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IL PAESAGGIO DEL FUTURO SFIDA FAME ZERO Uniti per un

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IL PAESAGGIO DEL FUTURO SFIDA FAME ZERO Uniti per un
N.9/10
Numero Speciale 2015. Rivista ideata e diretta da ROSSANA PACE - Registrazione Tribunale di Roma 297/2008 del 22 luglio 2008
IN PARTNERSHIP WITH
IL PAESAGGIO
DEL FUTURO
SFIDA FAME
ZERO
Uniti per
un mondo
sostenibile
LANDSCAPE
OF THE FUTURE
THE ZERO
HUNGER
CHALLENGE
United for
a Sustainable
World
Con una Sezione
dedicata al
e un
Dossier Women
Come copertina di questo Numero Speciale della
nostra Rivista abbiamo scelto un paesaggio di
Giacomo Balla, tra gli artisti più apprezzati del
nostro Futurismo: il sole radioso che illumina forme
di una natura dalla valenza universale ci è parsa
un’immagine adatta ad accompagnare in modo
augurale il futuro che l’ONU intende sostenere: uno
sviluppo sostenibile come strumento primario per la
grande sfida “Fame Zero”.
For the cover of this Special Issue of our magazine
we have chosen a landscape by Giacomo Balla,
among the most respected artists of our Futurism:
the radiant sun that illuminates forms of nature with
a universal value, seemed to us a suitable image to
accompany our auspices for the future that the UN
intends to support: sustainable development as a
primary tool for the great “Zero Hunger” challenge.
PARTNERSHIP WITH
Questo numero è stato realizzato in collaborazione con il Team ONU-EXPO,
composto da rappresentanti delle tre agenzie che coordinano
la partecipazione del sistema ONU a Expo Milano 2015: FAO, IFAD e WFP.
This issue has been developed in collaboration with the UN-EXPO Team,
made up of representatives from the three agencies that are coordinating the
participation of the UN System in Expo Milano 2015: FAO, IFAD, and WFP.
4
62
In particolare si ringraziano per la collaborazione:
Special thanks go to:
CLARA VELEZ FRAGA, Project Coordinator
ANTONELLA PORFIDO, Creative Director
ANDREA TORNESE, Media and Partnerships
AOIFE RIORDAN, Communications
8
COMITATO SCIENTIFICO DEL NUMERO SPECIALE
SPECIAL ISSUE SCIENTIFIC COMMITTEE
66
PROF.SSA ROSSANA PACE
Direttore della Rivista e Presidente dell’Associazione Culturale
Eccellenze Italiane
PROF. L. RINO CAPUTO
Ordinario di Letteratura Italiana, già Preside della Facoltà di Lettere,
Università Tor Veragata di Roma, Presidente “Ars Nova”
Direttore Rivista letteraria “Dante”
Rossana Pace
Direttore Responsabile - Director
Costanza Sciubba Caniglia
Condirettore e Responsabile Esteri - Co-Director and Responsible
for Foreing Affairs
PROF.SSA PAOLA CARUCCI
Giovanna Castelli
Coordinamento Editoriale - Publication co-ordinator
Professore di Matematica Finanziaria
dell’Università degli Studi di Roma La Sapienza
Adriana Martinelli
Coordinamento Dossier Women - Dossier Women co-ordinator
In Redazione - Editorial staff
Chiara Ponticelli, Emanuela Sanna, Monica Sirovich
Traduzioni – Translation by
Ilaria Marra, Philippa Wheadon
24
70
Sovrintendente dell’Archivio Storico della Presidenza della Repubblica
PROF. LUIGI CHIURAZZI
DOTT.SSA DANIELA COLOMBO
Economista dello sviluppo e giornalista
46
ING. MASSIMO D’AIUTO
Amministratore Delegato e Direttore Generale Simest
ON. PIA LOCATELLI
Collaborazione Organizzativa
Vincenzo Angelica, Gloria Fenaroli, Rodolfo Fenaroli,
Daniela Pastori, Carolina Reviglio
Sponsorship
Fatima Lucarini
Si ringraziano il Maestro Franco Fontana e PHOTOGEK Fenaroli
[email protected] per i contributi dati alla pubblicazione
con le loro opere
Realizzazione - Published by:
Eccellenze Italiane Associazione Culturale
Via Monti Parioli 62, 00197 Roma [email protected] [email protected]
www.eccellenzeitaliane.it
Proprietà della Testata - Owner:
Rossana Pace Editrice
Via Monti Parioli 62, 00197 Roma
[email protected]
Coordinatrice del Gruppo di Lavoro Parlamentare
“Salute sessuale e diritti delle donne”
PROF. MARIO DI NAPOLI
Capo Ufficio Segreteria Generale, Direzione Ufficio Cerimoniale della
Camera dei Deputati, Docente di Storia Contemporanea
dell’Università degli Studi di Roma La Sapienza
ARCH. ALFONSO MERCURIO
50
Presidente AmA Group
74
PROF. LUCIANO LUIGI PELLICANI
Professore Ordinario di Sociologia Politica presso la facoltà di Scienze
Politiche della Luiss Guido Carli
PROF. GIOVANNI PUGLISI
Rettore dell’Università IULM di Milano
Presidente Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO
Presidente Fondazione Banco di Sicilia
54
76
PROF. LUIGI PULVIRENTI
Professore di Neurofarmacologia,
The Scripps Institute La Jolla, California
DOTT. ROBERTO SPINGARDI
Ideazione grafica:
Elisa Scerrato
Impaginazione:
Redazione Eccellenze Italiane
Presidente Luxman Holdings SpA
Copyright “Eccellenze italiane”
78
I diritti di traduzione, memorizzazione elettronica, riproduzione
totale o parziale, con qualsiasi mezzo (compresi i microfilm
e le copie fotostatiche) sono riservati per tutti i Paesi.
L’Editore ha proceduto alla formale acquisizione dei diritti
di tutte le immagini. Ove vi fossero integrazioni da fare è pronto
a riconoscerle.
Per ricevere informazioni e richiedere la Rivista contattare:
To receive information or requests for further copies of
the Magazine contact: [email protected]
Stampa
Viale dell'Industria 67
36100 Vicenza - Italy
www.graphicom.it
58
La nascita di questo periodico è stata sostenuta dal CNR, in
quanto il Progetto è risultato vincitore di un premio come
“Opera editoriale di rilevante interesse culturale nel campo
delle scienze umane”.
The creation of this magazine has been supported by CNR,
given that this project won the award for “Most important publication in the field of human sciences”
106
80
L’Italia alle Nazioni Unite
Italy at the United Nations
90
L’Italia sullo scenario internazionale
Intervista a Massimo D’Aiuto AD
e DG SIMEST
Italy on International Scene
Supporting our Products that are
Appreciated Abroad
An interview with Massimo D’Aiuto,
CEO and General Manager
for SIMEST
96
98
102
104
2
DOSSIER WOMEN
SOLIDARIETÀ FEMMINILE
LE DONNE PROTAGONISTE
NELL’AGRICOLTURA,
NELL’ALIMENTAZIONE,NELLA LOTTA
CONTRO LA FAME
Women’s Solidarity.
Women Take Charge in Agriculture,
Nutrition, Fight Against Hunger
MOSAICO DONNE
Perché potenziare le donne vuol dire
rafforzare la società tutta
A MOSAIC OF WOMEN
Why Empowering Women Means
Empowering Society
Costanza Sciubba Caniglia
Co-Director, Head of Foreign Affairs
Sector
Più forza alle donne per un mondo
più equo
More Power to Women for More
Equality in the World
LAURA BOLDRINI
President of the Chamber
of Deputies of Italia
Una passione al femminile
Female Fervor
Adriana Martinelli Landolfi
Women Dossier’s coordination
110
114
120
124
La salute delle donne
Un diritto individuale e un vantaggio
sociale
Woman’s Health
An Individual Right and a Social Advantage
Pia Locatelli
Coordinator of the Parliamentarian
Commission “Sexual health and
Women’s Rights
128
I NOSTRI SOSTENITORI ECCELLENTI
138
Gruppo Dimensione
Eccellenza Italiana per le Nazioni Unite
Gruppo Dimensione
An Italian Excellence for the UN
140
Grana Padano qualità e sostenibilità
Perché è il formaggio DOP più
consumato al mondo: ce lo racconta
Nicola Cesare Baldrighi
Presidente del Consorzio Tutela Grana
Padano
Grana Padano, Quality and
Sustainability
Why it is the Most Widely Consumed DOP
Cheese in the World
Nicola Cesare Baldrighi, the President
of the Grana Padano Protection
Consortium, tells us why
Partecipazione senza rappresentanza:
perché abbiamo bisogno di donne
leader in agricoltura?
Participation Without Representation:
Why do We Need Women Leaders in
Agriculture?
Beatrice Gerli
Gender and Targeting, Policy and
Technical Advisory Division, IFAD
Empatia e le generazioni future:
Due risorse per i diritti umani e la
sostenibilità nel mondo degli affari
Intervista con Nina Luzzatto Gardner,
Direttore di Strategy International.
Empathy and Future - Generation Focus
Two Assets for Human Rights and
Sustainability in the Business World
An Interview with Nina Luzzatto Gardner,
Director of Strategy International.
Costanza Sciubba Caniglia
Co-Director and Head
of Foreign Affairs Sector
Sostenere lo sviluppo delle micro
imprese
Supporting the Development
of Women – Owned Micro – and
Smaller Enterprises in Tanzania
Elena Bardasi e Markus Goldstein
Gender Unit of the World Bank
Poverty Reduction and Economic
Management Network
150
152
156
FotoGek, Studio di Fotografia
Artistica Fenaroli.
Ispirazione e Tecnica
FotoGek, Artistic Photography by the
Fenaroli Studio.
Inspiration and Technique Artistic
Photographer’s Studio Fenaroli
158
Studio Trementozzi, la Professione del
Commercialista è un’Eccellenza Italiana
Trementozzi Business Consultancy,
an Italian Excellence
Tecnoimpianti, un importante esempio
160 di sostenibilità
Come realizzare nel mondo impianti
recuperando energia e calore
Tecnoimpianti, an Important Example of
Sustainability
How to Recycle Energy and Heat in
Manufacturing
Sabbiarelli, recuperare materiali
producendo Eccellenza
Una soluzione geniale è
“un gioco da bambini”
Sabbiarelli, Recycling Materials while
Producing Excellence
An Ingenious Solution is Merely
“Child’s Play”
161 Farmacia Ferrari, una farmacia tutta
Allegra, la Casa pronta in soli
30 giorni
Allegra, How to Build a Home Anywere
in the World in 30 Days
163 ECCELLENZE ITALIANE
153
Dolcevita, il Barbecue Italiano
Dolcevita, Italian Barbecue
154
Arredo Quattro
Manualità segreto del Made in Italy
Manual skill. A Made in Italy’s Secret
cuore e robot
Farmacia Ferrari, a Robotic Pharmacy
with a Heart
162 Atelier della Calce
164 UN ITINERARY AT EXPO MILANO 2015
165 IL NOSTRO CUCCHIAIO
OUR SPOON
Ragazze ai margini
Girls Left Behind
Daniela Colombo
Economista dello sviluppo
Development Econimist
3
MESSAGGIO DEL
SEGRETARIO GENERALE
DELLE NAZIONI UNITE
PER LA NOSTRA RIVISTA
BAN
KI-MOON
n questo momento in cui il periodo individuato per
gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio volge alla sua
conclusione e le Nazioni Unite stanno per lanciare
un nuovo programma di sviluppo sostenibile per il
dopo il 2015, il mondo è all’alba di una nuova era nella
sua ricerca di garantire vite dignitose ad ogni membro
della famiglia umana.
La sicurezza alimentare e nutrizionale giocherà un ruolo
determinante nel lavoro che ci attende. È per questo che accolgo con
favore Expo Milano 2015 che, con il tema “Nutrire il Pianeta, Energia
per la Vita”, è la prima esposizione universale dedicata al rapporto fra
cibo, nutrizione e sviluppo sostenibile.
5
A MESSAGE FROM
THE UNITED NATIONS
SECRETARY - GENERAL
BAN KI-MOON FOR OUR
MAGAZINE
A
s the period defined by the Millennium
Development Goals nears its end, and as the
United Nations moves towards launching a new
sustainable development agenda for the years
beyond 2015, the world is at the dawn of a new
era in its quest to build lives of dignity for every
member of the human family.
Food and nutrition security will play a crucial role
in the work ahead. I therefore very much welcome
Expo Milan 2015, under the theme “Feeding
the planet, Energy for Life” - the first universal
exposition dedicated to the link between food and
nutrition and sustainable development.
The world produces more food per person than
ever before. Yet hunger and malnutrition remain
widespread. Around 800 million people suffer
from chronic hunger, and approximately 2 billion
people are malnourished. Obesity has more than
doubled since 1980; in 2014, more than 1.9 billion
people were reported to be overweight, 600
million of whom were obese. Moreover, as much
as one third of the food produced worldwide for
human consumption is lost or wasted. And in the
coming decades, demand for food will continue
4
UN Secretary-General Ban Ki-moon delivers remarks and answers questions via live video link with Sustainable
Development Summit in Delhi, India, 05 February 2015, United Nations, New York, © UN Photo/Mark Garten
to grow as the population increases to 8.3 billion
by 2030 and 9 billion by 2050.
I launched the Zero Hunger Challenge because
we know that it is possible, within our lifetimes,
with the knowhow and technology available today,
to conquer hunger and build a world where all
people, at all times, have access to sufficient,
safe and nutritious food and lead healthy and
productive lives, without compromising the
ability of future generations to do the same. I
have sought to rally all partners -- governments,
civil society, farmers, food producers, scientists,
businesses and others -- behind this cause.
The United Nations has now brought the challenge
to Expo Milano 2015. With the theme “united
for a sustainable world”, the United Nations
is showcasing the wide-ranging efforts of the
UN System to help rid the world of hunger and
safeguard the environment. I hope you will follow
the UN Itinerary at Expo Milano, learn about best
practices and, most importantly, see how you, as
global citizens, can make a difference.
Italy is home to the three UN agencies mandated
to ensure food and nutrition security and to
promote sustainable agricultural development.
With this Expo, Italy is reinforcing its reputation
as a centre of excellence in the fight against
hunger and malnutrition.
The “blue spoon” USB drive that is being used to
distribute this magazine is not just convenient,
but also a symbol of an important message: the
Zero Hunger Challenge is in our hands. I call on
people everywhere to join us in this essential
journey and help us get to zero.
6
Il mondo produce più cibo pro-capite di quanto
abbia mai fatto. Eppure, fame e malnutrizione
rimangono una realtà diffusa. Circa 800 milioni
di persone soffrono cronicamente la fame e circa
2 miliardi di persone sono malnutrite. L’obesità è
più che raddoppiata dal 1980; nel 2014 più di 1,9
miliardi di persone risultavano in sovrappeso,
di queste, ben 600 milioni erano obese. Inoltre,
un terzo del cibo prodotto a livello mondiale per
consumo umano viene perso o sprecato. Nei
prossimi decenni, la richiesta di cibo continuerà a
crescere, considerando che la popolazione arriverà
a 8,3 miliardi nel 2030 e 9 miliardi nel 2050.
Ho lanciato la Sfida Fame Zero perché
sappiamo che è possibile, nell’arco della nostra
generazione, con la tecnologia e le conoscenze
oggi disponibili , vincere la fame e costruire
un mondo in cui tutte le persone, in ogni
momento, abbiano accesso a cibo sufficiente,
sicuro e nutritivo e conducano una vita sana e
produttiva, senza compromettere la capacità
delle generazioni future di fare altrettanto. Ho
cercato di unire tutti i partner – governi, società
civile, agricoltori, produttori di cibo, scienziati,
aziende e altri – per questa causa.
Le Nazioni Unite hanno portato questa sfida
a Expo Milano 2015. Con il tema “uniti per un
mondo sostenibile”, le Nazioni Unite presentano
l’impegno complessivo del Sistema ONU
per aiutare il mondo a liberarsi dalla fame e
salvaguardare l’ambiente. Spero che vogliate
seguire l’itinerario delle Nazioni Unite all’Expo di
Milano, scoprire le buone pratiche e, soprattutto,
vedere come voi, in quanto cittadini globali,
potete fare la differenza.
In Italia hanno sede le tre organizzazioni delle
Nazioni Unite che hanno come mandato quello di
garantire la sicurezza alimentare e nutrizionale e
di promuovere uno sviluppo agricolo sostenibile.
Con questa Expo, l’Italia sta accrescendo la sua
fama di centro di eccellenza nella lotta contro la
fame e la malnutrizione.
La chiavetta USB a forma di cucchiaio blu che
viene usata per distribuire questa rivista non è
solo utile ma è anche il simbolo di un messaggio
importante: Sfida Fame Zero è nelle nostre mani.
Invito le persone, ovunque si trovino, ad unirsi
a noi in questo percorso fondamentale e ad
aiutarci a raggiungere lo zero.
La pennetta USB a forma
di cucchiaio blu
che contiene questa Rivista
è non solo utile ma anche
simbolica: Sfida Fame Zero
è nelle nostre mani
A view of the United Nations Headquarters. On the left is the
General Assembly building and to the right is the Secretariat
building, 01 January 1990 United Nations, New York,©UN Photo
7
UN Secretary-General Ban Ki-moon addresses the General Assembly meeting, United Nations, New York,
© UN Photo/Eskinder Debebe
Intervista di
Costanza Sciubba Caniglia
Condirettore di Eccellenze Italiane
e Responsabile Esteri
QUALCHE DOMANDA DI APPROFONDIMENTO
A EDUARDO ROJAS BRIALES
9
con grande piacere che vi presento la
collaborazione con Eccellenze Italiane, la
prestigiosa Rivista che dedica un Numero Speciale
alla partecipazione del sistema ONU a Expo
Milano 2015. Attraverso questa iniziativa editoriale
potete approfondire tutte le tematiche che portiamo
con noi a questo evento mondiale sull’alimentazione, la
nutrizione e la produzione sostenibile di cibo.
Eccellenze Italiane diventa, quindi, una sorta di guida tematica delle
Nazioni Unite a Expo Milano 2015. Molto probabilmente la starete
leggendo in formato digitale su una chiavetta USB a forma di cucchiaio.
L’elemento principale del nostro logo per Expo Milano 2015 è, infatti, un
cucchiaio, blu come la bandiera dell’ONU: lo abbiamo scelto in quanto
parliamo di alimentazione e nutrizione e della sfida di sfamare l’intera
popolazione mondiale e il cucchiaio è un elemento che accomuna le
tradizioni alimentari di tutto il mondo, a dimostrazione di quanto la
Sfida Fame Zero appartenga a tutte e tutti noi.
Oltre alla Rivista potete trovare anche un’ampia documentazione che
fornisce i dettagli sulla nostra partecipazione ad Expo Milano 2015.
Buona Lettura!
Eduardo Rojas Briales
Commissario Generale per la partecipazione ONU all’Expo di Milano 2015
8
On the left, Eduardo Rojas-Briales with UN Secretary General Ban Ki-moon.
UN Photo/Rick Bajornas
Wheat Field, oil on canvas, Vincent Van Gogh, June 1888, Honolulu Museum of Art
QUESTIONS AND ANSWERS WITH
EDUARDO ROJAS BRIALES
An interview by Costanza Sciubba Caniglia
Co-Director, Head of Foreign Affairs Sector
Ringraziando il Commissario Rojas Briales per la
sua introduzione a questo Numero Speciale della
nostra Rivista gli abbiamo posto alcune domande
per approfondire il significato che le Nazioni
Unite vogliono dare alla loro presenza all’Expo di
Milano e i valori su cui intendono coinvolgere il
grande pubblico che visiterà l’Esposizione.
Expo Milano 2015, “Nutrire il pianeta, Energia
per la vita”. Temi centrali per l’Italia e centrali
per le Nazioni Unite…
In effetti c’è una forte sinergia tra il tema di
questa esposizione universale e il mandato
dell’ONU, in particolare di tre delle sue agenzie,
l’Organizzazione delle Nazioni Unite per
l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO), il Fondo
Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD)
e il Programma Alimentare Mondiale (WFP).
Tutte e tre con sede a Roma, compongono il Polo
Agroalimentare dell’ONU e sono state incaricate
di guidare e coordinare la partecipazione
dell’intero sistema delle Nazioni Unite a Expo
Milano 2015.
Il tema “Nutrire il pianeta, Energia per la vita” ha
al suo centro la nutrizione, in primo luogo umana,
ma allo stesso tempo affronta la questione,
impellente, del nutrimento del nostro pianeta
affinché questo possa continuare a fornire cibo a
noi e alle generazioni future.
Per dare una risposta a questo problema, il
Segretario Generale delle Nazioni Unite, Ban Kimoon, ha lanciato la “Sfida Fame Zero”. Questa
iniziativa offre la visione di un mondo in cui tutte
le persone abbiano accesso, sempre, a del cibo
sicuro e nutriente e possano condurre delle vite
sane e produttive, senza compromettere i bisogni
delle generazioni future.
La Sfida si articola su cinque obiettivi: zero
10
I
t is with great pleasure that I present the partnership with
“Eccellenze Italiane”, a prestigious magazine that has published
a Special Edition dedicated to the UN System’s participation in Expo
Milano 2015. Thanks to this media partnership, you can learn more
about the issues we are taking to the upcoming world event on food,
nutrition and sustainable food production.
“Eccellenze Italiane” can be considered as a thematic guide for the
United Nations at Expo Milano 2015. Most probably you are reading it
on a USB drive in the shape of a blue spoon. In fact, the main element
of the UN logo for Expo Milano 2015 is a spoon in the blue that is so
reminiscent of the UN flag. This was chosen as our emblem because,
when talking about food and nutrition and the challenge of feeding the
world, the spoon is a tool common to all food traditions, demonstrating
how the Zero Hunger Challenge belongs to each and every one of us.
Together with the magazine you can find extensive information on our
participation in Expo Milano 2015 in your USB spoon drive.
Enjoy the read!
Eduardo Rojas Briales
Commissioner-General for UN partecipation in Expo 2015
11
©FAO/Vasily Maximov
©FAO/AFP/Hoang Dinh Nam
bambini con deficit di sviluppo sotto i due anni;
100% accesso a cibo adeguato, sempre; tutti i
sistemi alimentari sostenibili; 100% aumento
della produttività e del reddito dei piccoli
agricoltori; zero perdite e sprechi di cibo. Cinque
specialisti delle agenzie ed entità delle Nazioni
Unite forniranno maggiori dettagli su ciascuno
di essi.
Eccellenze Italiane
è una guida tematica
sulla presenza ONU
a Expo Milano 2015:
nella pubblicazione
si possono approfondire i
passi da compiere
per raggiungere
l’obiettivo di sradicare
la fame dall’intera
popolazione mondiale
Prehistory, Rupestrian Art: Naquane National Park Rock 23 (Brescia).
Rock engraved with images of a wagon hauled by horses. Neolithic /
Bronze Age. The rock is part of a UNESCO World Heritage Site. Parco
nazionale delle incisioni rupestri di Naquane, Capo di Ponte, Italy. Su
concessione del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo –
Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia
Qual è l’impostazione che, come sistema ONU,
si è voluta dare alla vostra partecipazione ad
Expo?
Abbiamo deciso di partecipare a Expo Milano
2015 rilanciando la sfida del Segretario Generale
e quindi il nostro tema è: “Sfida Fame Zero. Uniti
per un mondo sostenibile”.
Per la prima volta nella storia delle esposizioni
universali le Nazioni Unite non hanno un
singolo padiglione, ma sono presenti in varie
aree di Expo Milano 2015 con delle installazioni
multimediali che vanno a formare l’Itinerario
ONU. Questo percorso si snoda su diciotto
tappe che chiamiamo Spazi ONU. Saranno
riconoscibili da un gigantesco cucchiaio blu e
mostrano, attraverso video, foto, infografiche
12
We thank the UN Commissioner-General for
Expo 2015, Eduardo Rojas-Briales, for his
introduction to this special issue of our magazine
and also for answering the following questions,
which aim to explore the meaning of the United
Nations’ participation in Expo Milano 2015, the
topics it will present to Expo’s visitors in order
to engage them.
Expo Milano 2015, “Feeding the Planet, Energy
for Life”. These are key issues both for Italy
and the United Nations…
In fact there is a strong synergy between the
theme of this Universal Exposition and the
UN’s mandate, in particular that of three of its
agencies - the Food and Agriculture Organization
of the United Nations (FAO), the International
Fund for Agricultural Development (IFAD) and
the World Food Programme (WFP). All three
agencies are based in Rome make up the food
and agriculture hub of the United Nations, and
they have therefore been appointed to coordinate
the UN System’s participation in Expo Milano
2015.
The theme “Feeding the Planet, Energy for Life”
focuses on nutrition, primarily human nutrition
but it also highlights the need to nurture our
planet so that it can continue to provide food for
present and future generations.
To address this issue, the UN SecretaryGeneral, Ban Ki-moon, launched the Zero
Hunger Challenge. This initiative offers the
vision of a world where everyone has access
to safe, sufficient, and nutritious food, and
can lead a healthy and productive life without
compromising the needs of future generations.
The Challenge has five objectives: zero stunted
children less than two years; 100% access to
adequate food all year around; all food systems
are sustainable; 100 % increase in smallholder
13
e mappe, cosa facciamo quotidianamente per
eliminare la fame nel mondo e garantire un
futuro sostenibile al nostro pianeta. Soprattutto,
i visitatori possono scoprire come prendere parte
alla nostra sfida, perché per arrivare a zero c’è
bisogno del coinvolgimento di tutte e tutti.
Le donne, da sempre, giocano un ruolo
fondamentale nella lotta alla fame nel mondo.
Qual è il loro apporto e come si può migliorare
la loro condizione?
Le donne sono la spina dorsale del settore
primario nelle aree rurali, svolgendo un
ruolo determinante nelle attività agricole, di
allevamento e di pesca. Sono quindi fondamentali,
come ha correttamente detto, nella lotta alla
fame e nella corretta gestione delle risorse
produttive. Eppure molte di esse non hanno,
rispetto agli uomini, eguale accesso alla terra, ai
servizi finanziari, all’istruzione, alla formazione,
ai mercati, alle tecnologie e non possono
prendere parte ai processi decisionali. Favorire
l’empowerment delle donne e la parità di genere
è fondamentale per vincere la Sfida Fame Zero:
garantendo loro gli stessi diritti degli uomini si
tradurrebbe in un aumento significativo della
produttività e del reddito familiare così come
della nutrizione e della salute di tutta la famiglia.
I dati dimostrano, poi, che migliorare l’istruzione
e il loro benessere generale può avere effetti
molto positivi sulla loro condizione nutritiva e su
quella dei loro bambini.
Per questo ai cinque obiettivi della Sfida Fame
Zero a cui ho accennato prima, abbiamo di
aggiungere un focus sul ruolo delle donne nella
sicurezza alimentare e nella nutrizione. E anche
su questo tema ci sarà un approfondimento di
specialisti delle Nazioni Unite.
Il 2015 è un anno particolarmente rilevante
per le Nazioni Unite: volgono infatti al termine
i 15 anni dal lancio dei cosiddetti Obiettivi del
Millennio. Che bilancio fate in proposito circa i
risultati più significativi raggiunti?
Ci sono vari elementi che fanno di Expo Milano
2015 un evento chiave nell’agenda internazionale, sopra tutti la coincidenza temporale con
la scadenza degli otto Obiettivi del Millennio. Il
© PHOTOGEK Fenaroli
Franco Fontana, “Appunti Siciliani” © Franco Fontana
tema dell’Esposizione è collegato, più o meno
direttamente, a cinque di questi. In particolare al primo, sradicare la povertà estrema e la
fame, in modo particolare ridurre della metà,
fra il 1990 e il 2015, la percentuale di popolazione che soffre la fame; e al settimo, garantire la
sostenibilità, in particolare stimolando politiche
e programmi di sviluppo sostenibile per invertire l’attuale perdita di risorse ambientali, riducendo il processo di perdita della biodiversità. È
inoltre legato al quarto, ridurre di 2/3 la mortalità infantile dei bimbi al di sotto dei cinque anni;
al quinto, migliorare la salute materna, in modo
particolare ridurre di 3/4 il tasso di mortalità
materna; e all’ottavo, sviluppare un partenariato mondiale per lo sviluppo.
Parlando di risultati, vorrei concentrami in
particolare sui passi avanti fatti nella lotta
alla povertà estrema e alla fame. Il primo
target del primo obiettivo è stato raggiunto con
cinque anni di anticipo: nel 1990 quasi metà
14
productivity and income, and zero loss or waste
of food. Five UN agency specialists provide
more information on each of these objectives
in the following pages.
What is the framework of the UN System’s
participation in Expo Milano 2015?
We decided to participate in Expo Milano 2015
and to reintroduce the Secretary-General’s
challenge to a global audience so our theme
is “The Zero Hunger Challenge. United for a
sustainable world”.
For the first time in the history of Universal
Exposition the United Nations does not have a
pavilion, but instead a horizontal presence with
multimedia installations in numerous areas of
the exposition site, which together make up a
UN itinerary. This path has eighteen stops, each
characterized by a giant blue spoon, which we
refer to as UN Spaces. Through video, photos,
infographics and maps, we will demonstrate
15
16
what we do on a daily basis to eradicate hunger
and ensure a sustainable future for our planet.
Above all, visitors can learn how to take part in
our challenge, because to get to zero we need
everyone’s involvement.
Women have always played a key role in the
fight against hunger. What’s their contribution
and how can their conditions be improved?
Women are the backbone of the agricultural
economy in rural areas and they play a key role
in agriculture, livestock and fishery activities. As
you correctly noted, they are essential in the fight
against hunger, and in the proper management
of productive resources. Yet many of them have
unequal access to land, financial services,
education, training, markets, technologies and
decision making processes. Promoting women’s
empowerment and gender equality is crucial to
achieving the Zero Hunger Challenge: if women
had the same access to productive resources,
investment and income opportunities as men,
productivity and family income would increase
significantly and nutrition and health would
improve at the household level. Evidence also
shows that increasing women’s access to
education and improving their overall welfare
can have a major impact on their own nutrition
status and that of their children.
This is why to complement the five elements of the
Zero Hunger Challenge that I already mentioned,
we decided to highlight the key role women play
in the fight against hunger and malnutrition by
focusing on women’s empowerment and gender
equality. UN specialists also provide more indepth information on this topic in the following
pages.
to the fifth MDG - to improve maternal health
by reducing by three quarters the maternal
mortality ratio; and to the eighth - to develop a
global partnership for development.
Talking about results, I would like to focus on
the progress made in the fight against extreme
poverty and hunger. The first target of MDG 1 was
reached five years ahead of schedule: in 1990
almost half of the population living in developing
regions lived on less than 1.25 dollars per day
and already in 2010 this rate dropped to 22 per
cent, corresponding to about 700 million people
living in extreme poverty.
Hunger continues to decline, but additional
and immediate efforts are needed to reach the
third target of the first goal. The proportion of
undernourished people in developing regions
has decreased from 23.5 per cent in 1990–1992
to 13.5 per cent in 2012-2014. However, progress
Estate, Theatrum Sanitatis (Ms. 4182 Tav. 101), Giovannino
Dè Grassi, XIV cent., Roma, Biblioteca Casanatense
(MiBACT).
Ancient Egyptian Mural of Grain Harvest © jsp (Shutterstock)
come to an end. What is the most important
progress made so far?
There are a few elements that make Expo Milano
2015 a key event in the international agenda.
Above all, its concurrency with the deadline
of the Millennium Development Goals. Expo
Milano’s theme is linked to five of the them.
In particular the first one, that is to eradicate
extreme poverty and hunger, or more specifically
to halve the proportion of people who suffer from
hunger between 1990 and 2015. It is also linked
to the seventh, that it to ensure sustainability,
in particular by integrating the principles of
sustainable development into country policies
and programmes in a bid to to reverse the loss
of environmental resources and reduce the loss
of biodiversity. There is also a connection with
the fourth MDG, that is to reduce by two thirds
the mortality rate of children under five years;
2015 is crucial year for the United Nations: after
15 years, the Millennium Development Goals
17
Cocoa (Theobroma cacao) pods,© FAO/L. Withers
targets to be reached by 2030. The first one is to
eliminate poverty in all its forms everywhere and
the second one is to eradicate hunger, achieve
food security and improved nutrition and promote
sustainable agriculture. The SDGs then address
health and the need for strengthening the global
partnership for sustainable development. Other
goals include gender equality, education and
urgent actions to combat climate change.
The discussion is still open and will be concluded
in September, on the occasion of the 70th
session of the General Assembly of the United
Nations.
After the MDGs a new set of Sustainable
Development Goals will be launched. Can you
tell us anything about this in advance?
On 22 January 2013 the UN General Assembly
established an Open Working Group which since
then has met thirteen times. Assisted by experts
in education, health, environment, economy,
human rights and other topics, the Group has
been discussing the most urgent problems
affecting millions of people around the world.
In the final OWG’s final document there is a set
of 17 Sustainable Development Goals and 169
2015 is also crucial for the UN System and in
particular for its agencies dealing with food
and agriculture. It has in fact been established
as the International Year of Soils. Can you
explain the meaning of this initiative means
and some of the events that will take place? Is
it about an innovative approach to food security
and if so, how will this develop?
By naming 2015 as the International Year of
Soils, the UN’s aim isto raise awareness of the
importance of protecting our soils, as they are
the foundation for food, fuel, fibre and medicine
della popolazione che
vive nelle regioni in
via di sviluppo viveva
con meno di 1.25
dollari al giorno; già
nel 2010 il tasso era
sceso al 22 per cento,
corrispondente a circa 700 milioni di persone in
meno che vivono in povertà estrema.
La fame continua a diminuire, ma sono necessari
sforzi aggiuntivi per raggiungere il terzo target
del primo obiettivo. La percentuale di persone sottonutrite nelle regioni in via di sviluppo è
passata dal 23.5 per cento del 1990-1992 al 13.5
per cento del 2012-2014. I progressi, però, sono
rallentati nell’ultimo decennio e ad oggi ancora
una persona su nove, pari a circa 800 milioni di
persone, soffre la fame.
La malnutrizione cronica tra i bambini è
diminuita, ma uno su quattro ne soffre ancora.
Nel 2013 un quarto dei bambini sotto i cinque anni
si stimava che soffrisse di deficit di sviluppo –
con un altezza inadeguata alla loro età. Si è avuto
un miglioramente significativo rispetto al 40 per
cento registrato nel 1990, ma è inaccettabile che
and an essential element for our ecosystems
and their services.
Soil is a highly valuable natural resource, yet it
is often overlooked: soils need to be recognized
and valued for their productive capacities as
well as their contribution to food security and
the maintenance of key ecosystem services.
Most importantly, we need to remember that
soil is a finite resource, meaning that its loss
and degradation is not recoverable within a
human lifespan.
We need to promote the sustainable management
of soils and therefore contribute to efforts to
eradicate hunger and food insecurity and to
stabilize ecosystems.
161 milioni di bambini
soffrano
ancora
di
sottonutrizione cronica.
Successivamente saranno lanciati i nuovi
Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs), può anticiparci qualcosa?
Il 22 gennaio 2013 l’Assemblea generale dell’ONU
ha istituito un Gruppo di lavoro aperto (OWG) che
da allora si è riunito tredici volte. Assistito da
esperti di istruzione, sanità, ambiente, economia,
diritti umani ed altre materie, questo gruppo ha
discusso i problemi più urgenti che affliggono
milioni di persone nel mondo.
Nel documento finale preparato dall’OWG si
prevedono 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile
e 169 target da raggiungere entro il 2030. Il
primo prevede l’eliminazione della povertà in
tutte le sue forme e il secondo lo sradicamento
della fame, il raggiungimento della sicurezza
alimentare e una migliore nutrizione e l’utilizzo
di un’agricoltura sostenibile. A seguire si va dalla
sanità alla rafforzamento del partneriato globale
per lo sviluppo sostenibile, passando, tra gli altri,
© PHOTOGEK Fenaroli
has slowed down in the past decade and yet one
in nine , or about 800 million people, suffer from
chronic hunger.
Chronic undernutrition among young children
has declined, but one in four children is still
affected. In 2013, a quarter of all children
under the age of five years were estimated to
be stunted—having inadequate height for their
age. This represents a significant decline since
1990 when 40 per cent of young children were
stunted. However, it is unacceptable that 162
million young children continue to suffer from
chronic undernutrition.
