o si è
famiglie nelle quali la malat- stati fumatori, l'opportunità
tia ricorre devono fare esami di sottoporvisi va discussa
più frequenti.
con il proprio medico. Molte
speranze sono riposte nella
Il Pap test
possibilità di fare diagnosi
È l’esame di screening più precoce attraverso molecole
vecchio e ancora molto disat- presenti nel sangue, come i
teso, come conferma Rosselli cosiddetti microRNA. Uno
Del Turco. Dovrebbero sotto- studio condotto da Gabriella
porvisi tutte le donne a parti- Sozzi e Ugo Pastorino dell’Istire dai 25 anni. È infatti in tuto tumori di Milano, finangrado di identificare precoce- ziato anche da AIRC, dovrebmente il cancro della cervice be in qualche anno dirci se
ma non solo: serve a control- possiamo contare anche su
lare lo stato di salute dell’ap- questa nuova arma.
D
50
-
GENNAIO 2012 | FONDAMENTALE | 13
Fly UP