...

La strada della sicurezza

by user

on
Category: Documents
0

views

Report

Comments

Transcript

La strada della sicurezza
Quaderno per
l’insegnante
La strada della sicurezza
A piedi, in bici, in motorino, in auto: la sicurezza cresce con te.
PERCORSO DIDATTICO PER LE SCUOLE MATERNE
LAZIOSANITÀ - AGENZIA DI SANITÀ PUBBLICA
Gli strumenti didattici “La strada della sicurezza. A piedi, in bici, in motorino, in auto: la
sicurezza cresce con te” intendono fornire uno stimolo concreto per la diffusione della cultura della sicurezza stradale promuovendo, anche nei piccoli, i valori della responsabilità, del
rispetto di sé e degli altri, della cittadinanza attiva, della convivenza civile e della tutela dell’ambiente.
I materiali didattici messi a disposizione delle scuole materne sono:
• Una serie di brevi filmati su cd-rom che introducono i principali temi dell’educazione stradale e forniscono stimoli per la discussione e l’approfondimento in
classe. Adatti per bambini di 3-5 anni, utilizzano prevalentemente la tecnica dell’animazione tradizionale per proporre ambienti e situazioni quotidiane.
• Una dispensa cartacea destinata agli insegnanti. Include un breve rapporto sul
quadro europeo, nazionale e regionale degli incidenti stradali, sulle principali
cause dei sinistri, sulle fasce di popolazione maggiormente colpite e sul ruolo
preventivo che la scuola può svolgere per ridurre l’impatto economico e sociale
dei danni da incidente. La dispensa offre inoltre la possibilità di approfondire i
temi introdotti dai filmati attraverso un ricco elenco di attività utili ad accrescere la conoscenza della strada e dei suoi protagonisti, e a stimolare la consapevolezza, nei bambini, dell’importanza di comportamenti improntati alla prudenza e alla sicurezza.
I materiali didattici contenuti nel kit “La strada della sicurezza. A piedi, in bici, in motorino, in auto: la sicurezza cresce con te” sono il risultato del lavoro svolto da un’équipe di
esperti, basato su un approccio multi disciplinare e interistituzionale. Il contributo degli insegnanti sarà senz’altro prezioso per raggiungere gli obiettivi dell’iniziativa.
Grazie per il vostro prezioso contributo.
Buon lavoro!
I curatori del progetto
1
2
PERCORSO DIDATTICO PER LE SCUOLE MATERNE
PER GLI INSEGNANTI
5
Incidenti stradali: il quadro europeo, italiano e regionale
7
Per strada da soli, la prima volta alla guida: tra senso di autonomia e responsabilità
9
Parlare di rischio, regole e responsabilità con bambini e adolescenti
PER LA CLASSE
11
La Strada della Sicurezza: pillole informative e approfondimenti
3
4
INCIDENTI STRADALI:
IL QUADRO EUROPEO, ITALIANO E REGIONALE
Nel 2001 l’Unione Europea, giudicando inaccettabile il costo che ogni anno ciascun Paese sostiene a
causa degli incidenti stradali, in termini di vite umane, nonché sociali, sanitari e economici che ne derivano, si
è posta l’obiettivo di dimezzare per l’anno 2010 il
numero delle vittime della strada. Per raggiungere questo risultato è possibile ricorrere a misure deterrenti quali
OBIETTIVI EUROPEI
l’estensione dei controlli e l’inasprimento di alcune sanzioni, ma bisogna puntare soprattutto sulla diffusione della
Dimezzare il numero
cultura della sicurezza. È necessario infatti che ciascun
delle vittime della strada
utente non sottovaluti i rischi connessi alla strada e ne facentro il 2010
cia un uso improntato alla prudenza e alla prevenzione.
Secondo il rapporto “Youth and road safety in
Europe” dell’Oms Europa, ogni anno 127 mila persone
muoiono a causa di incidenti stradali nella Regione europea
dell’Oms, mentre 2 milioni sono i casi che hanno richiesto
ricovero ospedaliero o assistenza medica.
Restringendo l’analisi alla sola Unione europea, 1,3 milioni di
incidenti stradali all’anno provocano 40 mila morti e 1,7
milioni di feriti. Il costo totale di queste perdite è stimato in
180 miliardi di euro all’anno (circa il 2% del Prodotto
Nazionale Lordo dell’Unione).
