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LEGGE 1 GIUGNO 1939, N. 1089 TUTELA DELLE COSE D

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LEGGE 1 GIUGNO 1939, N. 1089 TUTELA DELLE COSE D
LEGGE 1 GIUGNO 1939, N. 1089
TUTELA DELLE COSE D'INTERESSE ARTISTICO O STORICO
CAPO I - DISPOSIZIONI GENERALI
Art. 1. - 1. Sono soggette alla presente legge le cose, immobili e mobili, che presentano interesse
artistico, storico, archeologico o etnografico, compresi:
a) le cose che interessano la paleontologia, la preistoria e le primitive civiltà;
b) le cose d'interesse numismatico;
c) i manoscritti, gli autografi, i carteggi, i documenti notevoli, gli incunaboli, nonché i libri, le stampe e
le incisioni aventi carattere di rarità e di pregio.
2. Vi sono pure compresi le ville, i parchi e i giardini che abbiano interesse artistico o storico.
3. Non sono soggette alla disciplina della presente legge le opere di autori viventi o la cui esecuzione non
risalga ad oltre cinquanta anni.
Art. 2. - 1. Sono altresì sottoposte alla presente legge le cose immobili che, a causa del loro riferimento con
la storia politica, militare, della letteratura, dell'arte e della cultura in genere, siano state riconosciute di
interesse particolarmente importante e come tali abbiano formato oggetto di notificazione, in forma
amministrativa, del Ministro della pubblica istruzione.
2. La notifica, su richiesta del Ministro, è trascritta nei registri delle conservatorie delle ipoteche ed ha
efficacia nei confronti di ogni successivo proprietario, possessore o detentore della cosa a qualsiasi titolo.
Art. 3 - 1. Il Ministro della pubblica istruzione notifica in forma amministrativa ai privati proprietari,
possessori o detentori a qualsiasi titolo, le cose indicate nell'art. 1 che siano di
interesse
particolarmente importante.
2. Trattandosi di immobili per natura o di pertinenze, si applicano le norme di cui al secondo
comma dell'articolo precedente.
3. L'elenco delle cose mobili, delle quali si è notificato l'interesse particolarmente importante, è
conservato presso il Ministero della pubblica istruzione e copie dello stesso sono depositate presso le
prefetture.
4. Chiunque abbia interesse può prenderne visione.
Art. 4. - 1. I rappresentanti delle province, dei comuni, degli enti e degli istituti legalmente riconosciuti
devono presentare l'elenco descrittivo delle cose indicate nell'art. 1 di spettanza degli enti
o istituti che
essi rappresentano.
2. I rappresentanti anzidetti hanno altresì l'obbligo di denunziare le cose non comprese nella prima
elencazione e quelle che in seguito vengano ad aggiungersi per qualsiasi titolo al patrimonio dell'ente o
istituto.
3. Le cose indicate nell'art. 1 restano sottoposte alle disposizioni della presente legge, anche se non
risultino comprese negli elenchi e nelle dichiarazioni di cui al presente articolo.
Art. 5. - 1. Il Ministro della pubblica istruzione, sentito il consiglio superiore delle antichità e belle arti e
quello delle accademie e biblioteche, può procedere alla notifica delle collezioni o serie di oggetti, che, per
tradizione, fama e particolari interessi e caratteristiche ambientali, rivestono come complesso un eccezionale
interesse artistico o storico.
2. Le collezioni e le serie notificate non possono, per qualsiasi titolo essere smembrate senza l'autorizzazione
del Ministro della pubblica istruzione.
Art. 6. - 1. Sono soggette alla vigilanza del Ministro della pubblica istruzione le cose che hanno
l'interesse in cui agli artt. 1, 2, 5. Le cose immobili e mobili di proprietà dello Stato le quali hanno l'interesse
di cui agli artt. 1, 2 e 5 della presente legge sono sottoposte alla vigilanza del Ministro della pubblica
istruzione per quanto riguarda la loro conservazione, da chiunque siano tenute in uso o in consegna.
1
Art. 7. - 1. Il Ministro della pubblica istruzione vigila perché siano rispettati i diritti di uso e di godimento
che il pubblico abbia acquisito sulle cose soggette alla presente legge.
Art. 8. - 1. Quando si tratti di cose appartenenti ad enti ecclesiastici, il Ministro della pubblica istruzione,
nell'esercizio dei suoi poteri, procederà per quanto riguarda le esigenze del culto, d'accordo con
l'autorità
ecclesiastica.
Art. 9. - 1. I sovraintendenti possono in ogni tempo, in seguito a preavviso, procedere ad ispezioni per
accertare l'esistenza e lo stato di conservazione e di custodia delle cose soggette alla presente legge.
2. Nei confronti con i privati la presente disposizione si applica alle sole cose che abbiano formato oggetto
di notificazione ai sensi degli artt. 2, 3 e 5.
Art. 10. - 1. I provvedimenti, adottati dal Ministro della pubblica istruzione, sono definitivi.
2. Contro i provvedimenti delle autorità inferiori è ammesso, entro trenta giorni, ricorso gerarchico al
Ministro della pubblica istruzione.
CAPO II - DISPOSIZIONI PER LA CONSERVAZIONE, INTEGRITA' E SICUREZZA DELLE COSE
Art. 11. - 1. Le cose previste dagli artt. 1 e 2, appartenenti alle province, ai comuni, agli enti e istituti
legalmente riconosciuti, non possono essere demolite, rimosse, modificate o restaurate senza
l'autorizzazione del Ministro della pubblica istruzione.
