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Porti e aeroporti: la regione si fa “mediterranea”

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Porti e aeroporti: la regione si fa “mediterranea”
OTTAVIO CHIARADIA
Porti e aeroporti:
la regione si fa
“mediterranea”
Escono dalla fase di studio alcune delle principali infrastrutture previste
per “aprire” la Regione ai circuiti di sviluppo nazionale ed europeo.
6
M NDO
BASILICATA
A REGION
WHICH HAS ALWAYS TRIED
TO EXIT FROM ISOLATION AND TO BECOME
A PROTAGONIST OF THE DEVELOPMENT
OF
MEZZOGIORNO
WITHIN THE
COULD NOT NEGLECT,
2000-2006 COMMUNITY
SUPPORT ACTION PLAN, THE ADJUSTMENT
AND MODERNIZATION OF REGIONAL
INFRASTRUCTURES.
IN FACT, THE REGIONAL ADMINISTRATION,
WITH THE APPROVAL OF
DAPEF,
THE
FINANCIAL AND ECONOMIC PLANNING
DOCUMENT, HAS IDENTIFIED THE
DEVELOPMENT OBJECTIVES WHICH CAN
BE ACHIEVED THROUGH THE QUALITY
AND QUANTITY ADJUSTMENT OF
TRANSPORT INFRASTRUCTURES.
THE FORESEEN ACTIONS CONCERN
THE BIG
CONNECTION LINKS WITHIN AND OUTSIDE
THE REGION.
TWO LANDING STAGES
ON THE IONIAN
OF THE RIVER
SEA, ONE ON THE MOUTH
AGRI
AND THE OTHER
ON THE MOUTH OF THE RIVER
BASENTO,
AND TWO AIRPORTS, THE FORMER
IN THE CAPITAL TOWN AND THE
LATTER IN
PISTICCI, WILL ENABLE THE
“SYSTEM BASILICATA” TO OVERCOME
ITS PERIPHERAL POSITION AS REGARDS
NATIONAL AND INTERNATIONAL
RELATIONSHIPS.
7
Porto degli Argonauti:
cantieri aperti
quattro stelle e il villaggio turistico. Non mancano, naturalmente, negozi e centri di servizio per la nautica da diporto con annesso yacht club.
Insomma una megastruttura che fa del suo porto un salvagente per l’occupazione in Basilicata: “Ogni quattro barche un
posto di lavoro”, assicura con orgoglio la società. Il canale d’accesso dal mare, lievemente curvilineo, è lungo 450 metri e largo 40, con una profondità di tre metri e mezzo. A ovest del canale, poi, si trova un arco di spiaggia che appiattisce le onde e
accoglie i natanti minori, come pedalò, gommoni e mosconi.
Le barche ormeggiate nel porto non devono superare i 18
metri di lunghezza. A vela o a motore, le imbarcazioni ospitanti sono quindi quelle di medie dimensioni. Una volta attraccate, possono essere messe a punto dagli addetti ai ricambi. Non
manca il rifornimento carburanti e, vicino alle banchine, c’è anche una torre di controllo”.
ROSSANA PAGLIAROLI
E gli ambientalisti
si mettono di traverso
te, anche per la stessa ragione economica che dovrebbero
giustificarli. “Per il turismo della costa ionica – dichiara – non
servono porti stanziali, perché non è la dimensione del porto che
assicura la navigabilità di un tratto di costa. Il rischio è di fare
infrastrutture che rimarranno vuote per 10-11 mesi all’anno. Il
turismo - aggiunge De Leo - deve tradursi in una ‘dimensione’ che tenga nel giusto conto l’agricoltura ecocompatibile e lo
sviluppo rurale, la depurazione e la gestione integrata delle acque,
il verde pubblico, l’energia, i rifiuti, la bioedilizia. Un approccio
integrato, dunque, per realizzare un turismo competitivo fondato
LEONARDO NELLA
È di poche settimane fa il sì della Regione Basilicata (con
la sola astensione dell’assessore Dino Collazzo) sulla compatibilità ambientale del porto sul Basento, che sblocca la via dei
lavori. Mancava, infatti, l’ok istituzionale, arrivato però vincolato
al rispetto delle misure poste a tutela dell’area.
