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emozioni e pensieri disfunzionali

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emozioni e pensieri disfunzionali
INCONTRIAMO L’AQUILA, INCONTRIAMOCI A L’AQUILA.
Gli stili di vita per la prevenzione del distress, dello stress
lavoro - correlato, per l’elaborazione del lutto, per il ben-essere
EMOZIONI E
PENSIERI
DISFUNZIONALI
Dott.ssa Chiara Mencarelli
Psicologa-Psicoterapeuta
21 maggio 2011
Eventi mentali:
parole e
immagini
Emozioni
Comportamenti
Pensiero emozione e comportamento sono considerati come processi interdipendenti
e interattivi.
PROCESSI COGNITIVI
RISPOSTE
EVENTI
ESTERNI
PREMESSA FONDAMENTALE DELLA PSICOLOGIA COGNITIVA
“Il modo in cui pensiamo agli eventi della nostra vita (cognizioni) determina il nostro
modo di sentire nei confronti di questi (emozioni) e il nostro modo di agire
(comportamenti) “(Beck, 1997)
Meccanismi ricorsivi
Il comportamento è
governato da obiettivi
Convinzioni della
persona
Le conseguenze dei
comportamenti rafforzano
le convinzioni della
persona
Aumenta la probabilità che venga prodotto in circostanze
simili quello specifico comportamenti
Distorsioni cognitive
PENSIERI AUTOMATICI
(Beck, 1964, 1972)
Convinzioni irrazionali
REGOLE, OPINIONI, ASSUNZIONI
(Ellis, 1979)
strutture sottostanti che
organizzano l’esperienza
selezionano – organizzano elaborano le informazioni in
entrata
SCHEMI
CONVINZIONI DI BASE
(Beck, 1964, 1972, Pearson, 1989)
possono costituire la
base di differenti tipi di
pregiudizi e distorsioni
DISTORSIONI COGNITIVE
(Beck, 1964, 1972)
PENSIERO DICOTOMICO
generalizzare
Fare
affermazioni
doverizzanti e
colpevolizzarsi
impropriamente
Collocare gli
eventi in classi
contrapposte
Utilizzare
etichette
Minimizzare successi
Massimizzare insuccessi
Leggere nel pensiero
Focalizzare
l’attenzione su
un aspetto della
situazione
Assunzioni: SE...ALLORA
Opinioni: È TERRIBILE SE
CONVINZIONI IRRAZIONALI
(Ellis, 1979)
Regole: “qualcosa che
deve essere
assolutamente fatto o
evitato”
Approvazione: è assolutamente necessario essere amati e approvati dalle
persone in tutto ciò che si fa
Frustrazione: è intollerabile quando le cose non vanno come si vorrebbe
Ingiustizia: persone che fanno cose sbagliate sono malvagie e devono
essere punite
Realizzazione: è terribile non riuscire nelle cose importanti
Valore: bisogna essere sempre bravi e competenti per essere degni di
valore
Controllo: credo che se in passato si è fallito in un certo scopo si fallirà
anche in futuro
Sicurezza: se qualcosa può essere pericoloso o terribile bisogna
preoccuparsene fino ad esserne sconvolti
SCHEMI DI
BASE
(Beck et al.,1978)
-SONO VULNERABILE
-NON SONO DEGNO DI AMORE INCONDIZIONATO
-IL MIO VALORE DIPENDE DALLA VALUTAZIONE DELL’ALTRO
-SONO DEBOLE
SPINTE
Non sognare ad occhi aperti, non
sentire, non mostrare emozioni,
non essere debole, non essere
intimo, non essere te stesso
non essere intimo, non avere la tua
età, non esistere, non pensare, non
prenderti il tempo necessario
COMPIACI!!
non essere autonomo, non
crescere, non pensare, i tuoi
progetti non sono importanti
SII FORTE!!
SII PERFETTO!!
SBRIGATI!!