2. Le cose medesime non possono essere adibite ad usi non compatibili con il loro carattere storico od
artistico, oppure tali da recare pregiudizio alla loro conservazione o integrità.
3. Esse debbono essere fissate al luogo di loro destinazione nel
modo indicato dalla sovraintendenza
competente.
Art. 12. - 1. Le disposizioni di cui al primo e secondo comma dell'articolo precedente si applicano anche
alle cose di proprietà privata notificate ai sensi degli artt. 2, 3 e 5 della presente legge.
2. Nel caso in cui il trasporto di cose mobili notificate sia in dipendenza del cambiamento di dimora del
detentore, questi dovrà darne notizia alla competente sovraintendenza, la quale potrà prescrivere le misure
che ritenga necessarie perché le cose medesime non subiscano danno.
Art. 13. - 1. Chi dispone e chi esegue il distacco di affreschi, stemmi, graffiti, iscrizioni, tabernacoli ed
altri ornamenti di edifici, esposti o non alla pubblica vista, deve ottenere l'autorizzazione dal Ministro della
pubblica istruzione, anche se non sia intervenuta la notifica del loro interesse.
Art. 14. - 1. Il Ministro sentito il consiglio superiore delle antichità e belle arti o quello delle accademie e
biblioteche, ha facoltà di provvedere direttamente alle opere necessarie per assicurare la conservazione ed
impedire il deterioramento delle cose indicate negli artt. 1 e 2, appartenenti a province, comuni, enti o
istituti, legalmente riconosciuti, e, se trattasi di cose mobili, di farle anche trasportare e temporaneamente
custodire in pubblici istituti.
2. In caso di urgenza il Ministro può adottare senz'altro i provvedimenti conservativi di cui al comma
precedente.
Art. 15 - 1. Le disposizioni di cui all'articolo precedente si applicano anche alle cose di proprietà privata,
che abbiano formato oggetto di notificazione ai sensi degli artt. 2, 3 e 5.
Art. 16. - 1. Il Ministro, sentito il consiglio superiore delle antichità e belle arti o quello delle
accademie e biblioteche, ha facoltà d'imporre, per le cose di cui all'art. 14, le provvidenze necessarie
per assicurarne la conservazione ed impedirne il deterioramento.
2. La spesa occorrente è a carico dell'ente proprietario.
3. Qualora l'ente dimostri di non essere in condizioni di sostenerla, il Ministro può, con suo decreto,
stabilire che l'onere sia assunto in tutto o in parte dallo Stato.
2
Art. 17 - 1. Nei casi di cui agli artt. 14, 15 e ultimo comma dello articolo precedente, gli enti e privati
interessati hanno l'obbligo di rimborsare allo Stato la spesa sostenuta per la conservazione della cosa.
2. L'ammontare della spesa è determinato con decreto del Ministro. Qualora la spesa non sia rimborsata,
il Ministro ha facoltà di acquistare la cosa al prezzo di stima, che essa aveva prima delle riparazioni.
3. Ove il Ministro non ritenga di avvalersi di detta facoltà, l'ammontare della spesa sarà riscosso con le forme
previste per la riscossione delle entrate patrimoniali dello Stato.
Art. 18 - 1. I proprietari, possessori e detentori, a qualsiasi titolo, delle cose mobili od immobili,
contemplate dalla presente legge, hanno l'obbligo di sottoporre alla competente sovraintendenza i progetti
delle opere di qualunque genere che intendano eseguire, al fine di ottenerne la preventiva approvazione.
2. La disposizione del comma precedente si applica alle cose di proprietà privata, nel solo caso in cui sia
intervenuta la notificazione di cui agli articoli 2, 3 e 5.
3. In sede di ricorso gerarchico avverso i provvedimenti del sovraintendente, il Ministro della pubblica
istruzione decide sentito il consiglio superiore delle antichità e belle arti o
quello delle accademie e
biblioteche.
Art. 19 - 1. Nel caso di assoluta urgenza possono essere eseguiti i lavori provvisori indispensabili per
evitare danni notevoli all'opera, purché ne sia data immediata comunicazione alla sovraintendenza
competente, alla quale dovranno essere inviati,
nel più breve tempo, i progetti dei lavori definitivi per
l'approvazione.
Art. 20 - 1. Il sovraintendente può ordinare la sospensione dei lavori iniziati contro il disposto degli artt.
18 e 19.
2. La stessa facoltà spetta al sovraintendente per i lavori relativi alle cose di cui agli artt. 2, 3 e 5, anche
quando non sia per esse intervenuta la notifica.
3. In tal caso la notifica deve essere fatta dal Ministro non
più tardi di sessanta giorni dall'ordine di
sospensione.
4. Trascorso tale termine senza che il Ministro abbia provveduto alla notifica, l'ordine di sospensione
si intende revocato.
Art. 21. - 1. Il Ministro della pubblica istruzione ha facoltà di prescrivere le distanze, le misure e le
altre norme dirette ad evitare che sia messa in pericolo la integrità delle cose immobili soggette alle
disposizioni della presente legge, ne sia danneggiata la prospettiva o la luce o ne siano alterate le condizioni
di ambiente e di decoro.
2. L'esercizio di tale facoltà è indipendente dall'applicazione
dei regolamenti edilizi o dalla esecuzione di
piani regolatori.
