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ITINERARIO 10 “L`INCANTATO BORGO DI PRATO DI DIETRO”

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ITINERARIO 10 “L`INCANTATO BORGO DI PRATO DI DIETRO”
FORESTA DI SANT’ANTONIO
ITINERARIO 10
“L’INCANTATO BORGO DI
PRATO DI DIETRO”
Interesse: floristico-vegetazionale, faunistico, storico
Varco di
Reggello
Ponte di Macereto
10) Varco di Reggello Poggio a Nebbieto Prati di Dietro Costa della Ricciola Ponte di Macereto Reggello
Reggello
DATI TECNICI
PUNTO DI PARTENZA:
Varco di Reggello
LUNGEZZA DEL PERCORSO: 9,2 Km
DISLIVELLO:
1034 m
GRADO DI DIFFICOLTÀ:
medio-alto
TEMPO DI PERCORRENZA:
3,5 ore
POSTI DI RISTORO:
area attrezzata
Prato di Dietro
NOTE: dalle bellissime praterie del crinale, da cui è possibile godere di ampi
panorami sia sul Casentino che su Reggello, passiamo al bosco di faggi sino
a giungere a Poggio a Nebbieto, un altro spettacolare punto di osservazione
all’interno della Foresta. Possiamo effettuare una sosta nei prati di Prato di
Dietro e poi riscendere a valle seguendo il tratto impervio del Borro alla Rota.
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FORESTA DI SANT’ANTONIO
Altimetria
del sentiero.
DESCRIZIONE
Nei pressi del Varco di Reggello (1348 m) ci dirigiamo
verso Nord lungo il sentiero di crinale CAI 00, sino a
prendere sulla sinistra il sentiero R9, che dapprima attraversa la prateria (Prato Macone) e poi si inoltra nella
faggeta.
Prato Macone
sul crinale del
Pratomagno.
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G
enzianella
(Gentiana
acaulis) Fam.:
Gentianaceae
Ama vivere nei prati
e pascoli alpini, sulle
rupi dai 700 ai 2200
m. Fiorisce in Aprile
- Maggio. Il termine acaulis deriva
dal latino a=senza,
caulis=fusto. La pianta è alta circa 10 cm,
possiede delle foglie
basali disposte a rosetta, da cui prende
origine il breve fusto
che porta un solo fiore, a forma di imbuto
aperto verso l’alto
con 5 lobi disposti
a stella. Il colore del
fiore è blu brillante
che pian piano si attenua verso l’interno,
fino a divenire bianco
con piccole macchie
scure.
La prateria è uno spettacolare habitat naturale ed è
tutelato da leggi europee, nazionali (Dir. 92/43/CEE,
D.M. 1999 e L.R. 56/2000) a causa della presenza di
emergenze floristiche e faunistiche. Il luogo è definito SIR Sito di Importanza Regionale ed annovera
specie vegetali assai rare tra cui ricordiamo: la veronica di Orsini, presente in Toscana soltanto nel Pratomagno, Murbeckiella zanonii, Rosa serafinii, Viola
eugeniae, Caltha palustris. La fitocenosi erbacea è
costituita prevalentemente da nardeti (specie di riferimento Nardus stricta).
Una volta entrati nella faggeta, il sentiero scende
velocemente e, in vari punti, si può osservare la presenza di “insogli”, pozze sparse nel bosco utilizzate
dagli ungulati (cinghiale, capriolo) per bagnarsi e
infangarsi fino a togliersi dal corpo fastidiosi parassiti. Laddove il bosco di faggio si apre, prendono il
sopravvento gli arbusteti soprattutto quelli formati
da ginestre che colonizzano il terreno più roccioso.
Possiamo allontanarci di poco dal sentiero e giungere così a Poggio a Nebbieto (1190 m), un bellissimo punto panoramico dove lo sguardo si può
perdere all’orizzonte, dominando le valli dell’area
protetta: sulla sinistra è evidente la strada forestale, sulla destra Case Sant’Antonio e, sotto di noi, il
bosco con il Faggione di Prato a Marcaccio. Si torna
indietro piegando a destra, passando prima attra-
C
olombina
cava (Corydalis cava) Fam.:
Fumariaceae
Cresce nei boschi
umidi di latifoglie, si
trova nella faggeta.
Fiorisce a Marzo.
Specie erbacea perenne che raggiunge
un’altezza di
10 - 35 cm.
Le foglie
verde-bluastre sono
doppiamente tripartite con segmenti
grossolanamente
dentati o lobati. I fiori sono disposti in un
racemo un po’ incurvato che porta 5 - 20
fiori. Questi hanno
una corolla rosa-violaceo o biancastra,
prolungata all’indietro in uno sperone
rigonfio, contenente
nettare.
FORESTA DI SANT’ANTONIO
verso una zona fitta di scope alte e poi si scende
sino ad arrivare al Borro alla Rota. Lo si attraversa e
si continua a scendere sino ad arrivare al fabbricato
di Prato di Dietro (1070 m), oggi riadattato a rustico
bivacco posto in un’area attrezzata con un bel prato
circondata da faggi. E’ molto facile aprire la porta
del rifugio e trovare all’interno i suoi più abituali frequentatori: i ghiri.
E’ un angolo incantato avvolto dal silenzio, dalla
pace e dalla tranquillità della foresta dove è possibile distendersi sui verdi prati all’ombra dei maestosi
alberi.
Al di sotto passa la strada forestale; la si imbocca
svoltando a destra e poco dopo si riprende il sentiero R9 sulla sinistra che scende lungo il corso del
Borro alla Rota. A seconda della portata di acqua,
può capitare di dover guadare più volte il borro.
Dopo un breve tratto ripido, superiamo la Costa della Ricciola. Questa parte dell’itinerario si può rivelare
un po’ difficoltosa nel dover superare più punti scoscesi e quindi è consigliabile procedere con prudenza. Si continua a scendere lungo il corso d’acqua in
un bosco misto con cerro, ontano, faggio e carpino
nero sino a ricongiungerci con la “Reggellese” (CAI
16), che ci conduce sino al Ponte di Macereto e poi,
proseguendo ancora, sino alla località Acqua Rossa
e successivamente a Reggello.
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