Il 2015 è l’“Anno
Internazionale dei Suoli”
per evidenziare come essi
siano una risorsa
naturale di grande
valore per l’ambiente
e per la vita dell’uomo
What role does the private sector play in the
fight against hunger? How can it move towards
a development model that is more conscious
and respectful of human rights?
Food insecurity and malnutrition are complex
18
19
Progetto degli Spazi ONU per Expo Milano 2015 di
Architetti Senza Frontiere Italia, Gianmaria Sforza,
Giovanni Ardovino con la collaborazione di Stefano
Massa e Daniel Platon.
Project by Architetti Senza Frontiere Italia, Gianmaria
Sforza, Giovanni Ardovino with the collaboration of
Stefano Massa and Daniel Platon
per la parità di genere, l’educazione e la lotta al
cambiamento climatico.
La discussione è ancora in corso e si concluderà
a settembre, in occasione della 70esima sessione
dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite.
Oltre a questo, il 2015 è un anno fondamentale
non solo per le Nazioni Unite come sistema, ma
in particolare per le Agenzie che si occupano di
alimentazione; è stato infatti dichiarato “Anno
internazionale dei Suoli”. Ci può spiegare il
significato di questa iniziativa e quali saranno
gli eventi che ne faranno parte? Si tratta di un
approccio innovativo al tema della sicurezza
alimentare, in che modo si sviluppa?
Istituire l’Anno Internazionale dei Suoli significa
sensibilizzare sull’importanza di tutelare i nostri
terreni, che non solo costituiscono la base per la
produzione di cibo, combustibili, fibre e prodotti
medici, ma sono anche essenziali per i nostri
ecosistemi e loro servizi ambientali. Si tratta,
quindi, di una risorsa naturale di grande valore,
ma spesso sottovalutata: i suoli devono essere
riconosciuti e apprezzati per le loro capacità
produttive e per il loro contributo nel garantire
la sicurezza alimentare e mantenere servizi
ecosistemici chiave. Bisogna, soprattutto,
ricordare che il suolo è una risorsa limitata; il
suo impoverimento e conseguente degrado non
sono recuperabili nel corso di una vita.
Si deve quindi promuovere la gestione sostenibile
dei suoli e, di conseguenza, contribuire all’impegno
per debellare la fame, garantire la sicurezza
alimentare e costruire ecosistemi stabili.
20
issues that cannot be solved by one sector or
stakeholder alone, but rather require a combined
effort. Sustained political commitment at the
highest level, with food security and nutrition
as top priorities, is a prerequisite for hunger
eradication and this should be strengthened
through strategic partnerships with the private
sector. Corporations can collaborate with
governments and international organizations
by making investments aimed at enhancing
agricultural productivity; improving access to
inputs, land, services, technologies and markets;
promoting rural development; increasing
social protection for the most vulnerable and
strengthening their resilience in the face of
conflicts and natural disasters; and reinforcing
specific nutrition programmes, especially those
aimed at addressing micronutrient deficiencies in
mothers and children under five.
What are your expectations both in cultural and
practical terms for the UN participation in Expo
Milano 2015?
The world’s fair in Milan presents an extraordinary
opportunity for the UN to raise awareness of the
results of its work in food and nutrition, both
on the normative and on the practical side. On
one side there are resolutions, agreements
and summits and on the other side there are
humanitarian interventions, development projects
and cooperation programmes implemented with
public and private partners. However both have a
unique goal: to eradicate hunger.
The objective of our participation in Expo Milano
2015 is to ensure that in the various discussions
raised there around food and food production, the
catastrophe of the 800 million people who still
suffer from hunger in world is not forgotten or left
unmentioned.
We want all visitors to take up the Zero Hunger
Challenge, in the same spirit the UN SecretaryGeneral launched it: it was not envisioned as a
programme or as a plan but rather as a call to
action and eradicating hunger is a goal that
concerns everyone.
21
©Paolo Bona Shutterstock.com
L’Expo Milano 2015
offre all’ONU
la straordinaria opportunità
di far conoscere
al grande pubblico
i risultati dei
suoi interventi
Che ruolo giocano i privati nell’eliminazione
della fame nel mondo e come si può cercare
di spingerli verso un modello di sviluppo più
consapevole e rispettoso dei diritti umani?
L’insicurezza alimentare e la malnutrizione
sono problemi complessi che non possono
essere risolti da un solo settore, ma richiedono
un’azione coordinata.
Un prerequisito è un prolungato impegno
politico ai massimi livelli, che tenga la sicurezza
alimentare e la nutrizione come priorità; a questo
vanno accompagnati accordi di collaborazione con
il settore privato. Le aziende possono collaborare
con i governi e le organizzazioni internazionali
con investimenti per far aumentare la produttività
agricola; per migliorare l’accesso alle risorse,
ai servizi, alle tecnologie e ai mercati; per
promuovere lo sviluppo rurale; per far accrescere
la protezione sociale dei più vulnerabili e la loro
resilienza ai conflitti e ai disastri naturali; e per
potenziare specifici programmi sulla nutrizione,
con particolare attenzione alle madri e ai bambini
sotto i cinque anni.
Che cosa si aspetta ed auspica come risultato
culturale, ma anche concreto, dalla partecipazione
ad Expo?
L’esposizione universale di Milano offre alle
Nazioni Unite la straordinaria opportunità di
far conoscere al grande pubblico i risultati del
proprio lavoro nell’ambito dell’alimentazione sia
dal punto di vista normativo ma, soprattutto, da
quello pratico. Da un lato le risoluzioni, gli accordi
e i summit mondiali, dall’altro gli interventi
umanitari, i progetti di sviluppo e i programmi di
cooperazione messi in atto con partner pubblici e
privati, con un unico obiettivo: eliminare la fame
nel mondo.
Obiettivo della nostra presenza ad Expo Milano
2015 è far sì che parlando di alimentazione
e produzione di cibo, non si dimentichi di
menzionare lo scandalo di 805 milioni di persone
che ancora oggi soffrono la fame.
Vogliamo trasmettere la Sfida Fame Zero a
tutti i visitatori, nello spirito con cui lo stesso
Segretario Generale, Ban Ki-moon, l’ha lanciata:
non è stata pensata né come un programma né
come un piano, ma come un invito all’azione:
sradicare la fame nel mondo è un obiettivo che
riguarda tutte e tutti.
www.un-expo.org
23
“Acquaiola” oil on canvas, Francesco Gioli, 1891,
Archivio Fotografico dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze
©FAO/IFAD/WFP/Eliza Deacon
PER I VALORI DELL’ONU
Presentazione del Direttore
Rossana Pace
24
ontana della Vita è
l’immagine che ho scelto
come testimone dell’eccellenza italiana e delle innumerevoli nostre “eccellenze” che
nel corso del tempo hanno fatto,
del nostro, un Paese Maiuscolo.
Studio della prospettiva, sintonia di
forme e colori, una natura amica e
armoniosa escono da eccezionali abilità
manuali per trasmettere quella bellezza
“costruita”, eppure ad un tempo semplice e
diretta, che è la tipica espressione della nostra
migliore italianità.
Osservando quest’opera di altissimo artigianato
si avverte una dimensione del bello che va oltre la splendida materialità
del manufatto: una dimensione sottintesa ed ispiratrice.
Con questa “Fontana della Vita” vogliamo esprimere l’orgoglio di lavorare
a sostegno dei valori e dei messaggi che le Nazioni Unite presentano
all’Expo di Milano 2015 e che hanno al centro proprio la Vita, una vita in
cui bellezza, armonia, dignità, speranza siano patrimonio comune a tutte
le donne e gli uomini del mondo, un mondo nel quale paura e grido non
abbiano luogo.
Vogliamo esprimere la logica in cui crediamo profondamente e cioè
che esista un inscindibile nesso tra i “principi” e la loro traduzione in
“azioni concrete”, in grado di mutare non solo la cultura, ma anche la
condizione concreta delle persone e quindi la loro stessa vita. Ed è questa
la prospettiva in cui l’ONU lavora.
Il compito che le Nazioni Unite hanno affidato alla nostra Rivista è quello di
accompagnare con approfondimenti tematici la presentazione del Sistema
25
“Fountain of Life” paliotto (altar frontal) in jute, embroidered with metallic threads
and multi-coloured silk and decorated with coral beads and pearls of garnet,
second half of the seventeenth century, S. Francesco di Paola Church, Palermo.
© Fondo Edifici per il Culto-Ministero dell’Interno
LE ECCELLENZE ITALIANE
ONU all’Expo di Milano, sostenendone l’opera di
sensibilizzazione sulle articolazioni dell‘obiettivo
Fame Zero nei confronti dei milioni di visitatori che
parteciperanno all’evento e creando il massimo
coinvolgimento su questa sfida.
La scelta delle immagini che accompagnano i testi
è fatta per suggerire un’eco di rimbalzi tra epoche
diverse, luoghi lontani, stili differenti, valorizzando
certi minimi comun denominatori che, dalle
esperienze pur varie, non mancano di esistere.
Questa scelta è un messaggio e un augurio di
condivisione.
La scelta delle nostre immagini
suggerisce un’eco simbolica
di rimbalzi tra epoche, stili,
luoghi differenti valorizzando
i minimi comun denominatori
che esistono anche tra
le esperienze più varie
L’EXPO DI MILANO OCCASIONE
PER “FREQUENTARE”
I MESSAGGI DELL’ONU
L’Expo è una straordinaria occasione per
“frequentare” contenuti e messaggi dell’ONU
e lasciarsene coinvolgere. Il nostro impegno si
muove in questa direzione.
Oggi fanno parte dell’ONU 193 Paesi, più Vaticano
e Palestina come “osservatori permanenti”.
Tutti questi Paesi sono portatori di esigenze a
volte condivise con gli altri, a volte diverse.
La grande speranza, la grande sfida nata 70 anni fa
con la nascita dell’ONU, è stata quella di condurre
i vari popoli all’individuazione di interessi comuni
su cui lavorare.
Prima di tutto il mantenimento della pace.
Con l’accrescersi delle interconnessioni globali tra
i Paesi, crediamo che oggi non sia più sufficiente
attestarsi sui minimi comun denominatori:
sempre più occorre, piuttosto, che di fronte alle
gigantesche dimensioni delle problematiche
da affrontare, ciascun Paese faccia lo sforzo di
attingere al meglio delle proprie esperienze, dalla
ECCELLENZE ITALIANE: ITALIAN EXCELLENCE
IN SUPPORT THE UNITED NATIONS’ VALUES
26
F
ontana della Vita (The Fountain of Life) is
the image that I chose as the quintessential
example of Italian excellence and of the innumerable
examples of excellence that have, over the course
of time made ours a Country with a capital “C”.
It is a study in perspective, a harmonious union
of shapes and colors that illustrates a nature
that is friendly. This sentiment emerges through
such extraordinary craftsmanship in order to
transmit a beauty that, though it is constructed,
is also contemporaneously simple and direct. It
is the typical expression of the best of our Italian
qualities. By observing this work, one becomes
aware of a new aspect of beauty that goes beyond
its splendid material nature: it is a dimension
that is both implicit and inspiring. With this
“Fountain of Life” we want to express our pride
in working to support the values and the notions
that the United Nations are presenting at the Expo
Milano 2015 whose emphasis is on Life itself, in
which beauty, harmony, dignity, and hope are
the heritage of all the women and men of the
world. It is a world in which fear and laments
have no place. We would like to express the logic
in which we profoundly believe: that there is an
inseparable correlation between principles and
their translation into concrete actions. These are
capable of transforming not only culture, but also
the concrete substance of people and therefore
their lives as well. It is with this prospect in mind
that the United Nations operates.
The UN has assigned our magazine the task
of acting as an accompanying guide to its
System at the Expo Milano 2015 with in-depth
articles that further support the Zero Hunger
Challenge. Our magazine intends to promulgate
the UN’s objectives to the millions of prospected
Expo Milano 2015 visitors and prompt active
participation regarding the challenge.
The choice of images that accompany the texts
hail from different eras, faraway locations, and
different styles. They display certain common
“Paesaggio marino con figure”, painting, Giovanni Fattori,
century XIX; 1893,© Ente pubblico territoriale, Comune di Livorno
Mozambique, Vilankulos - Fisherman taking out his catch
after a day in the sea, ©FAO/Filipe Branquinho
Presentation by the Director Rossana Pace
27
EXPO MILANO 2015: AN
OPPORTUNITY TO WITNESS
AND LIVE THE UN’S MESSAGE
The Expo is an extraordinary opportunity witness
and “live” the content behind the UN’s message
and allow oneself to become actively involved. It
is our duty to encourage this involvement. Today,
there are 193 countries that comprise the United
Nations, in addition to the Holy See and Palestine
acting as “permanent observers” to the General
Assembly. All of these countries have needs that
at times they may or may not have in common with
other countries. The great hope, and challenge,
that emerged 70 years ago with the foundation of
the United Nations was to find common interests
upon which to elaborate.
The first of these was to maintain peace. With
the growth of global communication, we believe
that today it is no longer sufficient to find basic
THE VITAL AND CULTURAL
IMPORTANCE OF NUTRITION
Nutrition is certainly a topic that is dear to us as it
actively involves all of our lives and culture.
The experts, with the phrase “nutritional systems”
mean the sum of the elements and activities that
regard the production and consumption of food:
the environment, people, processes, institutions,
production and transformation, distribution,
preparation and consumption, as well as
infrastructures such as energy and transportation.
The socio-economic and environmental aspects
are also a part of the “nutritional system” concept.
This refers to both local and global scales.
A “sustainable” nutritional system is one in which
the sum of these variables ensures nutrition is
safe and available to all. This is a guarantee for
propria cultura, dalla propria storia e le metta al
servizio dell’individuazione delle vie di fuga dai
problemi.
Le culture tutte insieme rappresentano la
ricchezza con la quale l’umanità, nella sua storia
travagliata, ha dato risposte ai grandi interrogativi
sul perché della propria esistenza.
La dimensione internazionale si conquista non
“annacquando” le radici, bensì sapendo dare
ad esse un respiro e una prospettiva in grado di
consolidarle come linguaggio “proponibile” e
“condivisibile”.
È In questo quadro che riteniamo importante
individuare anche noi quegli elementi della
specificità italiana che possono offrire utili
contributi nel costruire le comuni risposte alle
grandi sfide.
Quando dunque parliamo di “eccellenze italiane
per il valori dell’ONU” esprimiamo una duplice
lettura. Ci riferiamo sì, concretamente, al
coinvolgimento che aziende ed istituzioni hanno
accettato volentieri per rendere possibile questa
pubblicazione sostenendo i valori ONU. Ma, più in
generale, ci riferiamo anche all’impegno di “fare
focus” su quelle nostre espressioni d’eccellenza
che possono essere riconosciute riferimenti validi
nel comune sforzo del raggiungimento degli
obiettivi condivisi dalla comunità globale.
L’IMPORTANZA
VITALE E CULTURALE
DELL’ALIMENTAZIONE
L’alimentazione è sicuramente una cartina di
tornasole importantissima perché coinvolge la
nostra stessa struttura vitale. E culturale.
Gli esperti, con l’espressione “sistema alimentare”
indicano la somma degli elementi e delle attività
che conducono alla produzione e al consumo di
cibo: ambiente, persone, processi, Istituzioni,
produzione,
trasformazione,
distribuzione,
preparazione e consumo di cibo, infrastrutture
come energia e trasporti. E includono nel concetto
di “sistema” anche gli esiti socio-economici e
ambientali.
Oggi i grandi problemi
da affrontare richiedono
che ciascun Paese attinga
al meglio dalle proprie
esperienze e dalla propria
storia per la costruzione
delle soluzioni
© PHOTOGEK Fenaroli
Bangladesh - Sunamganj Community Based Resource Management Project
- July 2012, GMB AKASH, ©IFAD/GMB Akash
28
denominators despite coming from vastly
different experiences.
This varied choice is intended as a positive
message with the hope that the magazine will be
shared on a larger scale.
common denominators. It seems as though we
need each country to make an effort to offer their
experience from their own culture and history in
order to find solutions to the gigantic problems we
all face.
Culture represents the wealth with which humanity,
in its difficult history, has offered answers to the
larger questions regarding existence.
One acquires an “international dimension” not by
watering down their roots, but by giving them the
chance to “breathe”, so to speak, and to present
them in such a way that they can be shared with
everyone.
It is in this context that we believe it is important
that we find those specific Italian elements that
could be helpful in constructing common answers
to the world’s great challenges.
Therefore, when we speak of “Italian Excellence
in Support of the United Nation’s Values” we are
emphasizing the phrase’s double meaning. We are
concretely referring to the involvement that both
businesses and institutions have undertaken to
make this publication possible while sustaining
the UN’s values. However, generally speaking,
we are also referring to our magazine’s focus
on Italy’s expressions of excellence that can also
be recognized as valid reference points in the
concerted effort to reach the objectives that are
common to the global community.
29
Questo vale sia a livello territoriale che globale.
Un “sistema alimentare sostenibile” è quello
in cui l’insieme di queste variabili ha come
risultato la sicurezza alimentare e la nutrizione
per tutti. Ciò significa una garanzia anche per le
generazioni future.
Dunque, le disfunzioni che emergono non vanno
considerate come elementi contingenti, bensì
come conseguenza diretta del modo in cui un
sistema funziona a livello tecnico, economico ma
anche culturale.
Ciò significa che anche le soluzioni devono avere
un approccio sistemico, al quale tutti i Paesi sono
chiamati a dare il proprio contributo: il punto è
creare tutte le condizioni affinché si spezzi la
catena di quelle componenti che hanno condotto
alla iniqua situazione attuale.
A partire dalla dimensione etica.
Se il mondo produce oggi più cibo di quanto abbia
mai fatto e ne disperde e spreca un terzo, mentre
ci sono più di 800 milioni di persone che soffrono
cronicamente la fame, 2 miliardi di persone
malnutrite e 161 milioni di bambini che soffrono
sottonutrizione cronica, qualcosa non va.
Tanto più se apprendiamo che l’obesità sta
aumentando vertiginosamente e che crea
serissimi danni alla salute di un numero sempre
più alto di persone.
L’insieme di questi dati è uno sconvolgente
segnale di forte distorsione e squilibrio.
Ma di quali meccanismi è frutto?
La riflessione deve avvenire a livello etico
prima ancora che a livello tecnico o di politica
economica. E non tanto e non solo nel senso
della umana solidarietà, della pietà verso tanti
individui dalle vite disastrate, bensì a livello più
profondo e sistemico.
A lungo si è creduto che il mercato lasciato a se
stesso fosse in grado di selezionare il migliore di
tutti i mondi possibili.
Beh, i dati sopra riportati ci dicono con ogni
evidenza che questo non è il migliore dei mondi
possibili.
Il mondo ha dovuto prendere atto che il suo
destino era stato largamente delegato al
tecnicismo finanziario, senza che nulla fosse
abilitato a fargli da argine.
Ciò ha comportato l’urgente necessità di un
complessivo ripensamento teorico.
E questo passaggio è ineludibile.
30
future generations as well.
Therefore, the dysfunctions that emerge are not
considered as contingent elements but as direct
consequences of the way in which a system
functions on a technical, economic, and cultural
level.
This means that the solutions must also have a
systemic approach in which all countries are
called to offer their individual contributions. The
purpose is to create the proper conditions in order
to break the chains of inequality that allowed for
this system of inequality to emerge.
Ethics play an important role in this change.
If today the world produces more food than it ever
has and wastes one third of what it produces while
there are more than 800 million people that suffer
from chronic hunger, 2 billion people that are
malnourished, and 161 million children that are
chronically malnourished, then there is something
wrong with this system.
This realization becomes even more apparent
when one takes into consideration that obesity is
on the rise and it is seriously damaging the health
of more and more people.
The sum of these two pieces of data is a clear
indication that the system is out of balance. But
what mechanisms have caused this imbalance?
The situation must be evaluated from an ethical
standpoint even before a technical or political
approach is taken. Aside from a sense of human
solidarity and pity for those individuals in disaster
situations, a solution must be sought on a deeper,
systemic level. For a long time, it was believed that
a market alone would allow for the “best possible”
version of the world to emerge, but according to
the data above, this is clearly not the case. The
world has had to accept the reality that its destiny
has been largely determined by the economic
world while nothing was put into place to curb its
power. This has led us to conclude that the initial
theory must certainly be re-evaluated.
After Lehman Brothers went bankrupt, the best
© Franco Fontana 1978, Basilicata
Melograni, Pomegranates, © Jivko Kazakov
31
Landscape,Photography, Franco Fontana,
1978, Basilicata. © Franco Fontana
Wheatfield with Crows, oil on canvas, Vincent
Van Gogh, 1890. Van Gogh Museum, Amsterdam
business schools introduced humanistic classes
to their curricula. They believed that among the
causes of the financial crisis was a deleterious
oversimplification of the problem and an
approach that exclusively took into consideration
the technical ability of those operating in
the financial sector. This ultimately resulted
in serious economic collapse with socially
devastating consequences.
The fact there are millions of malnourished
children, farmers that operate merely to ensure
their own survival without having access to
markets so as to improve their financial status,
that there are millions of people that are starving,
can only be the result of choosing a given
system. It can only be determined by the choice
of a given market structure that shows absolute
indifference towards the consequences faced by
human beings because they appear far away.
It is for this reason that each country is called
to pool their best ethical and cultural resources.
One must employ different forms of logic in order
to prompt different choices.
It is for this reason that the UN Secretary General
Ban Ki-moon is right when he states that the
“Zero Hunger Challenge” is feasible. It is for
Dopo la bancarotta della Lehman Brothers, le
più avvertite Business School del mondo hanno
introdotto discipline umanistiche nei loro corsi
di studi, considerando che la crisi finanziaria
avesse, tra le concause, anche una deleteria
semplificazione della complessità e un approccio
che teneva conto esclusivamente dell’abilità
tecnico finanziaria degli operatori, anche quando
i loro interventi avevano come conseguenza
gravi collassi economici dagli effetti socialmente
devastanti.
Allo stesso modo, che ci siano milioni di bambini
malnutriti, che ci siano contadini che coltivano a
livello di sussistenza senza poter avere accesso
ai mercati per migliorare la propria condizione,
che ci siano milioni e milioni di affamati non
può non essere che l’esito di scelte di sistema,
di strutture di mercato che mostrano assoluta
indifferenza verso le conseguenze patite da
esseri umani rispetto a scelte che sembrano
lontane, asettiche.
Per questo, ciascun Paese è chiamato a mettere
32
33
©FAO/Giulio Napolitano
in campo le proprie migliori risorse a partire da
quelle etico culturali.
E fare leva su logiche differenti che portino a
scelte differenti.
Per questo ha ragione il Segretario Generale
dell’ONU Ban Ki-moon quando dice che “Sfida
Fame Zero” è un obiettivo possibile.
Per questo ha ragione quando vuole il massimo
coinvolgimento su questo obiettivo intercettando
i cittadini del globo in uno dei più vasti
assembramenti mondiali come l’Expo di Milano.
Per questo siamo lieti di dargli una mano mettendo
in campo il meglio delle nostre espressioni
culturali.
Per questo vogliamo cercare risorse e
testimonianze nella nostra storia, come gli altri
popoli sono chiamati a cercarle nella loro.
Gli Italiani sono gente d’esperienza, hanno guardato
dritti negli occhi i secoli, hanno attraversato i mari
e le più sconfinate terre con le loro merci, gettando
le basi teoriche della “mercatura”, considerata
anch’essa un’“arte” vera e propria; hanno creato e
dato al mondo tutti gli strumenti finanziari oggi in
uso, dalle banche alla Borsa, dalla carta di credito
alla cambiale, dalle assicurazioni alla partita
doppia; hanno saputo occupare le prime posizioni
tra le economie più avanzate.
La voce più importante della nostra economia è
l’esportazione di prodotti apprezzati in tutto il
mondo.
Con tutta questa innegabile abilità di produzione e
di business, però, gli italiani non “si vivono”, nella
maggioranza dei casi, come persone che misurano
se stesse e quanto valgono prima di tutto da ciò
che guadagnano. Il concetto di “riuscita” per un
italiano non si identifica nel mero “far soldi” o
nell’avere successo nel lavoro, bensì comporta il
raggiungimento dell’obiettivo di “vivere bene”.
Per gli Italiani la finanza è funzionale all’economia
La qualità della vita,
riconosciuta come
una caratteristica degli Italiani,
è fatta di elementi materiali
ma anche di aspetti immateriali
ai quali si accede con l’arte,
la preghiera, il rifiuto
di una vita “mercificata”
this reason that he is right when he insists on
requesting the highest level of involvement from
all citizens of the world in such an important
global event as the Expo Milano 2015. It is for
this reason that we are happy to lend a hand in
offering the best elements that our culture has
to offer. It is for this reason that we want to find
resources and historical examples, just as all
the other people of the world are called to do the
same with their cultures.
The Italians have a great deal of experience as
can be seen over the course of the centuries.
They have traveled the seas and the oceans
and reached all ends of the Earth with their
goods and laid the groundwork for international
trade, which is considered an art. We have given
the world all of the financial instruments that
are still in use today: the banking system, the
stock market, the credit card, the banknote,
34
insurance, and the double-entry accounting
system. We managed to conquer a high ranking
position in the world’s most advanced economies.
The most important element of our economy is
our exportation of products that are appreciated
the world over. In most cases, Italians do not
measure their “worth” by how much money they
make. The concept of success for an Italian is not
strictly tied to the notion of “making money” but
rather reaching the objective of “living well”. For
Italians, finance is strictly tied to the economy and
production. Italians are fiercely loyal to production,
as can be seen over the course of the centuries.
For example, eyeglasses were invented in the
1200s in Venice and to this day the area around
Venice is a leader in the production of eyeglasses.
The same is true for the helicopter. It was invented
by Leonardo Da Vinci and through the prototypes
proposed by Forlanini and D’Ascanio, the Agusta
company became a world leader in the production
of helicopters. There are many instances in which
tenacity of this sort manifests itself, showing how
Italians are tied to their products and therefore to
their creation. This instinctively detaches them
from the notion of “making money” and financial
speculation. Italians like to create. They like to
create things that are beautiful to look at and
that are well made. They like to have the moral
and financial satisfaction that comes with the
appreciation of their creations. The awareness
that placing profit as a principal objective can
have detrimental consequences for the human
race is gaining ground throughout the world.
Those who put profit aside in favor of living well
are considered the new heroes, according to many
recently conducted international surveys.
But we Italians have always known this.
35
© PHOTOGEK Fenaroli
HUNGER CAN BE DEFEATED
THROUGH ETHICS
It is widely known that Italy places a great deal of
emphasis on quality of life and art. In fact, Italy
has the greatest number (50) of UNESCO World
Heritage Sites. Entering the artistic realm, inhabited
by artists and those who appreciate art, means
entering another dimension. It is one governed by
contemplation, where time is dictated by a different
rhythm and it is sometimes measured by a stroke of
genius. This throwback to a different perception of
time and other resources is the secret behind art,
poetry, and prayer…It is the desire to understand
what is underneath the surface.
We must be grateful to all those who are not
Italian because it is often thanks to their keen
36
LA FAME SI BATTE PRIMA DI
TUTTO CON L’ETICA
A livello globale generalmente si riconosce
all’Italia una grande attenzione alla qualità
della vita e una consolidata frequentazione della
dimensione artistica.
Di fatto l’Italia detiene il maggior numero (50) di
siti dichiarati patrimonio dell’umanità dall’Unesco
proprio grazie al loro valore storico-artistico.
Ma entrare nella dimensione artistica, da artisti
o da fruitori, significa entrare in “un’altra”
dimensione, dove governa la contemplazione,
il gratuito, un tempo diverso, scandito da altri
ritmi, mutevole, a volte misurato da un lampo
d’intuizione.
Questo rimando “ad altro” è il segreto dell’arte,
della poesia, della preghiera…
È la consuetudine a guardare “dietro la
superficie”.
Ai non italiani noi dobbiamo essere grati, perché
spesso è stata proprio la loro attenzione, il loro
apprezzamento a farci rendere conto delle nostre
ricchezze e delle nostre potenzialità.
L’Organizzazione della Sanità dichiara che il
nostro è uno dei Paesi più longevi al mondo.
observation and appreciation that has made us
aware of the wealth and potential that we possess.
The World Health Organization has declared that
Italy is one of the countries where people live the
longest in the entire world. This statistic confirms
the quality of our lifestyle on a material and
immaterial level.
The Mediterranean Diet, that we follow every day,
has been declared one of the healthiest in the
world and is also recognized by UNESCO as an
Intangible Cultural Heritage of Humanity.
High quality of life is something to which the
greater part of the world’s population aspires.
When viewed from a geopolitical perspective, Italy
perceived as a “feeling” is something that goes
beyond its borders. At its foundation is a vision
that does not view its duty to serve the greater
good in a merely material fashion, but wants to
È un dato che conferma la qualità del nostro stile
di vita materiale e immateriale.
La dieta mediterranea, che è quella cui noi ci
atteniamo tutti i giorni, è stata dichiarata tra le
più sane al mondo e riconosciuta patrimonio
immateriale dell’umanità dall’Unesco.
E una vita di qualità è aspirazione che accomuna
gran parte dell’umanità.
Se si considera in chiave geopolitica, l’Italia
“come sentimento” va ben al di là dei confini
nazionali.
Alla base, una visione che non esaurisce nella
“materialità” il proprio impegno nel mondo,
ma che, pure, nel mondo vuol che ci si stia “al
meglio”.
La nostra qualità della vita è attraversamento di
senso, non già evasione da esso.
È concetto pregnante, complesso, né improvvisato
né casuale, bensì il frutto di una saggezza
stratificata nei millenni.
Dietro c’è tutta una storia. La nostra Storia.
Vuoi una vita di qualità?
Ti devi rimboccare le maniche per costruirla.
Ma ti devi rimboccare le maniche pure perché
anche gli altri possano accedervi.
E tutte le cose che fai nel metterla in piedi ti
devono interessare, ti devono piacere, ti devono
SAN FRANCESCO D'ASSISI
reale, alla produzione.
C’è una fedeltà straordinaria alla produzione,
che si esprime addirittura attraverso i secoli: ad
esempio gli occhiali sono stati inventati nel 1200
a Venezia e tuttora l’occhialeria veneta è leader
nel mondo. Lo stesso vale per l’elicottero, pensato
prima di tutto da Leonardo da Vinci e che - passando
per studi e prototipi di Forlanini e D’Ascanio - ha
visto la produzione Agusta assumere un ruolo di
leader nel mondo.
Ci sono moltissimi casi di una tenacia e continuità
di questo genere, che dimostrano come gli italiani
siano “legati al prodotto” e quindi alla creazione
e molto meno propensi, per istinto, a fare soldi
con le speculazioni finanziarie. Agli italiani piace
di più creare, produrre il bello e ben fatto e avere
la soddisfazione morale ed economica di vedere
apprezzate la loro creazioni.
La consapevolezza del fatto che il primato
del profitto su tutto il resto finisca con avere
conseguenze deleterie per la nostra umanità, oggi
si sta facendo strada nel mondo.
“Chi ridimensiona il primato del profitto per vivere
meglio è considerato un nuovo eroe”, dicono molti
sondaggi internazionali.
Ma noi lo abbiamo sempre saputo.
see the best version of the world possible.
Our quality of life is based on engaging all of the
senses and not numbing them. This concept is
complex and is not arbitrary or improvised. It is
the fruit of wisdom that has been fortified over
the course of millennia. Behind all of this is our
history. Do you want a high quality of life? Then
you must build it yourself. But you must also
build it so that others can obtain it as well. All of
the things that you use to build it must genuinely
interest you, you must like them. These elements
must inspire you and bring you joy when you obtain
your goal. In order to reach your objective you will
need to be resourceful. You will develop “workers’
hands”. You will invent instruments and devices.
You will learn about the sciences and art. You will
design things that are beautiful and functional.
You will cross mountains and seas, fueled by
your curiosity. You will create excellence, as the
immaterial expression of invention. It is the quest
for perfection, the challenge that then translates
into material creations. You will treasure the
notion that a high quality life dances on the fine
line between the material and immaterial nature
of things while implying them both.
How can one think that a high quality life is not a
universal right?
Laudato si’, mi’ Signore,
per sora nostra matre terra,
la quale ne sustenta et governa,
et produce diversi fructi
con coloriti flori et herba.
37
Bangladesh - Microfinance and Technical Support Project
December 2008, G.M.B.Akash, ©IFAD/G.M.B.Akash
stimolare e darti la gioia della riuscita, del
risultato.
Pur di raggiungerlo, aguzzerai l’ingegno,
svilupperai mani operose, inventerai strumenti e
marchingegni, ti applicherai alle scienze, alle arti,
disegnerai cose belle e funzionali, attraverserai
mari e monti sul filo intrigante della tua curiosità.
Creerai eccellenza, come espressione di una
propensione immateriale all’invenzione, al
perfezionamento, alla sfida: è questa propensione
a tradursi in creazioni materiali.
E conserverai come un prezioso gioiello l’antica
scoperta che una vita di qualità si gioca sempre
sul doppio confine “materiale-immateriale”
implicandoli entrambi.
Come si può pensare che una vita di qualità non
sia un diritto universale?
Come si può accettare che tanta parte dell’umanità
debba restarne esclusa?
La qualità della vita perciò non è cosa futile: è
filosofia, esperienza.
Tutto il resto è conseguenza.
È infatti seguendo il filo rosso della “ricerca del
buon vivere” che abbiamo attraversato i tempi e,
pur nelle alterne vicende che hanno caratterizzato
il nostro percorso, a volte più stabile e sereno,
altre volte costellato di guerre, invasioni, difficoltà
economiche, lotte intestine ed altre pesanti
occorrenze, abbiamo comunque saputo trovare
una moltitudine di forme e modi, linguaggi e
occasioni per manifestarla in tutta la sua potenza
rigeneratrice.
Una visione mercificata e angusta dell’esistenza
e del lavoro agli Italiani sta stretta e non avrebbe
mai potuto condurre un piccolo Paese al ruolo di
protagonista che occupa nella storia.
E che è scaturito non da un calcolato “programma
di successo”, bensì dalla libertà di seguire il filo
della propria creatività artistica o scientifica, dalla
curiosità e intraprendenza dei nostri navigatori,
mercanti, imprenditori, animati innanzitutto dal
piacere di ciò che facevano.
Una impostazione di questo genere contribuisce
a sfatare quel primato del mercato e della pura
economia finanziaria che è una delle radici più
profonde dello sfruttamento, dell’indifferenza
verso l’ambiente e le condizioni di intere
popolazioni e che in sostanza fa sì che persistano
gli sconvolgenti dati sul malessere di milioni di
cittadini del mondo su cui l’ONU è impegnata a
fare focus.
and would never have allowed such a small country
to have been such a protagonist in the history of
the world. This impulse is not inspired by a defined
scheme of planned success. It is characterized
by the freedom of following one’s own artistic or
scientific penchant. It has been characterized
by the curiosity and entrepreneurial spirit of our
navigators, merchants, and businesspeople. All
these people were fueled by the pleasure they took
in the activities they chose to do.
It is a system such as this one that can bring down a
purely profit-driven view of the economy which is the
root of exploitation in the workplace, indifference
towards the environment, and the general malaise
of millions of people in the world. These are the
elements that the UN is fighting against.
If the world is governed by a culture that praises
profit independently from the consequences that
it has upon human beings and the environment,
then it will justify nearly any form of exploitation
imaginable. Humanitarian aid would only be
employed in the most outrageous of instances.
Ban Ki-moon is right in emphasizing that it will
be necessary to revolutionize our systemic and
cultural approach to the problem. It is not a matter
of offering humanitarian aid, but of modifying a
system.
Where has it been written that only a profit-based
economy can motivate the world? Millions of
volunteers from every country that risk their lives
every day to help those in need do not believe this.
Their actions are incisive and are not motivated by
profit.
Se il mondo è permeato da una cultura che
giustifica il profitto indipendentemente dalle
conseguenze che esso crea sugli esseri umani
e sull’ambiente, giustificherà ogni sfruttamento
selvaggio.
Salvo poi risolvere la questione con gli aiuti
umanitari nel casi più eclatanti.
Ma ha ragione Ban Ki-moon nel sottolineare
come qui si tratti di rivoluzionare l’approccio a
livello sistemico e prima di tutto culturale. Non
si tratta di aiuti umanitari, si tratta di modificare
profondamente i meccanismi.
