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4. GESÙ: l`incontro che sconvolge

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4. GESÙ: l`incontro che sconvolge
Cosa dice la Parola della mia vita. Dopo il commento lasciamo alcuni minuti di silenzio, poi facciamo un giro
#VIAGGIANDO
di interventi per dire cosa dice alla nostra vita questo testo.
Gesù:1
tappa
Nel nostro cuore forte è il desiderio di vivere in familiarità con il Signore, ma, come accade nelle relazioni
fondamentali della nostra vita, occorre liberarsi da antichi pregiudizi, tradizioni e schemi prefissati.
Cos'è che mi frena e appesantisce nel mio cammino di vita e di fede?
Occorre fare sempre spazio a un tu che si rivela in maniera nuova, straordinaria e personale. Con la
Parola, Gesù si fa conoscere e ci svela qualcosa di noi stessi. E allora innanzitutto della bellezza della
parola di Gesù che questo brano ci parla. La Parola spiega e dà significato alla nostra vita.
Ripercorrendo il cammino di fede ricordiamo un brano, una frase del Vangelo che ci ha svelato il volto del
Signore. Oppure quando abbiamo percepito che quella Parola parlava proprio della nostra vita. E voleva
riempirla della misericordia, del perdono e dell'amore del Padre. È allora che la relazione con lui è
cambiata. Ma Gesù ci dice anche che la sua Parola crea una grande famiglia, addirittura più forte della
famiglia legata dal sangue. È la famiglia dei credenti, è la chiesa. Quali sono stati i momenti che ci
hanno motivato a sentirci parte corresponsabile in essa? Anche noi come Maria siamo chiamati a fare
altri passi di crescita per fare della chiesa la nostra casa, la nostra madre e maestra.
l'incontro che sconvolge
QUARTA
TAPPA
Introduzione
L'incontro di Maria con Gesù ormai adulto la costringe a ripensare la propria identità, a uscire dal ruolo di
madre, a ricomprendersi in una dimensione nuova. E quasi come perdere suo figlio per diventare donna.
Anche per noi c'è un incontro che sconvolge ogni volta che perdiamo qualcosa, che le relazioni mutano e
ci chiedono di ristrutturare la nostra identità. Un cammino che non finisce con la vita adulta, ma anzi è
proprio delle stagioni di questa età. E, come per Maria, il salto di qualità sta nel non perdersi nella folla,
ma nel cercare nell'ascolto della Parola il senso profondo della nostra storia, prima di ogni ruolo
Cosa dice la mia vita alla Parola
In preghiera: ci rivolgiamo al Signore sulle tracce di Maria; le preghiere appena accennate potranno
essere completate singolarmente e condivise in gruppo.
In preghiera
Recitiamo la preghiera a cori alterni e poi tutti insieme.
Il nostro salmo
Maria, donna obbediente
Signore, tu mi scruti e mi conosci (chi sono io oggi?)………………………………..
Penetri da lontano i miei pensieri (quali preoccupazioni?)………………………....
Ti sono note tutte le mie vie (quali progetti?)………………………………………...
LA VITA CAMBIA: esercizi di laicità
I l progetto Nazaret è una proposta dell'Ac per rendere la famiglia luogo privilegiato e insostituibile di
incontro tra vita e fede (per una presentazione completa vedere i l sito http://azionecattolica.it/
promozione/lac-dei-progetti).
Sono stati elaborati quattro possibili percorsi su cui sviluppare e valorizzare questo progetto:
raccolta di idee e progetti: consapevolezza delle responsabilità pubbliche dell'amore, matrimonio,
famiglia, educazione, laicità;
tra piazze e campanili: incontro e condivisione delle esperienze di testimonianza e annuncio del Vangelo;
la casa: piccola Chiesa domestica chiamata a vivere uno stile di comunione e di santità;
il mondo: per tessere legami di amicizia, fraternità, solidarietà e pace in modo da raccogliere e rilanciare
la "questione antropologica".