GLI INCIDENTI IN EUROPA
incidenti
morti
feriti
1,3 milioni
40 mila
1,7 milioni
Per un costo pari al 2%
del Prodotto Nazionale Lordo
dell’Unione
La situazione italiana relativa al 2007 appare in
linea con il quadro europeo. A livello nazionale si riscontra
una diminuzione del numero degli incidenti (-3,0%) e
dei feriti (-2,1%) e un calo più consistente del numero
dei morti (-9,5%) rispetto al 2006. Complessivamente
GLI INCIDENTI IN ITALIA
si sono verificati 230.871 incidenti, che hanno causato 5.131 morti e lesioni di diversa gravità a 325.850
incidenti 230.871 (-3,0%)
persone.
morti 5.131 (-9,5%)
Il Piano Nazionale per la Sicurezza Stradale ha stimato
un costo sociale pari a 1.394.434 Euro per ogni persona
feriti 325.850 (-2,1%)
deceduta a causa di un incidente sulla strada e pari a
73.631 Euro per ogni ferito.
I dati dell’ISTAT rilevano che nel corso della giornata si registrano tre picchi di incidentalità (ore 8 –
12/13 – 18, in corrispondenza dei volumi di traffico più elevati e determinati dagli spostamenti casa-scuola
e casa-lavoro) e che il week-end rappresenta un periodo ad alto rischio in quanto il venerdì si verifica il
più alto numero di incidenti e di feriti e la notte del sabato è il momento in cui la mortalità è più elevata.
5
In Italia, in accordo con i dati europei, si registra una maggiore esposizione al rischio di incidenti stradali per il sesso
maschile (63% contro il 37% delle donne) e un alto coinvolgimento di soggetti al di sotto dei 30 anni, per i quali l’incidentalità stradale rappresenta la prima causa di mortalità.
In relazione alle cause degli incidenti, i
GIORNI A PIÙ ALTO RISCHIO
dati Istat del 2007 ascrivono il 45% degli incidenti a comportamenti scorretti alla guida e
venerdì maggiore incidentalità e
ne imputano il 3% allo stato psicofisico altemaggior numero di feriti rato del conducente, a causa di alcol, droghe
o farmaci. Nello specifico l’Istat rileva che sono
domenica maggiore mortalità
stati accertati 6.124 incidenti provocati da
guida in stato di ebbrezza e 2.612 incidenti
imputabili a malore, ingestione di sostanze stupefacenti o psicotrope e sonno.
Il dato è complesso da rilevare ed è sicuramente sottostimato in quanto non rende conto degli incidenti dovuti ai comportamenti scorretti alla guida a loro volta riconducibili ad alcuni effetti dell’alcol o di altre sostanze psicoattive che possono indurre sonnolenza, affaticamento,
rallentamento dei riflessi. Da una recente pubblicazione
dell’Istituto Superiore di Sanità si evince come sia ormai
accertato che il consumo di alcol rappresenti un importante fattore di rischio associato agli incidenti stradali. Un
dato analogo è riscontrabile anche a livello europeo dove
risulta che dal 5 al 20% dei conducenti guida dopo aver
bevuto alcolici e dall’1 al 4% dopo aver assunto una quantità
diverse normative nazionali.
il 45% degli incidenti è
causato da comportamenti
scorretti alla guida e di
questi il 3% è dovuto allo
stato psicofisico alterato del
conducente, a causa di alcol,
droghe o farmaci
di alcol superiore ai limiti stabiliti dalle
Sebbene la relativa valutazione sia ancora più incerta, anche la guida sotto l’effetto di droghe coinvolge un vasto numero di persone; secondo le fonti citate dall’Istituto Superiore di Sanità la stima della
presenza di droghe in caso di incidente varia dal 10 al 15%.
DATI LAZIALI DEL 2007
incidenti
morti
feriti
29.761 (-5,1%)
527 (-8,3%)
41.431 (-4,9%)
Anche a livello regionale si confermano le tendenze nazionali ed europee: nel 2007, rispetto ai
precedenti dati del 2006, si è registrata una riduzione del numero di incidenti (-5,1%), di morti
(-8,3%) e di feriti (-4,9%). Il dato disaggregato a
livello provinciale segnala che la più alta incidenza di
incidenti stradali si è avuta nella Provincia di Roma e
che le più basse si sono registrate nelle province di
Frosinone e di Viterbo.