La pugliese Nettis Resort srl che lo realizzerà, dovrà infatti
attenersi alle indicazioni dettate dal Comitato tecnico regionale ambientale (Ctra). L’infrastruttura sarà costruita in località
Macchia Nuova, nel comune di Pisticci.
L’idea di chiamarlo “porto degli Argonauti” è del semiologo Omar Calabrese che ha preso a prestito il nome da una
leggenda dell’antica Grecia. Parla di Giasone e i suoi eroi, gli
Argonauti appunto, navigatori alla ricerca del vello d’oro sulle
acque del mar Ionio.
Il porto, pensato per 450 barche, fa parte di un più ampio progetto di case e ville già realizzate. Come pure l’hotel a
Gli ambientalisti lucani sul piede di guerra. Il via libera della
Giunta regionale sul progetto del porto turistico Argonauti è
stato accolto con totale contrarietà. Alla base del dissenso la
convinzione che la megaopera si tradurrà in un forte attacco
all’habitat costiero. Porti inutili, taglia corto Gianfranco De
Leo, componente del Direttivo Nazionale di Legambien8
M NDO
LEONARDO NELLA
LEONARDO NELLA
OTTAVIO CHIARADIA
BASILICATA
Marinagri… gonfia le vele
Sin dal 1997, il porto “Akiris” era stato pensato sul lato destro della foce Agris, in località Bufalòria, tra i comuni di Policoro e Scanzano.
Nel 2001, la proposta ha ottenuto una conferma con il via
libero della Valutazione d’impatto ambientale. Chicca di un più
ampio progetto di centro turistico ecologico integrato, Akiris
porta la firma della lucana Marinagri spa. La sua posizione nasce dai suggerimenti di Aquater spa, la società che ha spulciato per anni il litorale ionico. Con un unico obiettivo: far sposare ambiente e sviluppo, storia e progresso.
Ponte naturale per gli itinerari del Mediterraneo sudorientale, il porto, con tutto il progetto alle spalle, intende promuovere un turismo mare-monti, supportato dalla vicinanza con il
Parco nazionale del Pollino. Le pinete che lo circondano fan-
no da sfondo ad acque abbastanza tranquille, ideali alla navigazione e alla sosta di turisti, bagnanti e lupi di mare. Akiris può
ospitare fino a 225 barche. Altri attracchi sono destinati ai turisti dell’hotel o dei residence del villaggio che comprende, fra
l’altro, un yacht club, una chiesa, un disco bar e negozi vari. Il
porto dispone anche di un cantiere navale. Le imbarcazioni
non devono esser più lunghe di 13,5 metri e avere un’immersione massima di tre. Di fronte al canale d’ingresso, il distributore carburanti oltre alla capitaneria di porto e ai punti ristoro.
All’interno dell’avamporto, invece, una piccola spiaggia artificiale smorza “l’energia che penetra dall’imboccatura portuale, causando il frangimento delle onde”. Tutto il centro turistico, infine, è progettato per essere accessibile alle persone diversamente abili. (R. P.)
sulla qualità ambientale e paesaggistica, collegata alla qualità della
fruizione”. Gianni Palumbo, responsabile nazionale dell’osservatorio sulle biodiversità della LIPU, lamenta il mancato
coinvolgimento delle popolazioni del luogo sulla questione.
“Le modifiche ad un piano che interessa un’area SIC (sito
d’interesse comunitario) – dichiara - andrebbero apportate dopo
opportuna e prescritta Valutazione d ’Incidenza.