Chi l’ha detto che debba essere solo il profitto
How can one accept that such a large part of the
human race be excluded?
Quality of life therefore is not something that is
fleeting: it is philosophy, experience.
All the rest is a consequence.
If one follows our quest for a “good life” throughout
history, at times more stable and tranquil and at
others characterized by wars, invasions, and hard
financial times, we have always managed to find a
variety of ways and occasions to express this notion
and all of its healing powers.
A materialistic interpretation regarding Italy’s view
of existence and work ethic does not seem fitting
39
© PHOTOGEK Fenaroli
Girls carry buckets of water, Eritrea March 2003 © WFP/Evelyn Hockstein-Polaris
economico la chiave che motiva l’azione nel
mondo?
I milioni di volontari di ogni Paese che si adoperano
a rischio della vita per aiutare chi ha bisogno non
la pensano così. Le loro sono azioni incisive che
non sono mosse da motivazioni di profitto.
Agli Italiani piace produrre
creazioni: la finanza
deve essere in funzione
della produzione,
non un meccanismo disumano
indifferente ai dissesti sociali
che possono nascere
da azioni prive di etica
LA CENTRALITÀ DELLA VITA
Il motto benedettino “Ora et labora” ha un
significato sia per chi crede che per chi non crede:
è l’avvertimento a non lasciare che sia solo la
materialità del lavoro a scandire la nostra umana
dimensione.
Benedetto, di fronte all’Italia devastata dalle
invasioni barbariche capisce che quel che c’è
da fare è ricostruire testimonianze concrete
di vita pacifica e feconda, là dove si seminano
distruzione, morte, carestia, fame. Ecco allora
miriadi di monaci, per secoli, dissodare ed irrigare
i campi attorno ai monasteri, prosciugare zone
paludose, bruciare stoppie, arare, seminare,
allevare bestiame e api. Far rifiorire viti e ulivi, da
tempo abbandonati, seminare piante medicinali.
Questa operosità etica registra l’eccedenza
rispetto al visibile e al sensibile, al quale, però, si
volge a dare sostegno.
Si riallaccia perciò alla centralità della Vita, che è
un tratto caratteristico del pensiero italiano, nel
suo “rovesciarsi nella storia”.
Ovunque nel mondo, soprattutto nelle università,
si registra un rinnovato interesse per la tradizione
del pensiero filosofico italiano: dagli Stati Uniti
all’America Latina, dal Giappone al Brasile,
dall’Australia alla Corea. Probabilmente questo
dipende dal fatto che lo si percepisce come un
pensiero non semplificatorio, non astratto, bensì
sensibile ai temi della storia e della politica,
attrezzato a riportare gli accadimenti del “qui
e ora” ad una visione più generale. E quindi ad
interpretazioni fruibili per l’individuazione delle
vie di fuga dai problemi.
Questo perché, nel momento in cui devono
essere affrontati problemi complessi, si avverte
l’insufficienza di approcci parziali che trascurano
l’insieme.
Un’ottica limitata va messa in relazione alla
crisi finanziaria che ci attanaglia, la quale non
solo è nata proprio dagli errori di un approccio
unilaterale e tecnicistico all’economia, ma,
per giunta, è quasi esclusivamente in chiave
economicistica che continua ad essere raccontata
ed affrontata.
Una delle dimensioni di eccellenza dell’Italia
è la generale tendenza universalizzante che si
traduce nella capacità di interloquire con culture
diverse, intercettarne esigenze, gusti, linguaggi.
E voglio ricordare che fu l’umanista fiorentino
Pico della Mirandola a proporre - a 23 anni! la realizzazione di un ecumenismo filosofico e
religioso, basato sulla messa in comune delle più
alte elaborazioni di ogni cultura e di ogni tempo.
Ecco che l’ONU può riconoscere in questo giovane
“Alimenti, Acqua Dolce”,
Taccuino Sanitatis, Casanatense
THE CENTRALITY OF LIFE
The Benedictine motto, Ora et labora (work and
pray) has meaning for believers and non-believers
alike. It is a warning not to let the material nature
of work compromise our human side.
Benedict, who saw before him an Italy that was
devastated by the Barbarians, understood that
what he needed to do was to rebuild an image
of a peaceful and fruitful life even in the face of
destruction, famine and death. It is this mode of
thought that propelled myriad monks, over the
course of several centuries, to till the land and
irrigate the fields surrounding their monasteries.
They drained swamps, burned compost, sowed
seeds, raised farm animals and kept bees. They
brought vineyards back to life and tended to the
olive trees that had been long abandoned. They
grew medicinal herbs.
40
41
41
from the errors of a unilateral and technical view
of the economy yet it continues to be explained
and addressed in this perspective.
One of Italy’s best characteristics is its ability to
relate to others on a global scale. This has always
allowed it to communicate with different cultures
and perceive their needs, tastes, and languages.
I would like to point out that it was the Florentine
Humanist Pico della Mirandola who proposed
(at only 23 years of age!) a philosophical and
religious ecumenism that incorporated the
highest philosophical and cultural elaborations
of all historical time periods up to that moment.
The United Nations can certainly see in this youth
a precursor to all of its values!
There are many expressions of Italian thought
that are applicable even today.
Our rapport with nature has been addressed
by many Italian thinkers in many different
languages, even artistic ones: Leonardo da
Vinci, Bruno, Campanella, and Leopardi. Even
some of the Latin authors have analyzed various
aspects ranging from science (Pliny the Elder) to
philosophy (Lucretius) and literature (Virgil).
Italy lives “submerged” in history. Its territories
are not only historical witnesses to artistic
movements but also offer tangible signs of the
various events that have influenced our current
status in different measures. This should be
encouraging to those populations that believe in
order to embrace modernity one must abandon
their cultural roots. The motto of our Cultural
Association for Italian Excellence is “roots
and branches”, to indicate the value of both
entities. The self-awareness of one’s roots must
accompany the ability to renew one’s culture
over time. However, at the same time, one must
realize that a plant without any roots cannot
generate new branches and leaves.
GLOBAL INTEREST IN ITALIAN
PHILOSOPHY AND ART
Ritratto di Margherita, oil on canvas, Amedeo Modigliani, N.H. Abrams, New York, 1916
La Gioconda, oil on poplar, Leonardo da Vinci, Musèe du Louvre, Parigi, c. 1503 - 1506
La nascita di Venere, tempera on canvas, Sandro
Botticelli, Uffizi, Firenze, c.1486
42
This is perhaps an extreme example, but
nevertheless supports the notion the “Centrality
of Life”, which is a defining characteristic of
Italian thought.
Everywhere in the world, but especially in
Universities, there seems to be a renewed
interest in Italian philosophy: from the United
States to Latin America, from Japan to Brazil,
from Australia to Korea. This is most likely due to
the fact that it is perceived as sensitive towards
history and politics without being overly simplistic
or abstract. It is geared towards attributing a
generalized interpretation to contemporary
events. It is therefore open to interpretations
that allow for problem solving. This is due to the
fact that, in the face of complex problems, one
can see how insufficient partial approaches that
exclude views of the whole truly are.
A limited view needs to be applied to the financial
crisis that torments us. It did not merely emerge
In a global world that is re-evaluating the
importance of national States, Italian philosophy
(which has always thought of politics above and
beyond a given State) can be considered suitable
to face contemporary situations.
What solutions can Italian philosophy offer to
today’s global problems? We will only mention a
few.
The notion that one’s destiny is tied to that of other
human beings comes to mind. It is this awareness
that should unite humans in solidarity: the belief
in a common destiny. This is actually, though not
exclusively, a Christian notion which is not only
Italian but has influenced Italian philosophy. One
can also find examples in the civil and secular
poetry of Leopardi della Ginestra.
43
It is worthwhile to take into consideration a
school of thought that has elaborated in a
philosophical manner the rapport between
man and nature while moderating the
anthropocentric excesses of the time. It reduces
the arrogant vision that is associated with that
time. It is a school of thought that addresses
bio-politics, intended as the rapport between
biological life, human nature, and power.
We would like to cite Giordano Bruno, whose
thoughts have been studied with recent
renewed interest. He denied that an individual
is superior to the cosmos by stating that the
cosmos is a living entity that has no center and
no borders. He sustained that mankind must
not seize the power to destroy the Earth that it
should be preserving.
We need a school of thought that is capable of
relating the urgency of the current status to the
ability of elaborating a vision that goes beyond
it as well. Giorgio Agamben states that “origin
is an archaic thorn in the side of modernity”.
The modern age cannot be comprehended
without taking its history and origins into
consideration. Using a country such as Italy
as a reference point could be of great interest
because it has dynamically resolved its rapport
with its history and roots.
Our philosophers have often been ahead of
their times and at the very least have not lived
their historical time periods passively.
The verification of these and of other constants
could further assist us in understanding
international interest in the Italian Theory.
Life, from our perspective, presents itself as
a series of interconnections between form and
content, spiritual and material qualities, soul
and nature.
Life, with an emphasis on personal dignity in
a pacific and industrious context, is the United
Nation’s ultimate objective. All of its challenges
have this singular objective in mind.
Italy will continue to offer its contribution
towards this objective while drawing from the
best philosophies it has to offer in conjunction
with its concrete ability to act upon its beliefs.
44
Plinio il Vecchio) a quello filosofico (vedi Lucrezio)
a quello letterario (vedi Virgilio).
L’Italia vive se stessa come “immersa nella
storia”: le vestigia del suo territorio non sono,
infatti, solo testimonianze artistiche, bensì
anche segni tangibili del susseguirsi di eventi
che in diverse misure hanno influenzato il nostro
attuale costituirci.
Ciò è testimonianza incoraggiante anche per
quei popoli che si affacciano alla modernità
pensando che lo scotto da pagare allo sviluppo
sia l’abbandono delle proprie radici.
Il motto della nostra Associazione Culturale
Eccellenze Italiane è “Le radici e le fronde”, per
indicare il valore di entrambe. La consapevolezza
delle radici si deve accompagnare alla capacità
di rinnovare la propria cultura di fronte al mutare
dei tempi ma, nel contempo, una pianta senza
radici non genera nuove foglie.
UN’ATTENZIONE DIFFUSA PER
L’ARTE E IL PENSIERO ITALIANO
un precursore dei suoi valori!
Molte sono le esperienze di pensiero italiano
che hanno cose da dire anche alla nostra
contemporaneità.
Ad esempio il rapporto con la natura, tema su
cui si sono interrogati molti nostri pensatori,
attraverso i vari linguaggi, anche artistici, in cui
essi si sono espressi, da Leonardo a Bruno, da
Campanella fino a Leopardi. E anche autori latini
sotto diversi aspetti, da quello scientifico (vedi
In un mondo globale che sta ridimensionando il
rilievo degli Stati nazionali, una filosofia come
quella italiana, fin da sempre orientata a pensare
la politica “prima e oltre” lo Stato, si trova in una
condizione adeguata ad affrontare le dinamiche
contemporanee.
Ma quali sono le esigenze di senso che oggi
premono sul mondo e a cui il pensiero italiano
può dare un contributo? Ne citiamo soltanto
qualcuna.
Pensare un soggetto che riconosca che la propria
sorte è comune a quella degli altri esseri umani.
È questa consapevolezza che deve invitare gli
uomini a solidarizzare, riconoscendo gli altri
accomunati al proprio destino (vedi sicuramente
il messaggio cristiano, che non è ovviamente solo
italiano, ma lo ha certamente influenzato. Ma
vedi anche la poesia laica e civile del Leopardi
della Ginestra).
Di grande attualità è anche il confronto con
un pensiero che abbia approfondito in termini
filosofici il rapporto uomo-natura e che,
moderando gli eccessi di antropocentrismo della
contemporaneità, riduca la visione arrogante ad
essi connessa. Un pensiero che affronti i temi
della biopolitica, intesa come rapporto tra vita
biologica, natura umana e potere.
Citiamo ad esempio Giordano Bruno – il cui
pensiero è studiato nel mondo con rinnovato
interesse – che nega l’idea che il soggetto sia
superiore al cosmo, sostenendo che quello che
esiste è “cosmo vivente” senza centro né confini.
E che l’uomo non deve arrogarsi il potere di
devastare la terra che custodisce.
Un pensiero capace di saper rapportare l’urgenza
dell’attualità ad una capacità di visione che
superi l’angustia del contingente. Come dice
Giorgio Agamben “l’origine è una scheggia di
arcaico conficcata nella modernità”: dunque
la comprensione dell’epoca moderna non può
prescindere dall’origine, né ignorarla. E il
riferimento ad un Paese come il nostro che ha
affrontato e risolto dinamicamente il proprio
rapporto con la storia e con l’origine può essere
di grande interesse.
Inoltre, i nostri pensatori si caratterizzano per
aver spesso anticipato o interpretato i tempi, non
subendoli mai passivamente.
La verifica di queste e di altre costanti può darci
un ulteriore aiuto a capire il senso dell’attenzione
internazionale verso l’Italian Theory: la Vita, nella
nostra prospettiva, si presenta come un insieme
interconnesso di forma e contenuto, anima e
materia, spirito e natura.
La Vita - nella pienezza della propria dignità e del
rispetto che le è dovuto, in un contesto pacifico
ed operoso - è l’obiettivo che l’ONU sostiene
indirizzando ad essa tutte le proprie Sfide.
L’Italia continuerà a dare il proprio convinto
contributo in questa direzione attingendo al
meglio del proprio pensiero e della propria
concreta capacità di azione.
www.eccellenzeitaliane.it
45
© PHOTOGEK Fenaroli
LE AGENZIE DELL’ONU
ILLUSTRANO I CINQUE OBIETTIVI DELLA “SFIDA FAME ZERO”
ome abbiamo detto fin qui, l’ONU
partecipa
all’EXPO
Milano
2015
promuovendo la “chiamata all’azione”
del Segretario Generale delle Nazioni
Unite da lui lanciata nel 2012 con l’obiettivo
della totale eliminazione della fame nell’arco
della nostra generazione (lo slogan della Sfida è:
“hunger can be eliminated in our lifetime”).
8dcaV¹HÃYV;VbZOZgd™Jc^i^eZgjcbdcYdhdhiZc^W^aZºa¼DCJ^ciZcYZ
portare la Sfida ai visitatori di Expo nello spirito con cui essa è stata lanciata.
Cinque gli obiettivi primari individuati per la “Sfida Fame Zero”:
™ OZgdWVbW^c^hdiid^YjZVcc^V[[Zii^YVYZÃX^iY^hk^ajeed
™ &%%Y^VXXZhhdVX^WdVYZ\jVid!hZbegZ
™ Ijii^^h^hiZb^Va^bZciVg^YZkdcdZhhZgZhdhiZc^W^a^
™ &%%Y^VjbZcidYZaaVegdYjii^k^i|ZYZagZYY^idYZ^e^XXda^V\g^Xdaidg^
™ OZgdeZgY^iZdhegZX]^Y^X^Wd
Portando la Sfida ad Expo Milano 2015, le Nazioni Unite hanno aggiunto a
questi cinque obiettivi il tema trasversale del ruolo chiave delle donne nella
lotta alla fame e alla malnutrizione.
A questo tema “Eccellenze Italiane” dedica anche un Dossier.
Naturalmente su questi obiettivi le Nazioni Unite stanno operando da
decenni. Ed è importante ricordare i passi avanti fatti nella lotta alla povertà
estrema e alla fame: sradicare queste condizioni è il primo Obiettivo del
Millennio.
L’obiettivo di ridurre la povertà estrema è stato raggiunto con cinque anni
di anticipo: il target “1 A” del primo Obiettivo mirava a dimezzare, fra il
1990 e il 2015, la percentuale di persone che vivono con meno di un dollaro
al giorno. Nel 1990 quasi metà della popolazione che risiede nelle regioni
46
47
THE SPECIALIZED
AGENCIES OF THE
UNITED NATIONS
EXPLAIN THE
OBJECTIVES OF THE
“ZERO HUNGER
CHALLENGE”
A
s previously mentioned, the United Nations’
presence at the Expo Milano 2015 serves to
promote the UN Secretary-General’s call to action
launched in 2012, on eradicating hunger in our
generation. The Challenge’s vision is “hunger can
be eliminated in our lifetimes.” With the “Zero
=jc\Zg 8]VaaZc\Z ™ Jc^iZY [dg V HjhiV^cVWaZ
World”, the United Nations intends to bring the
challenge to the visitors of the Expo with the same
47
in via di sviluppo viveva con meno di 1.25 dollari
al giorno; già nel 2010 il tasso era sceso al 22 per
cento, corrispondente a circa 700 milioni di persone
in meno che vivono in povertà estrema.
L’obiettivo di dimezzare la fame – invece - non
è ancora stato raggiunto e c’è bisogno di sforzi
aggiuntivi.
La percentuale di persone sottonutrite nelle regioni
in via di sviluppo è passata dal 23.5% del 1990-1992
al 13.5% del 2012-2014: dunque ancora oggi una
persona su nove, pari a circa 800 milioni di persone,
soffre la fame.
La malnutrizione cronica tra i bambini è diminuita,
ma uno su quattro ne soffre ancora. Nel 2013 un
quarto dei bambini sotto i cinque anni si stimava
soffrisse di deficit di sviluppo – con un’altezza
inadeguata all’età. Si è avuto un miglioramento
significativo rispetto al 40% registrato nel 1990,
ma resta inaccettabile che 161 milioni di bambini
soffrano ancora di sottonutrizione cronica.
L’ONU e le sue Agenzie, che hanno fortemente
operato per migliorare la situazione, non si
accontentano dei risultati - pur significativi –
raggiunti, bensì rilanciano instancabilmente gli
obiettivi ancora da conseguire, sollecitando su di
essi il massimo coinvolgimento dei cittadini del
mondo.
Negli articoli che seguono, dunque, realizzati a
cura di esperti delle Agenzie ONU maggiormente
interessate ai temi della fame, dello sviluppo
dell’agricoltura, della lotta allo spreco e alla
perdita, il lettore troverà soprattutto la denuncia dei
problemi e le gravi conseguenze che essi implicano
sul piano della vita e sulla salute delle persone e
sullo sviluppo delle collettività.
Su questi temi la nostra Rivista offrirà, attraverso
i loro contributi, degli approfondimenti tematici
per sviluppare la più profonda consapevolezza in
materia.
Trattandosi di tematiche trasversali, ci sono altre
15 agenzie ed entità delle Nazioni Unite coinvolte e
partecipi all’EXPO di Milano.
Chi volesse documentarsi sulle azioni delle
Agenzie e sui casi di successo potrà consultare i
siti dell’ONU e il sito web appositamente creato per
la partecipazione ONU all’Expo in cui si descrivono
gli specifici compiti delle singole Agenzie e
l’indicazione del loro operato sulla Sfida Fame Zero:
www.un-expo.org/it/l-onu-a-expo-2015/agenzie-partecipanti
spirit with which it was launched.
The five main objectives of the “Zero Hunger
Challenge” are:
™OZgdhijciZYX]^aYgZcaZhhi]Vc'nZVgh
™&%%VXXZhhidVYZfjViZ[ddYVaanZVggdjcY
™6aa[ddYhnhiZbhVgZhjhiV^cVWaZ
™ &%% ^cXgZVhZ ^c hbVaa]daYZg egdYjXi^k^in VcY
income
™OZgdadhhdglVhiZd[[ddY
For the occasion of the Expo Milano 2015, the
United Nations has added to the original five
objectives a focus area on the role of women in the
fight against hunger and malnutrition. Eccellenze
Italiane will include an additional Dossier
addressing this theme.
The United Nations has been working to reach
these objectives for decades, and it is important
to remember the progress made against extreme
poverty and hunger: eradicating these two
conditions is the Primary Objective of the New
Millennium.
The objective of reducing extreme poverty was
actually reached 5 years early: target “1A” of the
First Objective was to reduce, between 1990 and
2015, the percentage of people that survived on
less than a dollar a day. In 1990, nearly half of the
population that resided in developing countries
survived on less than 1.25 dollars a day. In 2010,
that number was reduced by 20%, which roughly
corresponds to 700 million fewer people that live
in extreme poverty.
The objective of eradicating hunger, on the other
hand, has not yet been reached and requires
additional effort. The percentage of people that
are undernourished in developing countries went
from 23.5% in 1990- 1992 to 13.5% in 2012-2014.
This means that today one in nine people, or
around 800 million people, are still starving.
Chronic malnourishment among children has
decreased, but one out of every four children
still suffers from malnourishment. In 2013, it
was estimated that one quarter of the world’s
children under the age of 5 suffered from arrested
development with an insufficient increase in
height with respect to age.
There has been a considerable improvement with
respect to the 40% recorded in 1990, but it is
unacceptable that 161 million children still suffer
from chronic hunger.
The United Nations and its specialized agencies,
that have worked hard to improve the situation, are
still not content with the results of their efforts,
even though they are considerable. They tirelessly
fight to meet their objectives with renewed fervor,
soliciting the highest level of involvement from the
citizens of the world.
In the articles that follow, which have been carefully
written by the experts of each of the United Nations’
corresponding specialized agencies, the themes
of hunger, agricultural development, and the fight
to reduce food loss and waste will be addressed.
The reader will also find further explanations on
the nature of the problems at hand and the grave
impact that these on the lives and health of people
as well as global development.
Through these contributions, our magazine will
offer an in-depth analysis of the above themes
in order to promote higher levels of awareness
regarding these matters.
Since these themes are transversal, there are
another 15 specialized agencies and entities
associated with the United Nations that will take
part in the Expo Milano 2015.
Anyone seeking further information regarding the
actions taken by these specialized agencies and
their successes can directly consult the United
Nations’ website, which was created specifically
for its participation in the Expo Milano 2015.
Here, each agency’s specific purpose is outlined
alongside their role in the Zero Hunger Challenge:
www.un-expo.org/en/un-at-expo-2015/participating-agencies
48
49
© PHOTOGEK Fenaroli
© PHOTOGEK Fenaroli
I PRIMI
1.000 GIORNI
DURANO
PER SEMPRE
L’APPROCCIO DELL’UNICEF ALLE DIVERSE
FASI DI SVILUPPO PER ASSICURARE
LA SALUTE E IL BENESSERE DEI BAMBINI
Adriana Zarrelli
Medico nutrizionista, UNICEF
elle fasi di sviluppo di un bambino il periodo
più importante dal punto di vista nutrizionale è
costituito dai primi 1.000 giorni, che partono dal
concepimento al compimento del secondo anno
di età. Durante questo periodo il bambino ha dei
fabbisogni nutrizionali importanti in quanto è in una
fase di crescita rapida, è più esposto alle infezioni ed è
totalmente dipendente dagli altri per l’alimentazione, la cura
e le interazioni con l’ambiente circostante. Un’alimentazione inadeguata
nei primi 1.000 giorni può avere conseguenze irreversibili. Per milioni di
bambini questo si traduce in un deficit di sviluppo permanente che non
potrà essere recuperato nel corso dell’infanzia, se non in minima parte.
Il deficit di sviluppo, come altre forme di malnutrizione, non solo aumenta
il rischio di mortalità nei bambini ma ne compromette anche la salute
e lo sviluppo cognitivo. I bambini affetti da deficit di sviluppo sono più
vulnerabili alle malattie. A scuola spesso rimangono indietro. Da adulti
sono più esposti a malattie non trasmissibili e, quando iniziano a lavorare,
spesso producono e guadagnano meno. Il deficit di sviluppo diventa così un
fardello enorme per le nazioni, in quanto questi futuri cittadini non saranno
altrettanto sani e produttivi come avrebbero potuto essere.
50
©FAO/Eddie Gerald
51
La malnutrizione cronica è una tragedia per 161
milioni di bambini sotto i 5 anni, ma questo fardello
non è distribuito allo stesso modo nelle varie parti
del mondo. Nel 2013, circa la metà dei bambini
affetti da deficit di sviluppo vivevano in Asia e oltre
un terzo in Africa.
I fattori che determinano il deficit di
sviluppo riguardano la qualità e la frequenza
dell’alimentazione dei neonati e dei bambini, lo stato
nutrizionale e la salute della madre e l’incidenza
delle malattie infettive. Le bambine malnutrite
hanno una maggiore probabilità di essere madri
malnutrite e maggiori probabilità di dare alla
luce un bambino affetto da deficit di sviluppo,
perpetuando così il ciclo intergenerazionale di
inadeguato stato nutrizionale, malattie e povertà.
È urgente intervenire subito per fermare questa
tragedia. Per essere efficaci, gli interventi devono
concentrarsi in quello spiraglio di opportunità dei
primi 1.000 giorni.
Il lavoro portato avanti dall’UNICEF è fondamentale
per raggiungere l’obiettivo di ridurre il deficit di
sviluppo. Adottando un approccio che tiene conto
delle diverse fasi della vita, l’UNICEF promuove
un pacchetto integrato di interventi, che hanno
dimostrato la loro efficacia nella riduzione del
deficit di sviluppo. Questi interventi includono: la
promozione di un corretto stato nutrizionale delle
madri; la promozione dell’allattamento esclusivo
al seno nei primi sei mesi di vita e di un’adeguata
alimentazione dai sei mesi in poi; la prevenzione e
il trattamento delle carenze di micronutrienti; la
prevenzione e il trattamento della malnutrizione
acuta grave; l’accesso all’acqua potabile e la
promozione di buone pratiche di igiene; la
promozione sanitaria e l’utilizzazione dei servizi di
salute materno-infantile.
and social interactions. Poor nutrition in the first
1,000 days of a child’s life may have irreversible
consequences. For millions of children nutritional
deprivation at this stage of life may mean they
are forever stunted. This loss in linear growth is
not recovered and catch-up growth later on in
childhood is minimal.
Stunting and other forms of malnutrition reduces
a child’s chance of survival, and hinders optimal
health and growth. Stunted children are more
susceptible to sickness. In school, they often fall
behind in class. In adulthood they are more prone
to non-communicable diseases, and when they
start work, they often earn less.
Stunting is a huge burden for nations whose
future citizens will neither be as healthy nor as
productive as they could have been. Stunting is a
tragedy for 161 million children under the age of
5. This burden is not evenly distributed around the
world. In 2013, about half of all stunted children
lived in Asia and over one third in Africa.
The important determinants of stunting are
the quality and frequency of infant and young
child feeding, the mother’s nutrition and health
status and the incidence of infectious diseases.
Undernourished girls have a greater likelihood of
becoming undernourished mothers who in turn
have a greater chance of giving birth to a stunted
child, thus perpetuating an intergenerational cycle
of poor nutrition, illness and poverty.
It is urgent to act now and stop this tragedy but
timing is important. To be effective, interventions
should focus on the critical 1,000-day window of
opportunity.
UNICEF’s work is a fundamental contribution
to the goal of reducing stunting. Through the
life-cycle approach, UNICEF is supporting an
integrated package of interventions, which have
proven to be effective for the reduction of stunting.
These include: promotion of maternal nutrition;
promotion of exclusive breastfeeding for the first
six months; timely, adequate and appropriate
complementary feeding from 6 months onwards;
prevention and treatment of micronutrient
deficiencies; prevention and treatment of severe
acute malnutrition; promotion of good sanitation
practices and access to clean drinking water;
promotion of healthy practices and appropriate
use of health services.
FIRST 1,000 DAYS
LAST FOREVER
UNICEF’S LIFE-CYCLE
APPROACH TO ENSURE
CHILDREN’S HEALTH
AND WELL-BEING
Adriana Zarrelli
Nutritionist, UNICEF
F
rom a life-cycle perspective, the most critical
time to meet a child’s nutritional requirements
is in the first 1,000 days, which begins from the
period of pregnancy and ends on the child’s second
birthday. During this time, the child has increased
nutritional needs to support rapid growth and
development, is more susceptible to infections and
is totally dependent on others for nutrition, care
52
53
© PHOTOGEK Fenaroli
© PHOTOGEK Fenaroli
Arif Husain
Capo Economista,
Programma Alimentare Mondiale (WFP)
OGNI PERSONA AL MONDO
DEVE AVERE ACCESSO AL
CIBO SEMPRE
el mondo si produce
oggi cibo a sufficienza
per tutti eppure, ogni
giorno, una persona su
nove va a letto affamata e
circa due miliardi di persone
hanno problemi di salute causati da alimentazione
inadeguata. Ogni anno più di tre milioni di
bambini al di sotto dei 5 anni perdono la vita per
cause legate ad una nutrizione insufficiente.
A livello globale si perdono circa 500 dollari per
persona all’anno in produttività a causa della
malnutrizione. I soli costi della sottonutrizione
e dell’insufficienza di micronutrienti oscillano
fra l’1,4 e i 2,1 miliardi all’anno. Le persone
povere spendono fino a tre quarti del proprio
reddito in cibo e non rimane loro quasi niente per
coprire altri bisogni essenziali come la salute e
l’educazione.
Troppo spesso la povertà e la fame diventano
i principali fattori che alimentano i conflitti e
distruggono vite in molte nazioni ed economie.
Al problema di nutrire la popolazione mondiale si
risponde sia con una politica economica mirata
a questo obiettivo sia con adeguati investimenti
nello sviluppo rurale, nella produzione agricola,
nella crescita della popolazione, nella lotta al
cambiamento climatico e nei diritti umani.
Tre cose devono accadere se si vuole risolvere
con successo il problema della fame entro il
prossimo decennio.
Primo, dobbiamo aiutare i 500 milioni di
agricoltori di sussistenza a produrre meglio. Essi
rappresentano tre quarti dei poveri del mondo
e vivono soprattutto nei Paesi in via di sviluppo.
Migliorare le loro possibilità economiche,
investendo nello sviluppo rurale, nei sistemi
alimentari sostenibili e nei meccanismi di
54
Egypt, Giza, Fruit vendors at a street market, 08 December 2005, ©FAO/Ami Vitale
55
56
EVERY PERSON IN THE
WORLD MUST HAVE
ACCESS TO FOOD ALL
YEAR ROUND
Arif Husain
Chief Economist, World Food Programme (WFP)
O
ur world produces enough food to feed
everyone, yet each day, one in nine people go
to bed hungry and about two billion more suffer
the poor health consequences of inadequate
diets. Every year more than three million children
under-5 years of age lose their lives to causes
related to insufficient nutrition. Globally about
US$ 500 per person per year is lost in productivity
due to malnutrition. The costs of under-nutrition
and micronutrient deficiencies alone is between
US$ 1.4-2.1 trillion each year. Poor people spend
as much as three-fourths of their income on food
leaving almost nothing for other essentials like
health and education.
All too often we see poverty and hunger as a
prime instigator fuelling conflicts and destroying
lives throughout many nations and economies.
The answer to feeding the world’s population
is therefore as much an issue of getting the
economics and politics right as it is of investments
in rural development, agricultural production,
population growth, climate change or human
rights.
Three things must happen if we were to
successfully solve the hunger problem within a
decade.
First, we must assist the 500 million subsistence
farmers to do better. They represent three quarters
of the world’s poor mostly living in developing
countries. Improving their economic opportunities
by investing in rural development, sustainable
food systems and social protection mechanisms is
essential for sustainably addressing hunger, food
insecurity and malnutrition.
Second, we must ensure that everyone,
particularly the poor and vulnerable people,
have access to adequate and affordable food. To
achieve this, economic growth and opportunity
must be inclusive, equitable and gender sensitive.
Employment opportunities within the agricultural
and processing sectors that attract and engage
the young people are critical to ensure that they
don’t act out of sheer economic desperation. This
is particularly important in countries experiencing
conflict, natural disasters, disease, economic and
other shocks or affected by protracted crises.
Third, concrete steps must be taken to reduce
income disparity. The most vulnerable will need
timely social protection, including hungerbased safety net programmes, to address their
immediate and longer term needs. This is perhaps
the most important aspect as timely assistance
not only protects the poor from losing all their
assets but also stimulates local economies for
everyone, not just the most food insecure.
The full potential of development can only be
realized if income growth is inclusive whereby the
most vulnerable have the means to adequately
and affordably meet their needs. This is a viable
investment given the trade-off between the
sustained cost of inaction and the expected
socio-economic pay-off on eliminating hunger
and under-nutrition. Within the framework of the
UN Secretary-General’s Zero Hunger Challenge,
the World Food Programme takes many of these
practical steps in the right direction. By creating
sustainable food systems, harnessing smallholder
farmers, reducing waste and loss and augmenting
poor people’s purchasing power, access to food
can be realised so that no child goes stunted in
our lifetime and beyond.
© PHOTOGEK Fenaroli
Panis de famila i panis albus , Theatrum Sanitatis (Ms. 4182 Tav. 119),
Giovannino Dè Grassi, XIV cent., Roma, Biblioteca Casanatense (MiBACT)
© PHOTOGEK Fenaroli
protezione sociale, è fondamentale per affrontare
in maniera sostenibile la fame, l’insicurezza
alimentare e la malnutrizione.
Secondo, dobbiamo assicurare che ognuno,
e in particolare i poveri e le categorie più
vulnerabili, abbia accesso a cibo adeguato e
conveniente. Per raggiungere questo obiettivo,
la crescita e l’opportunità economica devono
essere inclusive, eque e sensibili alle questioni
di genere. Le opportunità di lavoro nei settori
agricolo e di trasformazione, che attirino e
coinvolgano i giovani, sono necessarie per
assicurare che i ragazzi non si attivino solo presi
dalla disperazione e dalle carenze di reddito nei
settori agricolo e di trasformazione, che attirino
e coinvolgano i giovani, sono necessarie. Ciò è
particolarmente importante nei Paesi che stanno
vivendo conflitti, disastri naturali, malattie,
sconvolgimenti economici e di altro genere o che
sono colpiti da crisi prolungate.
Terzo, bisogna fare dei passi concreti per ridurre
le disparità di reddito. I più vulnerabili avranno
necessità di una tempestiva protezione sociale,
inclusi i programmi di sicurezza alimentare,
per affrontare i loro bisogni immediati e a lungo
termine. Questo è forse l’aspetto più importante in
quanto l’assistenza tempestiva non solo protegge
i poveri dal rischio di perdere tutti i propri
beni ma stimola anche le economie locali con
vantaggio di tutti, non solo di coloro che soffrono
maggiormente dell’insicurezza alimentare.
Il pieno potenziale di sviluppo può essere
raggiunto solo se la crescita economica è
inclusiva, permettendo ai più vulnerabili di avere
i mezzi per rispondere ai propri bisogni in modo
adeguato e conveniente.
Si tratta di un investimento fattibile, visto il rapporto
fra il costo di inattività sostenuto e il profitto
socio-economico previsto grazie all’eliminazione
della fame e della sottonutrizione.
Nell’ambito dell’iniziativa Sfida Fame Zero del
Segretario Generale delle Nazioni Unite, il World
Food Programme compie molti di questi passi
concreti nella giusta direzione.
Creando sistemi alimentari sostenibili, guidando
gli agricoltori piccoli proprietari terrieri,
riducendo gli sprechi e le perdite e aumentando
il potere di acquisto dei poveri, si può garantire
un adeguato accesso al cibo che comporti che
nessun bambino incontri problemi di sviluppo
nella nostra generazione e nelle prossime.
57
SISTEMI
ALIMENTARI SOSTENIBILI
Bangladesh - Sunamganj Community-Based Resource Management Project December 2008, G.M.B.Akash, ©IFAD/G.M.B.Akash
Tutte le variabili che concorrono alla sicurezza
alimentare e al rispetto per le generazioni future
Alexandre Meybeck
Coordinatore del Programma Sistemi
Alimentari Sostenibili (SFSP) di FAO/UNEP
59
ttocento
milioni
di
persone sono sottonutrite;
due miliardi non traggono
vitamine e minerali a sufficienza
dal cibo che consumano. Allo stesso
tempo, centinaia di milioni di persone sono in
sovrappeso o obese mentre 167 milioni di bambini
al di sotto dei cinque anni sono cronicamente
malnutriti.
I nostri attuali sistemi di produzione alimentare
esercitano una notevole pressione sull’ambiente:
rappresentano circa un terzo delle emissioni
totali di gas serra, usano più del 70% dell’acqua
consumata e sono una rilevante causa della
perdita della biodiversità.
Per avere un futuro più sano dobbiamo rendere i
nostri sistemi alimentari più sostenibili.