SFORZATI!!
non essere te stesso, non sbagliare,
non essere spensierato, non provare
piacere, non va mai bene nulla, non
puoi goderti il risultato raggiunto
SCHEMI DI BASE
Sono modelli di pensiero acquisiti precocemente
nello sviluppo di un individuo
Sulla base delle prime esperienze interpersonali
(relazioni di attaccamento)
Lo sviluppo del cervello
geneticamente programmato
ma “esperienza –
dipendente”
Regolazione
biologica e sociale
IL RISULTATO DELLA RELAZIONE DI ATTACCAMENTO
- Temperamento del bambino
(la disponibilità emotiva dipende
anche da informazioni biologiche)
- Esperienze con le figure di
riferimento
PRINCIPI DI ATTACCAMENTO
(Bowlby, 1980, Main, 1991)
1. Sistema innato
2. Si avvia entro il VII mese di vita
3. Rivolto ad un numero limitato di persone
4. Con le quali si entra in contatto
A livello evolutivo
SOPRAVVIVENZA
Vicinanza fisica e contatto
A livello cerebrale
Influenza sui circuiti
neuronali
organizzatore dello sviluppo mentale e relazionale
- I comportamenti di cura
- il tipo di comunicazione verbale ed affettiva
PRIMA FONTE DI CONOSCENZA DI SÉ, DEI PROPRI
STATI INTERNI E DELLA REALTA’ INTERPERSONALE
PRIMO ESEMPIO DI MENTE
con cui il bambino entra in relazione
L’ESPERIENZA DI ATTACCAMENTO PERMETTE
1. TEORIA DELLA MENTE
(capacità di attribuire a se stessi e ad altri stati mentali
intenzioni desideri e pensieri)
2. COMPRENDERE E REGOLARE LE EMOZIONI
- Codificare correttamente le emozioni
- Comprendere la natura transitoria
- Legare le emozioni agli eventi
Sviluppare strategie di gestione
Un genitore che considera il bambino come individuo con stati mentali autonomi
(e non solo portatore di bisogni) risponde in modo sensibile ed appropriato ai segnali del
bambino (Meins et al 2002)
Un genitore che fatica a sintonizzarsi o che attribuisce significati distorti rende difficile al
bambino il processo di riconoscimento regolazione ed elaborazione cosciente degli stati
interni
Ripetute esperienze di invalidazione non permettono un’elaborazione chiara e
coerente dei propri contenuti mentali né una corretta interpretazione del
comportamento altrui.
DIFFERENTI STILI DI
ATTACCAMENTO
la migliore risposta possibile rispetto al contesto
sociale offerto dalle figure di riferimento
Il genitore
- Risponde alle richieste del bambino in
modo tempestivo, sensibile e sintonico
-È capace di comprendere e regolare le
emozioni
-Rispecchia le emozioni del bambino in
modo congruente (è empatico, ma non
viene stravolto)
- Mostra un atteggiamento positivo e
realistico di fronte ad una situazione di
pericolo
Il bambino
- È libero e curioso di esplorare il
mondo (Grossmann, 1999).
- Nell’esecuzione dei compiti si mostra
concentrato attento.
- È libero di chiedere e accettare aiuto
- Possiede un maggior numero di
strategie di coping e percepisce
efficace
Da una storia di accudimento responsivo e da un’adeguata regolazione
emotiva deriva
- il senso di efficacia
- la capacità di autoregolazione
- la presenza di aspettative positive riguardo alle relazioni interpersonali
Buon predittore per lo sviluppo di capacità emotive sociali e cognitive (Durlak & Wells, 1997)
Genitori rifiutanti:
- Non attenti o incapaci di recepire i messaggi
trasmessi
- Non disponibili emotivamente
- Non rispondono in modo adeguato agli stati della
mente del bambino
Il deserto emotivo
Disattivano i meccanismi di attaccamento
(Salomon-George, 1999)
e inibiscono l’affettività
Il bambino evitante
- Non può contare sulle figure di attaccamento per un sollievo
- Sviluppa una scarsa fiducia nel ricevere un conforto
- Reprime le esigenze
- Nega o si distanzia dal disagio
Da adulti
- Vengono evitati rapporti che prevedono dipendenza ed intimità
- Sono carenti della capacità narrativa rispetto al proprio passato
Genitori incerti:
-Sono disponibili ma in modo incostante e senza rispettare i tempi e
le esigenze del bambino (imprevedibili)
- Iperinterpretano i bisogni del bambino: enfatizzano le richieste,
- Avvertono l’impotenza nel porteggerlo,
- Non hanno un adeguato controllo emotivo
- Interferiscono sugli stati emotivi dei bambini imponendo i propri
(intrusivi).