Così non è stato ed è per questo che abbiamo fatto ricorso
alla Comunità Europea che deciderà sulla richiesta di aprire
una procedura di infrazione. Riteniamo che il problema della
trasformazione dell’habitat costiero attiene anche a considerazioni
di carattere sociale ed economico oltre che ambientale. L’aver
modificato con rapidità un Piano Paesistico di Area Vasta come
quello del Metapontino senza un percorso condiviso dal basso con
le popolazioni, le associazioni di categoria, le associazioni culturali,
le associazioni ambientaliste e gli enti locali – conclude Palumbo - genera un cortocircuito pericoloso per l’avvenire di questa
porzione di Basilicata che viene di fatto esautorata dalla possibilità
di autodeterminare il proprio sviluppo nel rispetto del territorio e
della natura”.
9
Il porto sullo Jonio,
una lunga corsa ad ostacoli
Fra polemiche e resistenze burocratiche il lungo cammino di un progetto ambizioso
È dal 1987 che la Regione Basilicata ci pensa: un porticciolo
tutto lucano sul mar Ionio è come una finestra aperta sul Mediterraneo. L’idea è così allettante che si mette in moto la macchina burocratica. Ma la questione è complessa. In gioco troppi interessi contrastanti e molte le problematiche da risolvere,
soprattutto riguardo al rispetto del territorio.
Negli anni Novanta, la Regione avvia una serie di studi di
compatibilità e analizza tutti i movimenti di terra e acqua che
agitano l’antica Magna Grecia. Nessuna foce è esclusa: goccia a
goccia, i fiumi Sinni, Agri, Terzo Cavone e Basento riempiono
le pagine dei progetti. Nel frattempo, vara la legge sui Piani paesistici d’area vasta e invita i comuni del Metapontino a valutare
la possibilità di localizzare un porto sul proprio territorio, previa redazione di Piano particolareggiato esecutivo d’ambito.
Rispondono all’appello i comuni di Policoro, Scanzano, Pisticci, Bernalda e Nova Siri. Quest’ultimo propone anche la
foce “Canale Toccacielo” che ricade sul proprio territorio. Insomma, il porto sullo Ionio si deve fare: “Opera imprescindibile
infrastrutturale”, per la Regione Basilicata che, all’attivo, ha solo
un porticciolo, quello di Maratea, sul mar Tirreno.
10
Passano gli anni e arrivano i primi risultati degli studi.
L’Aquater spa, la società che compie le analisi, porta sul tavolo
di via Anzio i pro e i contro di quattro progetti: un porto per
ogni fiume che sfocia nello Ionio.
La prima proposta di infrastruttura risale al 1998, la Regione accoglie con una delibera la proposta di avviare nell’ambito
della contrattazione programmata, uno sviluppo del settore turistico in Basilicata, puntando sulla nautica da diporto. L’idea, è il
caso di dirlo, va in porto: gli studi di fattibilità sono passati al setaccio dal dipartimento regionale Ambiente e Territorio e dal
gruppo di coordinamento nominato ad hoc. Il gran tesoro da
salvaguardare è l’ambiente, nella sua complessa accezione.
Le aree coinvolte rientrano poi nei siti d’interesse comunitario (Sic) e hanno bisogno della preventiva valutazione d’incidenza e della Via (Valutazione d’impatto ambientale). I contrari
al progetto ne faranno un punto di forza per bloccare ogni iniziativa in merito. Nel 2000 la Regione individua alla foce di ciascun fiume la possibilità di localizzare infrastrutture portuali.