I sistemi alimentari sono composti da una rete
di catene alimentari, stadi e processi connessi
fra loro che interessano tutti nel pianeta. Le
scelte riguardo al cibo nei Paesi sviluppati,
inclusi i sistemi di trasporto, il modo in cui gli
alimenti vengono commercializzati e le scelte
dei consumatori, producono un effetto anche su
chi vive nei Paesi in via di sviluppo e hanno un
impatto diretto sull’ambiente naturale.
58
Pifces recentes, Theatrum Sanitatis (Ms. 4182 Tav. 157), Giovannino De’ Grassi,
XIV cent., Roma, Biblioteca Casanatense (MiBACT)
A prima vista, il percorso dalla produzione al
consumo del cibo può sembrare abbastanza
lineare. Tuttavia, fenomeni come l’urbanizzazione,
la globalizzazione, la perdita della biodiversità,
il cambiamento climatico, le reti di trasporto
rapido del cibo e i modelli di acquisto e consumo
in evoluzione mostrano un’immagine più
sfaccettata.
Oggi la sfida principale per i sistemi alimentari
è quella di fornire cibo in quantità e qualità
sufficienti per rispondere ai bisogni nutrizionali
di una popolazione in crescita e per conservare le
risorse naturali per le generazioni future.
Un sistema alimentare sostenibile, come
definito dallo “High-level Panel of Experts” per
la sicurezza alimentare e la nutrizione, “offre
sicurezza alimentare e nutrizione a tutti, in modo
da non compromettere le basi economiche,
sociali e ambientali che genereranno sicurezza
alimentare e nutrizione per le generazioni
future”. Riconoscere il vero valore del cibo – a
livello nutrizionale, culturale ed economico – è un
elemento fondamentale verso l’implementazione
di sistemi alimentari più sostenibili.
Molti aspetti del lavoro della FAO si concentrano
sui sistemi alimentari sostenibili, visti come
un insieme onnicomprensivo dell’aumento
della sicurezza alimentare e nutrizionale.
La FAO concentra le sue attività attorno allo
sviluppo e al miglioramento dei servizi e
delle tecnologie che contribuiscono ad una
maggiore efficienza e resilienza nei sistemi di
coltivazione e di allevamento e in quelli forestali
e ittici, apportando, allo stesso tempo, benefici
significativi a livello ambientale.
La FAO e l’UNEP, con vari partners, stanno
preparando un programma sui sistemi alimentari
sostenibili nell’ambito del 10-Year Framework of
Programmes. Il programma svolgerà un ruolo
fondamentale nel promuovere, migliorare e
facilitare il passaggio ad una produzione e un
consumo sostenibili.
ALL FOOD SYSTEMS MUST BE SUSTAINABLE
NUTRITIONAL HEALTH AND RESPECT FOR THE FUTURE GENERATIONS
Kenya - Smallholder Horticulture Marketing
Programme (SHOMAP), November 2013, Susan
Beccio, ©IFAD/Susan Beccio
Alexandre Meybeck
Coordinator of the FAO/UNEP Sustainable Food Systems Programme (SFSP)
E
ight hundred million people are undernourished;
two billion don’t get enough vitamins and
minerals from their food. At the same time,
hundreds of millions of people are overweight
or obese, while 167 million children under five
are chronically malnourished. Our current food
production systems exert considerable pressure on
the environment. They account for almost one third
of total greenhouse gas emissions, use more than
70 percent of the water we consume and are a major
cause of biodiversity loss. For a healthier future, we
need to make our food systems more sustainable.
Food systems comprise a web of food chains,
interconnected stages and processes that affect
everyone on the planet. The choices around
food in developed countries – including how it is
transported, how it is marketed and what people
choose to buy - also has an effect on people
in developing countries and a direct impact on
the natural environment. The path from food
production to food consumption may seem quite
linear at a first glance, but phenomena such as
urbanization, globalization, biodiversity loss,
climate change, rapid food transport networks and
evolving shopping and consumption patterns show
a more multifaceted picture.
Today, the main challenge for food systems is to
60
simultaneously provide food, of sufficient quantity
and quality, to meet the nutritional needs of
a growing population and to conserve natural
resources for future generations. A sustainable
food system, as defined by the High-level Panel of
Experts on Food security and nutrition, “delivers
food security and nutrition for all in such a way
that the economic, social and environmental bases
to generate food security and nutrition for future
generations are not compromised”. Acknowledging
the true value of food – nutritionally, culturally and
economically – is a major driver towards more
sustainable food systems.
Many aspects of FAO’s work focus on sustainable
food systems, as an overarching aspect of increasing
food and nutrition security. FAO focuses its activities
around developing and enhancing services and
technologies that contribute to greater efficiency
and resilience across crop, livestock, forest and
fishery systems, while at the same time, delivering
significant environmental benefits. FAO and UNEP,
with various partners, are preparing a programme
on sustainable food systems within the 10-Year
Framework of Programmes. The programme will
play a fundamental role in promoting, enhancing
and facilitating the shift to sustainable consumption
and production.
61
Togo, Nansongue, A woman working in a tomato field, Project in Togo, ©FAO/Giulio Napolitano
RADDOPPIARE
LA PRODUTTIVITÀ E GLI UTILI
DEI PICCOLI AGRICOLTORI
PER AZZERARE LA FAME
Bettina Prato
Lead Global Engagement Specialist, Strategy and Knowledge Department, IFAD
63
agricoltura ha un’importanza strategica per
debellare la fame e la malnutrizione. Ha un
ruolo centrale nei sistemi alimentari sostenibili;
procura reddito e cibo a un’ampia parte della
popolazione che si trova oggi in condizioni di
mancanza di accesso sicuro al cibo; la qualità e
varietà di ciò che produce sono fondamentali per
un’alimentazione adeguata dal punto di vista nutrizionale.
Per tutte queste ragioni, l’agricoltura si colloca al centro
tra i vari elementi della Sfida Fame Zero.
L’ampia maggioranza delle aziende agricole nel mondo sono
a gestione familiare e si stima che l’85% siano più piccole di 2
ettari. L’agricoltura su piccola scala e a conduzione familiare
costituisce dunque l’asse portante del settore, non solo nei paesi in
via di sviluppo ma nel mondo intero. Oggigiorno l’agricoltura su piccola
scala a gestione familiare nutre fino all’80% della popolazione in Asia
e nell’Africa Sub-Sahariana, e da’ sostentamento a 2-2,5 miliardi di
persone. Ciononostante, i piccoli agricoltori sono largamente sovrarappresentati fra coloro che vivono nella povertá (tre quarti delle
persone che sopravvivono con meno di 1,25 dollari al giorno vivono in
zone rurali) e fra coloro che soffrono di insicurezza alimentare.
Il paradosso secondo il quale i piccoli agricoltori sono l’asse portante
del settore agricolo ma vivono in larga parte nella povertá e nella fame
richiede soluzioni efficaci e durevoli se si vuole azzerare la fame. La
chiave è quella di affrontare i molteplici ostacoli che limitano la capacitá
62
The Gleaners, oil on canvas, Jean-Francois Millet, 1865
DOUBLING SMALLHOLDER PRODUCTIVITY
AND INCOMES TO REACH ZERO HUNGER
Bettina Prato,
Lead Global Engagement Specialist, Strategy and Knowledge Department, IFAD
Nepal - Production Credit for Rural Women Project - April 1991,
Anwar Hossain, ©IFAD/Anwar Hossain
A
64
griculture is strategically important for the
eradication of hunger and malnutrition. It
has a central role within sustainable food systems,
provides incomes and food to a large share of
people who today lack secure access to food, and
the quality and variety of what it produces are
essential to sustain nutritious diets. For all these
reasons, agriculture is centrally located among the
pillars of the Zero Hunger Challenge.
The vast majority of farms in the world are familyoperated, and an estimated 85 percent of farms
are smaller than 2 hectares. Smallholder family
agriculture is thus the backbone of the sector,
not only in developing countries but across the
world. Today, small family farms feed up to 80
percent of the population in Asia and sub-Saharan
Africa and support the livelihoods of 2-2.5 billion
people. However, smallholder farmers are
disproportionately represented among the poor
(three quarters of people living below 1.25 dollars
a day live in rural areas), and also among the food
insecure.
The paradox whereby smallholder farmers are
the backbone of the agriculture sector but are
also disproportionately poor and hungry requires
effective and lasting solutions if we want to
achieve zero hunger. The key is to address the
many constraints under which smallholders –
notably women farmers - most often operate, thus
enabling them to invest in raising their productivity
and incomes. Constraints affecting smallholder
capacity to invest are generally context specific,
but most often relate to lack of secure access and
control over land and other natural resources, and
to poor access to finance, technology, and markets.
Since many smallholder households rely on both
farm and non-farm income, access to decent
rural employment opportunities is also critical to
increase smallholder productivity and incomes.
Many small family farms today are becoming vibrant
enterprises, taking advantage of growing demand
for food particularly in urban markets. Many
are achieving greater productivity and incomes,
and also greater market power by organizing
into farmers’ associations. However, many more
struggle to be economically viable. Enabling policies
and investments are essential to make it possible
for many more farmers to take advantage of new
market opportunities. This is particularly true in
the face of new demands on the sector coming
from new environmental and climatic pressures,
and the need for agriculture to give a greater
contribution to the challenge of nutrition, through
better quality, diverse, nutritious food. Within the
UN system and among International Financial
Institutions, the International Fund for Agricultural
Development has the unique mandate of working
with governments and other partners to invest in
smallholder farmers and other poor rural people
to take advantage of new opportunities, raise their
capacity as economic agents and investors, and
improve their livelihoods.
Theatrum Sanitatis (Ms. 4182 Tav. 49), Giovannino Dè Grassi,
XIV cent., Roma, Biblioteca Casanatense (MiBACT)
operativa dei piccoli agricoltori, e tra loro
soprattutto delle donne, in modo da permettere
loro di investire nell’incremento della loro stessa
produttività e dei loro redditi. Gli ostacoli alla
capacità di investimento dei piccoli agricoltori
generalmente dipendono dal contesto specifico,
ma spesso sono legati alla mancanza di accesso
sicuro e di controllo della terra e di altre risorse
naturali, ed allo scarso accesso a finanziamenti,
tecnologia e mercati. Dal momento che molte
famiglie di piccoli agricoltori dipendono sia
da redditi agricoli che non agricoli, l’accesso
ad opportunità di impiego dignitoso in ambito
rurale è anch’esso di importanza critica per
incrementare la loro produttività ed il loro
reddito.
Grazie alla crescente richiesta di cibo soprattutto
nei mercati urbani, oggi molti piccoli agricoltori
gestiscono fiorenti attivitá imprenditoriali. Molti
stanno aumentando produttivitá, reddito, e
potere di mercato organizzandosi in associazioni
di coltivatori. Molti di piú, tuttavia, lottano
per sopravvivere economicamente. La messa
in atto di politiche e investimenti adeguati è
fondamentale per far sì che molti più agricoltori
possano approfittare delle nuove opportunità di
mercato.
Ed è particolarmente importante alla luce
delle nuove pressioni ambientali e climatiche
sull’agricoltura e al bisogno di un maggiore
contributo del settore agricolo al miglioramento
della nutrizione, basata su un’alimentazione
diversificata, di migliore qualità, e di ricco
contenuto nutrizionale. All’interno del sistema
delle Nazioni Unite e fra le Istituzioni Finanziarie
Internazionali, il Fondo Internazionale per lo
Sviluppo Agricolo (IFAD) ha il mandato unico
nel suo genere di lavorare con i governi ed altri
partner al fine di investire nei piccoli agricoltori
e nelle popolazioni rurali che vivono nella
povertá per avvalersi di nuove opportunità,
aumentare la loro capacità produttiva come
soggetti economici e investitori, e migliore la
loro qualitá di vita.
65
Achim Steiner
Sottosegretario Generale delle Nazioni Unite
e Direttore Esecutivo del Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP)
SETE DI CAMBIAMENTO SULLO SPRECO DI CIBO
AN APPETITE
FOR CHANGE
ON FOOD WASTE
gni giorno, circa 800
milioni
di
persone
soffrono la fame. In un
mondo in cui non ci fosse
cibo a sufficienza per tutti, forse
questo sarebbe comprensibile. Ma la realtà è
che produciamo abbastanza cibo affinché tutti
possano avere abbastanza da mangiare . E poi
sostanzialmente ne gettiamo via un terzo .
L’Organizzazione delle Nazioni Unite per
l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO) e il
Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente
(UNEP) lavorano insieme per ridurre lo spreco
e la perdita di cibo che raggiunge i sorprendenti
1,3 miliardi di tonnellate l’anno.
L’UNEP e la FAO portano avanti la campagna
Think.Eat.Save (“Pensa.Mangia.Risparmia”) per
ridurre quest’inutile spreco e perdita di cibo,
contribuendo alla Sfida Fame Zero del Segretario
Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon .
Ciò che la campagna Think.Eat.Save mette in
evidenza è che possiamo sistematicamente
ridurre lo spreco e la perdita di cibo operando
semplici cambiamenti nelle nostre abitudini
ed investendo nella gestione del raccolto e
nella tecnologia. Dobbiamo agire dal momento
© PHOTOGEK Fenaroli
Achim Steiner
UN Under-Secretary General
and UNEP Executive Director
E
ach day, almost 900 million people go hungry.
In a world where there was not enough to go
around, perhaps this could be understood. But
the fact is that we already produce enough food to
ensure everybody could have enough to eat. And
then we essentially throw one-third of it away.
The UN Food and Agriculture Organization (FAO)
and the United Nations Environment Programme
(UNEP) work together to reduce food waste and
loss, which reaches an astonishing 1.3 billion
tonnes per year.
UNEP and the FAO run the Think.Eat.Save.
campaign to reduce this unnecessary loss
and waste, contributing to the UN SecretaryGeneral Ban Ki-moon’s Zero Hunger Challenge.
What Think.Eat.Save. makes clear is that, with
simple changes to our habits and investment in
harvest management and technology, we can
systematically reduce food waste and loss. And
act we must, for this is an ethical, economic and
environmental issue.
Aside from the warped logic of the world
throwing away one third of its food when so many
67
che questa è una questione etica, economica e
ambientale.
A parte la logica corrotta del mondo che getta
un terzo del cibo a disposizione quando molte
persone soffrono la fame, la perdita e lo spreco
di risorse alimentari costa circa 680 miliardi di
dollari nei paesi industrializzati e 310 miliardi
di dollari nei paesi in via di sviluppo. Circa il 10
per cento delle emissioni di gas serra dei paesi
sviluppati proviene dalla coltivazione di cibo che
non sarà mai mangiato. Nei paesi industrializzati,
gli scarti alimentari si deteriorano nelle discariche
rilasciando significative quantità di metano, un
potente gas serra.
Lo spreco di cibo esaurisce anche la base delle
risorse naturali che sostiene la produzione
alimentare. Un’area pari a 1,4 miliardi di ettari di
terreno viene utilizzata per produrre la quantità
totale di cibo che sarà perso e sprecato. Ciò
significa più di 100 volte l’area della foresta
tropicale che ogni anno viene disboscata (13
milioni di ettari) di cui l’80 per cento è utilizzato
Unskimmed Milk, pasteurized * Place of production: Knittelfeld,
AustriaProduction method: Factory production * Time of
production: All- seasonTransporting distance: 202 km * Means
of transportation: TruckCarbon footprint (total) per kg: 0,97 kg
* Water requirement (total) per kg: 488 lPrice: 0,99 € / kg
Klaus Pichler / Anzenberger Gallery
68
per l’espansione agricola.
Ci sono molte soluzioni che possono essere
applicate. Le infrastrutture e la tecnologia possono
ridurre la quantità di cibo che si deteriora prima di
raggiungere il mercato. I paesi sviluppati possono
appoggiare le campagne di sensibilizzazione
pubblica e razionalizzare le date di scadenza e
altri sistemi di etichettatura. Le imprese possono
rivedere i criteri con i quali rigettano i prodotti
agricoli. I consumatori possono ridurre al minimo
lo spreco di cibo comprando solo ciò di cui hanno
bisogno e riutilizzando il cibo avanzato da un
pasto.
Fondamentalmente, tutti gli attori nella
catena alimentare globale giocano un ruolo
nell’assicurare sistemi alimentari sostenibili
da un punto di vista ambientale ed equi da un
punto di vista sociale. Si stima che l’attuale
popolazione mondiale di sette miliardi di
persone aumenterà fino a nove miliardi entro il
2050, ma il numero delle persone che soffrono
la fame non deve aumentare.
go hungry, food loss and waste costs roughly $680
billion in industrialized countries and $310 billion
in developing countries. About 10 per cent of
developed countries’ greenhouse gas emissions
come from growing food that is never eaten. In
developed nations, discarded food rots in landfills,
releasing significant quantities of methane, a
powerful greenhouse gas.
Food waste also depletes the natural resource
base that underpins food production. As much
as 1.4 billion hectares of land is used to produce
the total amount of food that is lost and wasted.
This translates to more than 100 times the area of
tropical rainforest that is being cleared every year
(13 million hectares), of which 80 per cent is used
for agricultural expansion.
There are many solutions we can implement.
Infrastructure and technology can reduce the
amount of food that perishes before it reaches
the market. Developed nations can support public
awareness campaigns and rationalize sell-by
dates and other labelling systems. Businesses
can revise their criteria for rejecting produce.
Consumers can minimize waste by buying only
what they need and re-using leftover food.
Fundamentally, all actors in the global food chain
have a role to play to ensure environmentally
sustainable and socially equitable food systems.
The current global population of seven billion is
expected to grow to nine billion by 2050. But the
number of hungry people need not increase.
Il mondo produce
abbastanza cibo da poter
garantire adeguata
alimentazione
per tutti: ma poi un terzo
di questa produzione viene
perso o gettato
© PHOTOGEK Fenaroli
69
71
BRINDISI
UN MODELLO GLOBALE
PER GLI INTERVENTI
DI EMERGENZA
70
Pierre Honnorat
Coordinatore del Network UNHRD - Basi di Pronto Intervento Umanitario
ul tacco dello stivale d’Italia si trova Brindisi, una città litoranea, casa di
una delle più importanti piattaforme logistiche dell’ONU. Brindisi ospita,
infatti, il primo UN Humanitarian Response Depot (UNHRD)preposto
al deposito e al rapido invio di articoli di emergenza ogni qualvolta
sopraggiunge una catastrofe. Questo deposito si è dimostrato un
modello esemplare per la cooperazione internazionale e per le
operazioni umanitarie, ed è stato replicato in cinque altri Paesi. Andiamo
adesso ad esaminare l’UNHRD e come l’Italia aiuta a fornire il supporto di
salvataggio alle persone in difficoltà in tutto il mondo.
Fai un giro per i canali di notizie e vedrai i differenti tipi di emergenze
umanitarie intorno al mondo: inondazioni, uragani, guerre, famiglie in fuga
dalle loro case senza cibo e riparo. Quando i Governi, le agenzie delle Nazioni
Unite e le Organizzazioni Non Governative (ONG) cercano di rispondere
rapidamente, chiedono beni di prima necessità che sono immediatamente
disponibili nei depositi dell’UNHRD.
71
Preposizionare questi articoli significa che le scorte
di prima necessità possono essere inviate entro le
24-48 ore.
Nel 2000, il primo UNHRD fu insediato a Brindisi
e da allora è stato replicato negli Emirati Arabi,
Ghana, Panama, Malesia e Spagna a formare il
Network UNHRD. Questi sei depositi sono tutti
strategicamente collocati vicino aree soggette a
disastri e conservano oltre 400 diversi tipi di articoli
come tende, coperte, generatori e box individuali.
Oggi, più di 65 organizzazioni fanno parte della
rete del UNHRD. Essi possono prestarsi tra loro
le scorte quando ne hanno bisogno per inviare
immediatamente soccorso, per poi provvedere al
rifornimento degli articoli successivamente.
Ancora, essi possono inoltre condividere i trasporti
per le destinazioni di emergenza, rendendo ciò più
conveniente per tutti.
Ad esempio, nel maggio 2014 più di due milioni di
persone in Serbia e Bosnia Erzegovina sono state
affette dalle peggiori inondazioni e frane a memoria
d’uomo. Entro 24 ore dal ricevimento della chiamata
da parte dell’Italia, della Norvegia e del World Food
Programme (WFP), il gruppo di lavoro dell’UNHRD
di Brindisi ha caricato un aereo comune pieno di
barche per la ricerca e il salvataggio, taniche di
acqua e generatori per rispondere efficacemente
alla domanda. Nel corso dei successivi 11 giorni,
più di 1.6 milioni di euro di merce è stata spedita in
quei luoghi.
Grazie alla sua esperienza nel settore logistico,
al WFP è stato chiesto di gestire UNHRD per
conto delle Nazioni Unite. Lo scorso anno l’Italia
ha investito un addizionale di 6,5 milioni di dollari
nelle strutture di Brindisi. “Quello che era iniziato
come una semplice visione dell’Italia e del WFP è
diventato un modello globale per gli interventi di
emergenza” ha detto la Direttrice Esecutiva del
WFP, Ertharin Cousin.
“Il modello che noi (Italia e WFP) abbiamo sviluppato
congiuntamente qui a Brindisi ha dimostrato così
tanto successo in risposta allo Tsunami del 2004
nel Sud Est Asia che abbiamo deciso di replicarlo
per consentire di agire rapidamente in ogni angolo
del mondo”
Solo lavorando insieme la comunità umanitaria
può garantire di far fronte ai bisogni delle persone
in situazioni di disastri e salvare vite.
BRINDISI
GLOBAL SHOWCASE FOR EMERGENCY RESPONSE
Pierre Honnorat
UNHRD Network Coordinator - United Nations Humanitarian Response Depot
A
t the heel of Italy’s boot lies Brindisi, a coastal
town that is home to one of the UN’s most
important logistics platforms. Brindisi hosts the
first UN Humanitarian Response Depot (UNHRD)
which stores and rapidly sends emergency items
whenever disaster strikes. This depot has proved
an exemplary model for international cooperation
and humanitarian operations, and has been
replicated in five other countries. Let’s look at
UNHRD and how Italy helps provide life-saving
support to people in need around the world.
Flick through news channels and you’ll see
different emergencies all over the globe; floods,
hurricanes, wars, families fleeing their homes
without food and shelter. When Governments, UN
agencies and Non-Governmental Organisations
(NGOs) look to respond quickly, they call on relief
items that are immediately available in UNHRD
warehouses. Pre-positioning these items means
that life-saving supplies can be sent within 24-48
hours.
In 2000, the first UNHRD was established in
Brindisi and since then it has been replicated
in the United Arab Emirates, Ghana, Panama,
Malaysia and Spain to form the UNHRD Network.
These six depots are all strategically located near
disaster-prone areas and store over 400 different
types of items like tents, blankets, generators and
storage units.
Today, over 65 organisations are part of the UNHRD
Network. They can loan stock between each
other when they need to immediately send relief,
then replenish the items afterwards. They can
also share transport to emergency destinations,
making it more cost-efficient for all.
For example, in May 2014 over two million people
in Serbia and Bosnia-Herzegovina were affected by
the worst floods and landslides in living memory.
Within 24 hours of receiving a call from Italy,
Norway and the World Food Programme (WFP),
the UNHRD team in Brindisi had loaded a shared
aircraft full of search and rescue boats, water
tanks and generators to support the response
efforts. Over the next 11 days, more than US$1.6
72
million worth of goods were dispatched there.
Due to its expertise in logistics, WFP was asked to
manage UNHRD on behalf of the United Nations.
Last year, Italy invested an additional US$6.5
million into the Brindisi facilities. “What began
as a simple vision of Italy and WFP has become
a global showcase of emergency response,”
said World Food Programme Executive Director,
Ertharin Cousin.
“The model we [WFP and Italy] jointly developed
here in Brindisi proved so successful in response
to the 2004 South East Asia Tsunami that we
decided to replicate it to allow us to act quickly in
every corner of the world.”
Only by working together can the humanitarian
community ensure that we meet the needs of
people in disasters and save lives.
73
Abidjan, Côte d’Ivoire, August 2008, First shipment of the electoral logistical support materials provided
by the United Nations Operation in Côte d’Ivoire (ONUCI) arrives from Brindisi, © UN Photo/Ky Chung
Ms. Ertharin Cousin, Executive Director UN WFP
and H.E. Giampaolo Cantini Director General of
the Italian Cooperation
SESSANT’ANNI DI IMPEGNO
DELL’ITALIA ALLE
NAZIONI
UNITE
74
“Representative of Italy Addresses the General Assembly
Italy is one of the 16 States which were recently admitted to membership in the United
Nations yesterday. This morning, before a plenary meeting of the General Assembly,
Alberico Casardi, representative of Italy, is seated at his country's desk in the Assembly
Hall. 15 December 1955. United Nations, New York” © UN Photo/MB
MESSAGGIO PER LA RIVISTA ECCELLENZE ITALIANE
I SESSANT’ANNI DELL’ADESIONE
DELL’ITALIA ALL’ONU
PAOLO GENTILONI
Italy with
the UN
1955 >> 2015
MINISTRO DEGLI AFFARI ESTERI E DELLA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE
el 2015 celebriamo
due importanti anniversari: ricorrono infatti i settant’anni dalla
nascita delle Nazioni Unite e i sessant’anni dall’entrata dell’Italia nell’Organizzazione.
Da allora, il nostro Paese contribuisce con impegno costante al mantenimento della pace e della sicurezza internazionale, alla tutela dei diritti
umani, allo promozione dello sviluppo sostenibile.
Sono questi alcuni degli obiettivi che l’ONU si è
data nel 1945 e che l’Italia persegue nella convinzione che le sfide comuni vadano affrontate in
stretta collaborazione tra i membri dell’Organiz-
zazione. Questa è l’essenza dell’approccio multilateralista che caratterizza la politica estera italiana e lo spirito che anima EXPO Milano 2015.
Siamo in prima fila nella realizzazione di obiettivi
cruciali quali la moratoria della pena capitale,
la maggior tutela dei diritti delle donne e delle
bambine, le battaglie contro la discriminazione
religiosa e in favore della libertà di opinione. Ci
siamo assunti direttamente responsabilità per
la sicurezza collettiva, ricoprendo per sei volte il
ruolo di membro non permanente del Consiglio
di Sicurezza: siamo il settimo contributore delle
missioni di pace per impegno finanziario, ed il
primo per numero di truppe tra i Paesi occidentali.
In continuità con il suo impegno, l’Italia ha
A MESSAGE FOR ECCELLENZE ITALIANE MAGAZINE
ITALY’S 60 YEARS WITH THE UNITED NATIONS
Paolo Gentiloni
Minister of Foreign Affairs and International Cooperation
2015 will mark two important anniversaries: the
70th year since the founding of the United Nations
and the 60th year of the Italian membership in
the Organization. Since then, our country has
contributed with continuous engagement to
maintain international peace and security, to
protect human rights and to promote sustainable
76
development.These are some of the goals the UN
set in 1945, which Italy pursues firmly believing
that a strong cooperation among Member States is
necessary in order to tackle common challenges.
This is the heart of the multilateral approach which
characterizes Italian foreign policy and the spirit
which inspires EXPO Milano 2015.
presentato la propria candidatura al Consiglio di
Sicurezza per il biennio 2017-2018.
Celebrando l’importante ricorrenza dei 60
anni dell’Italia alle Nazioni Unite, ricorderemo
i traguardi raggiunti e rifletteremo sulle
prossime sfide da affrontare con l’ONU. Abbiamo
programmato eventi sia in Italia che all’estero
lungo tutto l’arco del 2015: tra questi, le iniziative
che la Cooperazione italiana allo sviluppo
promuoverà nell’ambito di EXPO Milano 2015,
anche in collaborazione con le Agenzie delle
Nazioni Unite, per avvicinare il pubblico ai temi
della nuova Agenda globale di sviluppo, della
sostenibilità, della lotta alla fame e della sicurezza
alimentare e nutrizionale.
We are at the forefront in the achievement of
essential goals such as the moratorium on death
penalty, a stronger protection for the rights of the
woman and the girl child, the struggle against
religious discrimination and the promotion of
the freedom of thought. We undertook direct
responsibility for collective security, holding six
times the role of non-permanent member of the
United Nations Security Council. Furthermore,
we are the seventh financial contributor to the
UN peacekeeping budget, and the first troop
contributor among Western countries. In line with
its commitment, Italy presented its candidacy for a
non-permanent seat at the United Nations Security
Council for the 2017-2018 term.
The celebration of the 60th anniversary of the
Italian membership in the United Nations will be an
occasion to recall the goals achieved and to think
about the future challenges we will face together
with the UN. We have planned several events in
Italy and abroad throughout 2015. In the framework
of Expo Milano 2015, the Italian Development
Cooperation will promote several initiatives in
collaboration with UN Agencies. These events
are conceived to bring the public closer to the
themes of the new Global Agenda on development,
sustainability, fight against hunger, and food and
nutrition security.
On the right the Minister of Foreign Affairs Paolo Gentiloni
with UN Secretary General Ban Ki-moon.
77
MESSAGGIO PER LA RIVISTA ECCELLENZE ITALIANE
LA CARTA DI MILANO
MAURIZIO MARTINA
MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI
ome garantire cibo sano,
sufficiente e sicuro ai nostri
figli e alle nuove generazioni,
considerando che nel 2050
la
popolazione
mondiale
arriverà a 9 miliardi? Si tratta
di una questione cruciale per gli
assetti geopolitici futuri, un grande
tema politico che ci invita a riflettere
sul cosiddetto “paradosso dell’abbondanza”
e ci conduce dritti all’equità, alla lotta per le
disuguaglianze, che interroga non solo la sfera
istituzionale ma ognuno di noi e ci spinge a trovare
al più presto soluzioni concrete.
Con questo spirito nasce la Carta di Milano,
l’anima dell’Esposizione universale che l’Italia
ha l’onore di ospitare per sei mesi. Parliamo
di un vero e proprio atto di impegni che tutti,
associazioni, imprese, istituzioni, cittadini,
potranno sottoscrivere e che consegneremo al
Segretario generale dell’ONU Ban Ki-moon il 16
ottobre, in vista degli Obiettivi del Millennio di
fine anno. Rappresenterà il nostro contributo al
dibattito internazionale, l’eredità di Expo.
Quella di Milano sarà dunque la prima Esposizione
nella storia ad essere ricordata non solo per i
manufatti realizzati, ma soprattutto per l’avvio
di un processo partecipativo senza precedenti.
L’Italia può e deve condurre questa discussione.
È da qui che parte il rilancio nella politica
mondiale sulla sicurezza alimentare che investe
inevitabilmente anche i temi della distribuzione
delle ricchezze, della sostenibilità, della difesa
delle civiltà contadine e della salvaguardia della
biodiversità. Seguiamo il solco che ci ha indicato
uno straordinario interprete del nostro tempo
come Ermanno Olmi, quando ha detto che “viene
prima l’onestà di chi produce, poi c’è il mercato”.
Bellezza, saper fare, innovazione possono essere
le chiavi per raccontare il nostro Paese e lanciare
una sfida rispetto al grande tema di Expo, ‘Nutrire
il Pianeta, energia per la vita’.
Vogliamo fare dell’Italia la patria non solo del buon
cibo, ma del diritto al cibo, inserendolo anche
nella Costituzione. Sono convinto che i 20 milioni
di visitatori attesi ad Expo dal 1 maggio possano
diventare 20 milioni di ambasciatori consapevoli
nel mondo.
LA CARTA DI MILANO
A Message from the Minister of Agricultural Nutrition and Forestry Policies
Maurizio Martina for Eccellenze Italiane
H
ow can we guarantee that our children and the
future generations will have access to healthy,
sufficient, and safe food considering that in 2050
the world population will reach 9 billion? This is a
critical issue that faces the geopolitical structures
of the future. It is a very important political theme
that invites one to reflect upon the “paradox of
abundance” and brings us to the fight against
inequality. This issue does not merely affect the
institutional realm but each and every one of us
and prompts us to find concrete solutions as soon
as possible.
It is with this spirit that the Charter of Milan was
drafted; the soul of the Universal Exposition that
Italy has the honor of hosting for six months. We
are speaking of a true act of commitment that all,
including associations, businesses, institutions,
and citizens can sign and that will be delivered
to Ban Ki-moon on October 16th in light of the
presentation of the Millennium Development
Goals at the end of this year. It will represent our
contribution to the international debate, the legacy
of this edition of the Expo.
The Expo Milano 2015 will therefore be the first
79
Exposition in history to not only be remembered for
the products it has presented, but also for having
set in motion a campaign open to all for active
participation that has no precedents. Italy can
and must lead this discussion. It is from here that
we relaunch the notion of nutritional safety back
into world politics. This notion also touches upon
other issues such as the distribution of wealth,
sustainability, the defense of farming culture, and
the safeguarding of biodiversity. We follow in the
footsteps of an extraordinary man, Ermanno Olmi,
who stated: “we must first consider the honesty of
the producer, then the market.”
Beauty, know-how, and innovation: these are the
words that best describe our country and the best
way to propose a challenge in light of this Expo’s
theme, “Feeding the Planet, Energy for Life”. We
want to ensure that Italy is not only the home of
good food, but of the right to access food as well,
by inserting this notion in our Constitution. I am
convinced that the 20 million expected visitors to
this edition of the Exposition have the potential to
become 20 million self-aware ambassadors in the
world.
78
79
The Minister of Agricultural, Food and Forestry Policies, Maurizio Martina
Secretary-General Dag Hammarskjold (on the right)
shakes the hand of the Permanent Representative of Italy,
Ambassador Alberico Casardi, at the first raising of the
Italian flag at the UN (9 March 1956), © UN Photo
L’ITALIA ALLE
NAZIONI UNITE
ITALY IN
THE UNITED NATIONS
el 2009 l’Italia ha
presentato la propria candidatura a
un seggio non permanente nel Consiglio
di Sicurezza delle Nazioni Unite per il biennio 20172018. Le elezioni si terranno in Assemblea Generale nel giugno 2016.
Il 2015 coincide inoltre con il 60esimo anniversario
dell’adesione dell’Italia all’ONU.
Fin dal suo ingresso nel 1955 l’Italia ha assicurato
all’ONU un sostegno pieno, concorrendo al
rafforzamento del multilateralismo nelle relazioni
internazionali, che rappresenta uno dei cardini
della politica estera del nostro Paese. Ha già fatto
parte del Consiglio di Sicurezza, quale membro
non permanente, per sei volte, sedendo – inoltre
- per otto mandati nel Comitato Economico e
Sociale dell’Assemblea Generale.
La candidatura italiana a un seggio non
permanente nel Consiglio di Sicurezza delle
Nazioni Unite si colloca nel quadro del contributo
80
che l’Italia fornisce al mantenimento della pace e
della sicurezza ed al raggiungimento degli altri
obiettivi dell’Organizzazione. L’Italia è il primo
contributore di “caschi blu” tra i Paesi occidentali
e il settimo per quanto riguarda il bilancio
ordinario e del peacekeeping delle Nazioni
Unite ed è fortemente impegnata a favore della
stabilizzazione delle aree di crisi, della tutela e
della promozione dei diritti umani, nonché dello
sviluppo sostenibile.
La Cooperazione allo Sviluppo italiana consente
all’Italia di agire nei principali teatri di crisi
umanitarie. Dalla Siria all’Iraq, dal Sahel al
Corno d’Africa, ai Paesi colpiti dall’epidemia di
Ebola, l’Italia lavora fianco a fianco con le Agenzie
specializzate delle Nazioni Unite e con la rete di
Associazioni di volontariato ed Organizzazioni non
Governative.
L’eliminazione della povertà nel mondo
rappresenta una priorità per l’Italia, che sostiene
con importanti contributi sul canale multilaterale
i Programmi, i Fondi e le Agenzie delle Nazioni
Unite impegnati nella realizzazione degli Obiettivi
del Millennio.
81
I
n 2009, Italy presented its candidacy for a
non-permanent position in the UN Security
Council for 2017-2018. The elections will be held
in the June 2016 General Assembly.
The year 2015 also coincides with the 60th
anniversary of Italy’s membership in the United
Nations.
Since its entrance in 1955, Italy has given the UN
its full support, collaborating to reinforce the
multilateral aspect of its international relations.
This actually represents one of the cornerstones
of our own country’s foreign policy. We have
already been a non-permanent member of the
Security Council, six times in fact, and we have
also served eight terms on the Economic and
Social Council of the General Assembly.
