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GEORGES ADÉAGBO
«La rencontre»..! Venise - Florence..!
GEORGES ADÉAGBO
«La rencontre»..! Venise - Florence..!
a cura di / edited by
Chiara Bertola
Coordinamento editoriale / Editorial Coordination
Marta Savaris
Volume pubblicato in occasione della mostra
Volume published in occasion of the exhibition
Fotografie delle opere in mostra
Photographs of the works on exhibition
Agostino Osio
Fotografie della produzione delle opere in Benin e a Venezia
Photographs of the work’s production in Benin and in Venice
pp. 16, 24, 32, 40, 152
Stephan Köhler
GEORGES ADÉAGBO
Traduzioni / Translations
Barbara Del Mercato
Michael David Haggerty
Le traduzioni degli scritti di Adéagbo presenti in mostra sono di
The translations of Adéagbo’s statements in the exhibition are by
Stephan Köhler
Realizzazione del volume / Book Realisation
Gli Ori, Prato
Editing, redazione e impaginazione / Editing and Lay-out
Gli Ori, Redazione
Prestampa / Pre-print
Giotto, Calenzano
Stampa / Print
Grafica Lito, Calenzano
© Copyright 2007-2008
Georges Adéagbo
Fondazione Querini Stampalia Onlus, Venezia
per l’edizione, Gli Ori, Prato
ISBN 978-88-7336-297-5
tutti i diritti riservati
all rights reserved
«La rencontre»..! Venise - Florence..!
17 novembre 2007 – 10 febbraio 2008
November 17st 2007 – February 10th 2008
Venezia, Palazzo Querini Stampalia
a cura di / curated by
Chiara Bertola
con / with Stephan Köhler
Coordinamento generale
General Coordinator
Marta Savaris
Assicurazioni / Insurance
AssicurArte – Aon Divisione
Arte, Cremona
Segreteria organizzativa
Organisers’ Office
Andrea Bellemo
Gabriella Berardi
Tiziana Bottecchia
Angelo Mini
Barbara Rossi
Trasporti / Transport
KB servizi, Venezia
Promozione e comunicazione
PR and Advertising
Sara Bossi
Aspetti conservativi e museali
Conservative and Museal
Aspects
Babet Trevisan
Attività educative
Educational Activities
Dora De Diana
Grafica / Graphic Design
Studio Camuffo, Venezia
Allestimento / Exhibition
KB servizi, Venezia
Falegnameria Agnoletto,
Venezia
Spazioluce, Venezia
Omo project
Interventi sull’opera
Coservative maintenance
Restauri Nuova Alleanza,
Treviso
con il sostegno di
with the support of
Centro d’arte Spaziotempo,
Firenze
Ringraziamenti / Thanks to
Prince Claus Fund
for Culture and Development
Margherita Errera
Jointadventures
Iniziativa promossa dalla Regione del Veneto
realizzata ai sensi della L.R. 1/2004 art. 45 Interventi regionali per l’arte contemporanea
Il rapporto stabilitosi tra la Fondazione Querini Stampalia e la
Regione del Veneto nel campo della valorizzazione dell’arte
contemporanea rappresenta un felice esempio di partenariato
ovverosia di quella cultura del coinvolgimento paritario del
mondo privato nell’attuazione di obiettivi istituzionali propri
della amministrazione pubblica: cultura prevista dalla
Costituzione e auspicata, oltre che disciplinata, dal Codice dei
Beni Culturali e del Paesaggio.
È la cosiddetta “sussidiarietà orizzontale”, per usare
un’espressione cara a quanti hanno visto aprirsi in termini
sociali i cambiamenti apportati dalle ultime modifiche costituzionali: si tratta di quella relazione virtuosa tra l’ente pubblico (sia esso Stato, Regione, Province, Comuni) e quanti, enti
privati, sul territorio esprimono il territorio stesso attraverso le
proprie attività. Chi lavora sul campo conosce direttamente gli
attori della cultura locale; inoltre, la maggiore libertà, rispetto
al rigido habitus burocratico, nell’attivare i processi organizzativi di un progetto porta enti come associazioni e fondazioni a muoversi con più agilità attraverso gli interlocutori, locali e nazionali.
