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Avremo presto un santo proveniente dal Grigioni? - E

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Avremo presto un santo proveniente dal Grigioni? - E
Avremo presto un santo proveniente dal
Grigioni?
Autor(en):
Giuliani, Sergio
Objekttyp:
Article
Zeitschrift:
Quaderni grigionitaliani
Band (Jahr): 42 (1973)
Heft 4
PDF erstellt am:
06.07.2016
Persistenter Link: http://dx.doi.org/10.5169/seals-32846
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SERGIO GIULIANI
Avremo presto un santo proveniente
dal Grigioni?
questi ultimi tempi si e ripreso a
parlare della causa di beatificazione
di fratel Giacomo di San Luigi, al se¬
colo Giacomo Gianiel diTinizzone (Tinzen in tedesco e Tinizong in romancio).
Per i nostri lettori sia premesso che
una causa di beatificazione e regolata
da norme ben precise contenute nel
codice di diritto canonico (can. 1999
ss.) Prima che la Chiesa proclami una
persona santa, cioe degna del culto
di dulia, sono necessari vari processi
e numerosi studi storici che richiedono anni ed anni per non dire de¬
cenni.
Dapprima presentiamo un breve pro¬
filo biografico del futuro santo gri¬
gione.
In
Giacomo Gianiel, ultimo dei quattro
figli della famiglia Giovanni Gianiel e
Anna Maria Durbant, nacque a Tinizzone il 3 marzo 1714. Poco e dato di
sapere sui primi anni della sua gio¬
ventü, ma, chi sa» leggere attraver¬
so1 le scarse notizie tramandate, intravede in Giacomo il fanciullo pasto¬
rello che custodisce il bestiame, il
ragazzo che aiuta nella coltivazione
dei prati e dei campi e che lavora alla
gestione del molino che la famiglia
Gianiel possedeva.
Verso il 1730, essendo giä morti i ge¬
nitori, Giacomo emigrö a Roma per
ragioni di lavoro. Trovö impiego quäle
scudiere nella casa del principe Bar¬
tolomeo Corsini. La vita di Giacomo
apparve subito devota ed esemplare
al principe Corsini che credette bene
di suggerire al giovane di entrare in
qualche istituto per farsi religioso. Nel
1732 il Gianiel fece ritorno aTinizzone.
Non e dato di eruire il motivo di un
ritorno solo dopo due anni di assenza,
ma probabilmente venne in patria per
prendere definitivamente congedo dai
suoi fratelli e dai suoi monti. La sua
permanenza a Tinzen si protrasse per
circa due anni. Una testimonianza di
quel tempo dice: «II suo contegno era
veramente di grande edificazione a
tutti, perche riservato nel parlare e
sempre alieno dalla mondana conver¬
sazione.»
Nel 1732 Giacomo fece ritorno a Roma
e tentö per due volte di farsi francescano, ma dovette uscire per un male
che aveva a un ginocchio.
Si iscrisse alTOratorio detto di «Caravita» e mise le sue forze a disposi¬
zione degli ammalati negli ospedali.
Venuto a conoscenza dell'istituto dei
318
Passionisti che era stato fondato in
quel tempo da Paolo della Croce, Gia¬
como chiese di entrarvi a far parte.
II fondatore stesso lo accolse nel di¬
cembre del 1742 e dopo poche setti¬
mane di noviziato fu ammesso alla
professione religiosa che ebbe luogo
nel convento di Monte Argentario
(prov. di Grosseto).
Per cinque anni fratel Giacomo di San
Luigi (tale il nome che aveva assunto
in religione) fu il factotum del con¬
vento di Argentario. Era stimato dai
confratelli e anche dal fondatore (S.
Paolo della Croce) che gli affidö qual¬
che incarico difficile e delicate.
Nel marzo del 1748, dovendosi fondare un convento a Toscanella, oggi
Tuscania (Viterbo), Paolo della Cro¬
ce pensö di trasferire ivi anche fratel
Giacomo. Come unico religioso coa¬
diutore fratel Giacomo dovette atten¬
dere a tutte le faccende materiali del
nuovo convento. Lo fece con grande
esattezza, con modestia e spirito re¬
ligioso e si attirö la stima e l'ammi¬
razione di tutti i fratelli di religione
e anche delle persone estranee. Nel
mese di agosto 1750 fratel Giacomo
fu colpito dalla febbre malarica che
in pochi giorni lo portö alla tomba.