Italy’s candidacy to a non-permanent seat on the
Security Council is in line with the contribution
that Italy makes in peacekeeping, security, and
in assisting the organization in reaching its
goals. Italy is the primary contributor of Blue
Berets amongst the Western Countries and it is
the seventh as far as the UN ordinary budget is
concerned. It is highly involved in peacekeeping
81
L’Acqua sarà inoltre un tema ricorrente negli eventi
dell’EXPO 2015 per il suo evidente legame con la
sicurezza alimentare e la nutrizione.
Il modello dell’agricoltura italiana, basato su
produzioni di eccellenza, riflette una tradizione
sapientemente conservata e tramandata con
successo da una generazione all’altra, soprattutto
grazie a un fitto tessuto di piccole e medie imprese
agricole, spesso aggregate in cooperative e
consorzi. L’esempio italiano diviene strumento
dinamico di cooperazione allo sviluppo, impiegato
con successo soprattutto nei confronti dei Paesi
che affrontano problemi gravissimi e complessi,
quali siccità o carestie, con gravi ripercussioni
sulla sicurezza alimentare.
L’Italia è tradizionalmente impegnata nella
promozione e realizzazione di importanti programmi
di cooperazione in materia agricola, a favore dello
efforts in crisis zones for the promotion and
protection of human rights and sustainable
development.
Italy’s participation in the United Nations’
Development Cooperation allows it to be proactive in the main areas of humanitarian crisis.
These include countries ranging from Syria
to Iraq, the Sahel to the Horn of Africa, to the
countries at risk for Ebola. Italy works side by
side with the UN’s specialized agencies and with
the network of volunteers and non-governmental
organizations.
The elimination of poverty in the world represents
a priority for Italy, which supports many of the
programs, foundations, and specialized agencies
of the UN with substantial contributions in order
to reach the Millennium Development Goals.
Italy considers the post-2015 Agenda a priority.
Through the Chairmanship of the Second
Committee of the General Assembly of the United
Nations, Italy has proposed a vision that is shared
and that is capable of associating economic,
social, and environmental development with
the construction of pacific societies. These
societies are based on democratic institutions
that promote the principle of legality and the
preservation of human rights.
Italy has become the spokesperson, even on
a European level, of a vision based on the
conversion from a concept of assistance to one
of cooperation amongst equals, based on the
sharing of resources, abilities, and experiences of
development.
Expo Milano 2015, which will be held from May
1st to October 31st, wants to provide an important
boost to the international debate on development,
where the United Nations is a strong participant.
Water will also be a recurring theme throughout
the Expo Milano 2015 for its ties to food safety and
nutrition.
The Italian model of agriculture, based on yielding
products of excellence, reflects a tradition that
has been carefully preserved and passed down
from one generation to the next thanks to a
tightly woven network of small and medium sized
farms, often tied to consortiums and coops. The
Italian model has become a dynamic example of
cooperation for the sake of development and has
been successfully applied in countries that face
serious, complex problems such as drought or
famine with grave repercussions for nutritional
safety.
Traditionally, Italy has been involved in the
promotion and development of important
cooperative programs in the agricultural sphere,
in favor of rural development in numerous regions
of the world ranging from Africa to Latin America.
The objective was to capture the essence of the
respective economies including the considerable
productive agricultural potential of the lands in
question. There were millions of hectares waiting
to be used and many more millions that could
be better employed thanks to the introduction
of more advanced organizational models and
technology that were made suitable for local use.
Our country chose to mould its actions within the
United Nations in coherence with its convictions
and made substantial financial and technical
contributions with the intention of meeting
the Millennium Objective Number 7 regarding
environmental sustainability.
Italy maintains a well-balanced approach in the
sharing of duties. In the matter of drastically
reducing CO2 emissions on the part of
industrialized countries, Italy sustains that one
must also include the reduction of gas emission
that causes the “greenhouse effect” in emerging
economies. Developing countries must also be
Sebastiano Cardi, Permanent Representative of Italy to the UN,
19 December 2014 United Nations, New York, © UN Photo/Loey Felipe
L’Italia considera una priorità la definizione
dell’Agenda post-2015 promuovendone, nella
sua veste di Presidente della II Commissione
dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, una
visione condivisa e capace di associare lo sviluppo
economico, sociale e ambientale alla costruzione
di società pacifiche, basate su istituzioni
democratiche, che promuovano il principio di
legalità e la tutela dei diritti umani.
L’Italia si è fatta portatrice – anche a livello europeo
- di una visione che si fonda sul passaggio dal
concetto di assistenza a quello di una cooperazione
fra pari, basata sulla condivisione delle risorse,
delle capacità e delle esperienze di sviluppo.
L’Expo l’EXPO 2015 di Milano 81 Maggio-31
Ottobre) vuole fornire un forte impulso al dibattito
internazionale sullo sviluppo, al quale le Nazioni
Unite sono pienamente associate.
Security Council Votes the Admission of 16 New
82 Members (including Italy) to United Nations, a partial
view of the meeting, taken during one of the votes. 14
December 1955 United Nations, New York, © UN Photo
83
Wide view of the Security Council Chamber during the debate on international peace and security.
11 February 2011. United Nations, New York © UN Photo/Mark Garten
sviluppo rurale e dell’agricoltura in numerose
regioni del mondo, dall’Africa all’America Latina, a
sostegno dei Paesi partner. L’obiettivo è cogliere il
dinamismo delle economie interessate, nonché il
notevole potenziale produttivo agricolo, con milioni
di ettari fertili ancora da sfruttare e altri milioni
che potrebbero essere meglio impiegati, grazie
anche all’introduzione di modelli organizzativi e
tecnologie più avanzate adattati alle realtà locali.
Il nostro Paese ha scelto di modulare la propria
azione all’interno delle Nazioni Unite in coerenza
con tali convinzioni e ha fornito un apporto
sostanziale, sia tecnico che finanziario, diretto al
perseguimento dell’obiettivo del Millennio numero
7 sulla sostenibilità ambientale.
Il tema dei cambiamenti climatici rappresenta
una priorità politica per l’Italia, che è impegnata in
prima fila nella difesa dell’ambiente anche per le
sue ripercussioni positive sulla promozione di un
modello di sviluppo sostenibile.
84
Secondo l’Italia è necessario
passare dal concetto
di assistenza a quello
di cooperazione tra pari:
condivisione di risorse, capacità
ed esperienze di sviluppo
accompanied in their journey toward reduced
CO2 emission and in the employment of policies
facilitating this transition.
Our country believes that the promotion of human
rights must become an integral part of all the
UN’s sectors in order to ensure a proper dialogue,
preventing crises, and finding a solution.
In the UN, Italy actively partakes in the Third
Committee of the General Assembly and the
Council of Human Rights (of which it was a
member for two three-year terms, from 2007-2010
and 2011-2014, and supports the other organs of
the UN’s system that concern themselves with
L’Italia sostiene un approccio equilibrato nella
condivisione delle responsabilità. A una riduzione
determinante, da parte dei Paesi industrializzati,
delle emissioni di CO2, si dovrebbe accompagnare
la diminuzione delle emissioni di gas a effetto serra
delle economie emergenti mentre i Paesi in via di
sviluppo dovrebbero essere accompagnati nel loro
percorso verso uno sviluppo a bassa emissione
di carbonio e nell’applicazione di politiche di
adattamento .
Il nostro Paese ritiene che la promozione dei diritti
umani debba divenire sempre più parte integrante
di tutti i settori di attività dell’ONU per assicurare
il dialogo, la prevenzione delle crisi e la loro
soluzione.
All’ONU, l’Italia partecipa attivamente ai lavori della
Terza Commissione dell’Assemblea Generale e del
Consiglio dei Diritti Umani (di cui è stata membro
per due mandati triennali, 2007-2010 e 2011-2014)
e sostiene gli altri organismi del sistema delle
Nazioni Unite che si occupano di diritti umani, tra
i quali l’Ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni
Unite per i diritti umani e gli Organi dei Trattati
ONU in materia.
Le priorità dell’azione italiana in tema di diritti
umani sono la campagna in favore di una moratoria
universale della pena di morte; la tutela della libertà
di religione e dei diritti degli individui appartenenti
human rights. These include the Office of the
United Nations High Commissioner for Human
Rights and the respective UN organs.
Regarding the theme of human rights, Italy’s main
priority is its campaign for a universal moratorium
for the death penalty; safeguarding freedom of
religion and the rights of individuals belonging to
religious minorities; the promotion of rights for
women and minors through campaigns against
female genital mutilation and child marriage.
Italy has an open and all-inclusive approach that
ensures an effective tutelage of human rights,
particularly towards those most vulnerable.
85
Italian aircraft carrier Cavour. The first mission of the aircraft was support
international efforts to provide relief for the victims of the January 2010 Haiti
earthquake: Operatione White Crane (togeder - among others - to UN WFP).
Per gentile concessione della Marina Militare.
Between 2007 and 2014, thanks to the role played
by Italy, the General Assembly has approved
5 moratoriums on the death penalty and has
recorded a continuously increasing number of
votes in favor of a constant reduction of those in
opposition.
Our country is also a mediator amongst groups of
member States concerning different cultures and
religions.
Gender equality and female empowerment are
also part of Italy’s international agenda. The
political, civil, social, and economic development
of a country requires the full involvement of
women in the decision-making process. This is
particularly true when it comes to choosing a
government and in designing the educational
programs of a society. The participation of women
is particularly significant in the establishment
of peace in countries in a state of conflict or in
unstable situations.
Italy supports, even through its own national plan,
the application of the Security Council’s Resolution
n. 1325, dedicated to “Women, peace, and security”
and in 2008, during its last presence in the Security
86
Council as a non-permanent member, it worked to
facilitate Resolution n.1820 against sexual violence
during armed conflicts. Italy is also involved in the
campaigns for the elimination of female genital
mutilation, which is practiced all over the world and
affects over 140 million women, and the abolition of
child marriages.
Italy also actively participates in the UN’s Commission
on the Status of Women (CSW), the Convention
on the Elimination of All Forms of Discrimination
against Women (CEDAW), and the Entity for Gender
Equality and the Empowerment of Women.
PEACE AND INTERNATIONAL SECURITY
Italy is the seventh financial contributor regarding
peacekeeping operations for the United Nations.
Italy’s collaborative efforts include civilianmilitary cooperation and cooperation with regional
organizations for peacekeeping. Even in the “Peace
Operations Review”, launched by the UN’s SecretaryGeneral in 2015, Italy actively promotes, amongst
other things, issues regarding the role of women
and the protection of civilians in peacekeeping
operations.
alle minoranze religiose; la promozione dei diritti
delle donne e dei minori, in particolare attraverso
le campagne contro le mutilazioni genitali
femminili e contro i matrimoni precoci e forzati.
L’Italia ha un approccio aperto ed inclusivo che,
nel rispetto delle differenze, assicuri un’effettiva
tutela dei diritti umani, in particolare dei gruppi
più vulnerabili.
Tra il 2007 ed il 2014, grazie al ruolo svolto
dall’Italia, l’Assemblea Generale ha approvato ben
cinque moratorie sulla pena di morte registrando
un continuo aumento dei voti a favore e una
costante diminuzione di quelli espressamente
contrari.
Il nostro Paese è impegnato anche in una costante
opera di mediazione tra i gruppi di Stati appartenenti
ad aree culturali e religiose diverse.
L’uguaglianza di genere e l’empowerment femminile
rappresentano una delle priorità dell’impegno
internazionale dell’Italia. Lo sviluppo politico,
civile, sociale ed economico dei Paesi richiede un
pieno coinvolgimento delle donne nei processi
decisionali, nelle scelte di governo e nei percorsi
formativi ed educativi delle società a cui essi
si riferiscono. Particolarmente significativo è il
contributo delle donne alla costruzione della pace
nei Paesi in conflitto o in situazione di fragilità.
L’Italia sostiene, anche attraverso un proprio
piano nazionale, l’applicazione della Risoluzione
del Consiglio di Sicurezza n.1325 dedicata a
“Donne, pace e sicurezza” e nel 2008, durante
la sua ultima presenza in Consiglio di Sicurezza
quale membro non permanente, ha operato da
facilitatore per l’adozione della Risoluzione n.1820
contro la violenza sessuale nei conflitti armati.
L’Italia è inoltre impegnata nelle campagne per
l’eliminazione della pratica delle mutilazioni
genitali femminili (MGF), subita in tutto il mondo
da oltre 140 milioni di donne, e l’abolizione dei
matrimoni forzati e precoci.
L’Italia partecipa attivamente ai lavori della
Commissione sullo Stato delle Donne (CSW)
delle Nazioni Unite, della Convenzione sulle
Discriminazioni contro le donne (CEDAW) e del
Consiglio Esecutivo di UN WOMEN, l’organismo
delle Nazioni Unite dedicato a sostenere
l’eguaglianza di genere.
87
Curtesy of Stato Maggiore della Difesa
Italy’s duties in the Mediterranean are ever-growing
and are in line with our values for the promotion of
well-being and stability in the area.
Our country operates as a link between the two shores
of the Mediterranean. In virtue of its geographical
position, Italy possesses privileged rapports with the
countries of the Maghreb and Mashriq regions, the
Middle East and the Gulf, with which we have close
economic, commercial and cultural ties.
Italy, a founding member of the Union for
the Mediterranean, has launched numerous
collaborative projects in strategic sectors for
countries in the area.
THE UNITED NATIONS IN ITALY
The United Nations has a significant presence
in Italy including a vast network of agencies and
organs, further illustrating the importance that
Italy places on the UN and the activities that it
carries out in each of the various international
sectors. In Rome, the Food and Agriculture
Organization (FAO), the World Food Programme
(WFP, PAM), and the International Fund for
Agricultural Development (IFAD) all have their
headquarters.
Our country also houses the Logistics Base
in Brindisi that has the duty to support the
dispatching of peacekeeping operations and
acts as a warehouse for various goods. Turin
houses the UN System Staff College, where
the UN officers are trained, the International
Training Center for the International Labour
Organization, and the United Nations
Interregional Crime and Justice Research
Institute (UNICRI).
There are also many other regional offices and
UN affiliated organs that have headquarters
located in Florence, Venice, and Perugia. Trieste
hosts a high level scientific center composed of
the International Center for Theoretical Physics
(ICTP), the International Center for Genetic
Engineering and Biotechnology (ICGEB), the
World Academy of Science (TWAS), and the
Inter Academy Panel (IAP).
L’impegno dell’Italia
nel Mediterraneo è crescente
e in linea con i nostri valori
di apertura, dialogo e
promozione del benessere e
della stabilità nell’area
LA PACE E LA SICUREZZA INTERNAZIONALE
L’Italia è il settimo contributore finanziario delle
operazioni di pace delle Nazioni Unite.
La cooperazione civile-militare e la stretta
collaborazione con le Organizzazioni regionali
impegnate nel mantenimento della pace sono
elementi chiave dell’azione italiana. Anche nel
quadro della “Peace Operations Review” varata
dal Segretario Generale delle Nazioni Unite per
il 2015, l’Italia promuove attivamente, tra le altre,
le questioni inerenti al ruolo delle donne ed alla
protezione dei civili nel quadro delle operazioni di
pace.
L’impegno dell’Italia nel Mediterraneo è crescente
e in linea con i nostri valori di apertura, dialogo
e promozione del benessere e della stabilità
nell’area.
Il nostro Paese opera come elemento di
congiunzione tra le due sponde del Mediterraneo.
Anche in virtù della sua posizione geografica,
intratteniamo relazioni privilegiate con i Paesi
del Maghreb, del Mashrek, del Medio Oriente
e del Golfo, con i quali abbiamo intensi legami
economici, commerciali e culturali.
L’Italia, che è membro fondatore dell’Unione per
il Mediterraneo, ha avviato numerosi progetti
di collaborazione in settori strategici per i Paesi
dell’area.
L’ONU IN ITALIA
L’ONU ha in Italia una presenza significativa e
capillare, testimonianza concreta dell’importanza
che il nostro Paese attribuisce all’Organizzazione
e alle attività che essa svolge in ogni settore
delle relazioni internazionali. Hanno sede a
Roma l’Organizzazione delle Nazioni Unite
per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO), il
Programma Alimentare Mondiale (PAM) e il Fondo
Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD).
Il nostro Paese ospita inoltre la Base Logistica
di Brindisi, che ha compiti di supporto al
dispiegamento delle operazioni di pace e di
deposito umanitario, e, a Torino, lo UN System
Staff College, istituto di formazione dei funzionari
dell’ONU, il Centro Internazionale di Formazione
dell’OIL e l’Istituto di Ricerca su Crimine
Interregionale e Giustizia (UNICRI).
Ad essi si aggiungono i numerosi Uffici regionali
e gli Organismi delle Nazioni Unite che hanno
sede a Firenze, Venezia e Perugia. Trieste ospita
un Polo scientifico di alto livello, composto
dall’“International Center for Theoretical Physics”
(ICTP), l’“International Center for Genetic
Engineering and Biotechnology” (ICGEB), la
“World Academy of Science” (TWAS), e l’“Inter
Academy Panel” (IAP).
www.esteri.it/mae/it/
88
89
L’ITALIA SULLO SCENARIO
INTERNAZIONALE
SOSTENERE I NOSTRI PRODOTTI CHE PIACCIONO ALL’ESTERO
Intervista a MASSIMO D’AIUTO
AD e Direttore Generale della SIMEST
Ing. Massimo D’Aiuto, ingegnere chimico laureato con
lode e con master in Business Administration, opera da
oltre 30 anni in diversi Gruppi ed Holding Industriali e
Finanziarie sia private che pubbliche. Ha avviato l’attività di
SIMEST nel 1991, dove ricopre l’incarico di Amministratore
Delegato e Direttore Generale. In tale ambito ha sviluppato
investimenti e partecipazioni con oltre 7000 imprese italiane in
90 Paesi per un complesso di investimenti e finanziamenti che
hanno superato 80 miliardi di euro. È stato membro nel Consiglio di
Amministrazione di importanti società finanziarie italiane ed estere.
Esperto sia di problematiche aziendali che di finanza internazionale,
collabora con il Governo Italiano partecipando alle principali missioni
estere.
SIMEST - Società Italiana per le Imprese
all’Estero S.p.A. è la finanziaria pubblica per lo
sviluppo internazionale delle imprese italiane.
Controllata da Cassa Depositi e Prestiti, opera
attraverso la partecipazione al capitale di rischio
di aziende sviluppate da imprese italiane in tutto
il mondo, la gestione di finanziamenti pubblici
per l’internazionalizzazione e la consulenza ed
assistenza alle imprese. Dal 2011 sostiene le
imprese anche in Italia per lo sviluppo produttivo
e l’innovazione, con effetti positivi sia sulle
esportazioni che sull’occupazione nazionale.
Amministratore Delegato e Direttore Generale è
l’Ing. Massimo D’Aiuto.
90
91
SIMEST - Società Italiana per le Imprese
all’Estero S.p.A. provides public funding for the
international expansion of Italian companies.
It is controlled by Cassa Depositi e Prestiti
and operates by investing in the share capital
of Italian businesses throughout the world,
by managing the public funds earmarked to
help Italian companies expand internationally
and by providing advice and assistance to
such companies. Since 2011 it has also helped
companies in Italy develop their productive and
innovative capabilities, which has had a positive
impact on both Italian exports and employment.
Its CEO and General Manager is Massimo D’Aiuto.
91
© Annieta pasta geometrica
Ingegner D’Aiuto, la Simest è la finanziaria
governativa per lo sviluppo internazionale delle
imprese italiane.
Abbiamo potuto vedere come, soprattutto
nei momenti di crisi economica, ciò che ha
sostenuto la nostra economia è stata proprio
l’internazionalizzazione delle nostre imprese.
Dunque il vostro lavoro è davvero determinante…
Devo dire che siamo orgogliosi di quello che
abbiamo fatto e stiamo facendo per il nostro Paese.
Com’è noto, la caratteristica più diffusa delle
imprese italiane è di avere una dimensione piccola
e media. Questo non impedisce loro di coprire
spazi di produzione di grandissimo interesse per i
mercati esteri. A volte addirittura a livello di offerta
di prodotti esclusivi o comunque di eccellenza
riconosciuta e apprezzata.
Tuttavia spesso per sostenere questa presenza
all’estero
è
necessaria
una
conoscenza
approfondita dei mercati, un sostegno finanziario
adeguato che Simest assicura sia direttamente
che come consolidato interlocutore delle principali
istituzioni finanziarie internazionali quali Banca
Mondiale, IFC IIC, OPIC, EBRD ed anche come
unico intermediario finanziario della Commissione
Europea.
Con tale affiancamento consentiamo alle
aziende meritevoli di affrontare e cogliere
adeguatamente le migliori opportunità del
mercato globale. Insomma sosteniamo ogni fase
della internazionalizzazione aziendale.
Tutto ciò ha anche un effetto positivo sul coraggio
e la voglia di affrontare le sfide da parte delle
imprese che avendoci al loro fianco si sentono più
garantite.
L’Expo di Milano mette l’accento sull’importanza
culturale,
economica
e
anche
etica
dell’alimentazione. Questo è un settore in cui le
imprese italiane sono particolarmente attive e
qualificate…
Non c’è dubbio. Il settore alimentare è un punto
cardine della nostra economia. E questo vale
tanto per le grandi industrie alimentari impegnate
in produzioni di qualità di altissimo livello - che
presidiano grandi mercati e grande distribuzione
– quanto per le imprese che puntano sul carattere
artigianale e presidiano settori del tipo “boutiques”
di “italian food”.
Ad entrambi questi settori SIMEST ha dato e
continua a dare il proprio sostegno contribuendo a
consolidarne il successo.
ITALY ON INTERNATIONAL SCENE
SUPPORTING OUR PRODUCTS THAT
ARE APPRECIATED ABROAD
An interview with MASSIMO D’AIUTO, CEO Managing
Director and General Manager for SIMEST
M
assimo D’Aiuto, a chemical engineer who graduated with honours
and who holds a Master in Business Administration degree, has
worked for over 30 years for a number of industrial and financial groups
and holding companies in both the private and public sectors. He began
working for SIMEST in 1991 and currently holds the position of CEO and
General Manager. In this role, he has overseen investments in over 7,000
Italian companies in 90 countries worth more than €80 billion. He has sat
on the Boards of Directors of major Italian and foreign financial companies.
Mr. D’Aiuto is an expert in corporate issues and in international finance
and he works with the Italian Government, taking part in major missions
abroad.
92
Ci puo’ fare qualche esempio di caso di successo?
Le aziende del settore agroalimentare che
abbiamo sostenuto sono numerose, molto
qualificate e con produzioni di altissimo valore
qualitativo. Per fare qualche esempio, abbiamo
sostenuto lo sviluppo sui mercati internazionali
del secondo produttore italiano di pasta, che è
anche il primo esportatore italiano con il 92%
del fatturato diretto a oltre 100 paesi. Nel settore
vitivinicolo, abbiamo sostenuto la prima trading
globale del vino italiano negli Stati Uniti per
lo sviluppo sui mercati del Nord America, Far
East e Russia. Vi sono molti altri casi, tra i quali
figura l’espansione internazionale di un primario
gruppo agroalimentare attivo nella produzione
di olio extravergine di alta qualità, che punta
così a diventare un protagonista della cultura
alimentare italiana nel mondo.
Parliamo della vetrina dell’Expo
Per il “Sistema Italia” l’Expo rappresenta
un’occasione irripetibile per presentare e
valorizzare le eccellenze italiane e per mettere
in luce, di fronte ai 20 milioni di visitatori previsti,
la competenza e la qualità che da sempre sono
alla base del “Made in Italy.” L’Italia è un paese
Mr. D’Aiuto, SIMEST is the government’s financial
arm in helping Italian businesses expand abroad.
We have seen how, especially during times of
economic crisis, international expansion is
what has helped keep our economy afloat..
So the work you do is crucial …
I have to say that we are proud of what we have
done and what we are doing for our country.
As you know, most Italian businesses are small
or medium sized. This does not stop them from
making products that are highly attractive to
foreign markets, including luxury goods and
products of acknowledged quality and desirability.
However, in order to maintain a foreign presence,
a company often needs a thorough understanding
of the markets, adequate financial support, which
SIMEST provides both directly and indirectly,
as an experienced intermediary with major
international financial institutions, such as the
World Bank, IFC, IIC, OPIC, EBRD, and as the sole
Italian financial intermediary for the European
Commission.
This support allows eligible companies to seize
the best opportunities in the global market. So
basically we help businesses along every step of
the international expansion process.
This also has a positive effect by making
companies more courageous and willing to
take on challenges since they feel more secure,
knowing that we are at their side.
The Milan Expo is focusing on the cultural,
economic and even ethical importance of our
food. This is a sector in which Italian companies
are particularly active, with considerable
expertise …
Absolutely. The food sector is crucial to our
economy. This holds true for both the large food
93
©huyangshu
leader nel settore agroalimentare per prodotti e
tecnologie e questa potrà essere un’occasione
importante per dare un ulteriore impulso a
tutta la filiera che ha un grande potenziale di
crescita. Con l’Expo sono previsti incontri BtoB,
visite alle aziende italiane e alle loro filiere che
spesso rappresentano eccellenze non solo del
gusto ma anche della sicurezza alimentare. Ciò
naturalmente può rappresentare una grande
occasione sia per le nostre imprese che per tanti
Paesi, soprattutto quelli in via di sviluppo.
Questo numero speciale della nostra Rivista è
dedicato alla presenza dell’ONU all’Expo e alla
sensibilizzazione dei visitatori sull’obiettivo
“Fame Zero” che, oltre a proporre modi
concreti per combattere la fame degli 800
milioni di persone che ancora vivono la piaga
della fame (di cui 161 milioni sono bambini),
mira ad aumentare la redditività delle famiglie
che vivono di agricoltura nel mondo, a creare
sistemi alimentari sostenibili, ad evitare gli
sprechi.
Lei ritiene che le aziende italiane siano sensibili
a queste questioni anche nel confronto con altri
Paesi e sappiano mantenere viva la dimensione
etica?
In generale possiamo affermare che le imprese
italiane, quando si trovano ad operare nei
mercati esteri sono molto attente ai principi
etici e morali alla base della cultura locale dal
rispetto e coinvolgimento delle maestranze,
all’ambiente, tutto ciò fortemente rafforzato
anche dalla presenza Simest.
In
particolare
per
quanto
concerne
l’agroalimentare, la grande tradizione italiana nel
mantenere e sviluppare la biodiversità abbinata
alle filiere che presidiamo in molteplici prodotti
di qualità, rappresenta non solo un’eccellenza nel
gusto e nella sicurezza alimentare ma anche un
modello a cui ci si ispira per meglio affrontare il
tema della fame nel mondo. Penso ad esempio al
recupero delle biodiversità in tanti paesi africani
che, abbinata a sistemi sostenibili di coltivazione
e trasformazione, può rappresentare un modo
capillare di autosostentamento. Sul fronte
dei Paesi più ricchi lo sviluppo della cultura
della biodiversità e della sicurezza alimentare
oltre a costituire un pilastro per la salute delle
popolazioni ha effetti anche sui Paesi in via
sviluppo perché aumenta la domanda di quei
94
prodotti che possono essere realizzati solo in
alcune aree geografiche e non in altre.
Ecco perché penso che l’Expo possa
rappresentare una grande opportunità per tutti i
paesi che dovranno affrontare una delle sfide più
importanti di questo secolo: “Nutrire il pianeta,
energia per la vita”.
SIMEST sostiene
l’espansione
internazionale di aziende
dell’agroalimentare
di altissimo valore,
protagoniste della cultura
alimentare italiana
nel mondo
companies that produce high quality products
– that dominate the largest markets and largescale retail distribution – and for firms that
focus on craftsmanship and tend to market their
products through Italian food “boutiques”.
SIMEST lends its support to both these sectors,
helping them become successful and maintain
that success.
Any success stories you can tell us about?
We have helped many companies in the agro-food
sector, many of them highly skilled, producing
the highest quality products. To give you a few
examples, we supported the expansion of Italy’s
second-largest pasta maker into foreign markets,
which also makes it Italy’s largest exporter
with 92% of its turnover generated in over 100
countries. In the wine-making industry, we
supported the first global trading platform for
Italian wine in the United States in order to develop
our presence in North American, Far Eastern and
Russian markets. There are many other examples,
including that of the international expansion of a
leading food and agriculture group that produces
high-quality extra virgin olive oil, which is aiming
to become a major player in spreading Italian food
culture throughout the world.
Let’s talk about the Expo
For the “Italian System”, the Expo offers a unique
opportunity to showcase and further promote
various areas of Italian excellence and to highlight,
for the 20 million visitors expected, the expertise
and quality that underlie the “Made in Italy”
brand. Italy is a leader in the food and agriculture
sector in terms of our products and technology,
and this represents an important opportunity to
further promote the entire industry, which has
enormous potential for growth. At the Expo,
we have planned B2B meetings, visits to Italian
companies and firms along their supply and
production chains, which are often examples of
excellence, not just in terms of the taste of their
products, but also with regard to food security.
Naturally, this could be a good opportunity for
our businesses and for those of other nations,
especially developing countries.
This Special Edition of our magazine is dedicated
to the UN’s presence at the Expo and making
visitors aware of its Zero Hunger Challenge,
which, in addition to suggesting concrete ways
of fighting hunger for those 800 million people
(including 161 million children) who still
suffer from it, seeks to increase the income of
families throughout the world whose livelihood
comes from farming, to create sustainable food
systems and to eliminate food waste.
Do you think Italian companies are aware of
these issues, in general and compared with
other countries, and that they know how to keep
ethical considerations in mind?
As a general rule, I think we can say that Italian
companies, when operating in foreign markets,
are very conscious of the ethical and moral
principles of the local culture. They show respect
for and involve their workforces in protecting
the environment and we, at SIMEST, vigorously
reinforce this in working with them.
With specific regard to the food and agriculture
sector, the great Italian tradition of maintaining
and developing biodiversity together with the
industries manufacturing an enormous variety of
quality products is not just a mark of excellence
in taste and food security, but is also an approach
to be followed in tackling problems of nutrition.
Take, for example, the recovery in the biodiversity
in many African countries, which, in conjunction
with sustainable cultivation and processing
systems, could be a grassroots approach
to becoming self-sustaining. In the wealthy
countries, the development of the culture of
biodiversity and food security, in addition to
constituting a cornerstone for health, also affects
developing countries, since it increases demand
for those goods that can only be produced in
certain geographical areas, such as sub-Saharan
Africa.
This is why I think that the Expo represents an
important opportunity for all nations faced with
one of the most important challenges of this
century.
95
DOSSIER
WOMEN
SOLIDARIETÀ FEMMINILE
Le donne protagoniste
nell’agricoltura, nell’alimentazione,
nella lotta contro la fame
WOMEN’S SOLIDARITY
Women take charge in agricolture, nutrition,
fight against hunger
96
Detail of the painted frieze from the Tomb of the Dancers, from Ruvo di Puglia (Bari),
5th Century BCE, Naples, Museo Archeologico Nazionale
97
Costanza Sciubba Caniglia
Condirettore e Responsabile Esteri
© S. Venturi/FAO
MOSAICO
DONNE
Perché potenziare le donne vuol dire
rafforzare la società tutta
Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”, il tema di Expo
Milano 2015, incentrato sulla nutrizione e sull’energia, non
può essere affrontato senza riservare uno spazio speciale
alle donne, tradizionalmente incaricate dalla società della
responsabilità della nutrizione delle attuali e future generazioni.
Non solo, infatti, lungo il corso della Storia, le donne hanno da
sempre ricoperto, per ragioni biologiche e sociali, il ruolo di nutrici
e raccoglitrici, ma questa peculiarità storica del ruolo femminile
si ripercuote, tuttora, nell’organizzazione di molte società
contemporanee.
Nonostante questo, tuttavia, tutti i dati finora raccolti sono concordi
nel sostenere che le donne siano soggette, ancora oggi, a differenti tipi
di discriminazione, in termini di accesso al credito, di accesso alle nuove
tecnologie, di diritti di proprietà e di eredità, di accesso all’istruzione, di
eguaglianza di paga con le proprie controparti maschili.
Oltre a questo, secondo gli studi pubblicati dalla FAO nel 2014, nelle zone
rurali le donne spendono molte più ore degli uomini nel trasporto di acqua
o materiali necessari alle coltivazioni.
Elementi di grave discriminazione che finiscono per affliggere
pesantemente non soltanto le donne, ma tutta la società nel suo
complesso.
Secondo i dati raccolti dalla FAO, ad esempio, circa il 70% delle produzioni
agricole, nel mondo, è svolto da donne e le donne che lavorano in zone
rurali rappresentano, da sole, un quarto di tutta la popolazione mondiale.
Nonostante questo, a fronte di quel 70%, solo una percentuale di circa il
7% dei finanziamenti per l’agricoltura viene erogato a donne. Dall’analisi
99
di questi dati risulta, tuttavia, che se le donne
avessero lo stesso accesso al credito degli uomini,
potrebbero aumentare la produzione globale
alimentare di circa un 20-30%. Questo non sarebbe
soltanto un vantaggio immediato per loro, ma
contribuirebbe ad implementare sostanzialmente
la qualità e quantità della produzione complessiva
di cibo, aiutando a ridurre il problema della fame
per almeno 100 milioni di persone nel mondo.
Se, per esempio, si considerano gli indicatori
dati dai Millenium Development Goals, appare
evidente come le donne siano, purtroppo, ancora
indietro nella maggior parte degli ambiti legati
all’attuazione degli Obiettivi del Millennio.
La rivoluzione copernicana in materia di diritti
delle donne in campo agroalimentare deve
avvenire secondo una concezione che tenga
conto di diversi fattori e che guardi alla crescita
dei diritti della popolazione femminile come ad
un’occasione di crescita per la società nel suo
complesso. In altre parole, il messaggio che va
reso chiaro è che la lotta per i diritti delle donne
non riguarda soltanto le donne, e non è solo una
questione di giustizia (che pure basterebbe da sola
a sottolinearne l’importanza) ma che una società
in cui tutte le parti della popolazione abbiano le
99
100
finora fatto per garantirne il benessere e la crescita
e a quanto ancora da fare.
Abbiamo perciò voluto dare voce a punti di vista
molto diversi ma complementari, per restituire al
lettore una prima idea dello stato delle cose, secondo
l’esperienza di donne che hanno impegnato la loro
vita per lo sviluppo della condizione femminile.
Per questo abbiamo dato voce tanto a figure
istituzionali, quanto a chi ha maturato un’esperienza
in campo di organizzazioni internazionali, ONG e
consulenza alle aziende, con l’obiettivo ambizioso
di dipingere un quadro il più possibile variegato
e completo di quello che è oggi lo stato dell’arte,
ma soprattutto che possa mostrare degli esempi
concreti di successo e illustrare possibili soluzioni
per il futuro.
Salute, imprenditorialità, accesso al credito,
business sostenibile, empowerment delle donne
nelle zone rurali, sono tutti tasselli di un complesso
mosaico che, solo se completato in ogni sua parte,
potrà portare ad un reale cambiamento.
Perché una società le cui donne possano
raggiungere il proprio potenziale è l’unico tipo di
società che ha la possibilità di raggiungere questo
potenziale nel suo complesso.
A MOSAIC OF WOMEN
Why Empowering Women Means Empowering Society
Costanza Sciubba Caniglia
Co-Director, Head of Foreign Affairs Sector
T
he theme of the Milano Expo 2015, “Feeding
the Planet, Energy for Life”, which focuses
on nutrition and energy, cannot be truly addressed
without reserving a special space for women. After
all, women have always been traditionally expected
by society to provide nutrition for the current and
future generations.
Throughout the course of history women have
always played the role of nurturers and gatherers
for biological and social reasons. This historic
female role continues to perpetuate itself to this
day in the organization of many contemporary
societies.
Despite this notion, all of the data gathered up
until now illustrates that women, still today, are
subject to many different types of discrimination.
This discrimination manifests itself in terms of
access to credit, new technologies, property and
inheritance rights, education, and equal pay with
respect to their male counterparts.
Additionally, according to studies published by the
FAO in 2014, in rural areas women spend much
more time than men transporting water or other
materials that are necessary for farming. Such
discrimination winds up affecting not only women,
but society as a whole.
According to further data collected by the FAO,
around 70% of the products yielded by farms around
the world are the result of work done by women.