3. Le prescrizioni dettate in base al presente articolo devono essere, su richiesta del Ministro, trascritte nei
registri delle conservatorie delle ipoteche ed hanno efficacia nei confronti di ogni successivo proprietario,
possessore o detentore, a qualsiasi titolo, della cosa cui le prescrizioni stesse si riferiscono.
Art. 22. - 1. Con disposizione dei competenti sovraintendenti, sarà vietato il collocamento o l'affissione di
manifesti, cartelli, iscrizioni e altri mezzi di pubblicità, che danneggiano l'aspetto, il decoro o il pubblico
godimento degli immobili indicati negli artt. 1, 2 e 3.
CAPO III - DISPOSIZIONI SULLE ALIENAZIONI E GLI ALTRI MODI DI TRASMISSIONE DELLE
COSE
SEZIONE I - DELLE COSE APPARTENENTI ALLO STATO O AD ALTRI ENTI MORALI
Art. 23. - 1. Le cose indicate negli artt. 1 e 2 sono inalienabili quando appartengono allo Stato o ad altro
ente o istituto pubblico.
Art. 24. - 1. Il Ministro della pubblica istruzione, sentito il consiglio superiore delle antichità e belle arti o
quello delle accademie e biblioteche può autorizzare l'alienazione di cose di antichità e d'arte, di proprietà
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dello Stato o di altri enti o istituti pubblici, purché non ne derivi danno alla loro conservazione e non ne
sia menomato il pubblico godimento.
2. Il Ministro può altresì autorizzare l'alienazione di duplicati e, in genere, di cose di antichità e d'arte che
non abbiano interesse per le collezioni dello Stato o di altro
ente o istituto pubblico.
Art. 25. - 1. Il Ministro della pubblica istruzione, sentito il consiglio superiore delle antichità e belle arti o
quelle delle accademie e biblioteche può autorizzare con le cautele da determinarsi col regolamento, la
permuta di cose di antichità e d'arte con altre appartenenti ad enti, istituti e privati anche stranieri.
Art. 26. - 1. Le cose appartenenti ad enti o istituti legalmente riconosciuti, diversi da quelli indicati
nell'art. 23, possono essere alienate previa autorizzazione del Ministro della pubblica istruzione.
2. Il Ministro, sentito il consiglio superiore delle antichità e belle arti o quello delle accademie e biblioteche,
può rifiutare l'autorizzazione, qualora ritenga che l'alienazione produca un grave danno al patrimonio
nazionale tutelato dalla presente legge o al pubblico godimento della cosa.
Art. 27. - 1. E' vietata l'alienazione delle collezioni o serie di oggetti, di proprietà di enti o istituti
legalmente riconosciuti, per le quali sia intervenuta la notificazione di cui all'art. 5.
2. Il Ministro della pubblica istruzione, può autorizzarne l'alienazione, anche parziale, nei casi e modi di cui
all'art. 24.
Art. 28. - 1. Le disposizioni degli artt. 23, 24, 26 e 27 si applicano anche alle costituzioni di ipoteca e di
pegno e, in generale, a tutti i negozi giuridici che possono importare alienazioni.
2. Ove si tratti di alienazione a titolo oneroso è riservato
allo Stato il diritto di prelazione, da esercitarsi nel termine e nei modi di cui agli artt. 31 e 32. Tale diritto
può essere esercitato anche nel caso in cui la cosa sia, a qualunque titolo, data in pagamento.
Art. 29 - 1. Quando si proceda per conto dello Stato o di altro ente o istituto pubblico alla demolizione di un
immobile, non si intendono comprese, fra i materiali di risulta che per contratto siano stati riservati
all'imprenditore dei lavori di demolizione, le cose che abbiano l'interesse di cui all'art. 1 anche se vengano
in luce soltanto per il fatto dell'abbattimento.
2. E' nullo ogni patto contrario.
SEZIONE II - DELLE COSE APPARTENENTI A PRIVATI
Art. 30 - 1. Il proprietario e chiunque a qualsiasi titolo detenga una delle cose che abbiano formato
oggetto di notifica a norma degli articoli precedenti è tenuto a denunziare al Ministro della pubblica
istruzione ogni atto, a titolo oneroso o gratuito, che ne
trasmetta, in tutto o in parte, la proprietà o la
detenzione.
2. Nel caso che la trasmissione avvenga per successione a causa di morte, l'obbligo della denunzia spetta
all'erede.
Art. 31 - 1. Nel caso di alienazione a titolo oneroso, il Ministro della pubblica istruzione ha facoltà di
acquistare la cosa al medesimo prezzo stabilito nell'atto di alienazione.
2. Qualora la cosa sia alienata insieme con altre per un unico corrispettivo, il prezzo è determinato d'ufficio
dal Ministro.
3. Ove l'alienante non ritenga di accettare il prezzo determinato dal Ministro, il prezzo stesso sarà
stabilito insindacabilmente e in modo irrevocabile da una commissione composta di tre membri da
nominarsi uno dal Ministro, l'altro dall'alienante ed il terzo dal presidente del tribunale. Le spese relative
sono anticipate dall'alienante.
4. Nel caso in cui il Ministro eserciti il diritto di prelazione su parte delle cose alienate, il compratore ha
facoltà di recedere dal contratto.
Art. 32 - 1. Il diritto di prelazione deve essere esercitato nel termine
4
di mesi due dalla data della denuncia.
2. In pendenza di detto termine, il contratto rimane condizionato sospensivamente all'esercizio del
diritto di prelazione: all'alienante è vietato di effettuare la tradizione della cosa.