6
In ambito regionale è confermata la tendenza notturna a una diminuzione quantitativa degli
incidenti cui corrisponde però un incremento della gravità.
Inoltre nel Lazio è attiva una sorveglianza degli incidenti stradali basata sull’integrazione dei dati delle
strutture dell’emergenza con i ricoveri ospedalieri, che permette di valutare le conseguenze sanitarie degli
incidenti. Nel 2007, 158.546 soggetti sono ricorsi al Pronto Soccorso in seguito ad un incidente stradale e di questi circa il 7% (10.778 soggetti) è stato ricoverato.
PER STRADA DA SOLI, LA PRIMA VOLTA ALLA GUIDA:
TRA AUTONOMIA E RESPONSABILITA’
Se il conseguimento della patente di guida costituisce sicuramente un passo fondamentale verso l’età
adulta e la conquista dell’indipendenza, bisogna riconoscere che ogni tappa verso l’autonomia in ambito
stradale rappresenta un momento importante per la crescita psicologica del bambino e dell’adolescente.
Chi non ricorda infatti l’emozione e il senso di gratificazione provati durante i primi tragitti compiuti, senza l’accompagnamento degli adulti, a piedi o in autobus verso la scuola?
E chi ha dimenticato il giorno in cui imparò a guidare la bici?
Ognuno di questi momenti rimane bene impresso nella mente di ciascuno. È importante che le iniziative per la promozione e la diffusione della sicurezza stradale contribuiscano a valorizzare, di questi
passi significativi, non solo il senso di autonomia e di libertà ma soprattutto la maturazione personale
che comportano, intesa come capacità di rapportarsi con gli altri utenti della strada in una situazione di
potenziale pericolo ed essendo consapevoli che un agire non responsabile può generare gravi conseguenze sulla salute propria e degli altri. È infatti risaputo che i giovani tendono per natura a considerare soprattutto i vantaggi della responsabilità piuttosto che gli oneri.
Nonostante tutti riconoscano la piaga rappresentata dall’incidentalità stradale, l’importanza dell’educazione alla sicurezza stradale viene ancora sottostimata. Si consideri, infatti, che i giovani possono arrivare completamente ignoranti su questo tema fino al momento del rilascio della patente, in
quanto corsi di educazione alla sicurezza stradale non sono previsti dai programmi scolastici e il loro inserimento è affidato esclusivamente alla sensibilità degli insegnanti.
In questa situazione, un’azione migliorativa è rappresentata sicuramente dall’introduzione, a partire dal 1° luglio del 2004, del certificato di idoneità per i minorenni alla guida di ciclomotori, più noto
come “patentino”, mediante il quale l’Italia si è allineata a molte altre Nazioni che da anni hanno adottato questo strumento per diffondere la cultura della sicurezza stradale e ridurre il numero degli incidenti.
Per conseguire il patentino è possibile frequentare i corsi gratuiti organizzati presso alcune scuole
pubbliche o i centri di formazione professionale oppure i corsi a pagamento delle autoscuole. In tutti i
casi è prevista una prova finale, da svolgersi di fronte a un funzionario esaminatore del Dipartimento dei
Trasporti Terrestri. Il corso in autoscuola prevede 12 ore, mentre negli istituti scolastici è di 20 ore perché
comprende 8 ore aggiuntive dedicate all’educazione alla legalità e alla convivenza civile.
7
L’elevato numero di vittime che si registra nella popolazione tra i 15 e i 29 anni fa sì che gli incidenti stradali rappresentino la prima causa di mortalità per i giovani e questo dimostra che il conseguimento della patente non è sufficiente per infondere nei giovani, nei confronti della strada e della guida,
l’indispensabile atteggiamento di responsabilità e prudenza. Per mirare a questo obiettivo è necessario
un percorso di educazione alla sicurezza stradale che cominci nell’infanzia e accompagni i giovani lungo
tutto il loro percorso di formazione. Solo investendo sui guidatori di domani è possibile diffondere e
radicare la cultura della sicurezza.
L’alto tasso di mortalità che caratterizza i cosiddetti utenti deboli della strada, a cui appartengono
pedoni, ciclisti e motociclisti, rivela inoltre che l’educazione alla sicurezza stradale non è utile solo in vista
del conseguimento della patente di guida, ma anche per muoversi per la strada, a piedi e in bici, in modo
consapevole e sicuro.