These women in rural areas, alone, account for a
quarter of the population worldwide. Despite this,
keeping in mind that statistic of the 70% of products
yielded, only around 7% of the finances available
for agriculture are allocated to women. Upon
closer analysis of this data, it can be concluded
that if women had the same access to credit as
their male counterparts, they could increase the
global production of food by around 20-30%. This
could not only be an immediate advantage for the
women in question, but would also contribute to
substantially increasing the quality and quantity of
food production. This would help reduce the hunger
problem in the world for at least 100 million people
worldwide.
If one takes into consideration the Millennium
Development Goals, it becomes evident as to how
women are, unfortunately, behind in reaching any
of those objectives.
The true turning point regarding women’s rights
in the agricultural and food sectors must occur by
taking into consideration several factors. It must
view the acquisition of more rights for women
as an opportunity for society to grow as a whole.
In other words, it must be clear that the fight for
women’s rights does not only concern the wellbeing of women. It is not merely a matter of justice
(though that alone would be sufficient to highlight
its importance) but the acknowledgement that
a society in which all members of the population
have the same opportunities is one that, as a
whole, could finally reach its maximum potential
for development.
Each time that a woman is denied the possibility to
access funds to finance her farming business, it is
society as a whole that suffers. Each time a women
is denied the possibility to access new technologies
that would render her job more productive, the
index of poverty and malnourishment rises by a
notch. It is not a matter of guaranteeing rights for
women just for their own sake, but for the sake
of society: so that we might all benefit, especially
children.
Malnutrition in pregnant women, for example,
has such far-reaching effects that if they are not
adequately addressed, they not only affect the lives
of the children in question but can also be passed
onto future generations. This sets in motion a
vicious cycle that will become increasingly more
difficult to break.
It is for this reason that in this Special Edition of
our magazine we wanted to dedicate a space to
women and what has been done to guarantee their
well-being and growth as well as what must still be
accomplished.
We wanted to share different but complementary
points of view so that the reader could gain a better
idea of the current state of the situation according
to the experiences of women that have dedicated
their own lives for the improvement of the lives of
women everywhere.
It is for this reason that we wanted to include
articles by institutional figures, those who have
had experience in the field of international
organizations, non-governmental organizations,
and as business consultants. We ambitiously
wanted to paint a picture using as many “colors” as
possible in order to give the most complete view of
the current state. Above all, we wanted to provide
concrete examples of success and to offer possible
solutions for the future.
Health, entrepreneurship, access to credit,
sustainable business, and empowerment of
women in rural environments: these are all tiles in
a complex mosaic that, only when it is completed,
can bring about some real change.
A society in which women can reach their full
potential is the only type of society that can reach
its own full potential as a whole.
©FAO/Giuseppe Bizzarri/FAO
©FAO/Daniel Hayduk/FAO
stesse possibilità di sviluppo è una società che
complessivamente, potrebbe finalmente centrare
l’obiettivo di raggiungere il proprio massimo
sviluppo.
Ogni volta che a una donna viene negata la
possibilità di accedere a finanziamenti per
implementare il proprio appezzamento agricolo, è
la società tutta che ne risente, ogni volta che una
donna si vede negata la possibilità di accedere a
nuove tecnologie che renderebbero più fruttuoso
il suo lavoro, è l’indice di povertà e malnutrizione
complessivo che raggiunge uno scalino un po’ più
alto. Non si tratta di garantire i diritti alle donne per
le donne, ma perché il complesso della società se
ne possa giovare, bambini in primis.
La malnutrizione nelle gestanti, ad esempio,
ha degli effetti talmente profondi che, se non
adeguatamente contrastati, non solo possono
affliggere tutta la vita del bambino, ma persino
ripercuotersi sulle generazioni successive, dando
vita ad un circolo vizioso che sarà sempre più
complesso cercare di spezzare.
È per questo che, nell’ideare questo numero
speciale della nostra Rivista, abbiamo voluto
riservare uno spazio speciale alle donne, a quanto
101
PIÙ FORZA
ALLE DONNE
PER UN MONDO PIÙ EQUO
LAURA
BOLDRINI
PRESIDENTE DELLA CAMERA DEI DEPUTATI
o lavorato presso le agenzie delle Nazioni Unite per circa
25 anni, 10 dei quali negli organismi dell’ONU che si
occupano di nutrizione, la FAO e il WFP.
In entrambe le esperienze ho potuto constatare che le
donne hanno un ruolo cruciale nella produzione agricola e
nell’abbassamento del livello di malnutrizione, così come nel benessere
legato ad una adeguata alimentazione dei componenti della famiglia. Quando
le donne sono coinvolte nel meccanismo di gestione e di distribuzione
degli aiuti, il cibo finisce sempre nella bocca di chi ne ha bisogno. Laddove
invece la tendenza degli uomini è di usare gli aiuti per altri obiettivi, inclusa
l’affermazione del proprio potere.
Dunque fanno bene le Nazioni Unite ad incentrare le loro politiche
nell’enpowerment femminile. Ritengo che sia giusto e anche utile dare alle
donne più forza e riconoscere loro più diritti.
Ritengo inoltre che si dovrebbe dar loro più spazio nei tavoli negoziali, nelle
fasi di post conflitto e nella ricostruzione. Le donne sono le prime a subire
e a patire le conseguenze della guerra, conoscono meglio di chiunque altro
di cosa c’è bisogno, come uscire dalle difficoltà. Dare spazio alle donne vuol
dire costruire la pace.
103
MORE POWER TO WOMEN FOR MORE
EQUALITY IN THE WORLD
Laura Boldrini
President of the Chamber of Deputies of Italy
I
worked for United Nations Agencies for about 25 years, 10 of which
for UN bodies focusing on nutrition, such as FAO and WFP. While at
both these agencies, I learned first-hand that women play a crucial role
in agricultural production and in lowering malnutrition levels, as well as
in increasing general well-being by ensuring adequate nutrition for family
members. When women are involved in aid management and distribution,
food always reaches those who really need it, whereas men tend to use aid
for other purposes, such as asserting their power.
The United Nations are therefore right to focus on the empowerment of
women. I am convinced that it is both fair and useful to support women and
recognise more rights to them.
I also believe that women should be more involved in negotiations, postconflict phases and reconstruction. It is women who are most affected by war
and they are therefore the best placed to identify what is needed and how to
overcome difficulties. Giving women a greater role means building peace.
102
103
Adriana Martinelli Landolfi
Coordinamento Dossier Women
na passione al femminile è quella delle donne
che non si accontentano
del fatto che la sorte abbia
loro destinato personalmente
una vita dignitosa o magari anche
di successi professionali e personali e
si preoccupano della sorte di milioni di altre donne
che non hanno non solo un presente ma neppure
prospettive future di questo tipo.
A volte si tratta di un contesto di condizioni
economiche disagiate, altre volte a questo si
aggiungono ideologie che vedono l’assoggettamento
delle donne e la loro emarginazione sociale come
un fatto strutturale immutabile.
Frammenti nefasti di queste ideologie lambiscono
in modo preoccupante anche il mondo occidentale
che si vorrebbe “più ugualitario” visto che assistiamo
ad una impressionante sequela di violenze e delitti
“di genere” che avvengono anche qui.
104
In un momento come questo – poi – in cui il mondo
è teatro di numerose guerre, dobbiamo aggiungere
altre violenze, uccisioni, stupri, deportazioni in
massa che colpiscono le donne in modo atroce.
Per questo ci sentiamo di condividere con decisione
le azioni che l’ONU intraprende a difesa delle donne
nel mondo, azioni che vedono costantemente l’Italia
in prima linea e spesso Paese promotore.
E, senza giungere ai casi più drammatici sopra
citati, vi è un’azione quotidiana, capillare,
economica e culturale ad un tempo, che mira a
restituire alla donna la dignità e il valore che le
spetta come vera protagonista nell’alimentazione,
nel progresso dell’agricoltura, nella lotta contro la
fame.
Siamo liete di aver potuto raccogliere attorno a noi
voci significative ed emblematiche di donne che si
battono per le donne.
E di offrire le loro preziose testimonianze al dibattito
promosso dall’ONU all’Expo.
Gaetano Previati “La danza delle ore”, 1899 Olio su tela,
curtesy Archivio Fondazione Cariplo
UNA PASSIONE AL FEMMINILE
105
FEMALE FERVOR
Adriana Martinelli Landolfi
Women’s Dossier Coordination
F
emale fervor is that kind of passion that only
certain women possess: they are the ones who
are unsatisfied by the fact that fate has reserved
a dignified life full of professional and personal
successes for them. They would rather worry about
the fates of millions of other women who not only
have no present, but no future prospects either.
At times, this is all due to a context of unfavorable
economic conditions. At other times this is further
intensified by ideologies that view the subjugation
of women and their social marginalization as
unchangeable structural elements.
Nefarious fragments of these ideologies graze the
Western World as well, in spite of being considered
“more egalitarian”. Here too we have witnessed an
impressive number of violent “gender” crimes.
In a historical moment such as this one, in which the
world is facing numerous wars, we must add further
violence, murders, rapes, and mass deportations
that affect women in such an atrocious manner.
If is for these reasons that we have chosen to support
the actions that the UN has chosen to undertake in
defense of women in the world. These actions have
seen Italy constantly on the forefront and often as
the promoting country.
So as not to reach those same dramatic levels as
the aforementioned cases, there are actions and
measures that are taken daily that aim to restore
dignity to women. These occur at an economic and
cultural level as well. These actions also aim to
restore the value that should be attributed to women
as true protagonists in the sector of nutrition and
agriculture and in the fight against hunger.
We are happy to have been able to gather such
significant and emblematic voices around us. They
are the voices of women who fight for other women.
Here we offer their precious contributions to the
ongoing debate promoted by the United Nations at
the Expo.
105
Un diritto individuale e un vantaggio sociale
LA SALUTE DELLE
DONNE
Pia Locatelli
Coordinatrice del Gruppo di Lavoro Parlamentare
“Salute sessuale e diritti delle donne”
a salute non è un privilegio, ma un diritto umano fondamentale e
costituisce un fattore indispensabile per conseguire uno sviluppo sostenibile.
Le Nazioni Unite, nella risoluzione del 12 dicembre 2012 sottoscritta anche dall’Italia, hanno invitato i governi a includere la Copertura Sanitaria
Universale nella loro agenda per lo sviluppo internazionale, per far sì che
tutte le persone abbiano accesso ai servizi sanitari preventivi, curativi, riabilitativi e ai farmaci essenziali, senza soffrire difficoltà finanziarie.
106
La risoluzione riserva una particolare attenzione
alle donne, nei confronti delle quali sono necessarie
politiche che considerino le esigenze specifiche di
genere.
Ancora non è così, non solo nei Paesi più poveri e
arretrati ma anche nella nostra Europa e nella nostra Italia dove, a causa della crisi, molte persone,
soprattutto donne, rinunciano alla prevenzione, alle
cure, all’acquisto di medicinali.
Componenti essenziali del diritto alla salute sono
quelle che si riferiscono alla sessualità, compresa la
salute sessuale e riproduttiva. Pur essendo definite
come diritti umani delle donne nella Piattaforma
d’azione di Pechino, esse restano in buona misura
eluse e considerate ancora un tabù da parte di molti.
Si tratta invece di diritti individuali fondamentali,
caratterizzati da una forte dimensione sociale. Basti
pensare alle campagne di prevenzione dell’Hiv,
alla pianificazione delle nascite, alla possibilità di
partorire in sicurezza.
Il diritto al benessere delle donne, nella sua
accezione ampia, è un diritto in sé, dotato di un
valore “moltiplicativo” nei suoi effetti in quanto si
riverbera positivamente sugli altri migliorando,
ad esempio, lo stato di salute dell’intera famiglia:
una donna sana, che partorisce un bambino o una
bambina sani, contribuisce a ridurre il tasso di
mortalità materna e infantile e di malnutrizione
della prole, favorisce la prevenzione di malattie
legate all’apparato circolatorio e all’apparato
riproduttivo. Ma è un diritto individuale di tutte e di
ciascuna donna.
La buona salute dipende inevitabilmente anche da
un’alimentazione adeguata. Le donne se ne sono
107
Ethiopia - Hiwane, a young mother feeding one of her two children some
porridge she cooked 05 June 2010,©FAO/Giulio Napolitano
Somalia - IFAD-funded North Western Integrated Community Development
Programme October, 2014, Marco Salustro, ©IFAD/Marco Salustro
WOMEN’S HEALTH: AN INDIVIDUAL RIGHT
AND A SOCIAL ADVANTAGE
occupate da sempre: hanno procurato e preparato
il cibo, preoccupandosi anche della provenienza e
della qualità degli alimenti, grazie a una saggezza
secolare.
Le donne hanno diritto a un’alimentazione
adeguata, che anche in questo caso ha un valore
individuale e sociale: la loro salute comporta di
riflesso la salute dei figli. La lotta alla malnutrizione
di bambini e bambine nelle aree povere del mondo
non può prescindere da una sana alimentazione
delle madri, dal loro diritto di conoscere e decidere
come nutrire i propri figli e dalla loro capacità di
approvvigionamento del cibo.
In molti luoghi questi diritti sono ancora da realizzare
e per questo è necessario che siano ribaditi con forza
nell’Agenda post 2015 per lo sviluppo sostenibile. La
salute, a partire dall’accesso ad una alimentazione
sana, non è un privilegio, non permettiamo che
divenga tale.
nutrition. Women have always taken care of this
aspect, using their centuries-old knowledge to
supply and prepare food, paying attention to its
origin and quality.
Women have a right to adequate food; a right that,
once again, has both an individual and a social
value, as a woman’s health impacts her child’s
health. The fight against child malnutrition in the
poorer regions of the world must fully include
efforts to ensure healthy food to mothers and
to guarantee their right to be informed on and
decide how to feed their children, and their
capacity to provide for food.
In many places of the world these rights are still
to be achieved. This is why the post 2015 Agenda
for sustainable development should strongly
emphasise them. Health, and access to healthy
food in the first place, is not a privilege. Let us
make sure it does not become one.
Oratorio dei Buonomini di San Martino © I, Sailko
Pia Locatelli
Coordinator of the Parliamentarian Commission “Sexual Health and Women’s Rights”
H
ealth is not a privilege, it is a fundamental
human right and it is essential to the
achievement of sustainable development.
The United Nations, in their 12 December 2012
Resolution, undersigned also by Italy, invited
governments to include Universal Health
Coverage in the international development
agenda, so as to ensure that all persons have
access to preventive, curative and rehabilitative
health services and to essential medicines
without being exposed to financial hardship. The
Resolution pays particular attention to women,
who should benefit from policies taking specific
gender needs into consideration.
This is not yet the case, and not only in poorer
and less developed countries but also in Europe
and our own country where, because of the crisis,
many people – women in particular – renounce
prevention, treatment or purchasing medicines.
Aspects related to the sexual sphere – sexual
and reproductive health included – are essential
108
components of the right to health. Despite
the Beijing Platform for Action defining such
aspects as human rights of women, these are
still largely unimplemented and seen as a taboo
by many. On the contrary, they are fundamental
individual rights, characterised by a strong social
dimension: let us just think of the importance of
HIV prevention campaigns, family planning, and
safe childbirth.
Women’s right to wellbeing – in the wider sense
– is a right in itself with an added “multiplier”
positive effect on other persons in terms of,
for example, improving the health of the whole
family: a healthy woman delivering a healthy
child means lower maternal and infant mortality
rates, lower child malnutrition rates, and
better prevention of diseases connected to the
circulatory and reproductive systems. However,
the right to wellbeing remains an individual right
of each and every woman.
Good health also inevitably depends on good
109
PARTECIPAZIONE SENZA RAPPRESENTANZA:
PERCHÈ ABBIAMO BISOGNO DI
DONNE LEADER
IN AGRICOLUTURA?
Beatrice Gerli
Gender and Targeting, Policy and Technical Advisory Division, IFAD
tempo di raccolta sulle colline del Ruanda
dove Didi vive con la sua famiglia. Lei
passa le dita attraverso i grappoli rosso
brillante dei chicchi di caffè: rapidamente li
raccoglierà riempiendo grandi sacchi per suo
marito da portare alla cooperativa del caffè.
Lì saranno selezionati, seccati e poi venduti ad
una società commerciale estera. Il marito di Didi
incasserà il denaro dalla vendita e probabilmente sarà
lui a decidere come spenderlo.
E a lei cosa resterà? Ha lavorato duro sulla terra, prendendosi cura delle
piante e raccogliendo i chicchi. Perché non può avere benefici e controlli
sulle entrate derivanti dal suo lavoro? Perché non fa neanche parte della
cooperativa?
La storia di Didi è fin troppo comune. Nonostante il contributo delle
donne in agricoltura sia essenziale in tutti i paesi in via di sviluppo, il loro
ruolo resta largamente misconosciuto e le loro rimostranze a mala pena
ascoltate. La quota femminile della forza lavoro in agricoltura è attorno
al 20% in America Latina per arrivare ad almeno il 50% in Asia e Africa.
Ma ci sono solo poche donne contadine in una posizione di leadership o
in condizione di avere una funzione attiva nei processi decisionali a tutti i
111
PARTICIPATION WITHOUT
REPRESENTATION: WHY DO WE NEED
WOMEN LEADERS IN AGRICULTURE?
Beatrice Gerli
Gender and Targeting, Policy and Technical Advisory Division, IFAD
I
t’s harvest time in the hills of Rwanda where Didi lives with her
family. She runs her fingers through the bright red bunches of coffee
beans: soon she will pick them, filling big sacks for her husband to carry
to the coffee cooperative. There they will be selected, dried and then
sold to a foreign trading company. Didi’s husband will collect the money
from the sale and probably he will decide how to spend it.
But what will be left for her? She has been working hard on the plot,
caring for the plants and harvesting the beans. Why isn’t she benefitting
from the income? Why isn’t she even a member of the cooperative?
Didi’s story is all too common. Despite women’s essential contribution
to agriculture in all developing countries, their role remains largely
unrecognized and their concerns are scarcely heard. The female share
of the agricultural labour force ranges from about 20% in Latin America
to almost 50% in Asia and Africa. But there are only few rural women in
110
111
women to become leaders and advocate for their
needs. If Didi was to be part of rural organizations
like the coffee cooperative, she could more
easily access agricultural inputs, technologies,
information and skills development for her work
in the fields. Through active participation in
rural organizations, Didi and other women like
her can strengthen their own social networks,
increase their confidence and self-esteem,
develop leadership and technical skills, and have
the opportunity to engage in decision making
processes at different levels.
Rural women’s leadership and active participation
in decision-making processes not only makes
agriculture more productive, it also contributes
to better food security for all.
livelli, dalla gestione familiare a quella aziendale, e
nelle strategie generali.
Che le donne contadine abbiano maggior voce in
capitolo non è solo una questione di uguaglianza,
è un investimento a lungo termine. Dato il loro
enorme contributo all’agricoltura, una più forte
leadership femminile sarebbe essenziale per
rendere l’agricoltura su piccola scala più produttiva
e sostenibile. Se Didi e tutte le donne contadine
avessero parità di accesso ai fattori produttivi, i
rendimenti delle loro terre potrebbero aumentare
del 20-30%.
Questo porterebbe ad una crescita del circa
4% della produzione agricola nei paesi in via di
sviluppo, migliorando i redditi derivanti dal settore
agricolo e riducendo di circa 12-17% il numero di
persone che a livello globale soffrono la fame. C’è
un ampio ventaglio di studi che documenta come il
fatto che la donna possa avere più voce in capitolo
migliori l’educazione dei bambini e la nutrizione
dell’intera famiglia.
Attraverso i progetti di investimento che finanzia,
l’IFAD sostiene i Paesi membri a riconoscere il
ruolo delle donne in agricoltura, sostenendone la
promozione sociale e la loro leadership e aiutandole
a difendere le proprie esigenze.
Se Didi fosse stata parte di un’organizzazione
agricola come la cooperativa del caffè, avrebbe
potuto più facilmente accedere alle informazioni
del settore, alla tecnologia, con possibilità di
sviluppare le proprie competenze per il lavoro
nei campi. Attraverso l’attiva partecipazione
nell’organizzazione rurale, Didi e altre donne
come lei possono sviluppare le loro reti sociali,
accrescere la loro fiducia e autostima, sviluppare
le capacità di leadership e le competenze tecniche,
e avere l’opportunità di impegnarsi nei processi
decisionali migliorandoli a diversi livelli.
Una posizione da protagoniste delle lavoratrici
agricole e la loro attiva partecipazione ai processi
decisionali non solo rendono l’agricoltura più
produttiva, ma in più contribuiscono ad una
maggiore sicurezza alimentare per tutti.
“Spinachie, Theatrum Sanitatis (M.s. 4182 Tavola 47),
Giovannino De Grassi, XIV cent., Roma, Biblioteca
Casanatense (MiBACT)”
Sri Lanka - Matale Regional Economic
Advancement Project (MREAP) - July 2008,
G.M.B.Akash, ©IFAD/G.M.B.Akash
112
leadership positions or active in decision-making
process at all levels, from the household to rural
organizations, and in policy-making.
Greater voice for rural women is not only a
matter of equality, it is a long term investment.
Given their enormous contribution to agriculture,
stronger women’s leadership is essential to
make smallholder agriculture more productive
and sustainable. If Didi and all rural women had
equal access to productive inputs, yields from
their land would increase by 20-30%. This would
push up total agricultural output by as much
as 4% in developing countries, improving rural
incomes and reducing the number of hungry
people globally by 12-17%. There is also an
extensive body of evidence that links women’s
increased voice to better education of children
and nutrition in the whole household.
Through the investment projects it funds,
IFAD supports member countries to recognize
women’s role in agriculture, enabling rural
113
EMPATIA E FUTURE
GENERAZIONI
DUE RISORSE PER I DIRITTI UMANI
E LA SOSTENIBILITÀ NEL MONDO DEGLI AFFARI
Intervista con Nina Luzzatto Gardner, Direttore di Strategy International e professoressa
associata di Business e Human Rights alla Johns Hopkins University SAIS
Costanza Sciubba Caniglia
Condirettore di Eccellenze Italiane
rofessoressa lei ha una prospettiva preziosa riguardo al tema
dello sviluppo di business più sostenibile anche grazie alla sua
lunga esperienza nel settore della consulenza in Corporate
Social Responsibility, ce ne può parlare?
Si va consolidando anche nel settore privato la consapevolezza
della necessità di grandi cambiamenti nel modo di fare business,
che superino il profitto come unico obiettivo. Il successo aziendale
dovrà essere misurato secondo la triple bottom line: People, Planet,
Profit. Se manca uno di questi elementi, l’azienda non può essere
considerata sostenibile e molto probabilmente non avrà successo nel
lungo termine.
114
115
EMPATHY AND
FUTURE-GENERATION
FOCUS: TWO ASSETS
FOR HUMAN RIGHTS
AND SUSTAINABILITY
IN THE BUSINESS
WORLD
An Interview with Nina Luzzatto Gardner,
Director of Strategy International, and
Adjunct Professor on Business and Human
Rights at Johns Hopkins SAIS
Costanza Sciubba Caniglia
Co-Director Eccellenze Italiane
Y
ou have an interesting perspective
regarding the development of sustainable
businesses, thanks to your long experience
consulting in the Corporate Social Responsibility
(CSR) sector, can you tell us more?
It is pretty much understood by most members
of the private sector by now that there need to
be great changes in the way business should be
run. Profit can no longer be the sole objective of
the company. The success of a business will have
to be measured in terms of “the triple bottom
line”:, People, Profit and Planet. If one of these
elements is missing, the company cannot be
considered sustainable and most certainly will
not be successful in the long run.
CSR activities have typically been defined by the
company itself. This will change thanks to the
approval in 2011 of the “UN Guiding Principles
for Business and Human Rights”. Companies
will now have to engage with a broader group
of stakeholders – and deal with them through a
rights-based approach.
115
Le donne hanno un atteggiamento diverso verso
il tema dei diritti umani e della sostenibilità?
In generale le donne sono più sensibili a questioni
legate all’ambiente, all’equità, alla giustizia e
hanno una maggiore empatia: questo le rende
risorse preziose per le aziende attente alla
sostenibilità.
Nel 2014, il 42% dei Chief Sustainability Officers
delle compagnie americane era composto da
donne e questa percentuale è destinata ad
aumentare. Più il prodotto è sostenibile, più
consumatori giovani e informati – spesso donne
- lo compreranno. Ciò accade anche in campo
finanziario: sia come investitori che come gestori
di fondi, le donne, in maniera sempre maggiore,
valutano un’azienda sulla base dei diritti umani e
delle questioni ambientali oltre che sui criteri di
governance.
Il fatto che il 40% del Padiglione Americano
all’Expo di Milano 2015 sia finanziariamente
supportato da aziende guidate da donne, ci
mostra l’attenzione che esse danno ai temi della
sostenibilità e della nutrizione. Cosa pensa che le
grandi aziende potranno trarre dall’esperienza
di Expo?
Credo che il tema di Expo stia costringendo
le aziende a fare i conti con la realtà: come
riusciremo a sfamare 9 miliardi di persone nel
2050 nonostante il cambiamento climatico?
Expo sarà una riflessione collettiva su queste
sfide e sulle opportunità che possono derivare da
them precious commodities for businesses that are
careful regarding sustainability.
As of 2014, 42% of US company Chief Sustainability
Officers (CSOs) were women and this percentage is
certain to increase. The more a product is sustainable,
the more ,younger and generally informed, consumers
– often women - will purchase it.
This is also happening in the field of sustainable
finance. Both as investors of their own capital
and as fund managers, women are increasingly
evaluating businesses based on human rights and
environmental issues in addition to governance
criteria.
The fact that 40% of the American Pavilion at
Expo Milano 2015 is financially supported by
companies with female CEOs demonstrates
the attention that women give to issues of
sustainability and nutrition. What to you think
big businesses will get out of the themes of this
year’s Expo?
I think the theme of Expo is forcing companies
to really come to grips with the grim reality at
hand…how on earth will we be able to feed
9 billion people by 2050 with the changing
climate? Expo will be a collective reflection on
these challenges and on the opportunities that
can result from producing goods and services
more sustainably and meeting the needs of
underserved populations Businesses that
modify their business models in this fashion will
ultimately do better as companies.
Il business consapevole è quello che crea
un prodotto o un servizio che non danneggia
l’ambiente o le persone ma ha un effetto benefico
sulla società. Sono ottimista per il futuro: i miei
studenti – ad esempio - sono molto interessati
all’argomento e sono anche consumatori
consapevoli.
A conscious business is one that creates a
product or offers a service that does not harm
the environment or humans but has a beneficial
effect on society. I am optimistic for the future:
my students, for example, are very interested
regarding this matter. They are also conscious
consumers.
Bantantinnting, Senegal, Rural Women Sell Mango
and Potato Jam, ©UN Photo/Evan Schneider
Le attività di CSR sono state, finora, definite dagli
interessi particolari delle aziende. Oggi invece,
grazie all’approvazione, nel 2011, dei “UN Guiding
Principles for Business and Human Rights”, si
tende piuttosto ad attuare un approccio che tenga
conto di tutti gli elementi essenziali per il rispetto
dei diritti umani.
Le imprese, infatti, ora dovranno impegnarsi
a rispettare un approccio armonico con questi
principi, rendendo conto ad un gruppo di più ampio
di stakeholders, e trattare con loro attraverso
un approccio basato sui diritti sanciti dalle linee
guida.
Do women have a different attitude towards the
notions of human rights and sustainability?
Women are in general much more sensitive to
long term issues linked to the environment, equity,
justice, and tend to be very empathetic: this makes
116
Can sustainable businesses and finance
contribute in shaping our future?
I definitely think we are moving in this
direction already – call it conscious capitalism
or sustainable finance. The Social and
Responsible Investor (SRI) movement is growing
exponentially around the world. According to
117
Una finanza più consapevole
e un business più sostenibile
possono contribuire
a cambiare le prospettive
del nostro futuro
una produzione di beni e da servizi più sostenibili
soddisfacendo le esigenze delle popolazioni
più svantaggiate e le aziende che riusciranno a
modificare il loro modello di business in questa
direzione, ne trarranno giovamento anche come
aziende.
118
Una finanza più consapevole e un business più
sostenibile possono contribuire a cambiare la
forma del nostro futuro?
Sì, è questa la direzione in cui ci stiamo
muovendo, che lo si voglia chiamare capitalismo
consapevole o finanza sostenibile. Il movimento
Social and Responsible Investor (SRI) sta
crescendo esponenzialmente in tutto il mondo.
Secondo il Global Sustainable Investment
Alliance, gli investimenti in accordo con
questi criteri sono aumentati del 61% dal 2012
raggiungendo, all’inizio del 2014, la somma di 21
mila 400 miliardi di dollari e sono stimati al 30%
del totale degli investimenti gestiti da compagnie
di investimento. Ciò significa che gli investitori
stanno sempre più calcolando il rischio tenendo
conto di fattori cosiddetti ESG (Environmental
Social e Governance), oltre a fattori puramente
finanziari. Usare questi criteri di valutazione,
aumenterà la pressione sulle aziende. Inoltre,
c’è un numero crescente di stock exchanges
sostenibili coordinati da UNCTAD, UN Global
Compact, UNPRI e UNEP Finance.
the Global Sustainable Investment Alliance, the
investments that are made using these criteria
have increased 61% since 2012 –reaching the
sum of 21.4 trillion dollars for the beginning
of 2014. These are estimated to be around 30%
of the total investments that are professionally
managed. This means that investors are
increasingly measuring company risk through
an ESG (Environmental, Social, and Governance)
lens in addition to evaluating companies purely
through a financial one. Evaluating businesses
from this standpoint will put pressure on
companies. There are also a growing number
of sustainable stock exchanges coordinated by
UNCTAD, the UN Global Compact, the UNPRI,
and UNEP Finance.
Ci può fare qualche esempio di come questi fattori
apparentemente non strettamente finanziari
possano fare la differenza per un’impresa?
Certamente. Oggi come oggi, nessuna azienda
può sperare di battere la concorrenza senza aver
analizzato a fondo la propria linea di rifornimento.
Ci sarà accesso continuo ai materiali? Quanta
acqua serve per la produzione? Si sono calcolati
gli effetti e i rischi del cambiamento climatico?
Quali sono le condizioni di lavoro? Inoltre, dal
punto di vista della diversità, se metà dei talenti
che escono dalle università sono donne, ci sarà
maggior attenzione ad attirare e conservare le
lavoratrici negli anni di maternità? Questi sono
quesiti fondamentali che, se non adeguatamente
affrontati, sono in grado di rallentare la crescita o
addirittura far fallire l’azienda e mettere in pericolo
la produzione se non affrontati seriamente.
Can you give us an example of how these factors,
that appear to have no relation to finance, can
actually make a difference for a business?
Sure. In this day and age, no company can expect
to beat its competition if it has not thoroughly
analyzed risks regarding sourcing through its
supply chain. Will there be continued access to
materials? How much water is needed to produce
the goods? Has the company taken into account
the effects of climate change? Labor conditions?
Also, on diversity – if more than half of the talent
graduating from universities is female; is there
a strong recruiting and retention policy for their
women and policies to accommodate their work
during child rearing years? These are all major
issues that could slow down or even close down
your business and supply chain if not thought
through.
119
Kanga and kitenge in Tengeru market near Arusha,
Tanzania, 7 July 2007 © Fanny Schertzer
SOSTENERE LO SVILUPPO
DELLE MICRO IMPRESE
Elena Bardasi e Markus Goldstein
Gender Unit of the World Bank Poverty Reduction
and Economic Management Network
n un Paese a basso
reddito come la Tanzania, le donne devono essere “imprenditoriali”.
Ma, oltre ad avere scarse nozioni
in materia di finanza, contabilità,
amministrazione ed essere dotate di
competenze tecniche appena basilari, le donne
micro-imprenditrici hanno anche un difficile
accesso al credito e ai mercati.
Come può essere migliorata la redditività dei loro
affari per aumentare le loro entrate?
Come si può creare una formazione in business
che funzioni ?
Questa è la sfida abbracciata dalla Tanzania Virtual
Business Incubator, un progetto pilota realizzato a
Dar es Salaam tra il 2010 e il 2012.
120
La maggior parte delle persone è scettica rispetto
al fatto che possa essere l’istruzione a produrre
l’aumento dei ricavi e dei profitti dei micro - piccoli
imprenditori.
Tuttavia ci sono evidenti prove che dimostrano che
è proprio così.
Offrire formazione alle donne imprenditrici è
un’ulteriore sfida, perché le donne sanno di
dover affrontare difficoltà specifiche, di doversi
applicare a specifiche attività e spesso i tradizionali
programmi di formazione non sono disegnati
secondo le loro esigenze specifiche.
Il progetto attuato in Tanzania, tuttavia, dimostra
come una formazione personalizzata e flessibile,
che tenga conto delle specifiche esigenze e difficoltà
delle donne, possa effettivamente funzionare – se
erogato alle donne giuste.
SUPPORTING
THE DEVELOPMENT
OF WOMEN-OWNED
MICRO- AND SMALL
ENTERPRISES IN
TANZANIA
121
Elena Bardasi e Markus Goldstein
Gender Unit of the World Bank Poverty
Reduction and Economic Management
Network
I
n a low-income country like Tanzania, women
have to be “entrepreneurial.” With little
financial literacy, poor notions of accountancy
and book-keeping, and basic technical skills,
female micro-entrepreneurs also have a hard
time accessing credit and markets. How can the
productivity of their businesses be improved and
their earnings increased?
How can a business training that really worksbe
implemented?
This is the challenge embraced by the Tanzania
Virtual Business Incubator, a pilot project realized
in Dar es Salaam between 2010 and 2012.
121
I dati dimostrano
che un’istruzione adeguata è
in grado di aumentare
il reddito dei piccoli
imprenditori. Soprattutto
delle donne
Dopo due anni di programma un maggior numero
di donne imprenditrici aveva acquisito dall’8 al
15% di probabilità di miglioramento delle proprie
competenze commerciali: come pagare un salario
a se stesse, registrare le aziende, o differenziare i
prodotti e i locali commerciali.
Inoltre, per questi gruppi specifici di imprenditrici
affermate, i ricavi mensili erano aumentati
significativamente, con la conseguenza di un
miglioramento della situazione familiare.
Tuttavia, per un numero inferiore di imprenditrici
che hanno fatto quell’esperienza, il programma
non ha avuto impatti positivi su entrate e condizioni
generali.
Questi risultati sono stati rigorosamente misurati
dalla World Bank Africa Gender Innovation Lab
utilizzando uno schema di controllo randomizzato.
Che cosa c’è di speciale in questo programma
di formazione specifico? Per tener conto dei
bisogni delle donne, il programma – progettato
sulla base di un approccio sviluppato da AIDOS,
realizzato dalla Banca Mondiale e dalla Tanzania
Gatsby Trust e promosso dal Governo Italiano
– è sviluppato vicino alle loro abitazioni, perché
spesso queste donne svolgono i loro affari in casa.
Inoltre, è adattato ai loro impegni perché
queste donne devono combinare le loro attività
imprenditoriali con la cura e le responsabilità
domestiche. Per quanto possibile, esso è
sviluppato da istruttrici e trainer donne, in modo
da coinvolgere le donne con maggiore efficacia.
Il Virtual Business Incubator – così chiamato
perché, piuttosto che indicare uno spazio fisico
di riunione, indica un insieme di servizi diretti
alle donne – combina la formazione erogata nelle
classi con visite individuali a casa delle donne
imprenditrici da parte di istruttrici e trainer
per rafforzare l’insegnamento fornito in classe,
controllare i progressi e offrire un supporto
individuale.
Questo approccio di insegnamento flessibile
dimostra che la formazione può funzionare quando
è progettata e mirata in maniera appropriata. E
può essere efficiente – il costo del programma per
donna è equivalso a circa 3-4 mesi di aumento dei
profitti.
Most people believe that training does not really
work to increase revenues and profits of microand small entrepreneurs. And indeed, there is
evidence suggesting that this may well be the
case.Providing training to women entrepreneurs
is an additional challenge, because women face
specific constraints, work in specific activities,
and may not find the traditional training programs
tailored to their needs.
Yet, the pilot implemented in Tanzania
demonstrates that training that is customized
and flexible and takes into account women’s
specific needs and constraints can actually work
– if it is delivered to the right women.
After two years in the program, more experienced
women entrepreneurs were 8 to 15 percentage
points more likely to improve business practices,
such as pay themselves a wage, register their
enterprise, or differentiate their product and
business premises. Moreover, for this specific
group of established entrepreneurs,monthly
revenues also significantly increased and so did
household assets. However, for less experienced
entrepreneurs, the program had no positive
impacts on revenues or assets. These results
were rigorously measured by the World Bank
Africa Gender Innovation Lab,using a randomized
control trial design.