3. La proprietà passa allo Stato dalla data del provvedimento col quale è esercitata la prelazione.
4. Le clausole del contratto di alienazione non vincolano lo Stato.
Art. 33 - 1. Il diritto di prelazione può essere esercitato dal Ministro della pubblica istruzione nei modi
indicati negli articoli precedenti, anche quando la cosa sia a qualunque titolo data in pagamento.
Art. 34 - 1. Il Ministro della pubblica istruzione, sentito il consiglio superiore delle antichità e belle arti o
quello delle accademie e biblioteche, può vietare l'alienazione delle collezioni e serie di oggetti di proprietà
privata, notificate ai sensi dell'art. 5, quando ne derivi danno alla loro conservazione o ne sia menomato
il pubblico godimento.
2. In caso di alienazione, totale o parziale, è riservato allo Stato il diritto di prelazione da esercitarsi nei
termini e nei modi di cui agli artt. 31 e 32. Tale diritto può essere esercitato anche nel caso in cui la
collezione o serie, in tutto o in parte, sia a qualunque titolo data in pagamento.
CAPO IV - DISPOSIZIONI SULLA ESPORTAZIONE ED IMPORTAZIONE
SEZIONE I - ESPORTAZIONE
Art. 35. (1) - 1. E' vietata, se costituisca danno per il patrimonio storico e culturale nazionale, l'uscita dal
territorio della Repubblica dei beni di cui all'art. 1 della presente legge ed al decreto del Presidente della
Repubblica 30-9-1963, n. 1409, e successive modificazioni, che in relazione alla loro natura o al contesto
storico-culturale di cui fanno parte, presentino interesse storico, artistico, archeologico, etnografico,
bibliografico, documentale o archivistico.
2. Il divieto riguarda anche:
a) audiovisivi con relativi negativi, la cui esecuzione risalga a oltre venticinque anni;
b) mezzi di trasporto aventi più di settantacinque anni, tranne che l'uscita non sia temporanea per la
partecipazione a mostre e raduni internazionali;
c) beni e strumenti di interesse per la storia della scienza e della tecnica aventi più di cinquanta anni.
3. Il divieto di cui al primo comma si applica comunque agli archivi e ai singoli documenti dichiarati di
notevole interesse storico ai sensi dell'art. 36 del decreto del Presidente della Repubblica 30-9-1963, n.
1409, nonché ai beni di interesse particolarmente importante ai sensi degli artt. 3 e 5 della presente
legge.
4. Per i beni culturali non assoggettati ai divieti del presente articolo i competenti uffici di esportazione
rilasciano l'attestato di libera circolazione.
5. Nella valutazione circa il rilascio o il rifiuto dell'attestato di libera circolazione gli uffici di
esportazione si attengono a indirizzi di carattere generale stabiliti dal
Consiglio nazionale per i beni
culturali e ambientali».
-------------------(1) Articolo così sostituito dall'art. 17 della legge 30-3-1998, n. 88.
Art. 36. (2) - 1. Chi intenda far uscire dal territorio della Repubblica beni culturali deve farne denuncia e
presentarli ai competenti uffici di esportazione, indicando, contestualmente e per ciascuno di
essi, il
valore venale.
2. L'ufficio di esportazione, accertata la congruità del valore indicato, con motivato giudizio, rilascia
o nega l'attestato di libera circolazione.
3. Per i beni culturali di proprietà della regione o di enti sottoposti alla sua vigilanza oppure oggetto di
delega di funzioni amministrative alla regione, l'ufficio di esportazione sente la regione, il cui parere è
reso nel termine perentorio di trenta giorni dalla data di ricezione della richiesta e, se negativo, è
vincolante.
4. L'attestato di libera circolazione ha validità triennale ed è redatto in tre originali dei quali:
a) uno è depositato agli atti d'ufficio;
b) un secondo è consegnato all'interessato e deve accompagnare la circolazione del bene;
5
c) un terzo è trasmesso al competente ufficio centrale del Ministero per i beni culturali e ambientali per la
formazione del registro ufficiale degli attestati».
-------------------(2) Articolo così sostituito dalla legge 30-3-1998, n. 88 (artt. 18÷20 e 22).
Art. 37. (3) - 1. L'attestato di libera circolazione, previsto dall'art. 36, secondo comma, è rilasciato
dall'ufficio di esportazione non prima di quindi giorni e comunque non oltre quaranta giorni dalla
presentazione del bene.
2. L'ufficio di esportazione, entro tre giorni dall'avvenuta presentazione del bene, ne dà notizia al
competente ufficio centrale che può, entro i successivi dieci giorni, inibire il
rilascio dell'attestato di
libera circolazione.
3. Avverso il rifiuto dell'attestato, l'interessato può presentare, entro i successivi trenta giorni, ricorso al
Ministro per i beni culturali e ambientali.
4. Copia del ricorso deve essere contestualmente inviata all'ufficio di esportazione interessato.
5. Il Ministro per i beni culturali e ambientali, sentito il competente comitato di settore del Consiglio
nazionale per i beni culturali e ambientali, decide sul ricorso entro il termine di
novanta giorni dalla
presentazione dello stesso.
6. Qualora il Ministro per i beni culturali e ambientali accolga il ricorso, l'ufficio di esportazione, nei
venti giorni successivi, rilascia l'attestato di libera circolazione.
7. In caso di rigetto, i beni sono sottoposti al regime di cui agli artt. 2 e 3 della presente legge e agli artt. 3 e
seguenti del decreto del Presidente della Repubblica 30-9-1963, n. 1409»
-------------------(3) Articolo così sostituito dalla legge 30-3-1998, n. 88 (artt. 18÷20 e 22).