Appena la febbre fece la comparsa si
pensö a trasferire fra Giacomo a Cellere (localitä poco distante da Tu¬
scania) dove venne ricoverato presso
una famiglia amica della congrega¬
zione dei Passionisti. La morte colse
fratel Giacomo il 14 agosto 1750.
La notizia «e morto un santo» si sparse
ben presto nella regione. Sorse quasi
una disputa fra Tuscania e Cellere
per la sepoltura di fratel Giacomo. Ci
si decise per Cellere e lä oggi ancora
si conserva la sua tomba.
Storia della causa
di beatificazione
Fratel Giacomo era morto in concetto
di santitä e si registrarono quasi su¬
bito prodigi che vennero attribuiti alla
intercessione dell'umile passionista di
Tinizzone. Ci si poteva attendere che
le pratiche per la sua causa di beati¬
ficazione venissero subito intraprese.
Ma, ne san Paolo della Croce che
visse ancora 25 anni dopo la morte
di fra Giacomo, ne i suoi immediati
successori si occuparono direttamente
di lui. In mancanza di prove storiche
per questo fatto si puö forse addurre
il motivo che circostanze di ambiente
e di tempo furono la causa del ritardo
dell'introduzione della beatificazione
di fratel Giacomo.
Praticamente dal 1750 al 1889 nessuna
pratica al riguardo. Nel 1889 il cardi¬
nale Lucido Maria Parocchi, vicario in
Roma di Leone XIII, intervenne presso
i Passionisti e li indusse a intraprendere ricerche e fare studi su fratel
Giacomo. II primo processo si ebbe
negli anni 1889-1891 nella diocesi di
Acquapendente (Cellere e parrocchia
di detta diocesi) e contemporaneamente si iniziarono le ricerche a
Coira, risp. a Tinizzone e in val Sur¬
sette. Seguirono altri processi, detti
de non cultu, negli anni 1896 e 1913.
Nel 1923 il Foglio Officiale della dio¬
cesi di Coira invitava clero e popolo
del Sursette a voler consegnare even¬
tuali scritti di fratel Giacomo ed a
voler deporre eventuali testimonianze
su quanto sapevano per aver sentito
dire intorno al giovane di Tinizzone.
Nessun scritto e stato trovato, invece
si ebbero varie testimonianze che
hanno servito a costruire il mosaico
319
della vita del Gianiel. Purtroppo il proseguimento della causa pote aver luo¬
go solo nel dicembre 1940, quando
cioe Roma diede il nulla osta.
La seconda guerra mondiale fu un ulteriore freno nella questione.
Un passo decisivo si ebbe a registrare
nel 1966: II relatore generale della
causa affidava al padre Passionista
Gaetano Raponi il compito di rivedere
la documentazione e di compulsare
nuovamente gli archivi che potevano
venire in linea di conto. Padre Raponi
fece un lavoro da certosino che permise poi al relatore. Padre Federico
dell'Addolorata, di preparare la cosi
detta «Positio causae».
La documentazione completa e stata
pubblicata per incarico dell'ufficio sto¬
rico della Sacra Congregazione per le
cause dei Santi nel mese di marzo di
quest'anno (1973).
Giä il 9 maggio 1973 venne presen¬
tata una relazione ai consultori del¬
l'ufficio storico vaticano. Vennero loro
poste tre domande:
ritengono sufficienti le investigazioni fatte sulla vita, sulle virtü
e sulla fama di santitä del servo di
Dio Giacomo da s. Luigi?
2. I documenti raccolti e pubblicati
nella relazione storica meritano
fede?
3.
documenti prodotti contengono
elementi validi che diano una suf¬
ficiente notizia della vita del servo
di Dio e danno inoltre un solido
fondamento storico sul servo di Dio
e sulla sua virtü e fama di santitä?
Le risposte furono le seguenti:
Ad 1. Votanti 11 affermativamente 11
Ad 2. Votanti 11 affermativamente 9
iuxta modum 2
Ad 3. Votanti 11 affermativamente 6
iuxta modum 2 e suspensive 3.
Iuxta modum vuol dire: con certe ri¬
serve, suspensive: indeciso.
Praticamente nessun voto negativo,
anzi il voto e veramente positivo ed
efficace contributo al felice proseguimento della causa.
P.S. - Facciamo seguire Tattestato di
battesimo e di cresima del servo di
Dio e una lettera che il Gianiel scrisse
da Roma al fratello che era parroco a
Stierva.
1.
Attestato di battesimo (Registro di
Tinzen)
Die 3 martii 1714
Jacobus, natus ex domino ministrali
loanne Zaniel et Anna Maria, nata Durbant, eius legitima uxore, baptizatus
fuit a me fratre Alexandra a Vicolongo,
capucino concionatore, in ecclesia
sancti Blasii. Patrini fuerunt admodum
Rev.dus Dominus Jacobus Tomasin et
Agata Gianet.