Nel frattempo, la Regione attende il Piano d’ambito redatto dai Comuni di Pisticci e Bernalda per la previsione di un
M NDO
BASILICATA
In via Anzio, le osservazioni sono esaminate e valutate ai
fini delle scelte conseguenti. L’idea di avere altri due porti in
Basilicata va avanti. Le carte sono in regola e tutti i nodi sono
stati sciolti. La variante adottata non cambia di una virgola agli
impegni assunti. Serve soltanto a superare la redazione del Piano d’ambito, mai giunta a palazzo. Per quanto riguarda l’area del
fiume Basento sottoposta a tutela paesaggistica, la Regione fa
sapere che si tratta di “quell’ambiente palustre in riva sinistra, a
circa un chilometro dalla foce”, ben lontano dalla zona interessata dall’infrastruttura portuale che, infatti, si troverebbe a destra della foce. La variante ha ottenuto il via libera dal Consiglio
regionale che ha approvato anche un emendamento presentato dall’esponente dei Verdi, Francesco Mollica, con il quale la
Regione chiede alle società che realizzeranno i porti di stipulare una polizza fideiussoria, “a garanzia dei ripristini dello stato
dei luoghi”, prima del’inizio dei lavori.
Successivamente, il progetto del porto sul Basento ha ottenuto anche l’ok della Regione per la compatibilità ambientale e la valutazione d’incidenza, sulla quale gli ambientalisti continuano a dare battaglia.
ROSSANA PAGLIAROLI
OTTAVIO CHIARADIA
porto in quell’area. Si arriva al 2003. La giunta regionale adotta una variante al Piano territoriale paesistico del Metapontino
per la localizzazione di porti turistici sul litorale ionico. Il documento è approvato all’unanimità, con la sola astensione dell’assessore di Rifondazione comunista, Dino Collazzo.
In sede di osservazione, nei trenta giorni successivi alla
pubblicazione, l’amministrazione bernaldese risponde che “non
è pregiudizialmente contraria “a un porto nel comune di Pisticci”, ma “avversa” a qualsiasi opera che “possa aggravare” l’erosione costiera a Metaponto. Per prima cosa, devono essere valutati a priori gli effetti, poi assicurate le “opportune garanzie”
per la riaccumulazione, naturale o artificiale, della sabbia negli
arenili, che si rende necessaria a fronte delle opere stabili portuali. L’amministrazione di Bernalda chiede che il porto venga
collegato alla cittadina con una via d’accesso alla statale 106 e
con un ponte sul fiume Basento.
Contrari a tutto il progetto, invece, le associazioni locali degli ambientalisti che rivendicano “un equilibrio delicato e un habitat caratteristico”, messi a rischio dalle intrusioni saline che
danneggiano la pineta esistente.
11
Superata la dimensione “rivendicativa” del dibattito, si punta a consolidare gli aspetti
di fattibilità delle due infrastrutture
Aeroporti: Potenza e Pisticci,
voli confermati
THE AIRPOR T OF POTENZA SEEMS LIKELY TO BECOME
A REALITY. AFTER LONG-DRAWN-OUT FEASIBILITY
STUDIES, THE REGIONAL AUTHORITY HAS DECIDED
TO FINANCE THE WORK WITH 35,550,000 EURO
COMING FROM THE FUNDS FORESEEN BY THE
DECISION MADE BY
CIPE IN 2003.
THE RUNWAY WILL BE BUILT IN THE AREA OF
PIANI DEL MATTINO. THEY PLAN TO HAVE DAILY
CONNECTIONS TO MILAN-LINATE AND ROME
AND MIDWEEK FLIGHTS TO BOLOGNA, BRESCIA,
CAGLIARI, CATANIA, TURIN, VENICE AND VERONA.
THE ALREADY EXISTING MATTEI RUNWAY WILL
BE ENHANCED TO BECOME AN INFRASTRUCTURE FOR
TOURISM AND AGRICULTURAL EXPOR T.
Bubbico: le piste
non sono incompatibili
L’area individuata per la realizzazione dell’aeroporto
lucano conta sul più ampio bacino d’utenza.
A rivelarlo gli studi di fattibilità. I documentI sono alla base
della decisione di programmazione e finanziamento dello
scalo aeroportuale sul suolo potentino.