Art. 38 - omissis - (4)
--------------------(4) Articolo abrogato dall'art. 24 della legge
30-3-1998, n. 88.
Art. 39. (5) - 1. Entro il termine di novanta giorni dalla denuncia, il Ministro per i beni culturali e
ambientali o la regione nel cui territorio si trova l'ufficio di esportazione competente hanno la facoltà di
acquistare il bene per il valore indicato nella denuncia».
-------------------(5) Articoli così sostituiti dalla legge 30-3-1998, n. 88 (artt. 18, 20 e 22).
-------------------Art. 39-bis. (6) - 1. La spedizione o l'importazione in Italia delle cose indicate nell'art. 35 è
certificata, a domanda, dall'ufficio di esportazione.
2. Il certificato di avvenuta importazione è rilasciato
osservando le procedure e modalità stabilite dal
regolamento.
3. Il certificato di avvenuta spedizione è rilasciato in base a documentazione idonea alla identificazione
della cosa e a comprovarne la provenienza, fornita o autenticata da una autorità
dello Stato membro
dell'Unione europea di spedizione.
4. Il certificato di cui al terzo comma, per cinque anni dalla data della sua emanazione, sostituisce ad ogni
effetto l'attestato di cui all'art. 36».
-------------------(6) Articolo aggiunto dall'art. 21 della legge 30-3-1998, n. 88.
Art. 40. (7) - 1. I beni culturali per i quali operi il divieto previsto nei commi 1, 2 e 3 dell'art. 35 possono
circolare in via temporanea per manifestazioni culturali, mostre o esposizioni d'arte.
2. Per le finalità di cui al primo comma, l'ufficio di esportazione rilascia una autorizzazione con
validità non superiore ad un anno.
3. La spedizione o l'esportazione temporanea sono garantite mediante cauzione, costituita anche da polizza
fideiussoria, per un importo superiore del 10 per cento al valore stimato del bene, rilasciata da un istituto
bancario o da una società di assicurazione. La cauzione è incamerata dall'amministrazione ove gli
oggetti ammessi alla esportazione temporanea non siano reimportati nel termine stabilito, fatta salva
l'applicazione del secondo comma dell'art. 65».
6
-------------------(7) Articolo così sostituito dalla legge 30-3-1998, n. 88.
Art. 41 - omissis - (8)
Art. 42 - omissis - (8)
----------------(8) Articoli dall'art. 24 della legge 30-3-1998,
n. 88.
CAPO V - DISCIPLINA DEI RITROVAMENTI E DELLE SCOPERTE
Art. 43 - 1. Il Ministro della pubblica istruzione ha facoltà di eseguire ricerche archeologiche, o in
genere, opere per il ritrovamento di cose di cui all'art. 1, in qualunque parte del territorio dello Stato.
2. A tale scopo può, con suo decreto, ordinare l'occupazione degli immobili ove debbono eseguirsi i lavori.
3. Il proprietario dell'immobile ha diritto ad un indennizzo
per i danni subiti, che, in caso di disaccordo, è determinato con le norme stabilite dagli artt. 65 e seguenti della
legge 25-6-1865, n. 2359. Invece dell'indennizzo, il Ministro può rilasciare al proprietario, che ne faccia
richiesta, le cose ritrovate, o
parte di esse, quando non interessino le collezioni di Stato.
Art. 44 - 1. Le cose ritrovate appartengono allo Stato.
2. Al proprietario dell'immobile sarà corrisposto dal Ministro, in denaro o mediante rilascio di una parte delle
cose ritrovate, un premio, che in ogni caso non può superare il quarto del valore delle cose stesse.
3. In caso di disaccordo il premio è determinato
insindacabilmente e in modo irrevocabile da una commissione composta di tre membri da nominarsi uno dal
Ministro, l'altro dal proprietario ed il terzo dal presidente del tribunale. Le spese relative sono anticipate dal
proprietario.
Art. 45 - 1. Il Ministro della pubblica istruzione, sentito il consiglio superiore delle antichità e belle arti o
quello delle accademie e biblioteche, può fare concessione a enti o privati di eseguire ricerche
archeologiche o, in genere, opere per ritrovamento di cose di cui all'art. 1, in qualunque parte del territorio
dello Stato, e, a tale scopo autorizzare, con suo decreto, l'occupazione degli
immobili ove debbono
eseguirsi i lavori.
2. Il concessionario deve osservare, oltre alle norme imposte nell'atto di concessione, tutte le altre che
l'amministrazione ritenga di prescrivere.
3. In caso di inosservanza, la concessione è revocata.
4. La concessione può altresì essere revocata quando il Ministro intenda sostituirsi nell'esecuzione o
prosecuzione delle opere. In tal caso sono rimborsate dallo Stato le spese occorse per le opere già eseguite
ed il relativo importo è fissato dal Ministro.
5. Ove il concessionario non ritenga di accettare la determinazione delle spese fatte dal Ministro, le
spese saranno determinate insindacabilmente e in modo irrevocabile da una commissione composta di tre
membri, da nominarsi uno dal Ministro, l'altro dal concessionario ed il terzo dal presidente del
tribunale. Le spese relative sono anticipate dal proprietario.
Art. 46 - 1. Nel caso di cui all'articolo precedente, le cose ritrovate appartengono allo Stato.
