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Il Legislatore pensi all`essenziale

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Il Legislatore pensi all`essenziale
L’opinione / lo studio legale
Il Legislatore pensi
all’essenziale
Ogni anno il diritto federale si arricchisce di 7mila pagine di
nuove leggi e regolamenti che aumentano la burocrazia dell’amministrazione pubblica, per le aziende private e per i cittadini.
Si tratta di una pericolosa tendenza che va frenata.
L’
apice mediatico era stato raggiunto qualche anno fa, quando
la Consigliera federale Doris
Leuthard non poté trattenersi dal ridere
dell’atto parlamentare che chiedeva al
Consiglio federale di spiegare perché le
associazioni di allevatori incassassero una
tassa di 20 franchi pure per i test effettuati
in forma di gimcana a cui vengono sottoposti i cavalli. Prendendo tremendamente
sul serio l’interpellanza del parlamentare,
l’amministrazione federale aveva redatto
una risposta con una dovizia di particolari
che scatenarono l’ilarità della Consigliera
federale.
Diversi esempi del genere si trovano
anche nella legislazione federale e in quelle
cantonali e comunali: sempre più leggi,
sempre più capillari nella regolamentazione anche di dettagli per nulla rilevanti.
In poche parole: sempre più burocrazia.
Negli ultimi dieci anni la Svizzera è passata dall’undicesimo al 29esimo posto del
“Doing Business Index” edito della banca
mondiale, che misura le condizioni quadro
per l’imprenditoria privata. Il nostro Paese
è addirittura scivolato al 69esimo posto
di quell’indice per la voce “iniziare una
nuova impresa”.
Ogni anno il diritto federale (senza contare quello cantonale e quello comunale,
anch’essi corposi) si arricchisce di 7mila
pagine di nuove leggi e regolamenti, in
parte dovuti al recepimento di normative
estere a seguito di nuovi trattati internazionali, ma anche ad una sempre crescente
volontà di funzionari, governanti e deputati di regolare ogni campo di attività,
spesso anche di accentrare le competenze
e, in generale, di estendere il controllo
statale.
A far da contraltare a questa pericolosa
attitudine, nel recente passato alcuni partiti
politici si sono fatti promotori di una sem16 · Ticino Management Settembre 2015
plificazione in singoli campi della legislazione federale e cantonale con lo scopo
principale di ridurre il peso della burocrazia sulle piccole e medie imprese, che
– al contrario di quelle grandi – non hanno
le risorse umane necessarie per occuparsi
di eccessivi formalismi, perché – e ci mancherebbe altro – tutte impegnate nella produttività dell’azienda.
Sulla medesima lunghezza d’onda – e
per attirare l’attenzione su una problematica che sta pian piano anch’essa frenando
la nostra economia – è stato addirittura
istituito un premio (il Rostiger Paragraph
– “paragrafo arrugginito”) conferito annualmente da un’associazione in nome
Non solo la legislazione
federale, ma anche
quella cantonale
e comunale presentano
sempre più leggi,
regolamentando anche
dettagli poco o per nulla
rilevanti
della libertà all’iniziativa o all’applicazione
di legge più assurda o inutile. Quest’anno
il “premio” è stato attribuito al direttore
della Regia federale degli alcool per un’applicazione assai formalistica della Legge
federale sulle bevande distillate. L’art. 42b
cpv. 3 lett. g della Legge federale sull’alcool
vieta la pubblicità per le bevande distillate
«sugli imballaggi e sugli oggetti d’uso che
non contengono bevande distillate o non
hanno nessuna connessione con esse». La
Regia federale ha proibito i sacchetti porta-bottiglie recanti l’immagine, ad esempio, delle bottiglie di vino in essi contenuti,
perché una volta tolte le bottiglie di vino,
Simone Gianini, avvocato e notaio,
partner studio legale
Barchi Nicoli Trisconi Gianini, Lugano.
avrebbero potuto essere utilizzati per il
trasporto anche di altri beni che non contengono alcool. Negli anni precedenti sono invece stati ad esempio “premiati” con
il Rostiger Paragraph un’iniziativa che
chiedeva l’introduzione di una norma statale che imponesse ai ristoranti di offrire
almeno un piatto vegano in presenza di
più menù, oppure quella che postulava
l’introduzione di una vignetta a pagamento
per l’accesso ai boschi con biciclette o cavalli. Anche nel Cantone Ticino, lo scorso
mese di aprile, è stata messa in consultazione l’ipotesi di inserire nella Legge cantonale sulla raccolta dei funghi l’obbligo
di un tesserino per i cercatori.
Fortunatamente, vi sono esempi anche
di semplificazione o di abrogazione di normative illogiche, come ad esempio lo era
quella inserita nella Legge federale sul lavoro che impediva alle stazioni di servizio
situate nelle aree autostradali e lungo le
strade principali con traffico intenso di
vendere prodotti e servizi che rispondono
ai bisogni dei viaggiatori tra la una e le
cinque del mattino, pur permettendo loro
di restare aperti 24 ore su 24 e vendere
carburante, spuntini e caffè anche la notte.
La norma è stata liberalizzata dal Parlamento e poi dal popolo in votazione a seguito di referendum.
Quello dell’eccessiva burocrazia e del
voler andare a regolare il dettaglio irrilevante (a maggior ragione in uno Stato federale, dove ampia autonomia devono
continuare ad averla i Cantoni e le autorità
locali) è una tendenza pericolosa che va
frenata: il Legislatore deve concentrarsi
sulle cose importanti, nel rispetto della libertà economica e del divieto costituzionale dell’eccesso di formalismo.
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