Un investimento che, al netto, costerà 35 milioni e 550
mila euro. “Da questa analisi economica - hanno fatto sapere
12
In questi ultimi anni la Basilicata sta compiendo un significativo sforzo per superare l’antico isolamento e per avviare un
concreto processo di integrazione con le grandi aeree del Paese e dell’Europa. In tale ottica assume una particolare rilevanza strategica la costruzione dell’aeroporto civile della Basilicata
da inserire in un “sistema” complessivo dei trasporti da riqualificare e razionalizzare. Su questo terreno la Regione sta intervenendo con impegno e con l’intento, tra l’altro, di integrare le
diverse modalità treno/autobus/aereo. Temi che certamente
trovano un’adeguata risposta nella elaborazione degli strumenti programmatici e negli indirizzi degli organi regionali.
È ormai dagli anni ’70 che si susseguono discussioni e progetti sulla opportunità di dotare anche la nostra regione, unica
in Italia priva di scalo aeroportuale, di una infrastruttura capace
realmente di ridurre i tempi di viaggio, di offrire nuove opportunità di scambio e di sviluppo al nostro sistema economico (si
pensi ad esempio al comparto turistico) e di far entrare a pieno titolo i lucani nella più complessiva rete di rapporti e di scambi nazionali ed internazionali. C’è da aggiungere che la presenza
di un vero e proprio aeroporto agevolerebbe anche i tantissimi
emigranti sparsi in tutto il mondo che intendono alimentare il
loro rapporto con la terra natia e con i propri parenti.
La conclusione dello studio commissionato dalla Regione
sulla individuazione del sito più idoneo ed il conseguente approfondimento compiuto dal Comune di Potenza sugli aspetti strettamente gestionali, economici e di fattibilità hanno fatto superare la dimensione puramente “rivendicativa” e teorica
del dibattito istituzionale sull’argomento, passando ad una fase
più operativa e realizzativa.
L’elemento di rilievo è certamente da ricercare nella decisione della Giunta Regionale di finanziare l’opera, da realizzare a Potenza, con 35.550.000 euro rivenienti dai fondi previsti
dalla deliberazione del CIPE n°17 del 2003. La disponibilità deldal Comune di Potenza - sono emerse le caratteristiche
di centralità dell’area in relazione alle diverse modalità di
trasporto. L’attuazione dell’autostrada Lauria – Foggia e
la complementarità con le altre infrastrutture meridionali
significano, per l’aeroporto, un gran numero di utenti”. Tuttavia
non mancano le contestazioni: “Una struttura aeroportuale
esiste già a Pisticci - ha fatto notare il presidente del
Consorzio Asi di Matera, Angelo Minieri – e non
servirebbero più di 10 milioni di euro per completarla”.
Le due aerostazioni, replica il Presidente della Regione
Filippo Bubbico, perfettamente compatibili e non
OTTAVIO CHIARADIA
LA PISTA MATTEI A PISTICCI
L’AREA DOVE SORGERÀ L’AEREOPORTO DI POTENZA
le risorse finanziarie e la riconferma di una precisa volontà politica tolgono infatti ogni alibi agli scettici ed a quella parte dell’opinione pubblica che, forse delusa dagli improduttivi tentativi
del passato, ritiene ancora che il “decollo” dalla Basilicata debba
rimanere un semplice sogno.
Certo i segnali di ottimismo e le scelte compiute in sede
locale devono avere i definitivi assensi da parte degli organismi
nazionali preposti alla programmazione ed alla gestione del trasporto aereo i quali (primo fra tutti l’ENAC) sono chiamati a verificare il rispetto di tutte le condizioni tecniche previste per una
infrastruttura che, certamente, richiede elevati standard tecnologici e progettuali. Inoltre, il dibattito di questi giorni tra gli amministratori pubblici sul destino degli altri siti che si erano candidati ad ospitare l’opera potrebbe ingenerare qualche residuo dubbio o, ancora peggio, potrebbe avviare la classica “guerra tra poveri” in una regione con appena 630.000 abitanti che manifesta
all’esterno la velleità di avere addirittura 3 o 4 aeroporti.