1. Si
I
2.
In
Attestato di cresima
parochia Savognini confirmatus est
Jacobus Schaniel cuius aetas annos
decem: pater, Joannis Schaniel; mater,
Anna Maria Durbant: patrinus: Joan¬
nes Mathias Spinas; confirmationis
minister, archiepiscopus Ephesinus
Passionei, nuncius.
Annus 1724, mensis iunii, die 29.
3.
Lettera di frate Gianiel al fratello
don Nicola Gianiel,
parroco di Stierva.
Carisimo mio Sig. fratello
Ori ceuto la sua Stimatisima scrita
A di 20 i agosto nella (quäle) intendo
320
del suo bene stare come anche del'
fratello il che molto mi compiace sirca
del farmi religioso ö procurato una
altra volta di entrare nella Religione
di s: francesco. detti i socolanti e ne
meno questo uolta mi e riusito e la
cagione principale e stata il' non po¬
ter star in ginocioni quanto fa bizonio
in detta Religione che pero non so che
altro fare se non stare in quelo Stato
in cui mi trovo mentre nella Religione
non mi riese Tintrare,
pero idenari che per detta intratura
faceua di bizonio non mi seruono i
quali gia stano in mano des: Andrea
gegar e io non gli o outo mai i mano
e ben uero che io gli fece una uolta
dire che pigliose in mono se gli fu
detto ö no non lo so;
Una delle cagione che piglia in mano
i denari sara stata i Taver auto
noua
che la fuora
V: S: abia gia sborsato i denari. pero prego V: S: ä auer
la bonta di parlar al' S: scristofolo
Signorelli sirca di questo e dirgli che
mandi il' pagaro qui al' Andrea gegar
e parimente se sapere che qualche
altro de i monti facesser detto cambio
mentre sara dificile che queli che gli
ano sborsato piglino in dietro scio dico
de denari che dovette seruir ä ma e
non quelli de bartalomeo il quäle per
esersi fato frate scolotti si serva de
suoi denari sirca il' pontefice non so
che succese mentre sapera melio di
me.
resto con salutar di cuore V: S; con
il fratello giovan i uenerandi sacer¬
doti di tinizone i nostri zii e chi interoga di me e raccomandandomi alle
di lei oracioni et anche di tutti gli altri
e parimente prego V: S: a scelebrar
sei messe secondo la mia intinzione
dico. 6 e che si piglia poi del grano
del' molini per limosina solita delle
messe e poi mi scriva quando auera
scelebrato tette messe.
Roma Ano. 1740.
A di. 15. di otobre.
Vostro afecionatissimo fratello
Giacomo Gianail
AT Moltto Ill.re Molto Rev.do Sig.re
Pat.ne Coll.mo IT Sig.re D: Nicolö Gia¬
niel paroco Vigilantisimo
Milano per Chiavena uaT sorsette
Stirvia.
Numero 4
Anno XLII
Ottobre 1973
Poschiavo
QUADERN
GRIGIONITALIANI
Rivista trimestraie pubblicata dalla PRO GRIGIONI ITALIANO
fr. 10.—
fr. 9.—
fr. 15.—
Abbonamento annuo
Per I Soci della Pro Grigioni Italiano
Per I' Estero
Redazione:
Amministrazione
Dott. Rinaldo BOLDINI, 7001 CO»IRA,
Casella postale 201 - Telefono 081 / 24 20 75
:
ROMOLO TOGNOLA, Engadinstrasse 6, 7000 COIRA
(Tel. 081 /224854) Conto-cheques postali 70-2423
:
Stampa:
Tipografia MENGHINI, 7742 Poschiavo
INDICE
Domenico Bonini: Note su alcuni personaggi minori
dei Promessi Sposi
241—251
2.
Dante Peduzzi:
252—271
3.
Massimo Lardi: Riflessioni sulTopera del pittore Paolo
Pola
273—276
Vitale Ganzoni: Vera relazione deH'arresto degli Am¬
basciatori francesi
277—285
5.
Rinaldo Spadino:
286—307
6.
Andri Peer: Poesia ladina
308—312
7.
Guido L. Luzzatto: Arte nella Surselva
313—316
8.
Sergio Giuliani: Avremo presto un santo proveniente
dal Grigioni
317—320
1.
4.
I
confini fra Cama
B»uo»n
e
Verdabbio (I.)
di, signor dottore (I.)
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