Quando l’ente pubblico finanziatore, o cofinanziatore, viene
visto dal soggetto beneficiario del contributo come un partner
con il quale condividere l’idea del progetto, le sue finalità, la
comunicazione, ecco che la qualità delle iniziative viene assicurata: questo perché il partenariato sottintende la reciprocità, il dare e l’avere tra soggetti che, pur su fronti diversi, perseguono il medesimo obiettivo.
Di questa reciprocità più che mai c’è bisogno nel settore dell’arte contemporanea, a lungo sentita come terreno percorribile da pochi eletti e, ancor più, come settore su cui il pubblico
non investe in termini di promozione della conoscenza.
La Giunta Regionale del Veneto, ai sensi dell’art. 45 della
L.R.1/2004, sostiene in questo settore una specifica missione:
valorizzare le arti del XX e del XXI secolo e la relazione antico-presente-futuro seguendo un percorso che comprenda la
formazione professionale, la ricerca e l’analisi delle fonti, la
didattica e l’attività di laboratorio, il rapporto diretto del pubblico con gli operatori (siano essi direttori di musei, curatori di
mostre, restauratori, artisti), quindi la realizzazione dell’evento e la sua comunicazione.
È una mission che la Regione ha fatto propria, calandola nella
realtà del nostro territorio, nel momento in cui essa è stata
espressa dal “Patto per l’arte contemporanea” siglato nel 2003
tra il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, le Regioni, le
Province e i Comuni anche nell’ottica di sviluppare i contatti
con il mondo dei privati.
“Conservare il futuro” è il bel titolo di uno dei progetti che, in
quest’ottica, la Regione sostiene da tre anni. È un’iniziativa
ideata da Chiara Bertola, curatrice della Querini Stampalia,
per coinvolgere gli artisti contemporanei nell’interpretazione
dei luoghi-musei, ovvero di quelle antiche sedi culturali e,
insieme, sociali che conservano il passato ma che, nello stesso
tempo, accolgono – quando possibile – il futuro dell’arte, si
misurano con nuovi linguaggi espressivi e assolvono alla storica funzione didattica, promuovendo laboratori di studio sul
contemporaneo ed incontri con gli artisti.
L’originale mostra dell’artista Georges Adéagbo si inserisce
pienamente in questo intreccio suggestivo di relazioni. La sua
‘performance’ immaginativa, contrassegnata da tracce evocative che attraversano i piani dell’antico palazzo della famiglia
Querini e uniscono i confini del mondo, ci consente di vedere
l’edificio stesso e lo spazio allestito a museo con occhi diversi,
mettendo in discussione il comune percepire e le nostre quotidiane convinzioni.
Il nostro auspicio è che il lavoro metodico e, insieme, appassionato che è alla base di questo progetto sia compreso non
solo per la qualità degli esiti scientifici e culturali ma anche (e,
forse, soprattutto) come messaggio di un impegno che ci vede
coinvolti a far sì che le arti del XX e del XXI secolo diventino
per tutti, non solo per gli studiosi del settore, patrimonio di
conoscenza.
Fausta Bressani
Dirigente Regionale Beni Culturali
Regione del Veneto
The relationship established between the Fondazione Querini
Stampalia and the Veneto regional government for making the
most of contemporary art is an excellent example of partnership or, in other words, the idea of involving on an equal footing the private sphere for carrying out the aims of the public
administration: an idea foreseen by the Italian constitution
and both requested and disciplined by the regulations of the
cultural and landscape authorities.
This is the so-called “horizontal subsidiary”, to use an expression dear to those who have seen in social terms the changes
in direction brought about by the latest modifications of the
constitution: this is a question of the proper association
between public bodies (whether the State, Region, Province,
or Town) and private entities which, at a local level, give
expression to the locality itself through their joint activities.
Those who work in this field know at first hand the protagonists of local culture; furthermore, greater freedom with
respect to the rigid bureaucratic habitus in implementing a
project allows such bodies as associations and foundations to
operate more freely through national or local interlocutors.
When the financing or co-financing public body is seen by the
beneficiary as a partner with whom to share the ideas and
aims of a project, then the quality of the initiatives is assured:
this is because partnership also means reciprocity, the give and
take between groups which, though from different viewpoints,
follow the same aim.
