...

europa, troppo gravosi i compiti a casa

by user

on
Category: Documents
0

views

Report

Comments

Transcript

europa, troppo gravosi i compiti a casa
EUROPA, TROPPO
GRAVOSI
I COMPITI A CASA
MARIO DEAGLIO
A
vrebbe potuto essere
una bella settimana
per l'Europa, culminata con l'inaugurazione del tunnel ferroviario del Gottardo, il
più lungo del mondo, simbolo
tangibile di unità tra il Nord e il
Sud dell'Europa, quasi a controbilanciare le brutte notizie
sulle barriere austriache al
Brennero. E invece no.
Il tunnel è stato realizzato
dalla Svizzera, Paese non aderente all'Unione Europea, ma
non è stato certo questo a guastare la festa: ci hanno pensato
il tempo, la politica e l'economia. Il tempo, perché nel corso
della settimana è finita sott'acqua una parte non piccola della Germania dalla Sassonia alla Baviera, la Senna ha superato gli argini in prossimità di
Parigi, i nubifragi hanno provocato gravi danni a Milano:
sarà forse colpa del cambiamento climatico, ma lo è sicuramente anche del taglio delle
risorse destinate alla protezione dell'ambiente, comune, a
causa della crisi, a quasi tutti i
Paesi europei.
La crisi è inoltre, sia pure indirettamente, all'origine delle
difficoltà politiche della Francia, dove uno sciopero a oltranza d'altri tempi ha sconvolto il
traffico ferroviario e la produzione di elettricità; e anche delle
tensioni della Spagna, di fatto
senza governo da dicembre, dove i cittadini saranno chiamati
nuovamente alle urne tra poco
più di tre settimane, tre giorni
dopo il cruciale referendum bri-
tannico che potrebbe far franare l'angolo di Nord-Ovest della
costruzione unitaria europea.
In Spagna, per la prima volta in Europa, una delle forze
nuove della politica (il movimento «Podemos», sorto appena due anni fa) potrebbe entrare in una coalizione di governo decisamente contraria
ai «compiti a casa» richiesti
dall'Unione Europea ai Paesi
deboli dell'Europa Meridionale. E qui il malessere europeo
dalla politica passa all'economia e alla finanza.
I «compiti a casa» si stanno
rivelando, infatti, troppo gravosi. È quanto traspare dalle
«Considerazioni Finali» della
relazione del Governatore della Banca d'Italia, nelle quali i
toni, ancora più sommessi del
solito mettono i brividi ancora
più del consueto. Viene di fatto
lanciato un «allarme rosso»
non solo sulla possibilità di tenuta delle autorità monetarie
europee - ossia della Bce - e di
quelle dei singoli Paesi, di
fronte «a shock di ampia portata» ma anche sulla loro capacità di evitare «effetti di
contagio originati da tensioni
di carattere circoscritto», ossia crisi che partono dal basso,
da situazioni locali o settoriali.
Le parole del Governatore
hanno trovato ieri un riscontro
nell'andamento pesantemente
negativo delle quotazioni del
settore bancario (-2 per cento,
dopo il -3,3 per cento dell'altro
ieri). Nel giro di un anno, l'indice delle azioni bancarie quotate
in Italia ha perso oltre il 45 per
CENTRO EINAUDI
cento. Non si tratta, però, di un
cedimento solo italiano: un
crollo quasi uguale ha fatto registrare la Deutsche Bank, capofila delle banche dell'Europa
continentale e la situazione è
analoga pressoché in tutta Europa. Oggi il fiume di liquidità
che la Bce mette a disposizione
delle banche viene spesso immediatamente prosciugato dalla necessità di accantonare fondi giganteschi per evitare il fallimento del sistema, il che spesso impedisce di «fare banca».
La gestione complessiva del
sistema bancario europeo si
pone oggi come uno degli elementi chiave perché l'Unione
Europea non vada in pezzi. Di
fronte al timore dei tedeschi
di dover pagare i debiti altrui
sta la constatazione che un
collasso dell'Europa del Sud
(per non parlare della Francia) non li lascerebbe certo
immuni nel loro benessere.
Questa gestione impone forti
cambiamenti costituzionali: un
governo dell'Unione Europea al
quale venga trasferita una parte dei poteri fiscali dei singoli
stati (un'imposta europea unica sui redditi) e la capacità di
contrarre debiti con la Bce per
opere pubbliche e altro. È difficile? Certo. Gli Stati Uniti impiegarono 137 anni a costituire
una banca centrale. L'Europa
ha oggi una cinquantina d'anni
e, avendo istituito prima la banca centrale, farebbe bene a pensare a istituire subito un ministero dell'economia.
[email protected]
0
BYNCNDALCUNI DIRITTI RISERVATI
Fly UP