What’s special about this specific training
program? To take into account women’s needs,
this program — designed based on an approach
developed by AIDOS, implemented by the World
Bank and the Tanzania Gatsby Trust, and funded
by the Italian Government — is delivered close to
women’s homes, because women often have their
business in their home. It fits women’s schedule,
because women have to combine their activity with
caring and domestic responsibilities. As much as
possible, it is delivered by women trainers and
coaches to reach women more effectively.
The Virtual Business Incubator — so called
because it is not a physical space where
entrepreneurs go, but a set of services that go
to the woman — combines training delivered
in classes with individual visits by coaches and
trainers to the woman’s business (normally the
house) to reinforce teaching provided in class,
check progress, and offer individual support.
This flexible approach to trainingdemonstrates
that training can work when it is appropriately
designed and targeted. And it can be efficient —
the cost of the program per woman was equivalent
to about 3-4 months of increased profits.
122
123
Tailors at work in Tengeru market near Arusha, Tanzania 7 July 2007 © Fanny Schertzer
RAGAZZE AI MARGINI
Daniela Colombo
Economista dello Sviluppo*
125
ella maggior parte dei Paesi in via di sviluppo
le bambine e le adolescenti occupano l’ultimo
gradino della scala gerarchica familiare,
soprattutto nelle zone rurali. Vengono sfruttate
per ogni sorta di lavori domestici - dalla raccolta
dell’acqua e della legna, al pascolo degli animali
più piccoli - o di attività generatrici di reddito, come la
tessitura o l’intreccio di cesti. Si calcola che siano almeno
250 milioni le ragazze “ai margini” tra i 10 e i 18 anni.
Raramente hanno la possibilità di avere un’istruzione oltre il primo
livello. Le scuole infatti sono lontane dai villaggi, per cui rischiano ogni
giorno di rimanere vittime di violenze sessuali lungo il cammino. In
Africa e nel Sud est asiatico, il divario nella scolarizzazione tra maschi
e femmine resta molto ampio.
Queste bambine e adolescenti sono spesso costrette a lavorare in
città come domestiche per famiglie poco più benestanti della loro, in
cambio di vitto e alloggio. Trasferendosi, perdono la rete di relazioni
familiari e amicali di supporto su cui potevano contare nel villaggio e
si ritrovano sole, a volte senza documenti di identità, senza protezione
sociale e sanitaria. Alcune ricerche hanno dimostrato livelli molto alti
di molestie e violenze sessuali su queste adolescenti, anche da parte
di famigliari.
Se si ribellano sono costrette a lasciare la casa in cui lavorano e si
devono arrangiare con piccoli commerci di frutta, verdura, pietanze
cucinate, passando sulla strada l’intera giornata in cambio di magri
guadagni, oppure facendo le pulizie in cambio di pochi spiccioli.
Facilmente diventano preda di uomini senza scrupoli, che le illudono
124
Cooking in Senegal
con piccoli doni per approfittare del loro corpo.
Prostituzione in cambio di sopravvivenza.
Quando si sposano sono le famiglie che scelgono
il marito. Nel prossimo decennio, nei Paesi
in via di sviluppo, circa 150 milioni di ragazze
adolescenti saranno costrette a sposarsi prima
di aver compiuto i 18 anni.
La violenza, da parte del marito, della suocera,
dei datori di lavoro, degli uomini in genere,
è spesso un tratto caratteristico della vita di
queste ragazze che accettano perché ignare dei
propri diritti.
È tra queste adolescenti e giovani donne che
il virus dell’Hiv si diffonde più rapidamente.
Per le ragazze è molto difficile pretendere
che il marito usi un preservativo. Contagiate,
finiscono in una spirale di discriminazione,
stigma, emarginazione.
Pochissimi programmi cercano di far fronte
specificamente ai bisogni delle adolescenti,
soprattutto di quelle più povere, di quelle che
è più difficile raggiungere. Che nascono e
continuano a crescere “invisibili”, sotto il peso
di responsabilità adulte arrivate troppo presto,
che cancellano i loro sogni e le loro aspirazioni.
Recentemente è stata lanciata la Girl
Declaration: un documento scritto da 508
ragazze che vivono in condizioni di povertà,
coordinate da 25 organizzazioni di tutto il mondo,
per richiamare l’attenzione del pubblico sulle
“ragazze ai margini”, affinché gli Stati membri
delle Nazioni Unite che lavorano sugli Obiettivi
di sviluppo sostenibili da raggiungere tra il 2015
e il 2030, non si dimentichino, di queste piccole
donne e diano loro la priorità che meritano
e i diritti finora negati. Perché sono proprio
queste ragazze, come ha scritto Amartya Sen, la
risorsa fondamentale per lo sviluppo delle loro
comunità.
*Daniela Colombo: Economista dello Sviluppo.
Fondatrice e Presidente di Aidos sino al 2014
* Founder and President of AIDOS until 2014
www.girleffect.org/2015
#GirlDeclaration
A young girl of the Bozo people along Niger river in Bamako,
Mali, August 2007, © Ferdinand Reus from Arnhem, Holland
GIRLS LEFT BEHIND
Daniela Colombo
Development Economist*
I
n most developing countries, adolescent
girls occupy the lowest rank in the family
hierarchy, especially in rural areas. They are
exploited for household chores – from water and
wood collection, to leading the flock to pasture –
or income generating activities, such as fabric or
basket weaving. It is calculated that “girls left
behind” between 10 and 18 years, are at least 250
million.
Rarely they have the possibility to have an
education beyond the first grades. Schools in
fact are often far away from their villages and
every day they risk being sexually abused along
the way. In Africa and in South East Asia, the gap
in the educational level between boys and girls
continues to be dramatic.
By the time they are between 10 and 14, these
126
adolescents often live far from their households,
working as maids for families slightly richer than
their own in exchange for board and lodging.
Moving from their villages to town they are
deprived of the supporting network of family
members and friends, and they remain lonely,
often without identity papers or health and social
security. According to different surveys, these
adolescents suffer a very high rate of sexual
harassment and violence, also by relatives.
If they rebel, they are obliged to leave the house
in which they work and live and have to survive
by small commerce of fruit, vegetables, street
food. They spend the whole day on the street in
exchange for mean earnings, or perform cleaning
jobs for some small change. Unfortunately, it is
very easy for them to become victims of ruthless
exploiters, who deceive them with small gifts in
order to take advantage of their body. Prostitution
in exchange for survival.
When they get married it is seldom for love.
The families chose the husband. In the next ten
years, in developing countries, about 150 million
adolescent girls will be obliged to marry before
they are 18 years old.
Violence perpetrated by the husband, motherin-law, employers and men in general is part of
the lives of these adolescents because they are
unaware of their rights.
The HIV virus spreads very quickly among them.
It is very difficult, practically impossible for
them to demand their husband to use a condom.
Once they are infected, they end up in a spiral of
discrimination, stigma, isolation.
Many organizations are committed to work for
the wellbeing of children, but very few programs
address the needs of adolescent girls, especially
the most vulnerable ones, those who are more
difficult to reach. These girls, who are born and
grow, remaining “invisible”, carry the burden of
adult responsibilities which have come too early
and deny them any dreams or hope for the future.
Recently a “Girl Declaration” was launched.
A document written by 508 girls who live in
poverty and distress, coordinated by 25 non
governmental organizations from all over
the world, in order to call the attention of the
general public on the “girls left behind”, so that
the Member States of the United Nations that
are working on the drafting of the Sustainable
development goals to be reached between 2015
and 2030, do not forget these small women and
give them the priority they deserve to lead more
fulfilling lives. As the Indian economist, Noble
prize winner Amartya Sen wrote, they are the
fundamental resource for the development of
their communities.
127
I NOSTRI
SOSTENITORI
ECCELLENTI
128
129
I NOSTRI SOSTENITORI
ECCELLENTI
ome ha sottolineato il Commissario
Generale delle Nazioni Unite a Expo
Milano 2015, Eduardo Rojas-Briales,
nell’intervista di apertura, questa Edizione
Speciale della nostra Rivista è una guida
tematica offerta al pubblico dell’EXPO per
approfondire i passi necessari al raggiungimento
dell’obiettivo di sradicare la fame dall’intera
popolazione mondiale: obiettivo che l’ONU non considera
velleitario bensì possibile e necessario. E con questo convincimento lo
presenta all’EXPO per sottolineare come esso coinvolga direttamente
l’intera comunità globale e quindi ciascuno di noi.
La forza di veicolare questo fondamentale messaggio dell’ONU
attraverso la nostra pubblicazione ce l’hanno data tante nostre
“eccellenze”: sostenitori, sponsor, inserzionisti che hanno scelto di
impegnarsi direttamente in questo progetto di importanza davvero
vitale, associando la loro immagine ad un’idea di eccellenza non solo
sul piano della produzione ma anche su quello della responsabilità
sociale.
Si tratta di Aziende e Istituzioni che hanno voluto affermare come
faccia parte di una logica di “eccellenza” anche la sensibilità verso
le questioni di equità, sostenibilità e – a volte – perfino della stessa
sopravvivenza di individui e popolazioni.
Ad essi va tutto il nostro apprezzamento e il nostro ringraziamento,
unitamente a quello del Team ONU-EXPO , nonché l’invito ai nostri
lettori ad approfondire la natura e la specificità di eccellenza di
ciascuna di essi: le loro storie sono una parte molto bella della nostra
130
©Photogek Fenaroli
OUR EXELLENT SUPPORTERS
A
s the UN Commissioner-General for Expo
Milano 2015, Eduardo Rojas-Briales stated in
his interview, this Special Edition of our magazine
is a thematic guide offered to the public of EXPO
in order to offer a more in-depth explanation of
how it is truly possible to eradicate world hunger:
an objective that the United Nations considers
not only possible, but necessary. It is with this
conviction that the United Nations presents this
objective at the EXPO: to show how it involves the
global community as a whole, and therefore each
and every one of us as well.
Our own examples of Italian “excellence” made
it possible for us to diffuse this extremely
important message from the UN through this
publication. Our supporters and sponsors chose
to fund this important project by associating their
own image to an idea of “excellence” not only on
the production level of this publication but also at
a level of social responsibility.
These are businesses and institutions that
wanted to openly state how truly “excellent”
it is to accept that the notions of equality and
sustainability are necessary for the survival of
131
individuals and entire populations.
We, along with the UN-EXPO Team, would like
to offer all of our appreciation and gratitude,
and invite all of our readers to read about what
makes each of these companies the best in
their fields. Their stories are a beautiful part
of our publication and reading about them is an
adventure in and of itself.
You may discover how avoiding the creation
of waste, when it is managed with a pinch of
ingenuity, can bring about creating a truly
excellent product.
This is the case for Grana Padano, whose creation
dates back to 1134 when the Cistercian monks
of the Chiaravalle Abbey near Milan decided that
they needed to find an efficient way to preserve
their excess milk.
The large scale drainage operation that they
performed on the surrounding marshland
rendered that territory one of the most fertile
lands in all of Italy. In this manner, they created
sufficient pastures for their cows.
How does one go about preserving excess milk
that is fresh, and therefore rich in vital nutrients?
131
pubblicazione e percorrerle è un’avventura
davvero entusiasmante.
Si scoprirà ad esempio come l’attenzione ad
evitare lo spreco - alimentare e non solo –
quando viene gestita con genialità, può portare
addirittura a creare eccellenza.
Così è accaduto per il GRANA PADANO, nato
attorno al 1134 proprio dalla lotta allo spreco
condotta dai monaci cistercensi dell’Abbazia di
Chiaravalle, vicino Milano.
La rete di bonifiche fatte dai Monaci in quella
zona prima acquitrinosa ne fece uno dei terreni
più fertili d’Italia. Dunque, con abbondanza di
pascolo per le mucche.
Come conservare quel latte così ricco di proprietà
nutritive che, nel momento della produzione, era
in eccedenza rispetto al consumo?
I monaci seppero creare una tecnica di bollitura
del latte fresco e successiva lavorazione e
stagionatura che ha dato origine al Grana Padano,
il formaggio DOP più consumato al mondo.
132
Combattere gli sprechi – come vedremo – è
anche il know how della FERRARI GRANULATI
MARMI: qui il punto è recuperare per altri
impieghi il materiale di scarto derivato dalla
lavorazione dei marmi. Tradizionalmente, con
questo materiale di granulati e polveri di marmo
si creano conglomerati, legati con calce o
cemento, utilizzati per pavimenti e decori, a volte
bellissimi come quelli “alla veneziana”.
L’ecosostenibilità di questi prodotti (oggi utilizzati
in vari settori, non solo in edilizia e ma anche in
agricoltura come correttivi di acidità, assorbitori
di sostanze inquinanti e con la funzione di filler
all’interno di prodotti fertilizzanti), ha fatto venire
in mente una bella idea alla famiglia Ferrari, da
30 anni impegnata nel settore: utilizzare la sabbia
bianca e brillante derivata dalla macinazione
degli scarti del marmo di Carrara per creare un
gioco artistico per i bambini, aggiungendo alla
base bianca anche brillantissimi colori.
Nascono così - nel rispetto delle norme
europee per la sicurezza dei giocattoli (EN 71)
- i SABBIARELLI che, come vedremo, offrono ai
bambini la possibilità di creare piccoli capolavori
“in 3D”. Un gioco 100%italiano.
Esempio di sostenibilità ambientale è anche
quello di ATELIER DELLA CALCE, che si occupa
di alta decorazione e restauro, ripristinando
l’utilizzo della millenaria tradizione della calce –
soppiantata dall’uso del cemento - con l’obiettivo
di valorizzare antiche costruzioni e riqualificare
quelle moderne per far riscoprire la magia della
calce e dei prodotti naturali.
Una dimensione artigianale, quella di Atelier
della Calce, che si ritrova anche in un altro dei
nostri supporter, ARREDOQUATTRO azienda
che produce arredi per le migliori boutiques
del mondo, combinando il “fatto a mano” con
l’adozione delle più moderne tecnologie.
Si tratta di un’azienda particolarmente attenta
al tema della responsabilità d’impresa: per la
sostenibilità ambientale delle sue produzioni
ha installato un consistente numero di pannelli
solari; per quanto riguarda la responsabilità
sociale ha supportato i progetti di Oxfam Italia
dedicati alla salute e all’educazione dei bambini
in Sudafrica.
Dagli artigiani alla grandi imprese: tra i supporter
del nostro progetto per l’ONU presentiamo anche
un importante gruppo di caratura internazionale
il GRUPPO DIMENSIONE, una società di alta
The monks created a system of boiling the fresh
milk combined with an aging technique that
resulted in the creation of Grana Padano, the
most widely sold DOP cheese in the world.
Ferrari Granulati Marmi was also faced with
the dilemma of reducing waste products. They
needed to find alternate uses for the waste
products produced from crafting marble.
Traditionally, the marble dust was used to
create conglomerates that were bound with
lime or cement in order to produce flooring and
decorations, particularly in the “Venetian style”.
The eco-sustainability of these products
(which is used in many different sectors aside
from construction, such as in agriculture as a
corrector of acidity; to absorb toxic materials;
and as filler for fertilizers) gave the Ferrari
family an idea. They decided to use the white
dust derived from cutting slabs of Carrara
marble to create an artistic game for children.
They merely added brilliant colors to the marble
dust.
This is how the Sabbiarelli came to exist. They
offer children the possibility to create tiny
masterpieces. They are 100% Made in Italy and
are fully compliant with European toy safety
standards (EN 71).
Another fine example of eco-sustainability
is offered by the Atelier della Calce, which
specializes in the art of fine decoration and
restoration. They prefer to embrace a thousand
year-old tradition and use lime rather than
cement to restore ancient buildings and decorate
modern ones. Their objective is to revive this
tradition and allow others to re-discover the
charm of lime and other natural products.
Atelier della Calce enters the realm of artisanal
products that are handmade. Arredoquattro,
another one of our sponsors, also manufactures
high quality products. They build furniture for
the world’s best boutiques and combine the
notion of “handmade” with the use of cutting
edge technology.
They are a company that is very attentive to the
impact they have on the environment. In order to
improve their eco-sustainability, they installed
solar panels. As far as social responsibility is
concerned, they have also helped to fund Oxfam
Italia’s projects dedicated to offering healthcare
and education to South African children.
From handcrafted goods to large businesses:
133
amongst our supporters for our project with
the United Nations is Gruppo Dimensione, a
company that is known on an international level.
It is an engineering company that was founded
in Grugliasco, near Turin. In its 30 years of
international experience it has assisted in the
construction and restoration of several of the
UN’s most technologically advanced buildings as
well as those of some of its specialized agencies.
As you can see, the Gruppo possesses
that inimitable Italian trait that allows it to
communicate with the world. It is capable of
garnering appreciation from the most disparate
countries while maintaining its Italian “flavor”
and identity. It offers the possibility to tailor
its services and combine this personalization
with their own reliability and attention to detail.
Gruppo Dimensione’s most recent efforts include
the creation of mobile medical units, in order
to offer sustainable healthcare assistance,
particularly in emergency situations.
CASALLEGRA, on the other hand, is a project
promoted by the Cento Architetti Group. The
challenge that they posed to themselves was to
build a home anywhere in the world, in 30 days’
time, whose material is transportable in no
more than 5 containers. It is an environmentally
134
friendly construction that includes insulation
made with all-natural materials.
Amongst Italy’s most important, but perhaps
lesser known, contributions to society are in the
field of commerce. The theoretical foundations of
nearly all of the financial institutions in operation
today are the fruit of Italian thinkers, including:
banks, the stock market, credit cards, banknotes,
and insurance. The double-entry accounting
system was invented by Luca Pacioli (1447-1517).
It is for this reason that we included a portrait of
Pacioli in the pages dedicated to the Trementozzi
Accounting Firm, one of our most highly qualified
and fervent sponsors. The Tractatus de computis
et scripturis (located in Pacioli’s longer work,
the Summa) was the first printed work to
contain not only an explanation of the doubleentry technique but also of the entire operation
involved in running a commercial venture. The
diffusion of his work was so vast that the doubleentry system became known as the “Italian
method”. Today, this method is still employed in
the same way that was originally written by the
Italian mathematician.
One of our more creative sponsors is the
Farmacia Ferrari of Brescia. They are known
throughout Italy for having employed robots to
ingegneria fondata a Grugliasco (Torino) che, con
I suoi trent’anni di esperienza internazionale, ha
partecipato alla costruzione e ristrutturazione di
alcune delle strutture più avanzate dei palazzi
dell’ONU e delle sue Agenzie.
Come vedrete, il Gruppo è testimone eccellente
di quella inimitabile caratteristica italiana di
saper interloquire col mondo intero, di farsi
apprezzare dai Paesi più diversi, mantenendo
identità e “sapori” italiani: un approccio
sartoriale, personalizzato, unito all’affidabilità
e all’attenzione ai dettagli. Caratteristiche che
GRUPPO DIMENSIONE riporta anche nella
nuova sfida della creazione di unità sanitarie
mobili, una soluzione di “Assistenza sanitaria
sostenibile” particolarmente adatta a situazioni
di emergenza.
Di sostenibilità si occupa anche un altro dei
nostri supporter, TECNOIMPIANTI, azienda attiva
praticamente in tutti i Paesi del mondo dove
realizza impiantistiche ottimizzando le produzioni
– soprattutto tessili - attraverso l’utilizzo di
tecnologie in grado di recuperare energia e
calore con l’effetto di salvaguardare l’ambiente,
risparmiare energia e diminuire i costi.
CASALLEGRA è invece una proposta della
“centoarchitetti ecobuilding”.
La sfida di questi architetti è quella di poter
realizzare una casa ovunque nel mondo, pronta
in 30 giorni, i cui materiali sono trasportabili
all’interno di 5 containers. Una costruzione
ecologica progettata per ridurre al minimo
l’impatto ambientale, con un sistema di
coibentazione termo-acustica anche grazie
all’uso di materiali naturali.
Una delle eccellenze italiane più consolidate ma forse non tra quelle più note - è il ruolo da
protagonisti svolto dagli italiani nello strutturare
le basi teoriche e gli strumenti pratici dell’ “arte
della mercatura” e cioè del commercio. Hanno
origine italiana, infatti, praticamente tutti gli
strumenti finanziari oggi in uso, dalle banche
alla Borsa, dalla carta di credito alla cambiale
alle assicurazioni. Tra questi strumenti, anche
la partita doppia, sistematizzata da Luca Pacioli
(1447-1517).
Per questo motivo abbiamo messo il ritratto
di Pacioli nelle pagine dedicate allo Studio di
Commercialista della famiglia TREMENTOZZI,
uno dei nostri più qualificati e convinti supporter.
Il “Tractatus de computis et scripturis”
(all’interno della “Summa”, opera di Pacioli
più ampia) è stata la prima stampa a contenere
un’esposizione completa non solo della tecnica
della partita doppia, ma anche dell’insieme delle
operazioni che si devono porre in essere per la
gestione di un’attività mercantile. La diffusione
della sua opera fu tale che la tecnica di rilevazione
135
contabile nota come “partita doppia” venne
chiamata “metodo all’italiana”, un metodo che
ancora oggi è applicato con le stesse modalità
dettate dal matematico italiano.
Un altro dei nostri supporter più creativi è la
FARMACIA FERRARI di Brescia nota in tutta Italia
per aver “robotizzato” al massimo il rapporto
“commerciale” con il pubblico potenziando
invece quello umano e di consulenza.
Ecco allora la disponibilità verso donne incinte,
neo mamme, anziani, disabili: lo sportello FARMA
DRIVE permette infatti di non scendere dall’auto;
le donne trovano qui l’ostetrica che le segue anche
per l’alimentazione in gravidanza; possono fare
l’ecografia della pelle e ogni tipo di trattamento
estetico. Fisioterapisti, psicologi, dietologi,
infermieri completano un’offerta che è un originale
approccio olistico alla qualità della vita.
Interessante anche l’approccio internazionale di
BARBECUE DOLCE VITA: un’offerta di prodotti di
design ed ecologici - utilizzati anche da grandi
chef - e proposti con molto successo sul mercato
handle the commercial aspect of the pharmacy,
while enhancing the human aspect by offering
consultations to the public.
Farma Drive, in fact, makes it possible for anyone
to shop from their pharmacy without leaving
the comfort of their own vehicle. It is especially
convenient for pregnant women, new moms, the
elderly, and the handicapped. Pregnant women
can consult the obstetrician on-call to ask
questions pertaining to nutrition, for example.
Women can have their faces analyzed and receive
numerous types of esthetic treatments. Physical
therapists, psychologists, nutritionists, and
nurses are all on-call to offer the most holistic
approach in pharmacy care.
The international approach offered by Dolce
Vita Barbecues is also quite interesting. They
offer a vast array of products that are carefully
designed and environmentally friendly. They are
used by many world-famous chefs and have been
very successful worldwide, particularly the USA
where barbecues are such an important part of
136
mondiale in Paesi come gli USA in cui il barbecue
è un vero rito familiare e sociale e quindi vi è una
grande attenzione alla qualità delle strutture di
utilizzo.
Vogliamo infine presentare FOTOGEK FENAROLI
uno studio video-fotografico di famiglia
pluripremiato in Italia e all’estero per il modo
speciale di affrontare l’arte dell’immagine.
Gloria Fenaroli e i suoi si sono lasciati coinvolgere
con passione nel progetto di Eccellenze Italiane
per l’ONU all’Expo: molte delle loro foto
arricchiscono le pagine della nostra Rivista.
Le aziende eccellenti che vi presentiamo
esprimono ambiti diversi, ma sono unite dal
desiderio di testimoniare al vastissimo pubblico
dell’Expo l’importanza di dare voce agli obiettivi
di pace e sviluppo per i quali tutto il sistema delle
Nazioni Unite è impegnato ovunque nel mondo.
Sappiamo già che altre aziende desiderano unirsi
ad esse nelle riedizioni della Rivista che abbiamo
in programma durante i mesi dell’Expo.
Le aspettiamo.
everyday life.
Lastly, we would like to thank FOTOGEK
FENAROLI. They are a family-run artistic
photography and film studio that has been
awarded numerous prizes in Italy and abroad for
their endeavors. Gloria Fenaroli and her family let
their passion be their guide in their collaboration
with Eccellenze Italiane for the United Nations at
the Expo Milano 2015. Many of their photographs
enrich the pages of our magazine.
The companies we have presented come from
many different fields but they are all united in
their desire to communicate to the attendees of
the Expo the importance of peace and helping
the less fortunate: two objectives that the United
Nations actively promotes everywhere in the
world.
We already know that there are other companies
who would like to join us in the subsequent
editions of the magazine that we will print
throughout the months of the Expo.
We look forward to hearing from them.
137
GRUPPO
DIMENSIONE
AN ITALIAN EXCELLENCE FOR THE UN
I
talian Excellences, at the United Nations, sparkle from the very
foundations, thanks to Gruppo Dimensione, an Italian engineering
company established in Grugliasco (Turin) which, with its thirty years of
international experience, participated in the renovation, including the
Glass Roof - Assembly Hall at the UNHQ in Geneva - and construction of
some of the UN buildings’ more advanced facilities. The group’s relations
with the United Nations are, however, not limited to the HQ, but include
also the collaboration with the World Food Programme in Rome and the
International Labour Organization in Turin. Active from 1984, the Gruppo
Dimensione (representing 7 companies and divisions, each one dedicated
to a specific specialization) has continued growing since, expanding and
reinforcing its international presence during (and despite) the long years of
crisis, thanks to its unique, holistic approach.
Dedicated to the creation and implementation of institutional facilities,
public and private, head quarters’ buildings and high-technology solutions,
Gruppo Dimensione owes its international success to a work style, which
considers every single aspect of the project as a whole and every project as
a new challenge. Each project requires a tailored approach that relies on
the four quintessential Italian values that the group is willing to represent in
138
UN World Food Program's building in Rome, Italy
the world: quality, warmth, reliability and attention
to details.
The partnership between the British company
Vanguard Healthcare Solutions Ltd., a pioneer of
mobile healthcare and the world’s largest fleet
of mobile surgical facilities, together with the
experience of Osp.Ital., the highly-specialized
division entirely focused on hospitals facilities
and prompted the strategic support from one
Italian University: it coined the term “Sustainable
Healthcare” based on mobile units that are entirely
designed and rendered operative at the Italian
factory in Turin.
After establishing a foothold in Central Europe,
with the opening of a permanent branch in Geneva,
and counting among its clients, besides the United
Nations, prestigious institutions such as the CERN
(for which the group cures the maintenance of all
the buildings on the surface and of the underground
structures), the BIT, the Federal Government of
the United States and many banks, hospitals and
institutions, the group has now expanded into
Eastern Europe and Africa (from Tunisia to Kenya),
always with the aim of exporting the best Italian
values throughout the world.
As general contractor for all these prestigious
clients, Diego Cerrone’s group developed and
implemented a business plan that incorporated
local human resources, especially when working
in developing countries, where the Company has
established partnerships with the local universities,
with the aim of developing a fruitful relationship
with the students and research groups, where
the company hopes to find its future employees.
The success of the group is due to the capability
of matching Italian core values and technologies
with a truly international vision. Despite its strong
international experience, in fact, and a more and
more successful presence in a growing variety of
countries, the Group is the perfect example of what
an “Italian excellence” should be: a tireless traveler
who never forgets to “pack” Italy’s core values in
order to tastefully blend them with local ones in
order to create a more inviting dish.
www.gruppodimensione.com
Glass-Roof - Assembly Hall at the UNHQ in Geneva, Switzerland
ECCELLENZA ITALIANA PER LE NAZIONI UNITE
139
GRANA
PADANO
TESTIMONIAL
DI QUALITÀ E SOSTENIBILITÀ
Perché è il formaggio DOP più consumato al mondo
ce lo racconta Nicola Cesare Baldrighi
Presidente del Consorzio Tutela Grana Padano
141
aureato in Scienze Agrarie, Nicola Cesare Baldrighi
è il Presidente del Consorzio Tutela Grana Padano
dal 1999.
È Presidente di “Plac, Società Cooperativa Produttori
Latte Associati Cremona”: 4° produttore di Grana
Padano (160.000 forme) e 3° produttore di Provolone
(25.000 quintali).
Presiede inoltre Afidop (Associazione Formaggi Italiani DOP
e IGP) e dal 2014 Fedagri settore latte.
Presidente Baldrighi, allora quali sono le caratteristiche che fanno
definire il Grana Padano un’eccellenza italiana?
Ce ne sono davvero molte.
La prima è il forte legame col territorio.
Il nostro formaggio nasce da una ricetta millenaria la quale, creata dai
monaci cistercensi attorno al 1134 nell’abbazia di Chiaravalle, a pochi
chilometri da Milano, è rimasta sostanzialmente inalterata.
140
141
Marchiature a fuoco delle forme di Grana Padano selezionate
Lac Acetofu, Thetrum Sanitatis (M.s. 4182 Tav. 112), Giovannino Dè Grassi,
XIV cent., Roma, Biblioteca Casanatense (MiBACT)
All’origine c’è proprio quello sforzo diretto
all’utilizzo dei prodotti freschi del territorio e alla
lotta agli sprechi che è uno dei punti più sensibili
che caratterizza il messaggio dell’ONU all’Expo.
La rete di bonifiche fatte dai Monaci Cistercensi in
una zona prima acquitrinosa ne ha fatto uno dei
terreni più fertili d’Italia. Dunque, con abbondanza
di pascolo per le mucche.
Il latte aveva proprietà nutritive molto superiori
quando proveniva da mucche che pascolavano
all’aperto accedendo perciò a quegli abbondanti
foraggi: come conservare quel latte così ricco
di proprietà nutritive che, nel momento della
produzione, era in eccedenza rispetto al consumo?
I monaci crearono una tecnica di bollitura del latte
fresco e successiva lavorazione e stagionatura
che ha dato origine al Grana Padano.
Il successo del risultato dei Cistercensi ha fatto
sì che questo formaggio si radicasse nella storia
e nella cultura di 5 Regioni: Lombardia, Veneto,
Trentino, Emilia, Piemonte.
Le procedure sono oggi le stesse e continuano a
raccontarci di un prodotto genuino e senza sprechi.
Infatti nella lavorazione del Grana Padano tutta la
materia prima viene utilizzata al 100%.
GRANA PADANO,
QUALITY AND
SUSTAINABILITY:
WHY IT IS THE MOST
WIDELY CONSUMED
DOP CHEESE
IN THE WORLD
Nicola Cesare Baldrighi,
the President of the Grana
Padano Protection Consortium,
tells us why
142
Il Grana Padano è radicato
nella tradizione di 5 Regioni:
Lombardia, Veneto, Trentino,
Emilia, Piemonte
N
icola Cesare Baldrighi has a degree
in Agricultural Sciences and has been
the President of the Grana Padano Protection
Consortium since 1999.
He is also President of PLAC, the Coop Association
of Milk Producers of the Cremona area. It is
the fourth manufacturer of Grana Padano (with
160,000 wheels of cheese) and the third producer
of Provolone cheese (2.5 metric tons). He also
presides over the Afidop (Italian Association of
DOP and IGP Cheeses) and from 2014, the milk
sector of the Fedagri food confederation.
President Baldrighi, what characteristics help
to define Grana Padano as an example of Italian
excellence?
There are actually many characteristics.
The first is its strong tie to its territory of origin.
Our cheese derives from a thousand-year old
recipe created by Cistercian monks around 1134
in the Chiaravalle Abbey, which is only a few
kilometers from Milan. From that time, the recipe
has remained essentially the same.
Ingrained in its very essence is that particular
effort to use fresh local products in order to combat
wastefulness. Interestingly enough, this is also one
of the main characteristics of the United Nations
mission statement regarding their participation to
the Expo Milano 2015.
The large-scale drainage of the marshlands that
was conducted by the Cistercians monks rendered
this land amongst the most fertile in all of Italy.
It is now comprised of ample pastures for milk-
producing cows.
The milk produced contained many more nutritional
properties when derived from cows that had ample
lands in which to graze because they had access
to abundant varieties of grass. How could one
preserve such rich milk which, at the time of its
production, was available in a larger supply with
respect to demand?
The monks created a technique of boiling the fresh
milk and an aging process that gave rise to Grana
Padano cheese.
The success of the Cistercians’ effort allowed this
cheese to become part of the cultural history of
5 Italian regions: Lombardy, Veneto, Trentino,
Emilia, and Piedmont.
The very same production procedure is followed
today and the product remains genuine with no
waste. All raw materials are used up in their
entirety during the production of Grana Padano
cheese.
143
Theatrum Sanitatis (Ms. 4182 Tav. 114), Giovannino Dè
Grassi, XIV cent., Roma, Biblioteca Casanatense (MiBACT)
Dopo la de-crematura del latte, con le parti
più grasse si produce il burro. Con 15 litri di
latte si produce un chilo di Grana Padano e il
siero derivato dalla lavorazione viene utilizzato
nell’alimentazione di bovini e suini.
Se devo citare un altro motivo di eccellenza non
posso che richiamare la bontà del sapore, il gusto
del Grana Padano. Un sapore caratterizzato,
marcato, ma delicato.
L’apprezzamento è dovuto anche agli alti valori
nutrizionali, (un concentrato di calcio e proteine)
e alla grande digeribilità e pronta assimilazione,
dovuta alla lunga fase di stagionatura che è una
sorta di pre-digestione.
144
Nel 1996 il Grana Padano ha ottenuto da parte
dell’Unione Europea il riconoscimento di DOP,
Denominazione di Origine Protetta Che cosa vuol
dire in concreto?
Vuol dire che le caratteristiche che lo contraddistinguono fanno del Grana Padano un prodotto
che ha alla sua origine il rispetto di determinati
parametri: soprattutto la materia prima legata al
territorio e le tecniche di stagionatura.
DOP è il nostro formaggio in quanto prodotto durante
tutto l’anno con latte crudo di vacca proveniente
dalla zona di produzione definita dal Disciplinare
e parzialmente decremato mediante affioramento
naturale. Tutte le tre fondamentali fasi della
filiera produttiva: (allevamento, alimentazione e
mungitura delle bovine, raccolta e trasformazione
del latte in formaggio, stagionatura, eventuale
grattatura) devono obbligatoriamente avvenire
nella zona di origine.
Il nostro formaggio è anche alla base di ricette di
chef famosi nel mondo.
Ad esempio dei Bastianich di New York.
Un’altra eccellenza, Presidente, è il successo
internazionale. Secondo lei da che cosa deriva?
Il fatto che esso sia universalmente apprezzato
dipende, io credo, semplicemente dal fatto che è
buono. E il suo sapore ne rivela l’origine genuina.
In effetti il Grana Padano è il formaggio DOP più
consumato al mondo (secondo dati elaborati da
soggetti indipendenti come Qualivita e Istat).
Avete avuto anche tanti riconoscimenti nazionali
ed internazionali…
Beh i riconoscimenti mondiali sono infiniti, ma
il più grande riconoscimento è la sua diffusione:
vorrei sottolineare che per essere tanto diffuso
nel mondo, il nostro formaggio ha dovuto passare
il vaglio dei controlli normativi di ciascun Paese e
li ha sempre superati.
La Russia, ad esempio, prima di consentire che
un caseificio sia autorizzato ad esportare da loro
After the milk is skimmed, the fat is used in the
production of butter. With 15 liters of milk, one
kilo of Grana Padano cheese is produced and the
remaining whey is used to feed both cows and
pigs.
If I must mention another reason for this cheese’s
excellence, I must speak of its taste. It is both
distinctive and delicate.
This is due to its high nutritional value, which is a
high concentration of calcium and protein, and the
fact that it is easy to digest. These characteristics
are due to the fact that the long period of aging
actually acts as a sort of pre-digestion phase.
In your opinion as the Consortium’s President,
what do you think gave rise to this cheese’s
international success?
The fact that it is appreciated on a global scale I
believe depends upon the simple fact that it tastes
good. Its taste is a testament to its genuine origins.
Effectively, Grana Padano is the most widely
consumed DOP cheese in the world (according to
statistics that have been provided by independently
conducted surveys by Qualivita and Istat).
Our cheese is also the foundation for numerous
recipes invented by many world famous chefs,
such as Bastianich in New York.
In 1996, Grana Padano received the DOP
(Protected Designation of Origin) status from the
European Union: what does this entail exactly?