I l gruppo decide di conoscere i l progetto (dal sito o chiedendo a qualcuno di raccontarlo) e poi sceglie uno di
questi percorsi da proporre e realizzare all'interno della propria comunità parrocchiale, o anche di elaborare
nuove azioni all'interno del progetto stesso, come ad esempio essere di supporto alle famiglie appena inserite
nella comunità per la gestione dei figli, o fare conoscere alla comunità qualche idea proveniente dall'ultimo
Sinodo sulla famiglia.
c1: Santa Maria, donna obbediente, tu che hai avuto la grazia di "camminare al cospetto di Dio",
fa' che anche noi, come te, possiamo essere capaci di "cercare il suo volto". Aiutaci a capire che
solo nella sua volontà possiamo trovare la pace. E anche quando Egli ci provoca a saltare nel buio
per poterlo raggiungere, liberaci dalle vertigini del vuoto e donaci la certezza che chi obbedisce al
Signore non si schianta al suolo, ma cade sempre nelle sue braccia.
C2: Santa Maria, donna obbediente, tu sai bene che il volto di Dio possiamo solo trovarlo nelle
numerose mediazioni dei volti umani, e che le sue parole ci giungono solo nei riverberi poveri dei
nostri vocabolari terreni. Donaci, perciò, gli occhi della fede perché la nostra obbedienza si
storicizzi nel quotidiano, dialogando con gli interlocutori effimeri che Egli ha scelto come segno
della sua sempiterna volontà. Ma preservaci anche dagli appagamenti facili e dalle acquiescenze
comode sui gradini intermedi che ci impediscono di risalire fino a te. Non è raro, infatti, che gli
istinti idolatrici, non ancora spenti nel nostro cuore, ci facciano scambiare per raffinata virtù ciò
che è solo squallido tornaconto.
Tutti: Santa Maria, donna obbediente, tu che per salvare la vita di tuo figlio hai eluso gli
ordini dei tiranni e, fuggendo in Egitto, sei divenuta per noi l'icona della resistenza passiva e
della disobbedienza civile, donaci la fierezza dell'o biezione, ogni volta che la coscienza ci
suggerisce che «si deve obbedire a Dio piuttosto che agli uomini». E perché in questo
discernimento difficile non ci manchi la tua ispirazione, permettici che, almeno allora,
possiamo invocarti così: «Santa Maria, donna disobbediente, prega per noi».
(TONINO BELLO, Maria donna dei nostri giorni)
Terminiamo con la preghiera del Samo 139 a p.129 del sussidio.
4
1
LA VITA SI RACCONTA
Cosa dice la Parola alla mia vita: leggiamo il commento
3. Riparto da te
Ci sono degli snodi fondamentali, dei passaggi che più di altri segnano le nostre storie. Ognuna di queste
fasi ci costringe a saperci ripensare.
E una donna che stingeva un bimbo al seno chiese: Parlaci dei Figli.
Ed egli disse:
I vostri figli non sono i vostri figli.
Essi sono i figli e le figlie della smania della Vita ha per se stessa.
Vengono attraverso di voi, ma non da voi,
e benché stiano con voi, tuttavia non vi appartengono.
Voi potete dar loro il vostro amore, ma non i vostri pensieri,
poiché essi hanno i propri pensieri.
Potete dare alloggio ai loro corpi, ma non alle loro anime,
poiché le loro anime dimorano nella casa del futuro che voi non potete visitare neppure in sogno.
Voi potete sforzarvi di essere come loro, ma non cercate di renderli simili a voi.
Poiché la vita non va all'indietro e non si trattiene sullo ieri.
Voi siete gli archi dai quali i vostri figli vengono proiettati in avanti, come frecce viventi.
L'Arciere vede il bersaglio sul sentiero dell'infinito ed Egli vi tende con la Sua potenza in modo che le Sue
frecce vadano rapide e lontane.
Lasciatevi tendere con gioia dalla mano dell'Arciere;
Poiché com'Egli ama le frecce che volano, così ama pure l'arco che è stabile.
(K. GIBRAN, Il Profeta, a cura di N. Crocetti, Studio editoriale, Milano 1986)
Ricordiamo un'esperienza in cui la famiglia, gli amici, la comunità, il gruppo ci hanno aiutato, anche
attraverso la loro correzione fraterna, a vivere un cambiamento.
Raccontiamo un'esperienza in cui la nostra vita ha svoltato verso l'assunzione di un nuovo ruolo.
Condividiamo difficoltà, ansie, gioie e speranze.