2. Al proprietario dell'immobile è corrisposto dal Ministro, in denaro o mediante rilascio di una parte delle
cose ritrovate, un premio che in ogni caso non può superare il quarto del valore delle cose stesse.
3. Eguale premio spetta al concessionario, salvo quanto possa essere stato stabilito fra concessionario e
proprietario dell'immobile.
4. In caso di non accettazione del premio fissato dal Ministro, si applicano le disposizioni di cui all'art. 44,
terzo comma.
5. Quando solo il concessionario non accetti il premio fissato
dal Ministro il secondo membro della
commissione è nominato dal concessionario, il quale deve anticipare le spese del giudizio
innanzi alla
commissione stessa.
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Art. 47 - 1. Chiunque intenda eseguire su immobile proprio ricerche archeologiche o, in genere opere per il
ritrovamento di cose di cui all'art. 1 deve ottenere autorizzazione dal Ministro della pubblica istruzione.
2. Si applicano in questo caso le disposizioni di cui all'art. 45 per quanto riguarda l'osservanza delle norme
imposte per i lavori, la revoca dell'autorizzazione ed il rimborso delle spese occorse per le opere eseguite.
3. Le cose ritrovate appartengono allo Stato.
4. Al proprietario è corrisposto dal Ministro, in denaro o mediante rilascio di una parte delle cose ritrovate,
un premio che in ogni caso non può superare la metà del valore delle cose stesse.
5. In caso di disaccordo,
si applicano le disposizioni del terzo comma dell'art. 44.
Art. 48 - 1. Chiunque scopra fortuitamente cose mobili o immobili di cui all'art. 1 deve farne immediata
denuncia all'autorità competente e provvedere alla conservazione temporanea di esse, lasciandole nelle
condizioni e nel luogo in cui sono state rinvenute.
2. Ove si tratti di cose mobili di cui non si possa altrimenti assicurare la custodia, lo scopritore ha facoltà di
rimuoverle per meglio garantirne la sicurezza e la conservazione sino alla visita dell'autorità competente, e,
ove occorra, di chiedere l'ausilio della forza pubblica.
3. Agli stessi obblighi è soggetto ogni detentore delle cose scoperte fortuitamente.
4. Le eventuali spese sostenute per la custodia e rimozione sono rimborsate dal Ministro della pubblica
istruzione.
Art. 49 - 1. Le cose scoperte fortuitamente appartengono allo Stato.
2. Allo scopritore è corrisposto dal Ministro in denaro o mediante rilascio di una parte delle cose scoperte, un
premio che in ogni caso non può superare il quarto del valore delle cose stesse.
3. Eguale premio spetta al proprietario della casa in cui avvenne la scoperta.
4. In caso di non accettazione del premio fissato dal Ministro, si applicano le disposizioni del terzo comma
dello art. 44.
5. Quando solo lo scopritore non accetti il premio fissato dal Ministro, il secondo membro della commissione
è nominato dallo scopritore, il quale deve anticipare le spese del giudizio innanzi alla commissione stessa.
Art. 50 - 1. Nessun premio spetta allo scopritore che siasi introdotto o abbia ricercato nel fondo altrui senza il
consenso del proprietario o del possessore.
CAPO VI - DISCIPLINA DELLE RIPRODUZIONI E DEL GODIMENTO PUBBLICO
Art. 51 - 1. E' vietato di trarre calchi dagli originali di cose indicate nell'art. 1 di proprietà dello Stato o di
altro ente o istituto pubblico.
2. Il Ministro della pubblica istruzione sentito il consiglio superiore delle antichità e belle arti o quello delle
accademie e biblioteche, può autorizzare la esecuzione di calchi, qualora le
condizioni dell'originale lo
consentano.
Art. 52 - 1. Il pubblico è ammesso alla visita delle cose indicate nell'art. 1 di proprietà dello Stato o di altro
ente o istituto, legalmente riconosciuto secondo le norme che saranno stabilite nel regolamento.
Art. 53 - 1. Il Ministro della pubblica istruzione può fare obbligo ai privati proprietari di cose immobili di
eccezionale interesse, per le quali sia intervenuta la notificazione di cui agli artt. 2 e 3, e di collezioni o
serie notificate ai sensi dell'art. 5, di ammettere a visitare per scopi culturali le cose, le collezioni e le serie
stesse, con le modalità da stabilirsi caso per caso, inteso il proprietario.
CAPO VII - DISCIPLINA DELLE ESPROPRIAZIONI
Art. 54 - 1. Le cose, mobili o immobili, soggette alla presente legge, possono essere espropriate dal Ministro
della pubblica istruzione per ragioni di pubblica utilità, quando l'espropriazione stessa risponda ad un
importante interesse in relazione alla conservazione o incremento del patrimonio nazionale tutelato dalla
presente legge.
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2. Il Ministro della pubblica istruzione può autorizzare l'espropriazione a favore delle province, dei
comuni o di altro ente o istituto legalmente riconosciuti.
Art. 55 - 1. Possono essere espropriate per causa di pubblica utilità aree ed edifici quando il Ministro
della pubblica istruzione ravvisi ciò necessario per isolare o restaurare monumenti, assicurarne la luce
o la prospettiva, garantirne o accrescerne il decoro o il godimento da parte del pubblico, facilitarne l'accesso.
Art. 56 - 1. Il Ministro della pubblica istruzione può procedere alla espropriazione di immobili al fine
di eseguire ricerche archeologiche o, in genere, opere per il ritrovamento di cose di cui all'art. 1.