Le cause degli incidenti confermano la necessità di investire sull’educazione stradale per modificare i comportamenti scorretti dei conducenti, che rappresentano la principale causa dei sinistri. Bisogna
investire su azioni preventive di media e lunga durata che racchiudano in sé una dimensione cognitiva (si
cambia un comportamento quando se ne conoscono gli aspetti pericolosi), un elemento di affettività
(perché un comportamento cambi in maniera stabile bisogna che si modifichino le abitudini e che si colgano i vantaggi di questo cambiamento) e una dimensione sociale (perché un comportamento si modifichi è necessario che il cambiamento sia approvato dall’ambiente sociale di riferimento e non sia invece
in contrasto). È fondamentale quindi che anche le scuole diano priorità e continuità operativa a iniziative in questo ambito.
Formare le giovani generazioni significa investire sul futuro, ma affinché gli interventi educativi
abbiano notevoli ricadute anche sul presente è necessario rendere i ragazzi ben consapevoli del ruolo di
educatori alla cultura della sicurezza stradale che essi possono rivestire in famiglia (tanto verso gli adulti
quanto verso i propri coetanei) e all’interno del gruppo dei pari.
L’educazione stradale è inoltre un argomento che si presta a un approccio interdisciplinare per i
suoi evidenti collegamenti con i temi dell’inquinamento, la promozione di una nuova cultura della mobilità che sia sostenibile dal punto di vista ambientale, l’incentivazione allo spostarsi a piedi o in bici per
ragioni ecologiche ma anche per combattere la sedentarietà e incoraggiare stili di vita attivi e salutari.
8
PARLARE DI RISCHIO, REGOLE E RESPONSABILITA’
CON BAMBINI E ADOLESCENTI
Quando si realizzano iniziative per la promozione della cultura della sicurezza stradale è fondamentale tenere in considerazione la particolare connotazione che i bambini e gli adolescenti attribuiscono a concetti quale rischio, regole e responsabilità.
Una larga parte della popolazione giovanile, e non solo, associa al rischio un’accezione positiva.
Nell’età adolescenziale, infatti, al termine rischio, e ancora di più al binomio rischio/guida, viene attribuito
un significato tutto particolare, che richiama i complessi meccanismi del riconoscimento di sé, della formazione dell’identità individuale e dell’affermazione dell’autonomia dai contesti di riferimento. Si rischia
per mettersi alla prova, farsi riconoscere all’interno del gruppo, ricercare emozioni forti, raggiungere il
successo, trasgredire infrangendo le regole stabilite dal mondo adulto. Il senso di invulnerabilità che
accompagna quest’età contribuisce ad avvalorare tale interpretazione del rischio.
Per quanto riguarda il senso di responsabilità, si tratta di un dovere che le giovani generazioni cercano di rifuggire, delegandolo oltre misura alle famiglie. Lo stesso approccio schivo riservano alle regole, delle quali tendono a considerare soprattutto il lato costrittivo e non i vantaggi che ne derivano.
Per progettare e pianificare iniziative di prevenzione bisogna partire da questi significati e dai valori che i giovani utenti della strada attribuiscono alle situazioni di rischio. È necessario porre l’attenzione
sul contenuto dei messaggi, l’adeguatezza dello stile e l’efficacia dei canali di diffusione: la sola trasmissione delle informazioni infatti non è assolutamente sufficiente.
Più che fornire nozioni relative al Codice della Strada, allora, è importante indurre i bambini e i
ragazzi a riflettere sulla propria, spesso inadeguata, percezione del rischio, sull’impatto dei loro comportamenti alla guida, sul significato protettivo e le funzioni positive delle regole. Per contrastare l’innato
senso di invulnerabilità che caratterizza queste fasce di età, ad esempio, più che il ricorso a discorsi moralistici o catastrofici risultano efficaci le testimonianze di ragazzi che hanno subito incidenti e che possono facilitare nei coetanei un processo di identificazione.