There is more than ever a need for such reciprocity in the
sphere of contemporary art, for a long time considered something of interest only to an elite and, even more so, as a sector
in which the public does not invest in terms of the spread of
knowledge.
The government of the Veneto region, in accordance with article 45 of law n.1/2004, has a specific mission in this sphere:
to make the most of the arts of the 19th and 20th centuries
and to relate past, present, and future by following a path that
includes professional training, research and the analysis of
sources, teaching and workshop activities, creating a close
relationship between the public and the operators (whether
museum directors, exhibition curators, restorers or artists),
and to bring an event to fruition and to publicize it. This is a
mission that the Region has made its own by anchoring it in
the current situation of our territory, given that this is something that has also been expressed in the “Pact for
Contemporary Art” agreed to by both the Ministry for
Cultural Activities and the Regions, Provinces, and Towns,
also with the aim of further developing relationships with the
private sector.
“Conservare il futuro” (Conserving the Future) is the splendid
title of one of the projects that, with all this in mind, the
Region has been following for three years. The initiative was
devised by Chiara Bertola, curator of the Querini Stampalia
foundation, in order to involve contemporary artists in reinterpreting the place/museum, in other words those established
cultural and social centres which conserve the past but which
also host, where possible, the future of art by facing up to new
expressive languages while at the same time undertaking
teaching activities with study workshops and meetings with
artists.
This innovative show by the artist Georges Adéagbo is fully
representative of this impressive series of relationships. His
imaginative activity, indicated by evocative traces scattered
around the floors of the ancient Querini family building,
allows us to see both the edifice itself and the part used as a
museum with different eyes, questioning our usual way of perceiving daily expectations.
Our hope is that the methodical yet passionate work at the
heart of this project might be understood, not only for the
quality of its educational and cultural result, but also (perhaps
above all) as a sign of our commitment to ensuring that the
arts of the 19th and 20th centuries become for everyone, and
not just the specialists in the sector, a heritage of knowledge.
Fausta Bressani
Regional Director for Cultural Affairs
The Veneto Region
La mostra di Georges Adéagbo alla Fondazione Querini
Stampalia vuole essere una partecipazione al grande dialogo,
attualmente in corso in tutto il mondo, per intendere quale sia
il nostro futuro e i suoi possibili sviluppi.
In tempi in cui la realtà in cui viviamo risulta talmente difficile
e complessa da apparire addirittura scompaginata, la
Fondazione ricerca i mezzi per contribuire ad affrontarla, comprenderla ed orientarsi in essa.
Georges Adéagbo. «La rencontre..!» Venise-Florence..! è una
mostra per certi versi coraggiosa ed ardita. Coraggiosa perché
dà voce a un artista africano in un’epoca in cui la diffidenza e i
pregiudizi verso il diverso mettono a repentaglio l’autenticità
delle esperienze e delle relazioni, falsando spesso la scala dei
valori umani; ardita perché dà spazio ad opere ed oggetti di provenienza extra-europea che, collocate nelle sale dell'antica
dimora settecentesca, fanno saltare – come per un corto circuito – le tradizionali categorie occidentali legate ai concetti di collezione, conservazione ed esposizione del bene artistico.
Si tratta della prima mostra di questo artista in un museo in
Italia, la seconda a Venezia, dopo la sua partecipazione alla
Biennale del 1999 diretta da Harald Szeemann, come se oggi, in
questo ultimo scorcio di Biennale 2007, trovasse conferma e
sostegno, la scelta autorevole di ieri.
L’iniziativa si inserisce nell’ambito del più ampio progetto
“Conservare il futuro”, uno specifico filone di ricerca della
Fondazione che, incentrato sul rapporto tra passato e presente,
antico e contemporaneo, dal 2004 si muove per capitoli diversi
e in modo articolato, attraverso esposizioni ed altre forme di
riflessione; il progetto in questi tre anni è stato sostenuto e
finanziato dalla Regione del Veneto che ha saputo e voluto credere in questo metodo di lavoro, rappresentativo per il nostro
territorio.
Così, superando il ruolo di una sede espositiva che si limita a
raccogliere, conservare e divulgare le proprie collezioni e i propri fondi antichi, attraverso il coinvolgimento di artisti, intellettuali, uomini di cultura dei più diversi saperi, la Fondazione si
misura con il passato per costituire un punto di riferimento e di
aggiornamento per il nostro tempo.