Art. 57 - 1. Nei casi di cui al presente capo, la dichiarazione di pubblica utilità è fatta con decreto del
Ministro della pubblica istruzione.
CAPO VIII - SANZIONI
Art. 58 - 1. I rappresentanti delle province, dei comuni, degli enti ed istituti legalmente riconosciuti, che
entro il termine prescritto dal Ministro non presentino senza giustificato motivo l'elenco di cui all'art. 4 o
presentino una denuncia inesatta, sono puniti con l'ammenda da lire 300 mila a lire 3 milioni, senza
pregiudizio delle maggiori pene previste dal codice penale(9).
2. Indipendentemente dall'azione penale, il Ministro può disporre la compilazione dell'elenco a spese
degli inadempienti. La nota delle spese è resa esecutoria con provvedimento del Ministro e rimessa, a
mezzo dell'intendenza di finanza, all'esattore delle imposte che provvede alla riscossione con le forme e
la procedura privilegiata stabilite per l'esazione delle imposte dirette.
-------------------(9) Comma così sostituito dall'art. 15 della legge 1-3-1975, n. 44.
Art. 59 - 1. Chiunque trasgredisce le disposizioni contenute negli artt. 11, 12, 13, 18, 19, 20 e 21 della
presente legge è punito con l'arresto da sei mesi ad un anno e con l'ammenda da lire 750 mila a lire 37
milioni e 500 mila (10).
2. Il trasgressore è tenuto inoltre ad eseguire quei lavori che il Ministro della pubblica istruzione, sentito il
consiglio superiore delle antichità e belle arti o quello delle accademie e biblioteche, riterrà di prescrivergli
per riparare ai danni da lui prodotti alla cosa.
3. Quando la riduzione della cosa in pristino non sia possibile, il trasgressore è tenuto a corrispondere
allo Stato una somma pari al valore della cosa perduta o alla diminuzione di valore subita dalla cosa per
effetto della trasgressione.
4. Ove il trasgressore non accetti la determinazione della somma fatta dal Ministro, la somma stessa
è stabilita insindacabilmente e in modo irrevocabile da una commissione composta di tre membri da
nominarsi uno dal Ministro, l'altro dal trasgressore ed il terzo dal presidente del tribunale. Le spese
relative sono anticipate dal trasgressore.
-------------------(10) Comma così sostituito dall'art. 16 della legge 1-3-1975, n. 44.
Art. 60 - 1. Chiunque, contro il divieto del sovrintendente, proceda al collocamento o all'affissione di
manifesti, di cartelli, pitture, iscrizioni e altri mezzi di pubblicità, è punito con l'ammenda da lire 50.000 a
lire 1.000.000.
2. Indipendentemente dall'azione penale, il sovraintendente può disporre la rimozione d'ufficio dei
sopraindicati mezzi di pubblicità chiedendo all'uopo, ove occorra, l'ausilio della forza pubblica.
3. Le spese sono a carico del trasgressore.
Art. 61 - 1. Le alienazioni, le convenzioni e gli atti giuridici in genere, compiuti contro i divieti stabiliti
dalla presente legge o senza l'osservanza delle condizioni e modalità da essa prescritte, sono nulli di pieno
diritto.
2. Resta sempre salva la facoltà del Ministro della pubblica istruzione di esercitare il diritto di prelazione a
norma degli artt. 31 e 32.
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Art. 62. (11) - 1. I rappresentanti delle province, dei comuni, degli enti e istituti legalmente riconosciuti,
che, in violazione delle disposizioni della presente legge, alienino cose di antichità e d'arte, sono puniti
con la reclusione fino ad un anno e la multa da lire 1 milione e 500 mila a lire 75 milioni.
-------------------(11) Articolo così sostituito dall'art. 17 della legge 1-3-1975, n. 44.
Art. 63 - 1. Chiunque ometta la denuncia prevista dall'art. 30 e chiunque contravvenga alla
disposizione contenuta nel secondo comma dell'art. 32 è punito con la reclusione fino ad un anno e la
multa da lire 1 milione 500 mila a lire 75 milioni» (12).
2. La stessa pena si applica a chiunque trasgredisca il divieto di cui all'art. 34.
-------------------(12) Comma così sostituito dall'art. 18 della legge 1-3-1975, n. 44.
Art. 64 - 1. Senza pregiudizio di quanto è disposto con l'art. 66, se per effetto della violazione degli artt.
4, 23, 26, 27, 28, 29 e 30 la cosa non si può rintracciare o risulti esportata dallo Stato, il trasgressore è
tenuto a corrispondere allo Stato una somma pari al valore della cosa.
2. Il Ministro della pubblica istruzione, in caso di violazione dell'art. 4, può disporre che la somma sia
devoluta all'ente o istituto cui la cosa apparteneva.
3. Ove la violazione sia imputabile a più persone, queste sono tenute in solido al pagamento della somma.
4. Nel caso in cui il trasgressore non accetti la determinazione della somma fatta dal Ministro, la
somma stessa è stabilita insindacabilmente e in modo irrevocabile da una commissione da nominarsi
ai sensi dell'art. 59.
Art. 65 - 1. Se la cosa, temporaneamente esportata ai sensi degli artt. 40 e 41, non viene reimportata nel
termine prescritto, il trasgressore è tenuto a corrispondere allo Stato una somma pari al valore della cosa
determinato in occasione della esportazione.
2. La presente disposizione non si applica nei casi di mancata reimportazione per motivi di dimostrata forza
maggiore e nel caso in cui il Ministro, a richiesta dell'interessato, conceda la trasformazione
dell'esportazione temporanea in definitiva, secondo le norme che saranno stabilite nel regolamento.