LA PAROLA ILLUMINA
Dal Vangelo di Luca 8,1-5,19-21
Leggiamo con calma il brano, sottolineamo e facciamo risuonare in noi qualche parola o frase…. Oppure
possiamo utilizzare il DVD allegato al testo adulti, ascoltare il testo e vedere il commento di Marzia Blarasin
In seguito egli se ne andava per città e villaggi, predicando e annunciando la buona notizia
del Regno di Dio. C'erano con lui i Dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti
catti vi e da infermità Maria, chiamata Maddalena, dalla quale erano usciti sette demoni;
Giovanna, moglie di Cuza, amministratore di Erode; Susanna e molte altre, che li servivano
con i loro beni.
Poiché una grande folla si radunava e accorreva a lui gente da ogni città, Gesù disse con
una parabola: «Il seminatore uscì a seminare il suo seme...».
E andarono da lui la madre e i suoi fratelli, ma non potevano avvicinarlo a causa della folla.
Gli fecero sapere: «Tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e desiderano vederti». Ma egli
rispose loro: «Mia madre e miei fratelli sono questi: coloro che ascoltano la parola di Dio e la
mettono in pratica».
2
L'episodio della visita di Maria e dei suoi parenti a Gesù è narrata da Luca e da Marco (Mc 3,3135); il primo inserisce l'episodio nell'ottavo capitolo, dove fin dal principio indica i continui
spostamenti fatti da Gesù tra città e villaggi, per predicare e annunciare la buona novella;
l'evangelista riporta con precisione i nomi delle persone che seguono il Nazareno da vicino,
condividono la sua missione vivendo in familiarità (Lc 8,1-3). La folla, altra protagonista del
brano, è continuamente alla sua ricerca, perché attirata dalla sua predicazione e dai suoi
miracoli. Il capitolo 8° si concentra sulla parabola del Seminatore e sul vero significato di
ricevere e trasmettere l'insegnamento del Figlio di Dio. È in questa cornice che si inserisce
l'incontro tra Maria e Gesù.
Maria e i suoi parenti decidono di andare a trovare Gesù; per Lui, infatti, è impossibile ritornare
a Nàzaret, da dove è stato cacciato e rinnegato pubblicamente dopo aver annunciato la Buona
Novella (Lc 4,16-30).
Immaginiamo Maria che affronta il viaggio con il desiderio di rivedere il figlio, per sapere cosa
fa e come sta. Vorrebbe trovare risposta alle tante domande sul suo presente e sul suo futuro
di uomo ebreo; pregusta i momenti d'intimità che sta per vivere con Lui. Anche i parenti,
ricevute notizie su di lui, hanno deciso di verificare tutto quello che di buono si racconta, e
sperano in un colloquio privato con Gesù.
Maria e i suoi arrivano: Gesù si trova in uno spazio chiuso, sta parlando a così tante persone
(folla) che è impossibile vederlo e richiamare la sua attenzione. Il silenzio della gente intorno è
profondo. Da dentro arriva il suono della sua voce: la sua parola risuona forte e chiara. Maria
ha un sussulto nel suo cuore, riconosce non solo il tono, ma anche la bellezza della sua Parola.
Come fare per vederlo? Da fuori mandano un messaggio a Gesù: gli chiedono di uscire fuori, di
trovare spazio e tempo per un incontro familiare, particolare, unico.
Dirompente e spiazzante è la risposta di Gesù: non esce e non si fa vedere, ma si fa ascoltare e
invita a entrare dentro chi sta fuori e pretende di vederlo; fuori si sta da estranei e dentro si è
famiglia. Maria e i suoi parenti sono invitati a entrare, a far parte della grande famiglia di Gesù,
dove le persone della folla sono suoi fratelli e sorelle; anche Maria, come madre, è invitata a
partecipare a una maternità immensamente più grande e molto più profonda.
La folla non è più un impedimento, diventa la comunità dei fratelli che apre alla condivisione e
all'ascolto comunitario della Parola. La risposta di Gesù avrà lasciato tutti contenti? Qualcuno
sarà rimasto deluso: forse chi non voleva perdere il proprio ruolo, forse chi desiderava il primo
posto, chi accampava diritti, chi pensava e credeva di sapere già tutto di Lui. Maria, seppur
sorpresa, comprende la missione e la crescita a cui il figlio la chiama. Lei aveva imparato quanto
difficile misterioso fosse aprirsi alla parola del Figlio suo; nel silenzio aveva custodito tutto nel
suo cuore (Lc 2,41-52).
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