Ben lo attesta qui Georges Adéagbo che ha dimostrato uno straordinario interesse per la storia e il patrimonio della famiglia
Querini e ha profuso un grande impegno per darne una lettura
inedita, dai sorprendenti risvolti, anche alla luce dei più importanti fatti di attualità.
Ritengo che un altro aspetto interessante sia rappresentato dal
collegamento Venezia-Firenze che rinnova, in questa occasione,
un sodalizio da sempre significativo per l'arte italiana e ringrazio il Centro d’arte Spaziotempo che permetterà di dare continuità al progetto, portandolo con intelligenza e lungimiranza, al
di fuori del contesto in cui è nato.
Marino Cortese
Presidente della Fondazione
Querini Stampalia
We hope that this exhibition of work by Georges Adéagbo in
the Querini Stampalia Foundation might become part of that
greater dialogue now taking place throughout the world about
our very future and its possible developments.
In the face of a situation that, at the present time, seems so difficult and complex as to be incomprehensible, our Foundation
really is searching for the means to help to understand, follow,
and deal with it.
Georges Adéagbo. «La rencontre…!» Venise-Florence…! is in a
certain sense a courageous and daring show. Courageous
because it allows us to listen to the voice of an African artist
in an age when fear and prejudice of what is different jeopardise the reality of experiences, often by twisting the truth of
human relationships. It is daring because it offers a space to
objects and works which arrive from outside Europe and
which, placed in the rooms of an antique, eighteenth century
home, act almost as a blow to traditional Western traditions
linked, as they are, to particular ideas about collecting, conserving and exhibiting art works.
This is the first exhibition by this artist in an Italian museum,
though in fact it is his second showing in Venice after his participation in Harald Szeeman’s 1999 Biennale: it is as though,
now in 2007, this look backwards to that Biennale gives us a
confirmation of the rightness of the choices made yesterday.
This show is part of a wider project called “Conservare il
futuro” (Conserving the Future). Behind this lies a specific
aim of the Foundation, one which, based on the relationship
between the past and present, and between what is ancient
and what is contemporary, has since 2004 developed various
carefully evaluated aspects both by mounting exhibitions and
by other means of study. In these three years this has been sustained and financed by the government of the Veneto Region
which has both understood the sense of the project and deeply
believed in it: it has also realised that this is the best way to
deal with this question in our territory.
So: we have put aside the idea of an exhibition space which
limits itself to gathering together, conserving, and communicating its own collection of ancient works. With the involve-
ment of artists, intellectuals, and other informed people of all
kinds, the Foundation has become an up-to-date reference
point precisely because it has, in all honesty, tried to measure
itself against the past.
This is testified to by Georges Adéagbo, someone who has
shown an amazing interest in the history and heredity of the
Querini family and who has become wholly involved with it
and, as a result, has been able to give a completely new reading of it, even in view of the most recently available facts.
A final and fascinating point is represented by what we might
call the Venice-Florence connection: particularly on this occasion, this historical association has given new life to a partnership that has been long-lasting and extremely meaningful for
Italian art. So I must give my thanks to the Centro d’arte
Spaziotempo gallery which is helping us to continue with this
project of ours, developing it with both an intelligence and
foresight that goes far beyond the context in which it began.
Marino Cortese
President of Fondazione
Querini Stampalia
SOMMARIO
CHIARA BERTOLA
Una storia non è mai finita
fino a che qualcuno la racconta
17
CHIARA BERTOLA
A story is never finished
until someone tells it
25
STEPHAN KÖHLER
“A late born twin brother”
general and specific aspects
of Adéagbo’s composition
for the Fondazione Querini Stampalia
33
STEPHAN KÖHLER
“Un gemello tardivo”
aspetti generali e specifici
della composizione di Adéagbo
per la Fondazione Querini Stampalia
41
/ WORKS ON EXHIBITION
Fotografie / Photographs
Agostino Osio
OPERE IN MOSTRA
49
BIOGRAFIA
/
BIOGRAPHY
154
BIBLIOGRAFIA BREVE
/
SHORT BIBLIOGRAPHY
156
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