Art. 66. (13) - 1. Chiunque trasferisce negli Stati membri dell'Unione europea o esporta verso Paesi terzi
cose di interesse storico, artistico, archeologico, etnografico, bibliografico, documentale o archivistico,
nonché i beni di cui al secondo comma dell'art. 35, senza aver ottenuto il prescritto attestato di libera
circolazione o la prescritta licenza di esportazione, è punito con la reclusione da uno a quattro anni o
con la multa da lire 500.000 a lire 10 milioni.
2. La pena è aumentata se si tratta di cose di interesse particolarmente importante.
3. Il giudice dispone la confisca delle cose, salvo che queste appartengano a persona estranea al reato. La
confisca ha luogo in conformità delle norme della legge doganale relative alle cose
oggetto di
contrabbando.
4. Se il fatto è commesso da chi esercita attività di vendita al pubblico o di esposizione a fine di commercio
di oggetti di interesse culturale, alla sentenza definitiva di condanna consegue la sospensione della
autorizzazione amministrativa all'esercizio dell'attività per una durata minima di sei mesi. L'autorizzazione è
revocata nei casi di recidiva ai sensi dell'art. 99, secondo comma, numeri 1) e 2), del codice penale.
5. La pena applicabile per i reati previsti nel primo comma è ridotta da uno a due terzi qualora il
colpevole fornisca una collaborazione decisiva e comunque di notevole rilevanza per il recupero dei beni
sottratti illecitamente ovvero esportati.
6. Fuori dei casi di concorso del delitto di cui al primo comma, chiunque spedisce verso Stati membri
dell'Unione europea o esporta verso Paesi terzi le cose di cui al primo comma non accompagnate
dall'attestato di libera circolazione o dalla licenza è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria del
pagamento di una somma da L. 150.000 a L. 900.000».
-------------------(13) Articolo così sostituito dall'art. 23 della legge 30-3-1998, n. 100.
Art. 67 - 1. Chiunque s'impossessa di cose di antichità e d'arte, rinvenute fortuitamente, ovvero in
seguito a ricerche ed opere in genere, è punito ai sensi dell'art. 624 del codice penale.
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2. Quando il reato sia commesso da coloro ai quali venne fatta la concessione o data l'autorizzazione di cui
agli artt. 45 e 47 «ovvero sia commesso su cose mobili di cui all'art. 1, di proprietà pubblica o oggetto
di notifica, da parte di persona diversa dal proprietario» (14), sono applicabili le disposizioni
dell'art.
625 del codice penale.
-------------------(14) Parole aggiunte dall'art. 13, comma 3, della legge 8-10-1997, n. 352.
Art. 68 - 1. Senza pregiudizio di quanto è disposto nell'articolo precedente, chiunque trasgredisca alle
disposizioni degli artt. 45, 47 e 48 è punito con l'arresto fino ad un anno e l'ammenda da lire 300.000 a lire
3.000.000 (15).
2. Ove la trasgressione produca un danno in tutto o in parte irreparabile, si applica la disposizione dell'art.
59.
-------------------(15) Comma così sostituito dall'art. 20 della legge 1-3-1975, n. 44.
Art. 69. (16) - 1. Chiunque contravviene alle disposizioni di cui all'art. 51
lire 3.000.000.
-------------------(16) Articolo così sostituito dall'art. 18 della legge 1-3-1975, n. 44.
è punito con l'ammenda fino a
Art. 70 - 1. Salvo che non sia prevista una pena più grave, chiunque trasgredisce ad un ordine, dato dal
Ministro della pubblica istruzione, in conformità della presente legge, è punito con le pene di cui all'art.
650 del codice penale.
DISPOSIZIONI TRANSITORIE
Art. 71 - 1. Il Ministro della pubblica istruzione nel termine che verrà stabilito nel regolamento per
l'esecuzione della presente legge, rinnoverà le notifiche per gli immobili di cui agli artt. 2 e 3.
2. Frattanto continueranno ad aver vigore, agli effetti stabiliti dalla presente legge, le notifiche
precedentemente fatte a norma della legge 20-6-1909, n. 364, e relativo regolamento, e della legge 11-61922, n. 778 (17).
3. Per quanto riguarda le cose mobili di proprietà privata il Ministro provvederà, nel termine che sarà indicato
nel regolamento per l'esecuzione della presente legge, alla pubblicazione dell'elenco di cui all'art. 3
ed al suo deposito presso le prefetture. Conserveranno frattanto efficacia le notifiche di
importante
interesse fatte per tali cose.
-------------------(17) La legge n. 778/1922 è stata abrogata dalla legge 29-6-1939, n. 1497.
Art. 72 - 1. Nulla è innovato per quanto riguarda le raccolte artistiche ex fidecommissarie, regolate con
legge 28-6-1871, n. 286, legge 8-7-1883, n. 1461, regio decreto 23-11-1891, n. 653, e legge 7-2-1892, n.
31, nonché le bellezze naturali panoramiche regolate con legge 11-6-1922, n. 778 (18).
-------------------(18) La legge n. 778/1922 è stata abrogata dalla legge 29-6-1939, n. 1497.
Art. 73 - 1. Fino a quando non entrerà in vigore il regolamento da emanarsi per la esecuzione della
presente legge, varranno, in quanto siano applicabili, le norme del regolamento approvato con
regio
decreto 30-1-1913, n. 363.
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