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Cosa sono gli stili cognitivi

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Cosa sono gli stili cognitivi
Cosa sono gli stili cognitivi
Gli stili cognitivi
Per strutturare efficacemente un corso o l’insegnamento in generale è necessario tenere presente che
esistono una pluralità di stili cognitivi . Con l’espressione stile cognitivo si intende una particolare modalità di
elaborazione dell’informazione (o un insieme di modalità) che il discente mette in atto nelle tre fasi del
processo di apprendimento. Gli stili cognitivi sono legati alla scelta concreta delle strategie cognitive utilizzate
per risolvere un compito e non vanno confusi con le abilità che possediamo 1 , ma definiscono le preferenze
nell’uso di queste. Esempi di stili cognitivi possono essere:
™ stile globale/analitico : chi adotta uno stile globale preferisce avere prima una visione di insieme del
materiale da imparare per poi muovere verso il particolare, chi adotta uno stile analitico preferisce
partire dai dettagli per ricostruire man mano il quadro generale;
¾ Prima di iniziare a studiare cerco di costruire un quadro d’insieme degli argomenti
¾ Quando studio, imparo dapprima i singoli concetti e solo dopo li collego in un quadro generale
™ stile dipendente/indipendente dal campo : chi adotta uno stile indipendente dal campo tende ad isolare i
singoli argomenti dal resto, chi adotta uno stile dipendente dal campo tende ad esaltare i collegamenti
tra il contesto in cui l’argomento è inserito e l’argomento stesso; lo stile dipendente dal campo pone l’
accento sulle relazioni tra i singoli concetti;
¾ Quando studio identifico in un testo i concetti fondamentali e li imparo senza preoccuparmi di
collegarli
™ stile verbale/visuale : chi adotta uno uno stile verbale predilige l’uso del codice linguistico, ossia testi,
registrazioni sonore ed impara per lettura e ripetizione, chi adotta uno stile visuale predilige l’uso di
codice visuospaziale, ossia immagini, statiche e in movimento, schemi riassuntivi, diagrammi, tabelle;
¾ Gli schemi, i grafici o le tabelle riassuntive mi aiutano a capire meglio quanto spiegato nel testo
¾ Studio ripetendo ad alta voce il testo
™ stile convergente/divergente : chi adotta uno stile convergente parte dalle informazioni disponibili per
convergere verso una soluzione unica al problema, chi adotta uno stile divergente parte
dall’informazione a disposizione per procedere in modo creativo generando una varietà di risposte o
soluzioni originali e flessibili;
¾ Quando studio cerco di imparare solo ciò che è indispensabile ad ottenere un buon voto all’esame
¾ Quando studio cerco di approfondire gli argomenti per arricchire la mia cultura personale
™ stile risolutore/assimilatore : chi adotta uno stile risolutore tende a privilegiare l’azione e la concretezza
nell’affrontare un problema cercando di ottenere soluzioni soddisfacenti con il minimo dispendio di
tempo e risorse, cercando nell’ informazione a disposizione ciò che serve a risolvere la necessità ;
contingente, chi adotta uno stile assimilatore privilegia la ricerca di soluzioni esaustive e articolate, non
necessariamente di utilità pratica e non limitate alla necessità contingente;
¾ Quando studio cerco di trovare un testo il più possibile chiaro e sintetico per imparare i concetti
necessari
¾ Quando studio cerco sempre di confrontare le posizioni di più autori rispetto ad un determinato
problema
™ stile sistematico/intuitivo : chi adotta uno stile sistematico cerca soluzioni prendendo in considerazione
una variabile per volta e cercandone tutte le possibili connessioni col sistema di conoscenze già in
proprio possesso, chi adotta uno stile intuitivo procede per singole ipotesi che cerca di confermare o
confutare;
¾ Quando studio vorrei sempre avere a disposizione dei testi che mi spieghino per filo e per segno
tutto ciò che è necessario sapere nelle varie situazioni
¾ Quando studio mi piace fare ipotesi personali, cercando di intuire il seguito del brano e vedere se va
proprio a finire così
™ stile impulsivo/riflessivo : chi adotta uno stile impulsivo ha bassi tempi decisionali e generalmente
maggiore tendenza a soluzioni precipitose e non ottimali, chi adotta uno stile riflessivo risponde in modo
più lento e accurato.
