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Cavallo e circolazione stradale - FTSE, Federazione Ticinese Sport

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Cavallo e circolazione stradale - FTSE, Federazione Ticinese Sport
Fonte: “Bulletin” 10 / 15.8.2011
traduzione in italiano a cura della FTSE (Federazione Ticinese Sport Equestri)
Cavallo e circolazione stradale
Davanti alla Legge, anche il cavallo è un mezzo di trasporto
Non tutti i cavalieri hanno la
fortuna di disporre di ampi
percorsi equestri già fuori dalle
porte
della
scuderia.
Molto
spesso quindi, per uscire in
passeggiata, si deve per forza
transitare
su
tratti
stradali
frequentati dal normale traffico. In
simili casi, l’osservanza di alcune
importanti regole può contribuire
alla
sicurezza
di
cavallo
e
cavaliere
nella
circolazione Un comportamento rispettoso verso i pedoni
stradale.
contribuisce alla comprensione ed alla tolleranza.
Secondo la Legge sulla circolazione stradale (LCStr), i cavalli montati, alla briglia
o condotti a carrozza sono equiparati al normale traffico di veicoli, ritenuto che
per “cavalli” s’intendono tutti gli equidi, per cui anche pony, asini, ecc. Ciò
comporta, che anche le norme stabilite per i conducenti di veicoli sono
vincolanti per gli equidi nella circolazione stradale.
Un cavallo può circolare nel
traffico stradale, unicamente se si
muove in modo sicuro nel traffico
e se il suo cavaliere dispone della
necessaria capacità di controllarlo
in ogni momento. Durante la
formazione del cavallo va riservata
la massima importanza alla
sicurezza del cavallo nel traffico.
Grazie a simulazioni al di fuori delle
pubbliche vie di traffico, anche i
“casi difficili ” possono di regola
Nelle zone trafficate è indicato l’impiego di cavalli
sicuri con apposita istruzione.
essere abituati con cautela ad auto, trattori, biciclette, ecc. Anche la sicurezza
del cavaliere deve essere allenata. Ciò vale in particolare per i giovani cavalieri,
che non hanno ancora imparato le comuni regole della circolazione stradale.
Le regole più importanti sulla strada
I cavalli montati devono mantenersi sul margine destro della carreggiata.
Eccezioni sono permesse unicamente nelle regioni di montagna - dove un
animale isolato può essere guidato sul margine sinistro della strada, se la
sicurezza è maggiore per il guardiano e per l’animale; ad esempio lungo dirupi
ripidi e sprovvisti di protezioni.
Le strade pedonali e le ciclopiste demarcate, così come i marciapiedi sono
riservati unicamente ai pedoni ed ai ciclisti. È invece permesso cavalcare lungo
la strada sulle corsie ciclabili, delimitate da linee gialle discontinue, purché non si
ostacoli la circolazione dei velocipedi.
È permesso cavalcare affiancati a due a due solamente in gruppi di almeno sei
cavalieri. In tal caso, se il gruppo è numeroso, le formazioni di cavalli montati
devono essere frazionate per agevolare il sorpasso agli altri veicoli.
Sulle strade di poco traffico, fuori delle località, è permesso cavalcare affiancati
a due a due anche in gruppi di meno di sei cavalieri, purché il restante traffico
stradale non venga ostacolato.
Ciascun cavaliere, cavalcando, può condurre alla briglia un altro cavallo alla
destra del cavallo montato. Anche in tal caso, le condizioni sono sicurezza nel
traffico e obbedienza degli animali, così come sufficiente capacità del cavaliere.
I cambiamenti di direzione devono essere segnalati in modo chiaro e tempestivo
mediante sguardo a tergo, segnalazione con la mano e preselezione. Il cavaliere
ed il conducente di carrozza devono accordare la precedenza agli altri veicoli
che ne hanno diritto secondo l’andamento del traffico.
Segnali stradali e loro significato per il cavallo nella circolazione
stradale
I segnali di pericolo, di obbligo e di divieto sono
vincolanti anche per i cavalieri ed i conducenti
di carrozze nella circolazione stradale. Il divieto
di circolazione per gli animali (segnale no. 2.12
ai sensi dell’Ordinanza sulla segnaletica
stradale RS 741.21, allegato 2) è valido in ogni
caso per i cavalli montati, alla briglia e condotti a carrozza. Il divieto generale di
circolazione nelle due direzioni (segnale no. 2.14) vale unicamente per i veicoli a
motore e non per i cavalieri e i conducenti di cavalli.
Le piste espressamente demarcate per pedoni e/o velocipedi (segnali no. 2.60,
2.61, 2.63) non possono essere utilizzate dai cavalli. La segnaletica ufficiale di
strada per cavalli da sella riporta un cavaliere bianco su sfondo blu (segnale no.
2.62). Spesso in determinate regioni, oltre ai segnali ufficiali, vengono installati
ulteriori cartelli segnaletici separati, i quali sono solitamente mantenuti da
associazioni e organizzazioni equestri. Questi servono al riguardo dei sentieri,
per impedire l’affissione di divieti ufficiali, e dovrebbero pertanto essere
assolutamente osservati dai cavalieri.
I rapporti con gli altri utenti
I cavalieri possono contribuire moltissimo a fornire un’immagine positiva, se
adottano un comportamento riguardoso verso gli altri utenti, ed in particolare
verso i pedoni - che include naturalmente l’incrocio al passo con adeguata
distanza ed un saluto amichevole. Molte persone non hanno familiarità al
rapporto con il cavallo e non conoscono il loro comportamento, ciò che per via
di malintesi può spesso condurre a situazioni problematiche. In questo caso, è
consigliato rendere attenta la persona, in modo amichevole e motivato, riguardo
al comportamento inadeguato - ad esempio, se il detentore di un cane si
nasconde con il proprio animale dietro ad un albero poiché crede in buona fede
in tal modo di non spaventare il cavallo, oppure se dei bambini si avvicinano
incontrollati a un cavallo.
Circolare di notte e nella nebbia
In caso di condizioni meteorologiche sfavorevoli e nell’oscurità i cavalieri devono
munirsi di luci adeguate. L’equipaggiamento minimo è costituito da una luce
gialla anabbagliante sulla parte rivolta al traffico, visibile davanti e dietro, e di
almeno due gambali catarifrangenti per il cavallo.
Un esauriente articolo sul tema dell’illuminazione è stato pubblicato sul no.
2/2011 di “Bulletin”.
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