This means that the characteristics that
distinguish Grana Padano cheese’s origins
respect a certain set of standards, particularly
the raw materials that bind it to its territory and
the aging technique. What makes our cheese
DOP is the fact that it is manufactured yearround with raw cow’s milk that is produced only
in the area designated by the Law. It is partially
skimmed using a natural separation process. All
of the three fundamental phases of production
must occur in the product’s area of origin: cattleraising, nutrition, and milking; collection and
transformation of the milk into cheese; aging and
eventual grating of the cheese.
Your cheese has also received many national and
international awards…
Indeed we have received numerous recognitions,
but the highest honor is its diffusion. I would
like to emphasize that in order to be available on
such a global scale, our cheese has had to pass
vigorous examinations in each country and it has
always managed to do so.
In Russia, for example, before a company is allowed
the right to import its products to that country, the
company must be personally reviewed by Russia’s
inspectors.
In the USA, the standards are also quite strict.
However, if I must be honest, I have to say that
the strictest examinations are our own, as a
Consortium, and as a country. In our country,
a certified product must be examined by the
145
145
Dall’origine secolare
della nostra produzione
abbiamo ereditato
uno sguardo che attraversa
i Secoli
i suoi prodotti lo sottopone a verifica diretta da
parte di propri ispettori.
Severi anche i controlli USA.
Ma - per la verità - i controlli più rigorosi sono
proprio i nostri, come Consorzio ma anche come
Paese. Da noi su un prodotto certificato ci sono
controlli ASL, NAS, i quali comunque arrivano
dopo i controlli interni, secondo i parametri fissati
a Bruxelles.
Dei più seri problemi che hanno investito il settore
alimentare mondiale – come mucca pazza,
mozzarelle blu, aviaria, peste suina - nessuno ha
avuto origine in Italia. Sono stati introdotti da Paesi
esteri mero rigorosi di noi a livello di controllo.
La sostenibilità ambientale è uno dei valori su cui
l’ONU si batte di più. Che rapporto hanno i vostri
produttori con questo obiettivo?
Dall’origine secolare della nostra produzione noi
abbiamo ereditato uno sguardo che attraversa
i secoli, che pensa alle generazioni future. Per
questo possiamo essere tra i migliori “testimonial”
della lotta ad una visione “depredatrice” della
natura. Siamo d’accordo con quanto ha detto Papa
Francesco: la Terra non perdona.
Il nostro prodotto, le sue qualità, sono strettamente
legati all’ambiente in cui esso viene creato:
salubrità del latte, salubrità dei terreni su cui
crescono i foraggi, salubrità dell’aria e dell’acqua.
Ogni dissesto in questo contesto avrebbe
conseguenze devastanti anche sul nostro
prodotto. Perciò abbiamo tutto l’interesse ad
essere “sentinelle” della tutela ambientale.
Le nostre strutture cercano di limitare al massimo
le emissioni di CO2 ricorrendo ai più avanzati
sistemi di approvvigionamento energetico.
Monitoriamo perfino i gas emessi dagli animali
nel processo di ruminazione.
Stiamo seguendo i nuovi parametri ICEA (Istituto
per la certificazione Etica ed Ambientale, ex ICA)
che modificano quelli precedenti.
146
ASL and NAS that nevertheless follow rigorous
internal examinations, according to parameters
set by Brussels.
Of the most serious recent problems that have
plagued the food sector in the world, such as Mad
Cow disease, the case of the “Blue mozzarellas”,
the Bird Flu, and the Swine Flu, none originated
in Italy. These were all introduced by other
countries whose examinations and standards are
not as strict as ours.
Ecological sustainability is one of the most
important values to the United Nations. How do
your producers fare with this objective in mind?
The centuries-old origin of our production
method is a testament to the fact that we have
in fact inherited a vision that has always held
the future generations in the highest regard.
It is for this reason that we can be considered
“spokespersons” for the battle against industries
that prey off nature. We are in agreement with
Pope Francis when he says that the “Earth does
not forgive.”
Our product and its inherent qualities are strictly
tied to nature and the environment in which the
cheese is created. The quality of the milk relies on
the well-being of the land in which the pastures
lie as well as the quality of the air and water.
Each disruption in the ecological stability of these
lands would have devastating consequences on
our product as well. It is for this reason that it is
in our own best interest to act as “sentinels” of the
environment’s well-being.
Our structures try their best to limit their
emissions of CO2 and rely on the most cutting
edge technologies to conserve energy.
We even monitor gases emitted by animals during
the rumination process.
We are currently following the new parameters
established by the ICEA (the Italian Institute for
Ethical and Environmental Certification).
We take the utmost care of our animals: our cattle
sheds are open, the cows are free-roaming and they
reach the milking stations by themselves. We are
very careful about their hygiene which determines
their health and therefore their productivity.
All of this is also tied to your Ethical Code. What
are its most important points?
A. Everything that I have mentioned as far as
ecological sustainability is also applicable to our
ethical code as well. It is also strongly tied to
the ethical commitment we make towards our
consumers: we aim to ensure that what we declare
is truly what we offer.
The Ethical “Code”, so to speak, concerns
the structure of the Consortium itself and its
constituents as well.
It calls for a ban on labor exploitation as well as the
ethical and social commitment of our Consortium’s
administrators,
directors,
workers,
and
collaborators. It also extends into the contractual
obligations established by the Consortium towards
all of those who engage in any business with us as
well.
When a product is as successful as yours, it
attracts imitations. How does one fight these?
Forgeries arise when the words “Grana Padano”
are printed on a product’s label and it is not
affiliated with the Consortium in any way. However,
there are other behaviors that are damaging and
that take advantage of legal loopholes. The Law,
unfortunately, does not impose the indication of a
product’s origin or production chain on its label.
What is truly unfair is that there are those who sell
a product whose name sounds similar to Grana
Padano, but that is made with milk from Eastern
Europe and with a process that is not subject to
strict regulations. While we discard up to 10% of
our product, in other words we do not brand these
products with our seal of approval if the product
147
Ci interessa il benessere dei nostri animali: la
stalle sono aperte, le mucche non legate, si recano
da sole alla mungitura: c’è molta attenzione alla
loro igiene che ne tutela la salute e dunque anche
la produttività.
Tutto questo è legato anche al vostro Codice
Etico? Quali sono i suoi punti più importanti?
Quello che ho detto riguardo alla sostenibilità
ambientale ha piena valenza etica.
Ed è strettamente collegato all’impegno etico
verso il consumatore, cui assicurare la massima
corrispondenza tra ciò che dichiariamo e ciò che
offriamo.
Il Codice Etico “codificato” riguarda sia la struttura
Consorzio che i partecipanti ad essa.
Prevede il divieto di sfruttamento della manodopera,
le responsabilità etico-sociali di amministratori,
dirigenti, dipendenti e collaboratori del Consorzio
e si estende anche alle obbligazioni contrattuali
che il Consorzio chiede da parte di tutti coloro che
hanno relazioni d’affari con esso.
Il successo di un prodotto come il vostro attira
gli imitatori. Come combatterli?
La contraffazione si ha quando sull’etichetta di
un prodotto c’è scritto “Grana Padano” e non
lo è. Ma ci sono ulteriori comportamenti sleali
che ci danneggiano e che sfruttano un vuoto
does not meet our established level of standards;
there are those who dare to sell products that are
intended to deceive the consumer. These products
are made with milk that is less expensive than ours
and their origin and organoleptic qualities have not
been subjected to rigorous examination.
According to research conducted by various
universities, it has come to our attention that half
of what is consumed is not actually Grana Padano
cheese. These are actually cheeses sold under
names that are similar to those of our brand,
purchased by consumers who believe the products
to be cheaper, secondary lines that are still
affiliated with the original brand. However, we do
not have any secondary lines.
Original Italian products are more expensive: the
148
legislativo: la legge purtroppo non impone di
indicare la provenienza del prodotto e la sua
filiera.
Slealtà è quella di chi mette in commercio un
prodotto il cui nome riecheggia in qualche modo
il Grana Padano e che però è fatto con latte
dell’Est europeo e con lavorazioni che non sono
strettamente controllate come le nostre. Mentre
noi scartiamo addirittura il 10% dei prodotti,
cioè non gli mettiamo il marchio, se risultano
al di sotto delle caratteristiche organolettiche
del nostro disciplinare, c’è chi si azzarda a
mettere in commercio prodotti che ingannano
il consumatore, fatti con un latte meno costoso
del nostro anche perché la sua provenienza e
caratteristiche organolettiche e di salubrità non
hanno avuto alcun controllo.
Da alcune ricerche a livello universitario è
emerso che la metà di quello che si consuma
– pensando di consumare Grana Padano –
non lo è affatto: si tratta di formaggi con una
denominazione che riecheggia il nostro Marchio,
acquistati dal consumatore convinto che si tratti
di seconde linee più economiche di produzioni
comunque provenienti dal Marchio autentico.
Ma noi non abbiamo seconde linee.
I prodotti originali italiani costano di più: il
consumatore deve essere consapevole che,
acquistandoli, porta in tavola sicurezza e qualità.
consumer must understand that in purchasing
these products, they are placing safe, high-quality
products on their dining table.
Why does no one rectify this legal loophole?
Italian policymakers are aware of the loophole
and are willing to rectify the situation. They are,
however, met with resistance from abroad where
international interests are at stake. For example,
those companies that produce “American Grana”
are worth 3 times what the producers of Grana
Padano and Parmigiano Reggiano are worth
together!
The United States is the second most important
country, after Germany, to which we export our
cheese. We sell a great deal solely in New York:
Il Grana Padano viene
utilizzato dai grandi chef
della cucina italiana anche
all’estero e venduto nelle
boutiques del gusto
Perché non si pone rimedio a questo vuoto
legislativo?
La politica italiana è sensibilizzata ed è favorevole
a colmare la lacuna.
Le resistenze vengono a livello comunitario dove
pesano interessi transnazionali.
Ad esempio gli “American Grana” valgono 3 volte
Grana Padano e Parmigiano Reggiano messi
insieme!...
Gli Stati Uniti sono il secondo Paese – dopo la
Germania - in cui esportiamo il nostro formaggio.
In gran parte a New York. Anche perché il Grana
Padano viene utilizzato dai grandi chef della cucina
italiana o venduto in boutiques del gusto. Perciò in
quel mercato la slealtà, il danno del consumatore e
la nostra perdita assumono notevole consistenza.
In un contesto - come questa Rivista, che sostiene
i valori dell’ONU sulla corretta alimentazione
– ci fa piacere mettere in evidenza gli elementi
di eccellenza del nostro prodotto, ma anche
segnalare gli ostacoli che dobbiamo superare per
affermarli.
this is due to the fact that it is used by many of
the great chefs of Italian cuisine and it is sold
in specialty stores. Therefore, in that particular
market, the effects of unfair competition are
particularly damaging to both the consumer and
the producer. Our losses are significant in that
market.
In contexts such as this magazine, that supports
the value of access to safe and nutritious foods
upheld by the United Nations, we are happy to
highlight the qualities that render our product an
excellent one. We also feel that it is our duty to
point out the obstacles we have had to overcome
in order to maintain such levels of excellence.
Nicola Cesare Baldrighi, Presidente del Consorsio
di Tutela Grana Padano
www.granapadano.it
149
SABBIARELLI
RECUPERARE MATERIALI PRODUCENDO ECCELLENZA
Una soluzione geniale è “un gioco da bambini”
Una storia proprio piacevole quella dei Sabbiarelli.
Ce la facciamo raccontare da Alberto Ferrari
titolare della Ferrari Granulati Marmi, azienda
veronese tra le più innovative e dinamiche. Come
siete arrivati ai Sabbiarelli?
Il nostro know how da 30 anni è combattere gli
sprechi. Dalla lavorazione del marmo si ricava il
30% di materiale utilizzabile: il resto va recuperato
per altri impieghi. Con granulati e polveri di marmo
si creano conglomerati, legati con calce o cemento,
che diventano pezzi unici di grande effetto, come ad
esempio i raffinati “terrazzi alla veneziana” di antica
tradizione.
I Sabbiarelli sono “matitone” che contengono polvere
di marmo colorata con cui i bambini creano disegni
coloratissimi, brillanti e in rilevo, una sorta di 3D.
Come c’entrano con il vostro “core business”? E
perché avete deciso di essere presenti all’EXPO
con noi?
Abbiamo macinato per decenni marmi italiani.
Abbiamo visto che ai bambini piace giocare con
la sabbia e disegnare. Abbiamo anche osservato
che per lo più i giochi per l’infanzia sono realizzati
all’estero.
È così che ci è venuto in mente – in famiglia – di
produrre un gioco tutto Made in Italy dalla materia
prima al prodotto finale. I Sabbiarelli - che rispettano
tutte le norme europee per la sicurezza dei giocattoli
(EN 71) - nascono prima di tutto dalla passione. Il
business viene dopo.
Da una sabbia bianca di marmo di Carrara, con
l’aggiunta di un arcobaleno di coloranti ecocompatibili, nasce un irresistibile stimolo per la
creatività di ogni bambino.
Il nostro sostegno ai valori dell’ONU è convinto e
vogliamo contribuire a far sì che si sviluppi una
sensibilità verso di essi fin dall’infanzia.
Saremo presenti all’EXPO donando ai bimbi i nostri
KIT di Sabbiarelli contenenti messaggi in tale
direzione.
Per maggiori informazioni sui Sabbiarelli:
www.sabbiarelli.it/video
Per acquisti www.sabbiarelli.it
(che contiene anche mappa dei punti vendita).
www.ferrarigranulati.it - [email protected]
150
SABBIARELLI: RECYCLING MATERIALS WHILE
PRODUCING EXCELLENCE
An ingenious solution is merely “child’s play”
The story behind Sabbiarelli is a pleasant one.
We will allow Alberto Ferrari, the head of Ferrari
Granulati Marmi (one of the most innovative and
dynamic companies of its kind in operation around
the city of Verona) recount its origin. How did you
decide to manufacture Sabbiarelli?
Our thirty years of experience has shown us how to
eliminate waste products. Processing marble yields
30% of usable product: the rest must be utilized in
a different manner. With marble granules and dust,
one can create conglomerates blended with lime
or cement that can become unique pieces, such as
“Venetian terraces”, an ancient tradition.
Sabbiarelli are large “pencils”, so to speak, that
contain colored marble dust with which children
can create brilliantly colored drawings that have a
3D quality to them. How do they fit in with your core
business? Why have you decided to participate in
the EXPO with us?
For decades we have ground Italian marble. We
have seen that children love to play with sand and
draw. We have observed that the majority of toys for
children are manufactured abroad. As a family, we
decided to manufacture a toy that was exclusively
“Made in Italy” from raw material to finished
product. Sabbiarelli, which respect all European
standards for safety in toys (EN 71) emerged from
our passion. The business aspect came later. From
the white dust of Carrara marble, we created a
toy that appeals to the creativity of children. We
proceeded to add a rainbow of eco-friendly colors.
We have always shared the United Nations’ views
with conviction and would like to develop awareness
to them starting from a young age.
We will be at the Expo in Milan to donate our
Sabbiarelli Kits to children. They will contain
messages that will raise awareness of the UN’s
various missions.
For further information on Sabbiarelli, visit their
website: www.sabbiarelli.it/video
To purchase, visit their website to find stores that
carry Sabbiarelli: www.sabbiarelli.it
www.ferrarigranulati.it – [email protected]
151
151
152
153
MANUAL SKILL
A MADE IN ITALY’S
SECRET
MANUALITÀ
SEGRETO DEL MADE IN ITALY
al 1981 Arredoquattro crea arredi unici per allestimenti per l’alta
moda e per le boutique di design
delle migliori firme del Made in Italy
all’estero. Nel suo stabilimento di Budrio, in provincia di Bologna, realizza
progetti personalizzati prestando attenzione ad ogni singolo dettaglio, dando vita
a dei prodotti dal design “fatto su misura”.
In ogni lavorazione il segno distintivo delle
finiture fatte a mano è in perfetta armonia con le
più moderne tecnologie.
Da oltre 30 anni 57 collaboratori condividono gli
ideali Arredoquattro, rendendo l’azienda rinomata
per capacità, professionalità e innovazione.
Sin dagli inizi degli anni 2000, innovazione,
sostenibilità, supporto della comunità locale
e globale, sono i pilastri su cui l’azienda ha
costruito la sua responsabilità d’impresa. Il
progresso tecnologico ha rafforzato l’impegno di
154
Arredoquattro verso la sostenibilità ambientale:
nel 2009 l’azienda ha installato 1,140 pannelli
solari per un’area compleassiva di 1455 metri
quadrati.
Un impianto con una resa media annua di
231.660,00 Kw/h con un risparmio medio di CO2
di 123.012,00 Kg/a.
Arredoquattro ha supportato i progetti di Oxfam
Italia dedicati alla salute e all’educazione dei
bambini in Sudafrica comprando 300 copie di
“Attraverso i tuoi occhi” un libro fotografico di
Rossana Marra in cui sono ritratti i beneficiari del
programma.
www.arredoquattroindustrie.com
E
stablished in 1981, Arredoquattro creates,
unique furnishings and decors for high
fashion set ups and boutique designs for the
best “Made in Italy” brands in locations all over
the world. In its facility in Budrio, near Bologna,
it realizes customized projects paying attention to
every single detail, making every product a tailormade design. In every process the distinctive
feature of handmade finishings is well harmonized
with the most advanced technologies. Over the
last 30 years, 57 collaborators have been sharing
the ideals of Arredoquattro, making the company
renowned for its capabilities, competence and
innovation.
Since the early 2000s, innovation, sustainability,
local and global community building have been
the main pillars of the company’s work ethic.
Technological development has enhanced
Arredoquattro’s efforts towards environmental
sustainability: in 2009 it installed 1,140 solar
panels with a total area of 1,455 sqm. A facility
with an annual average yield of 231,660.00 Kw/h
with an average savings of 123,012.00 kg CO2/a.
Arredoquattro supported Oxfam Italia’s projects
for children’s health and education in South Africa
buying 300 copies of “Attraverso i tuoi occhi” a
photo book by Rossana Marra portraying the
beneficiaries of the programme.
“Attraverso i tuoi occhi” a
photo book by Rossana Marra
155
ARTISTIC PHOTOGRAPHY BY
THE FENAROLI STUDIO
INSPIRATION
AND TECNIQUE
P
STUDIO DI FOTOGRAFIA ARTISTICA FENAROLI
ISPIRAZIONE
E TECNICA
HOTOGEK FENAROLI uno
studio video-fotografico pluripremiato per il modo speciale
di affrontare l’arte dell’immagine.
Una ricerca appassionata ed instancabile sia per i contenuti che per l’originalità
delle lavorazione.
La qualità delle immagini è frutto della sensibilità che aiuta i fotografi dello studio ad avere un approccio psicologico per arrivare all’anima dei soggetti ritratti.
Scaturisce da qui la lettura attenta e
interpretata del percorso della vita
umana: dalla nascita alla maturità.
C’è poi un filone di ricerca che sviluppa
un profondo amore per l’Italia e le sue
tradizioni.
156
“Tracce di Tempo®” è una lavorazione esclusiva
di PHOTOGEK FENAROLI nata da un’idea di Gloria
e Renata Fenaroli: si tratta di un procedimento
gestuale sulla superficie della fotografia progettato già in fase di scatto - che nasce dalla
relazione tra immagine, luce e materia e da
un’azione manuale sulla stampa fine art che
rende ogni immagine unica.
Questa tecnica è applicata su vari contenuti: da
“Tracce di Mille Miglia” alla visualizzazione del
cibo, all’atmosfera senza tempo di
ritratti e paesaggi naturali.
Molte le Mostre nazionali ed
internazionali, tra cui l’ultima a Los
Angeles.
HOTOGEK FENAROLI is a videophotographic study pluri-awarded for
its special way to face the art of the image,
including a passionate and tireless search
for both content and for the originality of
the work.
The picture quality is the result of the
sensitivity that helps photographers of the
study having a psychological approach to
reach the soul of the subjects.
From this stems the careful reading and
interpretation of the course of human life
from birth to maturity.
Then there is a line of research that develops
a deep love for Italy and its traditions.
“Traces of Tempo®” is a unique work of
PHOTOGEK FENAROLI brainchild of Gloria
and Renata Fenaroli: it is an artistic process
on the surface of the photograph - designed
already during shooting - which arises from
the relationship between image, light and
matter and by manual action on the fine art
print that makes each one a unique image.
This technique is applied to various
contents: cars in “Traces of Mille Miglia”,
the view of food and the atmosphere of
timeless portraits and landscapes.
Many national and international show,
including the latest in Los Angeles..
PHOTOGEK Fenaroli
Montichiari –Bs- Lago di Garda (Italia)
+39.(0)30.961850
www.photogek.com
Tra i riconoscimenti
LA PROFESSIONE
DEL COMMERCIALISTA
FIRM’S ACTIVITIES:
Audit department:
™ 7dVgYd[VjY^idghVcYhiVijidgnVjY^i^dc
™ IVmVcYVXXdjci^c\YjZY^a^\ZcXZ
™ 8dbeVcnZkVajVi^dcVcYgZedgih
È UN’ECCELLENZA ITALIANA
Strategic consultancy:
™ 7jh^cZhheaVchYZkZadebZci!
strategic plans
™ 9ZkZadebZcid[hnhiZbhd[bVcV\ZbZci
control of budgeting and reporting
™ 8dbeVcn¼hgZhigjXijgVi^dch
and liquidation
o Studio Trementozzi nasce nel 1947 ed è alla terza
generazione di professionisti. Una storia familiare
determinante nell’evoluzione delle competenze:
68 anni di esperienza nella tutela dell’impresa,
dell’imprenditore, della famiglia e del loro patrimonio.
La mission è essere partner nella progettazione del
futuro di privati ed imprese, nel curare i loro interessi,
condividendone problematiche e strategie con indipendenza
ed integrità professionale.
Extraordinary activities:
™ ejgX]VhZ!hVaZ!bZg\Zg!Y^k^h^dcVcY
transfer
of companies
™ Wjh^cZhhXdcigVXih
™ h]VgZ]daYZgV\gZZbZcih
ATTIVITÀ DELLO STUDIO
Area revisione:
™ 8daaZ\^dH^cYVXVaZZXdcigdaadaZ\VaZYZ^Xdci^
™ 9jZY^a^\ZcXZÃhXVaZZXdciVW^aZ
™ Hi^bZZeZg^o^ZY¼Vo^ZcYV
Consulenza strategica:
™ Hk^ajeedY^7jh^cZhhEaVc!E^Vc^higViZ\^X^
™ Hk^ajeedY^h^hiZb^Y^XdcigdaadY^\Zhi^dcZ
di Budgeting e Reporting
™ G^higjiijgVo^dcZZa^fj^YVo^dcZY^Vo^ZcYV
Operazioni straordinarie:
™ VXfj^hid!XZhh^dcZ![jh^dcZ!hX^hh^dcZ!
conferimento di aziende
™ 8dcigViijVa^hi^XVVo^ZcYVaZ
™ GVeedgi^igV^hdX^!eVii^eVgVhdX^Va^
Diritto tributario:
™ E^Vc^ÃXVo^dcZZYdii^b^ooVo^dcZÃhXVaZ
™ 8dciZco^dhdig^WjiVg^d
™ 8dchjaZcoVÃhXVaZdgY^cVg^VZhigVdgY^cVg^V
™ 9^X]^VgVo^dc^ÃhXVa^!Vhh^hiZcoVegZhhd\a^J[ÃX^
Finanziari
Amministrazione e finanza:
™ 8dciVW^a^i|ZXdcdb^XV!ÃcVco^Vg^V!VcVa^i^XV
™ Dg\Vc^ooVo^dcZVbb^c^higVi^kVZÃcVco^Vg^V!
™ 8dcigdaadY^\Zhi^dcZ!VYk^hdgnÃcVco^Vg^V
Partnership:
Fausto Vittucci e C. sas - Società di Revisione
Albo Consob
BUSINESS
CONSULTANCY
AN ITALIAN EXCELLENCE
T
rementozzi
accounting
firm
was
established in 1947 and has been a familyrun firm for three generations. Its 68 years
in operation have had a lasting impact in the
Italian accounting field. The firm specializes in
the protection of companies, entrepreneurs, as
well as families and their estates.
The firm’s mission is to be a partner in the future
of planning of both individuals and businesses
by safeguarding their best interests through the
implementation of problem-solving strategies
with professional integrity.
Tax Law:
™ IVmeaVcc^c\VcYdei^b^oVi^dc
™ IVma^i^\Vi^dc
™ DgY^cVgnVcYZmigVdgY^cVgniVmXdchjai^c\
™ IVmgZijgch!ÃcVcX^Vad[ÃXZhVhh^hiVcXZ
Finance and administration:
™ :Xdcdb^X!ÃcVcX^Va!VcVani^XVaVXXdjci^c\
™ 6Yb^c^higVi^kZVcYÃcVcX^Vadg\Vc^oVi^dc
™ BVcV\ZbZciXdcigda!ÃcVcX^VaVYk^hdgn
Partnership:
Fausto Vittucci e C. sas - a registered public
accounting firm and at Public Company
Accounting Oversight Board
Studio Trementozzi
6, via Benedetto Croce Roma - Italy
Tel +39 06 542396
mail [email protected]
158
Portait of Fra’ Luca Pacioli, attributed to Jacopo de’ Barbari
Fra’ Luca Pacioli (c. 1447 - 1517) was the first to publish a work on double-entry system of book-keeping
UN IMPORTANTE ESEMPIO DI SOSTENIBILITÀ
TECNOIMPIANTI
UNA FARMACIA TUTTA
Come realizzare nel mondo
impianti recuperando energia e calore
Da 30 anni collabora con le aziende leader a livello
mondiale nella costruzione di materiali tecnici
Ha been operating worldwide in the textile industry
for 30 years
™ IMPIANTI DI ASPIRAZIONE CENTRALIZZATI
PILOTATI CON INVERTER
Centralized air suction umit with inverted
control
Progetta, realizza, installa e collauda sul posto
ogni suo prodotto in qualsiasi parte del mondo con
soluzioni personalizzate per ogni esigenza
Our professionals design, implement, install and
test all our prto meet their production needsoducts
on-side in the world
™ STRUTTURA PORTANTE METALLICA
Metal frame work
We are present in 46 Countries in the world
Italia, Germania, Francia, Inghilterra, Portogallo,
Serbia, Croazia, Bulgaria, Romania, Ungheria,
Polonia, Russia, Egitto, Marocco, Turchia, Sudafrica,
Zimbabwe, Emirati Arabi Uniti, India, Pakistan,
Bangladesh, Tagikistan, Uzbekistan, Kazakistan,
Iran, Indonesia, Malesia, Filippine,
China,
Cambogia, Laos, Myanmar, Vietnam, Giappone,
Taiwan, Korea Del Sud, Korea Del Nord, Australia,
Nuova Zelanda, Chile, Argentina, Colombia, Usa,
Canada, Ecuador, Brasile
CUORE E ROBOT
nnovazione anche in Farmacia: ce n’è una “speciale”
a Mazzano in provincia di
Brescia con un robot che
gestisce oltre 50.000 giacenze. Con questo “braccio” offre un prezioso risparmio di tempo e con il “cuore”
pensa a neo mamme, donne in-
™ CENTRALI DI TRATTAMENTO ARIA
Air conditioning unit
™CONDIZIONAMENTO CON CANALI IN
PANNELLO PYRAL
Pyral pannels channels air conditioning
™ IMPIANTI DI ARIA COMPRESSA CON PROFILO
IN ALLUMINO
Compressed air supply system made
if alluminium
cinte, anziani, disabili: lo sportello FARMA DRIVE
permette infatti di non scendere dall’auto.
Alla Farmacia Ferrari le donne trovano l’ostetrica
che le segue anche per l’alimentazione in
gravidanza; possono fare l’ecografia della pelle e
ogni tipo di trattamento estetico.
Fisioterapisti, psicologi, dietologi, infermieri
completano un’offerta che è un originale approccio
olistico alla qualità della vita.
A ROBOTIC PHARMACY WITH A HEART
T
here is a special pharmacy located in Mannazo
near Brescia that is truly innovative: it features
a robotic arm that manages all of the 50,000
items in stock. The robotic arm saves precious
time while catering to the needs of new mothers,
pregnant women, as well as the elderly and the
disabled. It is called the FARMA DRIVE system and
allows for purchases to be made from the comfort
of one’s own vehicle.
™ QUADRO PLC
PLC unit
™ IMPIANTI DI DISTRIBUZIONE VAPORE PER
TINTORIE
Steam distribution system for dry cleaners
™ SISTEMI DI COGENERAZIONE RIGENERAZIONE
E ILLUMINAZIONE A RISPARMIO ENERGETICO
Cogeneration, trigeneration systems and new
lighting System with Energy saving (LED)
At the Farmacia Ferrari, women can find a
vast selection of services ranging from an
obstetrician who can also offer nutritional advice,
to ultrasound skin analysis and even esthetic
treatments. Customers also have access to
physical therapists, psychologists, dieticians, and
nurses. The pharmacy offers an innovative holistic
approach towards the quality of life.
Via Masaccio,33 – 25034 Orzinuovi, Brescia, Italia
39.3405141961- 3403405141962
[email protected]
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160
© PHOTOGEK Fenaroli
ASSOLUTO RISPETTO PER L’AMBIENTE
Absolute respect for the environment
www.farmaciaferraristore.it
161
ECCELLENZE ITALIANE
Questa Rivista è realizzata
dall’Associazione Culturale senza
scopo di lucro Eccellenze Italiane,
che quest’anno compie 15 anni di
attività.
ei
Atelier della Calce,
nato dall’intuizione di Carolina
Reviglio della Veneria, fondato
con il restauratore Vincenzo
Angelica, si occupa
di alta decorazione e restauro,
ripristinando una tradizione
di alta qualità, con l’obiettivo
di valorizzare antiche costruzioni
e riqualificare
e risanare quelle moderne
per far riscoprire la magia
della calce e i prodotti naturali.
Atelier della Calce, high Quality
Restoration, was born out
the intuition of Carolina Reviglio
della Veneria and founded together
with Vincenzo Angelica, an expert
in restoration.
The Atelier della Calce specializes
in fine decorations and
restorations. Following a
high-quality tradition, it aimes
to restore the value of ancient
buildings and add value to modern
structures. It strives to promote
the charm of lime as well as other
natural products.
www.atelierdellacalce.it
La Rivista
, a diffusione internazionale, è stata
premiata dal CNR quale “Progetto Editoriale di
particolare rilievo culturale”.
Partendo dalla sensibilità verso la ricchezza
di contributi che ogni cultura porta al mondo
globale, l’Associazione da lunghi anni è
impegnata nel far emergere e valorizzare – in
Italia e all’estero - i punti di forza degli Italiani
in ogni ambito del sapere e attraverso i tempi.
Questo, nell’ottica della condivisione, della
partecipazione, dell’apertura, dell’interscambio
che da sempre caratterizza la tradizione italiana.
Il frutto di tanti anni di ricerca è stato raccolto
da Rossana Pace nel Volume “Italia, un Paese
Maiuscolo. Come continuare ad essere cuore
e motore creativo del mondo” introdotto dal
Presidente Giorgio Napolitano (Edizioni Editalia,
Gruppo Istituto Poligrafico dello Stato e Zecca
dello Stato) e presentato il 10 aprile 2014
presso l’Archivio Storico della Presidenza della
Repubblica.
ei
ECCELLENZE ITALIANE
This magazine was published by
Eccellenze Italiane, a non-profit
Cultural Association founded in
2000.
ei magazine, which is distributed internationally,
was given an award by the CNR (Italian National
Research Council) as an Editorial Project of
special cultural importance.
Starting from their sensitivity to the wealth of
contributions that every culture can bring to the
world, the Association has been committed for
many years to identifying and promoting - both in
Italy and abroad - the strengths of Italians in every
area of knowledge and throughout history.
They have done this with the aim of sharing,
participating and opening discussions, for an
exchange that has always characterised the
Italian tradition.
The fruit of many years of research was assembled
by Rossana Pace in the book “Italia - Un Paese
Maiuscolo - Come continuare ad essere cuore e
motore creativo del mondo”, with an introduction
by President Giorgio Napolitano (Published by
Editalia, Gruppo Istituto Poligrafico dello Stato
and the State Mint), which was presented on the
April 10th 2014 at the Historical Archives of the
Presidency of the Republic.
ritiene importante che si realizzi una
“globalizzazione consapevole”, il che significa
conoscere e amare le proprie radici, per
affrontare, con rinnovata creatività, il futuro
nel contesto mondiale.
ei
Oggi ei non si occupa solo di Italia: ha messo e
continua a mettere a disposizione anche di altri
Paesi il proprio know how nella individuazione
e valorizzazione delle eccellenze di un sistema.
Dalle radici e dalla rinnovate fronde di ciascuno
si costruisce il nostro futuro globale.
Today, ei does not deal merely address issues
concerning Italy: it has made, and continues
to make, its expertise available also to other
countries, so that they might identify and promote
excellence in their own systems.
The future of our world can be built on its roots
and emerge from its budding branches.
believes that it is important to create a
globalization that is “self-aware”. This entails
loving one’s own roots and facing the global
context with renewed creativity.
ASSOCIAZIONE CULTURALE ECCELLENZE ITALIANE
Redazione ei Ufficio Relazioni Pubbliche
Via Monti Parioli 62,00197 Roma
Tel.063211820/ 06.3244383
^c[d5ZXXZaaZcoZ^iVa^VcZ#^i™lll#ZXXZaaZcoZ^iVa^VcZ#^i
The “Aroma Room” or “Water Room”
in the old Pharmacy of Santa Maria
Novella in Florence Restoration of
the lime marmorino below the frescos
Part of the garden fresco from Villa Livia
Drusilla (wife of Augustus)
Sulla chiavetta a forma di cucchiaio la nostra Rivista e una Documentazione ONU AT EXPO.
Il Premier Matteo Renzi, il Ministro degli Esteri Gentiloni col nostro condirettore Costanza Sciubba, il Governatore Maroni,
il Ministro dell’Istruzione Giannini, il regista Pupi Avati, il Ministro dell’Agricoltura Martina, Diana Bracco Presidente Expo Milano
2015 e Commissario Padiglione Italia e Fabio Volo con la nostra chiavetta. ©PHOTOGEK. Per Gentiloni: Vito Catalano
Eccellenze Italiane come promotrici dei valori, dei
messaggi, delle battaglie dell’ONU per un futuro
fecondo e pacifico del mondo globale.
Per affermare questa scelta abbiamo realizzato,
come Partner Ufficiale delle Nazioni Unite, questo
Numero Speciale della nostra Rivista dedicato alla
partecipazione dell’ONU e delle sue Agenzie all’Expo
di Milano 2015.
La pubblicazione esce con l’inaugurazione
dell’Esposizione, 1 Maggio 2015 ed è distribuita
durante i 6 mesi dell’evento.
Come copertina abbiamo scelto un paesaggio di
Giacomo Balla, tra gli artisti più apprezzati del
nostro Futurismo: il sole radioso che illumina forme
di una natura dalla valenza universale ci è parsa
un’immagine adatta ad accompagnare in modo
augurale il futuro che l’ONU intende sostenere: uno
sviluppo sostenibile come strumento primario per la
grande sfida “Fame Zero”.
Eccellenze Italiane, the Italian Business Elite:
Promoters of the Values, Messages, and the Battles
of the United Nations Ensuring a Productive and
Peaceful Future for the World
To further demonstrate our support, we are issuing
this SPECIAL EDITION of our magazine as an Official
Partner of the United Nations. It will be dedicated to
the participation of the UN and its agencies at Expo
Milano 2015 .
The publication will be released to coincide with the
inauguration of the Exposition on May 1st, 2015 and will
be distributed throughout the 6 months of the event.
Linee Forza Paesaggio + Esplosione by Giacomo Balla
Courtesy of Associazione Culturale Futur-ism.
We have chosen a landscape as depicted by Giacomo
Balla, one of the most highly appreciated artists of the
Futurist movement.
It depicts a radiant sun that illuminates natural
shapes. It embodies a universal theme that seemed
suitable to accompany the vision of a desirable future
as expressed by the United Nations: a sustainable
development as the means to overcome the Zero
Hunger Challenge.
Rossana Pace
Direttore “EI - Eccellenze Italiane”
Eccellenze Italiane.it
EItaliane
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