La costruzione e, soprattutto, la gestione di una simile infrastruttura non sono comunque una impresa facile anche alla luce
della liberalizzazione e delle ricorrenti crisi del settore. Dunque campanilismi e divisioni potrebbero ulteriormente ritardare o, addirittura, impedire la soluzione dei problemi. Di recente
è stato ripreso l’argomento e sembra che si stia facendo strada
l’idea di assegnare peculiari destinazioni funzionali all’aeroporto
civile della Basilicata a Potenza (collegamento con i principali aeroporti italiani) , alla “pista Mattei” di Pisticci (supporto delle at-
tività imprenditoriali e turistiche del Metapontino) e all’aviosuperficie di Grumento Nova (specializzata in attività di protezione civile e di aviazione generale). Per quanto riguarda il capoluogo, dando per scontato che ormai la scelta è definitiva, lo studio
del Comune definisce già le principali caratteristiche dello scalo. La pista, da realizzare a Piani del Mattino, dovrebbe avere una
lunghezza di 1.800 metri e consentirebbe l’atterraggio, almeno
nella prima fase, di aerei per il breve/medio raggio con capienze fino a circa 70 posti.
Nei primi anni sono previsti collegamenti giornalieri con Milano Linate e Roma e voli infrasettimanali per Bologna, Brescia,
Cagliari, Catania, Torino, Venezia, Verona, ecc. Lo studio di fattibilità stima, nella fase di avvio, circa 70.000 passeggeri all’anno in partenza, con progressivi incrementi negli anni successivi sia in termini di rotte, sia per gli utenti serviti. Un’altra parte
delle attività dovrebbe interessare i voli charter e le attività aeree di privati (aereoclub, società di trasporto private,ecc.) oltre che gli esercizi commerciali e di assistenza a terra da ubicare nella struttura.
Anche se vi sono da registrare dei considerevoli passi in
avanti il cammino per raggiungere il risultato finale non sembra
del tutto agevole e, forse, richiede ancora tempi non brevi. L’augurio è che anche su questa materia la nostra comunità sappia
ritrovare la necessaria unità e la giusta determinazione in modo
da creare le condizioni per realizzare, questa volta veramente,
l’atteso sogno dei lucani. =
concorrenziali, potranno essere realizzate entrambe.
“A Metaponto – ha dichiarato il governatore – serve una
infrastruttura per il turismo e per l’export agricolo. La Pista
Mattei sarà ampliata, anche con fondi regionali, qualora se ne
rivelasse la necessità. A Potenza occorre invece uno scalo per
la mobilità civile di un’area più vasta, una infrastruttura che
fungerà da scalo per le rotte nazionali.
La Regione - ha continuato Bubbico - ha scelto di finanziare
questo progetto in base alle risultanze di uno studio di fattibilità che conferma, tra l’altro, le profonde modificazioni in atto
nel mercato del trasporto aereo. La necessità dell’aeroporto
a Potenza - ha affermato il governatore - va letta anche in
relazione al progetto dell’autostrada Lauria - Potenza - Melfi Foggia e a quello della Potenza - Bari, cioè di due infrastrutture
che concorreranno certamente a rafforzare il sistema della
mobilità.
In questo quadro, se la città di Potenza sarà in grado di enfatizzare le proprie capacità attrattive, dilatando il proprio bacino
d’utenza - ha concluso il Presidente della Regione - le ragioni
della scelta dell’aeroporto si rafforzeranno in uno scenario
di medio-lungo periodo”.