Recenti ricerche hanno dimostrato che la famiglia da un lato e il gruppo dei pari dall’altro rappresentano indubbiamente i motori dell’esposizione al rischio, ma possono anche essere, in un’ottica di
medio e lungo periodo, efficaci fattori di protezione. In altri termini, è vero che si rischia per allontanarsi dalla famiglia ed essere accettati dai pari, ma è anche vero che il modello familiare, in particolare quello paterno, nello stile di guida viene comunque inconsapevolmente assimilato e, dopo la fase del rifiuto
adolescenziale, può diventare un fattore di protezione. Allo stesso modo, all’interno del gruppo dei pari
esiste indubbiamente la tendenza a rischiare per essere accettati, ma è stato anche dimostrato che gli
amici rappresentano un potenziale fattore di protezione: il comportamento del “migliore amico” sembra
avere forte valenza predittiva soprattutto per quanto riguarda l’uso del casco e delle cinture. Il lavoro tra
pari che può essere svolto a scuola deve dunque mirare a favorire un confronto tra ragazzi, da cui possano emergere esperienze e valori che costituiscano fattori protettivi per i giovani.
9
10
LA STRADA DELLA SICUREZZA:
PILLOLE INFORMATIVE E APPROFONDIMENTI
Le attività che proponiamo di seguito hanno l’obiettivo di presentare e approfondire i contenuti forniti
tramite le pillole informative presenti nel filmato “La Strada della Sicurezza”.
Per ogni argomento, sono suggerite domande e attività che l’insegnante può usare come spunto per stimolare la riflessione e la discussione tra i bambini, sia sul tema proposto che su altri aspetti correlati.
11
12
1. MARIOLINA VA IN CITTA’
Mariolina è una bambina
che non abita in città.
In campagna, fra uccelletti,
prati, alberi e ruscelli
Mariolina ha la sua casa.
Per trovare Federico,
suo cugino di città,
oggi in viaggio con la mamma
Mariolina se ne va.
Con affianco Federico
ora è uscita Mariolina
per la strada di città
quando esclama con sorpresa:
“Oh che traffico c’è qua:
moto, auto e rumori,
luci, clacson ed incroci.
Ho bisogno di capire
come muovermi sicura
in un traffico così”.
Del tuo aiuto ha bisogno
Mariolina qui in città.
Forza digli quel che sai
sul traffico e la strada
ed aiutala a capire
come andare
in giro sicura.
13
GIOCHI E ATTIVITA’
Colora il disegno dell’incrocio.
14
2. LA STRADA E LE SUE REGOLE
Tutte le persone che si spostano per la strada a piedi sono chiamate pedoni. Il marciapiede è appunto il luogo della strada riservato ai pedoni, dove auto, moto e bici non possono circolare.
Guarda ora i disegni: in quale delle due situazioni Mariolina attraversa la strada in modo corretto?
Disegno 1: Mariolina attraversa in mezzo alla strada, scansando i veicoli.
Disegno 2: Mariolina attraversa camminando sulle strisce pedonali.
Bene! Per attraversare la strada è importante camminare sulle strisce pedonali.
Le auto si devono fermare per lasciarti passare ma attenzione, prima di attraversare, assicurati sempre che le auto si fermino e ti diano la precedenza.
15
GIOCHI E ATTIVITA’
Colora il disegno dell’incrocio.
16
Cerchia con una matita rossa le situazioni in cui non vengono rispettate le regole della sicurezza.
17
Guarda le quattro vignette che mostrano Mariolina mentre attraversa la strada. Le vignette non
sono nell’ordine giusto, dì tu quale è la sequenza corretta.
18
3. IL SEMAFORO
Quando di fronte a te hai un semaforo, prima di attraversare guarda attentamente le luci.
In quale delle situazione che vedi qui Mariolina può attraversare senza pericolo?
Disegno 1: Mariolina attraversa con il rosso.
Disegno 2: Mariolina attraversa con il verde.
Come sai, il semaforo ha tre luci di colori diversi.
La prima luce in alto è il ROSSO e ti dice “ALT! Non è il tuo turno per passare, devi aspettare”.
La luce VERDE in basso invece significa: “AVANTI! Passa pure, tocca a te attraversare”.
La luce GIALLA al centro, infine, si accende dopo il verde per dirti: “Attenzione, sta per scattare il rosso! aspetta quindi sul marciapiede il prossimo verde, oppure se hai già cominciato
ad attraversare, affrettati ad arrivare al marciapiede di fronte.”
19
GIOCHI E ATTIVITA’
Colora le luci del semaforo nell’ordine giusto.
20
4. LA SICUREZZA IN AUTO
Viaggiare in auto a volte è divertente, a volte un po’ noioso, ma è importante pensare sempre
alla sicurezza.