Il bambino preoccupato
-Manca di strategie di coping
-È insicuro
-Chiede il supporto sociale in modo eccessivo
-Amplifica le emozioni (difficoltà di gestione)
-Ha uno scarso senso di autoefficacia
Sistema di
attaccamento
iperattivato
Genitori spaventanti/spaventati:
- Comportamenti violenti (inducono paura)
- Stati mentali confusi (cambiano rapidamente ed
indipendentemente dai messaggi trasmessi dal figlio)
Se sono fonte di disorientamento o paura non possono
essere utilizzate per cercare sicurezza e conforto
Disorganizzazione
disorientamento
Il bambino
Sperimenta “paure senza soluzioni”
“Collasso di strategie comportamentali”
Riproduce comportamenti incoerenti
È instabile a livello emotivo
Disorganizzato a livello cognitivo
Non riesce a gestire lo stress (Post et al., 1997).
Il mantenimento di condizioni di malessere dipende da ciò che l'individuo continua a pensare
Attraverso il CAMBIAMENTO
OSTACOLO = fatica
Togliere il cappotto che ci siamo costruiti fin da piccoli
PERDERE DELLE CERTEZZE PER TROVARE NUOVE OPZIONI
Il momento migliore per cominciare a cambiare è adesso (J.E.Young, 2004)
Il cambio degli armadi. Consuelo Casula GIARDINIERI PRINCIPESSE PORCOSPINI
SCHEM
SE
I DI BA
C
I
N
O
I
Z
N
ONVI
La tecnica funziona se il sistema è flessibile ad
acquisire – assimilare – accomodare
nuove informazioni
TICI
A
OM
T
U
IA
R
E
I
S
PEN
Essere
consapevoli
I pensieri automatici = abitudini (sostituibili)
Convinzioni = ipotesi non dati di fatto (distanziamento)
Modificare il linguaggio
Mettersi in
discussione
Identificare obiettivi: concreti e raggiungibili
Avere fiducia nella possibilità di acquisire nuove opzioni
Utilizzare gratificazioni e tollerare il disagio
Incoraggiarsi ad agire come se già si pensasse in modo differente
Lavorare attivamente e continuamente
Cogliere qualunque occasione per cominciare a cambiare
Mettersi alla
prova
F
S
E
L
B
I
S
I
L
I
TÀ
Evento indesiderabile
Non si considera catastrofico
ma spiacevole
Si gestisce
È accaduto si può tollerare
Si tenta di modificarlo
O di orientarsi su altri obiettivi
Si accetta
Un errore proprio ed altrui
Il fatto che certi eventi sono fuori
dal controllo personale
RESILIENZA
STRATEGIE DI COPING
- controllo
- impegno (risolutezza e coinvolgimento)
- senso di fiducia (il cambiamento è
un’opportunità di crescita)
- ottimismo
- orientamento sul compito
- ricerca di sostegno sociale
Hardiness (kobasa, 1979)
Le strategie che utilizzavamo potrebbero
non essere più adeguate
Forme tardive di attaccamento possono
modificare gli schemi di base
DIECI CRITERI PER DEFINIRE LA SALUTE MENTALE
Auto-interessamento in vari ambiti
Interesse sociale
Autodirezione
Accettazione dell’ambiguità e dell’incertezza
Pensiero scientifico
Impegno ad essere assorti con vitalità in progetti importanti
Flessibilità
Assunzione di rischio ponderato
Accettazione della realtà
Filosofia del desiderio
A. Ellis, 1979
BIBLIOGRAFIA
Bara, B.G. (2005). Manuale di Psicoterapia Cognitiva – Bollati Boringhieri Editore;
Casula C., (2003). Giardinieri, principesse e porcospini: metafore per l’evoluzione
personale e professionale – Franco Angeli Editore;
Dodson,K.S. (2002). Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale) - Mc Graw Hill Editore;
Isola L., Mancini F. (2007). Psicoterapia cognitiva dell’infanzia e dell’adolescenza
Liotti, G. (2005). Trauma e dissociazione alla luce della teoria dell’attaccamento –
Infanzia e adolescenza, Vol. 4 (3) pp.130 – 144;
Siegel, D.J. (2001). La mente relazionale – Raffaello Cortina Editore;
Sacco, G. (2004). Psicoterapia e sistemi dinamici - Mc Graw Hill Editore;
Young, J.E. (2004). Reinventa la tua vita – Raffaello Cortina Editore;
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