LEONARDO NELLA
M NDO
BASILICATA
ROSITA ROSA
13
Altobello: la Basilicata
regione cerniera
Per il raggiungimento di questa importante finalità è stata
posta in essere un’intesa generale quadro tra Ministero dei
Trasporti e Regione Basilicata che contiene gli studi di fattibilità per la realizzazione dell’asse e prevede un potenziamento del “Corridoio jonico”. Intanto, in attesa di ottenere i risultati dello studio di fattibilità per la realizzazione dell’aeroporto
regionale, si presta molta attenzione alle aviosuperfici presenti
sul territorio. “La pista Mattei nella Val Basento può diventare, riflette Altobello, un’utile infrastruttura in grado di rispondere all’aumento di flusso turistico che sta interessando l’area del metapontino. Anche la realizzazione di porti può incrementare il flusso turistico verso la Basilicata: con l’approvazione del piano territoriale paesistico vengono confermate le previsioni di costruzione degli approdi
di Pisticci e Policoro”. Con queste realizzazioni, ne è convinta la
maggioranza, la Basilicata potrà candidarsi al ruolo di “regionecerniera” fra le direttrici adriatica e tirrenica e sviluppare strategie di cooperazione con le regioni vicine per superare quella condizione di marginalità che per lungo tempo ha rappresentato un freno alla realizzazione di uno sviluppo economico
stabile e duraturo.
CINZIA SPERA
Un limite allo sviluppo socio-economico della Basilicata
è lo storico deficit infrastrutturale che ha creato un divario
tra il Nord e il Sud del Paese.
È il pensiero di Sabino Altobello, esponente della maggioranza di centro-sinistra che governa la Regione Basilicata. Questa l’analisi della situazione attuale, alla quale si deve
porre rimedio raggiungendo gli obiettivi fissati nel Dapef
(Documento Annuale di Programmazione Economica e Finanziaria) 2000-2006 che puntano a realizzare una dotazione infrastrutturale capace di rompere l’isolamento della Basilicata.
Tra i punti programmatici del Dapef assume rilievo la realizzazione del cosiddetto “Corridoio adriatico” cioè l’asse viario Lauria-Potenza-Melfi-Foggia. C’e’ l’esigenza di completare le grandi direttrici a livello interregionale, per permettere di collegare tra loro le realtà territoriali economicamente
evolute, allo scopo di esaltarne le integrazioni e le sinergie.
DATI STUDIO DI FATTIBILITÀ GESTIONALE MOVIMENTI E PASSEGGERI SETTIMANALI MEDI
1° ANNO
DI ATTIVITÀ
PAX STIMATI
IN PARTENZA
7 GG - 1° ANNO
LUN
BOLOGNA
41,50
1
BRESCIA
68,50
1
CAGLIARI
6,50
CATANIA
61,50
1
GENOVA
54,50
1
MILANO LINATE
314,50
2
1
1
MILANO MALPENSA
168,00
1
1
1
MAR
MER
GIO
VEN
SAB
DOM
TOTALE PAX
IN PARTENZA
7 GG
TOTALE PAX
IN PARTENZA
1° ANNO
41,0
2132,0
68,0
3563,0
DESTINAZIONI
1
1
1
1
1
1
3120,0
46,0
2392,0
312,0
16224,0
165,0
8580,0
6,50
0,0
0,0
PALERMO
26,00
0,0
0,0
PARMA
13,00
0,0
0,0
PISA
28,50
0,0
0,0
ROMA
394,50
2
384,0
19968,0
TORINO
57,50
1
46,0
2392,0
TRAPANI
28,50
VENEZIA
132,50
1
VERONA
108,00
1
78520,00
624,00
2
1
0,0
60,0
OLBIA
2
2
1
260,00
208,00
156,00
OTTAVIO CHIARADIA
TOTALE PAX
14
1
0,0
2
1
1
0,0
0,0
1
1
132,0
6864,0
1
1
108,0
5616,0
208,00
1362,00
70824,00
416,00
156,00
M NDO
BASILICATA
Di Sanza: tutta politica
la scelta di Potenza
perficie prevista nell’accordo di programma del metapontino,
motivata da esigenze socio-economiche legate al turismo e all’agricoltura. Vorrebbe anche fare una riflessione seria sulla proposta del Consorzio Asi di Matera di ampliamento della Pista Mattei di Pisticci, in primo luogo per la sua collocazione
geografica a ridosso della Basentana e poi per la preesistenza di
una pista ad uso commerciale. Invece, l’impressione di Di Sanza è che “la Giunta Regionale sia presa da una sorta di ‘indecisione’, visto che ha autorizzato da tempo diversi studi di fattibilità senza dare alcuna precisa indicazione sulla propria volontà, dimostrando in tal modo l’assenza di una programmazione infrastrutturale ed
economica del territorio”.