¾ Prima di iniziare a studiare pianifico accuratamente tutte le fasi
¾ Studio quando capita, nei ritagli di tempo o quando so che c’è un esame
Cosa si deve fare? : Prevedere un corso per utenti con differenti stili cognitivi significa adottare più forme
espositive per i contenuti del corso, lo stesso accade nello studio fra pari: dando lezione ad un compagno io
tenderò ad usare il mio stile ma devo essere consapevole che il suo può essere diverso, dovrò perciò
percepirlo e adottarlo il più possibile, se poi i compagni sono più di uno la capacità di usare più forme
espositive sarà vincente
Esempio di domande che possiamo porre ( a noi stesi o agli altri) per mettere in luce i diversi
stili nelle strategie di apprendimento
Fattori cognitivi :
1. Processi e strategie elaborative per comprendere e ricordare
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Quando imparo un nuovo concetto cerco di trovare un esempio a cui esso si possa applicare
Per ricordare meglio ciò che studio cerco di collegare tra di loro i vari concetti
2. Capacità di autoregolazione del proprio processo di apprendimento
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Dopo una lezione rivedo con cura i miei appunti per approfondire e ricordare meglio le cose raccolte
Mentre studio mi pongo delle domande o faccio degli esercizi per vedere se ho capito bene
3. Senso di disorientamento e difficoltà ad organizzarsi nello studio
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Trovo difficile rendermi conto se un concetto o un argomento mi risulta poco chiaro
Quando studio mi perdo nei dettagli e non riesco a trovare le cose principali
4. Preferenza nello studiare con altri oppure da solo; disponibilità alla collaborazione
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Trovo utile e stimolante discutere o lavorare in gruppo
Preferisco studiare da solo piuttosto che con altri
5. Uso di organizzatori semantici grafici per comprendere e ricordare
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Gli schemi, i grafici o le tabelle riassuntive mi aiutano a capire meglio quanto spiegato nel testo
6. Difficoltà nel concentrarsi nello studio e nell’organizzare tempi e spazi di lavoro
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Mentre studio mi distraggo facilmente
Quando mi accingo a studiare cerco di prevedere quanto tempo mi occorrerà ; per imparare un
argomento
7. Tendenza a porsi domande, a porre domande all’insegnante o ai compagni; autointerrogazione
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Quando preparo un argomento penso alle domande che l’insegnante potrà farmi
Prima di studiare un argomento cerco di capire cosa si aspetta da me l’ insegnante
Fattori affettivi:
1. tendenza a distrarsi , difficoltà a controllare i pensieri e a concentrarsi
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Tendo a “sognare ad occhi aperti” e spesso mentre mi parlano penso ad altro
2. Ansietà di base , difficoltà a controllare le reazioni emotive
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Quando prendo un brutto voto sono preso dallo scoraggiamento
Sono preso dal panico quando devo affrontare un esame importante
3. Volizione e capacità di perseveranza
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Anche se un compito è noioso continuo a svolgerlo finché non l’ho terminato
Provo piacere nello svolgere un lavoro che mi impegna
4. Attribuzione del successo o del fallimento a cause controllabili
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Quando riesco a scuola penso che ciò dipenda dall’aver studiato molto
Penso che l’intelligenza di una persona si può migliorare se questa si impegna seriamente
5. Attribuzione del successo o del fallimento a cause non controllabili
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Mi capita di pensare che l’intelligenza di una persona non può cambiare perché è un dono di natura
Quando mi va bene un’interrogazione penso che sono stato fortunato
6. Mancanza di perseveranza nello studio e nel portare a termine i compiti assegnati
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Se trovo che un argomento richiede tempo e fatica non lo prendo neppure in considerazione
Quando non mi sento capace di completarlo mi capita di lasciare a metà un lavoro già iniziato
7. Percezione della propria competenza e senso di responsabilità
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Mi sento sicuro di riuscire a ottenere buoni voti
Quando riesco a scuola penso che dipende dal fatto che sono una persona veramente capace
8. Occasionali interferenze emotive ; capacità o incapacità di controllarle
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Se sono di cattivo umore mi concentro nello studio con difficoltà
Se non riesco a preparami bene per un esame mi sento a disagio
Revisione 12 gennaio 2009
Prof. Ssa Scorzoni Cinzia
ITIS F. Corni Modena
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