In quale dei due casi Mariolina viaggia più sicura?
Disegno 1: Mariolina viaggia sul sedile anteriore senza cintura.
Disegno 2: Mariolina viaggia sul seggiolino appoggiato sul sedile posteriore con la cintura di sicurezza allacciata.
Che si vada vicino o lontano, prima di iniziare il viaggio, tutti i passeggeri dell’auto devono
agganciare la cintura di sicurezza e i bambini inoltre si devono sedere nei loro seggiolini.
Se qualcuno dimentica di agganciare la cintura, mi raccomando, ricordaglielo tu. Si tratta di
un gesto semplice ma molto importante, che protegge la nostra testa e il nostro corpo in
caso di incidente.
5. LA SICUREZZA IN AUTO
Il guidatore di un’auto ha molte responsabilità: deve portare tutti i passeggeri sani e salvi a
destinazione. Ma è anche importante che le altre persone presenti in auto non disturbino chi
guida.
Secondo voi, in quale auto si viaggia più sicuri?
Disegno 1: il papà di Federico alla guida mentre parla al cellulare. Federico e Mariolina non hanno
la cintura allacciata e si lanciano un pallone.
Disegno 2: Federico viaggia sul sedile posteriore con la cintura di sicurezza allacciata, il papà telefona usando il viva voce oppure l’auricolare.
Sì, per viaggiare in sicurezza è necessario che chi guida lo faccia con prudenza, concentrandosi sulla strada ed evitando di telefonare o fare altro mentre è al volante.
Ma la sicurezza dipende anche da voi piccoli: quando siete in auto, sedetevi sul seggiolino,
allacciate la cintura di sicurezza ed evitate di urlare a squarciagola!
21
GIOCHI E ATTIVITA’
In quale modo Mariolina viaggia più sicura in auto? Cerchia il disegno corretto.
E la mamma di Mariolina in quale situazione viaggia più sicura? Cerchia il disegno corretto.
In quale di queste situazioni chi guida lo fa in sicurezza? Cerchia il disegno corretto.
22
6. IL TRAFFICO E L’INQUINAMENTO
Le auto sono molto comode e utili, e spesso ci permettono di raggiungere posti lontani in
breve tempo e con poco sforzo. Ma i veicoli in circolazione sono sempre di più... e così man
mano l’aria che ci circonda si riempie di gas velenosi, si inquina.
In quale di queste situazioni Mariolina aiuta a mantenere l’ambiente pulito?
Disegno 1: Mariolina e la mamma arrivano a scuola a piedi.
Disegno 2: Ingorgo fuori dalla scuola. Mariolina e la mamma bloccate in macchina.
Usare sempre l’auto, anche quando si potrebbe andare a piedi, è una pessima abitudine: si
crea molto traffico e l’inquinamento aumenta.
Appena puoi, usa le gambe! Camminare o andare in bicicletta fa molto bene al corpo... e
all’ambiente!
23
GIOCHI E ATTIVITA’
Guarda i disegni e cerchia con il colore nero chi si sposta con un mezzo che inquina l’aria e con il
colore verde chi si sposta senza causare inquinamento.
24
Colora il disegno del ciclista.
25
7. CONCLUSIONE
La strada è di tutti: di chi va a piedi, in bici, in moto, in tram o in pullman.
Fare della strada un luogo sicuro dipende da noi, dai nostri comportamenti e dalle scelte che
facciamo ogni giorno.
Ricorda,
LA STRADA DELLA SICUREZZA SI COSTRUISCE INSIEME!
26
LAZIOSANITÀ
AGENZIA DI SANITÀ PUBBLICA
LA STRADA DELLA SICUREZZA
A piedi, in bici, in motorino, in auto: la sicurezza cresce con te.
A cura di
Regione Piemonte
Settore Pianificazione dei Trasporti
Settore Comunicazione Istituzionale
In collaborazione con
Regione Piemonte
Settore Istruzione
Settore Polizia Locale
Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca
Ufficio Scolastico Regionale
Revisionato da
Laziosanità – Agenzia di Sanità Pubblica della Regione Lazio
Progetto Editoriale
Eclectica - Torino
www.eclectica.it
Realizzazione
Ars Media - Torino
www.ars-media.it
© 2009 - Laziosanità - Agenzia di Sanità Pubblica
Fly UP