I banchi dell’opposizione sono favorevoli alla realizzazione
di nuovi approdi turistici sulla costa Jonica. Sarebbe questa una
buona soluzione per rilanciare lo sviluppo socio-economico
della Basilicata e per incrementare l’afflusso turistico, cosa positiva questa, purché si presti assoluta attenzione, avverte Di Sanza, a coniugare lo sviluppo economico con il “rispetto dell’ambiente, nell’interesse delle popolazioni lucane e per assicurare
alla Basilicata un effettivo sviluppo sostenibile”. (C. S.)
Se la maggioranza saluta con piacere l’arrivo dell’ aeroporto a Potenza, l’opposizione non ne è tanto convinta, anzi
ha forti dubbi che ve ne sia proprio l’esigenza.
Secondo l’idea di un suo rappresentante, Antonio Di
Sanza, da una breve ricostruzione dei fatti si evince che la scelta di realizzare l’aeroporto civile a Potenza e non altrove dipende esclusivamente dalla Giunta regionale e non dal governo nazionale.
“L’assegnazione di 35 milioni di euro da destinare alla costruzione di un aeroporto civile nel capoluogo di regione è un’operazione
per far piacere agli amministratori di turno. Non c’è necessità di indagini conoscitive per comprendere che in Basilicata non vi è un bacino
d’utenza tale da giustificare un sistema aeroportuale”.
Al posto della discussione sull’aeroporto regionale, l’opposizione che contesta la scelta del governo lucano vorrebbe aprire un serio dibattito sulla proposta di realizzazione dell’aviosu-
REALIZZAZIONE: AIR SUPPORT, LANDRUM AND BRAWN - CENTRO STUDI SU SISTEMI DI TRASPORTO, SU INCARICO DEL COMUNE DI POTENZA
5° ANNO
DI ATTIVITÀ
PAX STIMATI
IN PARTENZA
7 GG - 5° ANNO
LUN
BOLOGNA
50,00
1
BRESCIA
82,50
1
CAGLIARI
7,50
CATANIA
73,50
1
GENOVA
66,00
1
MILANO LINATE
378,00
1
MILANO MALPENSA
201,50
1
MAR
MER
GIO
VEN
SAB
DOM
TOTALE PAX
IN PARTENZA
7 GG
TOTALE PAX
IN PARTENZA
5° ANNO
50,00
2600,0
82,0
4264,0
DESTINAZIONI
7,50
PALERMO
31,50
PARMA
15,50
PISA
1
0,0
0,0
1
72,0
3744,0
1
1
1
1
1
1
1
1
1
66,0
3432,0
378,0
19656,0
200,0
10400,0
0,0
0,0
1
31,0
1612,0
0,0
0,0
34,50
1
34,0
1768,0
ROMA
474,00
2
468,0
24336,0
TORINO
69,00
1
69,0
3588,0
TRAPANI
34,50
1
34,0
1768,0
VENEZIA
159,50
1
1
1
159,0
8268,0
VERONA
130,00
1
1
1
129,0
6708,0
94380,00
728,00
208,00
1772,00
92144,00
TOTALE PAX
1
104,00
1
1
156,00
156,00
2
468,00
1
104,00
1
OTTAVIO CHIARADIA
OLBIA
1
15
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